psicologia della salute policardo 20-30
|
|
Titolo del test:
![]() psicologia della salute policardo 20-30 Descrizione: psicologia della salute policardo 20-30 |



| Nuovo commento |
|---|
NESSUN RECORD |
|
In quale anno Rowe e Kahn propongono il modello di invecchiamento di successo citato?. 1997. 2001. 2005. 1991. Quale affermazione è corretta sulla teoria dell’attività di Havighurst e Albrecht?. Il buon invecchiamento è favorito dal mantenimento di coinvolgimento sociale e attività significative; il ritiro è legato anche a fattori sociali e strutturali. Il livello di attività in età avanzata dipende quasi esclusivamente da predisposizioni genetiche individuali. Le relazioni sociali in vecchiaia non influiscono sul benessere perché l’autonomia è il fattore determinante. Il ritiro dalla società è un passaggio naturale e necessario che aumenta sempre il benessere emotivo. Chi propone la teoria delle funzioni della produzione sociale applicata all’invecchiamento di successo?. Steverink, Lindenberg e Slaets. Carstensen, Charles e Fung. Cumming e Henry. Rowe e Kahn. Quale triade descrive correttamente le dimensioni dell’invecchiamento di successo nel modello di Rowe e Kahn?. Bassa probabilità di malattie e disabilità, elevato funzionamento fisico e cognitivo, coinvolgimento attivo nella vita. Assenza di sintomi, elevata soddisfazione di vita, forte spiritualità e significato esistenziale. Autonomia nelle attività di base, stabilità emotiva, riduzione delle relazioni periferiche. Genetica favorevole, reddito elevato, accesso ai servizi sanitari e tecnologici. Quale coppia autore-anno è corretta per il modello di “Selezione, Ottimizzazione e Compensazione”?. Baltes e Baltes, 1990. Rowe e Kahn, 1990. Baltes, 1990. Carstensen, 1990. Quale affermazione descrive correttamente la differenza tra selezione elettiva e selezione basata sulla perdita nel modello di “Selezione, Ottimizzazione e Compensazione”. La selezione elettiva sceglie proattivamente tra alternative; la selezione basata sulla perdita riorganizza obiettivi e standard dopo declini o eventi critici. La selezione elettiva riorganizza obiettivi dopo perdite; la selezione basata sulla perdita sceglie tra alternative quando le risorse sono abbondanti. La selezione elettiva riguarda solo il lavoro; la selezione basata sulla perdita riguarda solo la salute fisica. Le due forme coincidono: cambia solo il numero di obiettivi scelti. Quale descrizione distingue meglio intelligenza fluida e intelligenza cristallizzata?. L’intelligenza fluida riguarda conoscenze accumulate; l’intelligenza cristallizzata riguarda problem solving in compiti nuovi. L’intelligenza fluida cresce lungo tutta la vita; l’intelligenza cristallizzata raggiunge il picco solo nelle fasi giovanili. L’intelligenza fluida riguarda velocità di processamento e soluzione di problemi nuovi; l’intelligenza cristallizzata riguarda conoscenze ed esperienze accumulate. L’intelligenza fluida coincide con saggezza; l’intelligenza cristallizzata coincide con creatività. Quale affermazione è corretta su risorse e riserve nell’invecchiamento?. Le riserve sono capacità latenti attivabili per compensare perdite; le risorse includono componenti fisiche, cognitive, sociali e di personalità che possono integrarsi in sistemi. Le riserve dipendono solo da genetica; le risorse dipendono solo da istruzione e reddito. Le risorse sono capacità latenti non utilizzate; le riserve sono solo fattori sociali e relazional. Risorse e riserve coincidono e indicano esclusivamente le abilità cognitive misurate dai test. Quale affermazione è più corretta sulla depressione nelle malattie cardiovascolari?. Predice eventi cardiaci solo quando è misurata con autovalutazioni, mentre la diagnosi clinica è meno informativa. Nei pazienti cardiopatici è più frequente e, se presente durante ospedalizzazione per malattia coronarica, è associata a un aumento del rischio di mortalità nei mesi successivi. È rilevante solo come reazione emotiva “normale” e non viene considerata un fattore di rischio comparabile a quelli cardiovascolari tradizionali. È meno frequente nei cardiopatici rispetto alla popolazione generale e non ha relazione con prognosi e mortalità. Quale affermazione descrive meglio il ruolo dell’affettività positiva come fattore protettivo cardiovascolare?. È un sistema distinto dall’affettività negativa ed è associata a stili di vita più sani e a livelli più bassi di cortisolo, con benefici sulla salute. È protettiva solo nei soggetti giovani e non ha rilevanza dopo un evento cardiaco acuto. È protettiva solo perché riduce automaticamente tutte le emozioni negative, senza legami con comportamenti o indicatori biologici. È semplicemente l’opposto dell’affettività negativa e non aggiunge informazioni utili per comprendere la salute. Quale descrizione rappresenta meglio la differenza tra intervento informativo e intervento psicoeducazionale nel cambiamento di stile di vita in cardiologia?. L’informazione aumenta conoscenza; la psicoeducazione lavora anche su credenze, motivazione, abilità, contesto e barriere. L’informazione è utile solo dopo l’evento acuto; la psicoeducazione è utile solo in prevenzione primaria. L’informazione agisce su autoefficacia e pianificazione; la psicoeducazione agisce solo sulla memoria dei contenuti. L’informazione cambia il comportamento in modo stabile; la psicoeducazione è utile soprattutto per ridurre lo stress momentaneo. . Quale combinazione è coerente con lo studio INTERHEART riguardo fattori psicosociali e rischio di infarto?. Stress psicosociale, depressione e locus of control esterno aumentano il rischio; locus of control interno è protettivo. Locus of control esterno è protettivo perché riduce responsabilità personale e stress; quello interno aumenta pressione e rischio. I fattori psicosociali contano solo dopo l’infarto e non sono collegati al rischio di primo evento. Stress psicosociale e depressione sono irrilevanti; il rischio è spiegato soprattutto da fattori genetici e biologici. Quale formulazione rappresenta meglio la visione “sistemica” del cancro?. Il tumore è una lesione localizzata che evolve in modo indipendente dall’organismo e dai sistemi di regolazione. Il tumore è parte di network di interazioni multilivello e influenza ed è influenzato da sistemi fisiologici, con effetti anche su funzionamento psicologico e sociale. Il tumore è spiegabile soprattutto come esito di una causa biologica unica e lineare, identificabile in modo diretto. Il tumore è un fenomeno esclusivamente psicologico in cui fattori emotivi sono la causa primaria del processo oncologico. Secondo Brennan, che cosa si intende per “mondo presuntivo”?. Un sistema relativamente stabile di assunzioni implicite su come funziona il mondo, su chi si è e su cosa è prevedibile e controllabile. Un repertorio di strategie di coping definito da tratti di personalità e fattori genetici. Un modello clinico che descrive le fasi del trattamento oncologico e l’aderenza alle terapie. Un insieme di sintomi che emerge dopo la diagnosi e misura il livello di distress in modo oggettivo. Quale definizione è coerente con il distress oncologico?. Esperienza spiacevole multifattoriale, psicologica, sociale, spirituale e anche fisica, che può interferire con la capacità di affrontare cancro, sintomi e trattamenti. Reazione emotiva transitoria che coincide con la paura iniziale e non ha implicazioni per l’aderenza ai trattamenti. Stato esclusivamente fisico legato a dolore e fatica, non collegato a componenti cognitive o sociali. Disturbo depressivo maggiore definito da criteri diagnostici, presente in modo stabile lungo tutto il percorso di cura. In che anno il termine “distress” viene formalmente introdotto dal National Comprehensive Cancer Network in ambito oncologico?. 1997. 2007. 1987. 2001. Quale sequenza descrive in modo più corretto le reazioni tipiche nei bambini alla perdita o minaccia di perdita di un genitore?. Negazione, contrattazione, rabbia, depressione. Ritiro, adattamento stabile, crescita personale. Accettazione immediata, elaborazione cognitiva, stabilizzazione emotiva. Allarme e protesta, disperazione, riorganizzazione. Quale affermazione descrive meglio il ruolo dello psicologo nelle cure palliative?. Ha un ruolo marginale perché la fase palliativa riguarda quasi esclusivamente decisioni mediche e farmacologiche. Interviene solo quando compaiono disturbi psichiatrici conclamati, senza lavoro su senso e relazioni. Sostiene paziente e famiglia nel passaggio da una medicina del fare a una medicina dell’essere, aiutando obiettivi realistici, continuità identitaria e dignità. Si occupa principalmente di spiegare procedure mediche e aumentare la comprensione tecnica dei trattamenti. Quale insieme di obiettivi è più coerente con le cure palliative in oncologia?. Controllo del dolore e dei sintomi, gestione del distress emotivo, sostegno alla comunicazione con famiglia ed équipe, accompagnamento nella significazione di malattia e morte. Evitare ogni discussione sul fine vita per proteggere il paziente da emozioni negative. Miglioramento della sopravvivenza come unico criterio, anche riducendo autonomia e qualità della vita. Riduzione esclusiva dei sintomi fisici tramite farmaci, senza intervento su vissuti e relazioni. Quale autore viene citato per l’idea che stress e perturbazioni emotive possano interferire con i segnali di fame e sazietà?. Fairburn, 2010. DiMatteo, 2000. Bradley, 2020. Hudson, 2007. Quale formulazione descrive il nucleo psicopatologico centrale dei disturbi dell’alimentazione indicato?. Eccessiva valutazione di peso e forma corporea come criteri predominanti per autostima e senso di valore personale. Perdita totale di controllo su ogni comportamento quotidiano, con deficit cognitivo e incapacità di pianificazione. Paura specifica del cibo come stimolo, con evitamento generalizzato di tutti gli alimenti e perdita di appetito costante. Ossessione per la salute biologica, con controllo esclusivo dei nutrienti e assenza di preoccupazione per il corpo. Quale manuale diagnostico viene richiamato per le categorie dei disturbi dell’alimentazione?. Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali, quarta edizione, American Psychiatric Association, 2000. Manuale di Psicosomatica Clinica, revisione europea, 2010. Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali, quinta edizione, American Psychiatric Association, 2014. Classificazione Internazionale delle Malattie, undicesima revisione, Organizzazione Mondiale della Sanità, 2019. Quale affermazione distingue correttamente diabete mellito di tipo 1 e diabete mellito di tipo 2?. Il tipo 1 ha eziologia autoimmune e richiede insulina esogena quotidiana; il tipo 2 è più frequente ed è associato a insulino-resistenza e fattori ambientali e comportamentali. Il tipo 1 e il tipo 2 hanno la stessa eziologia e si distinguono solo per l’età di esordio. Il tipo 1 è più frequente ed è legato soprattutto a insulino-resistenza; il tipo 2 è autoimmune e richiede sempre insulina esogena immediata. Il tipo 1 è principalmente legato a fattori ambientali; il tipo 2 è principalmente legato a distruzione delle cellule beta pancreatiche. Quale affermazione descrive meglio la psicoeducazione nel percorso trapiantologico?. Informazione chiara e strutturata su patologia, trapianto, prognosi, rischi, terapia immunosoppressiva e possibili conseguenze psicologiche, spesso estesa ai familiari. Intervento utile solo nella fase post-operatoria e non nella lista d’attesa o nella valutazione. Addestramento esclusivo a tecniche di rilassamento, senza lavoro su terapia e rischi clinici. Colloquio non strutturato centrato solo su emozioni, evitando contenuti medici per non aumentare. Quale risultato è più coerente con un intervento strutturato di Mindfulness-Based Stress Reduction rispetto alla sola psicoeducazione in lista d’attesa o dopo il trapianto?. Riduzione di stress, ansia e depressione e miglioramento di qualità del sonno e qualità della vita. Miglioramento dell’aderenza farmacologica senza effetti su stress e umore. Riduzione del distress solo nei pazienti senza sintomi ansioso-depressivi iniziali. Aumento dell’ansia con miglioramento della qualità di vita solo nel lungo periodo. Quale affermazione è più corretta sull’approccio motivazionale nel trapianto?. Orientato alla collaborazione e a obiettivi condivisi, può migliorare l’aderenza alla terapia immunosoppressiva in diversi trapianti d’organo. È indicato solo quando l’aderenza è già ottima, per mantenerla invariata nel tempo. Funziona solo se evita completamente la definizione di obiettivi, per ridurre la pressione sul paziente. È un approccio direttivo basato su prescrizioni rigide ed è usato soprattutto per sostituire la psicoeducazione. . Quale affermazione descrive meglio un nodo etico nella valutazione dei candidati al trapianto?. La valutazione non è neutrale e può attivare giudizi di valore; variabili come età, stile di vita o lavoro vanno considerate per equità e probabilità di esito, non per “colpevolizzare” o escludere moralmente. Le variabili sociali devono essere usate per escludere automaticamente chi ha stili di vita considerati non adeguati. La valutazione è sempre neutrale perché basata solo su esami medici e non coinvolge variabili psicologico-sociali. I criteri etici sono irrilevanti perché la scelta dipende esclusivamente dalla disponibilità tecnica degli organi. Quale differenza distingue meglio due forme di resistenza descritte nel modello evitamento e resistenza?. La resistenza con distress include soppressione delle emozioni negative e iperattività con ansia e depressione; la resistenza con eustress include emozioni positive e minimizzazione del dolore ma può portare sovraccarico fisico. La resistenza con distress riguarda solo l’evitamento; la resistenza con eustress riguarda solo la disabilità senza attività. La resistenza con distress è sostenuta da emozioni positive e minimizzazione del dolore; la resistenza con eustress è sostenuta da ansia e depressione. Le due forme sono equivalenti e differiscono solo per la durata del dolore, non per emozioni o comportamento. Quale affermazione descrive correttamente il modello evitamento e resistenza nel dolore cronico?. Include anche pattern di persistenza disfunzionale, oltre all’evitamento, come modalità di risposta che può mantenere dolore e disabilità. Spiega la cronicizzazione solo con evitamento, senza considerare l’iperattività e la persistenza nelle attività. Considera la persistenza come effetto esclusivo di alta motivazione e quindi priva di rischi nel lungo periodo. Descrive la resistenza come sempre protettiva perché mantiene l’attività e impedisce il decondizionamento. Nel modello paura ed evitamento, quale sequenza è più coerente con la traiettoria verso cronicizzazione e disabilità?. Catastrofizzazione del dolore, paura del dolore, evitamento, disabilità e decondizionamento, ipervigilanza somatica e amplificazione dell’esperienza dolorosa. Catastrofizzazione del dolore, aumento dell’attività fisica, recupero funzionale, riduzione stabile dell’ansia e scomparsa dell’ipervigilanza. Ipervigilanza somatica, recupero funzionale, evitamento, riduzione dell’ansia, miglioramento dell’autoefficacia e ritorno alla normalità. Paura del dolore, incremento della fiducia, riduzione dell’evitamento, recupero immediato e stabilizzazione dell’umore senza oscillazioni. Quale autore viene citato per la definizione di catastrofizzazione come stile cognitivo con ruminazione, amplificazione della minaccia e senso di impotenza?. Sullivan, 2001. Ajzen, 1991. Lazarus, 1984. Bandura, 1977. Quale descrizione rappresenta meglio i pain behaviors nel modello operante del dolore?. Comportamenti osservabili legati al dolore che possono essere rinforzati dalle risposte dell’ambiente sociale. Strategie cognitive di ristrutturazione che riducono la disabilità indipendentemente dalle contingenze ambientali. Parametri fisiologici misurati con biomarcatori che determinano direttamente l’intensità del dolore. Esperienze interiori non osservabili che non possono essere influenzate dalle reazioni dei familiari. Quale risposta dei familiari è più coerente con un meccanismo di mantenimento dei pain behaviors?. Attenzioni eccessive e esenzioni dalle responsabilità quotidiane non legate al recupero funzionale. Supporto pratico concordato e monitorato, con enfasi su progressi e partecipazione sociale. Graduale promozione di autonomia con obiettivi realistici e condivisione delle attività. Rinforzo selettivo dei comportamenti orientati al recupero e riduzione di supporto non contingente. Quale coppia di ruoli tende a cristallizzarsi più facilmente nella coppia quando il dolore cronico diventa centrale?. Ruolo del malato e ruolo dell’accudente, con rischio di riduzione di autonomia e reciprocità. Ruolo del leader e ruolo del follower, con aumento stabile della cooperazione e della parità decisionale. Ruolo dell’osservatore e ruolo del mediatore, con riduzione delle richieste di cura e aumento della spontaneità. Ruolo dell’esperto e ruolo dell’apprendista, con progressivo incremento delle competenze comunicative di entrambi. Quale affermazione descrive correttamente la somatizzazione nel contesto del dolore cronico?. Il sintomo è reale e può funzionare da canale di espressione di bisogni emotivi quando l’espressione diretta è inibita o inefficace. Il sintomo è esclusivamente biologico e non può assumere significati relazionali o identitari. Il sintomo compare solo quando non esistono relazioni significative, quindi non riguarda dinamiche familiari. Il sintomo è sempre simulato e viene usato intenzionalmente per ottenere attenzione e benefici. |





