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Titolo del test:
PEDAGOGIA

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I GRADO

Data di creazione: 2026/06/28

Categoria: Guglielmo Marconi

Numero di domande: 177

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Leggere il brano e rispondere ad ogni quesito collegato solo in base alle informazioni contenute. Con il termine iniziazioni si intendono, in generale, quell'insieme di riti che segnano il passaggio di un individuo dallo stadio di fanciullo a quello di adulto. In linea di principio le iniziazioni vanno distinte dai riti di pubertà i quali, pur avvenendo all'incirca alla stessa età e avendo sovente carattere simile, sono eseguiti privatamente, all'interno della famiglia. Le iniziazioni hanno invece sempre un carattere pubblico e sono svolte non solo nell'interesse dei singoli ma dell'intera comunità. Esse rappresentano non solo un passaggio di condizione per i giovani ma anche un rinnovamento per la società. Proprio per questo carattere simbolico-sociale non è necessario che tutti i giovani siano iniziati. Possono esserlo solo i maschi e non le femmine, oppure solo gruppi scelti in rappresentanza di tutti. Le iniziazioni sono sempre segrete: non è consentito ai non iniziati di assistervi. Durante le cerimonie, che hanno frequentemente carattere violento, ai giovani vengono insegnati i riti e i miti del popolo cui appartengono: viene cioè insegnata loro la distinzione, che quella cultura stabilisce, tra ciò che è definitivo (mito) e ciò che è invece mutabile (rito) e, mediante ciò, i valori fondamentali della loro civiltà. Il compito delle iniziazioni è di culturalizzare i giovani, di sottrarli alla loro condizione naturale per farli diventare membri della loro cultura, fermo restando che ogni cultura qualificherà a suo modo ciò che intende per natura e ciò che intende per cultura. Le iniziazioni costruiscono il cosmo sociale agendo sul materiale umano. Questo avviene destorificando ritualmente i giovani per la durata dell'iniziazione, inserendoli in un tempo diverso dal quotidiano, "mitico", un tempo nel quale è possibile agire per plasmare il mondo e conferendo loro una diversa qualità, quella di uomini adulti, rispetto a ciò che erano prima. Non di rado, nel periodo di margine, i giovani sono sottoposti a disciplina e restrizioni inusuali e severissime oppure hanno la possibilità (e in qualche caso il dovere) di agire in modo totalmente libero dalle normali restrizioni sociali. In entrambi i casi si evidenzia una diversità rispetto alla normalità quotidiana. 1. Nel brano 1, nell’espressione “destorificando ritualmente i giovani”, il verbo “destorificare” significa: distruggere l'individualità. esaltare mitologicamente. insegnare la storia della comunità. collocare nel contesto storico-quotidiano. slegare dal contesto storico-quotidiano.

Secondo quanto scritto nel brano 1, le iniziazioni: sono sempre destinate a tutta la popolazione. rappresentano unicamente un tributo al mito. possono svolgersi davanti a un pubblico che non sia stato, a sua volta, iniziato. si propongono lo scopo di culturalizzare i giovani. vengono eseguite solo all'interno del nucleo familiare.

Secondo il brano 1, quale delle seguenti affermazioni NON è riferibile al termine “iniziazioni”?. Sono sempre segrete. Sono un insieme di riti che sanciscono il passaggio di un individuo dalla fanciullezza all'età adulta. Rappresentano un momento di rinnovamento per l'intera comunità. Hanno carattere pubblico e simbolico. Sono un insieme di riti eseguiti su tutti i membri della comunità.

Le cerimonie iniziatiche: (vedi brano 1). si svolgono in uno spazio aperto. prevedono sempre che i giovani siano sottoposti a restrizioni severissime. riguardano i riti di pubertà. presentano spesso carattere violento. coinvolgono tutti i giovani della comunità.

Quale potrebbe essere il titolo del brano 1?. Le iniziazioni come passaggio di condizione. Differenze fra iniziazioni e riti di passaggio. Simbologia dei riti di passaggio. Natura e cultura nei miti iniziatici. Le culture primitive e i loro riti iniziatici.

Brano 2 Leggere il brano e rispondere ad ogni quesito collegato solo in base alle informazioni contenute. L'Invalsi ha corretto 545 elaborati, relativi alla prova di italiano nell'esame di Stato dello scorso anno scolastico, mettendo in luce la scarsa padronanza nell'uso scritto della lingua italiana dei ragazzi al termine della scuola superiore, e rileva che il voto in uscita dalla scuola secondaria di I grado è fortemente correlato ai voti ricevuti nella prova di italiano. In tutte le quattro fondamentali competenze (grammaticale, testuale, lessicale e ideativa) si registra un voto medio inferiore alla sufficienza. Insomma, la scarsa padronanza della lingua italiana di chi è licenziato dalla scuola secondaria di I grado con il giudizio di “sufficiente” difficilmente può essere recuperata nella scuola superiore. Come se non bastasse, anche la calligrafia è diventata un problema: con sms, chat, cinguettii e segni vari, la scrittura a mano si fa sempre più rara. L'incapacità si sta diffondendo. Con un serio effetto collaterale: regredisce anche il pensiero. Avanza, nelle classi, un nuovo modo di scrivere, diciamo, minimalista. Il linguaggio rispecchia la complessità del pensiero? Diceva il poeta francese Nicolas Boileau: «Prima che a scrivere, imparate a pensare». (Giuseppe Tesorio, www.corriere.it) Secondo il brano 2, il nuovo modo di scrivere dei ragazzi: sta facendo regredire la loro capacità di articolare pensieri. crea problemi a chi è incapace di scrivere in questo nuovo modo. ha il pregio di rendere la conversazione più rapida e interattiva. è avallato dalla corrente culturale del minimalismo. è negativo, perché la calligrafia, che va scomparendo, è importante.

Secondo i giudizi dei correttori dell'Invalsi: (vedi brano 2). è necessario intervenire fin dalle elementari sulle competenze linguistiche degli alunni. il voto preso all'esame delle scuole medie non ha alcuna attinenza con il voto preso all'esame di stato. chi prende buono alla scuola media ha una valutazione sufficiente all'esame di stato. chi prende ottimo all'esame della scuola secondaria di I grado non prende mai il massimo risultato alla prima prova di maturità. chi prende sufficiente alle scuole medie difficilmente riesce a ottenere sufficiente padronanza dell’italiano alle scuole superiori.

Quali cambiamenti, secondo il brano 2, sta adoperando l'introduzione nella vita dei giovani di “sms, chat, cinguettii e segni vari”?. I ragazzi ormai comunicano solo attraverso un linguaggio stringato e gergale. Gli studenti infarciscono le prove di segni e abbreviazioni che i correttori non capiscono. Gli studenti scrivono i loro compiti con abbreviazioni, faccine e usando il linguaggio abbreviato dei messaggi al cellulare. I giovani non sono più abituati a scrivere a mano e il loro modo di scrivere peggiora. I giovani non sanno più scrivere le parole correttamente.

Cosa vuol dire che il nuovo modo di scrivere delle classi è “minimalista”? (vedi brano 2). Che è essenziale, ridotto all'osso. Che privilegia una scrittura artistica, non convenzionale. Che si avvale di una grafia molto piccola. Che spesso si avvale di disegni e punteggiatura errata. Che ha dei caratteri molto piccoli.

Quale messaggio vuole lanciare il giornalista alla fine del brano 2, utilizzando anche la citazione di Boileau?. È necessario limitare l'uso dei nuovi media se vogliamo che i ragazzi imparino a scrivere correttamente. La scrittura dei giovani di oggi mostra la complessità dei loro pensieri. I ragazzi non sanno esprimere con la scrittura ciò che pensano. Il modo di pensare dei ragazzi risente del loro complesso modo di scrivere. I limiti della scrittura dei ragazzi evidenziano i limiti della complessità del loro pensiero.

Brano 3 Leggere il brano e rispondere ad ogni quesito collegato solo in base alle informazioni contenute. Il destino dei libri a volte è strano come quello degli uomini. Herman Melville conobbe il suo primo insuccesso di critica e di pubblico nel 1851, quando diede alle stampe il suo capolavoro "Moby Dick". Troppo ampio il divario fra i romanzi d’avventure esotiche e marinare che gli avevano regalato una certa notorietà e la tragedia senza tempo del capitano mutilato che insegue la balena (il caos?) che lo ossessiona, vicenda troppo cupa e apocalittica per poter essere subito accettata, compresa e apprezzata. Lo scrittore di New York sarebbe sopravvissuto quarant’anni al suo romanzo sulla balena bianca, non abbastanza per vedergli riconosciuti quei meriti stilistici, epici e contenutistici che ne hanno fatto uno dei capisaldi di quel formidabile battaglione letterario che è il romanzo ottocentesco. Già nell’«Etimologia» che apre il romanzo, e che Melville attribuisce a “uno smunto assistente ginnasiale ormai morto”, c’è un assaggio di quel che attende il lettore, del viaggio cui si sta apprestando. Prima di presentare le varie forme linguistiche con cui sono designati i cetacei, lo scrittore americano così descrive l’assistente ginnasiale che le ha raccolte: “Amava spolverare le sue vecchie grammatiche; quel gesto, in qualche modo, gli ricordava con dolcezza la sua condizione di mortale”. E insieme alla mortalità, l’abisso, il male, il dolore dell’uomo e il caos che lo circonda sono i temi di “Moby Dick”. Argomenti con cui Melville aveva familiarità fin da quando, dodicenne, era rimasto orfano e aveva dovuto abbandonare gli studi per mettersi a lavorare, finendo per abbracciare la vita marinara, imbarcandosi su mercantili e baleniere. Temi tragici e universali con cui aveva familiarità anche Cesare Pavese, il classico e insuperato traduttore italiano di “Moby Dick”, maestro di Fernanda Pivano, la più importante americanista italiana del secondo Novecento, e poeta di un verso immortale: “Verrà la morte e avrà i tuoi occhi” . Niente ci impedisce di immaginare che siano gli occhi acquosi della balena bianca che dal libro di Giobbe a quello di Melville ha navigato e turbato l’oceano dei sogni di generazioni di lettori. L’assistente ginnasiale cui si accenna nel brano 3 è: l’autore dell’intero romanzo di Melville. la persona alla quale Melville attribuisce l’“Etimologia”. il narratore del romanzo. l’autore dell’“Etimologia” che apre il romanzo. l’autore degli Estratti che aprono il romanzo.

Un contrario del termine “smunto”, riportato nel brano 3, è: ignorante. scolorito. noioso. paffuto. esilarante.

Nel brano 3 si dice che “Moby Dick”: A) B) C) D). inizialmente fu un insuccesso di critica e pubblico. inizialmente registrò un grande successo di pubblico ma non di critica. fu subito considerato come un capolavoro. fu censurato per la sua crudezza. fu tradotto subito in italiano.

Secondo l’autore del brano 3, il romanzo ottocentesco è: stato scoperto da Fernanda Pivano. soprattutto d’avventure esotiche e marinare. in grado di turbare l’oceano dei sogni di generazioni di lettori. uno dei capisaldi della cultura occidentale. un formidabile battaglione letterario.

Dal brano 3 si deduce che Herman Melville morì attorno al: 1851. 1881. 1871. 1891. 1819.

Brano 4 Leggere il brano e rispondere ad ogni quesito collegato solo in base alle informazioni contenute. È l’amore un’arte? Allora richiede sforzo e saggezza. Oppure l’amore è una piacevole sensazione, qualcosa in cui imbattersi, una questione di fortuna? Questo volumetto contempla la prima ipotesi, mentre è fuor di dubbio che oggi si crede la seconda. La gente non pensa che l’amore non conti. Anzi, ne ha bisogno; corre a vedere serie interminabili di film d’amore, felice o infelice, ascolta canzoni d’amore; eppure nessuno crede che ci sia qualcosa da imparare, in materia d’amore. Questo atteggiamento si basa su parecchie premesse: la maggior parte della gente ritiene che amore significhi “essere amati”, anziché amare; di conseguenza, per loro il problema è come farsi amare, come rendersi amabili, e per raggiungere questo scopo seguono parecchie strade. Una, preferita dagli uomini, consiste nell’aver successo, nell’essere ricchi e potenti quanto lo possa permettere il livello della loro posizione sociale. Un’altra, seguita particolarmente dalle donne, è di rendersi attraenti, coltivando la bellezza, il modo di vestire ecc. Una terza via, seguita da uomini e donne, è di acquisire modi affabili, di tenere conversazioni interessanti, di essere utili, modesti, inoffensivi. Come dato di fatto, quel che la gente intende per “essere amabili” è essenzialmente un insieme di qualità. Una seconda premessa per sostenere la teoria che nulla v’è da imparare in materia d’amore è la supposizione che il problema dell’amore sia il problema di un oggetto, e non il problema di una facoltà. La gente ritiene che amare sia semplice, ma che trovare il vero soggetto da amare, o dal quale essere amati, sia difficile. Un atteggiamento questo determinato da molte ragioni, legate allo sviluppo della società moderna. Una di queste è il grande cambiamento avvenuto nel ventesimo secolo riguardo alla scelta dell’oggetto del proprio amore. Nell’epoca vittoriana, come in molte epoche tradizionaliste, l’amore non era un’esperienza personale, che potesse condurre al matrimonio. Al contrario, il matrimonio veniva contratto per convenienza, o dalle rispettive famiglie, o da intermediari; veniva concluso sulla base di considerazioni sociali ed era opinione comune che il sentimento sarebbe nato in seguito. Nelle ultime generazioni, il concetto dell’amore romantico si è diffuso nel mondo occidentale. Negli Stati Uniti, sebbene considerazioni di natura convenzionale non siano del tutto assenti, la maggior parte della gente è alla ricerca dell’”amore romantico”, dell’esperienza personale d’amore che dovrebbe condurre al matrimonio. Questo nuovo concetto di libertà in amore deve avere largamente contribuito ad aumentare l’importanza dell’oggetto contro l’importanza della funzione. Su quale presupposto si fonda, secondo l’autore del brano 4, il comune atteggiamento per cui si ritiene che in amore non vi sia nulla da imparare?. Sulla centralità che si attribuisce alla propria capacità di vivere il sentimento piuttosto che sulla scelta della persona da amare. Sulla preferenza diffusa per l’amore di tipo romantico rispetto all’amore coniugale. Sulla preferenza diffusa per l'amore di tipo coniugale rispetto all'amore romantico. Sull’idea diffusa che l’amore sia una questione di fortuna e un’esperienza piacevole per sua stessa natura. Sulla centralità che si attribuisce al bisogno di essere amati rispetto all’amare.

Secondo quanto detto nel brano 4, nel mondo occidentale, in seguito alla diffusione del concetto di amore romantico: l’esperienza personale d’amore precede il matrimonio anziché, eventualmente, seguirlo. l'oggetto dell'amore è diventato meno importante della funzione. l’amore ha completamente e ovunque soppiantato nelle scelte matrimoniali ogni valutazione di convenienza economica o sociale. la gente pensa che l’amore sia proprio come appare nei film o nelle canzoni. le nuove generazioni danno maggiore rilevanza alla dinamica dell’amore piuttosto che all’oggetto dell’amore.

Nel brano 4, l’autore attribuisce alla “gente” tutte le seguenti convinzioni, tranne una. Quale?. La gente pensa che essere amabili significhi possedere un certo numero di buone qualità. La gente pensa che l’amore conti. La gente pensa che sia difficile trovare la persona da amare. La gente pensa che amare sia una questione di saggezza. La gente ritiene che amare sia semplice.

In base a quanto si può ricavare dal testo, è possibile dedurre che il brano 4: è lo stralcio di un saggio storiografico sull’istituto matrimoniale nell’Inghilterra in età vittoriana. costituisce l’introduzione di un saggio in cui l’autore mira a dimostrare che amare è un’arte. è un articolo di giornale che analizza le opinioni della gente comune sull'amore. è un passo di un saggio filosofico, in cui l’autore delinea l’evoluzione del concetto d’amore da esperienza personale a esperienza sociale a esperienza romantica. nessuna delle altre alternative è corretta.

L’autore del brano 4, nel sostenere che le persone si preoccupano di essere “amabili”, descrive diverse modalità con cui viene perseguito questo obiettivo. Quali?. Cercare di amare e di essere amati. Coltivare l’amore romantico e le convenzioni sociali. Tutti gli elementi citati nelle altre alternative sono corretti. Coltivare il successo, la bellezza esteriore, la bontà di carattere. Coltivare la fortuna, l’esperienza personale e il sentimento.

Cosa caratterizza l'“animazione culturale”?. I contenuti di apprendimento rispetto alle metodologie. La maturazione del soggetto rispetto ai contenuti di apprendimento. L'utilizzo di tecnologie informatiche. L'utilizzo di laboratori. L'eliminazione del libro di testo.

In relazione all’apprendimento, in cosa consiste il concetto di metacognizione?. Nella consapevolezza che l’individuo ha della propria competenza comunicativa. Nell’atto psichico che modifica ed elabora la stimolazione sensoriale avvertita. Nella conoscenza e nel controllo esecutivo che l’individuo ha dei propri processi cognitivi. Nessuna delle altre alternative è corretta. Nella capacità di un individuo di acquisire un nuovo comportamento modificandone uno precedente in modo significativo e permanente.

Quale delle seguenti affermazioni NON è vera rispetto all’apprendimento cooperativo?. È importante che il docente guidi e favorisca i rapporti interpersonali all’interno del gruppo, creando un clima che invogli la conoscenza e l’aiuto reciproco. È utile disporre i banchi a gruppi di 3-4 in modo che ci sia un’interazione diretta faccia a faccia tra gli alunni. L'apprendimento cooperativo favorisce le interazioni nella classe al tal punto che in Italia sta sostituendo completamente la lezione frontale. Si tratta di una metodologia didattica nuova e poco diffusa nella realtà italiana, invece da anni molto usata nella realtà anglosassone. Gli alunni imparano.

Se gli insegnanti credono che un alunno sia meno dotato degli altri lo tratteranno, anche inconsapevolmente, in modo diverso dagli altri, e il bambino interiorizzerà il giudizio comportandosi di conseguenza. Il fenomeno così descritto è chiamato: effetto Pigmalione o profezia che si auto avvera. effetto ignoranza. nessuna delle altre alternative è corretta. effetto educativo negativo. effetto Gelb.

Nell’ambito delle tecniche di gestione del comportamento, si indichi come è chiamato il tipo particolare di intervento dell’insegnante di allontanamento temporaneo dell’alunno dal gruppo classe affinché riacquisti la calma necessaria per tornare a interagire con i compagni: time out. punizione. nota sul diario. nota sul registro. effetto boomerang.

La continuità educativa viene spesso citata come fattore imprescindibile per la positività dell'esperienza scolastica di ogni alunno. Essa NON implica: un processo di apprendimento che comporti dei livelli caratterizzati da specifici obiettivi, e in cui siano ben definiti il passaggio e le differenze tra la scuola dell'infanzia e la scuola primaria. nessuna delle altre alternative è corretta. una visione multidimensionale del soggetto, volta a valorizzare le competenze acquisite e le specificità di ogni scuola. la garanzia al diritto, per l’alunno, di un percorso formativo organico e completo. una conoscenza reciproca dei programmi, ai fini di rendere più armonici gli stili educativi e le modalità di apprendimento.

Cosa si intende per “mastery learning”?. Nessuna delle altre alternative è corretta. Una tecnica di insegnamento secondo cui l’attività didattica è impostata secondo criteri simili a quelli dei master post-universitari. Una strategia di personalizzazione dell’insegnamento secondo cui tutti gli alunni possono apprendere, purché l’insegnante realizzi un’attività di programmazione adeguata. Una strategia di insegnamento secondo cui non vi sono differenze tra gli alunni rispetto all’apprendimento, quindi anche l’importanza della programmazione viene meno. Il grado di padronanza dell’argomento che ogni studente dimostra nelle interrogazioni.

Quali sono le strutture mentali che rendono possibile lo sviluppo del pensiero operatorio formale secondo Piaget?. La maturazione della percezione cognitiva. L’insieme articolato delle capacità astrattive. La capacità deduttiva. Il pensiero combinatorio. Il gruppo INRC, la logica delle proposizioni.

Si indichi quale tipo di metodologia didattica è descritta nella seguente affermazione: è un'impostazione dell'insegnamento che mira a favorire le scelte autonome degli alunni, cioè a far maturare in loro la consapevolezza delle inclinazioni effettive, dei percorsi possibili e delle prospettive probabili. Didattica orentativa. Didattica speciale. Didattica multimediale. Didattica ermeneutica. Didattica attiva.

Come sottolineano oggi numerosi studiosi dei più diversi orientamenti, i processi di apprendimento hanno luogo soprattutto nell’ambito di un contesto relazionale e dunque: l’insegnante deve esercitare, in autonomia, personali forme di controllo più o meno esplicito per instaurare condizioni adatte a un ordinato andamento scolastico. l’insegnante, poiché privo di competenze specifiche, deve essere obbligatoriamente assistito dalla figura dello psicologo scolastico che lo aiuti a contenere l’ansia lavorativa e le sensazioni di inadeguatezza che maturano nel contesto di classe. è sufficiente che l’insegnante sia un esperto della propria disciplina e un buon comunicatore, delegando a esperti le problematiche pedagogiche. all’insegnante non si richiedono affatto competenze psicopedagogiche a meno che non svolga la funzione di tutoraggio. all’insegnante si richiede di integrare nel proprio lavoro una responsabilità culturale di tipo intellettuale e disciplinare e una responsabilità culturale emotiva con precise competenze psicopedagogiche.

Si può affermare che la scuola svolge realmente un ruolo educativo quando: crea un ambiente favorevole allo sviluppo. favorisce l'istruzione di base. attua processi di selezione. non attua processi di selezione. favorisce la socializzazione.

All'interno di un progetto formativo, il tutor svolge il ruolo fondamentale di: garante dei processi d'apprendimento. formatore con una competenza specifica di contenuto. sponsor del progetto formativo. garante della quantità e della qualità dello studio dei discenti. figura amica per lo studente, di supporto in situazioni di conflitto o di frustrazione.

La ricerca interdisciplinare nel settore educativo è importante per: la creatività didattica. l'aggiornamento settoriale. la globalità degli aspetti che caratterizza la ricerca educativa. la motivazione all'insegnamento. la definizione degli obiettivi.

Jerome Bruner è uno degli psicologi contemporanei che più hanno influenzato la psicologia dell’educazione e la didattica. Secondo questo autore, quale tra le seguenti alternative costituisce la modalità conoscitiva fondamentale per l’essere umano?. La riflessione. La ricerca attiva. La narrazione. L’esperimento. L’incontro.

gruppi di lavoro nel cooperative learning sono composti da: 4-6 ragazzi. tutta la classe. 2 ragazzi. 12-14 ragazzi. 16-18 ragazzi.

Si indichi quale tra le seguenti metodologie è più utile per promuovere e favorire l’espressione delle emozioni nel contesto scolastico. Scrittura di un racconto/saggio. Test a risposta multipla. Sintesi di un brano. Scrittura del diario. Parafrasi.

Quale delle seguenti alternative NON caratterizza l’assertività?. La capacità di affermare i propri diritti senza negare quelli degli altri. La capacità di comunicare desideri, disapprovazione e giudizi in maniera diretta e non aggressiva. Un comportamento aggressivo e provocatorio. Un comportamento partecipe e proattivo. Un atteggiamento che rifiuta l’uso di stereotipi e pregiudizi.

Cosa può essere d'aiuto all'alunno nella regolazione dei propri stati affettivi?. Tutte le altre alternative sono corrette. Limitazione dello stato emotivo a particolari luoghi, per esempio condurre l'alunno in un'aula appartata. Comunicazione da parte dell'insegnante dello stato affettivo del bambino agli altri alunni nel tentativo di normalizzarlo. Libera espressione dello stato emotivo. Aiuto dell'insegnante nella verbalizzazione, se possibile, dello stato affettivo e nella ricerca di una strategia adeguata alla regolazione.

L’“empatia” è la capacità di: comprendere l'altro. ascoltare l'altro. immedesimarsi nell'altro. osservare se stessi da un altro punto di vista. sapersi emozionare.

Quali sono secondo Martin Hoffman i quattro livelli di sviluppo dell'empatia?. Empatia locale, empatia egocentrica, empatia per i pensieri dell'altro, empatia per le condizioni di vita dell'altro. Empatia globale, empatia generosa, empatia per i sentimenti dell'altro, empatia per le condizioni di vita dell'altro. Empatia globale, empatia egocentrica, empatia per i sentimenti dell'altro, empatia per le condizioni di vita dell'altro. Empatia locale, empatia egocentrica, empatia per i sentimenti dell'altro, empatia per le condizioni di vita dell'altro. Empatia globale, empatia.

Quale, tra le seguenti definizioni, descrive in modo più esauriente il laboratorio, utilizzato come strumento didattico?. Luogo in cui mettere alla prova le competenze pratiche e non quelle teoriche del soggetto. Nessuna delle funzioni indicate nelle altre alternative è corretta. Luogo fisico e mentale che pone il soggetto al centro dell'apprendimento. Luogo che può fungere da contenimento per gli alunni più agitati, per i quali l'apprendimento in classe risulta più complesso. Luogo di scoperta e di esperimenti legati alle materie scientifche.

I filoni di ricerca recenti considerano l'attività creativa come un'attività: innata. trasmessa geneticamente. adatta solo ad alcuni alunni. caratterizzata da riproducibilità. potenziabile.

Nell'approccio dell'animazione socio-culturale, l'animazione è pensata come: intervento nel territorio al fine di favorire i processi di crescita della capacità dei gruppi di partecipare e gestire la realtà sociale e politica in cui vivono. intervento terapeutico al fine di ridurre i danni sociali legati a contesti di privazione. nessuna delle altre alternative è corretta. momento ludico all'interno di attività scolastiche curriculari. intervento nel territorio al fine di favorire i processi di identificazione nella comunità e di impedire la partecipazione alla gestione della realtà sociale a gruppi minoritari non rappresentativi di essa.

In quale parte della memoria sono contenuti i concetti e gli schemi?. Memoria operatoria. Memoria logica. Memoria semantica. Memoria simbolica. Memoria procedurale.

Quale tra le seguenti affermazioni è vera?. La creatività può essere misurata attraverso la scala Stanford-Binet. Tra le componenti del pensiero creativo vi è la capacità di individuare soluzioni diverse e di essere bizzarri. li studiosi dell’intelligenza ritengono che la creatività si leghi a una forma specifica di pensiero, il pensiero divergente. Il pensiero convergente ha come caratteristica peculiare quella di generare molte soluzioni, spesso inusuali. Tra le caratteristiche del pensiero creativo vi sono flessibilità e impegno sociale.

Ai sensi del d.P.R. 275/1999, come vengono organizzati l'orario complessivo del curricolo e quello destinato alle singole discipline e attività?. In modo flessibile, anche sulla base di una programmazione plurisettimanale, fermi restando l'articolazione delle lezioni in non meno di cinque giorni settimanali e il rispetto del monte ore annuale. In modo differenziato: l’orario delle lezioni didattiche avrà una struttura rigida, perché con monte ore espressamente previsto dal ministero dell’Istruzione; invece, le singole discipline avranno una struttura flessibile, perché a completamento delle attività didattiche. In modo flessibile, sulla base della programmazione settimanale e fermo restando l’obbligo del rispetto del monte ore mensile. In modo rigido, in quanto deve essere rispettato il monte ore settimanale per ciascuna materia di studio. In modo rigido: sei ore di lezione per cinque giorni alla settimana.

Le istituzioni scolastiche secondarie di primo grado, al fine di realizzare la personalizzazione del piano di studi, possono organizzare attività e insegnamenti la cui scelta sia facoltativa e opzionale per gli allievi?. No, tali attività sono prerogativa delle scuole primarie. Sì, ma al di fuori del piano dell'offerta formativa. No, tali attività esulano dall'autonomia educativa della scuola. Sì, purché a pagamento in modo da non gravare sul bilancio della scuola. Sì, tenendo conto delle prevalenti richieste delle famiglie.

In ambito scolastico, l'attività di “orientamento scolastico e professionale” si propone essenzialmente di: migliorare la qualità di vita nelle scuole e nelle aziende. favorire l’integrazione nel mondo lavorativo. informare i giovani riguardo alle figure professionali più richieste dal mercato del lavoro. portare le persone a maggiore consapevolezza di se stesse, delle proprie attitudini e motivazioni. insegnare ai giovani le tecniche di ottimizzazione dell’apprendimento.

Ai sensi della legge 104/1992 è garantito il diritto all'educazione e all'istruzione della persona disabile: solo nel primo ciclo dell'istruzione. attraverso l'istituzione di classi speciali separate da quelle comuni. nelle sezioni di scuola materna, nelle classi comuni delle istituzioni scolastiche di primo grado e nelle classi speciali di quelle di secondo. nelle sezioni di scuola materna, nelle classi comuni delle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado, a eccezione delle istituzioni universitarie. nelle sezioni di scuola materna, nelle classi comuni delle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado e nelle istituzioni universitarie.

Il Piano dell'offerta formativa delle istituzioni scolastiche secondarie di primo grado è elaborato: da un'apposita Commissione regionale. dal Consiglio di interclasse. dagli enti locali territoriali. dagli organismi e dalle associazioni dei genitori. dal Collegio dei docenti, tenuto conto delle proposte e dei pareri formulati dagli organismi e dalle associazioni dei genitori.

Ai sensi della legge 297/1994, da quanti rappresentanti del personale docente è costituito il Consiglio di circolo o di istituto nelle scuole con popolazione scolastica inferiore a 500 alunni?. 5. 4. 6. 7. 8.

Quale delle seguenti discipline NON è oggetto di insegnamento in un istituto secondario di primo grado?. Tecnologia. Seconda lingua comunitaria in aggiunta all'inglese. Inglese. Economia. Musica.

Ai sensi del d.P.R. 297/1994, come vengono costituite le cattedre di educazione tecnica e di educazione fisica nelle scuole secondarie di primo grado?. In modo che siano rispettati i gradi di capacità, di conoscenza e di attitudine degli allievi, suddivisi per gruppi. In modo che il relativo insegnamento sia impartito per classi e, rispettivamente, per squadre e per sesso. In modo che l'insegnamento sia impartito agli alunni raggruppati per età. In modo che il relativo insegnamento sia impartito per livello di capacità degli alunni. In modo che l'insegnamento sia impartito per gruppi.

Nelle istituzioni scolastiche secondarie di primo grado la funzione di cura delle relazioni con le famiglie e di cura della documentazione del percorso formativo compiuto dall'allievo: può essere svolta da qualsiasi docente. è di competenza di personale specializzato non appartenente al corpo docente. è svolta dal dirigente scolastico. è svolta da un docente in possesso di specifica formazione, in costante rapporto con le famiglie e con il territorio. è svolta dal Provveditore agli studi.

Gli accertamenti relativi alla minorazione, alle difficoltà, alla necessità dell'intervento assistenziale permanente e alla capacità complessiva individuale residua sono effettuati: dalle scuole dell'infanzia. dalle aziende sanitarie locali. dagli istituti scolastici primari. dagli istituti scolastici secondari di primo grado. dagli istituti scolastici secondari di secondo grado.

A quale organo scolastico spetta il compito di predisporre, ma NON di deliberare, il bilancio preventivo e il conto consuntivo?. Alla Giunta esecutiva. Al Consiglio di Classe. Al Consiglio d’Istituto. Al Collegio dei Docenti. Al Consiglio di Interclasse.

In merito alle discipline degli istituti secondari di primo grado, l'insegnamento di «Cittadinanza e Costituzione»: è una disciplina a se stante. non è oggetto di insegnamento. è un insegnamento facoltativo, a discrezione del dirigente scolastico. è inserito nell'area disciplinare dell'educazione civica. è inserito nell'area disciplinare storico-geografica.

In tema di istruzione, la Convenzione ONU per i diritti delle persone con disabilità stabilisce che: le istituzioni scolastiche e le aziende sanitarie locali pongano in essere interventi integrati ed equilibrati tra loro, al fine della realizzazione del diritto all'educazione e all'istruzione. gli Stati Parti garantiscono un sistema di istruzione inclusivo a tutti i livelli e un apprendimento continuo lungo tutto l’arco della vita. le istituzione scolastiche o similiari garantiscono che le persone con disabilità possano avere accesso all’istruzione secondaria superiore, alla formazione professionale, all’istruzione per adulti. ogni persona ha diritto a una formazione culturale, sociale e scolastica e le scuole devono garantire una parità di accesso e di fruizione dei servizi formativi. gli Stati Parti garantiscono un sistema di inserimento del mondo del lavoro alle persone con disabilità, mediante specifici percorsi formativi e di orientamento al lavoro.

In quale anno la riforma Gentile portò l’obbligo scolastico sino al 14° anno di età?. Nel 1948. Nel 1923. Nel 1962. Nel 1985. Nel 1977.

Ai sensi della legge 104/1992, quali sono i momenti in cui si esplicita concretamente il diritto all'istruzione e all'educazione dell'alunno con disabilità?. Il progetto di socializzazione e il profilo dinamico funzionale. Il piano degli studi personalizzato e il piano educativo individualizzato. Il piano educativo individualizzato e il progetto riabilitativo. Il profilo dinamico funzionale e il piano educativo individualizzato. Il piano degli studi personalizzato e il progetto di socializzazione.

Brano I Leggere il brano e rispondere ad ogni quesito collegato solo in base alle informazioni contenute. Le varie teorie sulla didattica, a partire dagli anni Settanta, hanno centrato la propria attenzione su questioni come la scuola, l’istruzione, l’insegnamento-apprendimento, il curriculum, ecc. Intorno a queste aree si sono sviluppati differenti modelli che hanno suggerito chiavi interpretative e proposte operative per sviluppare teorie adeguate. Ogni modello, a sua volta, fa ovviamente riferimento a un approccio teorico collocato sempre all’interno di un paradigma che ha a che fare con la dimensione metateorica (ma non necessariamente filosofica) della riflessione sulle pratiche didattiche. Così, ad esempio, tra i modelli teorici che hanno ispirato più o meno direttamente teorie didattiche, si riconoscono modelli di tradizione filosofica ispirati all’idealismo, al pragmatismo, al marxismo e alla teoria critica, alla fenomenologia, all’ermeneutica, alla teoria dei sistemi, alla filosofia analitica. Oppure modelli di derivazione psicologica ispirati al comportamentismo o al cognitivismo; o d'ispirazione socio-antropologica, ispirati al funzionalismo o allo strutturalismo; o ancora, modelli legati alle scienze della comunicazione e all’interpretazione letteraria, come i modelli semiotici, narratologici, argomentativi (legati alla nuova retorica). Come si vede, le pratiche didattiche sono di fatto fondate su modelli teorici che, a loro volta, si collocano in orizzonti teoretici precisi (il più delle volte interrelati fra loro). Dunque, dietro a ogni strumento operativo, anche al più formalizzato, si riconosce un percorso di elaborazione teorica che affonda le proprie radici in una solida tradizione teorico-culturale, non sempre adeguatamente compresa dagli utilizzatori di tali strumenti, troppo spesso alla ricerca soltanto di soluzioni semplici e veloci. Ma l’alto numero di modelli teorici e la loro profonda differenziazione interna ci dicono anche che, benché siano molti gli approcci disciplinari che enfatizzano aspetti particolari del processo didattico (modelli filosofici, psicologici, sociologici, tecnologici), nessuno di essi può esaurire l’intero campo disciplinare della didattica. Ciò è particolarmente importante soprattutto in riferimento a quegli approcci psicologici che forniscono una teoria dell’istruzione e pretendono di sostituirsi a un impianto più propriamente didattico. Non sono una didattica in sé: per diventarlo devono compiere una sorta di processo di pedagogizzazione, il quale traduce le interpretazioni parziali e limitanti dei processi cognitivi in teorie didattiche legate alla complessità degli eventi, non tutti riducibili al cognitivo, che caratterizzano l’esperienza dell’insegnamento-apprendimento. 1. Quale, fra le seguenti alternative, NON potrebbe essere usata per sostituire correttamente “enfatizzano” nel passaggio “benché siano molti gli approcci disciplinari che enfatizzano aspetti particolari del processo didattico”? (vedi Brano I). Mettono in risalto. Sottolineano. Accentuano. Evidenziano. Circoscrivono.

Quale tra le seguenti affermazioni è deducibile dal brano I?. Le pratiche didattiche sono fondate su modelli teorici collocati in orizzonti teoretici precisi, generalmente non interrelati tra loro. Gli approcci metateorici hanno influito sulla pratica didattica in Italia e in Europa a partire dal secolo scorso. I modelli di tipo psicologico e quelli di tipo sociologico enfatizzano aspetti diversi e particolari del processo didattico ed, insieme, esauriscono quindi l’intero ambito della didattica. Non è frequente il caso di utilizzatori degli strumenti didattici che si limitano a cercare soluzioni semplici e veloci. Anche i modelli di derivazione socio-antropologica ispirati allo strutturalismo possono aver ispirato indirettamente delle teorie didattiche.

Dal brano I si può verosimilmente dedurre che l’autore è: un antropologo. un mediatore culturale. un pedagogista. uno storico. un giornalista generalista.

L'autore del brano I utilizza un linguaggio: colloquiale. prettamente filosofico. letterario. specialistico. burocratico.

L’autore intende richiamare l’attenzione del lettore: (vedi Brano I). sul contenuto non democratico della pedagogia di origine idealista. sull’impossibilità per la pedagogia di origine marxista di giungere a una didattica compiuta. sul ruolo fondamentale dei modelli narratologici nell’elaborazione della didattica. nessuna delle altre risposte è corretta. sul fatto che l’approccio psicologico può produrre una teoria dell’istruzione, ma non può, di per sé, produrre un impianto propriamente didattico.

Brano II Leggere il brano e rispondere ad ogni quesito collegato solo in base alle informazioni contenute. Tutte le lingue che derivano dal latino formano la parola “compassione” con il prefisso «com-» e la radice «passio-» che significa originariamente «sofferenza». In altre lingue, ad esempio in ceco, in polacco, in tedesco, in svedese, questa parola viene tradotta con un sostantivo composto da un prefisso con lo stesso significato seguito dalla parola «sentimento» (in ceco: soucit; in polacco: wspó-czucie; in tedesco: Mit-gefühl; in svedese: med-känsla). Nelle lingue derivate dal latino, la parola compassione significa: non possiamo guardare con indifferenza le sofferenze altrui; oppure: partecipiamo al dolore di chi soffre. Un'altra parola dal significato quasi identico, “pietà” (inglese pity, francese pitié, ecc.) suggerisce persino una sorta di indulgenza verso colui che soffre. Aver pietà di una donna significa che siamo superiori a quella donna, che ci chiniamo, ci abbassiamo al suo livello. È per questo che la parola “compassione” generalmente ispira diffidenza; designa un sentimento ritenuto mediocre, di second'ordine, che non ha molto a che vedere con l'amore. Amare qualcuno per compassione significa non amarlo veramente. Nelle lingue che formano la parola compassione non dalla radice «sofferenza» (passio) bensì dal sostantivo «sentimento», la parola viene usata con un significato quasi identico, ma non si può dire che indichi un sentimento cattivo o mediocre. Avere compassione (co-sentimento) significa vivere insieme a qualcuno la sua disgrazia, ma anche provare insieme a lui qualsiasi altro sentimento: gioia, angoscia, felicità, dolore. Questa compassione (nel senso di soucit, wspóczucie, Mitgefühl, medkänsla) designa quindi la capacità massima di immaginazione affettiva, l'arte della telepatia delle emozioni. Nella gerarchia dei sentimenti è il sentimento supremo. Quando Tereza aveva sognato di infilarsi gli aghi sotto le unghie, si era tradita, rivelando così a Tomàs di aver frugato di nascosto nei suoi cassetti. Se glielo avesse fatto un'altra donna, lui non le avrebbe mai più rivolto la parola. Ma lui non solo non l'aveva cacciata via, ma le aveva preso la mano e le aveva baciato la punta delle dita, perché in quell'istante sentiva lui stesso il dolore sotto le unghie di lei, come se i nervi delle dita di Tereza fossero collegati direttamente al suo cervello. Chi non possiede il dono diabolico della compassione (co-sentimento), non può che condannare freddamente il comportamento di Tereza, perché la vita privata dell'altro è sacra e i cassetti con la sua corrispondenza intima non si aprono. Ma dal momento che la compassione era diventata il destino (o la maledizione) di Tomàs, gli sembrava di essere stato lui stesso a inginocchiarsi davanti al cassetto aperto della scrivania e a non poter distogliere gli occhi dalle frasi scritte da Sabina. Egli capiva Tereza e non solo era incapace di arrabbiarsi con lei, ma le voleva ancor più bene. (Milan Kundera, “L'insostenibile leggerezza dell'essere”, Adelphi) Secondo il brano II, nelle lingue neolatine provare compassione per qualcuno significa: 6. Secondo il brano II, nelle lingue neolatine provare compassione per qualcuno significa: provare insofferenza per le sofferenze altrui. amare chi soffre. provare insieme a lui qualsiasi tipo di sentimento. partecipare al dolore di chi soffre. ispirare diffidenza.

L'autore del brano II considera sentimento supremo la compassione, intesa come: angosciosa compartecipazione al dolore altrui. sofferenza comune. co-sentimento. dolore. gioiosa compartecipazione alla felicità altrui.

Secondo il brano II, il termine che indica indulgenza verso chi soffre è: amore. sentimento. sofferenza. pietà. disgrazia.

Secondo quanto afferma l’autore, il termine polacco wspó-czucie implica: (vedi Brano II). condividere sia i sentimenti positivi sia i sentimenti negativi delle persone. provare indulgenza per qualcuno sentendosi superiori a quella persona. essere superiori ai più infelici. condividere i soli sentimenti negativi delle persone. chinarsi al livello dei più infelici.

Secondo quanto riportato nel brano II, Tomàs: si inginocchia davanti al cassetto aperto della scrivania e non può distogliere gli occhi dalle frasi scritte da Sabina. si inginocchia davanti a Tereza e le chiede perdono. va a rileggere le lettere di Sabina per comprendere il dolore di Tereza e perdonarla. non caccia di casa Tereza perché percepisce il suo dolore e ne soffre insieme a lei. condanna freddamente il comportamento di Tereza, perché ritiene sacra la propria vita privata e inviolabile la propria corrispondenza.

Brano III Leggere il brano e rispondere ad ogni quesito collegato solo in base alle informazioni contenute. Ti dico tutto con pochi caratteri - così gli sms ci hanno cambiati “Cmq sec. me se stas. c 6 è meglio così parl.; se inv. nn c6 fa niente”. Quasi nessuno avrà fatto fatica, oggi, a decifrare questa frase di 64 caratteri, che in italiano “normale” suona così: “Comunque secondo me se stasera ci sei è meglio, così parliamo un po'; se invece non ci sei non fa niente”. Prima i “messaggini” erano una novità su cui si sono interrogati linguisti e sociologi; ora sono entrati nella consuetudine di tutti i giorni, e vengono usati praticamente da quasi tutta la popolazione, non solo dai più giovani. “Il fenomeno è molto importante, così come è molto importante che venga documentato”, spiega molto affascinata Vera Gheno, collaboratrice dell'Accademia della Crusca e docente al Laboratorio di Italiano scritto dell'università di Firenze, che oggi prenderà parte al convegno “Se telefonando... ti scrivo”, organizzato dall'accademia fiorentina. “Si tratta 􀌽 continua 􀌽 di una ricchezza del linguaggio, non come dicono alcuni di una sua distruzione; una ricchezza che può aiutare a capire delle tendenze che, probabilmente, si generalizzeranno nella lingua in un futuro prossimo”. “All'università 􀌽 continua il docente 􀌽 cerchiamo di iniziare nei ragazzi una riflessione sulla lingua, che non viene quasi mai fatta durante gli anni di scuola superiore, dove prevalentemente si scrivono temi”, risponde Vera Gheno. “Gli errori, o meglio le caratteristiche della lingua che si riscontrano negli sms, è difficile trovarli nei testi che si scrivono all'università, perché i ragazzi hanno la coscienza di elaborare un testo diverso. Le maggiori difficoltà che invece hanno i ragazzi 􀌽 continua 􀌽 riguardano il muoversi fra diversi tipi di lingua: sono bravissimi a scrivere sms ma fanno molta fatica, ad esempio, a trovare il registro giusto quando parlano con un docente, oppure quando devono scrivere la tesi: è come se ci fosse una maggiore necessità di essere stringati anche nella vita reale”. Un modo di scrivere, dunque, che è perfetto in certi tipi di situazioni ma che deve poter essere facilmente accantonato in altre. E a chi pensa che l'uso sempre più massiccio di chat e messaggini possa rappresentare una minaccia per la conservazione della lingua italiana, la Gheno risponde: “Mi sembra un po' troppo forte. Sono quasi otto anni che collaboro con l'Accademia della Crusca, e devo dire che la coscienza linguistica in Italia è molto sveglia. Una minaccia quindi lo escluderei; certo, bisogna risolvere il problema del muoversi tra diversi tipi di lingua: lì sì che ci sono delle lacune”. Il fenomeno non è nato con la diffusione di Internet e degli sms, spiegano dall'Accademia: “Dai manoscritti medievali alle lettere private di ieri e di oggi l'esigenza di risparmiare tempo e spazio ha spesso portato scriventi diversi ad adottare scritture tachigrafiche (cioè molto rapide) o brachilogiche (cioè brevi e concise)”. (di Daniele Semeraro 􀌽 La Repubblica) Secondo Vera Gheno, quale delle seguenti affermazioni sul fenomeno degli sms è vera? (vedi Brano III). Impoverisce sensibilmente il linguaggio quotidiano. Velocizza la conversazione, seppure impoverendo il linguaggio. È una ricchezza del linguaggio. Distrugge la lingua italiana. Migliora il linguaggio quotidiano.

Com’è il linguaggio degli sms? (vedi Brano III). Basato sulle sigle. Molto stringato. Innovativo. Criptico. Pregnante ed ellittico.

Secondo Vera Gheno, i ragazzi: (vedi Brano III). sanno variare il registro linguistico ma non riescono a non fare uso del linguaggio tipico degli sms anche in ambiente accademico. si sono abituati a una forma di comunicazione brachilogica e hanno perso la facoltà di argomentare, utile per esempio per la stesura della tesi di laurea. sono troppo sintetici, perché scrivono come se stessero digitando un sms. tendono ad applicare il linguaggio degli sms anche alle tesi di laurea. riescono ad accantonare il linguaggio degli sms quando serve ma hanno difficoltà a cambiare registro a seconda delle situazioni.

In generale, la collaboratrice dell’Accademia della Crusca pensa che il linguaggio degli sms: (vedi Brano III). impoverisca la lingua italiana e andrebbe quindi eliminato. sia un fenomeno importante che deve essere documentato. vada limitato il più possibile. vada allungato perché troppo conciso. rappresenti inevitabilmente lo sviluppo del linguaggio comune.

L’esigenza di essere sintetici: (vedi Brano III). caratterizza soprattutto il modo di scrivere dei giovani. c’è sempre stata, anche se viene attuata con modalità diverse a seconda del periodo storico. è tipica della fascia d'età adolescenziale. è nata con l’avvento degli sms. è tipica dei manoscritti medievali.

Brano IV Leggere il brano e rispondere ad ogni quesito collegato solo in base alle informazioni contenute. Le differenze tra donne e uomini possono essere ricondotte a due grandi dimensioni: quella che ha a che fare con il sesso e quella che ha a che fare con il genere. Il sesso è determinato dalle specificità nei caratteri che, all􀍃interno della stessa specie, contraddistinguono soggetti diversamente preposti alla funzione riproduttiva: livelli ormonali, organi sessuali, capacità riproduttive. Il genere 􀌽 un termine entrato a far parte da qualche decennio del lessico comune come mutuazione dell􀍃anglosassone “gender” 􀌽 è qualcosa di diverso. Ha a che fare con le differenze socialmente costruite tra i due sessi e con i rapporti che si instaurano tra essi in termini di comportamenti distintivi, “appropriati”, “culturalmente approvati”. Da un lato, il concetto indica che non basta l􀍃appartenenza sessuale in quanto tale a definire l􀍃essere donna o l􀍃essere uomo. Nella specie umana, femminilità e maschilità non sono rigidamente determinate dalla dimensione fisica e biologica: sono, infatti, molto importanti l􀍃educazione e la cultura 􀌽 intesa come l􀍃insieme dei valori che i membri di un dato gruppo condividono; delle norme, regole e principi che rispettano e sono tenuti a osservare; dei beni materiali che producono; include molte dimensioni, tra cui la vita familiare, i modelli lavorativi, le cerimonie religiose, l􀍃uso del tempo 􀌽 e la loro trasmissione e assimilazione. Dall􀍃altro lato, il termine si differenzia dal concetto di condizione femminile in quanto sposta il centro dell􀍃attenzione dalla “donna” al “rapporto” tra i due sessi, un rapporto dialettico, di scambio continuo e in costante mutamento. L􀍃approccio di genere assume e fa propria la critica al determinismo biologico 􀌽 ponendo l􀍃attenzione sull􀍃aspetto della trasformazione della sessualità in attività e comportamenti 􀌽 e porta alla luce l􀍃essenzialità della componente relazionale alla base della costruzione dei ruoli maschili e femminili. Generalmente pensiamo che essere donna o essere uomo e le differenze tra i sessi (per esempio il fatto che gli uomini lavorano di più e le donne di meno e che le donne si occupano dei figli e della famiglia) siano qualcosa di normale, ovvio, innato, nell􀍃ordine delle cose. Eppure tali differenze non sono così naturali: il genere (in quanto socialmente definito) è un prodotto della cultura umana (come il linguaggio, la parentela, la religione), dunque variabile nel tempo e nello spazio. (Elisabetta Ruspini, “Le identità di genere”, Carocci) L'autrice del brano IV include nel termine “cultura” una serie di elementi, valori, regole e dimensioni. Quale dei seguenti NON rientra in tale elenco?. I beni materiali che sono prodotti da un gruppo. L'uso del tempo. La dimensione fisica e biologica della vita umana. I modelli lavorativi. Le cerimonie religiose.

Perché, secondo l’autrice, è importante fare una distinzione tra sesso anatomico e genere? (vedi Brano IV). Per dimostrare che i ruoli maschili e femminili non sono innati. Per contrastare l'imperante cultura maschilista. Per confermare che la differenza sessuale comporta di per sé un agire appropriato. Per migliorare la dialettica tra i due sessi. Per far meglio risaltare i problemi tipici della condizione femminile.

Nel contesto del brano IV, “determinismo biologico” significa che: le donne e gli uomini devono osservare le regole stabilite dal gruppo in cui sono inseriti. nessuna delle altre alternative è corretta. gli uomini sono costretti a lavorare di più. è la dimensione fisica e biologica a determinare comportamenti e ruoli. l’uomo e la donna hanno diverse funzioni riproduttive.

Secondo l'autrice del brano IV, il rapporto tra i due sessi è: essenziale, statico e culturale. dialettico, paritario e specifico. innato, naturale e predeterminato. basato sulle differenze biologiche e, pertanto, naturale e non culturale. dialettico, sempre in trasformazione e di scambio continuo.

Quale relazione esiste tra sesso e genere? (vedi Brano IV). Il sesso è un termine scientifico; il genere un termine generico. Non esiste nessuna relazione. Sesso e genere sono sinonimi, ma il primo si usa in riferimento agli organi sessuali, il secondo per denotare le differenze comportamentali. Il sesso è un concetto neutro; il genere definisce l’essere donna o l’essere uomo. Il sesso riguarda le differenze biologiche e anatomiche tra maschio e femmina; con genere si intende il processo di costruzione sociale dei due sessi.

La tassonomia degli obiettivi educativi è un aspetto: del rapporto scuola-società. delle rilevazioni dei tassi di analfabetismo. della pedagogia curricolare. del lavoro di gruppo. della ricerca-azione.

In ambito sociologico e scolastico, il comportamento di chi cerca di imporre la propria personalità con atteggiamenti prevaricatori o di sopraffazione è chiamato: egocentrismo. misantropia. individualismo. disturbo narcisista. bullismo.

Riguarda il sentirsi parte di un gruppo, richiama l’idea di “speciale normalità”, che comprende sia la normalità intesa come bisogno di essere come gli altri, sia la specialità intesa come accoglimento dei bisogni soggettivi presenti in ogni bambino o ragazzo. A quale concetto fa riferimento questa descrizione?. Relazione. Inclusione. Affettività. Solidarietà. Apprendimento.

Nell’approccio cognitivista, il processo attraverso il quale si è consapevoli di ciò che si conosce e si riflette sulle attività cognitive richieste da diversi tipi di compiti e sulle strategie per affrontarli, prende il nome di: strategia intellettiva. metodo di studio. metacognizione. quoziente intellettivo. intelligenza.

Quale stile comunicativo dà la possibilità di ascoltare e rispettare l’altro e di esprimere con chiarezza ciò che si desidera?. Direttivo. Nessuna delle altre alternative è corretta. Aggressivo. Assertivo. Passivo.

Con il termine “multimedialità” si intende: una tecnica di comunicazione che impiega linguaggi diversi (per esempio testi scritti, immagini, suoni). la necessità di scegliere, tra i diversi disponibili, lo strumento comunicativo più adeguato per la didattica. la necessità di un maggiore impiego delle tecnologie informatiche a scuola e nel mondo del lavoro. una situazione di interscambio comunicativo tra l’uomo e la macchina, fino al raggiungimento di una condivisione di codici, valori e significati. qualunque tecnica educativa che non utilizzi la didattica frontale.

Se un insegnante organizza una lezione in cui gli studenti sono chiamati a simulare dei comportamenti e improvvisare dei dialoghi, a partire da una scena iniziale prefissata, con il fine di migliorare le proprie competenze relazionali e sociali, quale metodologia didattica sta utilizzando?. Didattica frontale. Brainstorming. Test sociometrico. Role playing. Nessuna delle altre alternative è corretta.

indichi quale tra le seguenti è una modalità d’intervento che si può applicare a scuola per favorire la cooperazione e dare valore alle competenze degli alunni. Mastery learning. Didattica multiculturale. Peer tutoring. Dimostrazione. Circle time.

Nel lavoro di équipe educativa, l’apprendimento cooperativo: presuppone una forte individualità. presuppone relazioni sociali intense e a volte confuse. prevede la figura del leader negativo. prevede un gruppo di persone impegnate su un compito. presuppone necessariamente scontri e dissapori.

Quale tra le seguenti è considerata una strategia comunicativa funzionale alla motivazione ad apprendere degli alunni?. L’insegnante presenta gli argomenti più impegnativi come una sfida che si può vincere. L’insegnante cerca di vincere le resistenze di un alunno svogliato promettendogli ricompense. L’insegnante, quando c’è rumore, urla o batte i pugni sulla cattedra. L’insegnante sta per gran parte del tempo seduto dietro la cattedra. L’insegnante parla a lungo con gli studenti mettendo in luce gli aspetti negativi dei loro comportamenti.

Il bisogno più comunemente caratteristico dell’adolescenza è il bisogno: di accudimento. di prestigio. di appartenenza. di sicurezza. fisiologico.

Quale, tra le seguenti alternative, indica un approccio pedagogico che si fonda sullo scambio interattivo tra individui appartenenti a culture diverse?. Pedagogia interculturale. Culturalismo. Pedagogia interattiva. Pedagogia sociale. Pedagogia della devianza.

In ambito pedagogico, le teorie dell’attivismo, che sottolineavano l’importanza della spontaneità dell’allievo, vennero divulgate in Svizzera e Francia: nel primo Novecento. nel Rinascimento. nel primo Seicento. nel primo decennio del Duemila. nel tardo Novecento.

Il metodo di insegnamento per scoperta guidata prevede che l'insegnante: non determini l'obiettivo da raggiungere e svolga varie attività affinchè gli allievi compiano una scoperta. nessuna delle altre alternative è corretta. determini l'obiettivo da raggiungere e solleciti con domande e proposte la ricerca degli allievi. faccia determinare l'obiettivo da raggiungere agli allievi e li solleciti alla ricerca delle soluzioni con il rinforzo delle soluzioni positive. determini l'obiettivo da raggiungere e guidi la ricerca degli allievi con indicazioni precise.

Il pensiero ipotetico-deduttivo si sviluppa, secondo Jean Piaget: Jean Piaget non si è mai occupato di questa tematica. nella primissima infanzia. indipendentemente dall’età, solo dopo opportuni percorsi di studio. solo in età adulta. durante la pre-adolescenza, dopo gli undici anni.

Quale, tra le seguenti tematiche, è stato oggetto di studio di Martin Hoffman?. Attaccamento madre-bambino. Sviluppo cognitivo. Empatia. Intelligenze multiple. Alunni disabili.

“Il bisogno di un’educazione emotiva non è mai stato tanto pressante come in questa epoca”. Quale autore, con questa affermazione, ha descritto la necessità di potenziare le abilità emozionali e sociali?. Jean Piaget. Giovanni Gentile. Lev Vygotskij. Melanie Klein. Daniel Goleman.

Quale, tra i seguenti strumenti, favorisce lo sviluppo dell’intelligenza emotiva?. La lettura di testi filosofici, in quanto favorisce l’attivazione di processi logici. L’esercizio motorio, in quanto consente di sfogarsi in situazioni di tensione. La narrazione, in quanto promuove la consapevolezza di sé e la capacità di autoanalisi. Nessuno: l’intelligenza emotiva è innata e, in quanto tale, non può essere sviluppata con alcuno strumento. L’esecuzione di operazioni matematiche, in quanto tiene in esercizio la mente.

Secondo Carl Rogers, due tra le caratteristiche richieste all’insegnante sono: atteggiamento direttivo e autoritario. atteggiamento empatico e fiducia nella possibilità di autosvilupparsi degli studenti. atteggiamento lassista, ma fiducioso. atteggiamento autoritario ma fiducioso nella possibilità di autosvilupparsi degli studenti. atteggiamento direttivo e lassista.

Indicare quale, tra le seguenti alternative, descrive correttamente la distinzione tra emozioni “primarie” ed emozioni “secondarie”. Le emozioni primarie sono elementi di base, corrispondenti a espressioni facciali universali e di breve durata, mentre le emozioni secondarie sono più complesse, richiedono operazioni cognitive e sono legate a processi di apprendimento. Nessuna delle altre alternative è corretta. Le emozioni primarie sono collegate al contesto sociale di appartenenza, ai valori morali, alle regole della comunità in cui si vive, mentre le emozioni secondarie sono proprie dell’individuo. Le emozioni primarie sono quelle di maggiore intensità e rilevanza per l’individuo, mentre le emozioni secondarie costituiscono dei dettagli trascurabili della percezione emotiva. Le emozioni primarie sono quelle che si apprendono nel contesto familiare, durante il processo di socializzazione primaria, mentre le emozioni secondarie sono legate al processo di socializzazione secondaria.

Cosa si intende con il termine “insight” nell’ambito delle ricerche sulla creatività?. Una forma di pensiero convergente. Un avvicinamento alla soluzione caratteristico delle persone con basso quoziente intellettivo. Un avvicinamento alla soluzione per prove ed errori. Una modalità di comprensione immediata. Un tipo di intelligenza.

Si indichi quale, tra le seguenti alternative, costituisce un ostacolo alla creatività: saper ipotizzare. chiedersi e spiegarsi il perché di una data situazione. essere aperto verso le novità e le caratteristiche discordanti. eliminare le informazioni discordanti con la propria ipotesi. saper scomporre e confrontare.

Si indichi quale, tra le seguenti, NON è una caratteristica del pensiero divergente: genera molte soluzioni. è flessibile. elabora diversamente le proprie idee. genera soluzioni insolite. produce soluzioni standard.

Per “focalizzazione” si intende: un approccio alla conoscenza per tentativi ed errori. in ambito didattico, la difficoltà nel mettere a fuoco un problema. una tecnica volta a sviluppare la creatività, che consiste nel fissare volontariamente l’attenzione su qualcosa che in genere si trascura. una metodologia pedagogica basata sull’attenzione al tutto anziché alle singole parti. una teoria psicologica riguardante le capacità di percezione di forma e contenuti.

Quali sono i due approcci principali all'apprendimento, secondo Howard Gardner?. Linguistico e grafico. Linguistico e spazio-temporale. Concreto e astratto. Matematico e cinestetico. Senso-motorio e operatorio.

Quale dei seguenti compiti NON è proprio del collegio dei docenti, così come descritti dall’art. 7 del d.lgs. 297/1994?. Provvedere all'adozione dei libri di testo, sentiti i consigli di interclasse o di classe e, nei limiti delle disponibilità finanziarie indicate dal consiglio di circolo o di istituto, alla scelta dei sussidi didattici. Eleggere i docenti incaricati di collaborare con il dirigente scolastico, uno dei quali sostituisce il dirigente scolastico stesso in caso di assenza o impedimento. Adottare il regolamento interno dell'istituto che stabilisce, tra l’altro, le modalità per il funzionamento della biblioteca e per l'uso delle attrezzature culturali, didattiche e sportive. Eleggere, al suo interno, i docenti che fanno parte del comitato per la valutazione del servizio del personale docente. Promuovere iniziative di aggiornamento dei docenti del circolo o dell'istituto.

A norma dell'art. 9 del d.P.R. 275/1999, gli ampliamenti dell'offerta formativa che tengano conto delle esigenze del contesto culturale, sociale ed economico delle realtà locali, sono realizzate: esclusivamente dalle singole istituzioni scolastiche. esclusivamente attraverso la stipula di accordi di rete da parte delle istituzioni scolastiche. dalle istituzioni scolastiche previo invio dell’apposita documento all’Ufficio scolastico regionale che delibera nel termine di 30 giorni dalla presentazione della domanda di ampliamento. dalle istituzioni scolastiche, singolarmente, collegate in rete o tra loro consorziate. dalle Regioni con la collaborazione dei Comuni.

In merito all'insegnamento della matematica, con particolare riferimento ai numeri, quale dei seguenti NON rientra tra gli obiettivi di apprendimento al termine della scuola secondaria di primo grado, stabiliti con decreto del ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca 16 novembre 2012, n. 254?. Eseguire lo studio di funzioni di primo e secondo grado. Individuare multipli e divisori di un numero naturale e multipli e divisori comuni a più numeri. Descrivere con un'espressione numerica la sequenza di operazioni che fornisce la soluzione di un problema. Rappresentare i numeri conosciuti sulla retta. Comprendere il significato di percentuale e saperla calcolare utilizzando strategie diverse.

Il d.lgs. 59/2004 ha previsto che la cura dei rapporti di una scuola secondaria di primo grado con le famiglie e il territorio sia affidata prioritariamente: al docente della scuola in possesso di specifica formazione. al dirigente scolastico. al Presidente del consiglio di istituto. a un apposito ufficio di relazioni con il pubblico istituito presso il provveditorato agli studi. a un apposito ufficio di relazioni con il pubblico istituito presso la scuola.

Secondo le definizioni riportate nella legge 170/2010, quale disturbo specifico dell'apprendimento si manifesta con una difficoltà nella realizzazione grafica?. Disgrafia. Dislessia. Disgrafologia. Dismetria. Disortografia.

I disturbi specifici di apprendimento (DSA): rientrano tra i casi di disabilità disciplinati dalla legge 104 del 1992. sono riconosciuti come tali dalla legge 170 del 2010. sono oggetto solo di alcuni documenti del ministero dell'Istruzione. sono riconosciuti come tali dalla legge 104 del 1992. nell'attuale assetto normativo non obbligano le scuole ad adottare specifici interventi.

Ai sensi del d.P.R. 275/1999, l’autonomia didattica per le scuole prevede: di regolare i tempi dell’insegnamento e dello svolgimento delle singole discipline e attività nel modo più adeguato al tipo di studi e ai ritmi di apprendimento degli alunni. di stabilire i contenuti dei programmi delle diverse discipline in base alle conoscenze di partenza degli alunni. di regolare l’assunzione diretta dei docenti da parte del dirigente d’istituto, tramite procedure di selezione locali. di decidere i contenuti dei programmi delle diverse discipline a seconda delle competenze degli insegnanti. di regolare il numero minimo di ore di insegnamento indipendentemente da quanto stabilito a livello nazionale.

Ai sensi del d.P.R. 89/2009, nelle scuole secondarie di primo grado, il tempo prolungato a 36 ore: comprende solamente le ore destinate agli insegnamenti e alle attività didattiche stabilite a livello nazionale. comprende le ore destinate agli insegnamenti, alle attività e al tempo dedicato alla mensa. non comprende la quota di orario riservata alle Regioni. non comprende le ore destinate alle attività e al tempo dedicato alla mensa. non comprende la quota riservata alle istituzione scolastiche autonome.

In base al d.lgs. 59/2004, il primo ciclo di istruzione: dura cinque anni. comprende la scuola d'infanzia. è costituito dalla scuola primaria e dalla scuola secondaria di primo grado. comprende la scuola secondaria di primo grado e dura 10 anni. costituisce il secondo segmento in cui si realizza il diritto-dovere all'istruzione e formazione.

Quale delle seguenti materie NON è oggetto di insegnamento nella scuola secondaria di primo grado, secondo il d.P.R. 89/2009?. Inglese. Geografia. Musica. Economia. Scienze motorie e sportive.

Nell'ambito della valutazione del rendimento degli alunni disabili della scuola secondaria, in riferimento alla legge 104/1992, quale delle seguenti alternative è corretta?. Non sono consentite prove equipollenti, ma devono essere concessi tempi più lunghi rispetto agli altri alunni per risolvere la stessa prova. I docenti sono esentati dall'obbligo di valutazione degli alunni. Sono consentite prove equipollenti ma non la presenza di assistenti per l'autonomia e la comunicazione. Sono consentite prove equipollenti e tempi più lunghi per l'effettuazione delle prove scritte o grafiche e la presenza di assistenti per l'autonomia e la comunicazione. I docenti possono utilizzare, nella valutazione di un alunno, unicamente o prove scritte o prove orali, in funzione del tipo di disabilità.

Come disposto dal d.P.R. 275/1999, il Piano dell'offerta formativa delle istituzioni scolastiche secondarie di primo grado viene elaborato: dal consiglio di istituto, tenuto conto delle proposte e dei pareri formulati dagli organismi e dalle associazioni degli studenti. da un collegio comprendente i docenti e i rappresentanti delle associazioni dei genitori e degli studenti. dal consiglio di interclasse. dal consiglio di istituto, sulla base degli indirizzi generali definiti dal collegio dei docenti. dal collegio dei docenti, tenuto conto delle proposte e dei pareri formulati dagli organismi e dalle associazioni dei genitori.

Nell'ambito dell'ICF (International Classification of Functioning, Disability and Health) con il termine “facilitatori” si intendono: fattori personali fisici che aiutano la persona disabile ad attenuare le sue difficoltà. strumenti che devono essere appositamente realizzati in funzione della disabilità per aiutare le persone. fattori personali psichici che aiutano la persona disabile ad affrontare con più serenità la sua condizione. particolari categorie di persone che presentano specifiche competenze nel trattamento delle disabilità. fattori ambientali che, mediante la loro assenza o presenza, migliorano il funzionamento e riducono la disabilità.

Ai sensi del d.lgs. 59/2004, la scuola secondaria di primo grado è finalizzata, tra l'altro: all’approfondimento e al perfezionamento dell’utilizzo parlato e scritto della lingua italiana. alla valorizzazione delle capacità relazionali e di orientamento nello spazio e nel tempo. all'introduzione dello studio della lingua inglese. all'educazione ai principi fondamentali della convivenza civile. alla crescita delle capacità autonome di studio e al rafforzamento delle attitudini all'interazione sociale.

Le classi delle scuole secondarie di primo grado che accolgono alunni disabili, secondo le disposizioni della legge 517/1977, sono costituite con un massimo di: 18 alunni. 25 alunni. 20 alunni. 27 alunni. 23 alunni.

Brano 1 Leggere il brano e rispondere a ogni quesito solo in base alle informazioni contenute (esplicitamente o implicitamente) nel brano e non in base a quanto il candidato eventualmente conosca sull'argomento. Prendiamo in considerazione l'introduzione e lo sviluppo storico dei nuovi media nella scuola e nella didattica dei Paesi occidentali negli ultimi vent'anni, avendo l'avvertenza di considerare come questo processo che, per ragioni di sintesi, considereremo relativamente omogeneo non lo sia affatto. Se infatti, negli Stati Uniti, tale fenomeno ha preso avvio addirittura all'inizio degli anni Ottanta e ha avuto uno sviluppo rapido e un decisivo apporto dai progetti messi in campo dell'amministrazione Clinton, in Europa esso è stato più lento e disomogeneo. Cercheremo, perciò, di mettere in luce, ovviamente in maniera sintetica e senza pretese di esaustività, da un lato, quali modifiche ha comportato l'introduzione delle nuove tecnologie nell'esperienza della pratica didattica, dall'altro, come pedagogisti ed esperti di tecnologie didattiche hanno valutato tali trasformazioni. Prima di cominciare la nostra analisi è necessaria un'avvertenza: possiamo affermare che gli strumenti utilizzati in questi anni per l'introduzione nella didattica dell'Information Technology hanno sempre, o quasi sempre, seguito, anche se con un certo comprensibile ritardo, gli sviluppi della tecnologia; in altre parole la spinta, il drive del settore tecnologico ha condizionato in maniera pesante, anche a livello epistemologico, questo processo. A partire dagli anni Ottanta, si è assistito infatti, nei Paesi occidentali, al progressivo ingresso nelle scuole di PC, software didattici, Computer Based Training (CBT), ma questo ingresso spesso, soprattutto a livello istituzionale, non è stato messo a sistema in maniera efficace attraverso una consapevole riflessione sulle trasformazioni, sulle opportunità e sulle difficoltà che tale introduzione avrebbe comportato. Si è trattato quindi di un processo spesso non governato dai formatori o dalle istituzioni formative, ma dagli stessi produttori di tecnologia, portando con sé le ovvie distorsioni e i condizionamenti che un tale fenomeno può introdurre. [...] Una prima considerazione che sembra necessaria è quella di mettere ancora una volta in rilievo, anche se può sembrare pleonastico, come, mentre i media tradizionali presuppongono una fruizione passiva e intransitiva da parte del soggetto "in formazione", i nuovi media rendono possibile un uso attivo, interattivo e collaborativo dei contenuti. Chi utilizza tali tecnologie è sollecitato ad avere un approccio diverso alla conoscenza: non solo l'assorbimento di contenuti predeterminati o la loro elaborazione personale e isolata, ma la possibilità di scegliere percorsi individuali all'interno di "strade" molteplici (ipertesti), di cooperare nella creazione di elaborati (scrittura multimediale), di attivare modalità percettive multiple (multimedialità, realtà virtuale). (Da: P. Ferri, Teorie e tecniche dei nuovi media, Guerini Associati). Secondo l'autore del brano 1, l'introduzione dei nuovi media nella scuola in Occidente è condizionata in particolare: dalle istituzioni. dalla scrittura multimediale. da formatori ed educatori. dall'amministrazione Clinton. dal settore tecnologico.

Dal brano 1, si può dedurre che l'uso dei nuovi media nella scuola in Occidente: A) B) C) D) E). è avvenuto dagli inizi degli anni Ottanta in tutti i Paesi. è avvenuto dalla fine degli anni Ottanta in tutti i Paesi. ha avuto sviluppi simili e omogenei nei vari Paesi. ha avuto sviluppi diversi e non omogenei nei vari Paesi. è avvenuto grazie all'amministrazione Clinton sia in America sia in Europa.

Indicare quale, tra i seguenti abbinamenti, può essere accostato alla formazione tramite media tradizionali, come illustrato nel brano 1. Passiva – intransitiva. Attiva – interattiva. Passiva – collaborativa. Attiva – intransitiva. Collaborativa – intransitiva.

Secondo l'autore del brano 1, la possibilità di usare ipertesti permette: di personalizzare l'esperienza formativa, scegliendo metodi che permettono di attivare modalità percettive multiple. all'insegnante di scegliere "strade" individualizzate a seconda della consapevolezza del discente. di uniformare l'esperienza formativa, scegliendo un percorso singolo per un gruppo simile di soggetti in formazione. di personalizzare l'esperienza formativa, scegliendo metodi che permettono di cooperare nella stesura di elaborati. di personalizzare l'esperienza formativa, scegliendo percorsi differenti a seconda delle proprie inclinazioni.

Secondo il brano 1, quale può essere uno dei vantaggi della scrittura multimediale. L'elaborazione personale dei contenuti. L'elaborazione passiva dei contenuti. L'assorbimento autonomo dei contenuti. La scelta da parte del singolo individuo del percorso formativo. La cooperazione tra soggetti in formazione.

Stando al contenuto del brano 2, l'educazione negativa consiste prioritariamente nel: distrarre. preservare. insegnare. curare. addestrare.

Secondo l'autore del brano 2, il suo metodo educativo porterebbe l'allievo a essere: un uomo di paradossi. robusto, privo di intelletto e ben curato. un soggetto pieno di pregiudizi. privo di pregiudizi e di pessime abitudini. il più felice degli uomini.

L'autore del brano 2 ritiene particolarmente deleteri/e: A) B) C) D) E). le cure educative. i pregiudizi. le perdite di tempo. i paradossi. le assurdità.

"Non si tratta di guadagnare tempo, ma di perderne" è considerato/a dall'autore del brano 2: A) B) C) D) E). un'assurdità. un pregiudizio legato alle concezioni educative dell'epoca. una dissipazione da evitare. nessuna delle altre alternative è corretta. un'importante regola pedagogica.

Secondo l'autore del brano 2, qual è la "prima educazione"? A) B) C) D) E). Insegnare all'allievo a seguire solo il cuore, tralasciando la mente. Insegnare all'allievo in primis la virtù e la verità, cercando di tenerlo lontano dal vizio. Non insegnare alcunché all'allievo fino all'età di quindici anni. Insegnare all'allievo a perdere tempo divertendosi. Non insegnare all'allievo né la virtù, né la verità, ma tenerlo lontano dal vizio e dall'errore.

Secondo il brano 3, la madre ha insegnato alla narratrice, in merito ai difetti: A) B)C) D)E). a individuarli per eliminarli in modo definitivo. a riconoscerli, per nasconderli agli uomini. a individuarli e a usarli per ottenere dei giovamenti. a ignorarli, perché inutili. a riconoscerli per ribellarsi.

Secondo il brano 3, qual è l'anelito ingiustificato a cui la narratrice aspira? A) L'obbedienza B) C) D) E). L'obbedienza. La perseveranza. La gentilezza. L'amore. La ribellione.

. Secondo il brano 3, quando la narratrice ha infranto le regole tradizionali? A) B) C) D) E). Esclusivamente quando ha ricevuto il ventaglio segreto da Fiore di Neve. Mai: la narratrice non ha infranto alcuna regola. Quando ha usato per la prima volta il "nu shu" e quando ha incontrato Fiore di Neve. Quando ha ricevuto il ventaglio segreto e dopo aver incontrato Fiore di Neve. Tutte le volte che ha usato il "nu shu".

Secondo il brano 3 che cos'è il "Nu shu"? A) B) C) D) E). Un modo di pronunciare le parole sussurrando. Un tipo di affetto materno. Una pratica sconveniente. Un tipo di scrittura in codice, utilizzata solo dalle donne. La scrittura in codice che gli uomini utilizzano per comunicare con le donne.

Nel brano 3 come viene chiamato l'affetto materno caratterizzato da sofferenza e amore?. Teng shu. Teng ai C. Teng nu. Laotong. Nu shu.

In psicoanalisi, secondo l’autore del brano 4, cosa è necessario per l’interpretazione delle idee patologiche? A) B) C) D) i E). Idee che emergano durante l’autoosservazione. Una certa stanchezza. L’ipnosi. L’interpretazione dei sogni. Un profondo rilassamento.

Nel brano 4 in che cosa viene impiegata l’energia psichica durante lo stato riflessivo?. Nell’autoosservazione. Nel reprimere o rifiutare alcuni pensieri. Nel seguire lo svolgimento di pensieri creativi. Nella gestione di diversi processi psichici che si mettono in moto contemporaneamente. Nella gestione della mimica facciale.

Secondo il modello costruttivista: chi apprende è direttamente impegnato nella creazione di significati. la colpa del mancato apprendimento è esclusivamente dell'insegnante. l'apprendimento è passivo, costruito solo tramite le conoscenze trasmesse dall'insegnante. la colpa del mancato apprendimento è esclusivamente dello studente. l'enfasi è posta sull'insegnante e sulla sua visione del mondo.

Negli strumenti che usano la modalità sincrona, i partecipanti devono: appartenere alla stessa classe/gruppo di studio. essere coetanei. essere connessi in rete contemporaneamente. connettersi a orari diversi. trovarsi contemporaneamente nella stessa stanza.

Un bambino che sembra non avere fiducia e sicurezza verso la madre e tende a mostrarsi distaccato dal caregiver e poco interessato ai contatti affettivi con lui dimostra un attaccamento: indifferente. insicuro-disorganizzato. insicuro-resistente. sicuro. insicuro-evitante.

La distorsione valutativa denominata "effetto alone", porta il docente a valutare l'allievo sulla base: di alcune caratteristiche della classe, che sono considerate determinanti pur essendo poco pertinenti rispetto alla prova. delle modalità di insegnamento adottate. nessuna delle altre alternative è corretta. della distribuzione forzata dei risultati. di alcune caratteristiche dello studente che sono considerate determinanti pur essendo poco pertinenti rispetto alla prova (caratteristiche fisiche, abbigliamento, gesti, fare rumore ecc.).

Come si definisce in sociologia un comportamento che si discosta dalle norme sociali del gruppo di appartenenza?. Comportamento disagiato. Comportamento anticonformista. Comportamento ribelle. Comportamento conformista. Comportamento deviante.

. Max Weber si è occupato in particolare: A)i B) C)D) E). di religioni orientali. di filosofia e storia. di sociologia della religione e sociologia politica. solo di sociologia politica. solo di sociologia della religione.

Secondo Lev Semënovi Vygotskij, il linguaggio ha la funzione di regolare: solo il comportamento. la parte emozionale della mente umana. la parte logica della mente umana. solo il pensiero. il comportamento e il pensiero.

Quale tra questi ruoli prevede una comunicazione prevalentemente simmetric. Psicologo-paziente. Preside-alunno. Alunno-insegnante. Marito-moglie. Madre-bambino.

Per Bandura, le esperienze non troppo facili, in cui l'individuo deve perseverare anche di fronte agli insuccessi, che sono visti come occasione di costruzione e sfida, sono le esperienze di: autorità. padronanza. socialità. autoconsapevolezza. autorevolezza.

In quale Paese occidentale è prevalente la cosiddetta "sindrome del ritardo"?. In Italia. In Svezia. In Francia. In Gran Bretagna. In Spagna.

Lo stile educativo di tipo induttivo si basa: sul potere fisico e la prevaricazione sugli altri. sulla comprensione della situazione da parte del bambino e sull'empatia nei confronti degli altri. sulle minacce di punizioni. sulla sottrazione dell'affetto da parte del genitore. sull'uso di sanzioni espiatorie.

Secondo quale autore nelle esperienze formative le emozioni sono un fattore cruciale, perché possono agevolare oppure ostacolare l'apprendimento?. L. S. Vygotskij. K. Lewin. B. Bloom. J. Bruner. H. Gardner.

Quali sono gli autori che hanno stilato le tassonomie degli obiettivi più conosciute?. Benjamin Bloom; Johann Heinrich Pestalozzi; Joy Paul Guilford. Riccardo Massa; Robert Mills Gagné; Jean Piaget. Benjamin Bloom; Robert Mills Gagné; Jerome Bruner. Benjamin Bloom; Robert Mills Gagné; Joy Paul Guilford. Benjamin Bloom; Robert Mills Gagné; Jean Piaget.

Quale delle seguenti definizioni è più adatta per descrivere il concetto di "sovrastruttura" individuato da Karl Marx?. I rapporti economici di una società, che favoriscono la classe borghese. Il mondo delle idee attraverso cui un soggetto si rappresenta nella propria individualità. La cultura, i valori e le credenze della borghesia. I rapporti di produzione tra le classi sociali. Le idee religiose, filosofiche e politiche che hanno la funzione di rinforzare le classi e stabilizzare le strutture del dominio.

K. Lewin ha descritto diverse atmosfere educative all'interno della classe. Quando l'insegnante si limita a dare indicazioni e a rispondere alle richieste avanzate dagli alunni di volta in volta, ci si trova di fronte a uno stile: rifiutante. democratico. dogmatico. autoritario. permissivo.

Secondo J. Bruner, nelle esperienze formative le emozioni sono un fattore: cruciale, perché possono agevolare oppure ostacolare l'apprendimento. esterno, perché non riguardano affatto il processo di apprendimento. cruciale, da individuare e limitare per non compromettere il processo di apprendimento. cruciale, perché possono solo agevolare il processo di apprendimento, senza mai ostacolarlo. E) superfluo nel processo di apprendimento.

Quando lo stile induttivo si basa soprattutto sull'empatia, ha particolare importanza: la considerazione degli effetti del proprio comportamento su se stessi. la considerazione degli effetti del proprio comportamento sulle altre persone. la considerazione degli effetti del proprio comportamento solo sulla propria famiglia. ignorare gli effetti del proprio comportamento sugli altri. ignorare gli effetti del proprio comportamento su se stessi.

L'importante libro di H. Gardner, uscito nel 1983, "Formae mentis", rappresentò il manifesto di chi criticava: la teoria dell'intelligenza multipla. il metodo di insegnamento basato sulle punizioni. la teoria comportamentistica. il metodo di insegnamento basato sui rinforzi positivi. coloro che ritenevano l’intelligenza monolitica e misurabile tramite test standardizzati.

Sapersi mettere nei "panni" dell'altro per comprendere le sue richieste e i suoi bisogni è una capacità definita: problem solving. consapevolezza. ascolto attivo. empatia. comprensione.

L'intelligenza emotiva è intesa come l’abilità di: provare emozioni appropriate al contesto, senza condividerle con gli altri. usare le proprie emozioni per regolare i conflitti emergenti nell’interazione con l’altro. riconoscere e gestire le emozioni altrui al fine di risolvere i loro problemi. identificare le emozioni proprie e altrui, usarle nella soluzione di problemi e nella presa di decisione e nel gestirne e regolarne la manifestazione. usare le proprie emozioni per escludere l'altro.

Aiutare, collaborare, condividere le risorse, nell'ambito delle ricerche su empatia e intelligenza emotiva, vengono definiti comportamenti: emotivi. asociali. restrittivi. prosociali. competitivi.

Il tono di voce, i gesti, l'espressione del volto sono messaggi: non verbali. verbali. inutili. mentali. sia verbali sia non verbali.

In riferimento alla terapia centrata sulla persona di C. Rogers, le tre condizioni necessarie per una buona relazione d'aiuto sono: il saper giudicare, il saper osservare e il saper valutare. una buona motivazione, una buona capacità d'ascolto e la facilità nel comunicare. la generosità, la sincerità e la pazienza. l'empatia, l'accettazione positiva incondizionata dell'altro e l'autenticità. la sicurezza, la buona volontà e una buona autostima.

Quale tra le seguenti abilità NON è compresa tra le sette che formano l'intelligenza secondo la teoria di Thurstone?. Capacità logica. Velocità percettiva. Intelligenza emotiva. Capacità numerica. Fluidità verbale.

Secondo D. Goleman, la chiave per comprendere i sentimenti altrui risiede nella capacità di: comprendere i messaggi verbali. ignorare i messaggi non verbali, focalizzandosi esclusivamente sulla comunicazione verbale. leggere i messaggi propri della comunicazione non verbale. interpretare i messaggi verbali secondo le proprie concezioni. interpretare le emozioni negative, quali rabbia e odio.

Cosa si intende per "pensiero divergente"?. Il pensiero caratterizzato da tendenze distruttive, ma geniali. La tendenza opposta al pensiero creativo. Nessuna delle altre alternative è corretta. La capacità di produrre una serie di soluzioni per un dato problema: tale capacità è relazionata al pensiero creativo. La capacità di convergere sull'unica risposta accettabile.

Nell'ambito degli studi sulla creatività, E. De Bono contrappone il ragionamento logico al pensiero: laterale. convergente. divergente. analitico. oggettivo.

La "creatività" può essere definita come un modo di pensare: matematico ed egocentrico, basato sulla logica. che esclude a priori gli schemi esistenti basandosi sul metodo logico-matematico. che implica l'uniformarsi al sentire comune. che non comprende originalità e fluidità, ma si basa sugli schemi esistenti. che implica originalità e fluidità e che rompe con gli schemi prestabiliti introducendo qualcosa di nuovo.

Nelle tecniche di gruppo per stimolare nuove idee e risolvere problemi, l'uso della "falsa regola" è un metodo che sollecita: la creatività. la memoria. l'autorità. l'apprendimento nozionistico. la standardizzazione.

Quale tra le seguenti tecniche o metodologie ha più probabilità di suscitare il pensiero divergente?. Task analysis. Shaping. Problem solving. Concatenamento. Modelling.

"Luogo fisico e mentale che pone il soggetto al centro dell'apprendimento". è la definizione di quale strumento didattico?. La biblioteca. Il sussidio audiovisivo. Il laboratorio. La LIM. Il libro di testo.

Quale delle seguenti affermazioni è vera rispetto alla creatività per J. Piaget?. Il processo creativo si origina durante lo stadio simbolico e si esplicita nel periodo operatorio. Il processo creativo ha luogo solo durante lo stadio senso-motorio. La creatività, per esprimersi, ha bisogno esclusivamente dell’intelligenza tipica del periodo post-operatorio. La creatività si origina solo nel periodo in cui il bambino scopre il gioco simbolico. La maturazione delle strutture cerebrali deputate al funzionamento cognitivo non è una condizione necessaria per la creatività.

C. Rogers, per indicare il ruolo ricoperto dall'insegnante nei confronti dell'allievo, lo definisce: leader. controllore dell'apprendimento. ostacolo per l'apprendimento. neutro, nel processo di apprendimento. facilitatore dell'apprendimento.

Rispondendo alla domanda: "Qual è la capitale degli Stati Uniti?", secondo J.P. Guilford, entra in campo il pensiero: divergente. soggettivo. assoluto. intuitivo. convergente.

J. Bruner, nei suoi studi sulla creatività, parla di pensiero: divergente. paradigmatico e narrativo. laterale. fantastico. matematico.

Quando sono state abolite le classi speciali nella Scuola Italiana?. Nel 2004. Nel 2012. Sono ancora presenti nella Scuola Italiana. Negli anni Settanta del secolo scorso. Nel 2000.

In base alla Circolare ministeriale n. 8 del 6 marzo 2013, il "Piano Didattico Personalizzato" deve essere inteso come: il documento fondamentale costitutivo dell'identità culturale e progettuale delle istituzioni scolastiche. il percorso individualizzato e personalizzato a carattere principalmente didatticostrumentale. il documento che enuclea i principi e i comportamenti che scuola, famiglia e alunni condividono e si impegnano a rispettare. lo strumento in cui si potranno includere progettazioni didattico-educative calibrate sui livelli minimi attesi per le competenze in uscita. l’esplicitazione di strumenti compensativi e dispensativi per gli alunni con DSA.

Scegliere le lettere corrette in base alla legge 8 ottobre 2010, n. 170. Agli studenti con diagnosi di DSA sono garantite adeguate forme di verifica e di valutazione per quanto concerne gli esami: a) di Stato; b) di ammissione all'università; c) universitari. Solo a) e b). Solo a). Solo b) e c). Sia a) sia b) sia c). Solo c).

A norma del d.P.R. 275/1999, il piano triennale dell’offerta formativa costituisce: il regolamento delle singole istituzioni scolastiche che individua i comportamenti che configurano mancanze disciplinari con riferimento ai doveri elencati nell'articolo 3 del d.P.R. 249/1998. il documento che definisce in maniera dettagliata e condivisa diritti e doveri nel rapporto tra istituzione scolastica autonoma, studenti e famiglie. il documento fondamentale costitutivo dell'identità culturale e progettuale delle istituzioni scolastiche. il documento che definisce i rapporti tra l’istituto scolastico e le diverse realtà istituzionali, culturali, sociali ed economiche operanti nel territorio. il documento fondamentale elaborato dal consiglio d'istituto e approvato dal collegio dei docenti.

A norma del d.P.R. 89/2009, l’orario annuale obbligatorio delle lezioni nella scuola secondaria di primo grado è di complessive: 850 ore. 990 ore. 890 ore. 910 ore. 700 ore.

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