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Psicologia dei gruppi e di comunità 1

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Titolo del test:
Psicologia dei gruppi e di comunità 1

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Docente Panierati 2026

Data di creazione: 2026/10/24

Categoria: Università

Numero di domande: 75

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Quale tra le seguenti è una delle definizioni classiche di gruppo riportate nel manuale di Brown e Pehrson?. Un insieme di persone che occupano lo stesso spazio fisico. Un insieme di individui che condividono un destino comune. Un gruppo è costituito solo da individui che hanno una forte amicizia reciproca. Un gruppo esiste solo se è caratterizzato da una leadership formale.

Quale compito ha svolto storicamente la psicologia sociale?. Eliminare la categoria di gruppo per concentrarsi sull’individuo. Studiare esclusivamente i gruppi di lavoro. Interrogarsi sulla definizione e natura dell’esistenza dei gruppi. Considerare i gruppi solo come fenomeni politici.

Cosa suggerisce la prospettiva 'io sono X'?. Che i gruppi sono statici e immutabili. Che l’interazione è irrilevante per l’identità del gruppo. Che i gruppi si formano solo spontaneamente. Che l’autocategorizzazione è centrale nell’appartenenza gruppale.

Che cosa sostiene Sherif riguardo al comportamento di gruppo?. È sempre casuale e imprevedibile. Riguarda solo gruppi con forte leadership. Dipende solo dalle personalità individuali. Deriva da norme e significati condivisi sviluppati nell’interazione.

Perché la teoria dell’identità sociale è utile nei contesti educativi?. Perché aiuta a comprendere come appartenenze e contesti influenzano il comportamento. Perché spiega solo i comportamenti individuali. Perché riduce l’importanza delle relazioni di gruppo. Perché permette di classificare gli studenti in base alle capacità.

Qual è il ruolo del contesto nella teoria dell’identità sociale?. Determinare in modo stabile la personalità individuale. Impedire l’emergere dell’identità personale. Eliminare le differenze tra individui. Rendere salienti alcune identità piuttosto che altre.

Qual è l’effetto principale dell’interdipendenza negativa?. Riduce la rilevanza degli obiettivi. Favorisce la competizione e il conflitto. Aumenta la cooperazione. Rafforza la coesione del gruppo.

Secondo Deutsch, quando si parla di interdipendenza positiva?. Quando il successo di un membro facilita il successo degli altri. Quando i membri competono per risorse scarse. Quando il successo di uno implica l’insuccesso degli altri. Quando non esiste alcuna relazione tra i risultati.

Che cosa mostrano gli esperimenti di Rabbie e Horwitz (1969)?. Che la cooperazione emerge spontaneamente. Che il destino comune favorisce il comportamento di gruppo. Che i gruppi non influenzano il comportamento. Che la semplice categorizzazione è sempre sufficiente.

Quale relazione esiste tra interdipendenza e cooperazione?. La cooperazione è indipendente dall’interdipendenza. La cooperazione dipende solo dalla personalità. L’interdipendenza positiva favorisce la cooperazione. Ogni forma di interdipendenza genera conflitto.

Qual è una delle due idee principali derivate dalla teoria di campo di Lewin per la comprensione dei gruppi?. La predominanza delle emozioni individuali rispetto a quelle collettive. La competizione come base necessaria dei sistemi sociali. La separazione netta tra vita privata e vita di gruppo. L'interdipendenza del destino.

Quale teoria si sviluppa a partire dagli studi sulla categorizzazione?. La teoria dell’identità sociale. La teoria dell’apprendimento sociale. La teoria del comportamento pianificato. La teoria della dissonanza cognitiva.

Come venivano assegnati i partecipanti ai gruppi negli esperimenti di Tajfel?. In base a relazioni pregresse. In base a differenze reali di abilità. In base a preferenze politiche. In modo arbitrario e casuale.

Secondo la Self-Categorization Theory (Turner et al., 1987), quale fattore guida l’attivazione di una categoria?. La combinazione tra accessibilità della categoria e adeguatezza rispetto al contesto. Il grado di coesione intragruppo. La quantità di tempo trascorsa con il gruppo. Tutte le precedenti.

Qual è l’implicazione teorica principale degli esperimenti dei gruppi minimi?. Il contesto non influisce sul comportamento. La competizione economica è la causa del pregiudizio. La categorizzazione è sufficiente a generare comportamento di gruppo. Le differenze di personalità spiegano la discriminazione.

In molte situazioni, l’ingresso in un gruppo può avere queste conseguenze. Quale opzione è corretta?. Può ridurre l’incertezza su norme e ruoli del gruppo. Può aumentare il valore soggettivo attribuito all’appartenenza. Può incidere sul modo in cui la persona definisce se stessa (da “io” a “noi”). Tutte le precedenti.

Quale combinazione descrive correttamente due funzioni tipiche delle pratiche di ingresso/iniziazione?. Ridurre la salienza del gruppo e aumentare l’individualismo. Eliminare l’identità sociale e promuovere solo l’identità personale. Aumentare l’anonimato dei membri e ridurre la coesione del gruppo. Selezionare/valutare la motivazione del nuovo membro e rafforzare il valore dell’appartenenza.

In termini di ragionamento, quale conclusione è più coerente con Aronson & Mills (1959) e Gerard & Mathewson (1966)?. L’iniziazione severa funziona solo se la prova contiene materiale sessuale. La valutazione positiva del gruppo nasce sempre da un’esperienza iniziale piacevole. Il costo/sforzo d’ingresso può aumentare il valore soggettivo dell’appartenenza, indipendentemente dal contenuto specifico della prova. Il costo d’ingresso non ha relazione con l’identificazione di gruppo.

Risultato generale confermato anche da Gerard e Mathewson (1966) su iniziazione severa: L’iniziazione severa aumenta sempre l’intenzione di lasciare il gruppo. Cambiando il tipo di iniziazione, l’effetto scompare completamente. Anche con un’iniziazione diversa, quella più severa porta a una valutazione più positiva del gruppo. La valutazione del gruppo dipende solo dall’interesse oggettivo della discussione.

Secondo Carron, la coesione di gruppo: È un fenomeno multidimensionale che riguarda relazioni e obiettivi. È determinata solo dalla struttura formale del gruppo. Dipende esclusivamente dall’attrazione tra i membri. È indipendente dal tipo di compito.

Il rapporto tra interdipendenza e coesione indica che: L’interdipendenza riguarda solo i piccoli gruppi. La dipendenza reciproca nel compito può aumentare la coesione. Non esiste relazione tra i due concetti. L’interdipendenza riduce sempre la coesione.

Quali fattori possono contribuire alla coesione di gruppo?. Identificazione con il gruppo. Interdipendenza tra i membri. Relazioni con altri gruppi. Tutte le precedenti.

L’idea di equilibrio nel modello di Bales implica che: Alle attività di compito seguano attività socio-emozionali compensative. Il gruppo elimini ogni forma di conflitto. Il compito venga sempre completato con successo. Le relazioni siano sempre positive.

Perché, secondo Bales, un gruppo non può concentrarsi solo sul compito?. Perché il gruppo perderebbe la propria identità sociale. Perché trascurerebbe le tensioni e i bisogni relazionali. Perché il compito diventa automaticamente irrilevante. Perché diminuirebbe la leadership.

Nel modello di Bales, i comportamenti orientati al compito sono detti anche: Identitari. Espressivi. Normativi. Strumentali.

Gli studi di Sherif e Sherif sulle bande di adolescenti mostrano che le norme: Possono regolare anche aspetti molto specifici della vita di gruppo. Riguardano solo le attività produttive. Non influenzano l’identità. Sono sempre esplicite.

Il Bennington Study è stato condotto da: Sherif. Asch. Festinger. Newcomb.

Dal punto di vista individuale, una funzione delle norme è: Limitare l’identità sociale. Rendere il comportamento imprevedibile. Aumentare l’ansia. Ridurre l’incertezza.

Nell’esperimento dell’effetto autocinetico (Sherif, 1936), la norma emerge perché: Il compito è competitivo. La situazione è ambigua e priva di criteri oggettivi. I partecipanti ricevono rinforzi esterni. Esiste una risposta corretta evidente.

Il conformismo può essere definito come: Il cambiamento di giudizi o comportamenti in direzione del gruppo. L’adesione consapevole a norme formali. Un tratto stabile della personalità. La semplice imitazione automatica degli altri.

Che cosa ha mostrato la variante dell’esperimento di Milgram (1964) con i complici che incoraggiavano a somministrare scosse più intense?. Che la pressione dei pari può aumentare comportamenti dannosi. Che le persone obbediscono solo all’autorità formale. Che l’obbedienza diminuisce quando il compito è semplice. Che le persone scelgono sempre di disobbedire quando hanno alternative.

Secondo Festinger (1950), quando emerge una discrepanza di opinioni all’interno del gruppo: Il gruppo ignora sistematicamente la discrepanza. Il gruppo espelle immediatamente il deviante. Il gruppo aumenta la comunicazione diretta verso il membro deviante. Il gruppo modifica le proprie norme.

Per Festinger (1950), l’aumento della comunicazione verso il deviante ha la funzione di: Ricondurre il membro alla posizione della maggioranza. Rafforzare il ruolo del deviante. Punire simbolicamente il membro. Favorire il conflitto intergruppi.

L’effetto definito “pecora nera” è stato introdotto da: Festinger (1950). Marques, Yzerbyt e Leyens (1988). Asch (1955). Schachter (1951).

La polarizzazione di gruppo è particolarmente rilevante per comprendere: La memoria sociale. La leadership carismatica. L’apprendimento individuale. La radicalizzazione delle opinioni.

Lo studio di Moscovici e Zavalloni (1969) ha mostrato che la polarizzazione riguarda anche: Atteggiamenti politici e sociali. Solo decisioni percettive. Solo dilemmi ipotetici. Solo compiti economici.

Il termine polarizzazione viene preferito a spostamento verso il rischio perché: Esclude il ruolo delle norme. Indica sempre una maggiore pericolosità. È riferito solo alle decisioni economiche. Descrive uno spostamento verso l’estremo inizialmente prevalente.

Quali affermazioni descrivono correttamente l’influenza minoritaria secondo Moscovici?. Può essere indiretta o latente. Tutte le precedenti. Può produrre cambiamenti cognitivi. Richiede coerenza nel tempo.

Il dibattito sui processi di influenza riguarda la distinzione tra: Modelli a processo unico e modelli a doppio processo. Influenza diretta e indiretta. Leadership e followership. Influenza formale e informale.

La rassegna di Stogdill (1974) sulla leadership mostra che: Esistono tratti universali del leader. La personalità è irrilevante. La leadership è interamente innata. I tratti di personalità spiegano solo parzialmente la leadership.

Secondo le teorie trasformazionali, i seguaci seguono il leader perché: Ricevono ricompense materiali. Sono costretti dalle norme. Temono sanzioni. Si identificano con la sua visione e con il gruppo.

Nel contesto dei gruppi, l’influenza esercitata dal leader: È una forma specifica di influenza sociale. Non coinvolge i seguaci. È indipendente dai processi di gruppo. È sempre basata sul potere formale.

Secondo il manuale, la leadership è meglio compresa come: Una funzione esclusivamente individuale. Un effetto della gerarchia. Una forma di controllo autoritario. Una relazione tra leader, seguaci e contesto.

Secondo French e Raven (1959), il potere coercitivo si basa su: La possibilità di infliggere punizioni. La competenza tecnica. L’identificazione con il leader. La capacità di ispirare i seguaci.

Secondo Hogg (2001), la prototipicità del leader è: Indipendente dal gruppo. Una caratteristica stabile del leader. Basata esclusivamente sul successo. Una percezione condivisa e dipendente dal contesto.

Quali affermazioni descrivono correttamente la leadership?. Dipende dal contesto di gruppo. Tutte le precedenti. È legata all’identità sociale. È un processo relazionale.

Nel classico studio di Lippitt e White (1943), lo stile di leadership democratico era caratterizzato da: Decisioni discusse con il gruppo e partecipazione dei membri nella scelta del lavoro. nessuna delle risposte fornite. ricompense materiali date ai membri per ottenere obbedienz. Assenza quasi totale del leader durante le attività.

Il concetto di prototipicità del leader deriva principalmente dalla: Teoria dell’identità sociale. Teoria dell’apprendimento sociale. Teoria dei tratti. Teoria del rinforzo.

La distinzione tra potere e autorità è stata inizialmente sistematizzata da: Tyler (2003). French e Raven (1959). Hogg (2001). Turner (1991).

Il concetto di leader che si mette al servizio del gruppo sottolinea l’importanza di: Favorire solo alcuni membri. Agire per il bene collettivo e non per interessi personali. Imporre decisioni dall’alto. Esercitare potere coercitivo.

Nel complesso, la leadership efficace nella prospettiva dell’identità sociale richiede: Indipendenza dal gruppo. Rappresentatività, servizio al gruppo e legittimità. Dominanza individuale. Rigidità decisionale.

l potere della competenza deriva dal fatto che: Il leader occupa una posizione gerarchica. Il leader rappresenta l’ingroup. Il leader controlla le risorse. Il leader è percepito come esperto e competente.

Secondo Tyler e Caine (1981), la percezione di equità è importante perché: Sostiene la legittimità del leader agli occhi dei seguaci. Aumenta la competizione interna. Riduce l’identificazione con il gruppo. Rende inutile l’autorità.

Il legame tra autorità e identità sociale indica che: L’autorità è indipendente dall’identità. L’autorità funziona solo tramite coercizione. L’equità riduce la leadership. Essere trattati equamente segnala appartenenza e rispetto nel gruppo.

Secondo la classificazione dei compiti di Steiner, un compito additivo è un compito in cui: Il risultato dipende dal membro più competente. I contributi dei singoli membri si sommano. Tutti devono riuscire per ottenere il risultato. È sufficiente che un solo membro abbia successo.

Il social loafing è più probabile quando: L’identità di gruppo è fortemente saliente.. Il compito è altamente significativo. Il gruppo è molto coeso. Il contributo individuale non è identificabile.

Lo studio classico di Ringelmann (1913) ha mostrato che: La motivazione aumenta nei gruppi numerosi. All’aumentare dei membri del gruppo diminuisce lo sforzo individuale medio. I gruppi sono sempre più efficienti degli individui. La coordinazione migliora con la numerosità.

La regola del “trionfo della verità” indica che: Una soluzione corretta tende a imporsi se dimostrata adeguatamente. È necessario il consenso unanime. La decisione dipende dal leader. La maggioranza ha tipicamente sempre ragione.

Laughlin (1980) ha mostrato che nei compiti complessi prevale spesso: Il trionfo automatico della verità. La regola della verità sostenuta da più membri. La decisione casuale. La pressione verso l’unanimità.

Il paradigma del profilo nascosto mostra che: I gruppi sono sempre razionali. La maggioranza garantisce qualità. Le decisioni di gruppo possono essere subottimali anche con informazioni complete. Il leader determina sempre l’esito.

Il concetto di groupthink è stato introdotto da: Janis (1982). Ringelmann (1913). Stasser e Titus (1985). Davis (1973).

Nel paradigma del profilo nascosto, i gruppi tendono a: Prendere sempre decisioni ottimali. Valorizzare le informazioni uniche. Discutere soprattutto informazioni condivise da tutti. Evitare il consenso.

In psicologia sociale, cosa si intende per processo decisionale di gruppo?. La semplice votazione finale tra alternative. La somma delle preferenze individuali. Il modo in cui un gruppo integra le opinioni individuali per arrivare a una decisione collettiva. La scelta effettuata dal leader del gruppo.

Lo studio dei processi decisionali di gruppo si concentra soprattutto su: Le regole e i processi che collegano opinioni individuali e decisione finale. La correttezza oggettiva delle decisioni. Le caratteristiche di personalità dei membri. Il numero dei partecipanti.

Lo studio di Alnabulsi e Drury (2014) sul pellegrinaggio alla Mecca ha mostrato che: L’alta identificazione con il gruppo riduce la percezione di minaccia. La sicurezza dipende esclusivamente dal controllo esterno. La coesione porta a comportamenti aggressivi. La folla è sempre percepita come pericolosa.

Le analisi critiche successive dello Stanford Prison Experiment hanno mostrato che: Il ruolo delle norme fu irrilevante. Tutte le guardie mostrarono comportamenti violenti. I prigionieri non subirono conseguenze psicologiche. Non tutte le guardie si comportarono in modo abusivo.

Secondo Zimbardo (1969), la deindividuazione porta principalmente a: Maggiore anonimato e autocontrollo percepite. Maggiore attenzione alle norme sociali condivise. Una migliore capacità di ragionamento collettivo. Perdita di autocontrollo e aumento della probabilità di comportamenti antisociali.

Lo Stanford Prison Experiment è stato condotto da Haney, Banks e Zimbardo nel: 1991. 1973. 1982. 1959.

Lo Stanford Prison Experiment fu interrotto anticipatamente perché: Mancarono i finanziamenti. I risultati non erano statisticamente significativi. I partecipanti rifiutarono di continuare. Emerse un rapido deterioramento psicologico dei partecipanti.

Secondo l’interpretazione classica di Zimbardo, i comportamenti abusivi delle guardie erano dovuti principalmente a: Competizione per le risorse. Conflitti interpersonali. Caratteristiche di personalità preesistenti. Deindividuazione e potere della situazione.

Lo Stanford Prison Experiment (Zimbardo) è stato criticato perché: Le guardie si sono comportate in modo violento per puro impulso biologico. il comitato etico non aveva dato approvazione per lo studio. I partecipanti non hanno mostrato alcun cambiamento comportamentale. Le guardie sembrano aver agito in linea con aspettative e norme situazionali incoraggiate dagli sperimentatori.

Il comportamento antisociale nei gruppi è oggi interpretato come: Dipendente dal contenuto normativo dell’identità di gruppo. Un fenomeno biologico. Un effetto esclusivo della leadership autoritaria. Una reazione automatica.

Come si differenzia l’approccio dell’identità sociale rispetto alla teoria classica della deindividuazione?. Afferma che in gruppo gli individui non seguono alcuna norma rilevante. Interpreta l’apparente “perdita del sé” come passaggio dall’identità sociale a quella personale. Sostiene che il comportamento di gruppo è sempre irrazionale. Interpreta l’apparente “perdita del sé” come passaggio dall’identità personale a quella sociale.

Il contributo teorico principale dello Stanford Prison Experiment consiste nel mostrare che: I gruppi agiscono sempre in modo irrazionale. Ruoli e norme possono orientare profondamente il comportamento. Le persone sono naturalmente violente. Il comportamento è determinato solo dalla personalità.

Secondo Reicher, all’interno delle folle: Alcuni comportamenti vengono approvati e altri disapprovati. Tutti i comportamenti tendono a diffondersi. Ogni individuo agisce indipendentemente. Non esistono norme condivise.

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