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TEST OCCITANO ANTICO

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Titolo del test:
TEST OCCITANO ANTICO

Descrizione:
LEZ 70-72 + F.p

Data di creazione: 2026/03/02

Categoria: Università

Numero di domande: 33

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Contenuto:

01. Quale delle seguenti affermazioni è falsa?. Il complemento d'agente e di causa efficiente in occitano è introdotto dalla prep. «da» analogamente a quanto succede in italiano. L'occitano «Be·m parra jois» significa letteralmente 'Ben mi apparirà gioia'. Il verso «Ben tenc lo Senhor per verai» significa letteralmente 'Ben (ri)tengo il Signore per verace'. In occitano, «drutz» può avere il significato di 'amante', 'amico'.

02. Quale delle seguenti affermazioni non è corretta?. In occitano antico «amor» è femminile, come tutti i continuatori dei nomi della III declinazione latina uscenti in -OR, -ORIS. In occitano antico il verbo «remembrar» è impersonale. Il verso «m’es belhs dous chans» significa letteralmente ‘mi è bello dolce canto’. Il verso occitano «Lanquan li jorn son lonc en mai» significa 'quando i giorni sono lontani in maggio.

03.Quale delle seguenti affermazioni è corretta?. L'occitano «assatz» significa letteralmente ‘assaggio’, 'esempio'. L'occitano «chaitius» deriva dal lat. «captivus», che significava originariamente ‘infelice’ ‘sventurato’, ‘misero’. L'occitano «gensor» deriva dal superlativo latino «*genĭtĭorem». Nel verso occitano «Ja mais d’amor no·m jauzirai», «no·m jauzirai» significa letteralmente ‘non mi godrò’.

04.Quale delle seguenti affermazioni contiene delle inesattezze?. In occitano antico, amor, come tutti i continuatori dei nomi della III declinazione latina uscenti in -or, -ōris, è femminile. In occitano il termine drutz poteva assumere il valore di ‘amante’, ‘amico’. L'occitano gensor significa 'più nobile' e deriva dal latino *genĭtĭorem, comparativo di maggioranza del participio passato genĭtus ‘nato’. Il complemento d’agente e di causa efficiente in occitano è introdotto dalla preposizione da, analogamente a quanto succede in italiano.

05.Quale delle seguenti affermazioni è falsa?. Uno dei motivi centrali della poesia di Jaufre Rudel è quello dell'"amor de lonh" o "amor de terra lonhdana". Secondo l'antica "vida", Jaufre Rudel sarebbe morto in mare prima di raggiungere la sua amata, la contessa di Tripoli. Secondo l'antica "vida", Jaufre Rudel si sarebbe innamorato della contessa di Tripoli senza vederla. I moderni inclinano a interpretare l'"amor de lonh" di Jaufre Rudel come una metafora del "paradosso amoroso" su cui si fonda l'amore cortese.

06. Quale delle seguenti affermazioni contiene delle inesattezze?. Sul significato letterale del sintagma 'amor de lonh' non c’è accordo. I critici moderni inclinano a interpretare l'amore de lonh come una metafora del “paradosso amoroso” su cui si fonda l’amore cortese. Gli antichi biografi hanno proposto una lettura del motivo dell'amor de lonh in chiave allegorica. Gli antichi biografi hanno visto nell'amor de lonh l’allusione a una reale lontananza dell’amata.

F.p. La canzon Lanquan li jorn son long en mai contiene un'insistita ripetizione dell'idea: amor de lonh (lett.amore di/da lontano’) o amor de terra lonhdana (lett. ‘amore di/da terra lontana’). rimanda all'amore cortese. rimanda al Dolce Stil Novo.

01.71 In occitano antico. si ha la palatalizzazione di /k g/ davanti alle vocali anteriori e, in alcune zone, anche davanti ad /a/. si ha la palatalizzazione di /k g/ sia davanti alle vocali anteriori sia davanti ad /a/. si ha la palatalizzazione di /k g/ solo davanti ad /a/. si ha la palatalizzazione di /k g/ solo davanti alle vocali anteriori.

02.Il passaggio a palatale dell'occlusiva velare sorda e sonora che si trova prima di /a/. si produce in tutto il dominio occitano, ma solo in alcuni contesti particolari. è un fenomeno del tutto assente nel dominio occitano. è un fenomeno che si produce solo nelle varietà del Sud del dominio occitano. è un fenomeno che si produce solo nelle varietà del Nord del dominio occitano.

03. Quale delle seguenti affermazioni è corretta?. La forma trobaire deriva da *TROPATOREM. Il fenomeno della "n mobile" si riferisce a casi di caduta di /n/ intervocalica. Nelle varietà moderne, la /n/ finale è caduta in tutto il dominio occitanico. Caratteristico dell’occitano è il passaggio dei nessi latini T/D + R a [i̯r].

04. Quale delle seguenti affermazioni è falsa?. In occitano antico, nell’evoluzione di yod (= [j]) e dei nessi di «consonante + yod», abbiamo spesso esiti diversi a seconda del contesto. In occitano antico, le vocali /i/ e /u/ finali si possono trovare in posizione finale quando formano un dittongo con la vocale precedente. In occitano antico, quando, a causa della caduta della vocale finale, si formano dei nessi consonantici che necessitano di un appoggio vocalico, si sviluppa una /e/ epitetica. In occitano antico, le sillabe finali che si trovano dopo la sillaba tonica, subiscono lo stesso trattamento delle sillabe interne.

05. Quale delle seguenti affermazioni è falsa?. Nell’occitano antico la dittongazione poteva essere innescata anche dalla presenza di una /i/ finale (dittongamento metafonetico). I dittonghi discendenti dell’occitano antico sono il risultato di un processo di evoluzione condizionata. Un elemento che distingue l’occitano antico dalla maggior parte delle lingue romanze è la conservazione del dittongo latino AU. In occitano, il dittongo [au̯] si è sviluppato anche dall’evoluzione di AL- davanti a consonante alveolare (/t d s/).

06. L’occitano antico. conserva lo schema del vocalismo tonico del latino classico, basato su sette fonemi vocalici. conserva lo schema del vocalismo tonico del latino classico, basato su sette fonemi vocalici. conserva lo schema del vocalismo tonico del latino volgare, basato su sette fonemi vocalici. conserva lo schema del vocalismo tonico del latino volgare, basato su dieci fonemi vocalici.

07.La palatalizzazione di /k g/ davanti ad /a/. non si verifica mai nel dominio occitanico. si verifica nel dominio occitanico solo in alcuni contesti particolari. si verifica soltanto nel dominio occitanico settentrionale. si verifica soltanto nel dominio occitanico meridionale.

08. In occitano antico. cadono tutte le vocali finali atone. cadono tutte le vocali finali atone diverse da -A e da -O. cadono tutte le vocali finali atone diverse da -A. cadono tutte le vocali finali atone diverse da -A e da -E.

09.In occitano antico. non esiste la dittongazione spontanea: i dittonghi ascendenti sono il risultato di un processo di evoluzione condizionata. esiste la dittongazione spontanea, ma alcuni dittonghi ascendenti sono il risultato di un processo di evoluzione condizionata. non esiste né la dittongazione spontanea, né quella condizionata. esiste la dittongazione spontanea come nelle altre lingue romanze.

10.Quale delle seguenti affermazioni è falsa?. L'occ. «iratz», dal lat. IRATUS, può avere il valore di 'triste' accanto a quello di 'adirato'. In occitano antico, «amor», come tutti i continuatori dei nomi della III declinazione latina uscenti in -or, -ōris, è femminile. L'occ. «chaitius» deriva dal lat. CAPTIVUS che significava originariamente 'cattivo, crudele'. L'occitano «gensor» deriva dal latino *GENĬTĬOREM, comparativo di maggioranza del participio passato GENĬTUS ‘nato'.

11.Le forme «jois» e «gaug». sono allotropi: il secondo è un prestito dal francese, il primo è il regolare sviluppo occitanico del latino GAUDIUM. sono allomorfi: il primo è un prestito dal francese, il secondo è il regolare sviluppo occitanico del latino GAUDIUM. sono allomorfi: il secondo è un prestito dal francese, il primo è il regolare sviluppo occitanico del latino GAUDIUM. sono allotropi: il primo è un prestito dal francese, il secondo è il regolare sviluppo occitanico del latino GAUDIUM.

01. In occitano antico, la declinazione si fonda sulla distinzione. tra un Caso Obliquo e un Caso Genitivo-Dativo. tra un Caso Soggetto e un caso Obliquo. tra un Caso Soggetto e un Caso Genitivo-Dativo. tra un Caso Soggetto, un caso Obliquo e un Caso Genitivo-Dativo.

02. In occitano antico, i maschili del Tipo III. continuano gli “imparisillabi” della III declinazione latina che non hanno esteso -ĭs al nominativo. presentano due allomorfi, uno derivato dal genitivo e uno derivato dall’accusativo latino. presentano l'accento sulla radice al Caso Obliquo e l'accento sul suffisso al Caso Soggetto. presentano due allomorfi differenziati per la forma ma non per la posizione dell’accento.

03. Nel verso occitano «Iratz e jauzens m'en partrai», abbiamo la proclisi dei pronomi clitici («m'en»). perché nella frase il verbo si trova in posizione iniziale. perché il verbo è di modo finito. perché almeno un sintagma si trova in posizione preverbale. perché nessun sintagma si trova in posizione postverbale.

04.Quale delle seguenti affermazioni non è corretta?. In occitano, come in gran parte delle lingue romanze, il futuro deriva dalla perifrasi «infinito + ind. pres. di habĕo». In occitano, l’articolo definito presenta la distinzione di caso soltanto al maschile plurale. In occitano, i nomi come paire e fraire presentano due allomorfi, uno derivato dal nominativo e uno derivato dall’accusativo latino. In occitano, abbiamo perfetti deboli, in cui l’accento cade sempre sulla desinenza verbale, e perfetti forti, in cui l’accento cade sulla radice verbale alla I, III persona.

05. Nelle varietà occitane medievali, il sistema bicasuale si fonda sulla distinzione. tra un Caso Soggetto e un Caso Genitivo-Dativo. tra un Caso Vocativo e un Caso Genitivo-Dativo. tra un Caso Obliquo e un Caso Soggetto (o Caso Nominativo). tra un Caso Vocativo e un Caso Obliquo.

06. Nelle varietà occitane medievali, i nomi di genere femminile che risalgono alla I declinazione latina. non presentano una distinzione morfologica tra singolare e plurale, ma solo tra Caso Soggetto e Caso Obliquo. presentano sia una distinzione morfologica tra singolare e plurale, sia una distinzione morfologica tra Caso Soggetto e Caso Obliquo. presentano una distinzione morfologica tra singolare e plurale, ma non tra Caso Soggetto e Caso Obliquo. presentano una distinzione morfologica tra Caso Soggetto e Caso Obliquo al singolare, ma non al plurale.

07.Quale delle seguenti affermazioni non è corretta?. In occitano antico, l’articolo definito presenta la distinzione di caso soltanto al maschile plurale. In occitano antico, i nomi femminili del Tipo I non presentano una distinzione di caso, ma solo di numero. In occitano antico, i nomi femminili derivati dalla III declinazione latina presentano generalmente la distinzione di caso al singolare, ma non al plurale. In occitano antico, nella declinazione dell'articolo maschile singolare il Caso Soggetto «le» si oppone al caso obliquo «lo».

08.In occitano antico, il tipo II dei maschili. include i nomi che presentano l'alternanza tra radici uscenti in «cons. + er» e radici in «cons. + r». include i nomi che al Caso Soggetto singolare escono in -e. include i nomi che presentano l'alternanza tra l'uscita in -es e l'uscita in -e. include i nomi che al Caso Soggetto singolare escono in -es.

09. Quale delle seguenti affermazioni non è corretta?. La corrispondenza tra i casi dell’occitano antico e quelli del latino è ben visibile nei nomi che risalgono alla III declinazione latina. I nomi maschili che discendono dai “parisillabi” della III declinazione latina si assimilano in genere ai nomi derivati dalla II declinazione latina. Alcune forme di maschili del I Tipo presentano al Caso Soggetto singolare e al Caso Obliquo plurale una -s che non era presente nell’etimo latino. Il Caso Obliquo può fungere anche da dativo o da genitivo senza bisogno di preposizione.

10. In occitano antico, il Tipo I dei maschili si caratterizza per il fatto che. il Caso Obliquo singolare coincide con il Caso Obliquo plurale. il Caso Obliquo plurale coincide con il Caso Soggetto plurale. il Caso Soggetto singolare coincide con il Caso Soggetto plurale. il Caso Obliquo singolare coincide con il Caso Soggetto plurale.

11.Quale delle seguenti affermazioni è falsa?. In occitano, nei perfetti forti l'accento cade sempre sulla desinenza verbale. In occitano, come in francese antico, nel paradigma del verbo 'essere' si conservano alcune forme che continuano regolarmente il futuro latino. In occitano, come in gran parte delle lingue romanze, il futuro deriva dalla perifrasi «infinito + ind. pres. di HABEO». Come in italiano e nelle altre lingue romanze, l'occitano riduce a tre le quattro coniugazioni latine.

12. In antico occitano, i nomi femminili derivati dalla I declinazione latina. presentano una distinzione di caso sia al singolare, sia al plurale. non presentano una distinzione di numero, ma solo di caso. non presentano una distinzione di caso, ma solo di numero. presentano una distinzione di caso al singolare, ma non al plurale.

F.P In occitano antico, non presentano una distinzione di caso, ma solo di numero. i femminili del II tipo. i maschili del II tipo. i femminili del I tipo. i maschili del III tipo.

f.p Quale delle seguenti affermazioni è corretta. In Occitano la forma er 'sarà' rappresenta la regolare continuazione del latino ERIT. In Occitano nei perfetti deboli l'accento cade sulla radice alla I e III singolare e all III plurale. In Occitano il futuro deriva dalla perifrasi <<infinito + indi. pres. di HABEBAM>>. Come in altre lingue romanze, l'occitano riduce a quattro le cinque coniugazioni latine.

f.p In antico occitano , i nomi femminili derivati dalla III declinazione latina (flors, amors). presentano una distinzione di caso al plurale, ma non al singolare. presentano una distinzione di caso sia al singolare, sia al plurale. presentano una distinsione di caso al singolare, ma non al plurale. non presentano una distinsione di caso nè al singolare, nè al plurale.

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