Quiz sui Disturbi del Neurosviluppo e la Salute Mentale
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Titolo del test:
![]() Quiz sui Disturbi del Neurosviluppo e la Salute Mentale Descrizione: mariani domande unite |



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Qual è la definizione corretta di salute mentale?. Uno stato di benessere emotivo e psicologico in cui l'individuo è in grado di sfruttare le sue capacità cognitive ed emozionali ed esercitare la propria funzione all'interno della società, rispondendo alle esigenze quotidiane della vita. Uno stato di benessere emotivo e psicologico in cui l'individuo è in grado di stabilire relazioni soddisfacenti e mature con gli altri, partecipare costruttivamente ai mutamenti dell'ambiente e adattarsi alle condizioni esterne e ai conflitti interni. Tutte e due le affermazioni sono corrette. Quale affermazione descrive meglio l'unicità di ogni bambino?. Ogni bambino è unico e deve essere tenuto in considerazione come individuo. Non importa quanto bravi siate, non potete mai essere sicuri del risultato. Tuttavia, si può e si deve rimanere ottimisti. In qualche modo i nostri piccoli di due anni si sviluppano fino a essere studenti delle scuole superiori ed i nostri adolescenti diventano adulti responsabili. Tutte e due le affermazioni sono vere. Crescere un bambino presenta sempre interrogativi complessi. Qui infatti le ricette, le formule, hanno un'applicazione molto limitata. Qual è una caratteristica fondamentale dei disturbi del neurosviluppo riguardo alla loro manifestazione?. I disturbi del neurosviluppo per loro definizione, non si manifestano mai nelle prime fasi dello sviluppo, e comunque mai prima che il bambino inizi la scuola elementare. I disturbi del neurosviluppo si presentano frequentemente in concomitanza; ad esempio un bimbo con DSA può presentare facilmente anche un quadro di deficit d'attenzione con iperattività (ADHD). I Disturbi del neurosviluppo causano esclusivamente limitazioni molto specifiche, lievi e sfumate, oppure non ne causano nessuna. In ogni caso non causano mai una compromissione globale delle abilità sociali o dell'intelligenza. Quale affermazione riguardo l'ADHD è corretta?. Anche per quanto riguarda l'ADHD, se il bambino risponde ad una serie di criteri clinici ben definiti dal mondo scientifico, la sua è una vera patologia organica e come tale meritevole di una precisa terapia. Solo con l'ausilio di una giusta terapia i bambini cambieranno radicalmente il loro modo di vivere e tutti, genitori, insegnanti, compagni ma soprattutto il bambino, potranno finalmente cogliere la bellezza di una vita normale. Circa lo 0,05% della popolazione pediatrica è affetta dalla "Sindrome da deficit di attenzione e iperattività" quindi tutto sommato parliamo di numeri insignificanti. Un bimbo affetto da ADHD, normalmente ha una forte quota di responsabilità per i suoi comportamenti disadatti, ed ancor più i suoi genitori che di fatto sono stati incapaci a svolgere bene il proprio ruolo di educatori. Poiché l'ambiente è divenuto ostile nei confronti di tali bimbi e delle loro famiglie, appare particolarmente arduo tentare di modificare tutto ciò. Cosa afferma la neuroscienza riguardo la comunicazione non verbale nei bambini?. Tra persone adulte il livello dell'interazione "non verbale", compresa l'espressione del viso, è molto ridotto: conta sostanzialmente il contenuto manifesto, veicolato dalle informazioni verbali. I bambini nascono con una assoluta incapacità a riconoscere in modo naturale le espressioni del viso e la apprendono solo attraverso specifiche istruzioni. E questo riguarda soprattutto i bambini autistici. La nostra faccia esprime le nostre emozioni molto prima della parola. Infatti "non si può non comunicare": rabbia, paura, disgusto, sorpresa, felicità e tristezza sono le sei emozioni primarie dell'uomo, corrispondenti ad altrettante espressioni tipiche del viso. Quale ruolo gioca l'ambiente nello sviluppo del bambino?. L'ambiente in cui il bambino cresce nei primissimi anni di vita non ha alcuna importanza per quanto riguarda lo sviluppo del cervello e non possiede nessun impatto vitale sullo sviluppo fisico, emotivo e sociale. Il bambino ha necessità di trascorrere il suo tempo in un contesto in cui ci si prenda cura di lui/lei, sensibile e protettivo da punizioni e disapprovazioni inappropriate. Inoltre, i bambini devono avere l'opportunità di esplorare il mondo, di giocare, imparare a parlare e ad ascoltare. Lo sviluppo (qualitativo e quantitativo) delle connessioni nervose avviene in modo autonomo dall'ambiente. In particolare, non è vero che più l'ambiente è stimolante, migliore sarà il modo in cui il bambino prospera in tutti i contesti della vita. Vi sono molte evidenze sperimentali a proposito. Quale delle seguenti affermazioni sui disturbi dell'attenzione e iperattività (ADHD) è corretta?. I motivi ambientali e le storie di vita spiegano sempre tutti i casi di ADHD. Non è ancora stato possibile dimostrare, dati alla mano che esista un gruppo di soggetti che presentano un disturbo strutturale-organico dei meccanismi di controllo dell'attenzione. L'adhd è un disturbo scoperto da poco (grazie alla risonanza magnetica) che non ha ancora trovato una sua specifica collocazione ed una definizione diagnostica. La condizione clinica che ad oggi meglio permette di definire il problema è l'iperattività. I sintomi cardine del "Disturbo da Deficit di Attenzione con ipersattività (ADHD) sono Difficoltà di Attenzione, difficoltà di concentrazione, difficoltà nel controllo degli impulsi, difficoltà del livello di attività. In Italia, quale percentuale di alunni presenta Bisogni Educativi Speciali (BES) che non rientrano nella L. 104?. In Italia, gli alunni che presentano un Bisogno educativo speciale che non rientri in quelli normati dalla L. 104("Disabilità" con insegnante di sostegno), rappresentano quasi il 9% degli alunni iscritti. Più della metà sono alunni con disturbi specifici dell'apprendimento (53%); l'altra quota più importante è rappresentata dallo svantaggio socioeconomico, linguistico, culturale (35%). Tutte e due le affermazioni sono vere. Nell'anno scolastico 2019-2020 (Dati ISTA-MIUR) aumenta ancora il numero di alunni con disabilità che frequentano le scuole italiane (+ 13 mila, il 3,5% degli iscritti). In crescita anche il numero di insegnanti per il sostegno, con un rapporto alunno insegnante migliore delle previsioni di legge, ma il 37% non ha una formazione specifica. Quale categoria diagnostica comprende i Disturbi del Neurosviluppo?. Nessuna delle due affermazioni è quella corretta. La recente categoria diagnostica, denominata Disturbi del Neurosviluppo comprende: Paralisi cerebrali infantili, psicosi, disturbi bipolari, depressione, disturbo di personalità tipo border line. La recente categoria diagnostica, denominata Disturbi del Neurosviluppo comprende: Malattie neuromuscolari e neurodegenerative, encefalopatie acquisite, tumori cerebrali, disabilità complesse, disturbo dell'umore, disturbi del comportamento alimentare. Quali sono i concetti chiave dell'ICF riguardo la salute e l'inclusione?. Secondo i concetti chiave dell'ICF, viene chiarito ed organizzato quell'approccio globale centrato sulla salute, dove l'attività clinica in NPI acquista valore se prevede prese in carico multiprofessionali, prolungate nel tempo e con interventi sui determinanti di salute (in primis i processi di inclusione scolastica nelle disabilità e nei "BES"). I concetti chiave dell'ICF non sono applicabili dalla neuropsichiatria infantile, che prevede per definizione un approccio medico, basato sull'intervento clinico e puntiforme indirizzato all'eleminazione del sintomo, solo in caso di malattia, e con l'uso di farmaci. Valori quali l'approccio olistico alla persona, la valorizzazione e la protezione dell'infanzia, non sono in linea con la disciplina neuropsichiatria infantile che si occupa solo di specifiche e settoriali aree della mente umana, del comportamento e del cervello, indipendentemente dall'ambiente. Come si inserisce la neuropsichiatria infantile nell'ambito dei percorsi di cura secondo i concetti chiave dell'ICF?. I concetti chiave dell'ICF non sono applicabili dalla neuropsichiatria infantile, che prevede, per definizione, un approccio medico, basato sull'intervento clinico puntiforme, e solo in caso di malattia. Un percorso di cura inizia dalla definizione definitiva ed immutabile (o almeno sino ai 18 anni), di una specifica e stabile etichetta diagnostica. Inoltre, il percorso di cura è per sua definizione mono-professionale (fatto solo dai neuropsichiatri infantili) e non deve occuparsi del contesto ambientale all'interno del quale si crea. La neuropsichiatria non è più solamente dei neuropsichiatri ma si inserisce nei complessi percorsi che coinvolgono a pari merito tutti i soggetti ed i professionisti della filiera di cura(insegnanti, educatori, animatori sociali, associazioni...), introducendo elementi di salute, soprattutto nell'agire quotidiano, efficaci ma forse ancora poco valutabili e valorizzati. Qual è l'importanza delle comorbilità nei disturbi del neurosviluppo?. Le comorbilità per definizione non richiedono mai percorsi diagnostici accurati. Infatti quando c'è un riconoscibile disturbo del neuro-sviluppo, in base ad un rigoroso principio di esclusione, vi è la certezza che non ve ne siano poi altri (della stessa o di altre categorie). È essenziale occuparsi delle comorbilità perché, insieme al problema specifico, spesso si possono nascondere problemi complessi, che rischiano di non essere visti ma nascosti da un'etichetta diagnostica troppo semplificativa ("una parte per il tutto..."). "I percorsi continuativi di cura, (che si dice valorizzino la centralità delle famiglie, dell'inclusione a scuola, il contesto sociale, i percorsi specifici riabilitativi, il fattore tempo e l'ambiente in generale), non sono in alcun modo necessari, in quanto non hanno mai dato nessuna prova di efficacia ed efficienza in ambito NPI". Qual è la situazione riguardo lo svantaggio scolastico in Italia?. L'area dello svantaggio scolastico è comunque ristretta e sono pochi gli alunni che necessitano della predisposizione di un percorso didattico personalizzato. In particolare, coloro che hanno disturbi specifici dell'apprendimento, patologie importanti, ma non sufficienti per avere una certificazione riconosciuta (disturbi evolutivi specifici), non vengono mai considerati bambini con Bisogni Educativi Speciali. Nell'anno scolastico 2019-2020 aumenta ancora il numero di alunni con disabilità che frequentano le scuole italiane (+ 13 mila, il 3,5% degli iscritti). In crescita anche il numero di insegnanti per il sostegno, con un rapporto alunno insegnante migliore delle previsioni di legge. Da alcuni anni si assiste ad una drastica riduzione del numero di alunni con disabilità che frequentano le scuole italiane (- 13 mila, l'1,5% degli iscritti). Un' inversione di tendenza confermata anche per l'anno scolastico 2019-2020. Come viene definita la disabilità cognitiva?. La disabilità cognitiva non è un disturbo raro (due- tre soggetti ogni 100) ed è sempre un a condizione di salute che richiede specifici percorsi di integrazione. La disabilità cognitiva è un disturbo raro (un soggetto ogni 10.000 nati); comunque vi sono dati assai controversi sulla sua presenza sul territorio e non è stato possibile definirne la prevalenza. "La disabilità cognitiva ha un'incidenza che non è misurabile in quanto si presenta in modo eterogeneo ("a macchia di leopardo") nel territorio italiano, con una differenza significativa tra zone rurali e città.". Qual è l'importanza dell'inclusione scolastica e dei diritti per i bambini con disturbi del neurosviluppo?. Per i bambini con disturbi del neurosviluppo L' inclusione scolastica e l'accesso ai "diritti" sono di particolare importanza. Tutte e due le affermazioni sono vere. Per i bambini con disturbi del neurosviluppo sono raccomandati interventi precoci e tempestivi. Come viene valutata la disabilità cognitiva?. La disabilità cognitiva fa riferimento a un funzionamento intellettivo valutato esclusivamente con test. In particolare, un quoziente Intellettivo uguale o inferiore a 85/100, detto anche "border line" cognitivo. È tuttavia una condizione di salute rara (0,5% della popolazione). La disabilità cognitiva fa riferimento a un funzionamento intellettivo che prevede, per essere diagnosticata una valutazione globale e ragionata sia del quoziente intellettivo e che del comportamento adattativo (solo una delle due non basta). La disabilità cognitiva fa riferimento a un funzionamento intellettivo valutato esclusivamente sulla base dei test cognitivi specifici, con un quoziente intellettivo inferiore a 70/100. È tuttavia una condizione di salute rara (0,5% della popolazione). Qual è il decorso tipico dei disturbi del neurosviluppo?. I disturbi del neurosviluppo hanno tutti un decorso che comporta sempre, per definizione, costanti remissioni o ricadute. Ad esempio, nella stessa giornata un bambino può avere in un momento gravi sintomi di dislessia e poi non averne affatto nell'ora successiva. Tipico il fatto che, nei mesi estivi, i sintomi di dislessia scompaiono. L'ADHD si manifesta soprattutto il mattino, quando il soggetto è riposato, per poi ridursi notevolmente nel resto della giornata. Si ritiene che disturbi del neurosviluppo siano trattabili ma spesso solo in parte curabili. Tuttavia, sebbene questi disturbi siano connessi a disfunzioni cerebrali, vi sono ampie evidenze sul fatto che molte condizioni possono migliorare grazie a interventi psico sociali, quali, ad esempio, i percorsi di integrazione scolastica. La quasi totalità dei disturbi del neurosviluppo interessa esclusivamente le femmine (soprattutto l'autismo). Qual è la definizione più accurata di intelligenza secondo il contesto presentato?. L'intelligenza è una funzione specifica dell'individuo che non dipende dell'intera personalità e che non riguarda le capacità apprendere, adattarsi all'ambiente né quella di saper controllare i propri processi cognitivi, perché anch'essi sono domini autonomi. L'efficacia con cui i soggetti fanno fronte alle esigenze della vita quotidiana e alla capacità di adeguamento alle richieste di autonomia personale, non è valutabile e non ha importanza per le diagnosi che utilizzano il modello bio-psicosociale nell'ottica "ICF". L'intelligenza può essere definita come una competenza generale, una capacità globale che consente a un individuo di predisporsi alla comprensione del mondo e ad affrontarne le sfide. Quali sono le finalità dell'ICD 10?. Le finalità dell'ICD 10 sono. Cliniche (linguaggio comune, definizione sintomi, definizione dei singoli disturbi, storia, clinica diagnosi differenziale), Amministrative/statistiche (registrazione, analisi, interpretazione, comparazione dati mortalită-morbidità, monitoraggio stato di salute delle popolazioni, monitoraggio incidenza-prevalenza malattie e sindromi), Legali e di ricerca scientifica/farmacologica. Tutte e due le affermazioni sono corrette. "Nell'ICD10 Lo schema è descrittivo-sintomatico, non si risale all'interpretazione teorica (Approccio "ateoretico"). Lo scopo è quello di registrare la presenza del disturbo, senza dare criteri di causalità.". Qual è il rapporto tra ADHD e difficoltà di apprendimento scolastico?. Per quanto riguarda i rapporti di comorbilità tra ADHD-DSA, il 40% dei bambini ADHD presenta anche difficoltà di apprendimento scolastico pur dimostrando abilità intellettive nella norma. Nei bambini con ADHD anno di regola non troviamo questi disturbi: Disturbi delle condotte esternalizzate: Disturbo oppositivo provocatorio (DOP), Disturbo della condotta (DC), Disturbi internalizzanti (quali ansia, disturbo bipolare, depressione) e disturbo specifico di Apprendimento (DSA). Non accade mai che i bambini di 8/9 anni vengano osservati per i problemi di iperattività/impulsività e disattenzione, e che a causa di questo disturbo, presentino anche prestazioni basse di rendimento. Quali disturbi rientrano nella categoria diagnostica dei Disturbi del Neurosviluppo?. La recente categoria diagnostica, denominata Disturbi del Neurosviluppo comprende: Malattie neuromuscolari e neurodegenerative, encefalopatie acquisite, tumori cerebrali, disabilità complesse, disturbo da deficit di attenzione con iperattività, disturbi della condotta, disturbi del comportamento alimentare. La recente categoria diagnostica, denominata Disturbi del Neurosviluppo comprende: Disturbi dello Spettro Autistico, Disabilità Intellettiva, Disturbo Specifico dell'Apprendimento, Disturbi della Comunicazione, Disturbo da Deficit di Attenzione /Iperattività (ADHD), Disturbi del movimento. La recente categoria diagnostica, denominata Disturbi del Neurosviluppo comprende: Paralisi cerebrali infantili, psicosi, disturbi bipolari, depressione., Disturbo di personalità tipo border line. Qual è l'origine del Deficit di Attenzione con Iperattività (ADHD)?. II Deficit di Attenzione con Iperattività è un disturbo di cui si sa ancora poco. Si manifesta a causa di famiglie disfunzionali, poco avvezze alla disciplina, trascuranti e superficiali. Di solito sono bambini svogliati, non abituati al controllo e alla fatica. Inoltre, sono bambini poco aiutati a casa (genitori troppo impegnati nel lavoro). II Deficit di Attenzione con Iperattività è un disturbo evolutivo dell'autocontrollo di origine neurobiologica che interferisce con il normale sviluppo psicologico del bambino e ostacola lo svolgimento delle comuni attività quotidiane. II Deficit di Attenzione con Iperattività, è un disturbo poco sensibile alle terapie (cognitivo comportamentali e farmacologiche), diagnosticato in eccesso, ed un po' alla moda. Di fatto, è causato dagli atteggiamenti accomodanti de genitori o da situazioni emotivamente traumatiche. Quali sono i concetti chiave che guidano la neuropsichiatria infantile nell'ambito della salute mentale?. Concetti come salute mentale, resilienza, partecipazione, barriere, facilitatori, vulnerabilità e resistenza, per altro misurabili attraverso le griglie descrittive" ICF", si sono rivelati le direttrici dove svolgere, dopo la diagnosi clinica, i percorsi continuativi di cura. Tutte e due le affermazioni sono vere. La neuropsichiatria non è più solamente dei neuropsichiatri ma si inserisce nei complessi percorsi che coinvolgono a pari merito tutti i soggetti ed i professionisti della filiera di cura(insegnanti, educatori, animatori sociali, associazioni...), introducendo elementi di salute, soprattutto nell'agire quotidiano, efficaci ma forse ancora poco valutabili e valorizzati. Quali effetti provocano i disturbi del neurosviluppo nel bambino e nell'ambiente circostante?. I disturbi del neurosviluppo provocano nel bambino, frustrazione, isolamento relazionale, dolore, impotenza appresa, e provocano nell'ambiente reazioni non pensate, rigide, frustranti e distorte, che generano a loro volta sofferenza inutile. Tutte e due le affermazioni sono corrette. I disturbi del neurosviluppo: disturbano lo sviluppo di un bambino ma in più, ed in modo sostanziale, rappresentano, se non riconosciuti o disconosciuti, un vero e proprio elemento traumatico cronico che appartiene alle conseguenze delle richieste quotidiane dell'ambiente cui loro non riescono a rispondere con performances adeguate, comportamenti appropriati e sistemi comunicativi coerenti. Qual è stato l'impatto della pandemia sullo stress e sul sovraccarico di bambini e famiglie?. Tutte e due le affermazioni sono vere. La pandemia e le strategie indispensabili per il suo contenimento hanno notevolmente aumentato lo stress e il sovraccarico su bambini e ragazzi e sulle loro famiglie, in particolare sulle situazioni più vulnerabili. Nella gran parte dei disturbi, neuropsichici, il trattamento precoce può modificare in maniera drammatica l'evoluzione naturale di queste patologie e prevenire sequele ed un decorso cronico e invalidante. Quali sintomi sono tipicamente presenti nella disabilità cognitiva?. Nella disabilità cognitiva di norma sempre presenti i seguenti sintomi: Difficoltà neuropsicologiche in diversi ambiti (astrazione, difficoltà nell'uso di competenze simboliche, ragionamento logico e problem solving, Pianificazione e previsione -deficit delle funzioni esecutive, Generalizzazione delle conoscenze apprese, metacognizione. Tutt'e due le affermazioni sono corrette. Nella disabilità cognitiva non sono mai presenti i seguenti sintomi: deficit comunicativo-linguistico, deficit nella memoria a breve e lungo termine, deficit attentivi, difficoltà motivazionali, goffaggine motoria, credulità (ingenuità nelle situazioni sociali) e mancanza di consapevolezza dei rischi. Qual è il criterio principale per la diagnosi di Disturbo Specifico dell'Apprendimento (DSA)?. Il principale criterio necessario a stabilire la diagnosi di Disturbo specifico di apprendimento (DSA) è quello della «discrepanza» tra "abilita nel dominio specifico interessato "(deficitaria in rapporto alle attese per l'età e/o la classe frequentata) e l'intelligenza generale (adeguata, per l'età cronologica). Il principale criterio necessario a stabilire la diagnosi di Disturbo specifico di apprendimento (DSA) è quello del ritardo di apprendimento: i tempi di apprendimento del bambino sono più lenti, la progressione delle tappe di acquisizione sono le stesse di uno sviluppo normale e le prestazioni del soggetto sono qualitativamente analoghe a quelle di bambini normali ma più piccoli. Il principale criterio necessario a stabilire la diagnosi di Disturbo specifico di apprendimento (DSA) è quello della presenza delle difficoltà di apprendimento: cioè le difficoltà incontrata da uno studente durante tutta la sua carriera scolastica e dalla presenza di difficoltà lessicali legate al bilinguismo. Sono problematiche ampie ma modificabili con interventi didattici mirati. Quale approccio è fondamentale nella valutazione e nell'intervento nei disturbi del neurosviluppo?. Nei disturbi del neurosviluppo occorre prevedere interventi (sia intensivi che prolungati nel tempo) per tutto il periodo di vita del soggetto, o almeno sino alla sua maggiore età. Nei disturbi del neurosviluppo, data la complessità (e pervasività) di questi disturbi, appare fondamentale una collaborazione multidisciplinare sia nella valutazione che nell'intervento. Tutte e due le affermazioni sono vere. Cosa si osserva riguardo l'evoluzione dell'ADHD in età adulta?. Fino a non molti anni fa si riteneva che l'ADHD si risolvesse favorevolmente con lo sviluppo. Questo è vero per circa 1/3 dei bambini l'ADHD, la dove costituisce semplicemente un ritardo nello sviluppo delle funzioni esecutive: con l'età adulta essi non manifestano più sintomi di disattenzione o iperattività. Tutt'e due le affermazioni sono corrette. Con l'età adulta circa il 15%-20% dei bambini ADHD, oltre ai sintomi tipici, mostrano altri disturbi psicopatologici (alcolismo, tossicodipendenza, Disturbo Antisociale di personalità) ed il più importante indice predittivo di tale evoluzione è la presenza in infanzia di una comorbilità ADHD-disturbo della Condotta (DC); tale associazione ha una prognosi significativamente peggiore di quella di un DC puro. Qual è la funzione dei neuroni specchio?. I neuroni specchio non hanno nulla a che vedere con l'empatia in quanto quest'ultima è una capacità acquisita con un esercizio psicologico molto complesso e prolungato nel tempo, che comprende anche training psicoterapici. I neuroni specchio sono una classe di neuroni: specifica solo dell'uomo (soprattutto il sesso femminile), sono visibili solo grazie alla risonanza magnetica e non appartengono ad altri generi di mammiferi superiore; di loro non si conosce il significato funzionale. I neuroni specchio sono una classe di neuroni: che si attiva quando un individuo compie un'azione e quando l'individuo osserva la stessa azione compiuta da un altro soggetto (i neuroni attivati dall'esecutore durante l'azione sono attivati anche nell'osservatore della medesima azione). Quale affermazione descrive meglio la relazione tra disturbi mentali e disabilità psichica?. Le attuali classificazioni diagnostiche non tengono in nessun conto se un disturbo provochi o meno disagio, disabilità, o riduzione delle autonomie e della partecipazione e non si occupano di definirne l'entità. Lo stato di salute mentale in età evolutiva è strettamente legato alla nozione "un gene uguale una malattia" in quanto in salute mentale è ormai accettata l'origine monofattoriale (è il gene che provoca la malattia) della quasi totalità dei disturbi neuropsichiatrici; molti dei geni che provocano le malattie mentali sono stati già scoperti. La disabilità psichica è è la conseguenza di un disturbo mentale, classificato sia dall'OMS nell'ambito dell'International Classification of Diseases (dall'ICD), sia dalle linee guida del DSM 5(Diagnostic and Statistical Manual for Mental Disorders) dell'American Psychiatric Association. |





