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Sociologia 2

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Titolo del test:
Sociologia 2

Descrizione:
sociologia culturale

Data di creazione: 2026/07/18

Categoria: Università

Numero di domande: 130

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L'oggetto principali di analisi degli studi postcoloniali riguarda: i processi di industrializzazione nei paesi sviluppati. le dinamiche interne alle società europee durante il colonialismo. l'eredità culturale, politica ed economica del colonialismo e dell'imperialismo. i movimenti nazionalisti europei del XIX secolo.

Le teorie postcoloniali criticano in particolare: il panafricanismo. l'eurocentrismo culturale e filosofico della modernità occidentale. il nazionalismo economico africano. la rivoluzione industriale.

L'obiettivo principale del collettivo dei Subaltern Studies era: superare la storiografia occidentale e il nazionalismo storico indiano, recuperando le voci subalterne. fondare una nuova scuola filosofica ispirata al marxismo ortodosso. promuovere il nazionalismo indù. espandere l'influenza culturale britannica in India.

L'autore a cui si ispirano i Subaltern studies rispetto al concetto di "subalterno" è: Edward Said. Antonio Gramsci. Karl Marx. Michel Foucault.

Secondo Gayatri Chakravorty Spivak per "violenza epistemica" si intende: la repressione militare contro i movimenti di liberazione. il rifiuto dei popoli colonizzati di adottare tecnologie moderne. la cancellazione o subordinazione delle conoscenze dei popoli colonizzati. la violenza contro le donne.

Secondo W.E.B. Du Bois, la "linea del colore" rappresenta: una divisione geografica tra Africa ed Europa. una distinzione biologica tra diverse popolazioni. una teoria artistica dell'Ottocento. una separazione sociale e simbolica che preclude l'accesso ai diritti e alla cittadinanza alla popolazione nera.

Secondo Achille Mbembe, il corpo nero nel sistema globale ha il ruolo di: è visto come neutrale e privo di connotazioni sociali. è completamente emancipato e integrato. rimane un luogo di proiezione di paure e pratiche di espropriazione. è simboli di successi in ambito spoirtivo e artistico.

Il concetto di "pluriversalismo" elaborato da Walter Mignolo indica: l'esportazione della cultura europea su scala globale. la coesistenza dialogica di molteplici epistemologie e modi di vita. la creazione di una nuova egemonia europea. l'eliminazione di tutte le differenze culturali a favore di un universalismo di diritti.

Con il concetto di "delinking" Mignolo intende: l'abbandono della cultura tradizionale in favore della modernizzazione. il collegamento tra modernità e tecnologia digitale. la globalizzazione dell'economia. la disconnessione epistemica dalle logiche eurocentriche.

Secondo Enrique Dussel, il concetto di "transmodernità" indica: un ritorno alla modernità classica. il semplice rifiuto della modernità occidentale. un superamento della modernità riconoscendo il ruolo delle storie e delle resistenze globali. un'accettazione totale della modernità capitalista.

Negli studi decoloniali la relazione tra modernità occidentale e colonialismo si configura come: la modernità si è sviluppata indipendentemente dal colonialismo. il colonialismo è stato eliminato con l'indipendenza politica delle colonie. la modernità occidentale è strettamente legata allo sfruttamento coloniale. il colonialismo non ha influenzato la costruzione della modernità.

Quijano ha introdotto il concetto di: femminismo intersezionale. colonialità del potere. colonialità del genere. orientalismo.

Secondo Quijano, per colonialità del sapere si intende: il processo attraverso cui le colonie ottengono indipendenza culturale dopo la decolonizzazione politica. la diffusione globale del sapere tecnologico europeo nel mondo coloniale. il dominio delle epistemologie europee che escludono e gerarchizzano i saperi non occidentali. l'imposizione della religione cristiana come unico sistema di conoscenza legittimo.

L'idea principale espressa da Edward Said nel suo testo "Orientalismo" riguarda: l'Occidente e l'Oriente sono concetti geografici ben distinti. L'Occidente ha costruito l'Oriente come subordinato e stereotipato per giustificare il colonialismo. Le culture orientali sono intrinsecamente misteriose e esotiche. La dicotomia Oriente- Occidente è scomparsa con la fine del colonialismo.

La violenza di genere perpetrata da uomini migranti viene spesso rappresentata nei media come: una conseguenza di appartenenze a culture arretrate e patriarcali. un raptus individuale o problemi psicologici. una conseguenza dell'abuso di alcol. un problema legato alla cultura patriarcale occidentale.

Nella rappresentazione mediatica nei film su ragazze con background migratorio Harvey critica: l'assenza di conflitti intergenerazionali nelle loro storie. la mancanza di rappresentazioni di famiglie tradizionali. la contrapposizione tra famiglie migranti viste come patriarcali e un Occidente idealizzato. una rappresentazione idealizzata delle culture non occidentali.

Secondo Dosekun il problema principale delle campagne femministe occidentali nei confronti del Sud globale è: tendono a ignorare le pratiche femministe locali. si concentrano esclusivamente sui diritti delle donne occidentali. utilizzano solo campagne social. sono troppo focalizzate sui problemi del Nord globale.

Secondo Spivak per "violenza epistemica" si intende: la violenza fisica verso i gruppi marginalizzati. la cancellazione delle forme di conoscenza delle popolazioni marginalizzate. l'imposizione di norme culturali occidentali nei media. la rappresentazione stereotipata delle donne nei media.

Secondo Chimamanda Ngozi Adichie Il pericolo di una storia unica è: la sovrabbondanza di narrazioni e diverse. la mancanza di storie di povertà e di sofferenza nei media. l'incapacità di rappresentare correttamente le società occidentali. la semplificazione e stereotipizzazione dell'esperienze di gruppi marginalizzati.

La politica della citazione negli studi decoloniali implica: aggiungere semplicemente autori marginalizzati nelle bibliografie. escludere autori occidentali dalle bibliografie. cambiare la prospettiva di analisi includendo autori marginalizzati. ridurre le bibliografie accademiche per semplificare gli studi.

Sara Farris definisce il femonazionalismo come: l'incontro tra femminismo radicale e diritti LGBTQ+. la strumentalizzazione del femminismo a favore di politiche anti-immigrazione. l'alleanza tra movimenti femministi e socialisti. una critica alle pratiche neoliberali nell'educazione.

Per "catene globali della cura" si intende: il sostegno delle donne migranti ai movimenti femministi. il lavoro di cura svolto da donne migranti nei paesi ricchi, a scapito delle loro famiglie. la rete di supporto familiare nelle società multiculturali. il processo di emancipazione delle donne occidentali.

Secondo Farris e Rottenberg il concetto "femmismo neoliberale" implica: l'esclusione delle donne proletarie e razzializzate. l'inclusione delle donne migranti. la promozione della giustizia sociale a livello globale. il rifiuto dei valori della classe media.

Per visione costruttivista delle culture si intende: le culture sono sistemi chiusi e immutabili nel tempo. le culture si definiscono solo attraverso le tradizioni religiose. le culture migranti tendono a perdere i propri tratti originari. le culture sono in continua evoluzione e influenzate da fattori storici, sociali ed economici.

Secondo gli studi postcoloniali un effetto del colonialismo riguarda: la completa eliminazione delle differenze culturali. l'omogeneizzazione culturale tra i popoli. La creazione di una contrapposizione tra "noi" e "loro" e la costruzione di un'immagine di inferiorità del non occidentale. La liberazione delle donne non occidentali dai vincoli culturali.

Uno degli effetti delle migrazioni sulle culture è: Le culture si rafforzano nella loro versione originaria. le persone adottano sempre la cultura del paese ospitante. Le migrazioni generano atteggiamenti diversi: rifiuto, conservazione o mescolanza culturale. La cultura d'origine viene completamente abbandonata.

Secondo bell hooks, una prospettiva femminista decolonizzata comporta: salvare le donne non occidentali dalle loro culture. focalizzarsi sulle pratiche sessiste nei paesi occidentali. promuovere un modello unico di femminismo occidentale. mettere in relazione pratiche sessiste globali, mostrando come il sessismo sia presente in tutti i contesti culturali.

Lo scopo delle "azioni contro-intuitive" proposte nel Manuale IGIV è: imporre le regole della cultura ospitante. uscire dalla logica "noi versus loro" proponendo regole comuni condivise. favorire l'integrazione culturale attraverso l'assimilazione. rispondere a comportamenti problematici rafforzando i confini culturali.

L'obiettivo principale degli spettacoli teatrali dell'associazione Almateatro è: offrire una lettura interculturale delle discriminazioni di genere e decostruire gli stereotipi. denunciare la cultura d'origine delle donne migranti. promuovere una visione puramente occidentale del femminismo. analizzare le problematiche delle donne migranti.

Lo spettacolo "Chi è l'ultima?" che mette a confronto MGF e chirurgia estetica vaginale evidenzia che: e pratiche estetiche occidentali sono sempre libere da condizionamenti sociali. solo le donne africane sono soggette a pressioni culturali. la pressione sociale sul corpo delle donne è diffusa in diversi contesti culturali, anche se si manifesta in modi diversi. le pratiche estetiche occidentali sono più dannose delle MGF.

I concetti di sesso e razza sono descritti come: caratteristiche biologiche immutabili. costruzioni sociali storicamente determinate. cati empirici oggettivi. fenomeni completamente separati l'uno dall'altro.

L'origine storica dell'intersezione tra sessismo e razzismo è: la rivoluzione industriale. il colonialismo. i movimenti femministi. la nascita della pubblicità moderna.

Il concetto di "porno tropics" introdotto da Anne Mclintock significa: l'esaltazione dell'industria pornografica nelle colonie. la diffusione di immagini coloniali nei media contemporanei. l'erotizzazione del rapporto tra Occidente e il resto del mondo. la rappresentazione delle donne coloniali come passive e represse.

Sarah Baartman nota come "Venere Ottentotta" era: una scrittrice sudafricana. una figura mitologica inventata per rappresentare l'alterità. una pittrice nota per i suoi ritratti. una donna indigena sfruttata e oggettivata come curiosità antropologica nell'Europa coloniale.

Il corpo nero femminile è rappresentato nelle pubblicità: come simbolo di forza e indipendenza. in maniera sessualizzata e animalizzata. in modo neutrale e privo di stereotipi. come un corpo che sfida le convenzioni razziali.

La modella Naomi Campbell viene spesso rappresentata come: una pantera nera in ambientazioni esotizzanti. una figura neutra priva di connotazioni. un'icona del femminismo contemporaneo. una figura completamente estranea alle rappresentazioni coloniali.

Il messaggio implicito della pubblicità del detersivo Ava con Calimero è: promuovere la diversità culturale. associare il colore nero allo sporco e la bianchezza alla purezza. denunciare le ingiustizie sociali. lottare contro il razzismo.

Il fenomeno del colorismo è: una forma di razzismo tra gruppi etnici diversi. una preferenza estetica senza implicazioni sociali. una discriminazione basata sulla tonalità della pelle all'interno della stessa comunità etnica. un movimento per valorizzare le tonalità di pelle più scure.

La relazione tra colorismo e colonialismo si configura come: il colorismo non ha radici nel colonialismo. il colonialismo ha eliminato il colorismo. il colorismo si è sviluppato durante il colonialismo come sistema di valori basato sulla supremazia della pelle chiara. il colorismo è un fenomeno recente legato ai media moderni.

L'uso di immagini sessiste e razziste nelle pubblicità: si trova solo nelle pubblicità commerciali. è una pratica esclusiva della propaganda politica di destra. è completamente assente nei media moderni. è presente nelle pubblicità commerciali ma anche in alcune campagne sociali.

Secondo Anja Loomba (2000), le donne colonizzate nei testi letterari coloniali venivano rappresentate come: figure rispettate e indipendenti. barbare e promiscue da un alto o passivamente sottomesse dall'altro. simboli di emancipazione femminile. modelli di uguaglianza sociale.

Il velo islamico nelle rappresentazioni mediatiche prevalenti viene considerato come: simbolo di alterità e sottomissione femminile. simbolo di seduzione. Simbolo di emancipazione femminile. secondo una connotazione neutra.

Il complesso dell'Occidente come "conquistatore-liberatore" si è originato durante: l'epoca contemporanea. la rivoluzione industriale. il colonialismo. l'avvento del cinema.

Uno degli obiettivi principali dell'Associazione Donne Musulmane d'Italia (ADMI) è: promuovere la rimozione del velo islamico tra le donne musulmane. correggere l'immagine distorta delle donne musulmane nei media e sensibilizzare sui loro diritti. organizzare eventi culturali per l'assimilazione delle donne musulmane nella società occidentale. supportare esclusivamente le donne che decidono di indossare il velo.

La creazione della campagna #TraditionallySubmissive nel Regno Unito è stata motivata da: la discriminazione sul lavoro contro le donne musulmane. la mancanza di rappresentazione delle donne musulmane nei media. la richiesta di rimuovere il velo nei luoghi pubblici. le dichiarazioni del primo ministro Cameron sulle donne musulmane come "traditionally submissive".

Il ruolo delle hijabies è quello di: fashion blogger che propongono un tipo di moda rivolto a giovani donne musulmane che include l'uso del velo. attiviste politiche che propongono l'uso del velo in Occidente. stiliste che progettano abiti tradizionali per donne musulmane. leader religiose che insegnano il valore spirituale del velo.

La pagina Facebook "Hijab Elegante" denuncia: la presenza di un modello unico e stereotipato di bellezza e di moda in Occidente. l'imposizione del velo alle giovani ragazze musulmane. la discriminazione di genere nelle comunità musulmane. la mancanza di opzioni di moda per le donne musulmane.

L'obiettivo principale di giovani intellettuali musulmane italiane nel loro lavoro multimediale è: promuovere l'eliminazione del velo islamico. denunciare l'islamofobia e la percezione del velo come simbolo di sottomissione. promuovere l'assimilazione culturale delle ragazze musulmane in Italia. sostenere l'imposizione del velo per rafforzare l'identità culturale.

Il tema principale del docufilm "Porto il velo, adoro i Queen" è: le regole religiose sull'uso del velo nelle diverse culture. le difficoltà lavorative delle donne musulmane in Italia. il percorso di tre giovani donne musulmane che sfidano i pregiudizi e le discriminazioni in Italia. l'imposizione del velo da parte delle comunità musulmane.

La graphic novel "Sotto il velo" di Takoua Ben Mohamed rappresenta: una guida spirituale per le giovani musulmane. una serie di vignette ironiche sulle percezioni sociali legate al velo islamico. una critica alle società occidentali. una critica alle società musulmane.

Secondo la concezione essenzialista, le differenze di comportamento tra uomini e donne derivano da: dalla cultura e dai processi di socializzazione. da differenze biologiche. da scelte individuali. dal contesto storico e geografico.

Simone de Beauvoir con l'espressione "Donna non si nasce, lo si diventa" intende che: le donne hanno ruoli biologici immutabili. l'identità femminile è una costruzione sociale e storica. gli uomini definiscono il ruolo delle donne nella società. le donne devono aderire ai valori maschili.

Margaret Mead, nei suoi studi antropologici, sostiene che le differenze di genere: Sono determinate principalmente da fattori biologici. sono innate e universali. variano culturalmente e non sono innate. dipendono unicamente dall'educazione ricevuta.

La differenza principale tra i concetti di "sesso" e "genere" è: il sesso è sociale, mentre il genere è biologico. il sesso è un concetto psicologico, mentre il genere è anatomico. il sesso è biologico, mentre il genere è una costruzione sociale. il sesso è sinonimo di genere.

Secondo Gayle Rubin, il "Sistema sesso/genere" rappresenta. la divisione naturale tra uomini e donne. l'organizzazione sociale basata su attributi biologici per costruire ruoli di genere che opprimono le donne. un modello culturale che promuove l'eguaglianza. un insieme di stereotipi naturali.

Nel sistema binario il "femminile" è associato a: la sensibilità e la sfera privata. la forza fisica. la sfera pubblica. l'essere un soggetto desiderante.

Il termine "socializzazione di genere" si riferisce a: il processo di apprendimento di abilità intellettuali comuni a entrambi i sessi. l'insegnamento della biologia nelle scuole per comprendere le differenze sessuali. la socializzazione tra persone con interessi simili indipendentemente dal sesso. il processo mediante il quale le persone (a partire dalla prima infanzia) apprendono le norme di comportamento associate al proprio sesso.

Con il termine "iper-ritualizzazione" Goffman intende con riferimento alle pubblicità: la rappresentazione realistica dei ruoli quotidiani di uomini e donne. l'esagerazione di gesti e posture che rinforzano ruoli di genere stereotipati, spesso idealizzati e irrealistici. l'assenza di riferimenti alle questioni di genere nelle pubblicità. una rappresentazione di uomini e donne in ruoli interscambiali.

Con il termine "segregazione formativa orizzontale" si fa riferimento a: la separazione degli studenti in base al rendimento scolastico all'interno della stessa scuola. l'accesso diseguale all'istruzione superiore in base al ceto sociale. la divisione degli studenti tra scuole pubbliche e private. la tendenza di studenti e studentesse a seguire percorsi di studio differenziati per materie (scientifiche versus umanistiche).

Il concetto di "curriculum nascosto" si riferisce: al programma scolastico ufficiale stabilito dal Ministero dell'Istruzione. agli insegnamenti extracurricolari offerti dalle scuole, come sport e laboratori artistici. all'insieme di valori, norme e atteggiamenti trasmessi implicitamente attraverso la routine scolastica, le regole e le relazioni quotidiane. al programma che ogni insegnante sceglie di fare in base alle proprie scelte didattiche.

Il femminismo liberale ha avuto origine: tra il XVII e il XVIII secolo. tra la fine del XVIII e l'inizio del XX secolo. dopo la Seconda Guerra Mondiale. alla fine del Novecento.

L'obiettivo principale della prima ondata era: l'ottenimento dei diritti civili e politici, in primis il diritto di voto. il diritto all'aborto. il riconoscimento delle differenze tra donne. la lotta alla violenzxa di genere.

L'autrice di "A Vindication of the Rights of Woman" è: Susan B. Anthony. Elizabeth Cady Stanton. Mary Wollstonecraft. Kimberlé Crenshaw.

Con lo slogan "il personale è politico" si intende: che solo le donne politicamente attive contano. che i problemi privati non devono essere discussi. che la politica dipende dalle questioni personali. che anche aspetti privati come la sessualità e la famiglia sono questioni politiche.

L'obiettivo dei gruppi di autocoscienza nati nella seconda ondata femminista è: educare gli uomini al rispetto delle donne. creare spazi solo femminili per rielaborare una cultura delle donne. preparare testi legislativi di riforma. scrivere manifesti politici.

Kimberlé Crenshaw ha introdotto il concetto di: intersezionalità. sorellanza globale. femminismo della differenza. teoria queer.

Le teorie queer riguardo all'identità di genere affermano che: è sempre determinata biologicamente. è una costruzione sociale fluida. può essere misurata scientificamente. è immutabile dalla nascita.

Con il termine transfemminismo si intende: l'esclusione degli uomini dal discorso femminista. l'alleanza tra donne cisgender e transgender nella lotta contro il sessismo. l'abolizione del concetto di genere. il ritorno ai ruoli di genere tradizionali.

Il movimento che è diventato globale dopo aver avuto origine in Argentina nel 2015: #metoo. #HeforShe. Ni una menos. Non una di meno.

Nel 1975 fu introdotta in Italia la riforma relativa a: diritto di famiglia. aborto. divorzio. diritto di voto femminile *.

Uno dei principali contributi di Magnus Hirschfeld agli studi di genere del Novecento è stato: ha introdotto il concetto di identità di genere basata su fattori biologici. ha documentato e sostenuto le vite delle persone non conformi al sesso assegnato alla nascita. ha elaborato una teoria genetica dell'identità di genere. ha condannato gli interventi chirurgici di riassegnazione sessuale.

L'innovazione introdotta da John Money riguarda: ha stabilito che l'identità di genere è determinata esclusivamente dal sesso biologico. ha dimostrato scientificamente l'inutilità delle operazioni di riassegnazione. ha proposto di eliminare ogni distinzione tra maschile e femminile. ha distinto tra sesso biologico e genere, evidenziando il ruolo dei fattori psicologici e culturali.

Uno degli aspetti più criticati dell'esperimento condotto su David Reimer è stato: l'uso di ormoni femminili senza effetto. la mancata autorizzazione da parte della comunità scientifica. l'assenza di consenso informato e la segretezza sull'identità biologica. la mancanza di consenso da parte dei genitori.

Secondo Judith Butler l'identità di genere è: una caratteristica genetica innata e stabile. un insieme di scelte consapevoli fatte nell'età adulta. una performance ripetuta che costruisce l'identità nel tempo. un ruolo sociale imposto esclusivamente dalla famiglia.

La principale implicazione della teoria della performatività di genere è: l'identità di genere può essere determinata solo con test medici. il genere è il risultato di atti e norme sociali ripetuti, non un'essenza interna. ogni individuo nasce con un'identità di genere chiara e immutabile. le donne devono tornare a ruoli tradizionali per rafforzare l'identità femminile.

Secondo Judith Butler il concetto di sesso deve essere inteso come: un dato puramente biologico. non un fatto puramente biologico ma anche un prodotto di discorsi e norme. un sinonimo di orientamento sessuale. un sinomino di corpo.

Secondo Michael Warner, il concetto di "eteronormatività" indica: il rispetto per tutte le forme di sessualità e genere. la convinzione che l'omosessualità sia un'opzione legittima. l'idea che l'eterosessualità sia la norma naturale e privilegiata. un sistema che promuove l'identità fluida.

Il termine "queer" nel contesto politico e teorico degli anni '90 è stato : utilizzato unicamente come insulto. abbandonato a causa della sua ambiguità. usato per descrivere comportamenti criminali. riappropriato dalla comunità LGBTQ+ come identità politica inclusiva e critica verso le norme.

La prospettiva queer riguardo alle identità sessuali e di genere sostiene che: solo le identità LGBTQ+ sono valide. solo le identità eterosessuali sono valide. le identità sono narrazioni fluide e non fisse. le identità sono essenze universali e naturali.

Secondo le teorie queer, l'effetto dell'eteronormatività sulle persone eterosessuali riguarda: le protegge da discriminazioni sociali. impone modelli rigidi di maschilità e femminilità. garantisce privilegi economici senza conseguenze. le discrimina rispetto alle persone LGBTQ+.

L'obiettivo principale degli studi critici su uomini e maschilità è: promuovere i diritti degli uomini. proporre un modello universale di maschilità. rendere visibili le dinamiche di genere che coinvolgono gli uomini. rafforzare il modello della maschilità egemonica.

La differenza principale tra i men's studies e il men's rights movement è: i men's studies si focalizzano sulla biologia maschile. il men's rights movement ha una prospettiva femminista. il men's rights movement si sviluppa in ambito universitario. i men's studies adottano strumenti della teoria femminista, il men's rights movement no.

Secondo La Cecla la maschilità si caratterizza come: una qualità biologica e naturale. una pratica fondata su grazia e sensibilità. una pratica performativa legata al timore dell'inadeguatezza. una costruzione sociale superata.

Secondo la ricerca "The State of Italian boys", i bambini italiani: non comprendono i concetti di genere. hanno consapevolezza delle nuove maschilità, ma esitano a esprimerle pubblicamente. mostrano comportamenti stereotipati. accettano facilmente le attività considerate femminili.

Il concetto di maschilità egemonica coniato da Raewyn Connell indica: un ideale di maschilità raggiunto dalla maggior parte degli uomini. la forma di maschilità statisticamente prevalente. una norma culturale che legittima gerarchie di genere tra uomini e donne e tra uomini stessi. una forma di maschilità tipica delle culture non occidentali.

Il concetto di "silenzio degli uomini" di Michael Addis indica: la tendenza maschile a evitare il dialogo politico. la disconnessione emotiva dovuta alla pressione normativa della maschilità. l'isolamento sociale imposto dalla maschilità egemonica. il rifiuto maschile della comunicazione familiare.

Nella teoria della "Man box", l'omosessualità: è considerata una minaccia rispetto alla maschilità vera. deve essere rispettata come qualsiasi orientamento sessuale. è irrilevante rispetto alla costruzione della maschilità. è una forma di maschilità complice.

La maschilità subordinata secondo Connell: è propria degli uomini che sono esclusi socialmente come i migranti, le minoranze etniche, la classe proletaria. è considerata una versione fallita della maschilità egemonica ed è incarnata dagli uomini gay o effeminati. è propria di coloro che non hanno tutte le caratteristiche per incarnare l'ideale della maschilità egemonica ma usufruiscono comunque di alcuni suoi privilegi. è propria degli uomini non occidentali.

La caratteristica centrale del modello di "Caring Masculinities" proposto da Karla Elliott è: la competizione tra uomini. il ritorno alla maschilità tradizionale. la valorizzazione della cura e il rifiuto del dominio. la creazione di quote per uomini impegnati in professioni di cura.

Secondo Joan Tronto la cura è: un'attività esclusivamente femminile. un'opzione sociale secondaria. un'attività scarsamente retribuita. un'attività fondamentale per mantenere e riparare il mondo in cui viviamo.

L'Organizzazione mondiale della Sanità definisce la violenza di genere come: un comportamento aggressivo rivolto a tutti gli individui indistintamente. qualsiasi atto lesivo legato al sesso, genere o identità di genere della vittima. un conflitto tra persone della stessa famiglia. la violenza che accade in ambito domestico.

Una delle principali cause strutturali della violenza di genere è: l'aumento dei social network. le politiche economiche europee. la disuguaglianza di genere nell'ambito delle società patriarcali. la mancanza di educazione scolastica.

La percentuale di donne in Italiache ha subito almeno una forma di violenza fisica o sessuale nella vita, secondo i dati ISTAT del 2014 è: 31.50%. 10%. 51%. 25.50%.

La teen dating violence: è una forma di bullismo tra amici dello stesso sesso. indica la violenza fisica tra partner adulti. è un sinonimo di violenza domestica. comprende comportamenti violenti o minacciosi tra adolescenti in una relazione sentimentale.

Il grooming è: un tipo di scherzo tra coetanei sui social. il furto di identità digitale tra adolescenti. la manipolazione psicologica da parte di adulti per abusare sessualmente di minori. l'uso dei social per diffondere notizie false tra giovani.

Il sexting è: l'invio o la ricezione di contenuti erotici che possono essere usati per ricatti o abusi. l'uso di app per incontri tra adulti consenzienti. un video game con contenuti di natura sessuale. una forma di pubblicità digitale con contenuti di natura sessuale.

Tra i 4 mandati della maschilità secondo Pacilli non rientra: il mandato della dominazione. il mandato dell'empatia. il mandato della prodezza. il mandato dell'eterosessualità.

Con il concetto di "vigilanza sulla maschilità" si intende: il controllo esercitato dai genitori sulla vita scolastica dei figli. la pressione tra ragazzi per far rispettare le norme dominanti sulla maschilità. l'osservazione clinica dei comportamenti adolescenziali. la sorveglianza digitale contro il cyberbullismo.

Con il termine "boycode" si intende: un insieme di regole scolastiche per studenti maschi. un codice informatico usato per proteggere la privacy. le norme culturali che impongono ai ragazzi il controllo delle emozioni. un linguaggio segreto tra adolescenti.

Lo scopo principale dell'esercizio della "man box" è: insegnare il rispetto delle regole sociali. classificare i ragazzi secondo il livello di forza. premiare chi aderisce perfettamente alla maschilità dominante. riflettere sui modelli tradizionali di maschilità e i relativi costi emotivi e sociali.

Le femministe postcoloniali criticano il concetto di sorellanza globale perché: ignora le differenze tra le donne del Sud globale e quelle occidentali. si fonda esclusivamente sulle esperienze delle donne del Sud del mondo. promuove un femminismo radicale. non è utile nella lotta contro il patriarcato.

La donna del "terzo mondo" viene spesso rappresentata dal femminismo occidentale come: una figura complessa e attiva. un soggetto eterogeneo e storicamente situato. un soggetto omogeneo, statico e vittimizzato. un modello da seguire.

Spivak critica il femminismo occidentale perché: promuove il pensiero marxista. non si occupa per niente delle donne del terzo mondo. manca di riferimenti teorici. critica le pratiche delle donne "altre" senza mettere in discussione se stesso.

Il pensiero di Angela Davis e Patricia Hill Collins nella riflessione femminista postcoloniale ha avuto il ruolo di: mettere in discussione la necessità del femminismo stesso. contribuire a una critica intersezionale che lega razza, genere e classe. sostenere la superiorità delle teoria femminista afro-americana. enfatizzare il patriarcato come unico asse di oppressione.

Secondo Chandra Mohanty la solidarietà femminista deve: essere guidata solo da donne del Sud globale. ignorare le differenze per essere veramente inclusiva. fondarsi su un'identità globale omogenea. essere una solidarietà non colonizzante, fondata sulla critica al capitalismo e al colonialismo.

Con il concetto di "politiche trasversali" Yuval Davis intende: alleanze basate su valori condivisi, riconoscendo prospettive e posizionamenti diversi. un movimento che unisce tutte le donne a prescindere dalle differenze. una solidarietà basata su identità comuni e culturali. un rifiuto della collaborazione tra donne di contesti diversi.

Secondo Maria Lugones il concetto di "colonialità del genere" indica: la naturalizzazione del patriarcato nelle società africane. l'imposizione coloniale di un sistema binario, patriarcale e razzista che disumanizza i colonizzati. l'inutilità della categoria di genere nell'analisi sociale. l'idea è che il colonialismo ha portato ad un miglioramento delle condizioni per le donne colonizzate.

I corpi razzializzati secondo il pensiero decoloniale vengono rappresentati come: soggetti liberi da controllo sociale. espressione di culture locali indipendenti. oggetti sessualizzati, controllati e sfruttati dal potere coloniale. modelli di emancipazione femminile.

Françoise Vergès nel suo concetto di "femminismo civilizzatore" critica: l'uso del femminismo come giustificazione per il dominio occidentale su donne non bianche. il fondamentalismo islamico. il femminismo marxista. il femminismo postcoloniale.

Una delle principali critiche di Sara Ahmed al femminismo occidentale riguarda: la sua attenzione esclusiva alla religione islamica. il suo universalismo fondato su fantasie di distanza e prossimità. la mancanza di impegno nella lotta per i diritti civili. il suo relativismo culturale.

Il podcasting si distingue dalla radio tradizionale per: la possibilità di superare i vincoli spaziali e temporali e la dimensione più intima. l'assenza di vincoli legati ai diritti d'autore. l'utilizzo esclusivo di formati video. contenuti solo audio.

Il podcasting rispetto ai media tradizionale offre il vantaggio di: una maggiore regolamentazione dei contenuti trasmessi. la diffusione di contenuti solo per comunità locali. la possibilità di coinvolgere attivamente soggetti marginalizzati tradizionalmente esclusi dal sistema dei media. una maggiore diffusione.

La piattaforma Afroitalian Souls ha come obiettivo: promuovere esclusivamente contenuti legati alla bellezza afro. contrastare la disinformazione sulla percezione delle persone nere in italia. realizzare un database sulla presenza di persone afrodiscendenti in Italia. promuovere corsi sui media digitali.

Nel Podcast "Sulla razza", il termine "razza" viene usato come: un concetto biologico. un costrutto sociale. un termine desueto che non dovrebbe oiù essere usato. un termine da usare solo nel contesto anglosassone.

Il termine "razza" viene usato con cautela nel contesto accademico italiano: perché è associato esclusivamente al colonialismo anglosassone. perché è ritenuto irrilevante negli studi accademici. perché non esiste una traduzione italiana appropriata. perché si vuole evitare di perpetuare l'idea di razze biologiche.

L'obiettivo principale del podcast "Sulla Razza" è: analizzare esclusivamente le politiche coloniali italiane. tradurre concetti anglosassoni sulla razza nella realtà italiana. offrire corsi accademici sull'intersezionalità e il razzismo. sensibilizzare sul linguaggio inclusivo nella società italiana.

Il tema principale affrontato dal podcast "Blackcoffee" è: la storia coloniale italiana. le politiche migratorie dell'Unione Europea. la costruzione dell'identità per le persone afrodiscendenti in Italia e in Europa. la letteratura postcoloniale africana.

Un elemento tecnico che distingue "The Chronicles of a Black Italian Woman" dagli altri podcast è: la lingua inglese e l'audience globale. l'invio di newsletter agli iscritti. la presenza di contenuti aggiuntivi di approfondimento. la presenza anche su Youtube.

Il Podcast "Blackcoffee" intende coinvolgere anche il pubblico bianco: decostruendo l'idea che il razzismo riguardi solo le comunità nere e affrontando il tema del privilegio bianco. utilizzando un linguaggio neutro e apolitico. parlando di personaggi storici bianchi. utilizzando la lingua inglese.

I podcast presentati sono accomunati da: la stessa tipologia tecnica di podcast. la realizzazione da parte di giovani intellettuali italiane afrodiscendenti. l'offerta di corsi di formazione gratuiti. l'offerta di corsi di formazione a pagamento.

I tre cambiamenti principali registrati nelle pubblicità a partire dagli anni Duemila riguardano: un maggiore utilizzo di celebrità, l'aumento delle pubblicità online, e l'uso di colori vivaci. l'attenzione alla body positivity, l'empowerment femminile, e una minore tolleranza verso la sessualizzazione del corpo femminile. la body positivity, la pubblicità di prodotti biologici, una maggiore inclusione sociale. l'aumento della pubblicità rivolta agli uomini, l'uso di modelli non professionisti, e la riduzione dei costi di produzione.

Per femvertising si intende: pubblicità rivolte alle donne che promuovono prodotti di bellezza. campagne pubblicitarie che sfidano gli stereotipi di genere e promuovono l'empowerment femminile. pubblicità sessualizzate con protagoniste femminili. marketing aggressivo orientato alla conquista del mercato femminile.

Il concetto di "confidence culture" fa riferimento a: la cultura della sicurezza maschile. l'obbligo sociale di aderire agli standard tradizionali di bellezza. l'idea che le donne devono amare sé stesse e avere fiducia nei loro corpi. la promozione della diversità nei media pubblicitari.

L'obiettivo principale della campagna Dove - Real Beauty Campaign riguardava: promuovere prodotti cosmetici innovativi. raggiungere un pubblico giovane attraverso i social media. sostenere il movimento femminista globale. celebrare la bellezza autentica e promuovere l'inclusività.

Un obiettivo della campagna Always - #LikeAGirl lanciata da Procter & Gamble nel 2014 era: dimostrare che le bambine sono più forti dei bambini nel praticare sport. contrastare gli stereotipi negativi legati all'espressione "like a girl" e valorizzare l'autostima femminile. sottolineare l'importanza dell'attività fisica per le nuove generazioni. sottolineare l'importanza dell'attività fisica per le ragazze.

Secondo Rosalind Gill, individualizzazione del femminismo nel femvertising comporta la conseguenza di: ridurre il femminismo a una questione personale, depoliticizzandolo. favorire l'emancipazione collettiva delle donne. promuovere l'uguaglianza di genere nelle aziende. vendere più facilmente i prodotti di bellezza.

Con il termine "commercializzazione del femminismo" Rosalinda Gill fa riferimento a: la promozione di campagne contro la discriminazione di genere. la creazione di movimenti collettivi di donne contro il consumismo. la sensibilizzazione delle aziende sui diritti delle donne. l'utilizzo dei valori femministi come strumento di marketing per vendere prodotti.

Il concetto di "sensibilità postfemminista" secondo Rosalind Gill porta a: un approccio che promuove l'empowerment collettivo delle donne. l'idea che l'empowerment richieda un costante autodisciplinamento femminile. la rappresentazione di donne come soggetti indipendenti e liberi. il fatto che gli obiettivi del femminismo sono già stati raggiunti.

Secondo Saveria Capecchi, l'aspetto positivo a cui può portare il femvertising riguarda: promuovere un femminismo comunitario e politico. incentivare l'autosorveglianza e l'autostima femminile. aumentare i consumi femminili. cambiare la percezione comune del femminismo, rendendolo accessibile a un pubblico più vasto.

Le caratteristiche evidenziate nelle campagne di femvertising sono: la promozione di prodotti cosmetici di lusso. l'uso di modelle professioniste con corpi conformi agli standard tradizionali. l'inclusività e la valorizzazione della diversità femminile. l'attenzione ai canoni estetici tradizionali.

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