PSICOLOGIA DEI GRUPPI E DI COMUNITA da 1 a 12
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Titolo del test:
![]() PSICOLOGIA DEI GRUPPI E DI COMUNITA da 1 a 12 Descrizione: domande chiuse da 1 a 12 |



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01. Quale tra le seguenti è una delle definizioni classiche di gruppo riportate nel manuale di Brown e Pehrson?. Un insieme di persone che occupano lo stesso spazio fisico. Un insieme di individui che condividono un destino comune. Un gruppo è costituito solo da individui che hanno una forte amicizia reciproca. Un gruppo esiste solo se è caratterizzato da una leadership formale. 02. Quale compito ha svolto storicamente la psicologia sociale?. Eliminare la categoria di gruppo per concentrarsi sull’individuo. Considerare i gruppi solo come fenomeni politici. Interrogarsi sulla definizione e natura dell’esistenza dei gruppi. Studiare esclusivamente i gruppi di lavoro. 03. Cosa suggerisce la prospettiva 'io sono X'?. Che i gruppi sono statici e immutabili. Che l’interazione è irrilevante per l’identità del gruppo. Che i gruppi si formano solo spontaneamente. Che l’autocategorizzazione è centrale nell’appartenenza gruppale. 01. Che cosa sostiene Sherif riguardo al comportamento di gruppo?. È sempre casuale e imprevedibile. Riguarda solo gruppi con forte leadership. Dipende solo dalle personalità individuali. Deriva da norme e significati condivisi sviluppati nell’interazione. 01. Perché la teoria dell’identità sociale è utile nei contesti educativi?. Perché aiuta a comprendere come appartenenze e contesti influenzano il comportamento. Perché spiega solo i comportamenti individuali. Perché riduce l’importanza delle relazioni di gruppo. Perché permette di classificare gli studenti in base alle capacità. 02. Qual è il ruolo del contesto nella teoria dell’identità sociale?. Determinare in modo stabile la personalità individuale. Impedire l’emergere dell’identità personale. Eliminare le differenze tra individui. Rendere salienti alcune identità piuttosto che altre. 01. Qual è l’effetto principale dell’interdipendenza negativa?. Riduce la rilevanza degli obiettivi. Favorisce la competizione e il conflitto. Aumenta la cooperazione. Rafforza la coesione del gruppo. 02. Secondo Deutsch, quando si parla di interdipendenza positiva?. Quando il successo di un membro facilita il successo degli altri. Quando i membri competono per risorse scarse. Quando il successo di uno implica l’insuccesso degli altri. Quando non esiste alcuna relazione tra i risultati. 03. Che cosa mostrano gli esperimenti di Rabbie e Horwitz (1969)?. Che la cooperazione emerge spontaneamente. Che il destino comune favorisce il comportamento di gruppo. Che i gruppi non influenzano il comportamento. Che la semplice categorizzazione è sempre sufficiente. 04. Quale relazione esiste tra interdipendenza e cooperazione?. La cooperazione è indipendente dall’interdipendenza. La cooperazione dipende solo dalla personalità. L’interdipendenza positiva favorisce la cooperazione. Ogni forma di interdipendenza genera conflitto. 05. Qual è una delle due idee principali derivate dalla teoria di campo di Lewin per la comprensione dei gruppi?. La predominanza delle emozioni individuali rispetto a quelle collettive. La competizione come base necessaria dei sistemi sociali. La separazione netta tra vita privata e vita di gruppo. L'interdipendenza del destino. 01. Quale teoria si sviluppa a partire dagli studi sulla categorizzazione?. La teoria dell’identità sociale. La teoria dell’apprendimento sociale. La teoria del comportamento pianificato. La teoria della dissonanza cognitiva. 02. Come venivano assegnati i partecipanti ai gruppi negli esperimenti di Tajfel?. In base a relazioni pregresse. In base a differenze reali di abilità. In base a preferenze politiche. In modo arbitrario e casuale. 03. Secondo la Self-Categorization Theory (Turner et al., 1987), quale fattore guida l’attivazione di una categoria?. La combinazione tra accessibilità della categoria e adeguatezza rispetto al contesto. Il grado di coesione intragruppo. La quantità di tempo trascorsa con il gruppo. Tutte le precedenti. 04. Qual è l’implicazione teorica principale degli esperimenti dei gruppi minimi?. Il contesto non influisce sul comportamento. La competizione economica è la causa del pregiudizio. La categorizzazione è sufficiente a generare comportamento di gruppo. Le differenze di personalità spiegano la discriminazione. 01. In molte situazioni, l’ingresso in un gruppo può avere queste conseguenze. Quale opzione è corretta?. Può ridurre l’incertezza su norme e ruoli del gruppo. Può aumentare il valore soggettivo attribuito all’appartenenza. Può incidere sul modo in cui la persona definisce se stessa (da “io” a “noi”). Tutte le precedenti. 02. Quale combinazione descrive correttamente due funzioni tipiche delle pratiche di ingresso/iniziazione?. Ridurre la salienza del gruppo e aumentare l’individualismo. Eliminare l’identità sociale e promuovere solo l’identità personale. Aumentare l’anonimato dei membri e ridurre la coesione del gruppo. Selezionare/valutare la motivazione del nuovo membro e rafforzare il valore dell’appartenenza. 03. In termini di ragionamento, quale conclusione è più coerente con Aronson & Mills (1959) e Gerard & Mathewson (1966)?. L’iniziazione severa funziona solo se la prova contiene materiale sessuale. La valutazione positiva del gruppo nasce sempre da un’esperienza iniziale piacevole. Il costo/sforzo d’ingresso può aumentare il valore soggettivo dell’appartenenza, indipendentemente dal contenuto specifico della prova. Il costo d’ingresso non ha relazione con l’identificazione di gruppo. 04. Risultato generale confermato anche da Gerard e Mathewson (1966) su iniziazione severa: L’iniziazione severa aumenta sempre l’intenzione di lasciare il gruppo. Cambiando il tipo di iniziazione, l’effetto scompare completamente. Anche con un’iniziazione diversa, quella più severa porta a una valutazione più positiva del gruppo. La valutazione del gruppo dipende solo dall’interesse oggettivo della discussione. 01. Secondo Carron, la coesione di gruppo: È un fenomeno multidimensionale che riguarda relazioni e obiettivi. È determinata solo dalla struttura formale del gruppo. Dipende esclusivamente dall’attrazione tra i membri. È indipendente dal tipo di compito. 02. Il rapporto tra interdipendenza e coesione indica che: L’interdipendenza riguarda solo i piccoli gruppi. La dipendenza reciproca nel compito può aumentare la coesione. Non esiste relazione tra i due concetti. L’interdipendenza riduce sempre la coesione. 03. Quali fattori possono contribuire alla coesione di gruppo?. Identificazione con il gruppo. Interdipendenza tra i membri. Relazioni con altri gruppi. Tutte le precedenti. 01. L’idea di equilibrio nel modello di Bales implica che: Alle attività di compito seguano attività socio-emozionali compensative. Il gruppo elimini ogni forma di conflitto. Il compito venga sempre completato con successo. Le relazioni siano sempre positive. 02. Perché, secondo Bales, un gruppo non può concentrarsi solo sul compito?. Perché il gruppo perderebbe la propria identità sociale. Perché trascurerebbe le tensioni e i bisogni relazionali. Perché il compito diventa automaticamente irrilevante. Perché diminuirebbe la leadership. 03. Nel modello di Bales, i comportamenti orientati al compito sono detti anche: Identitari. Espressivi. Normativi. Strumentali. 01. Gli studi di Sherif e Sherif sulle bande di adolescenti mostrano che le norme: Possono regolare anche aspetti molto specifici della vita di gruppo. Riguardano solo le attività produttive. Non influenzano l’identità. Sono sempre esplicite. 02. Il Bennington Study è stato condotto da: Sherif. Asch. Festinger. Newcomb. 03. Dal punto di vista individuale, una funzione delle norme è: Limitare l’identità sociale. Rendere il comportamento imprevedibile. Aumentare l’ansia. Ridurre l’incertezza. 04. Nell’esperimento dell’effetto autocinetico (Sherif, 1936), la norma emerge perché: Il compito è competitivo. La situazione è ambigua e priva di criteri oggettivi. I partecipanti ricevono rinforzi esterni. Esiste una risposta corretta evidente. |




