Linguistica Italiana
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Titolo del test:
![]() Linguistica Italiana Descrizione: Murru 12CFU lezioni 1-47 |



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i fonemi sono. i foni dotati di valore distintivo. l'unità di analisi della fonetica. in generale, i suoni prodotti dall'apparato fonatorio. lo stesso che foni. Nella produzione dei suoni, la vibrazione delle corde vocali dà luogo. alle laterali. alle approssimanti. a nessuna distinzione. alla distinzione sorde/sonore. quale di queste coppie è composta da una sorda e una sonora?. /b d/. /p t/. /p b/. /f p/. /r/ è una: approssimante. nasale. laterale. vibrante. Le consonanti occlusive. sono prodotte creando una chiusura totale del flusso d'aria, alla quale segue un rilascio completo che provoca un suono continuo. sono prodotte creando una chiusura totale del flusso d'aria, alla quale segue un rilascio completo che provoca un suono momentaneo. sono prodotte creando una chiusura parziale del flusso d'aria producendo un suono continuo. sono prodotte creando una chiusura totale del flusso d'aria, alla quale segue un rilascio parziale e l'aria passa con difficoltà, producendo un suono continuo. Le vocali dell’italiano sono. cinque. cinque in posizione tonica, sette in posizione atona. dieci. sette in posizione tonica, cinque in posizione atona. In fiore troviamo. un dittongo ascendente. un dittongo discendente. il raddoppiamento fonosintattico. uno iato. Il raddoppiamento fonosintattico. non è più produttivo. avviene all’interno di parola. non avviene all’interno di parola. non è mai spiegabile come assimilazione regressiva prodottasi al confine tra due parole. ts, dz, tʃ, dʒ / sono. affricate. laterali. fricative. approssimanti. Per definire un suono consonantico è necessario indicare. il luogo di articolazione, la durata e la sordità/sonorità. il modo di articolazione, il luogo di articolazione e la sonorità/sordità. il modo di articolazione, la durata e la sordità/sonorità. il modo di articolazione, il luogo di articolazione e la lunghezza. L'unità di analisi della fonologia è. il fonema. il morfema. il lessema. il fono. Le consonanti si producono quando. l'aria fuoriesce senza incontrare ostacoli. esclusivamente quando le corde vocali vibrano. in un certo punto e secondo determinate modalità il tratto vocale è chiuso. esclusivamente quando si ha un’occlusione del tratto vocale. La fonetica. studia i significati delle parole. studia i suoni dal punto di vista concreto. studia i meccanismi di formazione delle parole. studia i suoni da un punto di vista astratto e relazionalestudia i suoni linguistici dal punto di vista concreto. La fonologia. studia i suoni linguistici dal punto di vista concreto. studia i suoni da un punto di vista astratto e relazionale. studia il lessico di una lingua. studia i meccanismi di formazione delle parole. In che modo la differenza fra lingua orale e lingua scritta impone un diverso utilizzo degli assi sintagmatico e paradigmatico. Lingua orale attua la selezione (asse paradigmatico) e la combinazione (asse sintagmatico) con una coerenza inferiore rispetto alla lingua scritta, come dimostra nella lingua orale la presenza di approssimazioni lessicali e sintattiche. Nella lingua orale non si ricorre alla disposizione sull'asse sintagmatico. Nella lingua orale non si ricorre alla disposizione sull'asse paradigmatico. Nella lingua orale non si utilizza la selezione sull'asse paradigmatico. Quale di queste risorse non è messa a frutto dalla lingua orale?. pianificazione sintattica. linguaggio prossemico. linguaggio paraverbale. possibilità di retroazione. Che cosa è la deissi?. La deissi è l'insieme dei tratti linguistici condivisi da emittente e destinatario del messaggio. La deissi è l'insieme dei tratti linguistici che fanno appello alla situazione spazio-temporale condivisa da emittente e destinatario del messaggio. La deissi è il richiamo alla situazione spaziale in cui avviene la conversazione. La deissi è l'insieme delle conoscenze condivise da emittente e destinatario del messaggio. Quale dei seguenti tratti linguistici non caratterizza la lingua scritta?. Pianificazione sintattica. Presupposizione. Riflessione preventiva sulle strategie enunciative. Pianificazione testuale. L'asse di variazione diastratico riguarda le varietà linguistiche condizionate. dall'appartenenza a determinati gruppi sociali. dalla situazione comunicativa. dal mezzo tramite il quale è veicolato il messaggio linguistico. dallo spostamento nello spazio. la composizione neoclassica è. tutte e tre le risposte sono corrette. alla base della parola cardiopatia. un tipo di composizione a cui ricorrono tuttora molti linguaggi specialistici. un tipo di composizione che attinge al serbatoio delle lingue classiche. La variazione diamesica. indica la variazione della lingua condizionata dalla situazione comunicativa e dall'appartenenza dei parlanti a diversi strati sociali. indica la variazione della lingua condizionata dalla situazione comunicativa attraverso il tempo. indica la variazione della lingua condizionata dal mezzo di trasmissione del messaggio. indica la variazione della lingua condizionata dalla situazione comunicativa. Quale delle seguenti caratteristiche non è propria del testo letterario?. Precisa e univoca individuazione di un destinatario. espressione di un messaggio (contenuto) che si avvale anche di requisiti formali funzionali alla intentio auctoris. utilizzo di una lingua meno ancorata alla contingenza e all'uso contemporaneo all'autore. Espressione di una particolare intentio auctoris che non si esaurisce nelle contingenze spaziali e cronologiche in cui il testo è stato prodotto. Indicate, fra le seguenti, quale funzione non appartiene a quelle individuate nel linguaggio da Roman Jakobson: poetica. fàtica. emotiva. sintagmatica. il morfema è. esclusivamente di tipo flessivo. un fono dotato di valore distintivo. ciascun elemento minimo dotato di significato di cui si compongono le parole. l'unità di analisi della fonetica. La raccolta di Arrigo Castellani, La prosa italiana delle origini. Testi toscani di carattere pratico, contiene. testimonianze processuali, atti di compravendita, opere letterarie in forma di dialogo. trattati, statuti, atti di compravendita. statuti, testimonianze processuali, opere di carattere storico. statuti, testimonianze processuali, lasciti testamentari, atti di compravendita, ricordi di carattere storico. La variazione diafasica. indica la variazione della lingua condizionata dalla situazione comunicativa attraverso il tempo. indica la variazione della lingua condizionata dalla situazione comunicativa, in relazione allo spazio. indica la variazione della lingua condizionata dalla situazione comunicativa e dall'appartenenza dei parlanti a diversi strati sociali. indica la variazione della lingua condizionata dalla situazione comunicativa, dalla funzione del messaggio e dal contesto. filmaccio è un caso di. composizione neoclassica. composizione. alterazione. derivazione a suffisso zero. La variazione diafasica. come la variazione diastratica, non è legata univocamente al parlante. diversamente dalla variazione diastratica, è legata univocamente al parlante. diversamente dalla variazione diastratica, non è legata univocamente al parlante. come la variazione diastratica, è legata univocamente al parlante. Spazzacamino è. un composto. un alterato. un affisso. un derivato a suffisso zero. Per quanto riguarda la morfologia verbale. tutte e tre le risposte sono corrette. i tempi semplici presentano una morfologia sintetica. nel passaggio dal latino si hanno sia tratti di semplificazione sia introduzione di nuovi modi e tempi. i tempi composti presentano una flessione analitica. il significato lessicale di "casa" è veicolato da. il morfema cas-. entrambe le risposte sono corrette. il morfema -a. nessuna delle due risposte è corretta. Un verbo parasintetico è. un verbo a suffisso zero. un verbo creato a partire da un nome o aggettivo con l’aggiunta simultanea di un prefisso e della desinenza dell’infinito. un verbo privo di prefisso. un verbo non più esistente. Un affisso è. esclusivamente un suffisso. un morfema libero. esclusivamente un prefisso. un morfema legato. abbasso è un caso di. alterazione. verbo parasintetico. derivazione a suffisso zero. paradigma flessionale. La morfologia studia. I meccanismi che regolano la struttura interna delle parole. i suoni. le regole sintattiche. i fonemi. I diversi parametri di variazione di una parola variabile ne costituiscono. il morfema. lo spettro semantico. il paradigma flessionale. il significato lessicale. Bistecca è. un prestito non adattato. un prestito adattato. un prestito di ritorno. un neologismo. fine settimana, che deriva da weekend, è. un prestito non adattato. un calco semantico. un calco di traduzione. un prestito di ritorno. Lo strato più esterno di una lingua è. la fonologia. il lessico. la morfologia. i foni. Qual è il significato moderno di stile (letterario)?. È il riflesso nell'opera letteraria delle abitudini di vita di un autore. Con il termine di "stile" si definisce il coefficiente di distanza (scarto) con cui un autore utilizza in maniera personale lo strumento sociale della lingua. È l'insieme di caratteristiche ricorrenti di un autore. È ciò che caratterizza un autore. Il termine saussuriano langue designa. nessuna delle risposte precedenti è corretta. l'atto di fonazione che dà realizzazione concreta alle possibilità espressive di una lingua. la varietà standard, codificata nelle grammatiche, di una determinata lingua. il repertorio fonetico, morfologico, sintattico e lessicale che una lingua mette a disposizione del parlante. la lessicografia. si occupa di raccogliere e definire i vocaboli che compongono il lessico di una lingua. si occupa dello studio scientifico del lessico, delle proprietà caratteristiche delle parole, del modo in cui entrano in rapporto tra loro. studia i meccanismi di formazione delle parole. studia i paradigmi flessionali. L’unità di analisi fondamentale per lo studio del lessico è. il lemma. il morfema. l'affisso. il lessema. Cosa si intende con idioletto?. È un uso particolare della lingua. È la varietà individuale di un codice linguistico, cioè le carratteristiche personali mediante le quali un individuo realizza la lingua standard. È il risultato, in una certa regione, del mescidamento di lingua standard e di dialetto. È il mescidamento da parte di un individuo della lingua standard e del dialetto. Mangiare deriva. dall'arabo. dal greco. dall'inglese. dal francese. Indicare la coppia di allotropi. persona e popolo. zoologia e farmacologia. angustia e angoscia. lupo e scrofa. I tecnicismi si creano. tutte e tre le risposte sono corrette. prendendo in prestito il termine da altre lingue. coniando un termine nuovo attingendo alle risorse della morfologia lessicale. risemantizzando una parola già esistente. I dialettismi. sempre tecnicismi. usati specialmente nella regione di origine. sono esclusivamente di ambito gastronomico. sono parole di provenienza locale poi diffuse in tutta Italia. La maggior parte degli ispanismi entra nella lingua italiana. nel Medioevo. nell'Ottocento. Nel Novecento. nel Cinquecento e nel Seicento. Ciliegio, ulivo e mandorlo sono. anglicismi. arabismi. germanismi. grecismi. Gli allotropi. sono esclusivamente lessemi ereditari. sono esclusivamente latinismi. si hanno quando dalla stessa base latina si hanno un lessema ereditario e un latinismo. consistono nell’aggiunta di un significato nuovo a una parola italiana già esistente per influsso di un’altra lingua. Alleanza. è un latinismo. appartiene al sostrato osco-umbro. appartiene al sostrato etrusco. appartiene al sostrato celtico. Persona. appartiene al sostrato celtico. è un latinismo. appartiene al sostrato osco-umbro. appartiene al sostrato etrusco. Betulla. appartiene al sostrato etrusco. appartiene al sostrato celtico. è un latinismo. appartiene al sostrato osco-umbro. I lessemi ereditari. sono prestiti da altre lingue. sono vocaboli presi a prestito dal latino in vari momenti della nostra storia linguistica. provengono dal latino parlato e sono giunti a noi per tradizione ininterrotta. non sono mai vocaboli relativi alla vita quotidiana. Un calco semantico. si ha nei composti o nelle espressioni polirematiche e consiste nella traduzione dei singoli elementi. consiste nell’aggiunta di un significato nuovo a una parola italiana già esistente per influsso di un’altra lingua. consiste nell'accogliere una parola straniera mantenendone la struttura morfologica originaria. consiste nell'accogliere una parola straniera mantenendone la struttura fonologica originaria. Individuate l'affermazione errata fra quelle proposte. Nel Cinquecento italiano il concetto di stile non ha alcun valore, nonostante la riflessione innescata dalla scoperta della Poetica di Aristotele. Nel periodo romantico nasce il concetto moderno di stile come espressione linguistica dell'individualità. Già in latino classico stilus, oltre che 'bacchetta per incidere sulla cera', indica l'insieme di caratteristiche formali che accomuna gruppi o tipi di testi. In periodo medievale stilus, oltre che 'bacchetta per scrivere' e dunque sinonimo di 'penna', individua veri e propri generi letterari. A quale corrente culturale è associata la moderna concezione di stile?. Al Romanticismo. Al Neoclassicismo. Al Barocco. All'Illuminismo. i neologismi. non sono mai formazioni endogene. vengono accolti immediatamente dai lessicografi, che li registrano nei dizionari. vengono accolti con prudenza dai lessicografi, che li distinguono dagli occasionalismi. non sono mai prestiti. gli omonimi sono. parole che condividono il loro significato fondamentale. parole convergenti nel significante ma di significato diverso. parole che condividono il significato fondamentale. parole di significato opposto. copertina rispetto a libro è. iperonimo. olonimo. antonimo. meronimo. un meronimo di automobile è. motocicletta. volante. camioncino. macchina. gatto e siamese sono rispettivamente. omonimo e antonimo. iponimo e iperonimo. antonimo e omonimo. iperonimo e iponimo. autista e conducente sono. iperonimi. antonimi. omonimi. sinomini. Quali erano le componenti della retorica classica?. Elocutio e ornatus. Inventio, elocutio, ornatus e actio. Inventio, dispositio, elocutio (e ornatus), actio. Inventio, dispositio e actus. A quale atteggiamento deve essere associato il concetto classico e medievale di stile?. Ad un atteggiamento precettivo (normativo). Ad un atteggiamento descrittivo. Ad un atteggiamento interpretativo. Ad un atteggiamento critico. Tavolino rispetto a mobile è. sinonimo. iponimo. omonimo. iperonimo. I dizionari dell'uso. sono dizionari storici. documentano il passato della lingua sulla base dei testi scritti. hanno come obiettivo principale individuare l'etimologia delle parole. documentano la lingua corrente. Il vocabolario di base dell'italiano consta di circa. oltre 200.000 lemmi. 6.700 lemmi. tra i 40.000 e i 45.000 lemmi. 2.000 lemmi. Per Torquato Tasso. lo stile è l'espressione del sentire dell'individuo e la retorica, insegnando l'imitazione di modelli, ne tradisce il significato. lo stile è lo scarto dalla norma sociale della lingua. lo stile è l'espressione del sentire dell'individuo ma la retorica, insegnando l'imitazione di un modello, collabora alla sua acquisizionelo stile è l'espressione del sentire dell'individuo ma la retorica, insegnando l'imitazione di un modello, collabora alla sua acquisizione. lo stile è l'espressione letteraria più adatta in conformità agli argomenti trattati nel rispetto della tradizione retorica classica. Per Ugo Foscolo. lo stile è l'espressione letteraria più adatta in conformità agli argomenti trattati nel rispetto della tradizione retorica classica. lo stile è l'espressione del sentire dell'individuo ma la retorica, insegnando l'imitazione di un modello, collabora alla sua acquisizione. lo stile è lo scarto dalla norma sociale della lingua. lo stile è l'espressione del sentire dell'individuo e la retorica, insegnando l'imitazione di modelli, ne tradisce il significato. L'apocope è. la caduta delle vocali e e o (raramente i, in antico anche occasionalmente a) finali di parola davanti a parola che inizia per vocale, ma solo quando la consonante precedente alla vocale caduca è una sonante. la caduta delle vocali finali di parola, ma solo quando la consonante precedente alla vocale caduca è una sonante. la caduta di una vocale in fine di parola. la caduta delle vocali e e o (raramente i, in antico anche occasionalmente a) finali di parola davanti a parola che inizia per consonante, ma solo quando la consonante precedente alla vocale caduca è una sonante. Individuate l'affermazione errata fra quelle proposte. La storia della parola stile nella lingua italiana mostra, entro un progressivo aumento d'uso nel corso dei secoli, due picchi significativi nel Cinquecento (in concomitanza con il Classicismo) e nell'Ottocento (in concomitanza con il periodo Romantico). La storia della parola stile nella lingua italiana mostra un progressivo e armonico aumento dal Duecento al Novecento in qualsiasi contesto d'uso. Lungo la storia della lingua italiana si rilevano tre significati della parola stile, tutti compresenti nel Trecento: 1) 'modo di comportarsi secondo un'abitudine inveterata'; 2) 'bacchetta per incidere su un supporto duro, utilizzata dai pittori'; 3) 'modo di scrivere'. La storia della parola stile nella lingua italiana mostra, entro un progressivo aumento d'uso nel corso dei secoli, una sostanziale preferenza nell'uso in poesia in antico (secoli XIII-XV), di contro ad una preferenza d'uso in prosa nei secoli più recenti ((XVI-XX secolo). Cos'è l'"etimo spirituale" di un'opera / di un autore?. E' la molla propulsiva alla scrittura di un'opera da parte di un autore. Con "etimo spirituale" Karl Vossler indicava l'interpretazione di un fatto di lingua caratterizzante un'opera /un autore. Con "etimo spirituale" Leo Spitzer indicava l'interpretazione di un fatto di lingua caratterizzante un'opera /un autore. Sono le motivazioni biografiche che hanno mosso l'autore a scrivere un'opera. Con la nozione di sistema si intende. la media delle scelte fatte dalla maggioranza dei parlanti. l'insieme delle parole o espressioni agrammaticali che violano le regole della lingua italiana. l'insieme delle scelte concrete fatte dai parlanti. l'insieme delle regole astratte che permettono al codice di funzionare come tale. Quale di questi linguisti non ha contribuito alla nascita della stilistica?. Ferdinand de Saussure. Hugo Schuchardt. Wilhelm von Humboldt. Matteo Giulio Bartoli. Quando nasce la moderna disciplina della stilistica?. Agli inizi del XX secolo, come sviluppo della linguistica sincronica di Ferdinand de Saussure. Agli inizi del XIX secolo con il Romanticismo. La stilistica nasce in evidente antagonismo con l'idealismo crociano. La stilistica è il risultato moderno di una lungua tradizione retorica che insegnava a scriver bene. L’italiano standard, codificato dalle grammatiche e assunto come modello di prestigio dalle persone colte, assume le caratteristiche di. del fiorentino scritto del Trecento. del fiorentino così com'è parlato a Firenze. un fiorentino emendato. del romano. Individuate l'associazione errata fra quelle proposte. Stilistica descrittiva > Charles Bally. Stilistica descrittiva > Karl Vossler. Stilistica (genetica e descrittiva) > Leo Spitzer. Stilistica genetica > Karl Vossler. La variabile diafasica. è legata allo spazio. è legata alla posizione sociale del parlante. è legata al mezzo di comunicazione. è legata alla situazione comunicativa. La variabile diatopica. è legata allo spazio. è legata al mezzo di comunicazione. è legata alla situazione comunicativa. è legata alla posizione sociale del parlante. La situazione linguistica italiana oggi può essere definita. monolinguismo. diglossia. bilinguismo. dilalìa. La variazione diafasica si realizza attraverso. scritto e parlato. lingua e dialetti. l'italiano popolare. registri e sottocodici. Il passaggio da -AR- intertonico e postonico a -ER-. distingue il fiorentino dagli altri volgari toscani, ma è caratteristico anche di alcuni volgari non toscani. è ignoto al fiorentino. è caratteristico del fiorentino. è caratteristico di tutti i volgari toscani. Una Ĭ. si evolve in siciliano in i, in fiorentino in ɛ. si evolve in e sia in siciliano che in fiorentino. si evolve in ɛ sia in siciliano che in fiorentino. si evolve in siciliano in i, in fiorentino in e. In che cosa si distingue il vocalismo tonico siciliano dal corrispondente fiorentino (panromanzo)?. Il vocalismo tonico siciliano è pentavocalico, quello fiorentino è eptavocalico. Il vocalismo tonico siciliano è eptavocalico, quello fiorentino è pentavocalico. Entrambi i vocalismi tonici sono pentavocalici. Entrambi i vocalismi tonici sono eptavocalici. Il seguente vocalismo tonico. è il cosiddetto vocalismo siciliano. è il cosiddetto vocalismo pan-romanzo. è il cosiddetto vocalismo rumeno. è il cosiddetto vocalismo sardo. Il seguente vocalismo tonico. è il cosiddetto vocalismo siciliano. è il cosidetto vocalismo pan-romanzo. è il cosiddetto vocalismo sardo. è il cosiddetto vocalismo rumeno. In che cosa si distingue il vocalismo atono siciliano da quello fiorentino?. Il vocalismo atono siciliano è trivocalico, quello fiorentino è pentavocalico. Il vocalismo atono siciliano è pentavocalico, quello fiorentino è trivocalico. I due vocalismi atoni sono entrambi trivocalici. I due vocalismi atoni sono entrambi pentavocalici. Una Ŭ. si evolve in siciliano in u, in fiorentino in o. si evolve in u sia in siciliano che in fiorentino. si evolve in ɔ sia in siciliano che in fiorentino. si evolve in siciliano in u, in fiorentino in ɔ. Il dittongamento toscano avviene nel rispetto delle tre seguenti condizioni. da E ed O brevi latine, fuori d'accento, in sillaba chiusa. da E ed O lunghe latine, sotto accento, in sillaba chiusa. da E ed O brevi latine, sotto accento, in sillaba aperta. da E ed O brevi latine, fuori d'accento, in sillaba aperta. L'anafonesi è un fenomeno fonetico. che interessa le vocali toniche latine / Ĭ Ĕ Ŏ Ŭ / in ogni contesto. che interessa le vocali toniche latine / Ĭ Ĕ Ŏ Ŭ / solo in alcuni contesti. che interessa le vocali toniche latine / Ĭ Ē Ō Ŭ / in ogni contesto. che interessa le vocali toniche latine / Ĭ Ē Ō Ŭ / solo in alcuni contesti. Perché aura <AURAM è un latinismo?. perché nel passaggio dal latino al volgare i nomi femminili diventano maschili. perché nel passaggio dal latino al volgare il dittongo AU si è evoluto in /o/. perché nel passaggio dal latino al volgare il dittongo AU si è evoluto in /ɔ/. perché nel passaggio dal latino al volgare -RA- avrebbe dovuto evolversi in /ja/. Quale delle seguenti forme non presenta il fenomeno della chiusura delle vocali toniche in iato?. SĔNIOREM > signore. TŬUM > tuo. DĔUM > Dio. Ĕ(G)O > EO > io. Quale di queste affermazioni è falsa?. In siciliano le vocali latine Ē (e lunga) e Ō (o lunga) evolvono rispettivamente in /ɛ/ e /ɔ/. Il sistema fonologico del siciliano ha cinque vocali toniche. Il sistema fonologico del siciliano ha tre vocali atone. In siciliano le vocali latine Ĕ (e breve) e Ŏ (o breve) non dittongano. L'anafonesi. distingue il fiorentino e i dialetti meridionali dai dialetti settentrionali e dall'italiano. distingue il fiorentino e i dialetti settentrionali dai dialetti meridionali. distingue il fiorentino dall'italiano e dai dialetti settentrionali e meridionali. distingue il fiorentino e l'italiano dai dialetti settentrionali e meridionali. Indicate la risposta errata. L'anafonesi è un fenomeno fonetico che riguarda la e e la o chiusa in contesto fonetico velare e la sola e chiusa in contesto fonetico palatale. L'anafonesi è un fenomeno fonetico che interessa la e chiusa e la o chiusa in tutti i contesti. L'anafonesi è un fenomeno fonetico di innalzamento della e chiusa e della o chiusa rispettivamente in i e u. L'anafonesi è un fenomeno fonetico che interessa la e chiusa e la o chiusa solo in particolari contesti fonetici. Rispetto al latino il vocalismo tonico sardo. perde la differenza fonologica di quantità (dieci vocali) e vi sostituisce una differenza di timbro (cinque vocali). perde la differenza fonologica di quantità (dieci vocali), conservando la differenza di timbro (cinque vocali). perde la differenza fonologica di quantità (dieci vocali) e vi sostituisce in parte una differenza di timbro (sette vocali). conserva la differenza fonologica di quantità (dieci vocali), ma associandovi una differenza di timbro, crea un sistema a sette vocali. Qual è la sorte romanza dei dittonghi latini?. Il monottongo. Il monottongo per AE e OE in tutta la Romània, il monottongo per AU solo in alcune zone della Romània, compreso il territorio italiano. Il monottongo per AE in tutta la Romània, il monottongo per AU e OE solo in alcune zone della Romània, compreso il territorio italiano. Il monottongo per AU in tutta la Romània, il monottongo per AE e OE solo in alcune zone della Romània, compreso il territorio italiano. La labiovelare iniziale latina. si conserva sempre. si conserva davanti ad A, altrimenti si riduce perdendo l'elemento labiale (> /k/). si evolve sempre riducendosi all'elemento occlusivo. si conserva davanti ad A, altrimenti si riduce perdendo l'elemento occlusivo (> /w/). Cosa è un dittongo?. La sequenza di semivocale + vocale o di vocale + semivocale. La sequenza di due vocali appartenenti a due sillabe diverse. La sequenza di due vocali appartenenti ad una stessa sillaba. La sequenza di due vocali. Cosa è uno iato?. La sequenza di due vocali appartenenti ad una stessa sillaba. La sequenza di due vocali. La sequenza di vocale + semivocale o di semivocale + vocale. La sequenza di due semivocali appartenenti a sillabe diverse. Nel vocalismo sardo, da Ō e Ŏ toniche latine si è sviluppata. una ü. una u. una o. una ö. Nel vocalismo tonico siciliano, ɔ (= o aperta) rappresenta l'evoluzione di. Ŏ latina. Ō latina. Ŭ latina. Ū latina. Da quali vocali toniche si sviluppano i dittonghi toscani /jε/ e /wɔ/?. Da ε (= e aperta) e ɔ (= o aperta) in sillaba impedita. Da ε (= e aperta) e ɔ (= o aperta) in sillaba libera. Da e (= e chiusa) e o (= o chiusa) in sillaba libera. Da e (= e chiusa) e o (= o chiusa) in sillaba libera. Il vocalismo panromanzo. è alla base anche dell'italiano. è identico al vocalismo sardo. È alla base del vocalismo asimmetrico rumeno. è alla base esclusivamente dell'italiano. l sistema vocalico latino comprendeva. otto vocali. dieci vocali. cinque vocali. sette vocali. Il vocalismo sardo comprende. Dieci vocali con distinzione tra vocale breve e vocale lunga. dieci vocali. cinque vocali. sette vocali. Il passivo. latino viene sostituito da una perifrasi composta dal verbo "avere" + participio passato del verbo. latino viene affiancato da una perifrasi composta dal verbo "essere" + participio passato del verbo. nel passaggio dal latino al volgare viene ricreato ex novo. latino ha diretti continuatori nelle lingue romanze. Qual è l'ordine delle parole imposto dalla perdita della declinazione nominale e dalla coniugazione verbale latine?. SCV. CVS. SVC. VSC. La perdita della declinazione nominale latina avvenne. progressivamente: in una prima fase il sistema a sei casi si ridusse ad un sistema bicasuale, poi anche esso si ridusse di solito con la perdita del caso nominativo e la sopravvivenza del solo accusativo. in due fasi, con la perdita prima dei casi genitivo, dativo, vocativo, ablativo e poi degli altri. una volta per tutte, con la perdita di tutti i casi tranne l'accusativo. progressivamente: in una prima fase il sistema a sei casi si ridusse ad un sistema bicasuale, poi anche esso si ridusse di solito con la perdita del caso nominativo e la sopravvivenza del solo nominativo. Il monottongamento di AU > ɔ: si presenta solo in siciliano. si presenta in maniera uniforme sul territorio romanzo. si presenta in maniera non uniforme sul territorio romanzo. non è avvenuto. Sono coppie minime. /peska/ e /pɛska/. / pɛska / e /pɛska/. /peska/ e /peska/. /bɔtte/ e / bɔtte/. il vocalismo atono panromanzo comprende. tre vocali. cinque vocali. dieci vocali. sette vocali. Il vocalismo siciliano comprende. Dieci vocali con distinzione tra vocale breve e vocale lunga. sette vocali. dieci vocali. cinque vocali. La distinzione fonetica latina fra variante lunga e variante breve di ciascuna vocale in latino. non aveva rilevanza fonologica. non esisteva. non era una distinzione che consentisse di distinguere due parole di significato diverso, in virtù di quella sola variazione fra vocale breve e vocale lunga del medesimo timbro. aveva rilevanza fonologica. La forma italiana quello deriva dal latino. QUELLUM. CUM ELLUM. (EC)CUM ILLUM. QUILLUM. A quale caso della declinazione latina si fa risalire l'origine delle parole italiane?. Al nominativo. All'accusativo. Per la maggior parte al nominativo. Per la maggior parte all'accusativo. La perifrasi latina all'origine del futuro italiano è costituita da: inf. presente + ind. presente di habere: CANTARE + HABEO. inf. presente + ind. perfetto di esse: CANTARE + FUI. inf. presente + ind. futuro di esse: CANTARE + ERO. inf. presente + ind. imperfetto di habere: CANTARE + HABEBAM. In fiorentino il nesso latino -RJ - (cioè R + i semivocale) evolve in. r : AREA > *ARJA > ara. rj : AREA > *ARJA > aria. re : AREA > *ARJA > area. j : AREA > *ARJA > aia. Cosa si intende per "segno diacritico"?. Per segno diacritico si intende un segno alfabetico che serve a distinguere parole omofone. Per segno diacritico si intende un segno alfabetico che serve a non confondere le parole. Per segno diacritico si intende un segno alfabetico o paragrafematico che non ha significato fonetico autonomo, con lo scopo di indicare l'esatta pronuncia o distinguere parole omografe. Per segno diacritico si intende un segno che serve a distinguere l'etimologia della parola. L'articolo. deriva da un'attenuazione semantica dell'articolo ILLUM (IPSUM in Sardegna). deriva da una specializzazione semantica del dimosttrativo ILLUM (IPSUM in Sardegna). deriva da un'attenuazione semantica del dimostrativo ILLUM (IPSUM in Sardegna). deriva da una specializzazione semantica di ILLUM (IPSUM in Sardegna). L'articolo. è una formazione romanza. continua l'articolo latino. è una formazione della parte occidentale della Romània. è una formazione italiana. Dal latino all'italiano, nei nessi di consonante + L. la L si conserva. la L diventa la vocale /i/. la L diventa la semivocale /j/. la L diventa una sonante. In quali contesti nasce la forma debole dell'articolo determinativo maschile?. Dopo parola uscente in consonante. Davanti a parola uscente in vocale. Davanti a parola uscente in consonante. Dopo parola uscente in vocale. Qual è l'origine del condizionale romanzo?. Il condizionale romanzo è una forma perifrastica formata dalla forma monossillabica del perfetto indicatìvo di HABERE, *EI + l'infinito del verbo. Il condizionale romanzo è la continuazione del congiuntivo latino che esprimeva il modo condizionale. Il condizionale romanzo è una forma perifrastica formata dall'infinito del verbo + a forma monossillabica del perfetto indicatìvo di HABERE, *EI. Il condizionale romanzo è una forma perifrastica formata dall'infinito del verbo + la forma monosillabica del presente di HABERE, *AO. Qual è l'origine del futuro romanzo?. Il futuro romanzo è una forma perifrastica formata dalla forma monosillabica del presente indicativo di HABERE, *AO + l'infinito del verbo. Il futuro romanzo è una forma perifrastica formata dall'infinito del verbo + la forma monosillabica del presente indicativo di HABERE, *AO. Il futuro romanzo è la continuazione del futuro sintetico latino. Il futuro romanzo è una forma perifrastica formata dall'infinito del verbo + la forma monosillabica del perfetto indicativo di HABERE, *EI. Le forme dell'articolo determinativo maschile si sono prodotte secondo la sequenza cronologica. ĬL(LUM) > il > 'l > lo. ĒL(LUM) > el > 'l > il. (ĬL)LUM > 'l, da cui sono discesi contemporaneamente lo per un verso e il per l'altro. (ĬL)LUM > lo > 'l > il/el. Quale di queste parole non è un latinismo?. aura. vezzo. tribulazione. laude. Il piucheperfetto latino. in alcune zone del Meridione d'Italia è conservato per esprimere il congiuntivo. in alcune zone del Meridione d'Italia è conservato per esprimere il condizionale. in alcune zone del Settentrione d'Italia è conservato per esprimere il congiuntivo. non ha avuto continuatori sul territorio italiano. I fonemi italiani /ʧ/ (per es. cero) e /ʤ/ (per es. gelo). derivano dalla palatalizzazione di /k/ e /g/ latine davanti a vocali anteriori o palatali. derivano dalla palatalizzazione di /k/ e /g/ latine davanti a vocali posteriori o velari. derivano dalla palatalizzazione di /k/ e /g/ latine davanti a vocali di grado medio chiuse. esistevano già in latino. L'anafonesi. è uno dei tratti fonetici che dimostrano la non fiorentinità alla base dell’italiano. è uno dei tratti fonetici che più dimostrano la fiorentinità alla base dell’italiano. consiste nell'elevazione di o chiusa tonica ad u quando nella sillaba finale si trova una i o una u. è un fenomeno non toscano. l'anafonesi. consiste nel dittongamento di e aperta tonica in sillaba libera a ie e di o aperta tonica in sillaba libera a uo. consiste nell' elevazione di e chiusa tonica ad i quando nella sillaba finale si trova una i o una u. non è un fenomeno fiorentino. consiste nell’innalzamento di grado della vocale accentata in due contesti fonetici. lo sviluppo dalla /Ԑ/ (E ) e dalla /ᴐ/ (Ŏ ) toniche di /jԐ/ e /wᴐ pertiene al. metafonesi. dittongamento toscano. dittongamento napoletano. anafonesi. Si ha GRAMĬNEA(M) > gramegna > gramigna. per anafonesi. per metafonesi. per dittongamento toscano. in area non fiorentina. Si ha FŬNGU(M) > fongo > fungo. per anafonesi. in area non fiorentina. per dittongamento toscano. per metafonesi. la chiusura della /e/ in /i/ prima di /ʎ/ (laterale palatale), /ɲ/ (nasale palatale), come nel caso di FAMĬLIA(M) > fameglia > famiglia, pertiene al fenomeno. della metafonesi. dell'anafonesi. del dittongamento napoletano. del dittongamento toscano. L'anafonesi è un fenomeno fonetico. che interessa le vocali toniche latine / Ĭ Ĕ Ŏ Ŭ/ in ogni contesto. che interessa le vocali toniche latine / Ĭ Ē Ō Ŭ/ solo in alcuni contesti. che interessa le vocali toniche latine / Ĭ Ĕ Ŏ Ŭ/ solo in alcuni contesti. che interessa le vocali toniche latine / Ĭ Ē Ō Ŭ/ in ogni contesto. In genere la prosa del Duecento è caratterizzata come. ipotattica. ricca dal punto di vista lessicale. paratattica. stilisticamente variata. I volgarizzamenti del Duecento sono di preferenza. traduzioni dal latino esclusivamente di opere romanzesche. traduzioni di opere morali esclusivamente dal francese. traduzioni dal latino. traduzioni dal francese. Nel vocalismo atono panromanzo si ha. Ĭ > /i/. Ĭ > /e/. Ē > /i/. Ī > /e/. La più antica produzione letteraria italiana. è in poesia. è sia in prosa sia in poesia, ma la poesia è maggiormente rappresentata da opere originali, mentre la prosa è piuttosto rappresentata da volgarizzamenti. è in poesia e in prosa indifferentemente. è in prosa. Quali sono i più antichi testi in prosa italiana di carattere letterario?. La "Rettorica" di Brunetto Latini. I volgarizzamenti di alcuni trattati di Albertano da Brescia. La traduzione di Vegezio di Bono Giamboni. Le opere di Guido Faba, l'Omelia padovana, il volgarizzamento veneziano del "Pamphilus", i romaneschi "Mirabilia urbis Rome" e il "Liber ystoriarum". Quali sono gli ambiti tematici della più antica produzione in prosa letteraria italiana?. Prevalentemente di intrattenimento, come per esempio i romanzi cavallereschi. Di impegno nel mondo cittadino e comunale. Retorico/oratorio, morale e più genericamente relativo al comportamento, scientifico, storico e infine di intrattenimento. Scientifico (e medico) e morale. La prosa letteraria italiana del Duecento è costituita per lo più. da opere tradotte dal latino per lo più di carattere romanzesco. da opere tradotte dal latino (per lo più di carattere romanzesco) e da opere tradotte dal francese (per lo più di contenuto morale). da opere tradotte dal francese per lo più di carattere romanzesco e di contenuto morale. da opere originali. Si annoverano tra i più antichi volgarizzamenti italiani. i Parlamenta et epistole di Guido Faba, il Pamphilus veneziano, il Liber ystoriarum (Storie de Troya e de Roma). il Pamphilus in antico veneziano, l'omelia volgare padovana, i Mirabilia urbis Romae (Miracole de Roma). la Gemma purpurea di Guido Faba, il Milione di Marco Polo, il Novellino. il Pamphilus in antico veneziano, il Novellino, il Liber ystoriarum (Storie de Troya e de Roma). La Carta ravennate e il Frammento piacentino. sono i più antichi documenti scritti in volgare in area italiana. tramandano scritti autografi di Bono Giamboni. sono le più antiche testimonianze manoscritte della lirica siciliana. tramandano i più antichi testi lirici in volgare italiano ad oggi noti. La Gemma purpurea e i Parlamenti in volgare. nessuna delle risposte è corretta. sono due opere narrative di Bono Giamboni, scritte prima del 1292. sono due liriche di Dante, scritte prima del 1300. sono due opere retoriche di Guido Faba, scritte prima del 1243. ŎCCIDERE > uccidere è un caso di. anafonesi. chiusura di e in protonia. Chiusura di o in protonia. chiusura di o in postonia. Nel passaggio CAMBARUM > gambero si ha. la chiusura di /a/ seguita da /r/ in /e/ in posizione postonica. la metafonesi. la chiusura di /e/ in posizione postonica. una labializzazione in protonia. DE POST > dopo è un caso di. Chiusura in protonia. dittongamento spontaneo. anafonesi. Labializzazione in protonia. nelle forme perifrastiche dei futuri e dei condizionali di verbi alla prima coniugazione si realizza sistematicamente. la chiusura di e in protonia. la chiusura di o in protonia. il passaggio AR > ER. la labializzazione in protonia. Indicate la risposta errata. Nel Duecento era viva l'alternanza fra forme toniche dittongate(per es. lieva) e forme atone non dittongate (per es. levasse). Nel Duecento era viva l'alternanza etimologica fra forma dittongata del pass. rem. (puose /pwɔze/) e forma non dittongata del pres. Indicativo (pone /pone/). Nel Duecento il dittongo toscano dopo consonante palatale tendeva a ridursi al monottongo. Nel Duecento il dittongo toscano dopo cons. + r era ormai ridotto al monottongo. Bono Giamboni con il Libro de' Vizi e delle Virtudi. volgarizza un'opera francese. crea un'opera originale. unisce due fonti principali una latina e una francese che traduce. traduce da un originale latino. Bono Giamboni. appartenendo ad un ceto intellettuale medio-alto esprime un nuovo pubblico volgare nato all'interno della società comunale. appartenendo ad un ceto che usa solo il latino nello scrivere in volgare fa un'operazione ispirata alla pietà e al desiderio di affrancare le masse popolari dall'ignoranza. appartenendo ad un ceto che usa solo il volgare, esprime le istanze di un pubblico nato in un contesto politico signorile. appartenendo al notariato vuole fare un esercizio di stile. Quale delle seguenti forme non presenta il fenomeno della chiusura in protonia?. risposto. Dio. infermato. diletto. Quali sono le opere di Bono Giamboni. Bono Giamboni scrive un'opera originale (il Libro de' Vizi e delle Virtudi)), traduce dal latino e dal francese e probabilmente compila un trattatello retorico (il Fiore di rettorica). Bono Giamboni scrive due opere originali (il Trattato e il Libro) e traduce dal latino (Orosio). Bono Giamboni scrive due opere originali (il Trattato e il Libro), traduce dal latino (Vegezio e Orosio) e probabilmente compila un trattatello retorico (il Fiore di rettorica). Bono Giamboni scrive due opere originali (il Trattato e il Libro) e traduce dal francese. Cosa si intende per enunciato e per enunciazione?. L'enunciazione è il prodotto linguistico dell'enunciato, cioè l'atto linguistico. L'enunciato riguarda l'autore storico, l'enunciazione l'autore implicito. Enunciato e enunciazione sono categorie narratologiche che pertengono allo statuto di autore implicito e rispettivamente autore storico. L'enunciazione è l'atto linguistico, l'enunciato il suo prodotto. L’occlusiva bilabiale sonora tra due vocali. ha dato come esito una fricativa labiodentale sonora. ha dato come esito un raddoppiamento. ha dato come esito un’affricata sonora. ha dato come esito una bilabiale sorda. Saetta deriva da. SAĬTTAM. SAGĔTTAM. SAĔTTAM. SAGĬTTAM. Il passaggio UNG(U)LAM > unghia è un caso di. Palatalizzazione della laterale /l/ preceduta da un’altra consonante. Sonorizzazione di sorda intervocalica. Sviluppo di affricata palatale. Spirantizzazione. Nel sistema ortografico italiano per segnare la nasale palatale ɲ si è fatto ricorso a. un digramma. un trigramma. il segno diacritico <h>. il segno diacritico <i>. Nel sistema ortografico italiano per la laterale palatale λ si è fatto ricorso a. un digramma. un trigramma. il segno diacritico ma solo davanti a vocale velare. il segno diacritico <h>. La laterale /l/ preceduta da un’altra consonante. si palatalizza in /j/. si sonorizza. non si palatalizza in /j/. resta tale. Il fenomeno per cui si perde un fono o una sillaba in posizione finale è: la sincope. la metafonesi. l'aferesi. l'apocope. buon mattino è un caso di. apocope. anafonesi. aferesi. sincope. Perché nel sistema ortografico italiano si scrive "cielo" (e non "celo")?. Perché effettivamente si pronuncia con -i-. Perché il dittongo -AE- si è regolarmente monottongato in e aperta che ha successivamente dato il dittongo toscano -ie-. La -i- è introdotta come segno diacritico per distinguere il sostantivo dalla I pers. dell'indicativo presente del verbo "celare". Perché il dittongo -AE- si è regolarmente monottongato in e aperta che ha successivamente dato il dittongo toscano -ie-; la grafia conserva traccia dell'antica pronuncia sebbene oggi la -i- sia assorbita dalla affricata precedente e la -i- funzioni solo da diacritico. Qual è il significato di rizotonico e rizoatono?. E' rizotonica la parola accentata sulla desinenza, è rizoatona la parola accentata sulla radice. E' rizotonica la parola accentata sulla radice, è rizoatona la parola accentata sulla desinenza. E' rizotonica la parola proparossitona, è rizoatona la parola piana o ossitona. E' rizotonica la parola proparossitona, è rizoatona la parola piana. A quale data inizia a monottongarsi il dittongo toscano dopo consonante palatale?. Nel XIV secolo. Nell'XI secolo. Nel XIII secolo. Nel XV secolo. La regola del dittongo mobile consiste. nell'alternanza di forme dittongate e forme non dittongate. nell'alternanza di forme dittongate e forme non dittongate nel paradigma di una parola a seconda della posizione dell'accento e, meno spesso, a seconda che la sillaba sia libera o chiusa. nella libertà di esprimere o non esprimere il dittongo in sillaba tonica. nella libertà di esprimere o non esprimere il dittongo in sillaba atona. Cosa si intende con pressione analogica?. Con pressione analogica si intende l'influenza l'una sull'altra di forme analoghe del paradigma allo scopo di esaltarne le differenze. Con pressione analogica si intende l'influenza esercitata da una parola su un'altra allo scopo di ridurne le analogie. Con pressione analogica si intende l'influenza esercitata da una categoria morfologica su un'altra categoria morfologica analoga. Con pressione analogica si intende l'influenza l'una sull'altra di forme differenti del paradigma allo scopo di ridurne o annullare le differenze. A quale fenomeno propriamente fiorentino è riconducibile la forma "sia" (cong. pres. del verbo essere)?. Alla apertura delle vocali toniche in iato. Alla chiusura in protonia. Al dittongamento toscano. Alla chiusura delle vocali toniche in iato. Il fenomeno per cui si perde un fono o una sillaba in posizione inziale è: la sincope. l'aferesi. l'apocope. l'anafonesi. buon giorno è un caso di. apocope vocalica obbligatoria. apocope vocalica facoltativa. apocope consonantica. sincope. a forma stasera presenta un caso di. apocope consonantica. aferesi. sincope. apocope vocalica. Qual è il significato stilistico del gerundio in apertura del brano di Bono Giamboni analizzato durante il corso?. Il ricorso ad un modo infinito introduce una nozione acronica e intima del punto di partenza del Libro. Il ricorso ad un modo finito introduce una nozione di forte movimento all'avvio del Libro. Il ricorso al gerundio ha lo scopo di indicare contemporaneità d'azione. Il ricorso al gerundio ha lo scopo di introdurre considerazioni razionali e logiche fin dal punto di partenza del Libro. Nel passaggio dal latino classico al latino volgare e poi all’italiano si registra. tutti e tre i fenomeni elencati. perdita dei verbi deponenti e semideponenti. la perdita della diatesi passiva. l'eliminazione dei verbi irregolari. Nella lingua di Bono Giamboni a quale delle sue componenti va ascritta l'inversione del soggetto al verbo nella frase interrogativa (per. es. "perché mi facesti tu venire in questo misero mondo?")?. al latino. al provenzale. alle lingue romanze. al fiorentino. L'inserzione di [i] nel sintagma per iscritto è un caso di. epentesi. elisione. aferesi. prostesi. Indicate quale delle affermazioni seguenti è giusta. La forma non dittongata mei è perfettamente fiorentina, perché pl. di meo. La forma meo non è toscana, ma compare nella poesia toscana per influsso della poesia siciliana. La forma Deo può essere solo un latinismo perché in siciliano la e tonica può derivare solo da Ī e Ĭ. La forma non dittongata core, non può essere un sicilianismo, bensì, mancando del dittongamento, solo un latinismo. Si considera l'atto di nascita delle lingue romanze. I Giuramenti di Strasburgo. Il 476. Il Concilio di Tours. Il 1200. Si indica tradizionalmente come atto di nascita della lingua italiana. Il Giuramenti di Strasburgo. Il Placito capuano. Il Placito di Sessa Aurunca. Il Placito di Teano. a struttura «kelle terre […] trenta anni le possette» è un caso di. dislocazione a destra dell’oggetto con ripresa pronominale. tema libero. dislocazione a sinistra dell’oggetto con ripresa pronominale. dislocazione a destra dell’oggetto con ripresa pronominale. Nel passaggio dal latino VIRIDEM all'italiano verde quale fenomeno fonetico generale riscontriamo?. La sincope. L'epitesi. L'apocope. L'epentesi. I Giuramenti di Strasburgo risalgono all'anno. 841. 813. 1200. 842. In quale di queste parole si riscontra il fenomeno della chiusura in protonia?. malvagio. abellire. nipote. lutto. Il dittongo discendente è. un dittongo composto da due vocali. un dittongo composto da due semivocali. un dittongo in cui l'elemento semivocalico segue l'elemento vocalico. un dittongo in cui l'elemento semivocalico precede l'elemento vocalico. Cosa si intende con 'riduzione dei dittonghi discendenti'. La riduzione al solo elemento vocalico. La caduta della vocale finale. La riduzione al solo elemento semivocalico. La caduta di un dittongo in fine di parola. Come si chiama il fenomeno che compare in " de' tuo' " nel sintagma " la malizia de' tuo' riggimenti ". Riduzione del dittongo al primo elemento. Riduzione del dittongo discendente. Aferesi. Apocope. Qual era l'antica pronuncia della congiunzione "e" e della preposizione "per"?. Entrambe erano pronunciate, fino al XVIII secolo, con "e" chiusa; poi la "e" si è aperta per protonia sintattica. Entrambe erano pronunciate, fino al XVIII secolo, con "e" aperta; poi la "e" si è chiusa per protonia sintattica. Erano pronunciate con "e" chiusa come oggi (nonostante la derivazione da E lunga latina). Erano pronunciate con "e" chiusa come oggi (nonostante la derivazione da E breve latina). Il dittongo ascendente è. un dittongo composto da due semivocali. un dittongo il cui elemento semivocalico precede l'elemento vocalico. un dittongo composto da due vocali. un dittongo il cui elemento vocalico precede l'elemento semivocalico. L'elisione è. la caduta di una vocale finale di parola davanti a parola che inizia per vocale. la caduta di una vocale finale di parola davanti a parola che inizia per consonante. la caduta di una "e" o di una "o" finali di parola. la caduta di una "e" di una "o" finali di parola davanti a parola che inizia per vocale. Quali sono le condizioni che incoraggiano la riduzione dei dittonghi discendenti?. I dittonghi discendenti si riducono di preferenza nei polisillabi e in condizioni di tonicità sintattica. I dittonghi discendenti si riducono di preferenza nei polisillabi e in condizioni di proclicità sintattica. I dittonghi discendenti si riducono di preferenza nei monosillabi e in condizioni di tonicità sintattica. I dittonghi discendenti si riducono di preferenza nei monosillabi e in condizioni di proclicità sintattica. In che cosa consiste il fenomeno dell'aferesi?. Nell'aggiunta di un elemento finale di parola. Nell'aggiunta di un elemento in posizione iniziale di parola. Nella caduta di un elemento iniziale di parola. Nella caduta di un elemento finale di parola. Quale di queste parole presenta un'apocope sillabica?. quel. po'. bel. fu. «Se pareba boves, alba pratalia araba, albo versorio teneba, negro semen seminaba» è. il Graffito della catacomba di Commodilla. il Placito capuano. l'Indovinello veronese. l'iscrizione della Basilica di San Clemente. In che cosa consiste la Legge Gröber?. nella obbligatorietà, nel Duecento, di usare l'articolo forte lo davanti a parola uscente per consonante, di usare l'articolo debole (il o 'l) davanti a parola uscente in vocale. nella obbligatorietà, nel Duecento, di usare l'articolo forte lo dopo parola uscente per vocale, di usare l'articolo debole (il o 'l) dopo parola uscente in consonante. nella obbligatorietà, nel Duecento, di usare l'articolo forte lo dopo parola uscente per consonante, di usare l'articolo debole (il o 'l) dopo parola uscente in vocale. nella obbligatorietà, nel Duecento, di usare l'articolo forte lo davanti a parola uscente per vocale, di usare l'articolo debole (il o 'l) davanti a parola uscente in consonante. Qual è la giusta trafila cronologica fra quelle proposte?. FUERUNT > *FURUNT > furono > furo. FURUNT > furo > furono. FUERUNT > *FURUNT > furo > furono. FURUNT > furono > furo. Nella locuzione "Per lo polso" che troviamo in Bono Giamboni agisce. la legge Groeber. il latinismo fonetico. la legge Tobler Mussafia. il latinismo semantico. La forma "fue" (III pers. sing. del pass. remoto del verbo "essere") presenta. vede il cambio di U breve latina in U lunga (per influsso della prima persona) e dunque -u-. vede il cambio di U lunga latina in U breve e dunque -u-. il fenomeno dell'epitesi. il fenomeno dell'epentesi. In quali condizioni etimologiche si verifica il raddoppiamento fonosintattico?. Dopo monosillabi uscenti in latino in consonante e dopo polisillabi che hanno subito apocope vocalica. Dopo monosillabi uscenti in latino in consonante e dopo polisillabi che hanno subito apocope sillabica. Dopo monosillabi uscenti in latino in vocale e dopo polisillabi che hanno subito apocope sillabica. Dopo monosillabi uscenti in latino in vocale e dopo polisillabi che hanno subito apocope vocalica. Qual è la più antica forma fiorentina della II persona del presente indicativo del verbo "essere"?. Sei. Si'. Sè. Sea. Come si spiega la presenza della doppia affricata palatale in "faccendo"?. Deriva regolarmente da FACIENDU(M). Come rafforzamento espressivo. Non ha spiegazioni né fonetiche né analogiche. Per influsso di FACIO > faccio. Le forme di imperfetto di I pers. singolare uscenti in -a. sono analogiche ma coesistono a Firenze nel Duecento e nel Trecento con le forme etimologiche in -o. sono etimologiche ma coesistono a Firenze dal primo Trecento con le pur largamente minoritarie forme analogiche in -o. sono etimologiche e le uniche esistenti a Firenze fra Duecento e Trecento avanzato. sono di origine analogica e le uniche esistenti a Firenze fra Duecento e Trecento avanzato. Nei più antichi testi toscani le preposizioni articolate. si presentano con l intensa o l scempia in maniera casuale. si presentano con l intensa se davanti a parola che inizia per vocale tonica, con l scempia davanti a parola che inizia per consonante o vocale atona. si presentano con l intensa se davanti a parola che inizia per vocale, con l scempia davanti a parola che inizia per consonante. si presentano con l scempia se davanti a parola che inizia per vocale tonica, con l intensa davanti a parola che inizia per consonante o vocale atona. In che modo si spiega la forma "boce" per 'voce' che troviamo in Bono Giamboni?. Come evoluzione dal lat. UOCEM con regolare passaggio di U a b. Come evoluzione dal lat. BOCEM con regolare passaggio da B- a v. Come evoluzione dal lat. UOCEM con regolare passaggio di U a v e infine a b. Come evoluzione dal lat. UOCEM con passaggio della semivocale iniziale alla occlusiva bilabiale tramite un passaggio intermedio di spirante bilabiale. Indicate quale fra le parole proposte non è un francesismo fonetico. malvagio. palagio. Biagio. stagione. Quale delle seguenti forme verbali attesta il fenomeno del passaggio di -ar- postonico e intertonico a -er-?. loderò. berrò. scriverei. scriverò. Il raddoppiamento fonosintattico. è un fenomeno di dissimilazione. è un fenomeno di assimilazione progressiva. è un fenomeno di rafforzamento. è un fenomeno di assimilazione regressiva innescato da monosillabi latini uscenti in consonante, da bisillabi volgari ossitoni e da alcune altre forme associate per analogia. La forma a bboce del Graffito della Catacomba di Commodilla rappresenta un caso di. raddoppiamento fonosintattico. betacismo e assimilazione del neutro pl. in -a alla declinazione femminile. betacismo e raddoppiamento fonosintattico. betacismo. il più antico testo in volgare toscano composto per finalità artistiche è. Il Placito capuano. l'iscrizione della Basilica di San Clemente. l'iscrizione del sarcofago di Giratto. L'Indovinello veronese. Come si spiegano le forme di imperfetto del tipo avea, dovea, venia?. Per la caduta normale della -B- etimologica latina. Con il fenomeno del dileguo di -v- intervocalica derivante da -B- latina. Per il normale dileguo di -v- intervocalica. Con il fenomeno della dissimilazione a partire da verbi che presentavano la sequenza v-v (aveva > avea, doveva > dovea etc.). Perché tribulazione è da considerarsi un latinismo?. Perché, partendo da TRIBŬLATĬONEM, avremmo dovuto avere il passaggio di -Ŭ- in -/ɔ/. Perché è un termine non popolare. Perché, partendo da TRIBŬLATĬONEM, avremmo dovuto avere il passaggio di -TĬ- + vocale in /ʣ/. Perché, partendo da TRIBŬLATĬONEM, avremmo dovuto avere il passaggio da -Ŭ- in /o/ e di -TĬ- davanti a vocale in /ʦ/. Le forme con consonante scempia del tipo abellire, apressarsi sono. latinismi. fiorentinismi. francesismi. provenzalismi. Quale fenomeno riscontriamo nella parola "maladire"?. Dissimilazione progressiva. Dissimilazione regressiva. Assimilazione progressiva. Assimilazione regressiva. Quali sono le condizioni di enclisi nell'italiano attuale?. L'enclisi avviene solo dopo modi finiti del verbo e dopo l'imperativo. L'enclisi avviene solo dopo modi non finiti del verbo. L'enclisi avviene solo dopo modi non finiti del verbo e dopo l'imperativo. L'enclisi avviene solo dopo modi finiti del verbo. Individuate in quale dei seguenti periodi è rispettata la legge Tobler-Mussafia. "Allora si levò la Filosofia, e puosesi a sedere in su la sponda del mio letto" (Bono Giamboni, Libro de' Vizi e delle Virtudi). "E se si conduce e si guida bene" (Passavanti, Specchio di vera penitenza). "quel gran teatro dov'era accolto il fiore di tutta la Grecia rivoltò gli occhi in lui e curiosamente mirollo" (Bartoli, La ricreazione del savio). "perché la non si fugge ma si differisce a tuo disavvantaggio" (Machiavelli, De principatibus). La risalita del clitico avviene. quando l'infinito a cui il clitico si riferisce è retto da un verbo da un verbo di movimento (ma in questo caso deve essere interposta una preposizione). quando l'infinito a cui il clitico si riferisce è retto da un verbo circostanziale o da un verbo di movimento. quando l'infinito a cui il clitico si riferisce è retto da un verbo modale o da un verbo di movimento. quando l'infinito a cui il clitico si riferisce è retto da un verbo modale o da un verbo di movimento (ma in questo caso deve essere interposta una preposizione). Indicate la risposta giusta. In antico l'accordo con il complemento oggetto del participio passato di un verbo coniugato con "avere" era obbligatorio. In antico l'accordo con il complemento oggetto del participio passato di un verbo coniugato con "avere" non era obbligatorio se il complemento oggetto seguiva il verbo. In antico l'accordo con il complemento oggetto del participio passato di un verbo coniugato con "essere" era obbligatorio. In antico l'accordo con il complemento oggetto del participio passato di un verbo coniugato con "avere" non era obbligatorio se il complemento oggetto precedeva il verbo. Il primo testo pratico di àmbito cittadino è. il Placito capuano. i Frammenti di un libro di conti dei banchieri del 1211. la Carta ravennate. la Formula di confessione umbra. L’Italia linguistica del Duecento può essere linguisticamente così suddivisa: volgari insulari e peninsulari. volgari centrosettentrionali e meridionali. volgari settentrionali e meridionali. volgari settentrionali e centro-meridionali. Il cambiamento linguistico che caratterizza Firenze nel Duecento segna il passaggio. da una fase arcaica a una fase antica, definita anche aurea o classica. da una fase antica a una moderna. da una fase antica a una fase arcaica, definita anche aurea o classica. da una fase arcaica a una fase antica, definita anche argentea. Il fiorentino arcaico è caratterizzato da: il dittongo ie nelle forme verbali iera, ierano. le forme sarò, sarei del futuro e del condizionale. l’assenza del dittongo ie nelle forme verbali era, erano. la forma ogni. Il fiorentino arcaico è caratterizzato da: le desinenze di prima persona plurale del presente indicativo in -iamo. l'assenza del dittongo ie nelle forme verbali era, erano. la forma ogni. la forma ogne. Il fiorentino arcaico non è caratterizzato da: il dittongo ie nelle forme verbali iera, ierano. il futuro e il condizionale del verbo essere sarò, sarei. la forma ogne. i futuri e i condizionali della 2ᵃ classe in forma intera: averò, averei. Il fiorentino arcaico non è caratterizzato da: il rispetto della Legge Castellani. il mantenimento dei dittonghi discendenti ai, ei, oi. la riduzione dei dittonghi discendenti ai, ei, oi alla prima componente: meita > meta, preite > prete. le desinenze di prima persona plurale del presente indicativo in -emo, -imo. La Legge Castellani prevede. futuro e il condizionale del verbo essere sarò, sarei. la riduzione del dittongo discendente ei alla prima componente. l doppia davanti a parola cominciante per consonante o per vocale atona, l scempia davanti a vocale tonica. l scempia davanti a parola cominciante per consonante o per vocale atona, l doppia davanti a vocale tonica. I Frammenti d’un libro di conti di banchieri fiorentini sono. un testo di natura giuridica. un testo letterario. un testo di natura contabile. un testo religioso. In che cosa consiste la risalita del clitico. Nel fenomeno per il quale un elemento atono riferito ad un verbo modale risale all'indietro fino a disporsi in prossimità di un modo infinito che lo precede. Nel fenomeno per il quale un elemento atono riferito ad un verbo al modo infinito retto da un verbo modale è fatto dipendere dal verbo modale anziché dal verbo a cui si riferisce. Nel fenomeno per il quale un elemento atono riferito ad un verbo al modo infinito retto da un verbo modale si dispone prima del verbo al modo infinito anziché dopo. Nel fenomeno per il quale un elemento atono riferito ad un verbo è fatto dipendere dal verbo reggente anziché dal verbo a cui si riferisce. Nelle forme sanza, immantinente, incontanente. si assiste ad un fenomeno fonetico di carattere generale. si assiste al fenomeno caratteristicamente fiorentino -en- > -an-. si assiste ad un diffuso passaggio di apertura della vocale. si assiste al passaggio caratteristico del trapasso dal latino al volgare. La forma guerire è. un francesismo giunto in italiano tramite l'antico tedesco. un francesismo. un germanismo. un germanismo giunto in italiano tramite il francese. Quale di queste forme non è un latinismo fonetico?. pezza. profundità. amplissimo. cognizione. Nella dittologia sinonimica "piangendo e luttando" la parola "luttando" è. un francesismo semantico. un latinismo semantico. un latinismo fonetico. un francesismo fonetico. Laude è. un elemento lessicale tipicamente mediano. un sicilianismo. un latinismo. un elemento lessicale tipicamente umbro. L’assimilazione nd>nn, riscontrabile nella lingua di Iacopone da Todi, è un: esempio di metafonesi. latinismo. tratto tipico del volgare umbro. tratto siciliano. Nelle Laudes creaturarum è particolarmente evidente: la componente latineggiante. la mancata conservazione di -u finale. la metafonesi da -i finale. il passaggio dell’affricata palatale c a z resa col segno grafico <ç>. La forma skappare nelle Laudes creaturarum è riconducibile. al sardo. all'area mediana. all'area settentrionale. al siciliano. La produzione di Uguccione da Lodi è di tipo. stilnovista. notarile. religioso. didattico-morale. Nella lingua di Uguccione da Lodi si riscontra. l'assenza di anafonesi. il dittongo uo in fuoco. il mantenimento della sorda intervocalica (es. fuoco). l'anafonesi. I primi componimenti letterari organici in volgare risalgono. alla fine del XIV secolo. alla fine dell'XI secolo. alla fine del XIII secolo. alla fine del XII secolo. A quale studioso si deve la distinzione fra contenuto (significato) e espressione (significante)?. Hugo Schuchardt. Louis Hjelmslev. Ferdinand de Saussure. Emile Benveniste. Qual è la natura del destinatario del Libro de' vizi e delle virtudi di Bono Giamboni. Il destinatario si configura come spettatore piuttosto che come lettore. Il destinatario è un lettore di cultura bassa a differenza del destinatore. Il destinatario è un lettore di cultura medioalto come il destinatore. Il destinatario si configura come ascoltatore piuttosto che come lettore. Tra le più antiche testimonianze letterarie profane in volgare italiano si annoverano. il Ritmo laurenziano e l'iscrizione della tomba di Giratto. il Ritmo bellunese e la canzone Quando eu stava en le tu cadhene. il Ritmo bellunese e l'iscrizione nella basilica inferiore di S. Clemente. il Ritmo laurenziano e il Ritmo cassinese. Nel codice Hamilton 390 della Staatsbibliothek di Berlino è contenuto il testo de: la Carta ravennate. Quando eu stava in le tu cathene. i Proverbia quae dicuntur super natura feminarum. le Laudes creaturarum. l primato del componimento d’autore spetta a: il Ritmo bellunese. le Laudes creaturarum di Francesco d’Assisi. Fra tuti quî ke fece lu Creature. l'iscrizione della tomba di Giratto. Quale dei seguenti elementi non è caratteristico della letteratura volgare trecentesca a fronte della letteratura del secolo precedente. aumento della produzione prosastica rispetto alla letteratura in versi. aumento della poesia rispetto alla prosa. volgarizzamenti dei classici latini senza l'intermediazione del francese. nascita della novella come genere distinto dall'exemplum. Chi ha coniato la definizione di "fiorentino argenteo" per il fiorentino quattrocentesco?. Lionardo Salviati. Arrigo Castellani. Luca Serianni. Gli Accademici della Crusca. I poeti della Scuola siciliana scrissero. in un siciliano illustre, privo di tratti dialettali locali. in una lingua recante una patina grafico-linguistica già toscanizzata. in un volgare genericamente meridionale. nel siciliano di Palermo, sede della corte di Federico II. Il codice Vaticano Latino 3793 è. toscano-pistoiese. siciliano. toscano-pisano. toscano-fiorentino. Tra i tratti siciliani rintracciabili in Pir meu cori allegrari si registra. il caso di de’ (da DĒBET). la forma allegrari con e protonica. l'assenza del dittongo, secondo la norma del siciliano antico (es. cori). l'assenza dell'impiego di <k> per l'occlusiva velare sorda. I poeti della Scuola poetica siciliana. imitarono la poesia trobadorica, ma scrissero in volgare siciliano. imitarono la poesia trobadorica e usarono la lingua francese. imitarono la poesia trobadorica, ma scrissero in toscano. imitarono la poesia trobadorica e usarono la lingua d'oc. Rispetto al vocalismo del fiorentino, il vocalismo del siciliano. è privo delle vocali alte. è privo delle vocali medio-alte. è privo delle vocali medio-basse. è privo delle vocali medie. L'invenzione del sonetto è attribuita a. Giacomo da Lentini. Pier della Vigna. Guido delle Colonne. Cielo d'Alcamo. A quale data in Italia la messa non è stata più recitata in latino?. Nel 1910 a seguito del Concilio Vaticano II. Nel XIX secolo. Nel 1962 a seguito del Concilio Vaticano II. Nel 1980 a seguito del Concilio Vaticano III. Chi ha coniato il termine di diglossia?. Charles Ferguson nel 1959. Emile Benveniste nel 1959. Charles Ferguson nel 1973. Emile Benveniste nel 1973. Il Novellino è. una raccolta di lettere. una raccolta di cento novelle. un’enciclopedia volgare di carattere scientifico. un'opera di retorica. Che cos'è la diglossia?. Una situazione di doppia opzione linguistica come in Italia l'alternanza di lingua standard e italiani regionali su base dialettale. Una situazione di doppia opzione linguistica che prevede una lingua alta e una lingua bassa fra le quali esiste una differenza d'uso di tipo funzionale a seconda dei contesti. Una situazione di doppia opzione linguistica (lingua/dialetto, lingua ufficiale/lingua minoritaria) a disposizione del parlante. Una situazione di doppia opzione linguistica senza differenza funzionale. Cosa è un'autotraduzione?. Un volgarizzamento commissionato dall'autore ad un traduttore appositamente scelto. Una introspezione di sé da parte dell'autore. La traduzione delle propria opera da parte dello stesso autore. Un volgarizzamento autorizzato dall'autore. Uno dei massimi estimatori della prosa del Passavanti fu. Lionardo Salviati. Pietro Bembo. Baccio Valori. Lorenzo il Magnifico. Che cosa è lo Specchio di vera penitenza di Iacopo Passavanti?. Una raccolta di exempla. Una raccolta di novelle scritta nel 1354. Una piccola summa dedicata al sentimento della contrizione e al sacramento della confessione che il Passavanti mise insieme dopo il ciclo di prediche quaresimali del 1354. Una raccolta di prediche recitate a Pisa. L'opposizione parlato/scritto. si articola in una dicotomia netta e marcata a seconda del mezzo (asse diafasico). si articola in tre gradi: lo scritto-scritto, il parlato-parlato e un livello intermedio cioè lo scritto-parlato o parlato-scritto. si articola in una dicotomia netta e marcata a seconda del mezzo (asse diastratico). si articola in quattro gradi: lo scritto-scritto, il parlato-parlato e due livelli intermedi cioè lo scritto-parlato (Protokoll) e il parlato-scritto (Vorlesen). Cosa erano gli "specula"?. Trattati comportamentali (per lo più destinati ai monaci) in cui veniva mostrato un modello morale o civile a cui attenersi. Trattati comportamentali (per lo più destinati ai principi) in cui veniva mostrato un modello morale o civile a cui attenersi. Elenchi di doveri dei regnanti (specula principum). Raccolte di esempi morali. Lo stile di Guittone d'Arezzo. è ispirato alla semplicità e alla cantabilità. è trascurato fino a divenire oscuro. si rifà alla tradizione siciliana del trobar clus. si rifà alla tradizione provenzale del trobar clus. Indicate quale dei seguenti tratti non fa parte del fiorentino trecentesco. articolo il. generale rispetto della legge Tobler-Mussafia soprattutto ad inizio assoluto di periodo. riduzione del dittongo dopo consonante+ r. rispetto della regola del dittongo mobile. Indicate la risposta corretta. Il passaggio di -en- protonico e postonico a -an- è un fenomeno fonetico esclusivo del fiorentino. Il passaggio di -en- a -an- è toscano. Il passaggio di -en- protonico e postonico a -an- è un fenomeno non sistematico che compare a Firenze e meno regolarmente in altre città toscane. Il passaggio di -en- postonico a -an- è un fenomeno che compare sistematicamente a Firenze e meno regolarmente in altre città toscane. Quale delle seguenti parole non presenta il fenomeno -en- > -an-?. incontanemente. mantenere. sanza. immantanente. La forma "prolago" che troviamo in Passavanti è. un caso di assimilazione regressiva. un caso di dissimilazione progressiva. un caso di dissimilazione regressiva. un caso di assimilazione progressiva. In che cosa consiste la cosiddetta estirpazione di iato?. Nell'introduzione per epitesi di un suono di passaggio (per lo più in italiano /g/ e /v/) fra gli elementi vocalico e semivocalico costituenti uno iato. Nell'introduzione per epentesi di un suono di passaggio (per lo più in italiano /g/ e /v/) fra gli elementi vocalico e semivocalico costituenti uno iato. Nell'introduzione per epitesi di un suono di passaggio (per lo più in italiano /g/ e /v/) fra gli elementi vocalici costituenti uno iato. Nell'introduzione per epentesi di un suono di passaggio (per lo più in italiano /g/ e /v/) fra gli elementi vocalici costituenti uno iato. Indicate la risposta non corretta. La parola "refuggio" può essere considerata un latinismo per la mancata chiusura in protonia di re- in ri-. La parola "refuggio" è una forma semicolta. La consonante intensa di "refuggio" si spiega (a partire da FUGERE) per raddoppiamento della consonante successiva alla vocale tonica in parole proparossitone. La parola "refuggio" è un latinismo integrale. A quale contesto culturale vanno ascritti gli esiti semidotti -ANTIA > -anzia, -ENTIA > -enzia. Alla pronuncia filologica del latino. Alla pronuncia arcaizzante del latino. Alla pronuncia ecclesiastica del latino. Alla pronuncia del latino in ambito notarile. La forma "presunziosa" che si trova in Passavanti. esiste già in latino classico e si caratterizza come un termine di ambito filosofico. esiste già in latino in epoca tardo-antica in autori cristiani e si caratterizza come un termine di ambito dottrinario. è una creazione del Passavanti composta con il suffisso -oso. esiste già in latino in epoca tardo-antica in autori pagani e si caratterizza come un termine di ambito filosofico. Come si può spiegare la constatazione che in Passavanti l'esito semicolto -enzia (rispetto a -enza) è più frequente di -anzia (rispetto a -anza). L'esito semicolto -anzia era sentito come diastraticamente basso. L'esito interamente volgare -anza aveva il conforto dell'esito -anza (da -ance) di diffusione galloromanza. L'esito semicolto -enzia era sentito come diastraticamente alto. L'esito interamente volgare -enzia coincideva con l'esito galloromanzo. Quali sono le cause storiche che determinano il passaggio dal fiorentino "aureo" al fiorentino "argenteo"?. La carestia, il conseguente calo demografico di Firenze e il ripopolamento da parte di popolazioni provenienti da altre città toscane. La Peste Nera, il conseguente calo demografico di Firenze e il ripopolamento da parte di popolazioni provenienti da altre città toscane. L'mpoverimento, il conseguente calo demografico di Firenze e il ripopolamento da parte di popolazioni provenienti da altre città toscane. La sifilide (il Morbo Gallico), il conseguente calo demografico di Firenze e il ripopolamento da parte di popolazioni provenienti da altre città toscane. Quale fenomeno accomuna le parole "femmina" e "voraggine"?. Il latinismo. Il raddoppiamento della consonante successiva alla vocale tonica in parole parossitone. La mancata chiusura in protonia. Il raddoppiamento della consonante successiva alla vocale tonica in parole proparossitone. Come si spiega la forma "scriverrò"?. Per sincope e successiva assimilazione. Per sincope e successiva dissimilazione. Con l'attrazione analogica esercitata dal verbi nei quali (per sincope e successiva dissimilazione) si era generata regolarmente -rr-. Con l'attrazione analogica esercitata dal verbi nei quali (per sincope e successiva assimilazione) si era generata regolarmente -rr-. Quale fenomeno sintattico si riscontra nel periodo "Provocòmmi l'affettuoso priego di molte persone spirituali e divote, che mi pregorono che queste cose della vera penitenzia ... le riducessi a certo ordine per iscrittura volgare". Inversione dei costituenti della frase. Dislocazione a destra. Dislocazione a sinistra. Frase scissa. Che cosa è la dislocazione a destra?. Si tratta di quello che la retorica clasica chiamava anacoluto. Si tratta di un ordine invertito dei costituenti della frase. Si tratta di un ordine marcato dei costituenti della frase che anticipa un elemento rispetto all'ordine considerato normale, ripreso poi in forma pronominale ridondante, mettendolo così in evidenza. Si tratta di un ordine marcato dei costituenti della frase che posticipa un elemento rispetto all'ordine considerato normale, già presentato in forma pronominale ridondante, mettendolo così in evidenza. A quale fenomeno si riconduce la forma "sieno" ('siano')?. Alla chiusura in postonia. All'assimilazione. All'indebolimento di -a- dopo vocale tonica, purché seguita da altra sillaba. Alla chiusura delle vocali toniche in iato. Qual è il contesto fonetico in cui si produce la forma dell'art. maschile plurale "gli"?. In contesto palatale. Davanti a parola che inizia per vocale. In contesto velare. Davanti a parola che inizia per consonante. Le due forme "pericolo" e "periglio" sono. rispettivamente un latinismo e un francesismo. rispettivamente un francesismo e un latinismo. volgarismi (il secondo ormai desueto). cultismi. Quali fenomeni fonetici riconosciamo nella derivazione di "rigoglio" dal prov. "orgolh". Prima metatesi (or > ro) e dissimilazione progressiva (o-o > i-o) complice la reinterpretazione della prima sillaba come prefisso (ri-). Prima dissimilazione regressiva (o-o > i-o) complice la reinterpretazione della prima sillaba come prefisso (ri-), poi metatesi (or > ro). Prima metatesi (or > ro) poi dissimilazione regressiva (o-o > i-o) complice la reinterpretazione della prima sillaba come prefisso (ri-). Prima dissimilazione progressiva (o-o > i-o) complice la reinterpretazione della prima sillaba come prefisso (ri-), poi metatesi (or > ro). Nel periodo del Passavanti Provocòmmi l'affettuoso priego di molte persone spirituali e divote, che mi pregorono che queste cose della vera penitenzia, ... le riducessi a certo ordine per iscrittura volgare rileviamo. il tema libero. la dislocazione a sinistra. l'anacoluto. la coniunctio relativa. Dal punto di vista della morfologia verbale il Trecento si caratterizza. per l'estensione analogica della desinenza -emo alla I persona pl. del presente indicativo di tutte le coniugazioni. per la distinzione delle desinenze -amo, -emo, -imo della I persona pl. del presente indicativo a seconda della coniugazione. per l'estensione analogica della desinenza -amo della I persona pl. del presente indicativo dei verbi della I coniugazione a quelli delle altre. per l'estensione analogica della desinenza -iamo alla I persona pl. del presente indicativo di tutte le coniugazioni. Negli avverbi composti con -mente in antico si verifica la regola secondo la quale. se l'aggettivo della II classe è parossitono, l'apocope in fine dell'aggettivo non viene mai attuata. se l'aggettivo della I classe è proparossitono, l'apocope in fine dell'aggettivo non viene mai attuata. se l'aggettivo della II classe è proparossitono, l'apocope in fine dell'aggettivo viene sempre attuata. se l'aggettivo della II classe è proparossitono, l'apocope in fine dell'aggettivo non viene mai attuata. Cosa si intende per elemento "anaforico" o "cataforico"?. E' anaforico un elemento di ripresa di quanto già espresso nel discorso, è cataforico un elemento che rimanda alla realtà esterna non espressa nel discorso. E' anaforico un elemento di ripresa di quanto già espresso, è cataforico un elemento che anticipa quanto si dirà. E' cataforico un elemento di ripresa di quanto già espresso nel discorso, è anaforico un elemento che rimanda alla realtà esterna non espressa nel discorso. E' cataforico un elemento di ripresa di quanto già espresso, è anaforico un elemento che anticipa quanto si dirà. In italiano la posizione prenominale degli aggettivi attributivi. è più frequente della posizione postnominale. è connotativa. è indifferente rispetto alla posizione postnominale. è denotativa. Nella frase del Passavanti La quale cosa non poté fare san Piero. abbiamo un esempio di stacco interfrasale. abbiamo un esempio di anacoluto. abbiamo un esempio di connessione sintattica. abbiamo un esempio di coniunctio relativa. La prevalente collocazione prenominale degli aggettivi nel Passavanti ha funzione. è determinata dal significato dei singoli aggettivi. corrisponde alla libertà antica della collocazione aggettivale e non ha alcun rilievo stilistico. connotativa. denotativa. Il tema di una frase. è il punto di partenza della comunicazione e costituisce, dal punto di vista dell'emittente, il dato già noto all'interlocutore. è l'argomento principale della frase. è l'elemento nuovo che si vuol far conoscere all'interlocutore. è il punto di partenza della comunicazione e costituisce, dal punto di vista dell'emittente, l'elemento nuovo che si vuol far conoscere all'interlocutore. Qual è il significato stilistico dei periodi che iniziano con E nel brano del Passavanti commentato durante il corso?. ha funzione coordinativa. corrisponde alla volontà del Passavanti di mantenere, in dipendenza dell'oralità originaria della predicazione, una forte coesione fra periodo e periodo. corrisponde alla volontà del Passavanti di mantenere, in dipendenza dell'oralità originaria della predicazione, una forte coerenzafra periodo e periodo. indica la prevalente struttura paratattica del periodo del Passavanti. Qual è la modalità con cui si attua la tematizzazione nella prosa del Passavanti?. Il tema della frase anticipa anche in forma pronominale, il rema della successiva. Il tema della frase riprende, anche in forma pronominale, il rema della precedente. Il rema della frase riprende, anche in forma pronominale, il tema della precedente. Il rema della frase riprende, anche in forma pronominale, il tema della successiva. In che cosa consiste la tematizzazione?. Nella posposizione di un elemento della frase che dovrebbe stare in prima posizione. Nell'anticipazione di un elemento della frase in prima posizione. Nella messa in evidenza come elemento di avvio della frase di un elemento nuovo, ignoto all'interlocutore. Nella messa in evidenza come elemento di avvio della frase di un elemento che, secondo l'ordine sintattico non marcato, non dovrebbe stare in prima posizione. Il rema di una frase. è l'elemento nuovo che si vuol far conoscere all'interlocutore. è il punto di partenza della comunicazione e costituisce, dal punto di vista dell'emittente, l'elemento nuovo che si vuol far conoscere all'interlocutore. è il punto di partenza della comunicazione e costituisce, dal punto di vista dell'emittente, il dato già noto all'interlocutore. è l'argomento principale della frase. Indicate l'affermazione errata. Nel Trecento la desinenza della I persona plurale del presente indicativo -iamo sostituisce per tutte le coniugazioni le desinenze etimologiche. Nel Trecento è ancora costante la forma etimologica in -a della I persona sing. dell'imperfetto. Nel Trecento assistiamo ad una iniziale estensione della desinenza -ono della III persona plurale al presente indicativo di tutte le coniugazioni tranne la I. Nel Trecento è normale la forma "el" dell'articolo maschile singolare. Quale fenomeno sintattico ritroviamo nella frase del Passavanti "Del quale novero ci dobbiamo ingegnare d'essere noi peccatori". Estirpazione di iato in "novero". Mancato rispetto della Legge Tobler-Mussafia. Un uso improprio del verbo "ingegnare". Risalita del clitico. Indicate quale delle seguenti frasi contraddice l'uso della legge Tobler-Mussafia. "Dove si dà ad intendere". "E se si conduce e si guida bene". "Présela San Piero". "e per le tempestose avversitadi e gravi pericoli che ci sono". Individuate la corretta definizione di "denotativo" e "connotativo". Con "connotativo" si qualifica un uso (lessicale o sintattico) non marcato dello strumento linguistico, limitato all'indicazione del referente reale; con "denotativo" si qualifica un uso (lessicale o sintattico) marcato, dalpunto di vista retorico, affettivo, espressivo di quello stesso utensile linguistico. Indicano rispettivamente l'uso postnominale e prenominale degli aggettivi attributivi. Indicano rispettivamente un uso denotato o connotato degli aggettivi attributivi. Con "denotativo" si qualifica un uso (lessicale o sintattico) non marcato dello strumento linguistico, limitato all'indicazione del referente reale; con "connotativo" si qualifica un uso (lessicale o sintattico) marcato, dalpunto di vista retorico, affettivo, espressivo di quello stesso utensile linguistico. Il presente indicativo in -emo (volemo), che troviamo nella Vita Nuova, appartiene. al fiorentino argenteo. al fiorentino arcaico. al fiorentino antico. al fiorentino moderno. La Vita Nuova è. una raccolta di lettere. un poema in latino. un testo in prosa. un prosimetro. L'aggettivo intimo, adoperato da Dante nella Vita Nuova, è. un sicilianismo. un neologismo. un latinismo. un francesismo. La formula Dolce stil novo è coniata da Dante. nel Purgatorio. Nel De vulgari eloquentia. nel Paradiso. nella Vita Nuova. Nella Vita Nuova. si riconosce per la prima volta ai poeti volgari d’amore una dignità pari a quella dei poeti latini. si riconosce per la prima volta ai poeti latini d’amore una dignità pari a quella dei poeti volgari. si elogiano i poeti d'amore latini rispetto a quelli volgari. si critica aspramente la poesia d'amore in volgare. La scrittura della Vita Nuova risale al. 1294. 1301. 1300. 1321. La lingua della Vita Nuova presenta tratti appartenenti al fiorentino: antico. moderno. argenteo. arcaico. Nella frase «E segno che sia picciolo tempo, è che se volemo cercare in lingua d'oco e in quella di sì, noi non troviamo cose dette anzi lo presente tempo per cento e cinquanta anni», volemo è. un provenzalismo. un settentrionalismo. Una forma tipica del fiorentino arcaico. Una forma tipica del fiorentino antico. La lingua del «dolce stil novo» è. il volgare fiorentino dell’uso. il latino. il volgare siciliano. il volgare fiorentino portato a un alto livello di elaborazione e raffinatezza. L’aggettivo ineffabile è utilizzato per la prima volta. da Dante nella Vita Nuova. da Cavalcanti. da Michele Barbi. da Dante nel Purgatorio. La qualifica dominante del Convivio dal punto di vista linguistico è. il rapporto con la poesia siciliana. il rapporto col latino. il rapporto con la poesia trobadorica. il rapporto col francese. Il sostantivo abito proviene. dai testi d'àmbito amoroso. dai testi notarili. dai testi religiosi. dai testi di filosofia. La grammatica di Leon Battista Alberti è. una grammatica del fiorentino di Dante, Petrarca e Boccaccio. una grammatica del fiorentino trecentesco. una grammatica del fiorentino contemporaneo. una grammatica della lingua degli scrittori più autorevoli della tradizione. Le formule dichiarative a inizio di periodo, che riassumono i passaggi precedenti o anticipano a quelli successivi, tipiche della sintassi del Convivio, derivano. dalla tradizione scritturale. dalla poesia d'amore. dalla filosofia scolastica. dall'uso vivo e quotidiano. Quale dei seguenti eventi non contribuì allo studio e alla conoscenza del greco e della letteratura greca in Occidente nel Quattrocento?. La pratica dei volgarizzamenti. Concilio dell'Unione (1439). Caduta di Costantinopoli (1453). L'insegnamento pubblico del greco. Quale fra questi personaggi non testimonia, con i suoi scritti, l'ampliamento dell'ambito d'uso del volgare nel Quattrocento?. Matteo Palmieri. Cennino Cennini. Alessandra Macinghi Strozzi. Pier Candido Decembrio. Quale delle seguenti affermazioni è erroneamente attribuita a Leon Battista Alberti?. Scrittura della prima grammatica italiana (Grammatichetta Vaticana). Organizzazione del Certame coronario. Dichiarazioni esplicite a favore del volgare considerato strutturalmente non inferiore al latino. Rivendicazione dell'esistenza, nella Roma antica, di due lingue distinte usate rispettivamente dagli intellettuali e dal volgo. Indicate quale delle seguenti affermazioni è falsa. Nel secondo Quattrocento la sempre maggiore conoscenza del greco, relativizzando il prestigio del latino, contribuisce ad un recupero di prestigio del volgare. Nel secondo Quattrocento il prestigio del volgare viene messo ulteriormente in discussione dalla riscoperta della lingua e letteratura greche. Nel secondo Quattrocento il recupero di prestigio da parte del volgare avviene nell'ambito della poesia e della filosofia. Nel secondo Quattrocento il recupero di prestigio del volgare deve un forte impulso alla figura di poeta e di uomo politico do Lorenzo de' Medici. Nel primo Quattrocento. il volgare corrobora l'ambito d'uso conquistato nel Trecento. il volgare subisce un momento generale di regresso nell'ambito d'uso. il volgare prosegue trionfalmente il processo di ampliamento nell'ambito d'uso iniziato nei secoli precedenti. il volgare entra in aperta competizione e sopravanza l'ambito d'uso del latino. La disputa sul latino parlato a Roma si svolse. a Firenze nel 1435. a Roma nel 1476. a Firenze nel 1441. a Roma nel 1435. In quale nuovo ambito d'uso scritto il volgare del primo Quattrocento conosce un ampliamento rispetto al secolo precedente?. Nella trattatistica d'arte. Nell'insegnamento universitario. Nella trattatistica filologica. Nello scambio fra dotti europei. A determinare la posizione di Leonardo Bruni sulla questione del latino parlato a Roma stava. la convinzione che latino e volgare fossero troppo diversi. la convinzione che il volgare fiorentino non avesse una tradizione letteraria. la convinzione che il volgare fosse privo di una struttura grammaticale. la convinzione che il volgare fosse troppo variegato in Italia dal punto di vista diatopico e che non poteva costituire un modello. Quale di queste affermazioni è falsa?. Con l'Umanesimo il latino diventa il principale strumento espressivo in ogni campo della cultura. Con l'Umanesimo si diffonde l'idea della superiorità della cultura moderna su quella antica. Nel Quattrocento il volgare attraversa una fase di crisi. Nel Quattrocento il volgare viene tendenzialmente relegato alle scritture pratiche e ai generi letterari popolari. Cosa è il Certame Coronario?. Un concorso poetico organizzato sul tema dell'amicizia da Leonardo Bruni a Firenze nel 1441. Un concorso poetico organizzato sul tema dell'amicizia da Leon Battista Alberti a Roma nel 1441. Un concorso poetico organizzato sul tema dell'invidia da Piero de' Medici a Firenze nel 1441. Un concorso poetico organizzato sul tema dell'amicizia da Leon Battista Alberti a Firenze nel 1441. Il tema del latino parlato a Roma fu oggetto di uno scambio epistolare tra due importanti umanisti. Biondo Flavio e Poggio Bracciolini. Cristoforo Landino e Leonardo Bruni. Biondo Flavio e Leonardo Bruni. Poggio Bracciolini e Cristoforo Landino. Quale delle seguenti affermazioni è falsa?. Nella disputa sul latino parlato a Roma Leonardo Bruni sosteneva che il volgare era nato dal latino. Nella disputa sul latino parlato a Roma Flavio Biondo sosteneva che il volgare era nato dal latino la cui purezza e la cui diffusione nell'Impero Romano erano state incrinate dalle invasioni barbariche. Nella disputa sul latino parlato a Roma Leon Battista Alberti sosteneva che il volgare era nato dal latino la cui purezza e la cui diffusione nell'Impero Romano erano state incrinate dalle invasioni barbariche. Nella disputa sul latino parlato a Roma Leonardo Bruni finiva per riconoscere la parità in termini di antichità e in termini di utilizzo fra latino e volgare. Quale dei seguenti fenomeni fonetici non appartiene ai tratti innovativi del fiorentino quattrocentesco?. Evoluzione di /w/ iniziale in /vw/. Conservazione del dittongo -AU-. Riduzione del dittongo dopo occlusiva + r. Evoluzione di /skj/ in /stj/. Quale dei seguenti fenomeni della morfologia verbale non appartiene ai tratti innovativi del fiorentino quattrocentesco?. Le forme in -ss- del passato remoto di "mettere". La radice fo- del verbo "essere" si trasforma in fu-. La I pers. plurale del presente indicativo esce in -no. La desinenza della III pers. plurale del presente è -ono per tutte le coniugazioni. Quale dei seguenti fenomeni fonetici non appartiene ai tratti innovativi del fiorentino quattrocentesco?. L'uscita -que degli indeclinabili perde l'elemento labiovelare. Palatalizzazione dei plurali uscenti in -lli. Le forme declinate "glielo, gliela" etc. sostituiscono la forma indeclinabile "gliele". L'indeclinabile "gliele" sostituisce le forme declinate "glielo, gliela" etc. Quale delle seguenti forme dei numerali non è ascrivibile al fiorentino quattrocentesco. dua. dieci. undici. duo. Quale evoluzione prevede il fiorentino quattrocentesco per una forma come "dunque"?. Dunqua. Dunche. Donque. Donqua. Quale dei seguenti tratti morfologici non è attribuibile al fiorentino quattrocentesco?. All'articolo "il" si affianca l'articolo "el". Alla forma "avrò" del futuro si sostituisce la forma "arò". Alla forma "aveva" si sostituisce la forma "avea". Alla forma "sè" di II persona del presente del verbo "essere" si sostituisce la forma "sei". Quale delle seguenti forme è attribuibile al fiorentino quattrocentesco?. "missi". "milia". "diece". "dea". Quale dei seguenti tratti morfologici non appartiene ai tratti innovativi del fiorentino quattrocentesco?. Sostituzione della forma etimologica in -o alla forma analogica in -a nella I persona dell'imperfetto. La desinenza -orono (o -orno) per la III persona pl. del passato remoto nella I coniugazione verbale. Sostituzione della forma analogica in -o alla forma etimologica in -a nella I persona dell'imperfetto. L'uscita in -e dei nomi plurali femminili della III classe latina. Quale delle seguenti affermazioni è falsa?. La lettera che funge da prefazione alla Raccolta Aragonese fu firmata da Angelo Poliziano. I compilatori della Raccolta Aragonese vogliono proporre ai contemporanei un modello linguistico-letterario. La Raccolta Aragonese è un'antologia della poesia toscana dei primi secoli. La Raccolta Aragonese fu inviata da Lorenzo de' Medici a Federico d'Aragona. Come si spiegano le forme teglia (da TEGULA) e vegliare (da VIGILARE). Con la confusione fra l'esito volgare di GL e di LJ del latino. Con la regolare evoluzione dal latino GL. Come reazione ipercorretta all'innovazione non cittadina che pronunciava migliaio come migghiaio o famiglia come famigghia. Come la penetrazione nella città di Firenze di una pronuncia del contado. Quale dei seguenti fenomeni appartiene ai tratti innovativi del fiorentino quattrocentesco?. Creazione della forma "gli" dell'articolo maschile plurale. Riduzione del dittongo palatale dopo elemento palatale. Riduzione del dittongo dopo elemento palatale. Velarizzazione della -l- preconsonantica. Riguardo l'ordine delle parole. l'enclisi della Lettera proemiale alla Raccolta Aragonese talvolta si adegua ai criteri del cursus. l'enclisi della Lettera proemiale alla Raccolta Aragonese si adegua alla legge Tobler-Mussafia. l'enclisi della Lettera proemiale alla Raccolta Aragonese si adegua alla legge Tobler-Mussafia solo all'inizio di principale preceduta da subordinata. l'enclisi nella Lettera proemiale alla Raccolta Aragonese è sovrabbondante. Quale delle seguenti caratterizzazioni non si attaglia alla Lettera proemiale alla Raccolta Aragonese?. La lingua della Lettera dimostra una tenue infiltrazione dei tratti morfologici del fiorentino argenteo. La prosa della Lettera è connotata da citazioni esplicite ed implicite agli autori classici e alla tradizione volgare. La lingua della Lettera dimostra nei tratti fonetici l'aderenza al fiorentino argenteo. La prosa della Lettera ha come modelli il latino e la tradizione letteraria fiorentina del Trecento. La Raccolta Aragonese fu compilata. nel 1477. ne 1497. nel 1500. nel 1480. Quale dei seguenti tratti 'argentei' non è stato accolto dall'italiano?. La riduzione dei dittonghi /wɔ/ e /jɛ/ dopo consonante + r. La desinenza -ono alla III persona del presente e dell'imperfetto indicativo estesa alla I coniugazione. La sostituzione delle forme declinate (glielo, gliela, glieli, gliele) all'indeclinabile gliele. La desinenza -o alla I persona dell'imperfetto indicativo. A quali cause sono associate le innovazioni fonetiche e morfologiche rispetto al fiorentino trecentesco che si è soliti definire come "fiorentino argenteo"?. L'emigrazione dei fiorentini in seguito alla Peste nera. L'inurbamento delle popolazioni del contado fiorentino e da altre città toscane in seguito al calo demografico prodotto dalla Peste nera. Il minor prestigio di Firenze nel panorama regionale toscano conseguente alla peste nera. La caduta di prestigio letterario del fiorentino quattrocentesco, che non poteva competere con le Tre Coronedata la scarsa. Quale dei seguenti tratti non è caratteristico del fiorentino del Quattrocento?. la desinenza di III pl. -on(o) invece di -ano. la velarizzazione di l preconsonantica. l'articolo definito maschile singolare el. l'apocope di -e e -o dopo l, n, r. Indicate quale delle seguenti evoluzioni del fiorentino trecentesco verso il fiorentino quattrocentesco non è corretta. stea > stia. dieci > diece. fossi > fussi. milia > mila. Quale dei seguenti gruppi di fenomeni/forme è ascrivibile alle innovazioni del fiorentino argenteo rispetto al fiorentino del Trecento?. riduzione dei dittonghi /wɔ/ e /jɛ/ dopo consonante + r, /skj/ > /stj/, ragghiare > ragliare, fosse > fussi, milia > mila. riduzione dei dittonghi /wɔ/ e /jɛ/ dopo consonante palatale, /skj/ > /stj/, ragghiare > ragliare, fosse > fussi. riduzione dei dittonghi wɔ/ e /jɛ/ dopo consonante + r, /skj/ > /stj/, ragliare > ragghiare, fusse > fossi, mila > milia. riduzione dei dittonghi wɔ/ e /jɛ/ dopo consonante + r e dopo consonante palatale, /skj/ > /stj/, ragghiare > ragliare, fosse > fussi. Dante individua il volgare illustre. nel fiorentino. nel toscano dell'uso. in nessuna parlata italiana. nel bolognese. Indicate quale delle seguenti evoluzioni del fiorentino trecentesco verso il fiorentino quattrocentesco non è corretta. misi > missi. avrò > arò. sia > sea. dicessette > diciassette. Il volgare ideale che Dante ricerca nel De vulgari eloquentia è. il volgare dell'uso. il volgare parlato in Sicilia. illustre, aulico e latineggiante. illustre, cardinale, aulico e curiale. La diffusione a Firenze nel Quattrocento dell'articolo maschile "el". fu immediata e travolgente, tanto che in poco tempo soppiantò la forma antica "il". fu lenta ma inesorabile, tanto che alla fine degli anni Settanta "el" aveva soppiantato la forma antica. fu lenta ma negli anni Settanta "el", sentito come diastraticamente più connotato, era maggioritario nei testi letterari di carattere comico. fu lenta e non riuscì mai a soppiantare la forma antica; ancora negli anni Settanta "il" è maggioritario rispetto a "el". Indicate quale delle seguenti forme presenti nella "Lettera proemiale" alla "Raccolta Aragonese" non può essere considerato un latinismo lessicale. prossimo 'il più vicino'. intermesso 'interrotto'. uno 'uno soltanto'. rozzore 'rozzezza'. Può" rispetto a "puote". è la variante con apocope sillabica. è la variante con apocope vocalica. è la variante senza epitesi vocalica. è la variante senza epitesi sillabica. La lingua della Commedia nelle sue componenti fondamentali. è latina. è esclusivamente fiorentino arcaico. è sostanzialmente vicina all’uso fiorentino del tempo. è sostanzialmente vicina all’uso siciliano del tempo. Indicate quali dei seguenti fenomeni fonetici presenti nella "Lettera proemiale" della "Raccolta Aragonese" non può essere considerato un fenomeno di latinismo. Chiusura in protonia. Conservazione di -AU-. Adesione al timbro vocalico etimologico in "singulare", "sepultura". Mancato raddoppiamento in "publico" e "abundante". Dante ha scritto la Commedia. in fiorentino arcaico e antico. in fiorentino argenteo. esclusivamente in fiorentino arcaico. esclusivamente in fiorentino antico. Lauro e alloro sono. allotropi. olonimi. antonimi. omonimi. La scansione degli allotropi nella Commedia. non è significativa. rispecchia la distinzione tra fiorentino arcaico e antico. è assente. rispecchia tavolta il progredire stilistico delle tre cantiche. Quale dei seguenti tratti non compare nella Lettera proemiale alla Raccolta Aragonese ed è invece testimoniato nei Detti piacevoli?. le forme del verbo avere con riduzione del nesso -vr-. uscita in -o della I persona dell'imperfetto. l'alternanza nella desinenza -e/-i di III persona del congiuntivo imperfetto. l'adozione di lui e lei in funzione di soggetto. Quale dei seguenti tratti non compare nella Lettera proemiale alla Raccolta Aragonese ed è invece testimoniato nei Detti piacevoli?. la forma el dell'articolo. le forme fusti, fussi del perfetto del verbo essere. l'adozione di lui e lei in funzione di soggetto. i latinismi fonetici e lessicali. Chi ha stabilito che la Lettera proemiale alla Raccolta Aragonese è di Poliziano?. Carlo Dionisotti. Michele Barbi. Gianfranco Contini. Arrigo Castellani. Quale di questi poeti non è presente nella Raccolta Aragonese?. Dante. Lorenzo de' Medici. Poliziano. Guido Guinizzelli. La 2a persona singolare del presente indicativo di ‘essere’ sè dimostra. la sostanziale aderenza della Commedia al fiorentino. il rifiuto di Dante di utilizzare il fiorentino. la sostanziale vicinanza della Commedia alla lingua dei siciliani. la distanza della Commedia dal fiorentino del tempo. Quale delle seguenti forme presenti nella "Lettera proemiale" alla "Raccolta Aragonese" non è un francesismo?. Schifare. Ruvido. Masnada. Ostello. Il termine rogna nella Commedia. occorre nel Purgatorio. occorre nel Paradiso. non occorre. occorre nell'Inferno. Nell'Epistola proemiale di Angelo Poliziano alla Raccolta Aragonese, i termini certame, fatti, studio sono. latinismi lessicali. voci di provenienza italiana settentrionale. fiorentinismi schietti. gallicismi. L'uscita in -uto del participio passato. dal Duecento al Quattrocento si era estesa dai verbi con vocale tematica -U- ad altri verbi, per pressione analogica esercitata da ausiliari e verbi modali come "avere", "potere", volere". nel Quattrocento si estese dai verbi con vocale tematica -U- ad altri verbi, per pressione analogica esercitata da ausiliari e verbi modali come "avere", "potere", volere". nel Quattrocento si formò per pressione analogica esercitata da ausiliari e verbi modali come "avere", "potere", volere". dal Duecento al Quattrocento si era formata per pressione analogica esercitata da ausiliari e verbi modali come "avere", "potere", volere". Come sono connotati i latinismi lessicali nella Lettera proemiale e nei Detti piacevoli di Poliziano?. I latinismi lessicali della Lettera sono di ambito prevalentemente retorico e di tradizione medievale, mentre quelli dei Detti sono di ambito giuridico-amministrativo ma di tradizione classica. I latinismi lessicali della Lettera sono di ambito prevalentemente ufficiale, mentre quelli dei Detti sono di ambito ecclesiastico. I latinismi lessicali della Lettera sono di ambito prevalentemente retorico e di origine classica, mentre quelli dei Detti sono di ambito giuridico-amministrativo e di tradizione medievale. I latinismi lessicali della Lettera sono funzionali al contesto, mentre quelli dei Detti sono esornativi. Il termine antomata. è una voce araba. deriva dalle versioni latine di Aristotele. è una ricostruzione erronea sul modello dei sostantivi plurali in -ta. è un gallicismo. Il termine stimativa afferisce all'àmbito. della perspettiva. della medicina. dell'astronomia. della matematica. Come si comporta Poliziano in relazione alle forme verbali composte (per esempio il passato prossimo)?. Le evita in quanto neo-formazioni volgari sostituendo al passato prossimo il passato remoto. Ne attenua l'evidenza (in quanto neo-formazioni volgari) separando l'ausiliare dal participio passato. Ne esalta l'evidenza, sebbene neo-formazioni volgari, ponendole in posizione finale di periodo. Data la sua attenzione nei confronti della tradizione volgare, le accetta senza particolari censure, sebbene siano neo-formazioni volgari. Nella "Lettera proemiale" alla "Raccolta Aragonese" l'enclisi. risponde ad esigenze espressive. risponde ad esigenze prosodiche. rispetta la legge Tobler-Mussafia solo in posizione assoluta. rispetta la legge Tobler-Mussafia. Secondo Tullio De Mauro, quale percentuale del vocabolario fondamentale del fiorentino era già costituita quando Dante iniziò a scrivere la Commedia?. 30%. 60%. 90%. 100%. Che cosa connota, dal punto di vista del genere epistolare, la Lettera proemiale?. La divisione in differenti sezioni (argomentativa, storico-critica e conclusiva). La stretta connessione fra le differenti sezioni in cui la Lettera si divide. L'uso del tu. L'iniziale allocuzione al destinatario e il saluto finale. A quale categoria principale appartengono le parole che escono in -anzia, -enzia nella prosa del Poliziano?. Ai nomi astratti. Ai nomi concreti. A termini giuridici. A termini filosofici. Quale dei seguenti tratti sintattico-stilistici non compare nella prosa del Poliziano?. Tematizzazione. Presenza della coniunctio relativa. Iterazione della congiunzione "e" e "né" davanti ad entrambi i termini di una dittologia. Costruzione alla latina delle subordinate oggettive e soggettive implicite. L'adozione del campo metaforico delle arti figurative nella sezione storico-critica della "Lettera proemiale" alla "Raccolta Aragonese" di Poliziano. è un tratto critico tradizionale. discende dalla tradizione retorica medievale. è un tratto critico nuovo e moderno. discende dalla tradizione retorica latina. Il sostantivo affetto nella Commedia. occorre col significato di 'inclinazione sentimentale che spinge ad amare e a volere il bene di qualcuno o qualcosa'. occorre col significato di 'inclinazione sentimentale che spinge ad amare e a volere il bene di qualcuno o qualcosa', ma anche di 'sensazione di sofferenza fisica o morale'. occorre col significato di 'inclinazione sentimentale che spinge ad amare e a volere il bene di qualcuno o qualcosa', ma anche di 'passione', 'impulso'. occorre con un significato molto diverso rispetto a quello che gli attribuiamo oggi. Indicate l'affermazione errata. Le Prose della volgar lingua di Pietro Bembo ebbero fortuna perché l'autore era fiorentino. Le Prose della volgar lingua di Pietro Bembo ebbero fortuna perché l'impianto arcaizzante che esse proponevano forniva una regola certa e immobile. Le Prose della volgar lingua di Pietro Bembo ebbero fortuna perché proponendo come modello della poesia Petrarca andava incontro al petrarchismo inaugurato nel secondo Quattrocento e che in quegli anni raggiungeva il proprio apogeo. Le Prose della volgar lingua di Pietro Bembo ebbero fortuna perché il loro autore era un intellettuale di prestigio indiscusso. Quali erano le caratteristiche delle "Regole" del Fortunio? Indicate la risposta errata. Aveva un forte impianto filologico, tanto da discutere dela correttezza o meno di una lezione. Dedicava molto spazio al problema ortografico. La descrizione del volgare era modellata sulle categorie della grammatica del latino. Prescindeva dalla questione dei modelli letterari. Le Prose della volgar lingua di Pietro Bembo furono pubblicate. nel 1540. nel 1525. nel 1555. nel 1535. La prima grammatica dell'italiano, dopo quella di Leon Battista Alberti, si deve a. Pietro Bembo. Lionardo Salviati. Giovan Francesco Fortunio. Pier Francesco Giambullari. Quale dei seguenti fattori storici contribuì e rafforzò l'esigenza di una norma linguistica nel Cinquecento?. L'aspirazione ad un'unità politica italiana. Un pubblico sempre maggiore di dotti. La scoperta prima e la diffusione poi della stampa a caratteri mobili. Le invasioni francesi e spagnola alle quali si sentiva l'esigenza di opporre una precisa identità linguistica italiana. La grammatica del Fortunio non riscosse particolare successo perché. l'autore era un friulano. andava contro il processo di konéizzazione iniziato nel Quattrocento a favore del tosco-fiorentino. aveva un impianto scarsamente normativo e non affrontava le questioni ortografiche. di prevalente impianto filologico. Chi ci tramanda notizia del contenuto dei libri perduti di Vincenzo Colli detto il Calmeta?. Gian Giorgio Trissino. Pietro Bembo. Carlo Lenzoni. Niccolò Machiavelli. Nelle Prose della volgar lingua Pietro Bembo fa dire al fratello Carlo. che non è un vantaggio conoscere il fiorentino come lingua materna per saper ben scrivere fiorentino. che è un vantaggio conoscere il fiorentino come lingua materna per saper ben scrivere fiorentino. che è un vantaggio essere fiorentino per saper parlare fiorentino. che non è un vantaggio essere fiorentino per saper parlare fiorentino. Chi fu il rappresentante del ciceronianesimo nella disputa cinquecentesca sull'imitazione?. Giovan Grancesco Pico. Paolo Cortesi. Agnolo Poliziano. Pietro Bembo. La polemica relativa alla imitatio sul versante latino aveva visto contrapposti. nel Quattrocento Agnolo Poliziano e Giovan Francesco Pico, nel Cinquecento Paolo Cortesi e Pietro Bembo. nel Quattrocento Agnolo Poliziano e Pietro Bembo, nel Cinquecento Paolo Cortesi e Giovan Francesco Pico. nel Quattrocento Agnolo Poliziano e Paolo Cortesi, nel Cinquecento Giovan Francesco Pico e Pietro Bembo. nel Quattrocento Giovan Francesco Pico e Paolo Cortesi, nel Cinquecento Agnolo Poliziano e Pietro Bembo. Chi fu il rappresentante del ciceronianismo nella disputa quattrocentesca sull'imitazione?. Pietro Bembo. Paolo Cortesi. Agnolo Poliziano. Giovan Francesco Pico. Per Pietro Bembo. il prestigio del fiorentino è il risultato della precedente tradizione letteraria. il prestigio del fiorentino dipende dalla sua eccellenza naturale come lingua parlata e scritta. il prestigio del fiorentino dipende dalla sua eccellenza naturale, presente nel Trecento, ma non puù presente nel fiorentino successivo. il prestigio del fiorentino dipende sia dalla sua eccellenza naturale sia dal prestigio delle Tre Corone. Indicate l'associazione errata fra posizione teorica nel dibattito linguistico cinquecentesco e suo esponente. teoria arcaizzante > Pietro Bembo; teoria cortigiana > Benedetto Varchi; teoria fiorentinista > Niccolò Machiavelli. teoria arcaizzante > Pietro Bembo; teoria cortigiana > Vincenzo Calmeta; teoria fiorentinista > Niccolò Machiavelli. teoria arcaizzante > Pietro Bembo; teoria cortigiana > Gian Giorgio Trissino; teoria fiorentinista > Niccolò Machiavelli. teoria arcaizzante > Pietro Bembo; teoria cortigiana > Baldassar Castiglione; teoria fiorentinista > Niccolò Machiavelli. La confutazione di Pietro Bembo della teoria cortigiana verte. sulla mancanza di prestigio letterario della lingua di conversazione nelle corti. sulla mancanza di modelli letterari che autorizzino la lingua cortigiana. sulla fiorentinità solo parziale della lingua delle corti. sulla mancanza di uniformità della lingua delle corti, che ne determina la difficoltà di essere insegnata ed appresa. La teoria cortigiana fu sostenuta per la prima volta. Da Dante Alighieri. da Baldassarre Castiglione. da Vincenzo Colli detto il Calmeta. da Gian Giorgio Trissino. Nella polemica sul ciceronianesimo. Pietro Bembo assunse posizioni analoghe a quelle avanzate nel secolo precedente da Agnolo Poliziano, a favore della massima libertà dei modelli letterari da imitare. Pietro Bembo assunse posizioni analoghe a quelle avanzate nel secolo precedente da Agnolo Poliziano, a favore dell'unicità dei modelli latini da imitare. Pietro Bembo assunse posizioni analoghe a quelle avanzate nel secolo precedente da Agnolo Poliziano, a favore dell'unicità dei modelli letterari da imitare. Pietro Bembo assunse posizioni analoghe a quelle avanzate nel secolo precedente da Paolo Cortesi, a favore dell'unicità dei modelli latini da imitare. Quando fu composto e qual è l'argomento di partenza del "Discorso intorno alla nostra lingua" di Niccolò Machiavelli?. Nel 1525; corregge l'interpretazione del "De vulgari eloquentia" chiamando in causa lo stesso Dante. Nel 1513; come si dovesse denominare la lingua in cui hanno scritto le Tre Corone: fiorentina, toscana o italiana, optando per la denominazione toscana. Nel 1524; come si dovesse denominare la lingua in cui hanno scritto le Tre Corone: fiorentina, toscana o italiana, optando per la denominazione fiorentina. Nel 1513; come si dovesse denominare la lingua in cui hanno scritto le Tre Corone: fiorentina, toscana o italiana, optando per la denominazione di volgare. Chi riscoprì, nel primo decennio del Cinquecento, il "De vulgari eloquentia" dantesco?. Vincenzo Colli. Gian Giorgio Trissino. Lodovico Castelvetro. I partecipanti alle discussioni degli Orti Oricellari. La posizione di Niccolò Machiavelli all'uscita delle Prose della volgar lingua fu. di accettazione della posizione bembiana pur con notevoli distinguo. in un primo tempo fu favorevole, poi, dopo la scrittura del Discorso, contrario. di accettazione della teoria bembiana. di ironica ma netta opposizione. Intervenuto nel dibattito cinquecentesco sulla lingua letteraria, Niccolò Machiavelli. rivendicò l'eccellenza della lingua parlata nella Firenze del suo tempo. riteneva che nessun volgare italiano avesse dignità letteraria. abbracciò la posizione espressa da Pietro Bembo nelle Prose della volgar lingua (1525). si schierò con i sostenitori della teoria "cortigiana". Nel Discorso intorno alla nostra lingua di Niccolò Machiavelli. l'argomento di discussione principale è se la lingua usata dagli scrittori fiorentini e in primo luogo Dante sia il fiorentino, il toscano o l'italiano e prende posizione per la seconda opzione. l'argomento di discussione principale è se la lingua usata dagli scrittori italiani e in primo luogo Bembo sia il fiorentino, il toscano o il veneziano e prende posizione per la prima opzione. l'argomento di discussione principale è se la lingua usata dagli scrittori fiorentini e in primo luogo Petrarca sia il fiorentino, il toscano o l'italiano e prende posizione per la prima opzione. l'argomento di discussione principale è se la lingua usata dagli scrittori fiorentini e in primo luogo Dante sia il fiorentino, il toscano o l'italiano e prende posizione per la prima opzione. Per Machiavelli. il prestigio del fiorentino dipende dalla sua eccellenza naturale come lingua parlata. il prestigio del fiorentino dipende dalla sua eccellenza naturale, presente nel Trecento, ma non puù presente nel fiorentino successivo. il prestigio del fiorentino è il risultato della precedente tradizione letteraria. il prestigio del fiorentino dipende sia dalla sua eccellenza naturale sia dal prestigio delle Tre Corone. Niccolò Machiavelli sosteneva. l'eccellenza della lingua parlata su quella scritta. l'eccellenza della lingua scritta su quella parlata. l'eccellenza intrinseca del fiorentino e proponeva la sua adozione nella varietà parlata a lui contemporanea. l'eccellenza letteraria del fiorentino stabilita dalle Tre Corone nel Trecento. Il lessico della luce nella Commedia presenta il maggior numero di occorrenze. nell'Inferno. nel Paradiso. nel Purgatorio. in tutte e tre le cantiche, senza distinzione di frequenza. Col sostantivo lucore nella Commedia si intende. una luminosità intensa e diffusa. una luce accecante. l'Empireo. un lampo abbagliante. L'aggettivo luculento è. attestato prima di Dante in Guinizzelli. prima attestazione dantesca. attestato prima di Dante in Cavalcanti. un arabismo. Nell'unica attestazione infernale, l'aggettivo lucente. si riferisce agli occhi del pellegrino. si riferisce alla luminosità naturale dei raggi del sole al tramonto. si riferisce al carro del Sole. ha il significato di 'risplendente di luce divina'. Nei versi di Par. XXX. 39-40 la «pura luce: luce intellettüal» indica. l'Empireo. la veste dei beati. la vista del pellegrino. il carro del Sole. Nell’espressione carro della luce di Purg. IV. 59 il riferimento è. al Sole. all'Empireo. alla veste dei beati. alla vista. Qual è il significato che il lettori del Cinquecento dettero del "De vulgari eloquentia" dantesco?. I primi lettori cinquecenteschi lo intesero come un trattato di linguistica (piuttosto che come un trattato di poetica), e, adattandolo alle questioni allora vive, lo intesero come una conferma della teoria arcaizzante. I primi lettori cinquecenteschi lo intesero come un trattato di poetica (piuttosto che come un trattato di linguistica), e, adattandolo alle questioni allora vive, lo intesero come una conferma della teoria cortigiana. I primi lettori cinquecenteschi lo intesero come un trattato di linguistica (piuttosto che come un trattato di poetica), e, adattandolo alle questioni allora vive, lo intesero come una conferma della teoria fiorentinista. I primi lettori cinquecenteschi lo intesero come un trattato di linguistica (piuttosto che come un trattato di poetica), e, adattandolo alle questioni allora vive, lo intesero come una conferma della teoria cortigiana. Nel Purgatorio di Dante troviamo citato un vino chiamato. vernaccia. vermiglio. vino greco. trebbiano. I canti XXI-XXII dell’Inferno accolgono. i barattieri. gli eretici. i golosi. i traditori. Nei versi «Non altrimenti i cuoci a’ lor vassalli / fanno attuffare in mezzo la caldaia /la carne con li uncin, perché non galli». troviamo il riferimento a degli uncini di ferro adoperati per infilare la carne. il riferimento è a Simon de Brion. possiamo trovare importanti riferimenti alla cucina del Medioevo. si parla della cornice dei golosi, dove le anime soffrono un’insaziabile fame e sete a causa della pena loro assegnata per contrappasso. L'aggettivo convolto nel XXI canto dell'Inferno significa. trascinato. involto nella pece. compromesso. attuffato. Il Libro di spese per la mensa dei Priori di Firenze. registra i consumi di una mensa di alto livello. registra i consumi di una mensa di basso livello. è relativo agli anni della giovinezza di Dante. registra i consumi della mensa del consiglio dei Priori negli anni in cui Dante ne faceva parte. All'epoca di Dante, il vino rosso era chiamato. vino vermiglio. vernaccia. vino della piazza. vino trebbiano. Il sostantivo vena nella Commedia. occorre esclusivamente col significato di 'vaso sanguigno pulsante'. assume esclusivamente un significato metaforico. occorre col significato di 'vaso sanguigno non pulsante' e 'vaso sanguigno pulsante'. occorre nel Paradiso. I raffi, adoperati dai diavoli della fossa quinita dell'Inferno, erano. uncini di ferro con in cima un lungo dente, usati in particolare dai cuochi per infilare la carne. uncini adoperati specialmente per appendere i tagli di carne. le caldaie in cui si cuoceva la carne. uncini di ferro adoperati per pescare. Anguinaia è un termine afferente al lessico. matematico. della luce. atronomico. anatomico. Quale dei seguenti elementi fono-morfologici del fiorentino argenteo non troviamo nel De principatibus?. Passaggio da /skj/ a /stj/. L'esito palatale -gli <-lli. Riduzione del dittongo dopo consonante + r. Velarizzazione di l preconsonantica. La presenza dei tratti del fiorentino argenteo nel De principatibus è maggiore. nella fonetica. nello stile. nella morfologia. nella sintassi. Indicate quale di queste forme non compare o è minoritaria nella prosa di Machiavelli. arò (anziché avrò). pronomi e aggettivi possessivi plurali indeclinabili (mia, tua, sua anziché miei/mie, tuoi/tue, suoi/sue)). fussi (anziché fossi). el (anziché il). In Machiavelli. il sistema degli articoli maschili è simmetrico: le forme antiche non vengono soppiantate da quelle moderne né nel singolare né nel plurale. il sistema degli articoli maschili è asimmetrico: la forma innovativa non soppianta l'antica nel singolare, la forma moderna è esclusiva nel plurale. il sistema degli articoli maschili è asimmetrico: la forma innovativa soppianta l'antica nel singolare, la forma moderna è minoritaria nel plurale. il sistema degli articoli maschili è simmetrico: le forme innovative soppiantano le antiche nel singolare e nel plurale. Indicate quale di queste forme non è un latinismo lessicale. estrinseco. suppellettile. lasciare. accidenti. I pronomi soggettivi "gli" e "la" (per "egli" e "ella") che compaiono in Machiavelli. sono forme sincopate. sono forme epitetiche. sono forme apocopate. sono forme aferetiche. Il termine nuca. è prima attestazione dantesca e deriva dal francese. è attestato prima di Dante in Guinizzelli. è prima attestazione dantesca e deriva dall'arabo. non è attestato nella Commedia, ma solo nel Convivio. Nella dissertazione di Stazio sull’origine dell’anima (Purg. XXV 69). è usato il cultismo cerebro. è usato il termine cervello, originatosi dal diminutivo latino cerebellum. è usato il termine cervello, col significato di ‘sede delle facoltà intellettive’. sono utilizzati sia cerebro che cervello. Nei versi di Purg. XXXIII 81 «E io: “Sì come cera da suggello, / che la figura impressa non trasmuta, / segnato è or da voi lo mio cervello”», cervello ha il significato di. 'vista'. ‘midollo spinale della regione del collo'. 'sede delle facoltà intellettive'. ‘organo racchiuso nella cavità del cranio, encefalo'. L'aggettivo etico nella Commedia. ha il significato di ‘chi è affetto da idropisia'. ha il significato di 'che riguarda l'attività umana, in quanto valutabile col criterio di distinzione tra bene e male'. ha il significato di ‘chi è affetto da febbre persistente e grave deperimento organico’. ha il significato di 'che ha, per sé stesso, un’essenza morale'. Tra i documenti che testimoniano la lingua del cibo all'epoca di Dante, il Registro di Entrata e Uscita del convento di Santa Maria di Cafaggio documenta. la più antica attestazione di anguilla. la più antica attestazione di vernaccia. la più antica attestazione di àrista. la più antica attestazione di raffio. Nella Commeda l'omore è. l'indole, il carattere di una persona. lo stesso che cervello. uno dei fluidi che costituiscono la complessione umana. il midollo spinale della regione del collo. Nella Commedia il sostantivo gonna. assume il significato di 'visione'. occorre esclusivamente col significato di 'indumento'. non è attestato. occorre sia col significato di 'indumento' sia con quello di 'tunica del globo oculare'. Il sostantivo gola nella Commedia. indica la ‘regione anatomica del collo (con riferimento tanto alla parte anteriore quanto a quella posteriore)’. indica il midollo spinale della regione del collo. indica la ‘regione anatomica del collo (con riferimento alla parte anteriore)’. indica la ‘regione anatomica del collo (con riferimento alla parte posteriore)’. L’unico luogo della Commedia in cui si fa esplicito riferimento al cibo è. il canto XXXIII dell'Inferno. il canto XXIV dell'Inferno. il canto XXXIII del Paradiso. il canto XXIV del Purgatorio. L’unica menzione esplicita di un cibo e di una bevanda che si ha nella Commedia. occorre nel canto XXIV dell'Inferno ed è rappresentata dall'arista e dal vino trebbiano. occorre nel canto XXIV del Purgatorio ed è rappresentata dai vassalli che attuffano la carne nelle caldaie. occorre nel canto XXIV dell'Inferno ed è rappresentata dai vermicelli e dal vino greco. occorre nel canto XXIV del Purgatorio ed è rappresentata dalle anguille di Bolsena e dalla vernaccia. Indicate quale di queste forme non è un latinismo fonetico. clausule. antiquo. facultà. osservato. La legge Tobler-Mussafia è rispettata nel De principatibus. solo all'inizio di principale preceduta da subordinata. dopo e e dopo ma. in inizio assoluto di periodo e dopo e. in inizio assoluto di periodo e dopo ma. In Machiavelli. la legge Tobler-Mussafia non compare più in una principale preceduta da subordinata e dopo "ma". non compare più la legge Tobler-Mussafia. compare solo in posizione iniziale assoluta di periodo. la legge Tobler-Mussafia non compare più solo in una principale preceduta da subordinata. Indicate quale dei seguenti tratti stilistici non fa parte dello stile machiavelliano. è una lingua spontanea e viva, non esente però da latinismi fonetici e sintattici. è una lingua che esprime la volontà di razionalizzare e categorizzare la realtà attraverso antitesi classificatorie (uso della disgiuntiva o). è una lingua spontanea e molto semplice dal punto di vista sintattico e retorico. è una lingua che esprime la volontà di classificare e distinguere la realtà attraverso continui correttivi introdotti da ma. L'ambito metaforico cui ricorre Machiavelli di preferenza. è simbolico. è realistico e concreto. attinge al mondo vegetale. attinge agli astratti. Il latineggiamento della lingua di Machiavelli va addebitato. alla sua formazione culturale. ad un interesse antiquario. ad uno spiccato gusto retorico. alla ricerca di quelli che lui stesso chiama "lenocinii" e "ornamenti". Indicate la risposta errata. Gli elementi del parlato presenti nella lingua di Machiavelli sono. la ridondanza pronominale. l'accordo a senso. le formule di cortesia. i deittici (in particolare "qui" e "tu"). In Machiavelli la sequenza dei pronomi atoni. si adegua al modello più recente compl. indiretto + compl. oggetto. alterna il modello antico (compl. ogg. + compl. indiretto) al modello più recente (compl. indiretto + compl. ogg.). si adegua al modello antico compl. ogg. + compl. indiretto. alterna il modello antico (compl. ogg. + compl. indiretto) al modello più recente (compl. indiretto + compl. ogg.), ma con verbo impersonale la particella pronominale precede direttamente il verbo. In antico la sequenza dei pronomi atoni. è compl. ogg. + compl. indiretto. è indifferente. dipende dal contesto. è compl. indiretto + compl. ogg. La parziale adesione alle regole della legge Tobler-Mussafia da parte di Machiavelli è da interpretarsi. come adesione consapevole ad un tratto caratteristico della tradizione. come un arcaismo. come un superamento della tradizione municipale. come un'innovazione. Come abbiamo definito la frequente ricorrenza nello stile machiavelliano della disgiuntiva ("o ... o"). iterazione classificatoria. parallelismo definitorio. struttura binaria. antitesi classificatoria. Nell'uso dell'art. masch. la prosa del De principatibus di Machiavelli. mostra la predominanza della forma tradizionale il mai completamente soppiantata da el. mostra la predominanza dell'innovazione el che ha ormai quasi definitivamente soppiantato il. mostra la parità nell'uso di el e il. mostra la predominanza della forma tradizionale el mai completamente soppiantata da il. Nella prosa di Machiavelli. la legge Groeber non è più rispettata. la legge Groeber è rispetta in maniera minoritaria e occasionale. la legge Groeber è sistematicamente rispettata. la legge Groeber è rispettata in maniera oscillante. Lionardo Salviati trasformò la teoria di Bembo. prendendo in considerazione anche la lingua del Duecento. prendendo in considerazione anche il fiorentino vivo. ampliando il canone anche ad autori minori del Trecento. prendendo a modello la lingua di Dante. Indicate la risposta errata. Secondo il volere di Cosimo I granduca di Toscana l'Accademia Fiorentina. avrebbe dovuto svolgere i suoi lavori all'interno della corte evitando il contatto con il popolo indotto. avrebbe dovuto stendere una grammatica del fiorentino. avrebbe dovuto patrocinare l'uso del volgare tramite i volgarizzamenti. avrebbe dovuto patrocinare l'uso del volgare anche per la scienza. Quando nasce la "brigata dei Crusconi" (poi Accademia della Crusca)?. 1542. 1612. 1582. 1584-1586. Nel 1542 la trasformazione dell'Accademia degli Umidi in Accademia Fiorentina. fu voluta da Lionardo Salviati che mirava alla redazione di una grammatica scritta da fiorentini. fu voluta da Cosimo I come strumento di autopromozione politica e linguistica. fu voluta da Lionardo Salviati che mirava alla redazione di un vocabolario fiorentino. fu un'evoluzione interna all'Accademia sempre più interessata ad aspetti politici e linguistici di supremazia di Firenze. Indicate quale delle seguenti affermazioni è vera. Nell'Accademia Fiorentina si fronteggiavano tendenze classicheggianti e filobembiane come quella di Benedetto Varchi e tendenze filofiorentine come quella di Pier Francesco Giambullari. Nell'Accademia Fiorentina tutti i membri erano convinti assertori della tesi arcaizzante e classicheggiante del Bembo. Nell'Accademia Fiorentina si fronteggiavano tendenze classicheggianti e filobembiane come quella di Pier Francesco Giambullari e tendenze filofiorentine come quella di Benedetto Varchi. Nell'Accademia Fiorentina tutti i membri erano convinti asserori della eccellenza del fiorentino contemporaneo. Quale delle seguenti affermazioni non è contenuta nell'Orazione in lode della fiorentina favella di Lionardo Salviati?. i Fiorentini non avevano bisogno dell'intervento del veneziano Pietro Bembo per accorgersi dell'eccellenza del proprio volgare. il fiorentino possiede sia virtù naturali sia una illustre tradizione letteraria. a Firenze l'Accademia Fiorentina rappresenta il luogo e l'occasione per rendere consapevole la città del valore della propria lingua. alle lingue per imporsi non bastano le virtù naturali né un'illustre tradizione letteraria. Il Salviati sosteneva. la sovranità dell'uso letterario limitato però alle scritture degli autori fiorentini che avevano esaltato la purezza del loro volgare. la sovranità dell'uso, la priorità del parlato nel funzionamento della lingua, la purezza del fiorentino. la sovranità dell'uso parlato, educato però tramite l'esercizio letterario. la sovranità dell'uso letterario, il maggior prestigio dello scritto sul parlato, la purezza del fiorentino. Qual è la data della fine del Concilio di Trento?. 1559. 1517. 1560. 1563. Indicate la risposta errata. Anche dal punto di vista linguistico è utile annettere il secondo Cinquecento al Seicento, durante i quali furono fortissimi gli effetti del Concilio di Trento. Anche dal punto di vista linguistico è utile annettere il secondo Cinquecento al Seicento, caratterizzati dalla nascita delle Accademie (rispettivamente della Crusca e dell'Arcadia). Anche dal punto di vista linguistico è utile annettere il secondo Cinquecento al Seicento, perché entrambi contraddistinti dal Manierismo e dal Barocco. Anche dal punto di vista linguistico è utile annettere il secondo Cinquecento al Seicento, caratterizzati dal punto di vista culturale dal Manierismo e rispettivamente dal Barocco contrapposti al razionalismo primo-cinquecentesco. A quale data Cosimo I granduca di Toscana trasformò l'Accademia degli Umidi in Accademia Fiorentina?. 1582. 1540. 1542. 1559. Cosa sono gli "Avvertimenti della lingua sopra 'l Decamerone"?. Un'operetta breve e non sistematica su questioni filologiche relative al "Decameron" stesa da Lionardo Salviati. Un'opera in cui Lionardo Salviati, a margine della lingua di Boccaccio che aveva studiato in occasione della "rassettatura" del Decameron del 1582, affrontava questioni grammaticali, ma anche più generali relative al dibattito linguistico coevo. Un'opera in cui Vincenzio Borghini, a margine della lingua di Boccaccio che aveva studiato in occasione della "rassettatura" del Decameron del 1572, affrontava questioni grammaticali, ma anche questioni più generali relative al dibattito linguistico coevo. Un'operetta breve e non sistematica su questioni filologiche relative al "Decameron" stesa da Vincenzio Borghini. Qual è l'atteggiamento di Lionardo Salviati nei confronti dei latinismi?. Di accettazione perché esprimenti le origini neolatine del fiorentino. Di rifiuto, perché contrassegnano la decadenza del fiorentino aureo durante l'Umanesimo del Quattrocento. Di parziale accettazione, come male inevitabile. Di parziale accettazione, come opzione linguistica sempre possibile in italiano. All'interno dell'Accademia Fiorentina chi rivendicava il prestigio del fiorentino contemporaneo anche parlato?. Benedetto Varchi. Pier Francesco Giambullari e Giovan Battista Gelli. Pier Francesco Giambullari. Pier Francesco Giambullari e Benedetto Varchi. Quali sono le edizioni del Vocabolario della Crusca che il Bartoli poté utilizzare?. La I e la II edizione. Le edizioni I-IV. La prima edizione. Le prime tre edizioni. Fra il secondo Cinquecento e il Seicento si assiste ad un generale mutamento nella funzionalità d'uso del volgare rispetto al latino. nella lingua della liturgia, nella lingua utilizzata nelle lezioni universitarie, nella lingua utilizzata per i trattati di carattere scientifico. nella lingua della predicazione e nella lingua utilizzata nella liturgia. nella lingua della predicazione, nella lingua utilizzata nelle lezioni universitarie, nella lingua utilizzata per i trattati di carattere morale. nella lingua della predicazione, nella lingua utilizzata nelle lezioni universitarie, nella lingua utilizzata per i trattati di carattere scientifico. Con la pace di Cateau-Cambrésis. del 1559 inizia il periodo di dominazione aragonese in Italia. del 1563 inizia il periodo di dominazione francese in Italia. del 1565 inizia il periodo di dominazione aragonese in Italia. del 1559 inizia il periodo di dominazione spagnola in Italia. Secondo la "norma Gröber", quando si usa l'articolo lo nel fiorentino trecentesco?. Solo davanti a parole che iniziano per vocale. Sempre, senza eccezioni. esclusivamente nella lingua poetica. Obbligatoriamente dopo una pausa forte o dopo parola che termina per consonante. Indicate la risposta errata. Nel Seicento si assiste all'inizio della scrittura dei trattati scientifici in volgare. Nel Seicento si assiste all'inizio dell'insegnamento universitario in volgare. Nel Seicento la messa viene per la prima volta recitata in volgare. Nel Seicento, per effetto delle dottrine del Concilio di Trento la lingua della predicazione è sempre più vicina alle parlate locali. La reazione alla norma impostata esclusivamente su base fiorentina si manifestò nel Seicento. con il risorgere del latino nella predicazione. con la nascita del barocco. con la rinascita in sede letteraria del dialetto. con la nascita della poetica della meraviglia. Individuate l'affermazione errata fra quelle proposte. La seconda edizione del Vocabolario degli Accademici della Crusca fu sostanzialmente una ristampa della prima edizione. La terza edizione del Vocabolario degli Accademici della Crusca fece tesoro delle reazioni degli oppositori rendendo meno rigido il canone degli autori spogliati. La terza edizione del Vocabolario degli Accademici della Crusca cominciò a segnalare come tali gli arcaismi e accolse anche termini della scienza e della tecnica. Fin dalla seconda edizione il Vocabolario degli Accademici della Crusca mutò profondamente la sua natura. I più importanti oppositori o critici dell'impostazione linguistica dell'Accademia della Crusca nel Seicento furono. Alessandro Tassoni, Daniello Bartoli, Carlo Maria Maggi. Paolo Beni, Alessandro Tassoni, Daniello Bartoli. Paolo Beni, Daniello Bartoli, Carlo Maria Maggi. Paolo Beni, Alessandro Tassoni, Carlo Maria Maggi. Il Vocabolario degli Accademici della Crusca. fu redatto dando seguito ad una esplicita richiesta del Granduca. fu redatto dando corpo ad un progetto e a un'impostazione filologica e linguistica di Lionardo Salviati. fu redatto per esclusiva volontà degli Accademici che individuarono autonomamente il corpus dei testi da spogliare. fu redatto autonomamente dagli Accademici utilizzando spogli di Lionardo Salviati. La prima edizione del Vocabolario degli Accademici della Crusca uscì nel. 1582. 1612. 1691. 1623. Indicate l'affermazione errata. Il Concilio di Trento impose. che la lingua della predicazione adottasse uno stile chiaro ma anche sostenuto e nobile. che la lingua della predicazione fosse il latino. che la lingua della predicazione si ispirasse ad un nuovo spirito di evangelizzazione. che la lingua della predicazione abbandonasse la pratica del mescidamento linguistico fra latino e volgare. Il primo Vocabolario degli Accademici della Crusca uscì. a Firenze nel 1612. a Roma nel 1527. a Venezia nel 1612. a Verona nel 1610. L'influsso dello spagnolo sulla lingua italiana. era già iniziato nel Quattrocento con la dominazione nel Sud d'Italia, ma riceve nuovo impulso nel primo Cinquecento. era già iniziato nel Quattrocento con la dominazione nel Nord d'Italia, ma riceve nuovo impulso nel primo Cinquecento. era già iniziato nel Quattrocento con la dominazione aragonese nel Sud d'Italia, ma riceve nuovo impulso nella seconda metà del Cinquecento. era già iniziato nel Quattrocento con la dominazione aragonese nel Nord d'Italia, ma riceve nuovo impulso nella seconda metà del Cinquecento. Nel fiorentino trecentesco, la sequenza en protonica diventa: in. on. un. an. Secondo le stime del cronista Matteo Villani, quale percentuale della popolazione fiorentina morì durante l'epidemia di peste del 1348?. circa il 45%. Circa il 30%. Circa il 60%. circa il 75%. Quale forma aveva la prima persona dell'imperfetto nel fiorentino trecentesco?. Terminava in -e. terminava in -a. Terminava in -i. Terminava in -o. Secondo la Legge Tobler-Mussafia. le particelle pronominali atone si legano in proclisi alle voci verbali che accompagnano quando il verbo ricorre in posizione iniziale assoluta di frase o dopo alcune congiunzioni coordinanti come e e ma. il ricorre dopo parola terminante in vocale, lo obbligatoriamente dopo una pausa forte. le particelle pronominali atone si legano in enclisi alle voci verbali che accompagnano quando il verbo ricorre in posizione iniziale assoluta di frase o dopo alcune congiunzioni coordinanti come e e ma. lo ricorre dopo parola terminante in vocale, il obbligatoriamente dopo una pausa forte. Nel fiorentino aureo. i dittonghi ie e uo non si trovano nelle parole che iniziano con consonante + r. a sonorizzazione delle occlusive sorde intervocaliche è meno diffusa che in italiano moderno. il passaggio di e protonica iniziale a i si è generalizzato. nel presente indicativo di essere la seconda persona singolare è sè. "Il torto e il diritto del non si può" è. un vero e proprio trattato grammaticale. un insieme di considerazioni relative agli autori spogliati per redigere il Vocabolario della Crusca. un'opera di linguistica di carattere sistematico. un insieme di considerazioni che valutano il grado di affidabilità di forme accolte nel Vocabolario della Crusca. Quali sono le opere di interesse linguistico scritte da Daniello Bartoli?. "Il torto e il diritto del non si può" e la "Ricreazione del savio". "Il torto e il diritto del non si può", un "Trattato di ortografia", e, relativa alla privata attività di scrittore, la "Selva di parole" rimasta inedita fino a poco tempo fa. "Il torto e il diritto del non si può" e gli "Avvertimenti della lingua sopra 'l Decamerone". Il "Trattato di ortografia" e una grammatica dell'italiano. Qual è la posizione linguistica espressa dal Bartoli ne Il torto e il diritto del non si può?. Le scritture devono essere ispirate ai dettami della grammatica e rispettose di ciò che si può o non si può scrivere. Lungi da da essere fautore cieco dei dettami della Crusca, ritiene però utile seguire una norma univoca di cui la Crusca è il garante. Le scritture si devono adeguare ai dettami della grammatica (il 'non si può'), ma il parlato ha maggiori libertà. Lungi da una preconcetta avversione ai dettami della Crusca, il Bartoli mette in guardia dai rischi di assolutizzare ciò che si può o non si può scrivere, stabiliti sulla base di una documentazione non esaustiva. La produzione letteraria di Daniello Bartoli. comprende opere di carattere ameno. comprende opere di carattere filosofico e scientifico. comprende opere di carattere storiografico, retorico, linguistico e scientifico. comprende opere di carattere licenzioso. Che cosa è lo Specchio di vera penitenza di Iacopo Passavanti?. Una raccolta di prediche recitate a Pisa. Una raccolta di novelle scritta nel 1354. Una piccola summa dedicata al sentimento della contrizione e al sacramento della confessione che il Passavanti mise insieme dopo il ciclo di prediche quaresimali del 1354. Una raccolta di exempla. Cosa è un'autotraduzione?. Una introspezione di sé da parte dell'autore. La traduzione delle propria opera da parte dello stesso autore. Un volgarizzamento autorizzato dall'autore. Un volgarizzamento commissionato dall'autore ad un traduttore appositamente scelto. Individuate quale fra i seguenti tratti morfologici non compare nella prosa del Bartoli. Desinenze -ano e -ono per le III persone pl. del presente indicativo a seconda che si tratti della I coniugazione o delle coniugazioni II e III. Uscita in -a della I persona dell'imperfetto. L'articolo il. L'uscita in -e dei nomi femminili della III classe latina. Dall'analisi delle occorrenze lessicali nel brano della Ricreazione del savio di Daniello Bartoli possiamo desumere. una ampia indipendenza da quanto registrato nel Vocabolario degli Accademici della Crusca. una sostanziale indifferenza nei confronti della precedente attività lessicografica. una sostanziale fedeltà al lessico toscano registrato nel Vocabolario degli Accademici della Crusca pur con un aggiornamento che attesta non cieca sottomissione. una integrale fedeltà del Bartoli a quanto è registrato nelle due edizioni del Vocabolario degli Accademici della Crusca che egli poté consultare. Indicate la risposta errata. La lingua del Bartoli dimostra la vittoria della tesi arcaizzante del Bembo. rispettando la regola del dittongo mobile. conservando i dittonghi dopo palatale e dopo consonante + r. accettando forme come "lieva" e "siegua". utilizzando l'uscita in -e dei plurali femminili della III declinazione latina dei nomi e della II declinazione latina degli aggettivi. Individuate quale fra i seguenti tratti fonetici non compare nella prosa del Bartoli. latinismi fonetici sebbene non particolarmente marcati. conservazione esclusiva del nesso latino di consonante + l. tratti 'arcaici' dal punto di vista fonetico come la conservazione del dittongo dopo consonante + r. rispetto della regola del dittongo mobile. Come si spiega la presenza del dittongo in sillaba atona nella forma "primieramente"?. Con la regola del dittongo mobile. Per estensione analogica dato che Bartoli usa anche "primiera". Con l'ascendenza francese del dittongo e soprattutto con la consapevolezza della natura di composto degli avverbi in -mente (nel primo elemento il dittongo era sotto accento). Con le regole del dittongamento toscano. La forma "prolago" che troviamo in Passavanti è. un caso di dissimilazione progressiva. un caso di dissimilazione regressiva. un caso di assimilazione regressiva. un caso di assimilazione progressiva. In che cosa consiste la cosiddetta estirpazione di iato?. Nell'introduzione per epentesi di un suono di passaggio (per lo più in italiano /g/ e /v/) fra gli elementi vocalici costituenti uno iato. Nell'introduzione per epitesi di un suono di passaggio (per lo più in italiano /g/ e /v/) fra gli elementi vocalico e semivocalico costituenti uno iato. Nell'introduzione per epentesi di un suono di passaggio (per lo più in italiano /g/ e /v/) fra gli elementi vocalico e semivocalico costituenti uno iato. Nell'introduzione per epitesi di un suono di passaggio (per lo più in italiano /g/ e /v/) fra gli elementi vocalici costituenti uno iato. In Passavanti. per l’imperfetto a la desinenza nella I persona singolare è in -e. non si riscontra la tendenza alle forme dissimilate. per l’imperfetto a la desinenza nella I persona singolare è in -o. per l’imperfetto è confermata la desinenza etimologica in -a nella I persona singolare. Si indichi l'avverbio da aggettivo di II classe proparossitono. istudiosamente. volgarmente. convenevolemente. leggiermente. Individuate la risposta errata. Nella prosa del Bartoli l'enclisi è sostanzialmente libera e soggiace a scelte di tipo stilistico. Nella prosa del Bartoli l'enclisi è molto frequente dopo infinito dato l'alto numero di occorrenze di questo modo verbale. Nella prosa del Bartoli l'enclisi a forme finite del verbo avviene di preferenza in presenza di forme verbali monosillabiche. Nella prosa del Bartoli il rispetto della legge Tobler-Mussafia è assoluto in tutte le condizioni. Rispetto alle edizioni del Vocabolario della Crusca che egli poté consultare, il lessico di Daniello Bartoli. mostra anticipazioni rispetto alla II edizione. mostra anticipazioni rispetto alla III edizione. mostra anticipazioni rispetto alla IV edizione. mostra anticipazioni rispetto alla I edizione. Indicate quale, fra le seguenti caratteristiche, non può essere attribuita alla prosa di Daniello Bartoli. Presenza sporadica della risalita del clitico adottata come opzione di carattere stilistico. Prosa secca improntata al ragionamento e alla riflessione. Presenza di latinismi che tendono ad affiancare le forme non latineggianti come variante tecnicizzata. Presenza di infiniti e participi sostantivati. Indicate la risposta errata. Qual è la situazione dell'enclisi nella prosa di Daniello Bartoli?. E' possibile dopo avverbi. L'occasionale adesione alle condizioni della legge Tobler-Mussafia è motivata da ragioni contestuali (forme monosillabiche atone e polisillabi parossitoni). Sostanzialmente coincidente con le condizioni moderne (enclisi dopo modi infiniti e dopo imperativo). L'occasionale adesione alle condizioni della legge Tobler-Mussafia è motivata da ragioni contestuali (forme monosillabiche toniche e polisillabi ossitoni). In quale modo è possibile distinguere il valore nominale dal valore verbale di infiniti e participi?. Sulla base dell'associazione o meno dell'articolo o della preposizione articolata al participio, della assenza o presenza di un elemento sintatticamente dipendente nel caso dell'infinito. Sulla base della collocazione nella frase. Sulla base del significato. Sulla base dell'associazione o meno dell'articolo o della preposizione articolata all'infinito, della assenza o presenza di un elemento sintatticamente dipendente nel caso del participio. Indicate quale delle seguenti figure retoriche non è presente in maniera caratteristica e rilevante nella prosa del Bartoli. L'iterazione anche coniugata alla variatio. Asindeto e polisindeto. L'antitesi anche nella forma dell'ossimoro. La metafora. In quale forma si presenta il parlato nella prosa di Daniello Bartoli?. Attraverso la deissi. Attraverso la presupposizione. Attraverso la retroazione. In forma mimetica, attraverso la prosopopea, mediante l'uso di interrogazioni, esclamazioni, interiezioni. Nei Rerum vulgarium fragmenta troviamo "piango e ragiono": si tratta di. un gallicismo. una figura etimologica. un'endiadi. un latinismo. Nei Rerum vulgarium fragmenta il francesismo fornita ha il significato di. provvista. finita. sparsa. donata. Cosa si intende per stile nominale?. La presenza di frasi prive del verbo, non espresso esplicitamente o non replicato; il verbo omesso può essere rappresentato dal verbo di esistenza, dagli ausiliari o da un verbo facilmente integrabile mentalmente sulla base del contesto. La presenza di frasi prive del verbo non espresso esplicitamente o non replicato; il verbo omesso può essere rappresentato dagli ausiliari o da un verbo facilmente integrabile mentalmente sulla base del contesto. La presenza di frasi prive del verbo non espresso esplicitamente o non replicato; il verbo omesso può essere rappresentato dal verbo di esistenza e dagli ausiliari. La presenza di frasi prive del verbo non espresso esplicitamente o non replicato; il verbo omesso può essere rappresentato dal verbo "essere" o da un verbo facilmente integrabile mentalmente sulla base del contesto). Individuate la risposta errata. Nella prosa del Bartoli sono molto frequenti i gerundi. Nella prosa del Bartoli è frequente lo stile nominale. Nella prosa del Bartoli sono molto frequenti gli infiniti sostantivati. Nella prosa del Bartoli sono molto frequenti forme infinite del verbo, e in particolare il participio presente. Individuate quale delle seguenti figure retoriche non compare nella prosa del Bartoli come elemento di coesione testuale. ellissi. iterazione sinonimica. anafora. figura etimologica. l cod. Berlino, Staatsbibliothek, Hamilton 90. è un manoscritto idiografo. è un manoscritto copiato da Boccaccio in tarda età. è un manoscritto copiato da Boccaccio nella prima fase della sua vita. è un manoscritto copiato da Petrarca. Quali tra i seguenti tratti non caratterizzano la scrittura di Boccaccio?. la forma vegliare laddova il fiorentino nella fase più antica aveva vegghiare. Sonorizzazione occlusive sorde intervocaliche. 2° pers. sing. Indicativo di essere: sè. Persistere delle -e protonica. Indicate la risposta errata. Quali sono le condizioni socio-politiche che facilitarono l'influsso del francese in Italia dall'inizio del Settecento. il prestigio letterario di Racine e Corneille. la fine della dominazione spagnola con la pace di Utrecht. gli importanti rapporti commerciali o gli scambi di varia natura fra alcune città italiane e la Francia. l'insediamento in Toscana, a Napoli e nella Savoia di principi francesi o filofrancesei. Il quale, la quale, a cui, alla quale ad inizio di proposizione rappresentano casi di. enclisi del pronome dopo congiunzione. tmesi. inversione verbale. coniuctio relativa. la forma presolo presenta. proclisi del pronome dopo congiunzione. una costruzione modale infinita. una tmesi. enclisi del pronome dopo congiunzione. Stanghe appartiene al lessico. dei medici. dei mercatanti. religioso. amoroso. La tmesi. è una costruzione modale infinita. è un gerundio assoluto. è una costruzione della frase sbilanciata a sinistra con la principale in ultima posizione. è la divisione di una parola in due componenti morfologiche, con l’interposizione di elementi lessicali fra la prima e la seconda parte. Particularmente è. una forma certaldese. un gallicismo. un latinismo semantico. un latinismo grafico. Parleria è. un imperfetto. un imperativo. un congiuntivo. un condizionale. "De’ fiorini" presenta. un'apocope consonantica. una sincope vocalica. un'apocope vocalica. un'epentesi. tribulazione è. una forma certaldese. un latinismo. un neologismo di Boccaccio. un gallicismo. Cosa si intende per ordine diretto e ordine inverso?. Per ordine diretto si intende la sequenza SVC dei costituenti della frase, per ordine inverso la loro libera disposizione (VCS, VSC, SCV, CSV, CVS). Per ordine diretto si intende la sequenza VCS dei costituenti della frase, per ordine inverso l'inversione fra V e C. Per ordine diretto si intende la sequenza SVC dei costituenti della frase, per ordine inverso l'inversione fra V e C. Per ordine diretto si intende la sequenza VSC dei costituenti della frase, per ordine inverso l'inversione fra V e C. l paragone con la Francia e il francese. determinò un tentativo vano di imitazione pedissequa delle condizioni politiche e culturali francesi. innescò in Italia riflessioni importanti sul legame tra condizioni linguisitche e situazione politica. imbarbarì i costumi e la lingua italiana. fu motivo di scoraggiamento e aumentò la dipendenza alla moda francesizzante. Fontenelle sosteneva. la superiorità degli antichi in fatto di scienza e filosofia, ma la cultura moderna superava l'antica per quanto riguarda la letteratura e la poesia. la superiorità degli antichi in fatto di letteratura, ma la cultura moderna superava l'antica per quanto riguarda la scienza e la filosofia. la superiorità della cultura antica. la superiorità della cultura moderna. Indicate quale delle seguenti affermazioni è falsa. Nella polemica fra Dominique Bouhours e Gioseffo Felice Orsi il primo condannava tutta la tradizione letteraria italiana, in difesa della quale il secondo scrisse le Considerazioni sopra un famoso libro franzese. Nella polemica fra Dominique Bouhours e Gioseffo Felice Orsi il primo condannava l'artificiosità della letteratura italiana barocca, ma in difesa delle libertà sintattiche dell'italiano scesero, oltre all'Orsi, Ludovico Antonio Muratori e Anton Maria Salvini. Nella polemica fra Dominique Bouhours e Gioseffo Felice Orsi il secondo qualificò l'ordine inverso come segno di propensione di una lingua all'espressione dell'immaginazione, l'ordine diretto come segno di propensione di una lingua all'analisi. Nella polemica fra Dominique Bouhours e Gioseffo Felice Orsi l'italiano e il francese furono caratterizzati il primo come incline a libertà sintattica e disponibile all'ordine inverso, il secondo come incline alla fissità sintattica stabilita da un ordine diretto che il Bouhours considerava naturale. Indicate quale delle seguenti affermazioni è giusta. Nella querelle des anciens et des modernes Racine sosteneva l'uguaglianza di natura fra antichi e moderni. Nella querelle des anciens et des modernes Jean Racine sosteneva la superiorità dei moderni in fatto in fatto di letteratura e di poesia. Nella querelle des anciens et des modernes Bernard de Fontenelle sosteneva l'uguaglianza di natura fra antichi e moderni, la superiorità dei moderni in fatto di scienza e filosofia, l'uguaglianza o la superiorità degli antichi in fatto di letteratura e di poesia. Nella querelle des anciens et des modernes Bernard de Fontenelle sosteneva l'uguaglianza fra antichi e moderni. Nel Settecento, il francese venne considerato 'lingua della ragione'. perché ammetteva solo l'ordine diretto dei costituenti della frase. perché era stato descritto in diverse 'grammatiche ragionate'. perché era la lingua degli illuministi. perché ammetteva ordini marcati diversi da quello diretto. Quali furono le condizioni storiche e culturali che incoraggiarono la moda francesizzante del Settecento italiano?. la fine del predominio spagnolo in italia per l'intervento militare francese. il prestigio politico e culturale della Francia e viceversa il frazionamento culturale e politico italiano. la nascita del romanzo in Francia. il lungo regno di Luigi XIV (il Re Sole). Boccaccio adopera un registro elevato specialmente. nelle novelle ambientate a Firenze. nella cornice. nelle novelle di argomento amoroso. nelle novelle. |





