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PSICOLOGIA DEI GRUPPI E DI COMUNITA' 13-24

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Titolo del test:
PSICOLOGIA DEI GRUPPI E DI COMUNITA' 13-24

Descrizione:
domande chiuse da 13 a 24

Data di creazione: 2026/10/13

Categoria: Altri

Numero di domande: 36

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Il conformismo può essere definito come: Il cambiamento di giudizi o comportamenti in direzione del gruppo. L’adesione consapevole a norme formali. Un tratto stabile della personalità. La semplice imitazione automatica degli altri.

02. Che cosa ha mostrato la variante dell’esperimento di Milgram (1964) con i complici che incoraggiavano a somministrare scosse più intense?. Che la pressione dei pari può aumentare comportamenti dannosi. Che le persone obbediscono solo all’autorità formale. Che l’obbedienza diminuisce quando il compito è semplice. Che le persone scelgono sempre di disobbedire quando hanno alternative.

01. Secondo Festinger (1950), quando emerge una discrepanza di opinioni all’interno del gruppo: Il gruppo ignora sistematicamente la discrepanza. Il gruppo espelle immediatamente il deviante. Il gruppo aumenta la comunicazione diretta verso il membro deviante. Il gruppo modifica le proprie norme.

02. Per Festinger (1950), l’aumento della comunicazione verso il deviante ha la funzione di: Ricondurre il membro alla posizione della maggioranza. Rafforzare il ruolo del deviante. Punire simbolicamente il membro. Favorire il conflitto intergruppi.

03. L’effetto definito “pecora nera” è stato introdotto da: Festinger (1950). Marques, Yzerbyt e Leyens (1988). Asch (1955). Schachter (1951).

01. La polarizzazione di gruppo è particolarmente rilevante per comprendere: La memoria sociale. La leadership carismatica. L’apprendimento individuale. La radicalizzazione delle opinioni.

02. Lo studio di Moscovici e Zavalloni (1969) ha mostrato che la polarizzazione riguarda anche: Atteggiamenti politici e sociali. Solo decisioni percettive. Solo dilemmi ipotetici. Solo compiti economici.

03. Il termine polarizzazione viene preferito a spostamento verso il rischio perché: Esclude il ruolo delle norme. Indica sempre una maggiore pericolosità. È riferito solo alle decisioni economiche. Descrive uno spostamento verso l’estremo inizialmente prevalente.

01. Quali affermazioni descrivono correttamente l’influenza minoritaria secondo Moscovici?. Può essere indiretta o latente. Richiede coerenza nel tempo. Tutte le precedenti. Può produrre cambiamenti cognitivi.

02. Il dibattito sui processi di influenza riguarda la distinzione tra: Modelli a processo unico e modelli a doppio processo. Influenza diretta e indiretta. Leadership e followership. Influenza formale e informale.

01. La rassegna di Stogdill (1974) sulla leadership mostra che: Esistono tratti universali del leader. La personalità è irrilevante. La leadership è interamente innata. I tratti di personalità spiegano solo parzialmente la leadership.

02. Secondo le teorie trasformazionali, i seguaci seguono il leader perché: Ricevono ricompense materiali. Sono costretti dalle norme. Temono sanzioni. Si identificano con la sua visione e con il gruppo.

03. Nel contesto dei gruppi, l’influenza esercitata dal leader: È una forma specifica di influenza sociale. Non coinvolge i seguaci. È indipendente dai processi di gruppo. È sempre basata sul potere formale.

04. Secondo il manuale, la leadership è meglio compresa come: Una funzione esclusivamente individuale. Un effetto della gerarchia. Una forma di controllo autoritario. Una relazione tra leader, seguaci e contesto.

05. Secondo French e Raven (1959), il potere coercitivo si basa su: La possibilità di infliggere punizioni. La competenza tecnica. L’identificazione con il leader. La capacità di ispirare i seguaci.

01. Secondo Hogg (2001), la prototipicità del leader è: Indipendente dal gruppo. Una caratteristica stabile del leader. Basata esclusivamente sul successo. Una percezione condivisa e dipendente dal contesto.

02. Quali affermazioni descrivono correttamente la leadership?. Dipende dal contesto di gruppo. Tutte le precedenti. È legata all’identità sociale. È un processo relazionale.

03. Nel classico studio di Lippitt e White (1943), lo stile di leadership democratico era caratterizzato da: Decisioni discusse con il gruppo e partecipazione dei membri nella scelta del lavoro. nessuna delle risposte fornite. ricompense materiali date ai membri per ottenere obbedienza. Assenza quasi totale del leader durante le attività.

04. Il concetto di prototipicità del leader deriva principalmente dalla: Teoria dell’identità sociale. Teoria dei tratti. Teoria dell’apprendimento sociale. Teoria del rinforzo.

01. La distinzione tra potere e autorità è stata inizialmente sistematizzata da: Tyler (2003). French e Raven (1959). Hogg (2001). Turner (1991).

02. Il concetto di leader che si mette al servizio del gruppo sottolinea l’importanza di: Favorire solo alcuni membri. Agire per il bene collettivo e non per interessi personali. Imporre decisioni dall’alto. Esercitare potere coercitivo.

03. Nel complesso, la leadership efficace nella prospettiva dell’identità sociale richiede: Indipendenza dal gruppo. Rappresentatività, servizio al gruppo e legittimità. Dominanza individuale. Rigidità decisionale.

04. Il potere della competenza deriva dal fatto che: Il leader occupa una posizione gerarchica. Il leader rappresenta l’ingroup. Il leader controlla le risorse. Il leader è percepito come esperto e competente.

05. Secondo Tyler e Caine (1981), la percezione di equità è importante perché: Sostiene la legittimità del leader agli occhi dei seguaci. Aumenta la competizione interna. Riduce l’identificazione con il gruppo. Rende inutile l’autorità.

06. Il legame tra autorità e identità sociale indica che: L’autorità è indipendente dall’identità. L’autorità funziona solo tramite coercizione. L’equità riduce la leadership. Essere trattati equamente segnala appartenenza e rispetto nel gruppo.

01. Secondo la classificazione dei compiti di Steiner, un compito additivo è un compito in cui: Il risultato dipende dal membro più competente. I contributi dei singoli membri si sommano. Tutti devono riuscire per ottenere il risultato. È sufficiente che un solo membro abbia successo.

02. Il social loafing è più probabile quando: L’identità di gruppo è fortemente saliente. Il compito è altamente significativo. Il gruppo è molto coeso. Il contributo individuale non è identificabile.

03. Lo studio classico di Ringelmann (1913) ha mostrato che: La motivazione aumenta nei gruppi numerosi. All’aumentare dei membri del gruppo diminuisce lo sforzo individuale medio. I gruppi sono sempre più efficienti degli individui. La coordinazione migliora con la numerosità.

01. La regola del “trionfo della verità” indica che: È necessario il consenso unanime. Una soluzione corretta tende a imporsi se dimostrata adeguatamente. La decisione dipende dal leader. La maggioranza ha tipicamente sempre ragione.

02. Laughlin (1980) ha mostrato che nei compiti complessi prevale spesso: Il trionfo automatico della verità. La regola della verità sostenuta da più membri. La decisione casuale. La pressione verso l’unanimità.

03. Il paradigma del profilo nascosto mostra che: I gruppi sono sempre razionali. La maggioranza garantisce qualità. Le decisioni di gruppo possono essere subottimali anche con informazioni complete. Il leader determina sempre l’esito.

04. Il concetto di groupthink è stato introdotto da: Janis (1982). Ringelmann (1913). Stasser e Titus (1985). Davis (1973).

05. Nel paradigma del profilo nascosto, i gruppi tendono a: Prendere sempre decisioni ottimali. Valorizzare le informazioni uniche. Discutere soprattutto informazioni condivise da tutti. Evitare il consenso.

06. In psicologia sociale, cosa si intende per processo decisionale di gruppo?. La semplice votazione finale tra alternative. La somma delle preferenze individuali. Il modo in cui un gruppo integra le opinioni individuali per arrivare a una decisione collettiva. La scelta effettuata dal leader del gruppo.

07. Lo studio dei processi decisionali di gruppo si concentra soprattutto su: Le regole e i processi che collegano opinioni individuali e decisione finale. La correttezza oggettiva delle decisioni. Le caratteristiche di personalità dei membri. Il numero dei partecipanti.

01. Lo studio di Alnabulsi e Drury (2014) sul pellegrinaggio alla Mecca ha mostrato che: L’alta identificazione con il gruppo riduce la percezione di minaccia. La sicurezza dipende esclusivamente dal controllo esterno. La coesione porta a comportamenti aggressivi. La folla è sempre percepita come pericolosa.

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