option
Domande
ayuda
daypo
ricerca.php

Ric edu

COMMENTI STATISTICHE REGISTRI
FAI IL TEST
Titolo del test:
Ric edu

Descrizione:
ricerca educativa

Data di creazione: 2026/05/08

Categoria: Personale

Numero di domande: 300

Valutazione:(0)
Condividi il test:
Nuovo commentoNuovo commento
Nuovo commento
NESSUN RECORD
Contenuto:

I tre fattori di cambiamento indicati nel Libro Bianco del 1996 (Commissione delle Comunità europee) sono: la società dell'informazione; l’estensione a livello mondiale degli scambi; la civiltà scientifica e tecnica. la società dell'infosfera; la sostenibilità; la civiltà umanistica e tecnica. agire in modo autonomo; interagire in gruppi eterogenei; utilizzare strumenti interattivamente. la società del XXI secolo; la civiltà delle nuove tecnologie; l'informatizzazione.

Il rapporto DeSeCo (Definition and Selection of Competencies) (Ryken, Salganik, 2007) aveva come obiettivo quello di: misurare e osservare le competenze in uscita dall'obbligo di istruzione. fornire un solido quadro concettuale per informare l'identificazione delle competenze chiave e rafforzare le indagini internazionali che misurano il livello di competenza di giovani e adulti. certificare le competenze logico matematiche nei ragazzi tra I 15 e I 17 anni. costruire e fornire un framework di competenze nel passaggio di livello in ambiente lavorativo.

Le competenze chiave per l'apprendimento permanente nella Raccomandazione del Parlamento europeo e del Consiglio aggiornate nel 2018 sono: 1) agire in modo autonomo;2) interagire in gruppi eterogenei; 3) utilizzare strumenti interattivamente. 1) comunicazione nella madrelingua; 2) comunicazione nelle lingue straniere; 3) competenza matematica e competenze di base in scienza e tecnologia; 4) competenza digitale; 5) imparare a imparare; 6) competenze sociali e civiche; 7) spirito di iniziativa e imprenditorialità; 8) consapevolezza ed espressione culturale. 1) competenza alfabetica funzionale, 2) competenza multilinguistica, 3) competenza matematica e competenza in scienze, tecnologie e ingegneria, 4) competenza digitale, 5) competenza personale, sociale e capacità di imparare a imparare, 6) competenza in materia di cittadinanza, 7) competenza imprenditoriale, 8) competenza in materia di consapevolezza ed espressione culturali. 1) Capacità di relazionarsi bene con gli altri; 2) Capacità di cooperare; 3) Capacità di gestire e risolvere i conflitti.

Il Quadro europeo delle qualifiche per l'apprendimento permanente (EQF) nelle Raccomandazione del Parlamento europeo e del Consiglio: individua 8 livelli EQF, descritti in Conoscenze, Abilità e Competenze ciascuno dei quali definito da una serie di descrittori che indicano i risultati dell'apprendimento relativi alle qualifiche a tale livello, in qualsiasi sistema delle qualifiche tale quadro è recepito. Ogni Paese membro individua i livelli raggiunti nel proprio ciclo di istruzione. individua le conoscenze professionali da possedere in ambito disciplinare da misurare attraverso livelli numerici da 1 a 10. descrive un'indagine internazionale promossa dall'OCSE nata con lo scopo di valutare con periodicità triennale il livello di istruzione degli adolescenti dei principali paesi industrializzati. istituisce un programma per la valutazione internazionale delle competenze degli adulti.

Al decreto attuativo n.59 del 19 febbraio 2004 sono allegate: le Indicazioni nazionali degli obiettivi specifici di apprendimento per i licei. le Linee guida Istituti Tecnici e Professionali. il modello nazionale di Certificazione delle competenze del primo ciclo d'istruzione. le Indicazioni nazionali relative alla scuola dell'infanzia e al primo ciclo dell'istruzione.

Con le Indicazioni nazionali relative alla scuola dell'infanzia e al primo ciclo dell'istruzione del 2004. viene consegnato per la prima volta il modello nazionale di Certificazione delle competenze del primo ciclo d'istruzione. vengono introdotte a livello legislativo caratterizzazioni pedagogiche attraverso l'inserimento nella normativa primaria il concetto di Unità di apprendimento. vengono introdotte a livello legislativo caratterizzazioni pedagogiche attraverso l'inserimento nella normativa primaria il concetto di Unità didattica. vengono introdotti criteri di valutazione e la definizione puntuale dei parametri di misurazione del voto.

Il d.min. n 139 del 2007 Regolamento recante norme in materia di adempimento dell'obbligo di istruzione definisce: le 8 Competenze chiave di cittadinanza per il biennio nel secondo ciclo d'istruzione. le 8 Competenze chiave di cittadinanza per la scuola primaria. il Quadro nazionale delle qualificazioni. i Traguardo di Competenza e i Campi di esperienza.

Le 8 Competenze chiave di cittadinanza per il biennio nel secondo ciclo d'istruzione sono: 1) agire in modo autonomo;2) interagire in gruppi eterogenei; 3) utilizzare strumenti interattivamente 4) competenza digitale; 5) imparare a imparare; 6) competenze sociali e civiche; 7) spirito di iniziativa e imprenditorialità; 8) consapevolezza ed espressione culturale. 1) comunicazione nella madrelingua; 2) comunicazione nelle lingue straniere; 3) competenza matematica e competenze di base in scienza e tecnologia; 4) competenza digitale; 5) imparare a imparare; 6) competenze sociali e civiche; 7) spirito di iniziativa e imprenditorialità; 8) consapevolezza ed espressione culturale. 1) competenza alfabetica funzionale, 2) competenza multilinguistica, 3) competenza matematica e competenza in scienze, tecnologie e ingegneria, 4) competenza digitale, 5) competenza personale, sociale e capacità di imparare a imparare, 6) competenza in materia di cittadinanza, 7) competenza imprenditoriale, 8) competenza in materia di consapevolezza ed espressione culturali. 1) Imparare ad imparare, 2) Progettare, 3) Comunicare, 4) Collaborare e partecipare 5) Agire in modo autonomo e responsabile, 6) Risolvere problemi, 7) Individuare collegamenti e relazioni, 8) Acquisire ed interpretare l'informazione.

Nel Quadro europeo delle qualifiche per l'apprendimento permanente (EQF) del 2008 per competenza s'intende: il risultato dell'assimilazione di informazioni attraverso l'apprendimento. Le conoscenze sono un insieme di fatti, principi, teorie e pratiche relative ad un settore di lavoro o di studio. Nel contesto del Quadro europeo delle qualifiche le conoscenze sono descritte come teoriche e/o pratiche. le capacità di applicare conoscenze e di utilizzare know-how per portare a termine compiti e risolvere problemi. Nel contesto del Quadro europeo delle qualifiche le abilità sono descritte come cognitive o pratiche. la comprovata capacità di utilizzare conoscenze, abilità e capacità personali, sociali e/o metodologiche, in situazioni di lavoro o di studio e nello sviluppo professionale e personale. Nel contesto del Quadro europeo delle qualifiche le competenze sono descritte in termini di responsabilità e autonomia. i risultati dell'apprendimento significativo dopo un ciclo di studi completo.

Il documento presentato nel d.min n742 del 2017, Finalità della certificazione delle competenze presenta: le Indicazioni nazionali degli obiettivi specifici di apprendimento per i licei. un documento nazionale di certificazione delle competenze da rilasciare nella quinta primaria e nella terza classe della secondaria di I grado che rappresenta il 1 livello EQF. un documento nazionale di certificazione delle competenze da rilasciare nella quinta primaria e nella terza classe della secondaria di I grado che rappresenta il 4 livello EQF. un modello di certificazione a cura di INVALSI.

Indichi quale tra i seguenti ragionamenti rappresenta la relazione tra fini e mezzi centrale nel pensiero pragmatista: in diversi stati, ancora oggi si pratica la mutilazione degli organi genitali femminili per ragioni religiose. Questa pratica lede un diritto universale di un essere umano. Diritto che affonda le sue radici nel valore indiscutibile della dignità femminile. per ridurre il traffico di stupefacenti bisognerebbe rendere poco redditizia questa attività. L'obiettivo potrebbe essere raggiunto vendendo gli stupefacenti a un prezzo molto basso ai consumatori abituali e a un prezzo molto alto ai consumatori occasionali. la questione ambientale ha un grande rilievo. Sino ad oggi abbiamo considerato la terra una fonte inesauribile di risorse. Sulla base di questa percezione, abbiamo utilizzato le risorse ambientali a nostro piacere. È bene smetterla: rischiamo di rovinare un bene che ha un valore intrinseco. il compito fondamentale della scienza è quello di scoprire la verità. Per questa ragione, da un lato, la scienza non può essere influenzata dalle credenze religiose. Dall'altro non può essere piegata alla soluzione dei problemi dell'uomo di natura politica, sociale, economica, educativa o di altro genere.

Indichi per quale ragione si riconosce a una competenza un carattere pragmatista: perché l'esercizio di una competenza prevede l'orchestrazione di una serie di risorse finalizzata alla soluzione di un problema. perché nel momento si è chiamati all'esercizio di una competenza allora l'attività che si sta svolgendo acquisisce un carattere ludiforme. perché una competenza è attivata per risolvere un problema presente. Ed è proprio al presente che il pragmatismo attribuisce un valore particolare. perché l'esercizio di una competenza prevede lo svolgimento di un'azione. Nel pragmatismo l'azione dell'individuo sull'ambiente ha un ruolo centrale.

Indichi in quale delle seguenti attività ludiche è più probabile che il mezzo procedurale si trasformi in mezzo materiale: nel gioco del calcio. nei giochi tradizionali, come nascondino. nei giochi che si svolgono con le costruzioni. nei video-giochi.

Con quale tipo di ragione si familiarizza un individuo quando viene abituato a ordinare i mezzi disponibili per conseguire un fine: con la ragion pratica. con la ragione sociale. con la ragione oggettiva. con la ragione strumentale.

Indichi a cosa si riduce la verità quando la ragione strumentale prevale sull'oggettiva: a ciò che è giusto. alla falsificazione di un'ipotesi. a ciò che soddisfa. a ciò che funziona.

Alla luce della teoria del capitale umano, indichi come viene percepito un lavoratore nel neoliberalismo statunitense: come un consumatore. come elemento di una catena di montaggio. come un'impresa individuale. come un lavoratore dipendente.

Uno studente universitario si sente poco vigoroso. Un farmaco potrebbe rappresentare un mezzo per accrescere il proprio rendimento nello studio. Decide, quindi, di rivolgersi al suo dottore. Indichi che tipo di investimento rappresenta questo comportamento: in salute. in capitale umano. in istruzione. in produttività.

Indichi per quale ragione "homo oeconomicus" è considerato controllabile: l'"homo oeconomicus" è il modo con cui viene percepito un individuo nel neoliberalismo statunitense. Un consumatore è controllabile nella misura in cui si controllano le informazioni che utilizza per assumere decisioni di spesa. l'"homo oeconomicus" è considerato come un ingranaggio di una catena di montaggio. L'ingegnere che disegna il processo di produzione di un bene conseguentemente esercita un grande potere sulla vita lavorativa dell'"homo oeconomicus". l'"homo oeconomicus" utilizza le sue competenze, le sue risorse come mezzi per risolvere i problemi che pone il suo contesto di vita. Controllare il suo ambiente significa controllare l'homo oeconomicus. l'"homo oeconomicus" è uno dei fattori che concorrono alla produzione dei beni. All'inizio dell'era industriale, è stato controllabile dagli industriali a causa dell'assenza delle organizzazioni sindacali che difendevano i suoi diritti.

Sul piano educativo, qual è probabilmente l'operatore attraverso il quale i dispositivi biopolitici esercitano il loro potere sull'essere umano: la didattica per competenze. la ragione strumentale. la relazione coniugata tra fini e mezzi. il ludiforme.

Indichi quali sono le conseguenze del ragionamento critico che abbiamo sviluppato intorno al concetto di "competenza": la didattica per competenze è asservita ai poteri economici. Occorre tornare a un'impostazione più tradizionale e più democratica. sviluppare competenze significa sviluppare il capitale umano, ossia ridurre un individuo a "homo oeconomicus". E questo è inaccettabile. il concetto di "competenza" sembra esser stato legittimato troppo rapidamente. È necessaria una riflessione critica su di esso. il concetto di competenza favorisce una democratizzazione dei processi di istruzione. Consente, infatti, di superare il nozionismo della didattica.

Abbiamo intenzione di stimare la diffusione del bullismo nelle scuole secondarie di I grado di tre grandi città italiane. Utilizziamo un questionario anonimo. Indichi a chi è necessario somministrarlo: agli studenti. ai docenti. ai genitori degli studenti. a tutto il personale scolastico.

Attraverso un questionario strutturato desidero falsificare l'ipotesi per cui l'orientamento politico di diverse testate giornalistiche nazionali influenza il modo con cui queste testate trattano il tema dell'educazione e dell'istruzione. Indichi a chi si potrebbe somministrare il questionario: alla redazione dei giornali. al direttore delle testate. ai giornalisti dei quotidiani. agli articoli pubblicati.

Questa è la definizione di inchiesta fornita da Piergiorgio Corbetta: «un modo di rilevare informazioni: a) interrogando, b) gli stessi individui oggetto della ricerca, c) appartenenti ad un campione rappresentativo, d) mediante una procedura standardizzata di osservazione, e) allo scopo di studiare le relazioni esistenti tra le variabili». Individui l'errore presente al suo interno: riguarda il punto b), ossia l'unità di analisi. riguarda il punto c), ossia il piano di campionamento. riguarda il punto d), ossia gli strumenti di rilevazione. riguarda il punto e), ossia lo scopo: corroborare o falsificare le ipotesi.

Tra le seguenti domande una sola è diretta. Indichi qual è: Hai mai prestato un tuo oggetto personale a un compagno o a una compagna di classe omosessuale. Nelle ultime tre settimane, hai mai fumato cannabis insieme ai tuoi compagni e alle tue compagne di classe. Hai invitato alla festa per il tuo diciottesimo compleanno, un compagno o una compagna di classe di colore. Hai fatto 'serata' (cena, discoteca o altro) con un compagno o una compagna di classe affetta da ritardo mentale medio.

In un questionario sulle abitudini di lettura dei giovani adulti, si pone agli intervistati la seguente domanda: 'Nelle ultime due settimane, quante volte ha letto un quotidiano?'. Indichi che tipo di informazione rileva il quesito: informazioni socio-anagrafiche. un'opinione. un atteggiamento. un comportamento.

In un questionario finalizzato a stimare il piacere che provano i giovani adulti nei confronti della lettura, si pone agli intervistati la seguente domanda: 'Nelle ultime due settimane, quante volte ha letto un quotidiano?'. Indichi che tipo di informazione rileva il quesito: informazioni socio-anagrafiche. un'opinione. un atteggiamento. un comportamento.

Per Pierre Bourdieu l'oggettivazione conseguente all'uso di domande altamente strutturate è necessaria. Ne indichi la ragione: permette di stimare in che misura un vasto insieme di individui abbia interiorizzato un certo atteggiamento all'interno di uno specifico contesto storico. permette di portare alla luce le disposizioni interiorizzate da un gruppo di individui che si manifestano attraverso comportamenti regolari. consente di rilevare informazioni su campioni rappresentativi di una popolazione permettendo di capire quali fattori influenzano l'opinione della popolazione su di un certo fenomeno. consente di comprendere in che misura un comportamento è il prodotto dell'adattamento razionale di un gruppo di individui alle condizioni ambientali.

Lei sta facendo un'indagine sulle abitudini sessuali dei e delle maggiorenni che frequentano l'ultimo anno della scuola secondaria di II grado in Italia. L'obiettivo è di ottenere risultati generalizzabili all'intera popolazione. Pone un quesito sulle pratiche onanistiche. Indichi se porrebbe una domanda ad alta o a bassa strutturazione: una domanda aperta, somministrata da un intervistatore, sarebbe preferibile a una domanda chiusa. Questo comporterebbe la disponibilità delle risorse necessarie per coprire le spese di raccolta dei dati e di post-codifica delle risposte. il tema è molto delicato: un numero elevato di intervistati potrebbe omettere la risposta o mentire. A prescindere dalle risorse, quindi, sarebbe opportuno proporre una domanda aperta. l'indagine riguarda l'intera popolazione dei maggiorenni. Sarebbe, quindi, opportuno formulare una domanda chiusa seguendo tutte le accortezze che permettono, nonostante il tema, di rilevare risposte valide e attendibili. la domanda aperta, soprattutto con la presenza di un intervistatore è la più adatta quando i temi sono delicati. Comporta lo svantaggio della post-codifica. La domanda chiusa non ha questo svantaggio, ma la risposta potrebbe poco valida, conforme alle norme del gruppo di appartenenza.

Indichi quale gruppo di ricercatori cercherebbe di evitare il più possibile la presenza dell'intervistatore nelle proprie inchieste: oggettivisti. costruittivisti. uniformisti. individualisti.

Si analizzi l'asserto seguente: 'Una ricerca e uno strumento di valutazione devono consentire di fotografare la realtà. La scelta tra domande aperte e chiuse è subordinata a questo obiettivo'. Indichi quale tipo di ricercatore è più probabile che la pronunci: uniformisti. individualisti. oggettivisti. costruittivisti.

Indichi qual è la ragione per cui appare necessario un cambiamento paradigmatico dei dispositivi valutativi: i dispositivi di valutazione 'tradizionali' sono probabilmente efficaci quando l'utenza scolastica è numericamente contenuta e rappresentata soprattutto da figli dall'alta borghesia. Se la base sociale è diversa il dispositivo valutativo 'tradizionale' causa una selezione tra gli studenti che appare come un antidemocratico esercizio di potere. la valutazione 'tradizionale' sembra essere un dispositivo di conservazione del potere detenuto dalle classi egemoni. Il processo di democratizzazione avvenuto nell'ultimo secolo, che ha pienamente investito il sistema dell'istruzione, richiede un diverso dispositivo valutativo. Questo deve essere permettere all'individuo di esprimere se stesso e il suo potenziale senza dover pagare un contributo a norma sociali oramai anacronistiche. ogni società possiede un'immagine precisa del profilo desiderato della propria popolazione adulta. Delle competenze che gli adulti devono essere in grado di esercitare nella vita professionale e personale. Per garantire un benessere diffuso, il compito della scuola e soprattutto della valutazione - anche dei dispositivi valutativi extrascolastici (come quelli finalizzati alla certificazione delle competenze) - è di fornire queste competenze e di accertarsi che tutti le acquisiscano. Un processo che richiede un superamento del modello valutativo 'tradizionale'. com'è noto, la scuola aveva un impianto nozionistico. Il sistema valutativo 'tradizionale' era funzionale a questo impianto. Attualmente la scuola - insieme alle altre agenzie educative - deve sviluppare competenze. Queste sono articolate. I dispositivi valutativi devono cambiare per risponde con efficacia ed efficienza a questa articolazione.

La progettazione di una competenza è un processo articolato. Ne indichi la ragione: perché la prestazione che si richiede ad un utente è di livello elevato. In particolare se l'utente desidera accedere al sistema produttivo. Si pensi, per esempio, ad un operatore meccanico. Al termine del corso di Istruzione e formazione professionale deve essere in grado di risolvere i problemi meccanici di un'automobile. perché richiede lo svolgimento di attività formative diverse e interconnesse: alcune volte a istruire, altre allo sviluppo delle capacità di cooperazione, altre ancóra finalizzate allo sviluppo di soft skills. Inoltre, l'utente deve apprendere ad attivare queste risorse per risolvere un problema prossimo a quelli reali. perché lo sviluppo di una competenza chiama in causa diversi elementi che interagiscono tra loro. Sono fondamentali le conoscenze che possiede un individuo, il significato che quest'ultimo attribuisce al compito, la percezione di competenza che possiede, lo stile con cui identifica le cause del proprio successo e del proprio fallimento e così via. perché una prestazione è considerata competente quando presta attenzione a vari fattori. Le attività formative devono sviluppare una sensibilità alle norme che disciplinano l'esercizio di una competenza, alle soluzioni di un problema elaborate dalla comunità di appartenenza, alla capacità di mobilitare le risorse contestuali e via di seguito.

Molti educatori si rifiutano di attribuire voti al nido. Probabilmente a ragion veduta. Alcuni affermano che al nido non si valuta. Indichi quali sono le cause e/o le conseguenze di questa posizione: esistono grandi differenze tra gli utenti di un nido. Ognuno ha delle potenzialità e delle caratteristiche a cui l'attività educativa si deve adattare. I tempi e i ritmi di sviluppo sono, infatti, diversi. Compito degli educatori è di individuare questi ritmi per offrire stimoli adeguati. più che valutare al nido bisogna osservare, ossia guardare con attenzione e quotidianamente i comportamenti di tutti e di ciascun utente. Questo permette di individuare sia le strategie da utilizzare, per esempio, per calmare un bambino sia le attività da proporre in un certo momento. gli utenti del nido sono differenti. Tuttavia è bene che tutti raggiungano determinati traguardi socialmente accettabili. La mancanza di un dispositivo valutativo docimologicamente ben impostato impedisce di fornire a ogni utente gli stimoli di cui ha bisogno. al nido c'è meno necessità di valutare rispetto, per esempio, alla scuola. In questa, infatti, è importante che uno studente abbia un feedback che lo aiuti a raggiungere certi traguardi. Mentre al nido si adattano le attività ai livelli di maturazione degli utenti.

La valutazione formativa permette di: regolare gli interventi didattici sugli standard del gruppo di utenti. monitorare la diversità dei curricoli impliciti, ossia degli atteggiamenti maturati dagli utenti. migliorare la qualità dei risultati che gli utenti raggiungono al termine del percorso educativo, formativo o d'istruzione. adeguare la proposta didattica alle esigenze verificate di ciascun utente.

La valutazione sommativa serve a: costruire un bilancio consuntivo delle attività paidetiche e dei cambiamenti comportamentali, cognitivi ed emotivi. rilevare i nodi problematici che incontrano gli utenti che influenzano i processi paidetici e i relativi cambiamenti. consolidare le scelte didattiche ed educative in relazione alle mete formative indicate o concordate con gli organi istituzionali. identificare i progressi degli utenti nei comportamenti e nella gestione dei processi cognitivi ed emotivi.

Da un punto di vista strettamente tecnico, la valutazione formativa consiste: nell'assegnazione di un giudizio sintetico - o, nel caso della scuola e di alcuni suoi ordini, di un voto - agli utenti che indica il livello di raggiungimento degli obiettivi previsti. nella raccolta e nella comunicazione di informazioni riguardanti il livello di conseguimento da parte degli utenti degli obiettivi definiti nella progettazione. nell'analisi e nell'interpretazione delle informazioni riguardanti le caratteristiche degli utenti raccolte con uno strumento di valutazione. nell'espressione di un giudizio sulla persona degli utenti considerata complessivamente.

Il feedback ha un valore per diverse ragioni. Indichi qual è la principale: permette di valutare l'efficacia delle azioni educative realizzate. orienta la progettazione delle azioni educative da realizzare nel futuro. consente di dirigere i propri processi di apprendimento. facilita l'individuazione del capitale culturale sommerso.

È probabile che il feedback abbia un effetto anche sul piano motivazionale. Ne indichi la ragione: riconosce e apprezza il risultato conseguito, prodotto da un investimento di energie a volte oneroso. permette di comprendere con precisione quali sono gli obiettivi che non sono stati raggiunti e le cause che possono spiegare il fenomeno. consente al professionista dei processi educativi di stabilire una motivante relazione educativa con i propri utenti. indica i risultati che sono stati raggiunti, identifica le capacità possedute, orienta verso risultati conseguibili.

Esistono vari tipi di feedback. Indichi qual è quello finalizzato all'acquisizione di conoscenze procedurali, condizionali e causali: feedback di correzione e rinforzo. feedback di processo. feedback di auto-valutazione. feedback disciplinare.

L'utente di una comunità per minori mette ripetutamente i piedi, con le scarpe, sul divano mentre guarda il cellulare. Evidentemente si tratta di una mancanza di rispetto per le regole. Indichi come andrebbe interpretato questo comportamento nella prospettiva della valutazione formativa: è necessario che il minore apprenda ad essere responsabile delle proprie azioni così come richiede la società civile. Alla violazione è necessario, quindi, che seguano sia una sanzione sia una chiara spiegazione da parte degli educatori. la sanzione potrebbe essere necessaria. Ma probabilmente non è sufficiente per modificare certi comportamenti. A tal fine è opportuno che venga elaborato un progetto educativo finalizzato allo sviluppo di diversi atteggiamenti. la sanzione non è il dispositivo più efficace per far comprendere il significato di una regola. È necessario che l'équipe degli educatori individui dove sta sbagliando e spieghi correttamente all'utente le ragioni per cui dovrebbe modificare il proprio comportamento. dato che attraverso la sanzione si apprende poco è opportuno provvedere altrimenti. L'équipe degli educatori dovrebbe elaborare un progetto che conceda all'utente il tempo necessario per maturare differenti atteggiamenti.

Nel dibattito sul testing il concetto di "character skills" è stato formulato da: Gardner. Wiggins. Heckman. Visalberghi.

Uno dei critici della standardizzazione del sistema scolastico americano fu: Dewey. Binet. Gardner. Visalberghi.

Gardner sostiene che i test formali favoriscano alcune intelligenze a discapito di altre perchè: sono difficili da comprendere per alcuni studenti. sono progettati per studenti con un elevato Quoziente di Intelligenza. valutano prevalentemente le character skills. privilegiano l'intelligenza linguistica e logico-matematica.

Indichi, tra i seguenti, quale sia l'aspetto che caratterizza l'approccio di Gardner ai compiti autentici rispetto ai test formali: la somministrazione a intervalli regolari. l'osservazione diretta delle capacità in contesti pratici. la valutazione delle competenze logiche. l'uso esclusivo di prove scritte.

La tecnica del testing nel sistema scolastico americano moderno viene utilizzata per: valutare la qualità del sistema dell'istruzione. individuare gli studenti con difficoltà di apprendimento. predire il successo degli studenti all'interno del sistema produttivo. valutare lo sviluppo delle sette intelligenze che possiede un individuo.

Una delle critiche principali rivolte ai test di apprendimento a risposta chiusa secondo Heckman è la seguente: non tengono conto delle abilità cognitive degli studenti. ignorano le soft skills e le abilità non cognitive. sono troppo facili per gli studenti più dotati. si limitano alla valutazione dell'intelligenza verbale e della logico-matematica.

Una prova che rispetti i principi di validità ecologica potrebbe essere progettata nel modo seguente: integrando la valutazione di prodotto (misurata con test) con la valutazione di processo. somministrando un test che proponga la soluzione di problemi di vita quotidiana. utilizzando test scritti e standardizzati. valutando gli studenti durante attività che simulano contesti reali.

Indichi come si potrebbero applicare i principi della valutazione continua in un corso di laurea: attraverso verifiche scritte periodiche con funzione formativa. integrando la valutazione nelle attività di apprendimento quotidiane. assegnando progetti intermedi finali da svolgere individualmente o in gruppo. somministrando test semistrutturati con una cadenza almeno mensile.

Indichi di quale tipo di validità gode la valutazione autentica: degli effetti. di contenuto. ecologica. di costrutto.

Volendo valutare l'intelligenza interpersonale di uno studente indichi, tra le seguenti possibilità, quale attività si potrebbe proporre: chiedere di risolvere problemi disciplinari complessi. osservare il suo comportamento durante una negoziazione. proporre una prova scritta su temi di psicologia. intervistare le persone che conoscono a fondo lo studente.

La metodologia EAS nasce in italia nel 2013 dalla prospettiva didattica: del mobile Learning, o m-learning, la possibilità di accesso a contenuti formativi o didattici da qualsiasi dispositivo mobile che prevedeva una serie di progetti di ricerca sulla teoria e la pratica dell'apprendimento con i media mobil. della didattica integrata che proponeva percorsi che, esprimendo il cuore del proprio indirizzo di studi, integrano area umanistica e area scientifica promuovendo competenze trasversali di cittadinanza. della metodologia del Debate che permette di stimolare competenze trasversali, a matrice didattica ed educativa, e che ha come obiettivo ultimo il saper pensare in modo creativo e comunicare in modo efficace ed adeguato. del project based learning (PBL) un modello di insegnamento e apprendimento incentarto su compiti complessi, basati su domande stimolanti o problemi, che coinvolgono gli studenti nella risoluzione di problemi e nel processo decisionale.

La cornice teorica del metodo EAS è fondata sugli studi. della pratica basata sulle evidenze o prove d'efficacia - Evidence-based practice o EBP. inerenti piramide dei bisogni di Maslow, o scala gerarchica delle necessità umane. delle neuroscienze cognitive, della linguistica cognitiva e della media education. delle neuroscienze cognitive, della neurodidattica e della bioeducazione.

EAS siginifica: essere a scuola. episodi di apprendimento situato. episodi di accrescimento e sviluppo. essere apprendere e sviluppare.

L' EAS poggia la sua declinazione sui meccanismi dell'apprendimento quali: apprendimento per ripetizione, attraverso l'esperienza, per imitazione. apprendimento per ripetizione, attraverso l'evidenza, per imitazione. apprendimento per correzione, attraverso l'esperienza, per imitazione. apprendimento per correzione, attraverso l'esperienza, per funzionamento.

L'EAS è definibile come: episodio di didattica frontale, caratterizzato da una didattica trasmissiva e restituzione del compito e misurazione della performance. episodio legato ad una didattica di investigazione dove il docente pone un problema e valuta la strategia di risposta. una porzione di azione didattica, ovvero l'unità minima di cui consta l'agire didattico dell'insegnante in contesto; in quanto tale esso EAS può essere visto come Learning Object: piccole unità di lavoro circoscritto e autoconsistente. una porzione di azione didattica, all'interno di un compito autentico con una durata legata alla disciplina scelta (situata) e appresa anche nell'arco di un anno; compito caratterizato da una restituzione valutata per livelli.

Il metodo EAS può essere riassunto in sette tratti essenziali, suddivise in 3 fasi: la fase preparatoria, la fase ristrutturativa, la fase di imitazione. la fase operatoria, la fase di progettazione, la fase ristrutturativa. la fase preparatoria, la fase ristrutturativa, la fase di ripetizione. la fase anticipatoria o preparatoria, la fase operatoria, la fase riflessiva o ristrutturativa.

Nella fase preparatoria la logica didattica è: il problem solving. il learning by doing. il reflective learning. il role playng.

Nella fase operatoria la logica didattica è: il problem solving. il learning by doing. il reflective learning. il role playng.

Nella fase ristrutturativa la logica didattica è: il problem solving. il learning by doing. il reflective learning. il role playng.

Nella fase ristrutturativa lo studente: produce e condivide un artefatto. analizza criticamente gli artefatti; sviluppa riflessione sui concetti attivati. svolge I compiti, ascolta,legge e comprende. definisce I tempi dell'attività, organizza il lavoro individuale e/o di gruppo.

Se un ricercatore volesse studiare i significati personali attribuiti dagli studenti all'esperienza di apprendimento, quale metodologia sarebbe più appropriata secondo il paradigma fenomenologico-costruttivista: un'inchiesta con quesiti ad alta strutturazione. un esperimento per valutare l'efficacia del metodo in esame. un'intervista in profondità per esplorare le percezioni individuali. un'analisi statistica per identificare le variabili che influenzano sulla percezione degli studenti.

Indichi cosa può rappresentare la "finestra mentale attraverso la quale il ricercatore vede il mondo": l'essere. il pregiudizio. il mondo sociale. il paradigma.

Il paradigma di stampo costruttivista e fenomenologico: è orientato verso più realtà dialogizzate. usa solo tecniche quantitative di rilevazione dei dati. è orientato verso una visione di una realtà singola. si basa sul metodo sperimentale.

A parlare di "possibilità di integrazione conciliatrice tra le varie metodologie di indagine e le differenti impostazioni teoriche" è: Vannini. Pellerey. Guba. Trinchero.

Con "metodi misti" si intende: l'incompatibilità tra approcci quantitativi e approcci qualitativi. l'utilizzo di metodi di ricerca confusi. la possibilità di integrazione tra approcci metodologici diversi. l'uso di diversi metodi in modo disfunzionale.

Indichi qual è, secondo Dewey, la caratteristica principale del pensiero scientifico rispetto ad altre forme di pensiero: esso ha un carattere funzionale nella risoluzione dei problemi. esso è più potente perché ontologicamente superiore. esso rappresenta l'unica forma valida di indagine umana. esso è indipendente dalle situazioni problematiche quotidiane.

Qual è il significato del successo del pensiero scientifico secondo Dewey: è una prova ontologica della superiorità del pensiero scientifico. ha un carattere funzionale e risolve solo una parte dei problemi incontrati. indica che il pensiero scientifico è superiore al pensiero di buon senso. dimostra che il pensiero scientifico è l'unico metodo valido di indagine.

Indichi quale affermazione descrive meglio l'importanza della determinazione del problema nel processo di indagine secondo Dewey: essa ha un impatto modesto sull'efficacia delle soluzioni proposte. essa influenza l'identificazione delle ipotesi di soluzione. essa è un atto di carattere tecnico e oggettivo. essa dipende dall'osservazione dei fatti.

Secondo Dewey, un'ipotesi dovrebbe essere: derivata dalle teorie validate. basata sulla percezione individuale. verificabile attraverso prove empiriche. la definitiva soluzione del problema.

Indichi qual è, secondo Dewey, la relazione tra la teoria e la pratica nella ricerca scientifica. la teoria è il risultato finale della ricerca, mentre la pratica è il punto di partenza. la teoria è un insieme di principi astratti che guida la ricerca pratica. la pratica è l'applicazione della teoria a situazioni concrete per verificarne la validità. la teoria e la pratica sono due aspetti interconnessi di un unico processo di indagine.

Il linguaggio con cui si formulano i quesiti deve possedere determinate proprietà. Ne elenchiamo alcune. Indichi quella sbagliata: le domande devono utilizzare in maniera ineccepibile termini tecnici. è bene evitare l'uso di termini che abbiano un significato connotativo negativo. è opportuno che il testo dei quesiti e delle eventuali risposte non sia particolarmente lungo. sul piano sintattico, le domande e le eventuali risposte devono essere semplicemente.

A un campione di cittadini di età compresa tra i 65 e i 69 anni, viene somministrato un questionario. Una domanda chiede di indicare su di una scala che va da 0 a 10 qual è la fonte di radiazioni più pericolosa. Le fonti di radiazioni sono: 1) esami radiologici e medicina nucleare; 2) raggi cosmici; 3) reattori nucleari; 4) rocce di origine vulcanica. Indichi qual è il difetto della domanda: la scala di risposta, che varia da 0 a 10, è troppo ampia. Una scala a 5 intervalli avrebbe rilevato le stesse informazioni. la domanda si riferisce a un argomento che non è conosciuto da larga parte degli intervistati. alcune locuzioni, come reattori nucleari, hanno un significato negativo, ovvero incutono timore nei rispondenti. la domanda chiede opinioni e non si riferisce a comportamenti controllabili.

Bisogna inserire in un questionario una domanda aperta finalizzata a rilevare come gli studenti universitari organizzano il loro studio per un esame. Indichi come la formulerebbe: devi sostenere un esame, di solito come organizzi il tuo studio per superarlo con un voto alto. come consiglieresti a un tuo collega di organizzare lo studio degli esami per avere successo all'Università. nella preparazione dell'ultimo esame che hai sostenuto, come hai organizzato il tuo studio. Alcuni studiosi ritengono che è bene organizzare lo studio per sostenere un esame; altri pensano che non sia strettamente necessario. Qual è la tua opinione in merito.

In un questionario somministrato a una popolazione giovanile è stata inserita questa domanda: "Quali cose ti hanno deluso di più, finora, nella vita?". Il quesito ha un difetto. Indichi qual è: la domanda non indica un periodo di tempo. la domanda non è capace di discriminare tra i rispondenti. la domanda usa parole dal significato negativo. la domanda è vaga.

Alle seguenti domande si risponde per mezzo di una scala a cinque posizioni che va da "Completamente in disaccordo" a "Pienamente d'accordo". Indichi qual è la domanda che comporta una reazione curvilinea: lo studio è l'unico mezzo per avere successo nella vita. nella scuola primaria è opportuno promuovere tutti gli studenti. è possibile valutare uno studente senza utilizzare i classici voti scolastici. le scuole inclusive sono preferibili rispetto a quelle tradizionali.

Nell'esame di Pedagogia sperimentale, il docente somministra un questionario relativo alle strategie di studio degli studenti. Le risposte si forniscono su una scala a 5 posizioni che va da "Completamente in disaccordo" a "Pienamente d'accordo". Indichi qual è una delle possibili cause del response set: le domande potrebbero essere formulate con un linguaggio troppo astratto incomprensibile per qualche studente. qualche studente potrebbe fornire le risposte che, a suo avviso, piacciono al docente. tra le possibili risposte manca l'alternativa di risposta "Non so". Gli studenti che non hanno un'opinione sono costretti a compiere una scelta. qualche studente universitario applica le strategie di studio con costanza. In questo caso, le sue risposte tenderebbero a essere simili.

Indichi in che occasione si suggerisce l'uso di domande aperte: quando non si è sicuri che i rispondenti abbiano compiuto una certa azione. quando l'argomento potrebbe porre in imbarazzo gli intervistati. quando è possibile che la risposta degli intervistati sia conforme alle norme sociali. quando è possibile che gli intervistati non conoscano l'argomento.

Nei questionari anonimi finalizzati a stimare la diffusione del bullismo, si pone una domanda simile alla seguente: "Nelle ultime due settimane, quanti atti di bullismo hai compiuto?". Indichi la ragione per cui si introduce una delimitazione temporale: per circoscrivere reazioni curvilinee. per evitare sensazioni di imbarazzo. per facilitare la sincerità. per facilitare il ricordo.

In un questionario anonimo somministrato a donne vittime di abusi sessuali che hanno accettato di partecipare alla ricerca è stata posta la seguente domanda: "La violenza subita ha condizionato la sua capacità di lavoro?". Indichi qual è il limite della domanda: la risposta alla domanda è scontata; il quesito non è quindi discriminante. la domanda riguarda un tema delicato e imbarazzante. le intervistate risponderanno cercando di compiacere l'intervistatore. la domanda usa parole che hanno un significato negativo nella nostra cultura.

Una volta conclusa la formulazione delle domande, indichi quale operazione è necessario compiere per accertarsi che il questionario rilevi dati validi e attendibili: collegare le domande con gli obiettivi e le ipotesi che orientano e disciplinano la ricerca. prevedere le analisi statistiche che sarà necessario svolgere per corroborare o falsificare le ipotesi. svolgere una prova sul campo per rivedere le domande sulla base dei risultati ottenuti. procedere con la somministrazione su di un largo campione, possibilmente rappresentativo della popolazione.

Qual è il concetto chiave espresso da Visalberghi riguardo alla relazione tra pedagogia e scienze dell'educazione: opposizione netta. connessione trascurabile. rapporto non scontato. isolamento disciplinare.

Secondo Visalberghi, qual è il processo di espropriazione iniziato con Rousseau: affermazione della disciplina pedagogica. emergenza delle scienze dell'educazione. sviluppo delle competenze didattiche. approfondimento della formazione degli insegnanti.

Indichi qual è la principale critica mossa All'Enciclopedia delle scienze dell'educazione: l'artificiosità della struttura rappresentata. la mancanza di completezza disciplinare. la complessità delle relazioni interdisciplinari. l'omissione di discipline trasversali.

Indichi qual è la posizione di Visalberghi riguardo alla "crisi della pedagogia": l'educazione è in crisi solo in apparenza, mentre in realtà sta proliferando. la pedagogia deve essere sostituita dalle nuove scienze dell'educazione. la pedagogia è in declino irreversibile e destinata a scomparire. la pedagogia deve adattarsi ai tempi e utilizzare strumenti concettuali complessi.

Quali sono le critiche che si possono rivolgere all'Enciclopedia delle scienze dell'educazione: si basa su una visione troppo semplicistica della pedagogia. è troppo complessa e difficile da capire. non include tutte le discipline utili per l'insegnamento. la sua struttura simmetrica è artificiale.

Qual è il ruolo della ricerca empirica in educazione secondo Visalberghi: deve fornire risposte definitive alle domande sulla pedagogia. deve essere utilizzata per confermare le teorie pedagogiche esistenti. deve essere condotta in modo rigoroso, complesso e evitando interpretazioni forzose. deve essere condotta per valutare l'efficacia degli interventi didattici.

Secondo Aldo Visalberghi, qual è la causa principale della crisi della pedagogia: l'eccessiva enfasi posta sulla ricerca quantitativa. l'eccessiva semplificazione dei modelli di ricerca. l'eccessiva complessità dei metodi adottati. l'assenza di una teoria pedagogica unificata.

In che modo il concetto di circolarità delle scienze di Piaget ha influenzato l'idea di Visalberghi dell'Enciclopedia delle scienze dell'educazione: ha aiutato Visalberghi a formulare l'ipotesi di una struttura relazionale e non gerarchica. ha portato Visalberghi a riconsiderare il ruolo della pedagogia come disciplina autonoma. ha convinto Visalberghi che tutte le scienze dell'educazione sono ugualmente importanti. ha spinto Visalberghi a enfatizzare l'importanza della ricerca empirica in educazione.

Indichi in quale anno Visalberghi ha elaborato l'Enciclopedia delle scienze dell'educazione nella sua forma completa. 1965. 1986. 1972. 1970.

Come potrebbe un educatore moderno applicare i principi di Visalberghi sulla complessità delle scienze dell'educazione. concentrandosi più sulla ricerca empirica che sull'elaborazione teoria. specializzandosi in una delle scienze dell'educazione per diventare esperto. integrando diverse scienze dell'educazione per affrontare problemi complessi. applicando in una prospettiva critica i metodi tradizionali di insegnamento.

La Flipped Learning è: una teoria nata con la psicologia sociale. una teoria non ancora trasformata in metodo. un approccio innovativo che nasce dall'esigenza di una società che si confronta con le tecnologie quali nuovi media. una metodologia sperimentata che non prevede l'uso delle tecnologie ma solo della lezione frontale capovolta.

Celestine Freinet nel suo testo La scuola del fare afferma che: il lavoro didattico debba prevedere solo l'aggiornamento dei formati e rendere attrattiva la scuola con l'utilizzo degli strumenti e del nuovo linguaggio. il lavoro didattico non debba prevedere solo l'aggiornamento dei formati, o rendere attrattiva la scuola con il semplice utilizzo degli strumenti e del nuovo linguaggio. la tecnologia e I media debbano rimanere fuori della didattica e della pedagogia, in quanto distrattori. il lavoro didattico debba prevedere l'utilizzo di tutte le tecnologie che devono entrare nella didattica, senza però che la scuola che però esca dall'aula.

La prima forma di FL: si è sviluppata sia nel campo della prevenzione tra pari in ambiente informale, sia nelle scuole trasformandosi in una metodologia. inizia solo nella prima metà del 2000 quando viene pubblicato il testo "Flip Your Classroom: Reaching Every Student in Every Class Every Day". inizia con Platone che ne racconta le caratteristiche nel Fedro. inizia negli anni '90 quando Eric Mazur, professore di fisica all'Università di Harvard, conia il termine "peer instruction".

Flipped Learning e Flipped classroom: come indicato nella definizione di Flipped Learning, una classe capovolta può, ma non necessariamente, portare al Flipped Learning. sono due termini utilizzati per le due fasi della metodologia. sono due metodologie completamente diverse. sono due sinonimi dello stesso approccio metodologico.

I quattro pilastri della FL sono: Flexible Environment;Learning Culture; Intentional Content; Professional Educator. Flexible Environment;Learning Culture; Inverted content; Prosaic educator. Flexible Classroom;Learning enforced; Intentional Content; Professional Educator. Flexible Classroom;Learning Culture; Intentional Content; Procedure reverse.

Nella fase di Flexible Environment l'educatore: offre agli studenti l'opportunità di impegnarsi in attività significative senza che lui stesso sia centrale. fa da ponte a queste attività e le rende accessibili a tutti gli studenti attraverso la differenziazione e il feedback. differenzia i contenuti per renderli accessibili e rilevanti per tutti gli studenti. osserva e monitora continuamente gli studenti per apportare le opportune modifiche.

Nella fase di Learning Culture l'educatore: si mette a disposizione di tutti gli studenti per un feedback individuale, di piccolo gruppo e di classe in tempo reale, se necessario. offre agli studenti l'opportunità di impegnarsi in attività significative senza che lui stesso sia centrale. esca dall'aula e lascia lavorare in autonomia i gruppi. seleziona il materiale da lasciare nel repository.

Nella fase di intentional Content l'educatore: esca dall'aula e lascia lavorare in autonomia i gruppi. incontra le famiglie per comunicare la propria metodologia. differenzia i contenuti per renderli accessibili e rilevanti per tutti gli studenti. si confronta con gli altri educatori per stabilire insieme gli obiettivi di apprendimento.

Nella fase di intentional Content l'educatore: conduce valutazioni formative continue durante le ore di lezione attraverso l'osservazione e la registrazione dei dati per orientare l'insegnamento futuro. si mette a disposizione di tutti gli studenti per un feedback individuale, di piccolo gruppo e di classe in tempo reale, se necessario. esca dall'aula e lascia lavorare in autonomia i gruppi. incontra le famiglie per comunicare la propria metodologia.

Tra i punti di debolezza dell'approccio metodologico si rintracciano nella letteratura: il voler annullare la figura del docente sostituendo la lezione frontale con una videolezione; sostituire il materiale cartaceo e la penna. rumore durante I lavori di gruppo e destabilizzazione dell'aula nel cambio delle postazioni per creare il setting. il voler annullare la figura del docente sostituendo la lezione frontale con una videolezione; lasciare senza controllo gli studenti soli davanti ad un computer. privare il docente della cattedra eliminando il suo ruolo centrale quale unico trasmettitore di sapere.

Indichi qual è il punto di partenza di una ricerca empirica: l'individuazione di un problema da risolvere. la formulazione di un'ipotesi. l'elaborazione dello strumento per la raccolta dei dati. l'osservazione del ripetersi di un certo fenomeno.

Indichi cosa rappresenta una proposizione che formula una predizione empiricamente falsificabile: una deduzione. un'ipotesi. una teoria. una relazione tra concetti.

Indichi quale delle seguenti affermazioni è FALSA in merito al rapporto tra teoria e ricerca empirica: la ricerca empirica può portare alla revisione o all'ampliamento della teoria. la teoria è formulata sulla base di eventi che concorrono con una certa regolarità. la ricerca empirica non può generare nuove teorie. la teoria fornisce una cornice interpretativa per la ricerca empirica.

Indichi qual è il processo attraverso cui si traducono i concetti in termini concreti per la ricerca empirica: interpretazione. deduzione. induzione. operazionalizzazione.

In una ricerca si stima il "successo scolastico degli studenti". Di seguito presentiamo diverse traduzioni operative. Indichi quella che. variabile: motivazione all'apprendimento degli studenti; valori: alta, media, bassa; unità di analisi: gli insegnanti. variabile: superamento dell'anno scolastico; modalità: bocciato, promosso, eccellente; unità di analisi: le scuole. variabile: voti conseguiti al termine del secondo quadrimestre; modalità: da 6 a 10; unità di analisi: gli studenti. variabile: punteggi conseguiti a un test; modalità: da 0 a 45; unità di analisi: gli studenti.

In un'indagine sulla relazione tra l'uso dei social media e il rendimento scolastico degli studenti, indichi quale potrebbe essere una variabile operativa per misurare il "livello di utilizzo dei social media": numero di ore al giorno trascorse sui social media. numero di post pubblicati sui social media. opinione posseduta sui social media. frequenza con cui si accede ai social media.

Quale di questi esempi rappresenta una variabile nominale: il reddito annuale. il genere. il livello di istruzione. l'età.

Quale caratteristica distingue le variabili cardinali da quelle ordinali: le variabili cardinali permettono operazioni aritmetiche complete. le variabili cardinali non possono essere misurate o contate. i valori delle variabili ordinali non indicano alcun ordine logico. i valori numerici delle variabili cardinali non hanno significato quantitativo.

Quale delle seguenti affermazioni è FALSA in merito alle variabili cardinali: possono essere sia continue che discrete non ordinabili. sono le uniche variabili per cui è possibile calcolare la media e la deviazione standard. i valori numerici assegnati alle modalità rappresentano la distanza tra gli stati. le operazioni aritmetiche (addizione, sottrazione, moltiplicazione, divisione) sono ammesse.

Indichi quale delle seguenti affermazioni è CORRETTA in merito alle variabili quasi-cardinali: sono variabili continue con un'unità di misura convenzionale. sono variabili discrete con stati ordinabili e distanze note tra gli stati. sono variabili discrete con stati ordinabili ma distanze sconosciute tra gli stati. sono variabili nominali con stati non ordinabili.

Qual è il principale obiettivo della pedagogia sperimentale secondo Aldo Visalberghi: ridurre la complessità dei fenomeni educativi a variabili misurabili. applicare un metodo sperimentale per investigare fenomeni educativi specifici. contrastare le riduzioni e banalizzazioni della pedagogia tradizionale. sostituire completamente la pedagogia con le scienze dell'educazione.

Come descrive Visalberghi il rapporto tra pedagogia sperimentale e scienze dell'educazione: la pedagogia sperimentale è un modo di utilizzare diverse scienze dell'educazione. le scienze dell'educazione sono un ampliamento della pedagogia sperimentale. la pedagogia sperimentale si serve delle scienze dell'educazione per provare a falsificare ipotesi di ricerca ampie e articolate. la pedagogia sperimentale è una branca indipendente dalle scienze dell'educazione.

Qual è la principale sfida che Visalberghi identifica nell'applicazione di metodi sperimentali rigorosi alla ricerca educativa?. le risorse limitate a disposizione dei ricercatori educativi. le implicazioni etiche della manipolazione di variabili in contesti educativi. la difficoltà di controllare tutte le variabili che possono influenzare l'oggetto di studio. la mancanza di strumenti di misura standardizzati per valutare i risultati educativi.

Quale delle seguenti NON è una caratteristica della pedagogia sperimentale che Visalberghi cita?. l'uso di variazioni deliberate e controllate in contesti educativi. la formulazione di ipotesi sulle relazioni tra variabili. la raccolta e l'analisi di dati per testare le ipotesi. la generalizzazione dei risultati a contesti educativi più ampi.

Per Visalberghi, quale è il legame tra pedagogia sperimentale e valori morali: la pedagogia sperimentale dovrebbe evitare di occuparsi di questioni morali. la ricerca in pedagogia sperimentale è neutrale rispetto ai valori. la pedagogia sperimentale non può essere separata dai valori morali. i valori morali dovrebbero essere un oggetto di studio della pedagogia e non della pedagogia sperimentale.

Se un educatore vuole applicare i principi della pedagogia sperimentale in classe, quale dei seguenti approcci dovrebbe considerare prioritario secondo le teorie di Visalberghi: concentrarsi esclusivamente sui risultati quantitativi dei test standardizzati. integrare l'osservazione critica e la progettazione creativa nel curriculum. evitare completamente i metodi quantitativi in favore di quelli qualitativi. sviluppare un metodo educativo basato solo su ipotesi teoriche.

Perché Visalberghi sostiene l'uso di pre-esperimenti e quasi-esperimenti nella ricerca educativa, anche se potrebbero non soddisfare i più rigorosi standard di rigore scientifico?. perché forniscono le informazioni necessarie ai professionisti dell'educazione per orientare i processi educativi. perché è possibile che queste ricerche, essendo più semplici, le possa svolgere anche chi opera sul campo. perché sono più convenienti ed efficienti in termini di tempo rispetto agli esperimenti tradizionali. perché consentono ai ricercatori di studiare i fenomeni educativi in contesti più naturali.

Qual è il ruolo dei metodi qualitativi nella pedagogia sperimentale, secondo Visalberghi?. Fornire un mezzo per valutare le implicazioni etiche degli interventi di ricerca sperimentale. Fornire spunti complementari ai dati quantitativi, in particolare in contesti educativi complessi o sfumati. Sostituire completamente i metodi quantitativi, poiché sono più adatti alla comprensione del comportamento umano. Servire come passaggio preliminare nella ricerca, aiutando a generare ipotesi per successivi studi quantitativi.

Qual è l'anno in cui Visalberghi ha formulato una più ampia ipotesi di definizione della pedagogia sperimentale: 1951. 1965. 1986. 1990.

Se un ricercatore volesse seguire le indicazioni di Visalberghi nell'esplorare i comportamenti sociali degli studenti, quale approccio sarebbe più appropriato: condurre esperimenti con variazioni controllate su gruppi specifici. evitare gli studi qualitativi per non influenzare i risultati. adottare una metodologia quantitativa basata sulla raccolta dei dati attraverso questionari. dovrebbe effettuare osservazioni sistematiche per il tempo sufficiente a raccogliere informazioni su ogni utente.

Indichi qual potrebbe essere uno degli obiettivi principali delle unità didattiche: facilitare l'acquisizione del sapere necessario per l'esercizio delle competenze. permettere di appropriarsi del sapere attraverso l'apprendimento per scoperta. consentire lo sviluppo di competenze per mezzo di momenti di insegnamento strutturati. permette agli studenti di conseguire gli obiettivi previsti nelle Indicazioni nazionali e nelle Linee guida.

Indichi qual è la funzione della valutazione formativa prevista al termine di ogni unità didattica: valutare i risultati di apprendimento che ha conseguito ogni singolo studente. certificare il livello di competenza raggiunto dagli studenti. fornire un feedback per migliorare i processi di insegnamento e apprendimento. verificare se sono stati conseguiti gli obiettivi previsti per un'unità di apprendimento.

Un insegnante deve progettare un'unità didattica per introdurre un argomento complesso. La tecnica che potrebbe utilizzare per favorire l'apprendimento è la seguente: attivare le preconoscenze degli studenti per collegare il nuovo materiale a conoscenze già acquisite. investire sulla presentazione del contenuto centrale riducendo il tempo dedicato alla fase iniziale dell'unità didattica. proporre esercizi pratici riducendo in modo significativo l'introduzione dei concetti teorici. focalizzarsi solo sulle conoscenze procedurali piuttosto che sulle concettuali per favorire l'apprendimento attivo.

Per facilitare l'apprendimento di un concetto scientifico per prima cosa si dovrebbe investire: sulla mediazione didattica. sulla trasposizione didattica. sulla relazione educativa. sulla valutazione formativa.

Per "transfer dell'apprendimento", nel momento conclusivo di un'unità didattica, si intende: l'elaborazione di una valutazione finale che misura il livello di padronanza dello studente. la trasformazione della conoscenza concettuale in conoscenza procedurale per mezzo di esercitazioni. la capacità di ricordare, comprendere e applicare le conoscenze acquisite. la capacità di utilizzare le conoscenze acquisite in contesti diversi da quelli già incontrati.

Un docente vorrebbe progettare un modulo che favorisca il consolidamento delle competenze. L'approccio da adottare potrebbe essere il seguente: limitare i contenuti del modulo a un solo blocco tematico senza sovrapposizioni. concentrarsi in modo significativo sulla valutazione formativa e sul feedback. integrare parti di diversi blocchi tematici riproponendo i concetti chiave da prospettive diverse. eleborare un modulo che consenta di applicare ripetutamente quanto acquisito in precedenza.

Se uno studente mostra difficoltà nel collegare il materiale didattico a conoscenze pregresse, indichi quale strategia tra le seguenti potrebbe essere più efficace: riformulare l'intero contenuto in modo semplificato, eliminando gli aspetti più complessi e concentrandosi sui più semplici. utilizzare panoramiche iniziali per evidenziare i concetti chiave e creare un quadro di riferimento. consentire di svolgere diverse esercitazioni per rinforzare la memorizzazione e la comprensione. limitare il collegamento dei nuovi concetti con quelli già appresi per contenere una confusione non funzionale.

Il ruolo dei pedagogisti nella trasposizione didattica è il seguente: trasformano i saperi da insegnare in saperi volti a favorire l'apprendimento. progettano un dispositivo didattico che consenta di comprendere il sapere scientifico nella sua forma originale. elaborano pratiche sociali che semplificano l'apprendimento delle discipline scientifiche. sviluppano delle strategie didatticche molto differenti da quelle tradizionalmente utilizzate.

I tre momenti principali di un'unità didattica sono i seguenti: introduzione teorica, applicazione pratica, valutazione finale. momento di riflessione, momento di esercitazione, momento di verifica. momento iniziale, momento centrale o dialogico, momento conclusivo. fase di pianificazione, fase di apprendimento, fase di riepilogo.

Per progettare un impianto didattico modulare la valutazione diagnostica serve per: progettare moduli e percorsi ben definiti coerenti con gli obiettivi istituzionali dell'agenzia educativa. eliminare i blocchi tematici che risultano meno familiari agli studenti. adattare i contenuti alle caratteristiche degli studenti in base alle difficoltà di apprendimento rilevate. progettare un intervento che consenta di conseguire certi obiettivi a studenti che hanno determinate caratteristiche.

Indichi quale delle seguenti affermazioni relative all'osservazione è ERRATA: è un'attività intenzionale e finalizzata alla raccolta di informazioni. richiede competenze specifiche e strumenti adeguati. permette di raccogliere dati sia qualitativi che quantitativi. è uno strumento flessibile, sostenibile e semplice da utilizzare.

In merito all'osservazione occasionale, indichi tra le seguenti quattro qual è l'affermazione meno credibile: può richiedere troppo tempo e risorse. può portare a raccogliere informazioni non valide. può distorcere la realtà osservata per pregiudizi personali. non può sostenere una ricerca o una pratica valutativa.

Quali sono i quattro elementi costitutivi dell'osservazione: un educatore, un luogo casuale, un oggetto definito, strumenti specifici. un ricercatore, un contesto ampio, un tema, strumenti generici. un insegnante, un ambiente di studio, un soggetto, strumenti coerenti. un osservatore formato, un contesto scelto, un oggetto ben delimitato, strumenti adeguati.

Cosa significa "osservazione strutturata": l'osservatore non definisce obiettivi a priori e raccoglie dati vivendo insieme ai soggetti osservati. si osserva un aspetto specifico della realtà educativa e lo si rende oggetto di riflessione condivisa. si osserva un comportamento in una situazione definita, registrando fedelmente le informazioni. l'osservatore interviene per modificare le variabili indipendenti durante l'osservazione.

Quale delle seguenti affermazioni si riferisce a una fonte di distorsione che non riguarda i dispositivi di osservazione: reattività dei soggetti osservati. dimensioni ridotte del campione. aspettative dell'osservatore. effetto Pigmalione.

Qual è una delle tecniche suggerite per ridurre le distorsioni legate alle aspettative dell'osservatore: far condurre l'osservazione a una coppia di osservatori. aumentare la dimensione del campione osservato. utilizzare strumenti di registrazione più sofisticati. condurre l'osservazione in un contesto diverso da quello usuale.

Un ricercatore vuole studiare l'impatto di un nuovo programma di educazione artistica sulla creatività degli studenti. Quale tipo di osservazione sarebbe più appropriato utilizzare in questo caso?. osservazione non strutturata per documentare le diverse forme di espressione artistica degli studenti. entrambi i tipi di osservazione, combinati per ottenere una visione completa della creatività degli studenti. nessun tipo di osservazione è adatto a questo studio, poiché è necessario un metodo di valutazione quantitativo. osservazione strutturata con una checklist di comportamenti creativi specifici.

Un ricercatore vuole studiare l'interazione verbale tra insegnanti e alunni durante le lezioni di matematica. Indichi quale strumento di osservazione sarebbe più adatto per questa ricerca: check list. griglia di osservazione. sistema di categorie. scala di valutazione.

Qual è una caratteristica fondamentale dei sistemi di categorie: permettono l'inclusione di categorie durante l'osservazione. usano categorie flessibli per adattarsi in tempo reale alle caratteristiche del fenomeno. includono un numero molto ampio di categorie. le categorie devono essere reciprocamente escludenti.

Indichi cosa sono le griglie di osservazione: sono tabelle che elencano una serie di comportamenti o caratteristiche da osservare. sono strumenti che aiutano ad analizzare i dati raccolti durante l'osservazione. sono guide metodologiche per definire gli elementi costitutivi di un dispositivo osservativo. sono strumenti che permettono di annotare ciò che si osserva relativamente a un certo fenomeno educativo.

Indichi in quale anno Visalberghi espone chiaramente la sua concezione sulla filosofia dell'educazione: 1951. 1960. 1986. 1990.

Secondo Visalberghi, qual è uno dei compiti della filosofia: interpretare i conflitti alla luce del rapporto fini-mezzi. elaborare ipotesi capaci di orientare la ricerca educativa. formulare una critica delle immagini e delle pratiche educative. formulare ipotesi di risposta alle domande esistenziali che l'uomo si pone.

Secondo Visalberghi, quale caratteristica distingue la filosofia dell'educazione dalle altre discipline filosofiche: promuovere lo sviluppo del senso critico familiarizzando precocemente gli individui alle riflessioni filosofiche. la precisione con cui è definito il suo oggetto, limitato ai fenomeni educativi. adotta un approccio critico e problematizzante per riflettere sui problemi educativi. a differenza della filosofia, valorizza i risultati scientifici delle scienze dell'educazione.

Qual è la relazione tra la filosofia dell'educazione e la filosofia generale secondo Visalberghi: la filosofia dell'educazione sostituisce la filosofia generale. la filosofia dell'educazione è un'applicazione pratica della filosofia. sono due discipline distinte e separate. non esiste una filosofia dell'educazione autonoma dalla filosofia generale.

Quale strategia didattica suggerita da Visalberghi permette agli studenti di conseguire i risultati d'apprendimento attesi: l'adozione di un modello educativo finalizzato all'arricchimento culturale degli studenti. l'adozione di modelli educativi di carattere ludiforme. l'adozione di modelli educativi che valorizzano il learning by doing deweyano, ossia l'apprendimento attraverso il fare. l'adozione di modello educativo costituito da attività strutturate e attività euristico socializzanti.

Qui di seguito presentiamo delle affermazioni relative al collegamento tra la teoria dell'uomo progettante e la visione dell'educazione di Visalberghi. Indichi quale affermazione NON è corretta: l'educazione dovrebbe favorire lo sviluppo dell'autonomia e della responsabilità individuale. l'educazione dovrebbe preparare gli studenti a inserirsi nel mondo del lavoro. l'educazione dovrebbe promuovere la partecipazione attiva alla vita sociale e politica. l'educazione dovrebbe permettere agli studenti di accedere a classi sociali superiori.

Le seguenti affermazioni rappresentano le implicazioni sociali e politiche che derivano dalla concezione visalberghiana del rapporto tra uomo e ambiente. Indichi quale affermazione NON è corretta: la necessità di una maggiore tutela dell'ambiente e delle risorse naturali. l'esigenza di tutelare l'attuale organizzazione dei processi produttivi. l'urgenza di una transizione verso una società più equa e sostenibile. l'importanza di una ridefinizione del ruolo dell'educazione nella società.

Secondo Visalberghi, la filosofia dell'educazione non può essere considerata una sezione applicativa della filosofia generale perché: riduce la filosofia a un mero strumento per la traduzione dei fini in obiettivi educativi. non possiede un metodo di ricerca rigoroso e scientifico. si focalizza esclusivamente sui fini dell'educazione, trascurando i mezzi per raggiungerli. non è in grado di formulare ipotesi che siano capaci di orientare la soluzione dei problemi educativi.

Secondo Visalberghi, perché lo studio delle modalità di maturazione dei valori nell'arco dell'età evolutiva non rientra nel campo della filosofia dell'educazione: perché i valori non rappresentano un oggetto di studio e di intervento né della pedagogia né della scienza. perché tale materia d'indagine è di competenza della sociologia o della psicologia sociale. perché tale ricerca non sarebbe in grado di fornire ipotesi traducibili in ricerche empiriche o interventi educativi. perché i valori dovrebbero avere un carattere universale e, quindi, rappresentano un oggetto di studio della filosofia.

Indichi in che modo la concezione di filosofia dell'educazione di William Heard Kilpatrick differisce da quella di Visalberghi: Kilpatrick sostiene che la filosofia dell'educazione debba avere un oggetto di studio ben definito. Kilpatrick critica l'idea che la filosofia dell'educazione non sia pienamente autonoma dalla pedagogia. Kilpatrick ritiene che la filosofia dell'educazione sia essere una riflessione personale. Kilpatrick ritiene che la filosofia dell'educazione debba occuparsi di temi più ampi rispetto alla riflessione sulla relazione tra fini e mezzi.

La Peer Education: è una metodologia che si è sviluppata sia nel campo della prevenzione tra pari in ambiente informale, sia nelle scuole trasformandosi in una metodologia con un setting definito, ruoli precisi, un determinato target e la relativa ricerca valutativa del modello d'intervento. è una metodologia che, associata esclusivamente alla promozione della salute all'interno dei servizi sanitari, coincide con il peer tutoring , un metodo basato su un approccio cooperativo dell'apprendimento dove tutti i peer hanno lo stesso ruolo e le stesse competenze e stesso livello di conoscenze (scelti in maniera omogenea). è una metodologia associata esclusivamente alla promozione della salute all'interno dei servizi sanitari. è una metodologia che, associata non solo alla promozione della salute all'interno dei servizi sanitari, coincide con il peer tutoring , un metodo basato su un approccio cooperativo dell'apprendimento dove tuttii peer hanno lo stesso ruolo e le stesse competenze e stesso livello di conoscenze (scelti in maniera omogenea).

La Peer Education in questi ultimi anni ha incontrato: la sua perfetta attuazione nella messa in atto dei Patti Educativi Territoriali (uno strumento da rafforzare per contrastare le disuguaglianze) dedicandosi maggiormente alla educazione ai media, prendendo nella formazione il nome di Peer&Media Education. difficoltà nell'essere applicata nelle scuole per la mancanza di personale qualificato, e la non attuazione dei Patti Educativi Territoriali (uno strumento da rafforzare per contrastare le disuguaglianze). Pertanto, ha lasciato spazio a specifiche competenze professionali (quali quella degli animatori digitali) trasformandosi nella cosiddetta Peer&Media Education. ha incontrato gli studi della Media Education (Peer&Media Education): un modello sviluppato per raggiungere i giovani e favorire la loro "consapevolezza" dei media e della loro salute. Il risultato è stato un nuovo quadro metodologico che promuove l'uso responsabile dei social media e degli strumenti digitali. ha incontrato gli studi della Flipped classroom (La classe capovolta), metodologia didattica da usare in modo fluido e flessibile, a prescindere dalla disciplina o dal tipo di classe. Il concetto è quello di capovolgere il concetto di insegnamento-apprendimento, "flippando" i ruoli: in classe gli studenti prendono il ruolo degli insegnanti collaborano, svolgono attività laboratoriali, l'insegnante osserva e guida.

La Peer Education: ha come obiettivo esclusivamente il trasferimento di informazioni a cascata dal peer formato (peer senior). ha un obiettivo identico al modello monitoriali (come quello usato nei gruppi Scout), quindi centralizzato, in base ad esigenze che non derivano necessariamente dai bisogni del target finale. ha un obiettivo esclusivamente di prevenzione, in base ad esigenze che non derivano necessariamente dai bisogni del target finale, ma decisi a priori quali informazioni da diffondere al numero maggiori di utenti peer. ha come obiettivo il trasferimento di informazioni a cascata dal peer formato (peer senior) agli altri, e lo scopo di sviluppare il pensiero critico attraverso un dialogo e regole non scritte che si creano nel gruppo tra pari, attivando una riflessione spontanea e non pretesa o attesa.

I peer educator sono selezionati: in maniera assolutamente volontaria attraverso corsi online sulla sicurezza sul lavoro e corsi in presenza che hanno come tema sia le informazioni da trasmettere che le life skill. in relazione a criteri legati alle competenze cognitive possedute, o attraverso una selezione effettuata dal gruppo stesso dei pari, o infine per autocandidatura volontaria. in relazione a criteri legati alle competenze cognitive possedute da certificare attraverso un CV, o attraverso una selezione effettuata dall'ASL di riferimento. in maniera casuale nel gruppo di peer o o attraverso una selezione effettuata dal gruppo stesso dei pari, in relazione al ruolo che il preferito ricopre di motivatore.

Se dovesse selezionare dei peer educator per un'azione di prevenzione sulle IST in una scuola, quale elemento prendereste maggiormente in considerazione: le conoscenze possedute legate all'obiettivo del progetto da trasmettere. la competenza digitale e le conoscenze legate alle lingue straniere. le competenze comunicativo relazionali, il saper comunicare efficacemente e comprendere le esigenze dell'altro e la capacità di gestire i gruppi. le competenze certificate quali quelle linguistiche, digitali, logico-matematiche e le attività di animazioni e rapporto con il pubblico dichiarate dal CV.

La formazione di una "PE forte" e di una "PE debole" prevedono rispettivamente: PE forte: una formazione di 80-100 ore e un peer selezionato; PE debole: una formazione di 60-80 ore e una partecipazione volontaria. PE forte: una formazione di 40-80 ore e un peer selezionato; PE debole: una formazione di 15-20 ore e una partecipazione volontaria. PE forte: non prevede formazione in quanto I selezionatori sono esperti esterni; una formazione di 15-20 ore e una partecipazione volontaria. PE forte: una formazione di 60-80 ore e una partecipazione volontaria; PE debole: una formazione di 80-100 ore e un peer selezionato.

Per il setting di lavoro legato agli incontri tra I pari: è indifferente il luogo in cui avvengono gli incontri o il lavoro tra pari, è fondamentale esclusivamente l'interazione. è bene scegliere un posto munito di strumentazione tecnologica, o comunque con strumenti per scrivere, prendere appunti, lavagna a fogli mobili. è bene scegliere un posto diverso da quello formale/istituzionale della scuola (l'aula ad esempio) per creare un setting neutro, nuovo senza alcuna implicazione con le attività istituzionali. è importante scegliere un posto che coincida, dove possibile, con quello formale/istituzionale della scuola (l'aula ad esempio) per creare un setting noto e faccia sentire a proprio agio i peer.

Tra le tecniche elencate durante gli incontri e I lavori di gruppo della PE, quale prediligereste: problem solving, focus group, brainstorming, role playing. problem solving, flipped classroom, cooperative learning. episodi di apprendimento situato, problem solving, brainstorming, CBL (Challenge Based Learnin). CBL (Challenge Based Learnin), cooperative learning, didattica trasmissiva.

La valutazione nella PE: è impossibile realizzare una valutazione qualitativa, pertanto, si ricorre ad interviste e si raccolgono come documetazione in ottica di miglioramento. è realizzata da enti esterni, che non abbiano alcuna implicazione nell'azione, formati e con funzione di osservatori che non intervengono mai negli incontri. è considerata fondamentale per accertare la riuscita e l'impatto dell'azione svolta rispetto agli obiettivi previsti, ma è possibile solo avere risultati quantitativi, che prevedono la raccolta di dati (presenze, livello di conoscenza del problema, età, sesso…) espressi attraverso tabelle e grafici. è considerata fondamentale per accertare la riuscita e l'impatto dell'azione svolta rispetto agli obiettivi previsti; pertanto, sarà importante valutare sistematicamente l'intero percorso.

Gli strumenti privilegiati per la valutazione qualitativa nella PE sono: il focus group e l'intervista non strutturata. il focus group e questionario di presenze. il focus group e questionari che misurino le conoscenze dell'argomento in entrata e ex post. esclusivamente questionari che misurino le conoscenze dell'argomento in entrata e ex post.

Supponendo di progettare un'unità di apprendimento per la formazione professionale, scelga, tra i seguenti, quale passaggio seguirebbe per primo: definire gli obiettivi per gli apprendenti. elaborare il dispositivo di valutazione finale. identificare le risorse cognitive necessarie. organizzare la sequenza delle attività formative da portare a termine.

Il criterio che viene usato per scegliere i saperi da includere nelle unità formative è il seguente: devono essere completi e comprendere ogni aspetto possibile del tema. devono essere strettamente funzionali al compito previsto nell'unità. devono includere tutte le conoscenze di base relative all'argomento. devono coprire sia il tema principale sia argomenti accessori rilevanti.

Oltre alla definizione dei risultati di apprendimento, delle conoscenze e delle abilità, indichi quali altri elementi concorrono al successo di un'unità d'apprendimento: la comunicazione interpersonale e i feedback tra docenti. i tempi, le risorse umane, la metodologia e gli strumenti. l'uso impegnativo di tecnologie digitali nella progettazione. l'organizzazione degli spazi fisici di apprendimento.

Lo scopo della valutazione diagnostica in un percorso modulare è il seguente: individuare gli obiettivi di apprendimento del corso. definire le risorse necessarie per ciascun modulo. rilevare le variabili indipendenti di ingresso degli apprendenti. verificare le competenze acquisite alla fine del percorso.

Indichi, tra i seguenti, quale dovrebbe essere lo scopo principale dello script o copione didattico: agevolare la riflessione teorica sugli apprendimenti. facilitare l'apprendimento. garantire un'interazione fluida tra insegnanti e famiglie. ottimizzare l'uso dei sussidi tecnologici durante le lezioni.

Indichi qual è una delle funzioni strategiche della consegna: la consegna fornisce strumenti per creare connessioni visive. la consegna elimina la necessità di supervisione docente. la consegna fornisce informazioni che aiutano l'autonomia operativa. la consegna si focalizza principalmente sugli aspetti emotivi degli apprendenti.

Nelle unità formative il ruolo dei saperi è il seguente: fungono da prerequisiti generali per ogni tipo di competenza. hanno valore strumentale rispetto allo sviluppo delle competenze. servono esclusivamente a delimitare il perimetro dell'unità di apprendimento. costituiscono il nucleo centrale e insostituibile delle unità formative.

Nei compiti, per "somiglianze di famiglia" si intende: compiti che richiedono sempre le stesse competenze. compiti che presentano caratteristiche analoghe tra loro. compiti appartenenti allo stesso ambito disciplinare. compiti che utilizzano risorse acquisite in ambito familiare.

Tra le seguenti, indichi quale strategia pratica potrebbe migliorare la qualità della consegna agli apprendenti: personalizzare le istruzioni e rendere chiaro il valore dell'attività. limitare l'uso di risorse esterne per evitare distrazioni. fornire un esempio di consegna solo dopo che gli studenti hanno completato l'attività. strutturare la consegna in modo da ridurre al minimo le domande degli studenti.

Se un insegnante nota che il dialogo didattico si è interrotto, dovrebbe adottare la seguente strategia: aumentare il numero di esercizi pratici senza cambiare l'approccio. introdurre nuovi strumenti tecnologici per stimolare l'interesse degli studenti. coinvolgere le famiglie per discutere delle difficoltà riscontrate. riprogettare il copione didattico per ristabilire l'interscambio e lo scopo condiviso.

Quale paradigma è ritenuto legittimo al pari di quello positivista-sperimentale: l'umanistico. il costruttivista. il cognitivista. il naturalista.

Adottando come criterio interpretativo il principio transazionale, indichi quale delle seguenti affermazioni è corretta: l'osservazione sistematica è l'unico strumento osservativo che produce dati validi e attendibili. il ricercatore deve sempre rimanere neutrale e oggettivo. la definizione degli obiettivi dipende dalle decisioni del ricercatore. l'osservatore non deve mai influenzare i risultati della ricerca.

Quale dei seguenti elementi caratterizza l'osservazione partecipante: l'influenza della soggettività del ricercatore sulla produzione dei dati. l'elevata replicabilità dei risultati in contesti diversi. la generalizzabilità dei risultati ottenuti. la possibilità di standardizzare le procedure.

Indichi quale delle seguenti NON è una caratteristica tipica dell'osservazione partecipante: il ricercatore evita che i suoi comportamenti esercitino un effetto sui partecipanti. il ricercatore raccoglie dati attraverso l'osservazione, le interviste e i field notes. il ricercatore assume un ruolo attivo nel gruppo. il ricercatore osserva i comportamenti e le interazioni dei partecipanti.

Indichi quale operazione concettuale si compie prevalentemente per mezzo dell'osservazione partecipante: descrivere. comprendere. spiegare. predire.

In una comunità per tossicodipendenti, indichi quale strumento potrebbe utilizzare un pedagogista interessato a comprendere i significati cognitivi ed emotivi prodotti dalle interazioni sociali tra gli utenti: potrebbe analizzare i dati di archivio e i diari compilati quotidianamente dagli educatori della comunità concentrandosi su tutte le informazioni che riguardano le interazioni sociali. potrebbe distribuire questionari ai membri della comunità per raccogliere dati sulla frequenza e il contenuto delle interazioni tra i partecipanti. potrebbe partecipare alle attività quotidiane della comunità, annotando le interazioni e i comportamenti degli utenti. potrebbe proporre un'intervista ad alta strutturazione agli utenti della comunità per rilevare cosa pensano delle interazioni tra gli altri utenti.

Indichi quale delle seguenti affermazioni NON rappresenta una possibile posizione dell'osservatore nell'atto osservativo: l'osservatore si immerge totalmente nelle attività del gruppo, nascondendo la sua identità di ricercatore. l'osservatore è conosciuto dai partecipanti e collabora attivamente con loro, pur mantenendo il suo ruolo di ricercatore. l'osservatore rimane distaccato dal gruppo, osservando le loro azioni da una prospettiva esterna. l'osservatore partecipa saltuariamente alle attività del gruppo, alternando momenti di osservazione passiva a momenti di partecipazione attiva.

Indichi quale delle seguenti osservazioni NON rappresenta una criticità dell'osservazione partecipante: la posizione dell'osservatore immerso nelle attività della comunità. l'applicabilità dell'osservazione partecipante a contesti specifici. la mancanza di standardizzazione e la difficoltà di replicazione. l'incapacità del ricercatore di cogliere la realtà in modo oggettivo.

Un ricercatore vuole studiare il comportamento dei bambini in un asilo nido utilizzando l'osservazione partecipante. Indichi quale dei seguenti passaggi è il primo da compiere: ottenere i permessi per condurre la ricerca dai dirigenti dell'asilo. identificare le domande di ricerca a cui si vuole rispondere. osservare i bambini in asilo nido e prendere appunti. definire gli strumenti di raccolta dati da utilizzare.

Se un ricercatore nota che la memoria tradisce i ricordi influenzando l'interpretazione dei dati, quale pratica dovrebbe adottare: raccogliere i dati utilizzando soprattutto le interviste e facendo a meno di affidarsi alla propria memoria. verificare se i dati che ricorda sono coerenti con quelli rilevati per mezzo delle nuove tecnologie (come gli smartphone). annotare frequentemente le osservazioni e utilizzare strumenti come registratori e cineprese. evitare di utilizzare strumenti per registrare i dati perché potrebbero influenzare i partecipanti e affidarsi alla propria memoria.

Nell'esempio del Sistema Nazionale di Valutazione (SNV) in Italia, la definizione degli obiettivi ha influenzato il contesto della ricerca. Individui l'UNICA risposta sbagliata: ha portato a una maggiore trasparenza nel sistema di valutazione. ha esercitato un effetto negativo sulla collaborazione tra scuole e ricercatori. ha creato aspettative e timori tra i docenti e le famiglie. ha favorito l'adozione di pratiche di cheating da parte delle scuole.

Individui quale tra le seguenti affermazioni rappresenta al meglio la definizione di "problema della ricerca" fornita da Trinchero: un'ipotesi da corroborare o falsificare attraverso la raccolta di dati. un obiettivo da raggiungere attraverso il processo di ricerca. un insieme di domande a cui la ricerca intende rispondere. un bisogno conoscitivo che spinge a intraprendere un'indagine.

Un ricercatore vuole studiare la relazione tra motivazione allo studio e rendimento scolastico. Indichi qual è il primo passo che deve compiere per operazionalizzare il concetto di "motivazione allo studio": somministrare lo strumento di misura agli studenti del campione di studio. definire gli obiettivi e l'ipotesi dell'indagine. definire le diverse componenti della motivazione scolastica (ad esempio, interesse intrinseco, motivazione estrinseca ecc.). scegliere uno strumento di misura già validato per valutare la motivazione scolastica.

Indichi quale delle seguenti caratteristiche NON è tipica di un'ipotesi di ricerca ben formulata: deve essere in grado di generare predizioni verificabili. deve essere formulata in modo operativo. stabilisce un legame tra concetti per anticipare l'esito di un'azione. deve definire con precisione il problema da risolvere.

Secondo Corbetta (1999), da dove vengono dedotte le ipotesi: dalle esperienze personali dei ricercatori e dalle loro osservazioni sul campo. dalle teorie scientifiche validate e trasmesse attraverso la letteratura. dalle opinioni degli esperti nel campo della scienza e della tecnologia. dai risultati preliminari ottenuti attraverso esperimenti e prove sul campo.

La ricerca bibliografica deve: evitare di basarsi su studi precedenti. considerare solo una fonte di informazioni. rispecchiare solo i pregiudizi dei ricercatori. essere pertinente rispetto all'oggetto d'indagine.

Sono considerate fonti provenienti dalla letteratura: riviste scientifiche, monografie. convegni, seminari. incontri con esperti. visite presso enti.

Si parla di disegno di ricerca sperimentale vero e proprio solo se: non si controllano i fattori di disturbo. un controllo totale dei fattori non è possibile. si possono controllare i fattori intervenienti, ma non lo stimolo sperimentale. si possono controllare tutti i fattori, sia lo stimolo sperimentale, sia i fattori di disturbo.

Il ricercatore, in un piano di ricerca quasi-sperimentale, opera: una vera e propria sperimentazione. un'analisi di dati esclusivamente qualitativi. una comparazione tra situazioni diverse. solo un approfondimento della letteratura di riferimento.

Il disegno di ricerca con una sola prova e gruppi non equivalenti è: un disegno mai usato in ricerca empirica. un disegno quasi-sperimentale. un disegno con gruppi uguali tra loro. un disegno sperimentale vero e proprio.

L'organizzazione che promuove l'indagine PISA è: OCSE. IEA. UNESCO. UNICEF.

L'indagine internazionale che si occupa di educazione civica e alla cittadinanza è: IEA-ICCS. OCSE-PISA. IEA-TIMSS. IEA-TIMSS.

Con il termine "situazione" nei quesiti OCSE-PISA, si intende: il contesto simulato in cui gli studenti eseguono un compito. la sequenza di azioni necessarie per risolvere un problema. il processo di valutazione basato su criteri algoritmici prestabiliti. la classificazione generale di testi in base al loro utilizzo e al contenuto.

La principale differenza tra un compito autentico esperto e un compito autentico personale si riferisce al fatto che: il compito esperto è svolto in contesti informali e quotidiani. il compito esperto sviluppa competenze disciplinari, mentre il compito personale sviluppa competenze trasversali. il compito personale richiede conoscenze disciplinari specifiche. il compito personale è sempre svolto in gruppo e non individualmente.

Le prove "carta e matita" possono non essere sufficienti per stimare la competenza perché: non valutano dimensioni contestualizzate, dinamiche e metacognitive della competenza. si concentrano principalmente sull'acquisizione di conoscenze fattuali. richiedono troppo tempo e risorse per essere somministrate. non sono in grado di rilevare la conoscenza concettuale degli studenti.

Un compito autentico nel contesto pedagogico si definisce come: un'attività che richiede la memorizzazione di nozioni fondamentali da applicare in contesti simulati. un'attività che si concentra esclusivamente sull'esecuzione di algoritmi predefiniti. un'attività che riproduce situazioni reali, promuovendo un collegamento tra il mondo reale e il curricolo scolastico. un esercizio scolastico decontestualizzato, volto a testare abilità meccaniche.

Se uno studente, in un contesto di cooperative learning, svolge una ricerca sul web per risolvere un problema sociale concreto, questo compito si classifica come: una prova di prestazione simulata. un compito autentico di prestazione. un test a risposta articolata. una procedura algoritmica predefinita.

Tra le seguenti attività rappresenta un compito autentico esperto: l'esecuzione di una ricerca scientifica utilizzando metodologie disciplinari specifiche per proporre soluzioni a un problema complesso. la compilazione di un questionario a scelta multipla su temi di educazione civica. la risoluzione di un algoritmo matematico con istruzioni fornite dall'insegnante. la simulazione di un processo decisionale in un ambiente virtuale assistito.

I compiti di prestazione si differenziano dalle prove procedurali in laboratorio nel seguente modo: le prove procedurali si svolgono sempre in contesti reali e non simulati. i compiti di prestazione puntano su performance situate e non algoritmiche. i compiti di prestazione richiedono l'esecuzione di algoritmi predefiniti. le prove procedurali sono eseguite in autonomia senza bisogno di assistenza.

In che modo i compiti di prestazione fungono da mediatori tra valutazione e certificazione?. assicurano che gli studenti seguano esattamente gli algoritmi forniti. favoriscono l'acquisizione di competenze tecniche di base. garantiscono l'incontro di indicatori e criteri condivisi nella performance. richiedono l'uso esclusivo di strumenti digitali per l'esecuzione.

Indichi quale disciplina viene paragonata alla pedagogia per il suo approccio pratico e funzionale: scienza delle costruzioni. medicina. ingegneria. filosofia dell'educazione.

Secondo Visalberghi, quale elemento distingue la pedagogia da altre scienze applicate come l'ingegneria: l'utilizzo di risultati sperimentali e tecniche derivanti dall'esperienza pratica. il suo focus specifico sull'educazione e i suoi processi. la sua natura di scienza pura e autonoma. la presenza di un corpo unitario di conoscenze scientifiche.

Secondo Visalberghi, l'unità della pedagogia risiede: nel suo carattere pragmatico che permette di trovare soluzioni rapide e concrete ai problemi educativi e sociali più urgenti. nel suo corpo unitario di conoscenze scientifiche simile a quello della Scienza delle costruzioni. nella sua funzione di scienza applicata al servizio dell'educazione. nella sua natura di disciplina autonoma dalle scienze dell'educazione, ma dialogante con esse.

Secondo Visalberghi, la pedagogia potrebbe non diventare mai: una scienza pura con un corpo unitario di conoscenze. una disciplina autonoma e indipendente dalle altre scienze. un campo di studio utile per migliorare la pratica educativa. una scienza completamente sviluppata e autonoma.

Per Visalberghi il confronto tra pedagogia e ingegneria è più appropriato rispetto a quello tra pedagogia e medicina. Ne indichi la ragione: entrambe le discipline si concentrano sulla costruzione e sull'innovazione. pedagogia e ingegneria hanno un impatto diretto e misurabile. l'ingegneria e la pedagogia sono affini sul piano metodologico. entrambe sono considerate dalla comunità scientifica scienze applicate.

La pedagogia sembra avere un carattere interdisciplinare. Ne indichi la ragione: per questa via è probabile che si elabori una teoria unificante delle scienze dell'educazione. è opportuno per risolvere problemi complessi attraverso la collaborazione di diverse scienze dell'educazione. permette di sostituire ai metodi educativi vetusti con metodi empirici misti che affiancano i quantitativi ai qualitativi. è necessario per sviluppare un approccio completamente scientifico all'educazione.

Indichi per quale ragione secondo Visalberghi la pedagogia svolge un ruolo di "illuminazione e liberazione personale" nei confronti dei professionisti dell'educazione: è usata per promuovere una maggiore uso dei metodi empirici nell'educazione. perché serve come uno strumento per rendere quanto più possibile scientifica e rigorosa la pratica. è fondamentale per promuovere un'adozione equilibrata dei risultati scientifici nei processi educativi. indica la necessità di la saggezza derivante dall'esperienza e dal senso comune nella pratica educativa.

Le seguenti affermazioni indicano il fine ultimo che Visalberghi assegna alla pedagogia nella sua dimensione politica e sociale. Individui l'unica errata: superare la divisione del lavoro e la stratificazione sociale. realizzare l'uguaglianza di opportunità e di risultati scolastici. promuovere la giustizia sociale e la democrazia partecipativa. promuove la socializzazione dei mezzi di produzione per superare le differenze di classe.

Indichi qual è l'obiettivo del dibattito sulla relazione tra fattori ereditari e ambientali nell'intelligenza: dimostrare come qualsiasi tipo di discriminazione leda i diritti dell'uomo inteso come animale progettante. dimostrare che le differenze innate giustificano le disparità educative. confutare teorie razziste per promuovere l'uguaglianza. confutare le teorie classiste per consentire un pieno sviluppo delle capacità degli studenti meritevoli.

In base alle riflessioni di Visalberghi, su cosa dovrebbe fondarsi un corso di pedagogia per studenti universitari: sull'apprendimento delle evidenze pedagogiche che non sono mai state confutate. sulla presentazione di teorie pedagogiche consolidate. sullo studio degli strumenti che permettono di svolgere autonomamente ricerche pedagogiche. sull'analisi critica di diverse prospettive pedagogiche.

L'effetto di distorsione valutativa che si verifica quando le aspettative del docente influenzano i risultati degli studenti è: effetto alone. effetto Pigmalione. effetto contraccolpo. effetto contagio.

Se un docente volesse progettare un'attività per verificare la capacità degli studenti di applicare conoscenze concettuali, l'esempio più adeguato sarebbe: riscrivere con termini diversi una definizione appresa in classe. attribuire una forma a un problema utilizzando dei di termini tecnici. risolvere un problema utilizzando un principio teorico. applicare una strategia di soluzione di un problema cambiandola se inefficace.

Uno strumento valutativo basato sul new assessment potrebbe essere progettato: coinvolgendo gli studenti nella identificazione sia dei saperi che posseggono sia delle loro motivazioni. utilizzando i risultati dell'item analysis di prove utilizzate precedentemente per identificare lo strumento migliore. utilizzando strumenti che stimano le conoscenze e le abilità già possedute dagli studenti. applicando criteri scientifici per identificare gli obiettivi conseguiti sulla base dei risultati a una prova.

Indichi che tipo di scala usa il docente quando valuta il sapere di uno studente su di una scala costituita dai seguenti livelli: in via d'acquisizione, di base, intermedio, avanzato: nominale. ordinale. categoriale. cardinale.

Durante una valutazione, un altro insegnante presente in classe nota che la prestazione di uno studente viene sopravvalutato perché avvicinata alla sua media abituale. La distorsione presente è: effetto contraccolpo. effetto alone. effetto stereotipia. effetto contagio.

Il passaggio dal ruolo di custodi dei processi di istruzione a quello di custodi dei processi di apprendimento per i docenti implica: la valutazione dell'acquisizione da parte degli studenti delle conoscenze previste. la valutazione dei saperi acquisiti in rapporti a quelli posseduti da un campione di riferimento. la valutazione dell'incremento delle conoscenze e delle abilità degli studenti. la valutazione del conseguimento da parte degli studenti degli obiettivi previsti.

Una prova massimamente informativa utilizzata all'interno di una valutazione diagnostica dovrebbe avere la seguente caratteristica: un indice di difficoltà medio generato dalla conoscenza del bacino d'utenza. un'alta percentuale di studenti con punteggi massimi. la capacità di comprendere se e in che misura uno studente si sente all'altezza del compito. un'elevata capacità di discriminare gli studenti che sanno da quelli che non sanno.

Un docente vuole verificare se gli studenti di una classe hanno raggiunto la stessa padronanza di conoscenze e abilità di un campione nazionale. La procedura che dovrebbe adottare è la seguente: la valutazione criteriale. la valutazione del progresso. la valutazione normativa. le procedure indicate dal new assessment.

Indichi il motivo, secondo il quale, i risultati di apprendimento rappresentano un elemento centrale nella progettazione delle unità didattiche: orientano i docenti nella definizione degli obiettivi didattici. indicano agli studenti quali argomenti studiare per l'esame. garantiscono che tutte le nozioni siano spiegate in classe. favoriscono una maggiore quantità di contenuti trattati.

Indichi per quale dei seguenti motivi si ritiene necessario triangolare le informazioni in una valutazione scolastica: per aumentare il numero di dati raccolti in modo che siano più difficili da contestare. per ottenere una visione più precisa del fenomeno in esame. per rendere la valutazione più complessa garantendone la scientificità. per confrontare le valutazioni con quelle effettuate da altri colleghi.

Indichi qual è la principale critica alla scelta degli strumenti di ricerca prima della formulazione degli obiettivi e delle ipotesi: non garantisce la raccolta dei dati necessari per confermare o confutare le ipotesi. non consente una corretta definizione delle variabili di ricerca. compromette la trasparenza e la controllabilità della ricerca. impedisce di definire il problema in modo pertinente alla situazione indeterminata.

In base alla definizione di validità apparente, come dovrebbe un ricercatore strutturare un questionario per garantire che non vengano compromesse la validità e l'attendibilità: utilizzare un linguaggio complesso per incrementare la motivazione dei partecipanti. badare alla corretta impaginazione delle domande e delle risposte. includere solo domande a risposta aperta per evitare confusione nei rispondenti. limitare il numero di domande per non sovraccaricare i partecipanti.

Si pensi a una ricerca sulla percezione dei NEET (giovani che non lavorano, non cercano lavoro e non seguono corsi di formazione) da parte degli imprenditori. Se a causa dell'indagine gli imprenditori hanno maturato la convinzione che i NEET sono degli sfaticati, allora la ricerca non gode di un particolare tipo di validità. Indichi quale: validità di contenuto. validità di costrutto. validità degli effetti. validità apparente.

Un ricercatore sta sviluppando uno strumento per valutare la motivazione all'apprendimento degli studenti. Indichi quali azioni dovrebbe compiere per garantire la validità di contenuto dello strumento: confrontare i dati raccolti con lo strumento con i dati rilevati con altri strumenti già utilizzati per misurare la motivazione all'apprendimento. somministrare lo strumento a un campione rappresentativo di studenti e analizzare i risultati. somministrare lo strumento due volte in rapida successione di tempo per verificare se il livello di motivazione rilevato è simile. consultare studiosi della motivazione all'apprendimento per valutare la rilevanza delle domande.

Quale delle seguenti affermazioni è FALSA riguardo alle ricerche correlazionali: consentono di stabilire una relazione di causa-effetto tra le variabili. possono essere utilizzate per studiare diversi tipi di variabili, nominali e cardinali. offrono informazioni utili per la comprensione di fenomeni complessi. permettono di identificare relazioni tra un elevato numero di variabili.

Un ricercatore vuole indagare la relazione tra il livello di istruzione dei genitori e il successo scolastico dei figli. Indichi quale strategia di ricerca potrebbe essere la più adatta: ricerca interpretativa. ricerca correlazionale. ricerca per esperimento. studio di caso.

Come dovrebbe un ricercatore procedere per migliorare l'utilizzo di una matrice casi per variabili nel contesto di un'indagine in cui si stima la percezione del bullismo: limitare l'analisi alle variabili nominali evitando le variabili cardinali. concentrarsi esclusivamente sul calcolo delle frequenze percentuali. attribuire valori numerici alle risposte per facilitare l'analisi statistica. utilizzare questionari con domande aperte per semplificare la raccolta.

Indichi qual potrebbe essere l'obiettivo principale della ricerca interpretativa in campo educativo: spiegare le cause di un fenomeno educativo. prevedere il comportamento degli studenti in un determinato contesto. descrivere in modo dettagliato un fenomeno educativo. comprendere il significato attribuito al fenomeno educativo da chi ne è parte.

Quale delle seguenti affermazioni è FALSA riguardo alla ricerca interpretativa in campo educativo. richiede un'ipotesi di ricerca ben definita fin dall'inizio dello studio. permette di analizzare dati qualitativi, come testi e registrazioni di interviste. può essere utilizzata per studiare un'ampia gamma di fenomeni educativi, formali e informali. si basa su strumenti di raccolta dati a basso grado di strutturazione, come interviste e osservazioni.

In uno studio sul modo con cui gli anziani vivono la loro vecchiaia, quale strategia dovrebbe adottare il ricercatore per massimizzare la comprensione del fenomeno: utilizzare questionari strutturati per raccogliere un ampio numero di informazioni sugli anziani e il loro stile di vita. condurre interviste poco strutturate per cogliere il significato che gli anziani attribuiscono alle loro esperienze di vita. focalizzarsi sulle variabili riguardanti la qualità della vita dell'anziano correlandole alle sue condizioni di vita. osservare gli anziani nei loro ambienti di vita senza interagire per non influenzarne il comportamento.

Si potrebbe integrare il PBL in una lezione universitaria di scienze sociali nel modo che segue: proponendo agli studenti casi studio complessi da analizzare in gruppi di lavoro. proponendo diverse letture che presentano problemi e casi concreti su cui riflettere. programmando discussioni guidate su temi del corso più problematici sul piano operativo. affidando ai singoli studenti la revisione di articoli accademici che presentano la soluzione accettabile di un problema.

In un contesto di insegnamento professionale, il PBL potrebbe essere applicato per migliorare le competenze degli apprendenti. Indichi quale potrebbe essere il modo: potrebbe essere utilizzato brevemente all'interno delle lezioni frontali per consolidare le conoscenze. somministrando test "carta e matita" che stimano la padronanza di conoscenze fattuali, concettuali e procedurali. assegnando compiti individuali in cui vengono presentate soluzioni paradigmatiche a famosi problemi. organizzando simulazioni realistiche di problemi legati alla professione.

Il motivo secondo il quale è importante stabilire una comprensione condivisa nel problem solving collaborativo è il seguente: identificare le attività individuali necessarie a risolvere il problema. costruire una visione comune del problema fondendo le chiavi di lettura individuali. eseguire strategie di gruppo seguendo regole ben codificate. limitare il numero di chiavi lettura e d'interpretazione del problema.

Tra le seguenti, indichi quale tipologia di problem solving è stato valutato nell'edizione PISA 2015: problem solving individuale. problem solving creativo. problem solving collaborativo. problem solving logico.

In un'attività di debriefing, il tutor chiede agli studenti di riflettere sulle strategie utilizzate. L'obiettivo di questa richiesta è il seguente: valutare l'efficacia del tutor nell'organizzazione delle sessioni. migliorare la capacità degli studenti di esaminare il proprio processo di apprendimento. documentare i metodi adottati per futuri riferimenti accademici e/o altro. valutare attarverso un'analisi, anche statistica, le performance del gruppo.

Il PBL orienta l'attività valutativa verso l'apprendimento metacognitivo. Indichi con quale modalità: promuovendo l'autovalutazione e il confronto con i pari. fornendo test a risposta chiusa per verificare se effettivamente il PBL ha accresciuto il sapere individuale. promuovendo una riflessione centrata sui risultati finali delle attività. promuovendo una riflessione centrata sulle prestazioni individuali durante la soluzione del problema.

Esiste una relazione tra la dimensione relazionale della responsabilità degli studenti e la motivazione all'apprendimento nel PBL. Indichi quale potrebbe essere tra le seguenti opzioni: la dimensione relazionale riduce il carico individuale, diminuendo il bisogno di riflessione personale e di gruppo. la dimensione relazionale obbliga gli studenti a seguire direttive comuni, limitando l'apprendimento autonomo. la dimensione relazionale permette di delegare le difficoltà, favorendo una risoluzione più rapida. la dimensione relazionale crea interdipendenza, che motiva gli studenti a contribuire al gruppo e acquisire nuove competenze.

La durata tipica delle unità multidisciplinari descritte nel testo della dispensa è la seguente: sei-otto settimane. dieci-dodici settimane. tre-cinque settimane. due-quattro settimane.

Nel caso in cui uno studente non dovesse riuscire a comprendere l'oggetto dell'attività dopo la discussione del caso, il passaggio che dovrebbe essere ripetuto per colmare questo vuoto è: brainstorming collettivo per riorganizzare le informazioni iniziali. analisi e strutturazione dei contenuti emersi durante la discussione. discussione dettagliata del caso per chiarire l'oggetto del problema. formulazione di nuovi obiettivi di apprendimento personalizzati.

Il processo di discussione dettagliata del caso è importante per il seguente motivo: permette agli studenti di memorizzare informazioni in modo rapido e efficace. consente di inquadrare chiaramente il problema e allineare il gruppo sull'argomento. agevola l'organizzazione delle competenze del docente nel gruppo. migliora il risultato complessivo conseguito dal gruppo nella soluzione del problema.

Indichi in quale modalità si potrebbe adattare un gioco a destinatari con caratteristiche differenti: progettando giochi che tengano conto delle loro inclinazioni e motivazioni. progettando giochi che permettano percorsi personalizzati di apprendimento. eliminando ogni forma di regola o struttura predefinita. progettando giochi che forniscono feedback immediati molto numerosi.

Potrebbe essere possibile misurare l'efficacia di un gioco educativo. Scelga la modalità che ritiene essere maggiormente corretta: misurando il livello di motivazione intrinseca dei giocatori. somministrando un questionario finalizzato a stimare la soddisfazione dei giocatori. basandosi sull'entusiasmo dei partecipanti nelle diverse fasi del gioco. utilizzando un'analisi quali-quantitativa dei risultati.

Secondo Visalberghi, per riuscire a evitare la noia in un gioco educativo si potrebbe ricorrere alla seguente strategia: eliminare qualsiasi obiettivo futuro per mantenere il focus sul presente. introdurre delle novità stimolanti per arricchire il senso delle attività svolte. garantire che il fine del gioco sia raggiunto senza particolari sforzi da parte dei partecipanti. introducendo dei rinforzi positivi per accrescere la motivazione dei giocatori.

Indichi come si potrebbe progettare un'attività ludiforme per un corso universitario: eliminando ogni tipo di relazione tra mezzi e fini per favorire la creatività. concentrandosi su attività che permettano un consolidamento delle conoscenze acquisite. creando attività piacevoli connesse a un fine educativo posto nel futuro prossimo. proponendo un gioco che suggerisce riflessioni interessanti anche agli studenti che si impegnano relativamente.

Se un'università volesse implementare un sistema per l'apprendimento interattivo senza utilizzare elementi ludici, dovrebbe considerare la seuente categoria: edutainment. serious game. e-learning. digital game-based learning.

Un'azienda desidera sviluppare un gioco per formare i dipendenti su nuove procedure di sicurezza. La tipologia più indicata è la seguente: game based learning. serious game. e-learning senza elementi ludici. edutainment per scopi ricreativi.

Indichi in che misura, secondo Hattie, sono efficaci i digital game based learning: hanno un'efficacia bassa. hanno un'efficacia medio-bassa. hanno un'efficacia alta. hanno un'efficacia medio-alta.

Il principale vantaggio educativo dei giochi digitali nel promuovere il problem solving è: favorire la definizione di obiettivi specifici da parte degli studenti. permettere di sviluppare strategie di apprendimento flessibili e alternative. migliorare la motivazione degli studenti nei contesti collaborativi. ridurre il tempo necessario per acquisire conoscenze fattuali, concettuali e procedurali.

Un docente vuole progettare un gioco per sviluppare autostima e fiducia negli studenti. Un elemento fondamentale da considerare è il seguente: ridurre la soglia di frustrazione attraverso feedback immediati e progressivi. eliminare le regole per garantire una maggiore libertà creativa agli studenti. includere una narrazione complessa e multilivello per aumentare la sfida cognitiva. utilizzare prevalentemente dinamiche competitive per stimolare l'autonomia.

Il gioco viene considerato una forma di apprendimento autentico secondo la Nesti. Indichi per quale motivo, scegliendo tra le seguenti alternative: perché si svolge in un ambiente astratto costruito dal game designer. perché le regole imposte dal gioco creano un quadro rigido per il consolidamento. perché il contesto e l'ambiente sono condivisi e spesso costruiti dai giocatori stessi. perché permette di apprendere concetti complessi attraverso simulazioni astratte.

La critica implicita che viene mossa alle ricerche condotte dall'OCSE e dall'IEA nel contesto della valutazione delle competenze si riferisce al fatto che: applicano criteri troppo soggettivi nella valutazione delle abilità. non considerano la complessità delle competenze trasversali. utilizzano metodi qualitativi che non garantiscono attendibilità. si concentrano troppo su aspetti cognitivi di base e non su competenze complesse.

La principale differenza tra il paradigma fenomenologico costruttivista e quello positivista sperimentale nell'ambito della ricerca educativa è la seguente: il primo si focalizza su prove strutturate mentre il secondo privilegia l'osservazione diretta. il paradigma costruttivista enfatizza l'interpretazione soggettiva dell'esperienza, mentre quello positivista cerca la misurazione oggettiva delle variabili. il costruttivismo adotta un approccio quantitativo mentre il positivismo preferisce un approccio qualitativo. il paradigma fenomenologico favorisce prove chiuse mentre quello sperimentale sostiene prove aperte.

L'aspetto metodologico che rende i compiti autentici più adatti alla valutazione delle competenze rispetto alle prove standardizzate è che: consentono una valutazione puntuale delle abilità cognitive di base. si basano esclusivamente su criteri di valutazione formativi e non sommativi. permettono di attivare un processo di riflessione interdisciplinare che coinvolge conoscenze, abilità e disposizioni interiori. focalizzano l'attenzione sull'applicazione di regole fisse e ripetibili.

Il principio della triangolazione contribuisce alla validità della valutazione nei compiti autentici nel modo che segue: permette di incrociare diverse fonti di dati per garantire un giudizio più obiettivo e attendibile. consente di limitare la soggettività del docente nella valutazione del prodotto finale. favorisce la creazione di rubriche di valutazione standardizzate. impone l'utilizzo di metodi quantitativi per evitare errori di interpretazione.

Il modo secondo il quale l'uso di mixed methods nei compiti autentici contribuisce alla valutazione delle competenze è il seguente: combina prove aperte e chiuse per garantire una maggiore precisione nella misurazione delle abilità cognitive. consente di valutare sia la qualità del processo che il prodotto finale, utilizzando sia osservazioni qualitative sia dati quantitativi. semplifica la valutazione degli studenti utilizzando solo criteri standardizzati e rubriche numeriche. si concentra esclusivamente sulla valutazione delle abilità cognitive di base mediante osservazioni strutturate.

Secondo Castoldi, se i diversi livelli di padronanza in una rubrica sono descritti utilizzando aggettivi qualificativi o avverbi di quantità si corre il seguente rischio: la valutazione diventa troppo generica e soggetta a interpretazioni soggettive. gli studenti potrebbero non comprendere la differenza tra i diversi livelli di padronanza. verrebbe snaturato il senso della rubrica, diventando una forma mascherata di valutazione tramite voti o giudizi ordinali. i criteri di valutazione potrebbero risultare troppo dettagliati per essere applicati in contesti reali.

Il vantaggio principale dell'utilizzo di "àncore" nella costruzione di rubriche di valutazione è: le àncore permettono di assegnare automaticamente punteggi numerici in base a prestazioni standardizzate. le àncore forniscono esempi concreti di prestazione, facilitando la comparazione tra diversi livelli di competenza. le àncore riducono la necessità di osservare le prestazioni in tempo reale, favorendo la valutazione a posteriori. le àncore sono utili per misurare unicamente le abilità cognitive di base.

Il ruolo svolto dal contesto formativo nella progettazione di un compito autentico si riferisce al fatto che: serve a definire le risorse a disposizione degli studenti per lo svolgimento del compito. fornisce una guida chiara e strutturata per la formulazione di domande a risposta chiusa. rappresenta il quadro entro il quale gli studenti possono applicare le conoscenze acquisite attraverso l'interazione con problemi di realtà. è necessario solo nei contesti di apprendimento collettivo e non individuale.

L'efficace utilizzo degli strumenti a disposizione da parte dello studente in un compito autentico, pùo essere valutato. Indichi la risposta corretta che ne specifica la modalità: attraverso una valutazione sommativa basata sulla corretta applicazione degli strumenti. osservando se lo studente ha riconosciuto il termine primitivo o la radice dei vocaboli proposti. verificando se lo studente ha risolto correttamente ogni parte del compito senza errori. misurando il tempo impiegato per completare l'attività assegnata.

Secondo Castoldi, uno dei passaggi chiave nella progettazione di una rubrica di valutazione per un compito autentico è il seguente: attribuire un numero di livelli di valutazione crescente in base alla complessità del compito. identificare le dimensioni della prestazione che sono rilevanti e strutturare la valutazione attorno a esse. definire punteggi numerici chiari che garantiscano l'imparzialità della valutazione. utilizzare esclusivamente esempi di prestazioni eccellenti per definire i criteri di valutazione.

Indichi in quale opera Aldo Visalberghi presenta sistematicamente il concetto di transazione: Esperienza e valutazione (1958). Pedagogia e scienze dell'educazione (1986). Complessità e «transazione» in Dewey filosofo e pedagogista (1996). Conoscenza e transazione (1949).

Una di queste affermazioni NON è coerente con la sostanza del circolo esperienza e natura. Indichi quale: il circolo esperienza e natura sottolinea come la qualità della vita dell'uomo dipenda dall'ambiente naturale. il circolo esperienza e natura permette di superare i dualismi soggetto/oggetto e osservatore/osservato. il circolo esperienza e natura dimostra che la natura è anche una costruzione sociale. il circolo esperienza e natura sottolinea l'importanza dell'empirismo critico nella ricerca scientifica.

Indichi quale affermazione descrive come il concetto di transazione influisce sulla comprensione della natura secondo Visalberghi: mostra che la natura esiste indipendentemente dalla nostra esperienza. evidenzia che la natura deve essere vista come parte di una transazione più ampia. sostiene che la natura è una costruzione conoscitiva strutturata dalla nostra esperienza. dimostra come l'uomo possa conoscere compiutamente solo la sua rappresentazione della natura.

Indichi qual è la posizione di Visalberghi riguardo al dualismo tra fenomeno e noumeno: lo considera utile per distinguere la scienza dalla morale. lo promuove come soluzione ai problemi epistemologici. lo accetta come una distinzione necessaria nella filosofia moderna. lo critica per la separazione artificiale che crea nella conoscenza.

Indichi qual è il risultato principale della critica di Visalberghi al criticismo kantiano: mostra l'inadeguatezza del dualismo soggetto/oggetto. sostiene l'efficacia del determinismo meccanicistico. valida l'approccio morale di Kant alla libertà. conferma l'importanza dei principi trascendentali.

Indichi come influisce il criterio transazionale sull'interpretazione della libertà in contrasto con il pensiero kantiano: la tratta come una questione separata dalla scienza e dalla morale. la considera un prodotto di condizioni storiche e culturali. la vede come un'imposizione di strutture morali inalterabili. la definisce in termini di indipendenza dalla realtà naturale.

Indichi qual è la critica principale di Visalberghi al paradigma interazionista?. promuove un dualismo eccessivo tra scienza e filosofia morale. è troppo focalizzato sui fenomeni subatomici e non applicabile alla realtà quotidiana. non è più adeguato a descrivere un universo che obbedisce a leggi probabilistiche. rifiuta l'utilizzo di metodi scientifici quali-quantitativi nella spiegazione dei fenomeni naturali.

Secondo Visalberghi, come influisce il criterio transazionale sulla visione del mondo: promuove una visione della realtà come costruzione della mente umana. limita la visione del mondo a una prospettiva strettamente naturalistica. conduce a una visione liquida della realtà. promuove una visione unitaria e articolata indagabile attraverso varie scienze.

Secondo il principio transazionale, come viene descritto l'universo. un immenso flusso di processi che ubbidiscono a leggi probabilistiche. un meccanismo perfetto e deterministico. un insieme di entità "sostanziali" che interagiscono tra loro. un sistema che ubbidisce a leggi universali.

Secondo Visalberghi, in quale stadio della legge dei tre stadi di Comte si trova il naturalismo critico. terzo stadio: stadio "conclusivo e perfetto". un nuovo stadio oltre il terzo stadio di Comte. primo stadio: visioni autoazionali o mitico-metafisiche. secondo stadio: visioni interazioniste o metafisico-scientifiche.

Per applicare un modello di valutazione delle competenze a una classe di studenti è necessario: progettare strumenti che valutano l'attivazione di risorse differenti in contesti diversi. mettere a punto degli strumenti che stimo l'apprendimento delle conoscenze fattuali, concettuali e procedurali. focalizzarsi sulla valutazione delle competenze strategiche che permettono di apprendere ad apprendere. adottare strumenti di valutazione, come le interrogazioni e i compiti in classe, che permettono di valutare l'apprendimento per scoperta.

Adottare un impianto didattico modulare ha un significato ben preciso. Scelga, tra le seguenti, la risposta corretta: suddividere le lezioni in momenti sequenziali per facilitare l'apprendimento di conoscenze fattuali, concettuali e procedurali. sviluppare un modello educativo replicabile in contesti di apprendimento non formali come le agenzie educative. investire su un impianto che al suo centro pone le unità d'apprendimento, essenziali per sviluppare una competenza. progettare un percorso educativo articolato in moduli composti da unità didattiche e di apprendimento.

Un docente utilizza questionari, saggi brevi e presentazioni orali per valutare lo stesso argomento. Il tipo di triangolazione che sta adottando è: triangolazione dei dati. triangolazione dei metodi. triangolazione dei valutatori. triangolazione della teoria.

Uno studente ha ottenuto valutazioni diverse da due insegnanti su una stessa prova. Indichi come il principio della triangolazione aiuta a interpretare questa situazione: consente di considerare entrambi i giudizi per arricchire la valutazione complessiva. garantisce che il giudizio dell'insegnante con più esperienza sia considerato corretto. permette di stabilire quale insegnante ha usato il metodo migliore. permette di sintetizzare i due giudizi chiedendo ai docenti di formularne una media.

Un docente vuole raccogliere dati affidabili sulla percezione delle strategie di apprendimento di uno studente. La combinazione di strumenti più indicata è la seguente: quesiti strutturati e interrogazioni orali. compito autentico con rubrica e feedback immediati. valutazione autentica basata su simulazioni e dispositivi di osservazione. questionario autodescrittivo e strumenti osservativi.

Nel processo di valutazione autentica la figura dell'alunno viene valorizzata nel seguente modo: come soggetto passivo di interrogazioni e prove strutturate. come destinatario di strumenti tradizionali di valutazione. come attore epistemico che costruisce il sapere. come compilatore di questionari autodescrittivi.

L'obiettivo della rubrica valutativa nella valutazione delle competenze è il seguente: fornire criteri per attribuire un voto numerico al compito svolto. orientare l'osservazione dei processi e la valutazione del prodotto. consentire di valutare una competenza tenendo conto dei saperi e delle competenze strategiche. esprimere un giudizio sulla padronanza di una competenza tenendo presente la complessità del compito unitario.

Indichi quale dovrebbe essere, tra quelli sottoindicati, il ruolo dei descrittori associati ai processi cognitivi: descrivere le fasi della prova autentica e i materiali necessari per la sua realizzazione. descrivere agi studenti cosa richiede il compito, i vincoli di tempo e di risorse da rispettare. elaborare un modello di rubrica per la valutazione del livello avanzato di padronanza della competenza. identificare i caratteri principali della prestazione attesa dall'apprendente.

La principale funzione del compito autentico nella valutazione delle competenze è: misurare la quantità di conoscenze fattuali, concettuali e procedurali padroneggiate dagli studenti. valutare la mobilitazione delle risorse interne ed esterne per risolvere problemi. fornire feedback immediati per migliorare le prestazioni future. verificare la capacità di applicare le procedure algoritmiche a compiti che presentano qualche elemento di novità.

Il processo di triangolazione dei valutatori è considerato attendibile quando: tutti i valutatori utilizzano metodi e tecniche differenti. valutatori diversi giungono alle stesse conclusioni con metodi condivisi. le conclusioni dei valutatori si basano su dati raccolti in contesti diversi. i giudizi dei valutatori divergono a causa di differenze metodologiche.

Indichi quale dei seguenti metodi appartiene al paradigma costruttivista e fenomenologico: metodi quantitativi. metodi sperimentali. metodi qualitativi. metodi correlazionali.

Indichi qual è l'obiettivo principale della ricerca per esperimento: quantificare i cambiamenti in un ambiente naturale. confrontare l'efficacia di diversi metodi di insegnamento. rilevare molteplici variabili contemporaneamente. comprendere le variazioni di una variabile dipendente.

Indichi perché è importante confrontare un gruppo sperimentale con un gruppo di controllo: per isolare l'effetto dell'intervento sperimentale. per rilevare i cambiamenti nella variabile dipendente. per garantire la validità degli effetti della ricerca sperimentale. per stimare l'equivalenza tra il gruppo sperimentale e quello di controllo.

Indichi quale aspetto della ricerca sperimentale è considerato cruciale per la validità dei risultati: la somministrazione di test iniziali e finali. il controllo dei fattori di disturbo. l'uso di tecniche qualitative di analisi dei dati. la raccolta di dati in ambienti naturali, come le classi scolastiche.

Indichi quale dei seguenti disegni sperimentali può ridurre l'effetto della maturazione dei soggetti: piano sperimentale a gruppo unico. piano sperimentale a due gruppi. piano sperimentale a quattro gruppi. piano quasi-sperimentale a gruppo unico con doppio trattamento.

Indichi cosa si intende per "evidence based education" (EBE): un approccio educativo basato sull'esperienza degli insegnanti. un metodo di insegnamento basato su prove aneddotiche. un sistema di educazione basato su opinioni esperte. un approccio educativo basato su conoscenze empiriche.

Indichi qual è il principale vantaggio delle revisioni sistematiche rispetto alle revisioni narrative: il carattere sistematico. la maggiore rigorosità metodologica. la maggiore flessibilità nell'interpretazione dei dati. la possibilità di includere opinioni soggettive.

Indichi come può un insegnante valutare l'efficacia di un'innovazione didattica senza coinvolgere altre classi: analizzando i risultati per mezzo di tecniche statistiche come l'analisi della varianza. utilizzando il piano sperimentale a gruppo unico. applicando il metodo ordinario e sperimentale insieme. somministrando test iniziali e test finali.

Indichi qual è una delle critiche rivolta al piano sperimentale con un solo gruppo: non è possibile rilevare il miglioramento degli studenti. i risultati non possono essere confrontati con altri gruppi. non garantisce l'assenza di effetti di disturbo. richiede un elevato numero di soggetti per essere valido.

Indichi quale tra le seguenti affermazioni è FALSA in merito all'evidence-based education (EBE): l'EBE promuove lo sviluppo e la condivisione di conoscenze affidabili e trasferibili nella pratica didattica. l'EBE si basa sull'assunzione di decisioni in ambito educativo supportate da prove scientifiche. l'EBE richiede l'integrazione di prove scientifiche con la propria esperienza professionale. l'EBE privilegia l'utilizzo di metodi di ricerca quantitativi.

VanWynsberghe e Khan definiscono lo studio di caso come: un'euristica trans-paradigmatica e transdisciplinare. una tecnica di raccolta dati. un metodo e una metodologia. un piano d'azione prescrittivo.

Stake definisce lo studio di caso intrinseco come: un metodo di raccolta di dati. una ricerca su una situazione particolare fine a sé stessa. una survey. una ricerca in più situazioni per comprendere una preoccupazione esterna.

Stenhouse identifica lo stile di studio di caso valutativo come: lo studio che contribuisce allo sviluppo dei casi in esame mediante i feedback che possono guidare al perfezionamento dell'azione. uno studio in profondità tramite osservazione partecipante. quello che ha lo scopo di fornire agli attori educativi le informazioni che li aiuteranno a giudicare il merito e il valore di politiche e programmi. lo studio che si occupa della comprensione dell'azione educativa.

"The Art of Case Study Research" è stato scritto da: Yazan. Merriam. Yin. Stake.

Yin definisce lo studio di caso descrittivo come: definizione di domande e ipotesi per uno studio successivo. descrizione completa di un fenomeno nel suo contesto. descrizioni di relazioni di causa-effetto. studio di ricerca-azione.

Flyvbjerg individua malintesi sullo studio di caso, in particolare ne definisce: 5. 4. 7. 3.

Per Flyvbjerg, lo studio di caso: è influenzato negativamente dal soggettivismo del ricercatore. può produrre generalizzazioni fuzzy. non è in grado di produrre ricchi report narrativi. può produrre generalizzazione in senso positivista.

Secondo Flyvbjerg, il feedback dei partecipanti al ricercatore dello studio di caso: non ha valore interpretativo. può solo confermare i pregiudizi del ricercatore. permette una più profonda comprensione del fenomeno. non fa parte dello studio di caso.

Lo studio di caso "prototipico" è stato proposto da: Flyvbjerg. Sena. Stenhouse. Khan.

La triangolazione rappresenta: l'uso di più fonti di dati e tecniche di indagine. la raccolta di dati esclusivamente quantitativi. il piccolo numero di partecipanti coinvolti nella ricerca. una scelta di ciò che deve essere studiato.

Segnala abuso