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Organizzazione aziendale da 78 a 80

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Titolo del test:
Organizzazione aziendale da 78 a 80

Descrizione:
Organizzazione aziendale e gestione del Conflitto e Potere Organizzativo

Data di creazione: 2026/03/29

Categoria: Altri

Numero di domande: 12

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Contenuto:

Quali sono i modi attraverso i quali decidiamo di affrontare i vari conflitti?. Forzatura, confronto o collaborazione, compromesso, accomodanza o compiacenza, abbandono o elusione. Conflitto latente, conflitto vissuto, conflitto percepito, conflitto manifesto, strascichi del conflitto. Controllo sulle risorse, controllo sulle informazioni, non sostituibilità, centralità, potere non invasivo. Interdipendenza, differenze di obiettivi e priorità, costi di performance incompatibili, fattori burocratici, competizione per risorse limitate.

Quali sono le fasi di gestione della mediazione secondo Bremer?. Fase preliminare, colloquio, chiarimento del conflitto, soluzione al problema e accordo. Riunione, colloquio, soluzione e sua attuazione, accordo. Fase preliminare, colloquio, fase di attuazione. Introduzione, ascolto delle parti, chiarimento, soluzione e accordo.

Quali sono le soft skills di cui dev'essere dotato il conflict manager?. Affidabilità, ascolto attivo, problem solving e decision making. Tutte e tre le risposte sono corrette. Empatia, capacità di dare e ricevere fiducia, imparzialità, flessibilità, comunicatività, ascolto attivo, problem solving. Intelligenza emotiva, empatica, etica e logica.

Quali di queste modalità di gestione del conflitto è più idonea a farlo diventare un'occasione dialettica?. La teoria della recognition (Bush e Folger). L'introduzione del Conflict Manager. Il meccanismo della politica e del potere organizzativi. La teoria della mediazione (Besemer).

Quali possono essere i modi attraverso i quali decidiamo di affrontare i vari conflitti?. I modi migliori per affrontare i conflitti sono chiamare in causa una terza persona per negoziare e moderare la disputa oppure cambiare le persone o ancora formarle a comprendere il punto di vista dell'altro. I modi con cui affrontare i conflitti sono l'assertività, la mediazione, l'affermazione (forzatura), l'accomodanza e l'abbandono. Gli elementi su cui possiamo intervenire sono La collaborazione o il confronto, la forzatura, il compromesso, la compiacenza o l'elusione. I modo per affrontare il conflitto è stabilire un sistema di procedure che consenta alle parti di rendere note le proprie lamentele, ascoltare il punto di vista degli altri e cercare di mediarle.

Perchè si afferma che il conflitto e il potere sono intimamente collegati?. Perchè quando la posta in gioco è abbastanza importante, le persone usano il proprio potere per influenzare chi decide e ottenere dei risultati a proprio favore. Perchè il conflitto è causato dall'esistenza stessa di gruppi o individui che devono collaborare per raggiungere gli obiettivi ma al contempo competere per le risorse con priorità diverse. Perchè il potere è determinante in tutte le decisioni che risolvono un conflitto. Perchè quando si confligge per difendere il proprio interesse, le persone e i gruppi cercano di influenzare il processo decisionale e ciò dipende dal prorpio potere.

Perchè nel caso Rai la scelta della struttura divisionale per prodotto non è stata ottimale?. Perchè la natura delle interdipendenze avrebbe dovuto far scegliere una struttura funzionale. Peerchè è stata applicata la stessa divisionalizzazione di quella per la Divisione radiofonica, che però ha un un prodotto specifico, creando inefficacia. Perchè non hanno colto la natura delle interdipendenze e non hanno valorizzato i pagamenti inter divisionali creando inefficienze. Perchè la divisone non si sarebbe dovuta fare per prodotto ma per target trattandosi di programmi televisivi.

Qual è la terza fase della mediazione secondo Besemer?. È la verifica dell'accordo e la sua eventuale modifica, in cui le parti si devono ritrovare per chiarire se l'accordo ha realmente risolto i problemi oppure se è necessaria un'eventuale e un'ulteriore trattativa. E' il chiarimento del conflitto, in cui è importante parlare di ciò che è rilevante in modo da non tralasciare nessun tipo di aspetto. E' la fase in cui il mediatore deve aiutare le parti a chiarirsi, cercando di spostare la comunicazione sempre più verso un contatto diretto tra le parti. E' la fase in cui si espongono i punti di vista di ogni contendente, si promuove un ascolto attivo e, ove necessario, un intervento di chiarimento da parte del mediatore.

Come può avvenire la gestione del conflitto?. Attraverso la negoziazione, la mediazione o l'arbitrato. Solo attraverso l'intervento di un superiore gerarchico. Tramite la consultazione con esperti esterni. Mediante l'evitamento del confronto.

Si scelga un caso aziendale (presentato nelle lezioni del corso) e indichi quali sono le autorità, la gerarchia e/o lo stile di direzione. Esempio di caso aziendale: Apple. Autorità: Steve Jobs (fondatore e CEO). Gerarchia: Molto piatta inizialmente, poi più strutturata. Stile di direzione: Visionario, esigente, orientato al prodotto. Esempio di caso aziendale: Fiat. Autorità: Agnelli. Gerarchia: Tradizionale e gerarchica. Stile di direzione: Autocratico. Esempio di caso aziendale: Google. Autorità: Larry Page e Sergey Brin. Gerarchia: A 'silos' con team autonomi. Stile di direzione: Collaborativo e basato su meritocrazia. Tutte le risposte precedenti sono esempi validi.

Quali sono le principali modalità di gestione del conflitto e qual è la più idonea a farlo diventare un'occasione dialettica?. Le modalità sono: forzatura, accomodanza, compromesso, collaborazione e evitamento. La più idonea è la collaborazione. Le modalità sono: negoziazione, mediazione e arbitrato. La più idonea è la mediazione. Le modalità sono: imposizione, evitamento, compromesso, accomodamento e problem solving. La più idonea è il problem solving. Le modalità sono: confronto, competizione, compromesso, accomodamento, evitamento. La più idonea è il confronto.

Qual è il ruolo della politica organizzativa nei processi di un'organizzazione?. La politica organizzativa riveste un ruolo molto rilevante dei processi decisionali poiché tende a riequilibrare i poteri e quindi favorisce l'ascolto tra pareri opposti e il confronto tra le diverse versioni e soluzioni. La politica organizzativa ha un ruolo primario nell'organizzazione perchè fa parte integrante del decision making. La politica organizzativa riveste un ruolo molto rilevante dei processi decisionali poiché tende a riequilibrare i poteri e quindi favorisce l'ascolto tra pareri opposti e il confronto tra le diverse versioni e soluzioni e a promuovere l'innovazione. La politica organizzativa ha un ruolo determinante negli accordi e compromessi fra diverse persone, anche pur riconoscendo che non siano la scelta «migliore»;.

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