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Metodologia Pasca corretto 10-14

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Titolo del test:
Metodologia Pasca corretto 10-14

Descrizione:
Metodologia pasca corretta

Data di creazione: 2026/03/02

Categoria: Università

Numero di domande: 33

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Le due ipotesi statistiche. Possono essere vere contemporaneamente. Devono essere entrambe respinte. Devono essere entrambe confermate. Si escludono reciprocamente, o è vera l’una o è vera l’altra.

L’ipotesi di ricerca dev’essere. Vera. Operazionalizzata. Confermata a priori. Falsa.

È una congettura che il ricercatore intende verificare sulle relazioni causali tra le variabili, espressa tramite un’affermazione condizionale. L’ipotesi di ricerca. L’ipotesi statistica. La domanda di ricerca. Un modello teorico generale.

Che cosa si intende per operazioni convergenti?. L’uso esclusivo di dati fisiologici per confermare una costrutto psicologico. L’applicazione della stessa scala a gruppi differenti di soggetti. L’uso di diverse definizioni operative e strumenti di misura per studiare lo stesso fenomeno, così da aumentarne la validità. La ripetizione di un esperimento fino ad avere risultati coerenti.

Quando un’ipotesi di ricerca viene tradotta in rappresentazione matematica e poi un’ipotesi statistica che cosa accade?. Si passa dalla annotazione latina (campione) alla notazione greca (popolazione). Si eliminano le variabili indipendenti e rimane solo la variabile dipendente. Si traduce l’ipotesi in un grafico descrittivo senza implicazioni statistiche. Si sostituisce la variabile dipendente con un coefficiente costante.

Quale tra i seguenti è un limite tipico di PubMed?. Non contiene articoli in ambito biomedico o psicologico. È accessibile solo tramite login universitario. Non sempre garantisce accesso gratuito al full-text degli articoli. Non offre filtri per tipo di studio o lingua.

Qual è un rischio nell’utilizzare archivi open Access o piattaforme come research Gate?. Offrono solo capitoli di libri e non articoli scientifici. Raccolgono esclusivamente testi già pubblicati su riviste cartacee. I preprint e i lavori caricati possono non aver superato la review, quindi la qualità non è sempre garantita. Non permettono mai l’accesso libero agli articoli.

Cosa occorre fare per evitare che una ricerca bibliografica diventi dispersiva o produca risultati irrilevanti?. Scegliere casualmente articoli tra i primi risultati trovati. Mantenere sempre la stessa parola chiave. Usare parole quanto più generiche possibile e di ampio significato. Affinare le parole chiave, selezionandole con precisione e aggiornandole durante la ricerca.

Che cosa caratterizza gli archivi open Access come PsyArXiv o DOAJ?. Mettono a disposizione articoli preprint scientifici ad accesso libero , consultabili senza barriere. Offrono solo dati statistici grezzi senza testi. Contengono solo materiali già sottoposti a peer review. Raccolgono esclusivamente tesi di laurea.

Quale vantaggio principale offre il polo bibliotecario multimediale di Ateneo?. Contiene solo libri cartacei digitalizzati. Consente accesso gratuito tramite credenziali universitarie, numerosi database e articoli full-text. È utilizzabile senza login. Offre articoli solo in formato abstract.

Quale caratteristica rende PubMed particolarmente autorevole?. Ha un’interfaccia identica a Google scholar. È accessibile solo tramite abbonamento universitario. Si basa su MEDLINE, una delle banche dati più prestigiosi in ambito biomedico e psicologico. Contiene esclusivamente riviste ad accesso libero.

Qual è un vantaggio specifico di Google Scholar?. Contiene solo articoli peer-reviewed. Garantisce sempre accesso gratuito al full-text degli articoli. Offre un’interfaccia intuitiva e accessibile con ampia copertura disciplinare. Permette filtri avanzati per tipo di popolazione lingua.

Qual è la prima tappa di una ricerca bibliografica ben condotta?. L’esclusione degli articoli non pertinenti. La scelta della banca dati. La definizione dell’argomento. L’uso degli operatori booleani.

Qual è un limite principale di Google scholar rispetto a banche dati come PsycINFO o PsycARTICLES?. Permette di cercare solo articoli di psicologia clinica. Non filtra automaticamente per qualità e può includere materiali non revisionati. Non consente di esportare citazioni o visualizzare i riferimenti. È accessibile solo tramite abbonamento universitario.

Che cosa caratterizza un disegno quasi-sperimentale?. Non considero le variabili dipendenti. Non prevede variabili indipendenti. Manca il pieno controllo, ad esempio l’assegnazione casuale dei soggetti ai gruppi. Non formula ipotesi di ricerca.

Qualsiasi caratteristica (fisica o psichica) del soggetto che può assumere valori diversi in un dato intervallo o che varia da individuo a individuo è: Un tratto. Una variabile. Un atteggiamento. Una costante.

Come vengono trattate le variabili indipendenti negli studi sperimentali?. Sono osservate senza possibilità di intervento. Sono irrilevanti per la pianificazione della ricerca. Sono sempre definiti dai partecipanti. Sono manipolate dallo sperimentatore.

Quale disegno è indicato per studiare i nessi di causa-effetto?. La metanalisi. Il disegno sperimentale. Il disegno osservazionale. Lo studio su caso singolo.

In cosa differiscono campionamento e assegnazione?. Sono sinonimi. Il campionamento seleziona i partecipanti, l’assegnazione li distribuisce nei gruppi. Il campionamento avviene dopo l’assegnazione. L’assegnazione definisce chi entra nel campione.

Chi ha proposto la teoria della misurazione?. Likert. Thurstone. Stevens. Skinner.

Quali tipi di variabili possono essere distinte sulla base della scala utilizzata per la misurazione?. Discrete, continue, categoriali. Nominali, categoriale, ordinale. Ordinale, a intervalli equivalenti, a rapporti equivalenti. Nominale, ordinale, a intervalli equivalenti, a rapporti equivalenti.

Si può trasformare una variabile in una di livello più basso?. Solo in condizioni sperimentali controllate. Sì, ma non è vero il contrario. Sì, ed è vero anche il contrario. No.

Qual è la differenza tra una variabile e una costante?. La variabile riguarda i soggetti, la la costante gli strumenti. La variabile descrive categorie, la costante solo numeri. La variabile si usa nei testi psicologici, la costante solo in fisica. La variabile può assumere valore diversi, la costante rimane invariata.

Nelle variabili ordinali, quale informazioni è disponibili?. La distinzione tra categorie, ma non l’ordine. I rapporti proporzionali tra i valori. L’ordine tra le modalità. La possibilità di stabilire uno zero assoluto.

Qual’e la caratteristica principale delle variabili nominali ?. Consentono di stabilire l’ordine tra le categorie. Permettono solo di classificare in categorie distinte. Usano sempre valore numerici con intervalli costanti. Permettono di calcolare i rapporti e proporzioni.

Quale proprietà aggiungono le variabili ordinali rispetto a quelle nominali?. Consentono di stabilire un ordine tra le modalità. Permettono di esprimere i rapporti proporzionali tra i valori. Definiscono uno zero assoluto. Consentono tutte le operazioni matematiche.

Quali limite caratterizza le variabili a intervalli equivalenti?. Non è possibile stabilire differenze costanti tra i valori. Lo zero è relativo e non indica l’assenza della proprietà misurata. Lo zero corrisponde sempre all’assenza totale della proprietà. Non è possibile assegnare i numeri alle modalità.

Che cosa distingue le variabili a rapporti equivalenti dalle altre scale?. Consentono solo la classificazione in categorie. Non ammettono trasformazioni matematiche di alcun tipo. Permettono solo addizione e sottrazione, ma non rapporti. Hanno un zero assoluto e consentono tutte le operazioni matematiche, inclusi i rapporti proporzionali.

Quale tra i seguenti esempi rappresenta correttamente la relazione tra variabili latenti e manifeste?. Il peso corporeo (latente) misurato da una bilancia (manifesta). La qualità del sonno (manifesta) dedotta dall’età dei soggetti (latente). Il numero di figli (latente) ricavato da un censimento (manifesta). L’estroversione (latente) stimata attraverso item di un questionario sulle preferenze sociali (manifeste).

Che cosa caratterizzano una variabile latente rispetto a una variabile manifesta?. La latente è sempre misurabile con un singolo item. La latente non è direttamente osservabile e viene stimata tramite variabili manifeste. La latente descrive solo dati quantitativi, la manifesta solo qualitativi. Latente si riferisce a errori casuali, la manifesta a errori sistematici.

In base all’errore che si compie nella misurazione, le variabili sono distinte in: Variabili che inducono errori casuali e variabili che inducono errori sistematici. Variabili attendibili e variabili non attendibili. Variabili che inducono errori e variabili che non li inducono. Precise e imprecise.

Variabile non controllata che covaria con la variabile indipendente ma è estranea a essa e deriva solitamente da artefatti nelle procedure di ricerca. Variabile spuria. Mediatore. Variabile confusa. Variabile confondente.

In base al livello di precisione nella misurazione, le variabili sono distinte in: Variabili continue e discrete. Variabili semplici e complesse. Variabili ad alta e bassa costrizione. Variabili indipendenti e dipendente.

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