psicologia clinica dell'invecchiamento
|
|
Titolo del test:
![]() psicologia clinica dell'invecchiamento Descrizione: domande a risposta multipla |



| Nuovo commento |
|---|
NESSUN RECORD |
|
I cambiamenti della memoria nell’anziano sano sono principalmente a carico (indicare risposta corretta). Memoria degli eventi storici. Memoria degli eventi recenti. Memoria delle facce. Memoria di lavoro. Tra i fattori che possono influenzare la capacità della persona con demenza di realizzare le proprie potenzialità si può citare. La presenza di una rete di supporto familiare. Le limitazioni delle capacità di partecipazione e realizzazione di attività. La presenza di una buona rete di cura. I tratti di personalità. le funzioni della reminescenza sono le seguenti (indicare errata). la funzione intra-personale inerente il sé. b) la funzione di guida, strumentale e trasmissiva. c) la funzione di preservazione delle abilità cognitive. d) la funzione emotiva ed interpersonale. la fragilità è: a) uno stato di aumentata capacità di far fronte agli eventi stressanti. b) uno stato di aumentata vulnerabilità nel recupero dell’omeostasi dopo un evento stressante. c) uno stato di armonia psico fisica dell’individuo. d) nessuna delle precedenti. il benessere psichico è in relazione con: a) assenza di eventi traumatici. b) assenza di malattia. c) capacità della persona di affrontare gli eventi, adattarsi, elaborare risposte utili. Tra i fattori di rischio per il deterioramento cognitivo si possono citare (risposta errata). a) Diabete. b) Bassa qualità della rete sociale. c) Uso moderato di alcool. d) Età. Tra le azioni previste dalla risoluzione delle nazioni unite per la decade del “Healthy aging” sono citate (risposta errata). a) Lo sviluppo di iniziative per combattere l’ageismo. b) Lo sviluppo di comunità amiche delle persone anziane. c) La necessità di ridurre il numero dei posti in strutture di cura a lungo termine. d) Promuovere un modello di cura integrato e centrato sulla persona. 8. Lo strumento di riferimento per la valutazione dei disturbi psicologici e comportamentali delle persone con demenza è: a) Neuropsychiatric inventory (NPI). b) Behave-AD. c) Scala dell’aggressività di Ryden. d) Scala per l’agitazione di Coen-Mansfied (CMAI). Si definisce delirium. a) Uno stato di alterazione della coscienza e dell’attenzione ad insorgenza acuta che non determina deterioramento cognitivo globale. b) Uno stato di alterazione della coscienza e dell’attenzione ad insorgenza acuta che determina un deterioramento cognitivo globale, giustificato da una preesistente demenza. c) Uno stato di alterazione della coscienza e dell’attenzione ad insorgenza acuta che determina un deterioramento cognitivo globale, non giustificato da precedente demenza. d) Nessuna delle precedenti. 10. Tra gli interventi psicologici per i caregiver rientra: a) La reminescenza. b) La stimolazione cognitiva. c) La psico-educazione. d) Tutte le precedenti. Quale delle seguenti affermazioni relativa ai “disturbi psichici e comportamentali nelle demenze” è vera?. a) Correlano con la riduzione dei costi economici della malattia. b) Sono alterazioni della percezione, del contenuto del pensiero, dell’umore o del comportamento. c) Si verificano raramente nelle persone con demenza. d) Nessuna delle precedenti. La malattia a corpi di Lewy è una forma di demenza caratterizzata da: a) Esordio insidioso e graduale progressione, in cui il deficit di attenzione è una caratteristica precoce e preminente. b) Cognitività fluttuante con variazioni marcate di attenzione e vigilanza, allucinazioni visive ricorrenti e caratteristiche spontanee del parkinsonismo. c) Alterazioni del comportamento, della personalità, della condotta sociale e dell’espressione verbale, con perdita totale della memoria, dell’orientamento topografico e delle funzioni prassiche. d) Alterazioni del comportamento, della personalità, della condotta sociale e dell’espressione verbale, con relativa conservazione della memoria, dell’orientamento topografico e delle funzioni prassiche. Tra le cause ambientali dei disturbi psichici e comportamentali nelle demenze rientrano: a) Ipostimolazione. b) Novità o cambiamenti ambientali. c) Iperstimolazione. d) Tutte le precedenti. . Gli interventi psicosociali per le persone con demenza mirano a: a) Promuovere il benessere psicologico. b) Promuovere le relazioni e l’inclusione sociale. c) Sostenere le abilità e l’indipendenza. d) Tutte le precedenti. 15. L’allenamento della memoria nell’anziano sano comprende (risposta errata): a) Componente pedagogica. b) Componente esperienziale. c) Componente metacognitiva. d) Componente narrativa. 16. Il modello comportamentale classico postula che i sintomi comportamentali siano: a) Bisogni irrisolti che le persone con demenza non sono in grado di comunicare verbalmente. b) Bisogni irrisolti che le persone con demenza sono in grado di comunicare verbalmente. c) In relazione sia con gli antecedenti che con le conseguenze del comportamento. d) Nessuna delle precedenti. 17. qual è l’approccio di prima scelta nel trattamento di BPSD (sintomi psicologici e comportamentali): a) approccio farmacologico. b) approccio psicosociale. c) approccio fenomenologico. d) approccio sociologico. 18. relativamente alle cure palliative, quale di queste è falsa?. a) Possono affiancarsi alle terapie attive fin dalle fase precoci della malattia cronico degenerativa controllando i sintomi e ponendosi a difesa e recupero della migliore qualità di vita possibile. b) Sono prerogativa della fase terminale di malattia. c) Sono rivolte alle persone malate di qualsiasi età. d) Affiancano i pazienti e i familiari nel percorso di consapevolezza di diagnosi e prognosi, di accettazione della fase avanzata della malattia e sono di sostegno e aito nelle scelte terapeutiche. 19. L’invecchiamento secondario riguarda: a) Il fine vita. b) La salute in caso di malattia, adattamento e coping. c) Il cambiamento età-correlato. d) Tutte le precedenti. Quali sono i principali criteri diagnostici del disturbo neurocognitivo maggiore secondo il DMS 5?. a) Evidenza di un significativo declino cognitivo che interferisce con l’indipendenza nelle attività quotidiane. b) Evidenza di un modesto declino cognitivo che interferisce con l’indipendenza nelle attività quotidiane. c) Evidenza di un significativo declino cognitivo che non interferisce con l’indipendenza nelle attività quotidiane. d) Nessuna delle precedenti. 21. L’acronimo SPIKES nell’ambito dei modelli di comunicazione sta per: a) Setting up, perception, involvement, knowledge, emotions, summary. b) Setting up, perception, invitation, knowledge, emotions, summary. c) Setting up, perception, involvement, knowledge, expectations, summary. d) Nessuna delle precedenti. 22. Tra le strategie di coping utilizzate per far fronte alle limitazioni indotte dalla malattia cronica si può citare (risposta falsa): a) La negazione. b) Evitamento dei contatti sociali. c) Attribuire le difficoltà a fattori esterni. d) Assunzione dei farmaci prescritti. 23. Il modello di stress e coping presuppone che: a) Gli esiti dell’esposizione ad un evento stressante è una diretta conseguenza dell’evento. b) Gli esiti dell’esposizione ad un evento stressante sono direttamente proporzionali all’intensità dell’evento stressante. c) Gli esiti dell’esposizione ad un evento stressante dipendono dalla presenza di supporto sociale. d) Gli esiti dell’esposizione ad un evento stressante dipendono esclusivamente dalla personalità. 24. Tra i fattori di rischio del lutto complicato non rientra: a) La condizione socioeconomica. b) La natura e la qualità della relazione caregiver- care recipient. c) L’età. d) La mancanza di supporto. 25. Tra i fattori moderatori dello stress del caregiver non rientra: a) Personalità. b) Età. c) Stili di coping. d) Qualità delle relazioni familiari. 26. Le fasi di reazione alla prognosi infausta descritte dalla psichiatra Kubler- Ross sono: a) Negazione/rifiuto, rabbia, delusione, depressione, accettazione. b) Negazione/rifiuto, rabbia, maniacalità, depressione, accettazione. c) Negazione/rifiuto, rabbia, patteggiamento, depressione, accettazione. d) Nessuna delle precedenti. 27. tra i fattori moderatori dello stress del caregiver rientra: a) la personalità. b) gli stili di coping. c) la salute fisica. d) tutte le precedenti. 28. La depressione ad esordio tardive nella persona anziana è maggiormente in relazione con: a. Le alterazioni neurobiologiche correlate con l’invecchiamento. b. Gli eventi stressanti che la persona anziana si trova ad affrontare. c. Una struttura di personalità specifica. d. Eventi specifici dell’età giovane-adulta. 29. Nella proposta di Hubert di una nuova definizione di salute in relazione alle malattie croniche (Non Comunicable Disease) viene sottolineata l’importanza: a. Del completo stato di benessere della persona. b. Dell’assenza di qualsiasi stato di malattia o di infermità. c. Dell’abilità della persona di adattarsi e autogestirsi. d. Della riabilitazione completa della persona. 30. Nella fase severa della malattia di Alzheimer e in generale nelle demenze: a. La persona è completamente isolata e non è possibile nessuna interazione. b. La persona preserva solo delle risposte motorie limitate. c. La persona risponde alle stimolazioni e agli input sensoriali. d. La persona preserva delle abilità di linguaggio se stimolate. 31. Nella comunicazione con la persona con demenza in fase moderata severa l’attenzione deve essere posta sulle (indicare la risposta sbagliata): a. Qualità linguistiche della comunicazione. b. Qualità emotive della comunicazione. c. Qualità paraverbali della comunicazione. d. Qualità non verbali della comunicazione. 32. La persona nel corso dell’invecchiamento affronta uno stadio caratterizzato da: a. Stato di vigore mentale non sperimentato precedentemente. b. Stato di accettazione delle limitazioni e trascendenza del corpo. c. Stato di estraniazione e di evitamento del coinvolgimento. d. Stato di dipendenza e di affidamento ai curanti. 33. Nell’ambito del colloquio clinico e della comunicazione delle informazioni al paziente relativi alla sua malattia il primo importante punto per iniziare è: a. Gestire le emozioni del paziente. b. Essere preparati in merito alla situazione specifica del paziente. c. Fornire le informazioni necessarie per la cura. d. Ascoltare le domande del paziente. La relazione di cura è caratterizzata da (indicare la risposta sbagliata): a. Ascolto attivo. b. Condivisione delle decisioni. c. Accettazione incondizionata delle indicazioni del medico. d. Comprensione dei bisogni della persona. Nella comunicazione della diagnosi di una grave malattia la reazione iniziale (immediata) maggiormente osservabile è quella di: a. Accettazione. b. Depressione. c. Incredulità e negazione. d. Indifferenza. 36. I pazienti prefrontali presentano: a. Solo difficoltà motorie. b. Solo difficoltà del linguaggio. c. Difficoltà a mantenere il set mentale, numerose perseverazioni e difficoltà di pensiero categoriale. d. Solo difficoltà mnestiche. 37. Una lesione circoscritta alla corteccia cingolata anteriore provoca: a. Un deficit nella capacità di linguaggio. b. Un deficit nelle capacità mnestiche. c. Un deficit motorio. d. Un deficit nella capacità di inibire le risposte apprese in precedenza. 38. Tra i disturbi del comportamento di origine frontale ci sono: a. Disturbi dissociativi. b. Disturbi d’ansia. c. Disturbi affettivi e della motivazione. d. Disturbi della nutrizione e dell’alimentazione. 39. Le persone con demenza: a. Hanno bisogno di essere riconosciute come persone. b. Non devono sapere di avere una demenza. c. Devono necessariamente vivere all’interno di un RSA. d. Devono essere protetti da ogni forma di autoconsapevolezza riguardo la propria condizione. 40. Nel comunicare con le persone con demenza: a. È giusto correggerle se sbagliano. b. È meglio seguire la corrente dei loro pensieri rassicurando e validando le loro emozioni. c. È giusto insistere per far sì che possano portare i loro discorsi su un piano logico. d. Bisognerebbe evitare di comunicare. 41. La stimolazione cognitiva nella demenza ha come obiettivo: a. Favorire l’utilizzo ed il mantenimento temporaneo delle funzioni residue e promuovere esperienze gratificanti che sostengano l’autostima e l’immagine personale. b. Favorire l’utilizzo ed il mantenimento temporaneo delle funzioni residue senza cercare di promuovere esperienze gratificanti che sostengano l’autostima e l’immagine personale. c. Favorire l’utilizzo e il mantenimento persistente delle funzioni residue e promuovere esperienze gratificanti che sostengano l’autostima e l’immagine personale. d. Favorire l’utilizzo e il mantenimento persistente delle funzioni residue senza cercare di promuovere esperienze gratificanti che sostengano l’autostima e l’immagine personale. 42. La Memoria Episodica: a. può essere stimolata leggendo un piccolo articolo di giornale e cercare poi di rievocare insieme al paziente i fatti salienti di quanto letto. b. può essere stimolata facendo fare al paziente attività motoria. c. può essere stimolata facendo ascoltare musica al paziente. d. non può essere stimolata. 43. L’esame neuropsicologico è: a. una fotografia del funzionamento cognitivo del soggetto in un determinato momento e contesto. b. una fotografia del funzionamento sociale del soggetto in un determinato momento e contesto. c. una fotografia del funzionamento cognitivo del soggetto nell’ultimo anno. d. una fotografia del funzionamento sociale del soggetto dell’ultimo anno. 44. La sintonizzazione affettiva in caso di demenza: a. È puramente utopistica in un contesto applicativo. b. Consente di confrontarci con gli stati emotivi della persona. c. Basata su processi puramente cognitivi senza alcun elemento emotivo. d. Consente talvolta di alleviare il peso emozionale di alcune perdite a livello di funzionamento cognitivo. 45. La memoria a lungo termine: a. non viene mai intaccata dalle demenze. b. si può dividere in “di lavoro”, emotiva, deittica. c. comprende il fenomeno dell’assunzione di prospettiva. d. si può dividere in episodica, procedurale e semantica. 46. L’aprassia Ideomotoria si rileva quando: a. I pazienti non sono in grado di riconoscere un gesto e non sembrano sapere quali movimenti sono necessari per eseguirlo. b. I pazienti riconoscono i gesti, ma non sono capaci di eseguirli su imitazione. c. Nei pazienti l’ideazione è conservata, ma i movimenti mancano di fluidità, sono goffi e frammentati. d. Nei pazienti vi è l’incapacità di produrre correttamente costruzioni tridimensionali o disegni bidimensionali, sia a memoria che su imitazione. 47. Il CET (Cognitive Estimation Task) – Stime Cognitive permette di individuare: a. Processi di pianificazione strategica e pianificazione di soluzioni efficaci tese alla risoluzione di un compito. b. Capacità logico-deduttive, astrazione, controllo attentivo, analisi visuopercettiva. c. Memoria procedurale. d. La capacità di ragionamento basato su strategie di ricerca e comparazione critica di informazioni del repertorio di conoscenze apprese. 48. Nell’ambito della demenza e in generale delle malattie croniche la salute è: a. Uno stato di completo benessere fisico, psichico e sociale. b. Uno stato di assenza di infermità/disabilità. c. La possibilità di adattarsi e di gestire la propria situazione. d. Non è possibile parlare di salute nel caso delle malattie croniche. 49. Una delle paure motivanti del macro-comportamento di dipendenza delle persone in ambito sanitario è. a. La perdita di autonomia. b. La perdita di controllo della propria situazione clinica. c. La paura dell’abbandono e di ricevere scarsa attenzione. d. Il sentimento di vergogna per la propria condizione. 50. Tra gli interventi psicosociali, per la depressione della persona anziana, che hanno dimostrato un’efficacia significativa quella di maggiore rilievo è. a. La validation therapy. b. La stimolazione sensoriale. c. La reminescenza. d. La terapia bio-energetica. 51. Nell’ambito delle malattie croniche (Non Comunicable Disease) emerge sempre di più la necessità di un approccio: a. Automatizzato, basato esclusivamente sulle nuove tecnologie, senza tenere in considerazione le differenze individuali. b. Basato esclusivamente su una modalità prescrittiva e la promozione della compliance. c. Basato su modello collaborativo persona, professionista e familiari. d. Basato esclusivamente sulla terapia farmacologica della malattia sottostante. 52. In generale nelle demenze di grado severo si può riscontrare che: a. La persona risponde alle stimolazioni e agli input sensoriali. b. La persona preserva delle abilità di linguaggio solo se non stimolate. c. La persona appare completamente isolata e non è possibile nessuna interazione. d. La persona preserva solo delle risposte motorie limitate ai riflessi. 53. Le traiettorie dei cambiamenti durante l’invecchiamento sono caratterizzate da. a. Un declino progressivo e indifferenziato a carico delle capacità fisiche e cognitive. b. Traiettorie differenziate secondarie al tipo di capacità considerata. c. Una progressiva prevalenza di stati depressivi tipici dell’invecchiamento. d. L’ inevitabile instaurarsi di isolamento sociale e solitudine. 54. La memoria procedurale riguarda: a. Episodi in cui ci ricordiamo “quando” e “come”. b. Il mondo dei significati. c. Memoria per eventi futuri. d. Abilità motorie, automatismi, comunicazione non verbale. 55. Uno dei bisogni motivanti del macro-comportamento di opposizione delle persone in ambito sanitario è: a. Potere avere voce in merito alle decisioni che lo riguardano. b. La necessità di acquisire la disponibilità dell’altro. c. La ricerca di attenzione e accettazione dell’altro. d. Il bisogno di attaccamento e affiliazione. 56. La progressione del deterioramento delle abilità cognitive nella demenza di tipo Alzheimer è: a. Uniforme per tutte le abilità cognitive. b. Variabile ed interessa progressivamente le diverse abilità cognitive. c. Specifico per la memoria senza interessare le altre abilità cognitive. d. Dipendente dall’età della persona colpita. 57. I disturbi psicologici e comportamentali nella demenza di tipo Alzheimer rappresentano: a. Una conseguenza diretta della neurodegenerazione. b. Una manifestazione delle difficoltà della persona in conseguenza del deterioramento cognitivo. c. Riguardano una parte minore delle persone con la malattia. d. Rispondono solo ai trattamenti farmacologici. 58. Il comportamento delle persone in stato di malattia è: a. Il risultato esclusivo dei potenziali danni causati dalla malattia stessa. b. Il risultato esclusivo delle terapie ricevute per la cura. c. Un aspetto espressivo e comunicativo dei bisogni della persona. d. Un aspetto irrilevante nella relazione di cura. 59. Lo sviluppo nell’arco di vita è caratterizzato da: a. Un processo detto a collina con acquisizioni nella fase iniziale e perdite nella seconda fase della vita. b. Un continuo bilanciamento tra guadagni e perdite che dura tutto l’arco di vita. c. Un processo di continui guadagni lungo tutto l’arco di vita. 60. Gli interventi psicosociali per il trattamento della depressione nella persona anziana: a. Non hanno nessuna evidenza nella ricerca scientifica. b. Presentano delle evidenze scientifiche di una certa rilevanza. c. Sono solo un coadiuvante nella cura della depressione. d. Sono utili solo nella depressione correlata con la demenza. 61. Le dimensioni della salute sociale delle persone con demenza sono (Indicare la risposta errata). a. La capacità di realizzare i propri potenziali e di rispondere alle richieste sociali. b. L’abilità della persona con demenza di preservare una propria autonomia. c. La capacità della persona con demenza di migliorare lo stato cognitivo. d. La capacità della persona con demenza di partecipare alla vita sociale. 62. Allo stato attuale, si osserva un’istituzionalizzazione sempre più tardiva, il che comporta la presenza di un’utenza: a. Maggiormente preservata a livello cognitivo. b. In stato di salute generale migliore di quanto avvenuto in passato. c. Con disturbi comportamentali più̀ frequenti da gestire. d. Rimasti necessariamente senza familiari in vita. 63. Quali strumenti sono spesso utilizzati per lo screening neuropsicologico in ambito clinico. a. AAQ II [acceptance and action questionnaire], RBANS [Repeatable Battery Assessment Neuropsychological Status], MMSE [mini mental stare examination. b. Matrici, test dell’albero, differenziale semantico. c. MOCA [Montreal cognitive assessment], HADS [Hospital Anxiety and Depression Scale], BDI [Beck depression inventory]. d. MMSE [mini mental stare examination], MOCA [Montreal cognitive assessment], OCS [Oxford cognitive screening], RBANS [Repeatable Battery Assessment Neuropsychological Status]. 64. Fanno parte delle Cold EFs o funzioni esecutive “fredde”. a. Empatia e ragionamento matematico. b. Moralità. c. Funzioni auto-regolatorie di stampo sociale. d. Pianificazione, memoria di lavoro e flessibilità cognitiva. 65. Per rispondere ai problemi comportamentali che emergono in alcune circostanze per soggetti con presa in carico in CRA. a. Utilizzare interventi centrati sulla sensorialità attraverso un approccio basato sulla centralità della persona. b. Utilizzare la contenzione fisica come prima opzione di intervento. c. Alzare il dosaggio dei farmaci. d. Applicare un approccio basato sul dialogo con l’anziano e centrato sui bisogni della persona. 66. il test dell’orologio permette una prima indagine riguardo: a. Capacità empatiche. b. Processi prassico-ideativi e pianificazione visuo-spaziale. c. Età cronologica. d. Autoregolazione emotiva. 67. Nell’ambito della demenza, condurre un intervento secondo un modello centrato sulla persona significa: a. focalizzarsi sull’esperienza e il punto di vista della persona per comprenderne i bisogni. b. indovinare gusti e desideri della persona anziana, soprattutto se bizzarri. c. attivare un approccio normativo. d. confrontarsi con i servizi territoriali. 68. In un modello integrato la famiglia assume un ruolo nella presa in carico del soggetto con demenza. a. assolutamente marginale, limitandosi a stigmatizzarne i comportamenti devianti. b. va accolta, informata e coinvolta in ogni fase del processo di presa in carico. c. diagnosticata sulla base di diagnosi psicologiche e talvolta psichiatriche. d. supportata primariamente a livello economico. 69. La sintonizzazione affettiva in caso di demenza. a. È puramente utopistica in un contesto applicativo. b. Consente di confrontarci con gli stati emotivi della persona. c. Basata su processi puramente cognitivi senza alcun elemento emotivo. d. Consente talvolta di alleviare il peso emozionale di alcune perdite a livello di funzionamento cognitivo. 70. Il Mini Mentale State Examination (MMSE) è uno strumento che di norma fa parte della valutazione di: a. 1° livello. b. 2° livello. c. 3° livello. d. nessuna delle precedenti. 71. La Clinical Dementia Rating Scale è uno strumento che serve per: a. La programmazione e verifica degli interventi terapeutici e riabilitativi. b. La definizione dell’inquadramento eziologico e del livello di gravità di malattia. c. La valutazione delle funzioni cognitive e dei disturbi comportamentali. d. Nessuna delle precedenti. 72. I Meeting Centre ed i Caffè Alzheimer sono considerati nel PDTA come: a. Servizi a Bassa Soglia. b. Servizi ad Alta Intensità. c. Servizi sociosanitari specialistici. d. Nessuna delle precedenti. 73. Tra le maggiori perdite a livello psicologico che la demenza comporta, quali tra queste NON è annoverata: a. Identità. b. Scopi. c. Indipendenza. d. affettività. 74. Le abilità comunicative della persona con demenza sono preservate: a. Solo nella fase lieve della malattia. b. Solo nella fase lieve e moderata della malattia. c. Possibile anche nella fase severa della malattia. d. Dipende dal tipo di demenza. 75. Il comportamento delle persone in stato di malattia è: a. Il risultato esclusivo dei potenziali danni causati dalla malattia stessa. b. Il risultato esclusivo delle terapie ricevute per la cura. c. Un aspetto espressivo e comunicativo dei bisogni della persona. d. Un aspetto irrilevante nella relazione di cura. 76. Lo sviluppo nell’arco di vita avviene. a. In modalità sincronica nelle dimensioni somatica, psicologica e sociale. b. In modalità diacronica nelle dimensioni somatica, psicologica e sociale. c. In modalità sequenziale nelle dimensioni somatica, psicologica e sociale. 77. Lo sviluppo è caratterizzato da: a. Un cambiamento continuo lungo tutto l’arco di vita. b. Un cambiamento esclusivo della prima fase della vita. c. Un cambiamento esclusivo dell’ultima fase della vita. 78. Tra le sfide comuni ai giovani e agli anziani si può citare: a. I cambiamenti delle abilità cognitive. b. I cambiamenti degli stati emotivi. c. I cambiamenti del ruolo sociale. 79. Tra i fattori che possono influenzare l’abilità della persona con demenza di preservare la propria autonomia si può citare: a. L’abilità di superare lo stigma. b. La resilienza. c. La rete sociale. d. Un approccio alla cura basato sui bisogni. 80. La reminescenza nella persona anziana svolge (indicare la risposta errata): a. Una funzione integrativa del sé. b. Una funzione trasmissiva delle conoscenze. c. Una funzione di supporto di tipo strumentale. d. Una funzione di metacognitiva. 81. I colloqui di sostegno psicologico con i famigliari con lo specifico obiettivo di favorire le capacità di fronteggiamento ai cambiamenti e modificare le dinamiche intra ed interpersonali disadattive, in quale fase dell’istituzionalizzazione sono maggiormente indicati: a. in fase di accoglienza. b. In fase di degenza. c. nel fine vita. d. nessuna delle precedenti. 82. La parte preponderante del processo comunicativo è: a. tono della voce. b. parole. c. Il linguaggio del corpo. d. nessuna delle precedenti. 83. La tecnica comunicativa della sintonizzazione affettiva NON prevede: a. la riformulazione di quanto detto dall’utente. b. uso dell’avverbio “perché”. c. la rassicurazione emotiva. d. richiamo dei ricordi simili. 84. La comunicazione della diagnosi rappresenta: a. La fine del percorso terapeutico. b. La fine del percorso diagnostico e della relazione terapeutica. c. L’inizio di uno spazio relazionale che prosegue fino al termine della cura. d. Un atto opzionale che non interferisce con la relazione terapeutica. 85. tra i fattori che influenzano la neurogenesi delle cellule neuronali mature si possono citare: a. attività fisica. b. apprendimento. c. esposizione agli eventi stressanti. d. qualità del sonno. 86. Il supporto post-diagnostico alle persone con demenza presuppone di: a. Garantire una buona prevenzione della demenza. b. Garantire un buon percorso diagnostico. c. Garantire un buon percorso di cura personalizzato. d. Garantire una riduzione del rischio di malattia fisica. 87. Tra i presupposti per la riuscita degli interventi con le persone con demenza si può indicare: a. La personalizzazione degli interventi in base alle capacità attitudini e desideri della persona. b. Le indicazioni del familiare sugli interventi migliori. c. La separazione dei contesti di cura sanitari e sociali. d. La loro realizzazione nel contesto delle strutture residenziali. 88. Tra le caratteristiche di un modello di supporto post diagnostico centrato sulla persona dovrebbero essere inclusi: a. La flessibilità. b. Il costo. c. L’efficienza. d. Solo i bisogni delle persone con demenza. 89. Il piano di supporto post-diagnostico dovrebbe riguardare. a. Solo la fase lieve della malattia. b. Solo le persone a domicilio. c. Solo le persone con demenza. d. Le persone con demenza e i loro familiari. 90. La condivisione delle decisioni con le persone con Demenza è possibile: a. Solo al momento della comunicazione della diagnosi. b. Solo se la diagnosi è effettuata nella fase precoce della malattia. c. Anche nella fase moderata-severa con opportune modalità. d. Solo se con il caregiver. 91. La Pianificazione degli interventi psico-sociali avviene nella fase di: a. Sospetto diagnostico. b. Diagnosi e Cura. c. Continuità assistenziale. d. Cure palliative. 92. Tra gli stressors secondari del familiare che assiste una persona con demenza si può includere: a. Il livello di deterioramento cognitivo. b. Lo stato di salute fisica della persona malata. c. Le limitazioni nella vita sociale. d. lo stile di coping del familiari. 93. La dimensione biopsicosociale della salute: a. enfatizza esclusivamente gli aspetti relativi alla salute psicologica. b. pone attenzione all’interazione tra fattori biologici, psicologici e sociali. c. enfatizza esclusivamente gli aspetti relativi alla salute fisica. d. enfatizza esclusivamente gli aspetti relativi alla salute sociale. 94. Nell’ambito delle malattie croniche (Non Comunicable Disease) emerge sempre di più la necessità di un approccio?. a. Basato esclusivamente sulle nuove tecnologie. b. Basato esclusivamente su una modalità prescrittiva. c. Basato su modello collaborativo persona, professionista e familiari. d. Basato esclusivamente sulla terapia della malattia sottostante. 95. Le principali sfide poste dall’invecchiamento sono: a. Il sistema famiglia e il sistema cura. b. Vivere bene con le malattie croniche, il sistema famiglia e il sistema di cura, invecchiamento in salute. c. La diminuzione della fertilità. d. Invecchiare in salute, il sistema famiglia e il sistema di cura. 105. Le funzioni della reminiscenza sono le seguenti (indicare la risposta errata. La funzione intra-personale inerente al Se. ●La funzione di guida, strumentale e trasmissiva. ●La funzione di preservazione delle abilità cognitive. ●La funzione emotiva e interpersonale. 168. La stimolazione della memoria nell’anziano sano comprende (indicare la risposta errata): controllare. a. Un componente pedagogica. b. Una componente strategica. c. Una componente metacognitiva. d. Una componente narrativa. La persona nel corso dell’invecchiamento affronta un stadio caratterizzato da : Stato di vigore mentale non sperimentato precedentemente. Stato di accettazione delle limitazioni e trascendenza del corpo. c. Stato di estraniazione e di evitamento del coinvolgimento. d. Stato di dipendenza e di affidamento ai curanti. Quale delle seguenti NON è una caratteristica delle NCD. A. Lunga durata. B. Origine non contagiosa. C. Decorso autolimitante. D. Multimorbidità. L'approccio life span considera l'invecchiamento come: A. Un processo esclusivamente biologico. B. Un processo limitato alla vecchiaia. C. Un processo che dura per tutto l'arco di vita. D. Un processo patologico. 207. L'invecchiamento terziario è caratterizzato da. A. Prevenzione. B. Invecchiamento attivo. C. Accelerazione del declino e fine vita. D. Sviluppo cognitivo. 208. Secondo Baltes, lo sviluppo umano: A. Si conclude nell'età adulta. B. È determinato solo dalla biologia. C. Prosegue per tutto l'arco di vita. D. È lineare e unidirezionale. 209. La riserva cognitiva: A. Previene completamente la demenza. B. Ritarda la manifestazione clinica del declino. C. È indipendente dallo stile di vita. D. Dipende solo dal QI. La memoria semantica nell'invecchiamento normale: A. Declina precocemente. B. Rimane relativamente preservata. C. È sempre compromessa. D. Scompare. Le abilità fluide: A. Migliorano con l'età. B. Sono indipendenti dalla biologia. C. Tendono a declinare con l'età. D. Dipendono solo dall'educazione. . Quale NON è un obiettivo dell'invecchiamento attivo?. A. Aumentare l'autonomia. B. Ridurre la partecipazione. D. Promuovere la salute. C. Migliorare la qualità della vita. Secondo Erikson, il conflitto dell'età anziana è: A. Fiducia vs sfiducia. B. Generatività vs stagnazione. C. Integrità dell'io vs disperazione. D. Identità vs confusione. La reminiscenza è. A. Un segno patologico. B. Un processo naturale o terapeutico. C. Sempre ossessiva. D. Da evitare. . La life review richiede: A. Solo narrazione semplice. B. Insight e rielaborazione. C. Evitamento. D. Distrazione. . Il multitasking nell'anziano: A. Migliora con l'età. B. È facilitato. C. Risulta più difficile. D. Non cambia. 217. Secondo Fried et al. (2001), quale NON è un criterio del frailty phenotype?. A. Perdita di peso. B. Ridotta velocità del cammino. C. Deficit di memoria. D. Ridotta attività fisica. 218. Le cure palliative: A. Sono solo oncologiche. B. Riguardano il fine vita. C. Escludono il supporto psicologico. D. Sono inutili. Il caregiving familiare può comportare: A. Solo benefici. B. Burn-out e stress. C. Nessun impatto. D. Solo vantaggi economici. Le traiettorie di invecchiamento sono: A. Identiche per tutti. B. Multidimensionali e variabili. C. Determinate solo dal DNA. D. Lineari. L'ottimismo nei centenari è associato a: A. Negazione della realtà. B. Maggiore adattamento. C. Ridotta socialità. D. Patologia. La depressione nell'anziano. A. È normale. B. Va sempre ignorata. C. Non fa parte dell'invecchiamento normale. D. È inevitabile. Il Mild Cognitive Impairment (MCI) è caratterizzato da. A. Compromissione funzionale grave. B. Declino cognitivo con autonomia funzionale preservata. C. Percorso funzionale con autonomia. D Presenza obbligatoria di demenza. 224. Quale caratteristica distingue il delirium dalla demenza?. A. Esordio lento. B. Decoro progressivo. C. Esordio acuto e fluttuante. D. Breve durata. 225. L'approccio centrato sulla persona: A. È una tecnica standardizzata. B. Si concentra sui bisogni, capacità e preferenze. C. Considera solo i deficit. D. Riduce l'autonomia. 226. Quale intervento rientra tra quelli emotion-focused?. A. Cognitive training. B. Riabilitazione cognitiva. C. Reminiscenza. D. ADL training. 227. La Zarit Burden Interview valuta: A. La qualità di vita del malato. B. Il livello di depressione. C. Il carico del caregiver. D. Le funzioni cognitive. 228. Un intervento efficace per i caregiver dovrebbe essere: A. Uguale per tutti. B. Breve e non continuativo. C. Personalizzato e flessibile. D. Solo informativo. 229. Quale fattore aumenta il rischio di conversione da MCI a demenza?. A. Elevata istruzione. B. Buona salute fisica. C. Presenza di sintomi depressivi. D. Supporto sociale. La demenza è definita come: A. Un disturbo esclusivamente cognitivo. B. Una sindrome clinica multidimensionale. C. Un normale processo di invecchiamento. D. Un disturbo acuto. 231. Le allucinazioni visive ricorrenti sono tipiche di: A. Demenza vascolare. B. Alzheimer. C. Demenza a corpi di Lewy. D. MCI. 232. Quale fattore è un predisponente al delirium?. A. Cambiamento di stanza. B. Deidratazione. C. Deficit cognitivo preesistente. D. Intervento chirurgico. 233. Gli interventi non farmacologici nel delirium includono: A. Benzodiazepine. B. Antipsicotici di routine. C. Ri-orientamento frequente. D. Immobilizzazione. I BPSD sono una delle principali cause di: A. Diagnosi precoce. B. Istituzionalizzazione. C. Miglioramento della QoL. D. Recupero funzionale. 235. Vivere bene con la demenza significa: A. Eliminare i sintomi. B. Preservare solo le funzioni cognitive. C. Favorire benessere, dignità e partecipazione. D. Ridurre le relazioni. Quale delle seguenti opzioni elenca i termini utilizzati per descrivere le malattie croniche?. A) Malattie non trasmissibili, malattie gravi, malattie croniche, malattie potenzialmente letali. B) Malattie rare, malattie infantili, malattie mentali, malattie professionali. C)Malattie stagionali, malattie tropicali, malattie degenerative, malattie infettive. D)Malattie contagiose, malattie acute, malattie ereditarie, malattie autoimmuni. 237. Come viene definita la 'vecchiaia' nel contesto degli studi demografici?. A) Il numero medio di anni che una persona può contare di vivere dalla nascita. B) Il tasso di natalità meno il tasso di mortalità in una popolazione. C)Il numero di persone di età inferiore ai 15 anni rispetto al numero di persone di età superiore ai 65 anni. D)rapporto tra la popolazione di 65 anni e più e la popolazione di età compresa tra 15 e 64 anni, moltiplicato per 100. |





