option
Domande
ayuda
daypo
ricerca.php

Linguistica Italiana

COMMENTI STATISTICHE REGISTRI
FAI IL TEST
Titolo del test:
Linguistica Italiana

Descrizione:
lezione 48-96

Data di creazione: 2026/05/24

Categoria: Altri

Numero di domande: 401

Valutazione:(0)
Condividi il test:
Nuovo commentoNuovo commento
Nuovo commento
NESSUN RECORD
Contenuto:

Quale dei seguenti intellettuali non scese in campo per difendere la posizione dell'Orsi contro il Bouhours?. Eustachio Manfredi. Ludovico Antonio Muratori. Francesco Algarotti. Anton Maria Salvini.

La polemica Orsi-Bouhours. creò tensioni diplomatiche fra Italia e Francia. inasprì gli animi. innescò una riflessione positiva sulla natura delle lingue e i loro differenti caratteri intrinseci (il "genio delle lingue"). innescò una riflessione positiva sulla natura delle lingue fondando la linguistica generale.

A quale periodo risale la polemica Bouhours-Orsi?. Al primo decennio del XVIII secolo. Alla metà del XVII secolo. All'ultimo decennio del XVII secolo. Alla metà del XVIII secolo.

Indicate la risposta errata. Francesco Algarotti mostrava come in Italia l'Accademia della Crusca, non essendo un organo istituzionale, non aveva potuto svolgere la medesima funzione dell'Académie française. Il paragone fra Académie française e l'Accademia della Crusca evidenziava nelle due istituzioni finalità divergenti: rivolta verso il futuro la prima, verso il passato la seconda. Francesco Algarotti individuava nell'Académie Française un importante istituto di regolamentazione e promozione della lingua e della letteratura francesi. Francesco Algarotti affermò la superiorità dell'Accademia della Crusca sull'Académie française in quanto la prima aveva costruito con il Vocabolario un tesoro della tradizione letteraria italiana.

La Grammatica della lingua toscana si basa. sui testi della tradizione letteraria. sulla lingua di Dante. sull'uso del tempo. sul fiorentino trecentesco.

Nella Rinunzia avanti notaio al Vocabolario della Crusca di Alessandro Verri si afferma. che ogni parlante ha il diritto di inventarsi la sua lingua personale. che nel Settecento la lingua italiana è giunta al suo massimo livello di perfezione. che per arricchire una lingua è necessario ricorrere a prestiti da altre lingue. che ogni lingua moderna necessita di una precisa codificazione grammaticale.

Indicate la risposta errata. Pietro Verri si era laureato in Lettere ed era un letterato puro a differenza del fratello Alessandro. Dopo il 1767 il sodalizio intellettuale fra i due fratelli Pietro e Alessandro Verri si interrompe. Il giornale "Il Caffè" fu pubblicato fra il 1764 e il 1766. Pietro e Alessandro Verri furono i promotori dell'Accademia dei Pugni (1762-1763).

Chi incoraggiò la stesura del trattato Dei delitti e delle pene di Cesare Beccaria e ne corresse la lingua?. Giuseppe Parini. Alessandro Manzoni. Alessandro Verri. Pietro Verri.

le Regole grammaticali della volgar lingua vengono pubblicate nel. 1525. 1498. 1516. 1515.

La Grammatica della lingua toscana è scritta da. Leon Battita Alberti. Giovan Francesco Fortunio. Giovanni Boccaccio. Pietro Bembo.

Secondo Biondo Flavio. nella romanità ci si esprimeva con un’unica varietà di latino, impiegata nell’uso scritto ma utilizzata anche nell’oralità, dagli uomini colti e dal popolo illetterato. era necessario promuovere il volgare e quindi promosse una gara poetica in cui i concorrenti dovevano presentare dei componimenti poetici in lingua volgare sul tema dell’amicizia. il volgare era nato dal latino del popolo incolto. nella romanità il latino dei dotti (che si identificava col concetto di “grammatica”) e il latino del popolo incolto, destinato all’uso orale, avevano convissuto.

Il Certame coronario fu un'iniziativa promossa da Alberti nel. 1439. 1516. 1525. 1441.

La teoria cortigiana. individuava la lingua delle corti come lingua comune, frutto di tradizioni ibride affermatesi nei diversi centri culturali italiani. riconosceva il fiorentino vivo coevo (cinquecentesco) come lingua di dignità letteraria. promuoveva come modelli il Petrarca lirico e il Boccaccio prosatore. è esposta nelle Prose della volgar lingua.

La teoria fiorentinista modernista. è esposta nelle Prose della volgar lingua. promuoveva come modelli il Petrarca lirico e il Boccaccio prosatore. individuava la lingua delle corti come lingua comune, frutto di tradizioni ibride affermatesi nei diversi centri culturali italiani. riconosceva il fiorentino vivo coevo (cinquecentesco) come lingua di dignità letteraria.

La scoperta e la traduzione del De vulgari eloquentia si devono a. Biondo Flavio. Leon Battista Alberti. Gian Giorgio Trissino. Agnolo Poliziano.

Nella Rinunzia avanti notaio d di Alessandro Verri la standardizzazione della lingua è meno forte. sul piano ortografico e interpuntivo. sul piano morfologico. sul piano fonetico. sul piano sintattico.

"Dispotico". è un termine attestato per la prima volta nel XVII secolo, ma che nel Settecento vede la nascita anche del derivato "dispotismo". è una parola di tradizione ininterrotta. è un francesismo settecentesco. è un latinismo.

Indicate la risposta errata. In che cosa consistono le caratteristiche grafiche e interpuntive settecentesche non coincidenti con quelle moderne?. Nel differente uso, rispetto alle abitudini moderne, della maiuscolizzazione di nomi e aggettivi. Nell'uso della virgola davanti a "e" e "che". Nell'uso dell'unico accento acuto. Nell'uso del grafema j in trittonghi interni e in dittonghi iniziali e finali di parola.

Quale delle seguenti affermazioni è falsa?. il calco linguistico è un prestito adattato sia fonologicamente che morfologicamente. il prestito è la riproduzione di un elemento linguistico alloglotto nel duplice aspetto del significato e del significante. il neologismo è una forma che viene creata ex novo attraverso le regole di formazione di parola dell'italiano. il calco linguistico è la riproduzione di un elemento linguistico alloglotto nel solo aspetto del significato.

L'uso dell'apocope nella "Rinunzia" di Alessandro Verri. indica un uso linguistico ben educato alla tradizione letteraria. indica il rifiuto di Verri dei dettami puristici della Crusca. indica l'adeguamento di Verri alla lingua del Trecento. indica l'adeguamento alle caratteristiche fonetiche del francese.

Indicate la corretta definizione di "calco" e "prestito". il prestito (che si distingue in formale, semantico e sintattico) è la 'traduzione' di un termine forestiero mediante parole già esistenti nella lingua d'arrivo; il calco è l'adozione di una parola straniera, adattata o acclimatata, nella lingua d'arrivo. il calco (che si distingue in formale, semantico e sintattico) è la 'traduzione' di un termine forestiero mediante parole già esistenti nella lingua d'arrivo; il prestito è l'adozione di una parola straniera, adattata o acclimatata, nella lingua d'arrivo. il prestito (acclimatato o adattato) è la 'traduzione' di un termine forestiero mediante parole già esistenti nella lingua d'arrivo; il calco è l'adozione di una parola straniera nella lingua d'arrivo secondo modalità formali, semantiche o sintattiche. il calco (acclimatato o adattato) è la 'traduzione' di un termine forestiero mediante parole già esistenti nella lingua d'arrivo; il prestito è l'adozione di una parola straniera nella lingua d'arrivo secondo modalità formali, semantiche o sintattiche.

Indicate l'affermazione errata. La Rinunzia avanti notajo di Alessandro Verri attesta l'esistenza nel Settecento di usi interpuntivi non più in uso nell'italiano moderno. La Rinunzia avanti notajo di Alessandro Verri attesta che nel Settecento non è ancora rigidamente normato l'uso delle maiuscole iniziali secondo le regole moderne dell'italiano. La Rinunzia avanti notajo di Alessandro Verri attesta che nel Settecento è ormai raggiunta la scomparsa dell'uso grafico di j nei dittonghi iniziali di parola e nei trittonghi all'interno di parola. La Rinunzia avanti notajo di Alessandro Verri attesta che nel Settecento non è ancora avvenuta la generalizzazione dell'uso dell'accento sui monosillabi a solo scopo diacritico.

Pedantismo. è un termine nato nella commedia del Cinquecento. è un arcaismo. è un francesismo settecentesco. è un neologismo verriano che si fa forte del successo del suffisso -ismo proprio dell'Illuminismo.

Nella Rinunzia avanti notaio al Vocabolario della Crusca Alessandro Verri non usa. francesismi fraseologici. francesismi fonetici. arcaismi. neologismi.

Nella Rinunzia avanti notaio al Vocabolario della Crusca di Alessandro Verri si afferma. che lo scrittore ha diritto ad una libertà lessicale autorizzata dagli scrittori precedenti. che lo scrittore ha diritto ad una libertà lessicale in dipendenza delle esigenze del messaggio. che lo scrittore ha diritto ad una libertà lessicale nella misura in cui il lessico sia autorizzato dall'uso. che lo scrittore ha diritto ad una libertà lessicale assoluta.

Indicate quale dei seguenti tratti non caratterizza la prosa della Rinunzia di Alessandro Verri. L'esito di -TJ- è univocamente l'affricata dentale -z-. È regolare l'alternanza di e davanti a parola che inizia per consonante e di ed davanti a parola che inizia per vocale. Misurato uso delle apocopi di tradizione letteraria. Uso di un lessico di tradizione che non si preclude l'uso di francesismi.

Cosa si intende per laconismo e style coupé?. Lo style coupé (propriamente settecentesco) mediante l'ellissi degli snodi logici e sintattici mira a stupire il lettore; il laconismo (propriamente seicentesco) mediante la riduzione o l'assenza dell'ipotassi mira alla massima chiarezza del messaggio. Il laconismo (propriamente seicentesco) mediante l'ellissi degli snodi logici e sintattici mira a stupire il lettore; lo style coupé (propriamente settecentesco) mediante la riduzione o l'assenza dell'ipotassi mira alla massima chiarezza del messaggio. Il laconismo (propriamente settecentesco) mediante l'ellissi degli snodi logici e sintattici mira a stupire il lettore; lo style coupé (propriamente seiecentesco) mediante la riduzione o l'assenza dell'ipotassi mira alla massima chiarezza del messaggio. Lo style coupé (propriamente seicentesco) mediante l'ellissi degli snodi logici e sintattici mira a stupire il lettore; il laconismo (propriamente settecentesco) mediante la riduzione o l'assenza dell'ipotassi mira alla massima chiarezza del messaggio.

Qual è la figura retorica che caratterizza la "Rinunzia" di Alessandro Verri?. La dittologia sinonimica. L'iperbato. L'anastrofe. L'ironia.

La grammatica del volgare di Bembo è esposta. nel primo libro delle Prose della volgar lingua. ne Le cose volgari di messer Francesco Petrarcha. nel terzo libro delle Prose della volgar lingua. negli Asolani.

La costruzione in + gerundio. è una costruzione ben nota nell'italiano antico, che riprende vitalità nel Settecento per influsso del francese. è un arcaismo. è una formazione moderna. è un francesismo.

Nella sintassi la Rinunzia di Alessandro Verri. si caratterizza, pur con qualche eccezione, per l'ordine diretto. si caratterizza, pur con qualche eccezione, per l'ordine inverso. si caratterizza per anastrofi e iperbati. si caratterizza per periodi ampiamente ipotattici.

Cosa si intende per style coupé?. Una sintassi continuamente spezzata ed ellittica. Una sintassi caratterizzata da periodi brevi e lontani dall'ipotassi. Una sintassi lineare che esprime povertà di idee e di immaginazione. Una sintassi tagliata (coupée) da continue parentetiche.

La teoria bembiana, esposta nelle Prose della volgar lingua. riconosceva il fiorentino vivo coevo (cinquecentesco) come lingua di dignità letteraria. individuava la lingua delle corti come lingua comune, frutto di tradizioni ibride affermatesi nei diversi centri culturali italiani. promuoveva come modelli il Petrarca lirico e il Boccaccio prosatore. proponeva come modello la lingua della Commedia di Dante.

Perché Dante è escluso dal canone bembiano?. perché la Commedia è scritta in fiorentino. per un eccessivo monolinguismo nella Commedia. a causa del plurilinguismo e del pluristilismo che caratterizzano il poema dantesco. perché la Commedia è scritta nel Trecento.

Nelle Prose della volgar lingua il portavoce della teoria di Pietro Bembo è. Carlo Bembo. Federigo Fregoso. Ercole Strozzi. Giuliano de'Medici.

Le Prose della volgar lingua presentano un dialogo ambientato nel. 1525. 1494. 1545. 1502.

Quando la Sicilia viene annessa al Regno di Sardegna?. Nel 1860 (con l'impresa dei Mille e il successivo plebiscito dell'ottobre di quell'anno). Nel 1866 (con l'impresa dei Mille e la terza guerra d'indipendenza). Nel 1870 con la presa di Porta Pia. Nel 1859 (con l'impresa dei Mille e la seconda guerra d'indipendenza).

Quali sono le date indicate tradizionalmente a delimitare il XIX secolo considerato 'secolo lungo'?. Le guerre d'indipendenza e le due guerre mondiali. La Restaurazione (1815) e lo scoppio della prima Guerra Mondiale (1914-15). Il periodo giacobino in Italia (a partire dal 1796) e lo scoppio della seconda Guerra Mondiale (1914-15). Il periodo giacobino in Italia (a partire dal 1796) e lo scoppio della prima Guerra Mondiale (1914-15).

Quando avvenne la conquista di Roma da parte del Regno d'Italia?. 1880. 1870. 1881. 1875.

Qual è la data della proclamazione del Regno d'Italia?. 20 settembre 1870. 25 settembre 1865. 17 marzo 1861. 1859.

Nella periodizzazione è utile a distinguere. il primo Ottocento (come un periodo di discontinuità con il secolo precedente) dal secondo Ottocento (caratterizzato dalla svolta unitaria). il primo Ottocento (come un periodo di continuità con il secolo precedente) dal secondo Ottocento (in cui si affronta e risolve la questione meridionale). il primo Ottocento (come un periodo di indifferenza ai problemi politici unitari) dal secondo Ottocento (caratterizzato dalla urgenza di quei problemi). il primo Ottocento (come un periodo di continuità con il secolo precedente) dal secondo Ottocento (caratterizzato dalla svolta unitaria).

Per Machiavelli. il prestigio del fiorentino è il risultato della precedente tradizione letteraria. il prestigio del fiorentino dipende dalla sua eccellenza naturale, presente nel Trecento, ma non più presente nel fiorentino successivo. il prestigio del fiorentino dipende dalla sua eccellenza naturale come lingua parlata. il prestigio del fiorentino dipende sia dalla sua eccellenza naturale sia dal prestigio delle Tre Corone.

Intervenuto nel dibattito cinquecentesco sulla lingua letteraria, Niccolò Machiavelli. rivendicò l'eccellenza della lingua parlata nella Firenze del suo tempo. si schierò con i sostenitori della teoria "cortigiana". riteneva che nessun volgare italiano avesse dignità letteraria. abbracciò la posizione espressa da Pietro Bembo nelle Prose della volgar lingua (1525).

Qual era la percentuale degli italofoni in Italia al momento della proclamazione del regno unitario?. 84 %. 9,2 %. 33%. 25 %.

Nel Discorso intorno alla nostra lingua di Niccolò Machiavelli. l'argomento di discussione principale è se la lingua usata dagli scrittori italiani e in primo luogo Bembo sia il fiorentino, il toscano o il veneziano e prende posizione per la prima opzione. l'argomento di discussione principale è se la lingua usata dagli scrittori fiorentini e in primo luogo Dante sia il fiorentino, il toscano o l'italiano e prende posizione per la prima opzione. l'argomento di discussione principale è se la lingua usata dagli scrittori fiorentini e in primo luogo Dante sia il fiorentino, il toscano o l'italiano e prende posizione per la seconda opzione. l'argomento di discussione principale è se la lingua usata dagli scrittori fiorentini e in primo luogo Petrarca sia il fiorentino, il toscano o l'italiano e prende posizione per la prima opzione.

Individuate quale descrizione si attaglia alla Legge Casati. Due gradi di istruzione, elementare e medio; il grado elementare organizzato in due bienni di cui il primo soltanto è obbligatorio, il grado medio diviso in due indirizzi (classico e professionale). Due gradi di istruzione, elementare e medio; del grado elementare, a ciclo unico, il primo triennio è obbligatorio; gravi sanzioni sono comminate ai bambini che eludono l'obbligatorietà. Due gradi di istruzione, elementare e medio; il grado elementare organizzato in due bienni di cui il primo soltanto è obbligatorio; gravi sanzioni sono comminate ai genitori che eludono l'obbligatorietà. Due gradi di istruzione, elementare e medio; del grado elementare, a ciclo unico, il primo triennio è obbligatorio; gravi sanzioni sono comminate ai genitori che eludono l'obbligatorietà.

A caratterizzare la coscienza dei grandi mutamenti intervenuti nell'Ottocento c'è chi ha scritto: "Io nacqui veneziano [...]; e morrò per la grazia di Dio italiano". Chi è l'autore di queste parole?. Francesco Guerrazzi. Ippolito Nievo. Giuseppe Mazzini. Antonio Fogazzaro.

Qual è la data dell'annessione al Piemonte della Toscana e delle ex-legazioni pontificie di Bologna, Ferrara, Ravenna e Forlì?. 1870. 1865. 1860. 1848.

In quale periodo la capitale del Regno d'Italia fu Firenze?. 1865-1870. 1861-1863. 1870-1872. 1880-1890.

Individuate la risposta corretta. La legge Casati comminava sanzioni severe ai genitori che non mandassero i figli a scuola. La legge Casati (1859) fu emanata dal Regno d'Italia; pur rendendo obbligatoria la frequenza scolastica non comminava pene severe ai genitori che non mandassero i figli a scuola. La legge Coppino (1877) riformò la scuola elementare, ora di durata quinquennale, rendendo obbligatoria la frequenza del primo triennio, comminando pene severe ai genitori che non mandassero i figli a scuola. La legge Coppino (1877) fu emanata dal Regno di Sardegna e successivamente estesa al Regno d'Italia.

Prima della riforma scolastica del Regno d'Italia. l'insegnamento scolastico di base era per lo più affidato a istituzioni religiose quali i Gesuiti. l'insegnamento scolastico di base era per lo più affidato a istituzioni religiose quali le Scuole Pie. l'insegnamento scolastico di base era per lo più affidato a singoli maestri. l'insegnamento scolastico di base era per lo più gestito dalle istituzioni locali.

Nel quadro di generale frammentazione linguistica del primo Ottocento. il problema didattico più importante era come insegnare a leggere e scrivere agli alunni. il problema didattico più importante era quale italiano insegnare e in che modo gestire la dialettofonia degli alunni. il problema didattico più importante era censurare il dialetto in classe. il problema didattico più importante era insegnare il fiorentino e come censurare il dialetto degli alunni.

L'istruzione superiore nel XVII secolo. era prevalentemente tenuta dai Redendoristi, fondati da Alfonso de' Liguori. era prevalentemente tenuta dalla Compagnia di Gesù, fondata da Alfonso de' Liguori. era prevalentemente tenuta dalla Scuole Pie istituite da Giuseppe Calasanzio. era prevalentemente tenuta dalla Compagnia di Gesù, fondata da Ignazio di Loyola.

In quali scuole si insegnava il latino?. Le scuole dei Gesuiti. Le scuole dei Lasalliani. Le Scuole Pie. Le Scuole dei Redentoristi.

Individuate quale descrizione si attaglia alla Legge Coppino. Due gradi di istruzione, elementare e medio; del grado elementare, a ciclo unico, il primo triennio è obbligatorio; gravi sanzioni sono comminate ai genitori che eludono l'obbligatorietà. Due gradi di istruzione, elementare e medio; il grado elementare organizzato in due bienni di cui il primo soltanto è obbligatorio; gravi sanzioni sono comminate ai genitori che eludono l'obbligatorietà. Due gradi di istruzione, elementare e medio; del grado elementare, a ciclo unico, il primo triennio è obbligatorio; gravi sanzioni sono comminate ai bambini che eludono l'obbligatorietà. Due gradi di istruzione, elementare e medio; il grado elementare organizzato in due bienni di cui il primo soltanto è obbligatorio, il grado medio diviso in due indirizzi (classico e professionale).

Nel Castellano, Trissino. sosteneva che la lingua poetica di Petrarca era costituita da vocaboli esclusivamente fiorentini. definiva la lingua di Petrarca come fiorentina. sostenteva la fiorentinità della lingua letteraria. negava la fiorentinità della lingua letteraria.

Quale fu il successo attuativo della legge Casati?. Negli anni 1862-1863 la frequenza scolastica si attestava intorno al 47% per i maschi e intorno al 39% per le femmine. Negli anni 1892-1893 la frequenza scolastica si attestava intorno al 13% per i maschi e intorno al 15% per le femmine. Negli anni 1882-1883 la frequenza scolastica si attestava intorno al 43% per i maschi e intorno al 39% per le femmine. Negli anni 1862-1863 la frequenza scolastica si attestava intorno al 55% per i maschi e intorno al 66% per le femmine.

Nel 1911, a cinquant'anni dall'unificazione, l'analfabetismo si era in media ridotto di un terzo (aggirandosi intorno al 50%). si era in media ridotto di un terzo (aggirandosi intorno al 40%). si era in media ridotto di un terzo (aggirandosi intorno al 50%). si era in media dimezzato (aggirandosi intorno al 40%). si era in media dimezzato (aggirandosi intorno al 50%).

Nel 1861, anno dell'unificazione italiana,. su scala nazionale l'analfabetismo toccava il 75% degli uomini e l'84% delle donne. la legge Casati (13 novembre 1859) aveva già quasi azzerato la percentuale di analfabeti. nell'Italia settentrionale la percentuale di alfabetizzati era superiore al 40%. fu promulgata la legge Coppino, che estendeva l'obbligo scolastico alle prime tre classi elementari.

Nel suo Discorso intorno alla nostra lingua, Machiavelli. propone come modello la lingua fiorentina del Trecento. rivendica l’eccellenza di natura della lingua parlata a Firenze. propone come modello la lingua delle principali corti italiane. sostiene la necessità di non adottare il fiorentino.

Qual è la data dell'annessione al Piemonte della Lombardia?. 1870. 1865. 1848. 1859.

Indicate la risposta errata. Niccolò Tommaseo. come Manzoni indica nell'uso vivo della lingua un modello. coniuga istanze dell'uso vivo con la tradizione letteraria. come Manzoni considera un modello la lingua incontaminata degli incolti. attribuisce notevole importanza al gusto personale dello scrittore.

Quale dei seguenti elementi fono-morfologici del fiorentino argenteo non troviamo nel De principatibus?. Riduzione del dittongo dopo consonante + r. Velarizzazione di l preconsonantica. L'esito palatale -gli <-lli. Passaggio da /skj/ a /stj/.

I massimi esponenti del neotoscanismo ottocentesco furono. Niccolò Tommaseo e Alessandro Manzoni. Niccolò Tommaseo e Giovan Battista Niccolini. Vincenzo Monti e Pietro Giordani. Pietro Giordani e Niccolò Tommaseo.

Sul quadro dell'insegnamento linguistico conseguente alle riforme scolastiche del Regno d'Italia siamo informati. da precise indagini statistiche svolte nelle scuole. da oppositori della monarchia sabauda. da numerose ispezioni volte alla verifica del rispetto dei programmi scolastici. da inchieste giornalistiche.

Qual era il grado di analfabetismo degli italiani al momento dell'Unificazione italiana?. 90% per ambo i sessi. 45% per gli uomini, 39% per le donne. 75% per gli uomini, 84 % per le donne. 45% per gli uomini, 60 % per le donne.

A quale corrente linguistica appartiene Vincenzo Monti?. Classicismo. Purismo. Manzonismo. Neotoscanismo.

Individuate qual è l'associazione errata fra posizione teorica e suo esponente?. Neo-toscanismo > Alessandro Manzoni; Purismo > Antonio Cesari; Classicismo > Basilio Puoti. Neo-toscanismo > Giovan Battista Niccolini; Purismo > Basilio Puoti; Classicismo > Vincenzo Monti. Neo-toscanismo > Niccolò Tommaseo; Purismo > Antonio Cesari; Classicismo > Giulio Perticari. Neo-toscanismo > Niccolò Tommaseo; Purismo > Antonio Cesari; Classicismo > Pietro Giordani.

Cosa è la cosiddetta Crusca veronese?. una ristampa della III edizione (1691) del Vocabolario degli Accademici della Crusca. una ristampa della IV edizione (1729-1738) del Vocabolario degli Accademici della Crusca. una nuova edizione (1806-1811) del Vocabolario degli Accademici della Crusca accresciuta di voci del Trecento. un'accademia simile alla Crusca, ma con sede a Verona.

Il classicismo ottocentesco. impersonato da Vincenzo Monti rifiutava la lingua del Trecento. impersonato da Vincenzo Monti si opponeva al purismo. impersonato da Vincenzo Monti auspicava l'immissione nelle scritture di tratti del parlato. impersonato da Vincenzo Monti rifiutava la lingua del Cinquecento.

Chi scrisse la Proposta di alcune giunte e correzioni al Vocabolario della Crusca?. Niccolò Tommaseo. Pietro Giordani con la collaborazione di Leopardi. Vincenzo Monti con la collaborazione di Giulio Perticari. Antonio Cesari.

Il purismo ottocentesco. impersonato da Basilio Puoti riconosceva la purezza della lingua italiana soltanto nel toscano e in modo particolare nel fiorentino del Trecento. impersonato da Basilio Puoti riconosceva la purezza della lingua italiana soltanto nella lingua del Trecento. impersonato da Antonio Cesari riconosceva la purezza della lingua italiana soltanto nel toscano e in modo particolare nel fiorentino del Trecento. impersonato da Antonio Cesari riconosceva la purezza della lingua italiana nella lingua del Trecento.

Secondo Niccolò Tommaseo. la norma linguistica risiede nell'uso toscano vivo laddove sia confermato dalla lingua degli scrittori. la norma linguistica risiede nell'italiano del Trecento. la norma linguistica risiede nella tradizione letteraria italiana, senza rinnegare l'uso italiano contemporaneo. la norma linguistica risiede nell'uso toscano vivo, senza però rinnegare la tradizione letteraria italiana.

Il padre Onofrio Branda esprimendo le sue posizioni linguistiche nel 1759 si dimostra. un anticipatore del neotoscanesimo. un purista. un anticipatore delle posizioni romantiche a favore del patrimonio linguistico nazionale. un seguace del neotoscanesimo.

Melchiorre Cesarotti con il suo "Saggio sulla filosofia delle lingue" (1800). si pone in posizione antagonistica con il Romanticismo proponendo un dizionario di tecnicismi e termini scientifici. anticipa le posizioni dei neotoscanisti. si colloca in una tradizione cruscante di tipo puristico. anticipa la rivalutazione romantica del patrimonio linguistico nazionale proponendo un dizionario di tecnicismi e termini scientifici.

Indicate la risposta errata. L'abate Antonio Cesari. ritiene che non sia utile essere fiorentini di nascita per scrivere e parlar bene. afferma la superiorità di natura del fiorentino trecentesco. afferma che nel Trecento tutti parlavano e scrivevano bene pur con gradazioni differenti a seconda degli strati sociali. sostiene che la lingua a lui contemporanea della città di Firenze non è un modello da seguire.

Basilio Puoti. è un classicista. pur riconoscendo nel Trecento un modello linguistico e letterario, rispetto alle posizioni di Antonio Cesari mostra aperture verso il Cinquecento e introduce censure per gli stili comici trecenteschi. si pone in posizione antitetica al purismo. esprime la medesima posizione puristica di Antonio Cesari.

Indicate la risposta errata. Il classicismo. rifiuta gli arcaismi e i termini popolari. rifiuta i latinismi. accoglie il contributo non toscano alla formazione della lingua letteraria. accetta l'arricchimento linguistico tramite l'analogia.

Nel dibattito ottocentesco sulla lingua, il “purista” abate Cesari sosteneva. che una lingua possa affinarsi, nel tempo, con l'esercizio letterario. la superiorità e la bellezza incondizionate del fiorentino trecentesco. la necessità di accogliere forestierismi e neologismi nella lingua letteraria italiana. la valorizzazione dell'apporto non toscano alla lingua letteraria italiana.

Nel dibattito linguistico ottocentesco, Niccolò Tommaseo fu esponente della corrente. purista. verista. classicista. neotoscanista.

Quali sono gli argomenti principali che Manzoni espone nella Lettera a Giacinto Carena?. Il toscano è la lingua italiana, la sinonimia è una disgrazia, piuttosto che una risorsa della lingua. Il toscano è la lingua italiana, la sinonimia è una risorsa della lingua. Il fiorentino è la lingua italiana, la sinonimia è una disgrazia, piuttosto che una risorsa della lingua. Il fiorentino è la lingua italiana, la sinonimia è una risorsa della lingua.

Il Proemio di Graziadio Isaia Ascoli all'"Archivio Glottologico italiano". prende spunto dalla pubblicazione del Dizionario dei sinonimi di Niccolò Tommaseo. prende spunto dalla relazione manzoniana Dell'unità della lingua e dei mezzi per diffonderla. prende spunto dalla pubblicazione della lettera manzoniana a Giacinto Carena. prende spunto dalla pubblicazione del Nòvo Vocabolario di Giorgini-Broglio.

Secondo Graziadio Isaia Ascoli, l'unificazione linguistica. doveva essere raggiunta attraverso il sistema scolastico. doveva essere raggiunta attraverso la diffusione della lingua letteraria di base fiorentina. doveva essere raggiunta attraverso un intervento guidato dalle istituzioni. dipendeva da fattori extralinguistici.

La lingua del Fermo e Lucia è caratterizzata. da un fondo di lombardo e da vari elementi toscani e francesi. da un fondo di fiorentino contemporaneo e da vari elementi lombardi e francesi. da un fondo di italiano parlato e da vari elementi lombardi e francesi. da un sostanziale ibridismo fra toscano letterario e vari elementi lombardi e francesi.

Il purista ottocentesco Basilio Puoti. riconosceva la purezza della lingua italiana nel fiorentino del Trecento con alcune aperture verso autori del Cinquecento. riconosceva la purezza della lingua italiana negli scrittori del Trecento. riconosceva la purezza della lingua italiana esclusivamente nella lingua del Trecento. riconosceva la purezza della lingua italiana nel fiorentino del Trecento.

Nell'edizione finale dei Promessi sposi Manzoni si orientò. verso il fiorentino delle classi popolari. verso il fiorentino dell'uso colto. verso la lingua letteraria. verso una lingua genericamente toscana.

Quale di queste idee non rispecchia le idee di Manzoni espresse nella relazione Dell'unità della lingua e dei mezzi di diffonderla?. L'unificazione linguistica doveva procedere 'sostituendo' a ciascun dialetto la lingua fiorentina. Ai parlanti e agli scriventi non toscani doveva essere proposto come modello il fiorentino dell'uso colto. L'unificazione linguistica non poteva essere raggiunta proponendo agli italiani una lingua già esistente e omogenea. La diffusione del fiorentino vivo doveva avvenire tramite l'invio di insegnanti elementari toscani.

Qual è la scelta linguistica di Manzoni nell'ultima redazione dei Promessi Sposi (1840)?. Il fiorentino parlato dalle classi colte. La lingua scritta in Toscana dalle classi medie. Il fiorentino di tradizione letteraria. Il fiorentino non plebeo.

Qual è l'anno di pubblicazione della Lettera a Giacinto Carena?. 1847. 1873. 1868. 1880.

La legge Tobler-Mussafia è rispettata nel De principatibus. solo all'inizio di principale preceduta da subordinata. dopo e e dopo ma. in inizio assoluto di periodo e dopo e. in inizio assoluto di periodo e dopo ma.

gli debba essere è un caso di. risalita del clitico. forma apocopata. forma aferetica. arcaismo.

I pronomi soggettivi "gli" e "la" (per "egli" e "ella") che compaiono in Machiavelli. sono forme apocopate. sono forme epitetiche. sono forme sincopate. sono forme aferetiche.

La parziale adesione alle regole della legge Tobler-Mussafia da parte di Machiavelli è da interpretarsi. come un'innovazione. come un superamento della tradizione municipale. come adesione consapevole ad un tratto caratteristico della tradizione. come un arcaismo.

Qual è l'anno di pubblicazione della relazione manzoniana Dell'unità della lingua e dei mezzi per diffonderla?. 1869. 1847. 1873. 1872.

In Machiavelli la sequenza dei pronomi atoni. alterna il modello antico (compl. ogg. + compl. indiretto) al modello più recente (compl. indiretto + compl. ogg.). si adegua al modello più recente compl. indiretto + compl. oggetto. alterna il modello antico (compl. ogg. + compl. indiretto) al modello più recente (compl. indiretto + compl. ogg.), ma con verbo impersonale la particella pronominale precede direttamente il verbo. si adegua al modello antico compl. ogg. + compl. indiretto.

Si indichi la risposta errata. Gli elementi del parlato presenti nella lingua di Machiavelli sono. la ridondanza pronominale. l'accordo a senso. le formule di cortesia. i deittici (in particolare "qui" e "tu").

Le scelte linguistiche operate da Manzoni nella prima edizione dei Promessi sposi sono determinate dalla volontà di. avvicinarsi il più possibile alla lingua letteraria di base toscana. avvicinarsi il più possibile all'uso toscano, pur attingendo a materiali libreschi. avvicinarsi il più possibile alla lingua parlata. avvicinarsi il più possibile alla lingua dell'uso medio.

Intervenendo nel dibattito sulla lingua, Graziadio Isaia Ascoli. caldeggiò la creazione di una nuova lingua che risultasse dal contemperamento di tutti i dialetti italiani. abbracciò con entusiasmo la teoria “fiorentinista” di Manzoni. non accolse l'idea di imporre dall'alto il fiorentino parlato come lingua nazionale. nessuna delle risposte precedenti è corretta.

La lingua del Fermo e Lucia è. aderente al fiorentino parlato delle classi colte. aderente in tutto e per tutto al toscano letterario della tradizione. basata sul toscano letterario della tradizione, ma ricca di francesismi e lombardismi. nessuna delle risposte precedenti è corretta.

Indicate quale delle seguenti considerazioni non è espressa da Ascoli nel Proemio all'"Archivio glottologico italiano". La situazione sociolinguistica dell'Italia è ben diversa da quelle della Francia e della Germania. In Italia il centro culturale non è Firenze, ma al massimo potrebbero ambire a quel ruolo Milano o Roma. In Italia, a fronte di tante eccellenze letterarie ed intellettuali, troppo ristretto è il ceto dei minori e minimi. La lingua è un prodotto della società e le imposizioni linguistiche dall'alto sono destinate al fallimento.

Graziadio Isaia Ascoli. fu un linguista dilettante, fondatore dell'"Archivio glottologico italiano", seguace di Saussure. fu un linguista e dialettologo, fondatore dell'"Archivio glottologico italiano", seguace delle teorie Neogrammatiche. fu un dialettologo, che, prima della polemica con Manzoni, si era sempre occupato solo di lingue moderne. fu un comparatista, che, prima della polemica con Manzoni, si era sempre occupato solo di lingue classiche.

Fra le seguenti risposte indicate quella errata. Alla proposta manzoniana di identificare nel fiorentino contemporaneo parlato dalle persone colte la lingua della nuova nazione furono contrapposte differenti obiezioni. L'italiano esiste già e va identificato con l'italiano scritto di tradizione letteraria. L'italiano esiste già e va identificato con l'italiano parlato da un capo all'altro della Penisola. La città di Firenze, come non esprime il centro culturale della nazione, non può esprimere la lingua nazionale. Piuttosto che nel fiorentino di città, parlato dalle persone colte, la lingua della nazione va ricercata nella purezza arcaica dei parlanti meno colti.

Indicate la risposta errata. Per la revisione della I minuta dei Promessi sposi Manzoni. consultò la produzione comica cinquecentesca. consultò la III edizione del Vocabolario della Crusca. consultò la Crusca veronese. consultò il Vocabolario milanese di Francesco Cherubini.

Indicate la risposta errata. Alla nascita del nuovo giornalismo ottocentesco contribuirono. la creazione di un mercato nazionale e non più cittadino conseguente all'unificazione politica. la fine dell'interesse sei- e settecentesco per discipline erudite. la nascita di un pubblico più ampio e diversificato. una nuova imprenditorialità nel campo dell'editoria.

Caratterizzano lo "stile giornalistico" ottocentesco. l'accettazione di inversioni nell'ordine dei costituenti della frase, la parziale accettazione di arcaismi, le frasi nominali, tutti funzionali ad un approccio divulgativo, ma preciso e chiaro. l'accettazione di neologismi e francesismi, lo stile paratattico. lo svecchiamento linguistico, lo stile ipotattico, le frasi nominali, tutti funzionali ad un approccio divulgativo. lo svecchiamento linguistico, lo stile paratattico, le frasi nominali, tutti funzionali ad un approccio divulgativo.

Sono espressione della nuova stampa periodica ottocentesca. le "Novelle letterarie", il "Journal des Savants" e il "Conciliatore". la "Biblioteca italiana", il "Conciliatore", l'"Antologia". l "Biblioteca italiana", le "Novelle letterarie", il "Journal des Savants". le "Novelle letterarie", l'"Antologia", la "Biblioteca italiana".

La revisione che porta dall'edizione Ventisettana dei Promessi sposi alla Quarantana comporta sistematicamente la sostituzione. di forme genericamente toscane con espressioni tipicamente fiorentine. di forme del fiorentino popolare con espressioni del fiorentino dell'uso colto. di orme arcaiche e letterarie con cultismi. di forme arcaiche e letterarie con espressioni dell'uso vivo.

Qual è la connessione che esiste fra storia della lingua e nascita di un giornalismo moderno nel XIX secolo?. I lettori dei giornali, in quanto particolarmente esigenti, rifiutano una lingua sciatta e pretendono una prosa alta sebbene con inserti del lessico moderno. Il lettori dei giornali sollecitano la creazione di una lingua fiorentina pura e indenne da forestierismi. I lettori dei giornali sollecitano la creazione di una lingua meno retoricamente impostata, caratterizzata da una sintassi meno artificiosa e da un lessico moderno. Il lettori, che nei giornali cercavano il passatempo, sollecitano la creazione di una lingua bassa e comica.

In che senso cambia la fisionomia dei periodici fra Seicento e primo Ottocento?. Nel Seicento e poi nel secolo successivo il periodico è un importante strumento di informazione politica; nel primo Ottocento invece c'è un arretramento e una diminuzione del pubblico in seguito alla Restaurazione. Nel Seicento il periodico è un mezzo di diffusione di notizie di cronaca politica (la gazzetta); nel Settecento è un mezzo, destinato ad un pubblico ristretto, per la diffusione di nozioni scientifiche; nel primo Ottocento nasce invece il periodico di cultura mentre non esiste ancora il giornale d'opinione. Nel Seicento e poi nel secolo successivo il periodico o è un mezzo di diffusione di notizie di cronaca politica (la gazzetta) o un mezzo, destinato ad un pubblico ristretto, per la diffusione di nozioni scientifiche; con il primo Ottocento nasce invece il periodico di cultura e il giornale d'opinione. Nel Seicento il periodico è la gazzetta, alla quale nel Settecento si affianca il periodico di cultura che conoscerà il massimo sviluppo nell'Ottocento.

Indicate l'affermazione errata. Nel Seicento il romanzo è un genere alto. Il romanzo seicentesco ha caratteri fantastici e avventurosi. Nel Seicento nasce il genere del romanzo. Nel Seicento il romanzo presenta tratti formali di generale trascuratezza.

Indicate la risposta errata. Quale esempio indicativo di una rivalutazione del genere romanzo alla fine del Settecento si possono citare i romanzi di Pietro Chiari. Quale esempio indicativo di una rivalutazione del genere romanzo alla fine del Settecento si possono citare le Ultime lettere di Jacopo Ortis di Ugo Foscolo. Quale esempio indicativo di una rivalutazione del genere romanzo alla fine del Settecento si possono citare le Avventure di Saffo e le Notti romane di Alessandro Verri. Quale esempio indicativo di una rivalutazione del genere romanzo alla fine del Settecento si può citare il Viaggio di Platone in Italia di Vincenzo Cuoco.

Perché esiste una connessione fra evoluzione della lingua italiana e la grande fortuna del romanzo nell'Ottocento?. Perché il romanzo trattava di ambienti e personaggi popolari. Perché il romanzo, la cui diffusione anche tramite i giornali aveva un pubblico medio, obbligava alla scelta di una lingua media, lontana dalla tradizione aulica e letteraria. Perché il romanzo, essendo un genere lungo, metteva a dura prova l'inventività degli scrittori. Perché il romanzo, introdotto nel Settecento dalla Francia, portò con sé anche il modello della lingua francese.

Indicate la risposta errata. Il 1827 è una data cruciale per la storia del romanzo in Italia perché escono le Ultime lettere di Jacopo Ortis. Il 1827 è una data cruciale per la storia del romanzo in Italia perché esono il Castello di Trezzo di Giovan Battsita Bazzoni, la Sibilla Odaleta di Carlo Varese e altri ancora. Il 1827 è una data cruciale per la storia del romanzo in Italia perché esce la Storia di Benevento di Domenico Guerrazzi. Il 1827 è una data cruciale per la storia del romanzo in Italia perché esce la prima edizione dei Promessi sposi.

La polemica relativa al romanzo e in particolare al romanzo storico. occupa tutto il secolo XIX. si esaurisce nella prima metà dell'Ottocento. si concentra subito dopo la prima edizione dei Promessi sposi. si intensifica nella seconda metà dell'Ottocento.

La fortuna dei romanzi di Walter Scott in Italia si manifesta. tramite la fortuna dei loro personaggi a livello popolare. tramite le parodie che ne vennero scritte. tramite la fortuna del romanzo storico nel secondo Ottocento. tramite le precoci traduzioni o le riscritture nel melodramma.

La fondazione dell'Accademia della Crusca risale al. 1582. 1600. 1584. 1612.

gli Avvertimenti della lingua sopra ’l Decameron sono opera di. Ariosto. Galilei. Machiavelli. Salviati.

L'Inferigno indica come «la migliore parte della nostra favella». la Commedia di Dante. l'Orlando Furioso di Ariosto. il Decameron di Boccaccio. le Prose della volgar lingua di Bembo.

Individuate fra le seguenti affermazioni la sola corretta. Il Regno d'Italia viene proclamato nel 1870. Giovanni Verga nasce nel 1840, lo stesso anno della seconda edizione dei Promessi sposi. Giovanni Verga nasce nel 1827, lo stesso anno della prima edizione dei Promessi sposi. Graziadio Isaia Ascoli pubblica il proemio all'«Archivio Glottologico Italiano» lo stesso anno della relazione manzoniana Dell'unità della lingua e dei mezzi per diffonderla.

Alessandro Tassoni scrisse. Il torto e il diritto del Non si può. l'Anticrusca. il Vocabolario degli Accademici della Crusca. delle postille al Vocabolario della Crusca.

Il torto e il diritto del Non si può è scritto da. Lionardo Salviati. Paolo Beni. Daniello Bartoli. Bastiano de' Rossi.

Il canone degli spogli degli Accademici della Crusca è rappresentato. dagli scrittori del Cinquecento. da Petrarca per la poesia e Boccaccio per la prosa. esclusivamente dagli scrittori del Trecento. dagli scrittori del Trecento di nascita fiorentina o convertiti al fiorentino.

Quale dei seguenti termini che compaiono nella letterina del 1851 di Giovanni Verga è un francesismo?. adempiere. "foglio" nel significato di 'lettera'. favorire. da canto mio.

Come può essere definito l'errore nell'uso dei tempi "abbiamo ricevuto ... nel quale avemmo rilevato" che troviamo nella letterina del verga unidicenne?. l'uso del passato prossimo è un errore indotto dal dialetto siciliano. l'uso del trapassato remoto tenta, impropriamente, di esprimere l'anteriorità rispetto al precedente passato prossimo. l'uso del trapassato remoto tenta, impropriamente, di esprimere la posteriorità rispetto al precedente passato prossimo. l'uso del passato prossimo tenta, impropriamente, di esprimere l'anteriorità rispetto al trapassato remoto.

Quale dei seguenti termini/costruzioni che compaiono nella letterina allo zio Salvatore Catalano Verga è da considerarsi un cultismo di origine libresca?. "spiegare" nel senso di 'avere chiara'. favorire. "della di Lei" in luogo di "della Sua". da canto mio.

Quale dei seguenti termini che compaiono nella letterina del 1851 di Giovanni Verga è un toscanismo?. "divertirsi" nel senso di 'allontanarsi dalle occupazioni principali'. "foglio" nel significato di 'lettera'. "pigliare" nella locuzione "pigliarsi premura". "adempiere".

Tramite la letterina inviata nel 1851 allo zio Salvatore Verga Catalano possiamo desumere che le letture dello scolaro Giovanni Verga. sono particolamente aggiornate. sono particolarmente stimolanti e aperte verso le novità che provengono dall'Inghilterra. sono particolarmente stimolanti e aperte verso le novità che provengono dalla Francia. sono tradizionali ed invecchiate.

In quale dei seguenti tratti presenti nella letterina che Verga unidicenne scrive allo zio Salvatore di Mauro individuiamo la presenza della fonetica siciliana?. Nell'uscita in -i di cosi per 'cose' (in dipendenza di un vocalismo atono siciliano a tre gradi di apertura). Nell'uscita in -i di cosi per 'cose' (in dipendenza di un vocalismo atono siciliano a cinque gradi di apertura). Nell'uscita in -i di mani (in dipendenza di un vocalismo atono siciliano a tre gradi di apertura). Nell'uscita in -i di mani (in dipendenza di un vocalismo atono siciliano a cinque gradi di apertura).

Qual è il personaggio che meglio ci informa sulla formazione scolastica e culturale del giovane Verga?. Federico De Roberto. don Mario Torrisi. Domenico Castorina. Antonio Abate.

La ricerca esperta della Lessicografia della Crusca in rete. consente esclusivamente una ricerca per immagini. è rivolta all'utente con competenze più specifiche. riassume in sé tutte le potenzialità di interrogazione del motore di ricerca. rappresenta il modo più immediato di ricercare una parola.

Le edizioni del Vocabolario della Crusca sono. tre. una. quattro. cinque.

Antonino Abate illustrava i sinonimi e le loro differenze d'uso. adducendo riscontri sui testi letterari. sulla base di considerazioni impressionistiche. sulla base di evidenti ragionamenti grammaticali. adducendo riscontri precisi sui testi letterari del Trecento.

Il modello che Antonino Abate proponeva ai propri allievi tramite le sue opere personali. era quello di uno stile pieno di attardati rinvii al repertorio mitologico, linguisticamente oscuro e grammaticalmente poco corretto, per di più ricco di antitesi ed artifici. era una produzione modesta dal punto di vista letterario, ma linguisticamente corretta. era una buona produzione linguistico-letteraria di matrice classicista. era una produzione buona dal punto di vista letterario, ma linguisticamente e grammaticalmente scorretta.

La lessicografia della Crusca in rete. offre la digitalizzazione delle diverse edizioni del Vocabolario. offre la possibilità di consultare le riviste dell'Accademia. non è liberamente accessibile in rete. permette di consultare l'archivio storico.

Alla scuola di Antonino Abate l'insegnamento propriamente linguistico. era orientato in senso puristico. era articolato in una raffinata pluralità di esercizi grammaticali. era limitato all'esercizio sinonimico. era orientato all'insegnamento della lingua parlata.

Quale dei seguenti sussidi linguistici non si trovano nella biblioteca di casa Verga?. Le Istituzioni di rettorica e belle lettere di Ugo Blair. Il Vocabolario degli Accademici della Crusca. Il Dizionario dei sinonimi della lingua italiana di Niccolò Tommaseo. il Saggio intorno ai sinonimi della lingua italiana di Giuseppe Grassi.

Cosa offre a Giovanni Verga la scuola di Antonino Abate?. La conoscenza diretta della produzione letteraria nazionale e internazionale contemporanea che viene letta in classe additata come modello. La conoscenza approfondita della letteratura italiana nelle sue varie declinazioni di genere, che viene recitata in classe e additata come modello di lingua. La conoscenza approfondita della letteratura trecentesca italiana, che viene additata come modello di lingua in senso puristico. La conoscenza di una letteratura romanzesca alla moda e di una rimeria coeva non particolarmente impegnata; vengono additati come modelli i testi letti in classe dello stesso Abate o di autori romantici del primo Ottocento, affidando dunque l'insegnamento linguistico all'emulazione di modelli letterari non aggiornati o non impegnati.

La lingua della lettera scritta da Giovannino Verga undicenne allo zio. è sostanzialmente eclettica, consapevolmente aperta a istanze differenti (arcaismi, francesismi, toscanismi). è improntata all'insegnamento puristico dell'Abate di cui è succube. è sostanzialmente eclettica, inconsapevolmente aperta a istanze differenti (arcaismi, francesismi, toscanismi). è ispirata, secondo l'insegnamento dell'Abate, al fiorentino parlato dalle classi colte secondo i dettami manzoniani.

L'insegnamento dell'italiano in Sicilia nella metà dell'Ottocento. rinnegava le scelte operate da Manzoni nella seconda edizione dei Promessi sposi per aderire a rigide posizioni puristiche. accostava in maniera contraddittoria e talvolta addirittura stridente le istanze puristiche alle aperture, di ascendenza manzoniana, nei confronti del fiorentino parlato contemporaneo. si ispirava in maniera cosciente alle scelte operate da Manzoni nella seconda edizione dei Promessi sposi. accostava in maniera contraddittoria e talvolta addirittura stridente le istanze puristiche alle posizioni del classicismo contemporaneo.

Del più antico romanzo di Giovanni Verga, Amore è patria, è noto poco più del titolo. perché rimasto inedito, l'autografo è stato detenuto impropriamente da Lina e Vito Perroni, fino al recente recupero (2012). perché Verga ne aveva donato l'autografo agli amici Lina e Vito Perroni, chiedendo loro di non renderlo pubblico. perché il nipote Giovanni Verga Patriarca non aveva voluto consegnare l'autografo di quel romanzo alla Biblioteca Universitaria di Catania, come aveva fatto per altri autografi. perché l'autografo è andato perduto (solo Federico De Roberto aveva potuto leggerlo).

Qual è il contesto culturale della famiglia in cui nasce Giovanni Verga?. Depresso. La famiglia può vantare una tradizione di dignitoso impegno culturale, da valutarsi comunque alla luce della generale arretratezza e marginalità siciliana della prima metà dell'Ottocento. La famiglia aveva alle spalle un'importante tradizione culturale, ormai venuta meno nella prima metà dell'Ottocento. Significativamente aggiornato e aperto verso il continente e verso l'estero.

Il Sidereus nuncius risale al. 1610. 1615. 1612. 1650.

Il lessico di Galileo è. chiaro e preciso. basato sugli scrittori del Trecento. oscuro e di difficile comprensione. ricco di tecnicismi precendenti.

Il Dialogo sopra i due massimi sistemi del mondo è del. 1650. 1610. 1612. 1632.

Il Dialogo sopra i due massimi sistemi del mondo è. una grammatica della lingua toscana del Seicento. organizzato in forma di dialogo. un trattato in latino. un poema in volgare.

Nel Dialogo sopra i due massimi sistemi del mondo, il portavoce delle idee di Galilei è. Salviati. Simplicio. Galileo stesso. Sagredo.

Quali di questi tratti non caratterizza la lingua di Galilei nel Dialogo sopra i due massimi sistemi del mondo. le numerose riprese anaforiche attraverso frasi relative. gli inserti metaletterari. l'organizzazione bipartita del discorso. la scarsa coesione testuale.

Nel Dialogo sopra i due massimi sistemi del mondo, «il che, quando essa non fusse tale, far non potrebbe» è un caso di. inserto metaletterario. coniuctio relativa. gerundio assoluto. struttura paratattica.

Per indicare referenti di àmbito scientifico, Galilei. attinge al lessico del Trecento. tecnifica termini già in uso. conia neologismi. ricorre al greco e al latino.

Cosa si intende per ordine diretto e ordine inverso?. Per ordine diretto si intende la sequenza VCS dei costituenti della frase, per ordine inverso l'inversione fra V e C. Per ordine diretto si intende la sequenza SVC dei costituenti della frase, per ordine inverso la loro libera disposizione (VCS, VSC, SCV, CSV, CVS). Per ordine diretto si intende la sequenza VSC dei costituenti della frase, per ordine inverso l'inversione fra V e C. Per ordine diretto si intende la sequenza SVC dei costituenti della frase, per ordine inverso l'inversione fra V e C.

Indicate la risposta errata. Quali sono le condizioni socio-politiche che facilitarono l'influsso del francese in Italia dall'inizio del Settecento. il prestigio letterario di Racine e Corneille. la fine della dominazione spagnola con la pace di Utrecht. gli importanti rapporti commerciali o gli scambi di varia natura fra alcune città italiane e la Francia. l'insediamento in Toscana, a Napoli e nella Savoia di principi francesi o filofrancesei.

Il paragone con la Francia e il francese. determinò un tentativo vano di imitazione pedissequa delle condizioni politiche e culturali francesi. innescò in Italia riflessioni importanti sul legame tra condizioni linguistiche e situazione politica. fu motivo di scoraggiamento e aumentò la dipendenza alla moda francesizzante. imbarbarì i costumi e la lingua italiana.

A quale periodo risale la polemica Bouhours-Orsi?. Alla metà del XVII secolo. All'ultimo decennio del XVII secolo. Al primo decennio del XVIII secolo. Alla metà del XVIII secolo.

Qual è la data di pubblicazione dei Carbonari della montagna?. 1870. 1861-1862. 1869. 1865.

Nel Settecento, il francese venne considerato 'lingua della ragione'. perché ammetteva solo l'ordine diretto dei costituenti della frase. perché era stato descritto in diverse 'grammatiche ragionate'. perché ammetteva ordini marcati diversi da quello diretto. perché era la lingua degli illuministi.

Quali sono gli eventi contemporanei all'autore che si intersecano con la scrittura dei "Carbonari della montagna"?. Il trattato di Compoformio e la delusione per i risultati della prima guerra d'indipendenza. L'armistizio di Villafranca (1859) e la conseguente delusione per la mancata annessione della Lombardia al Regno di Sardegna; la spedizione dei Mille e i movimenti insurrezionali siciliani (che assunsero i caratteri di movimenti di brigantaggio) fomentati dai Borboni contro l'annessione siciliana. L'armistizio di Villafranca (1859) e la conseguente delusione per la mancata annessione del Veneto al Regno di Sardegna; la spedizione dei Mille e i movimenti insurrezionali siciliani (che assunsero i caratteri di movimenti di brigantaggio) fomentati dai Borboni contro l'annessione plebiscitaria siciliana. La spedizione dei Mille e i movimenti insurrezionali siciliani fomentati dai Garibaldini a favore dell'annessione siciliana.

Di che tipo è il narratore dei Carbonari della montagna?. Il narratore di I grado è onnisciente e omodiegetico ma nei capitoli del Memoriale di Corrado è eterodiegetico e conduce una narrazione trasparente. Il narratore di I grado è onnisciente eterodiegetico e conduce una narrazione opaca, ma nei capitoli del Memoriale di Corrado è omodiegetico e conduce una narrazione trasparente. Il narratore di I grado è onnisciente e omodiegetico e conduce una narrazione opaca, ma nei capitoli del Memoriale di Corrado è eterodiegetico e conduce una narrazione opaca. Il narratore di I grado è onnisciente e eterodiegetico che conduce una narrazione opaca, ma nei capitoli del Memoriale di Corrado è omodiegetico e conduce una narrazione opaca.

Quale delle seguenti caratteristiche linguistiche e stilistiche non è desumibile dai pochi frammenti noti del romanzo Amore e patria?. L'enfasi retorica. La sostanziale verosimiglianza di una lingua tendenzialmente italiana e moderna. L'immaturità narrativa. Gli errori di forma.

Sulla base del corpus ottocentesco interrogabile nella banca dati della Biblioteca italiana possiamo dire che la forma sagrifizii usata da Verga per es. nei Carbonari della montagna. è forma meno diffusa e di uso più colto per quanto riguarda la sonorizzazione. è forma più diffusa e di uso più consueto, rispetto alla forma priva di sonorizzazione e di dittongo finale. è forma più diffusa e di uso meno colto per quanto riguarda la conservazione del dittongo finale. è forma meno diffusa e di uso più colto, rispetto alla forma priva di sonorizzazione e di dittongo finale.

Come si spiega la presenza in Verga della forma "intieramente"?. Come un arcaismo. Con la conservazione del dittongo anche fuori d'accento data la coscienza della composizione dell'avverbio con -mente. Come un mancato rispetto, erroneo, della regola del dittongo mobile. Come un fiorentinismo.

Quali giudizi di carattere linguistico vengono espressi dai recensori dei "Carbonari della montagna". Presenza di arcaismi e fiorentinismi. Lingua non pura, scarsa eleganza, stile gonfio, qualche sgrammaticatura. Scarsa eleganza, sgrammaticature, stile laconico. Stile gonfio, correttezza grammaticale, lingua pura.

Verga, nei "Carbonari della montagna". si adegua alla scelta manzoniana in fatto di riduzione del dittongo dopo elemento palatale e al monottongamento recente proprio di Firenze, in tutte le sedi. non si adegua alla scelta manzoniana in fatto di riduzione del dittongo dopo elemento palatale ma accetta il monottongamento recente proprio di Firenze, in tutte le sedi. si adegua alle scelte manzoniane in fatto di riduzione del dittongo dopo elemento palatale, ma non al monottongamento recente proprio di Firenze, in tutte le sedi. non si adegua alla scelta manzoniana in fatto di riduzione del dittongo dopo elemento palatale, né, tanto meno, al monottongamento recente proprio di Firenze, in tutte le sedi, che anche Manzoni aveva accolto occasionalmente con attenzione alle differenti connotazioni diastratiche.

Quali di questi tratti non caratterizza la lingua di Cesare Beccaria nel trattato Dei delitti e delle pene?. l'assenza di forestierismi. strutture ipotattiche complesse e tradizionali. l'organizzazione del periodo in frasi brevissime che si rifanno allo style coupé francesizzante. l’ampio uso di segnali di punteggiatura intermedi seguiti da connettivi.

L'analisi delle III persone sing. e pl. degli imperfetti dei verbi di II-IV coniugazione dimostra che Verga, all'altezza dei "Carbonari della montagna",. alterna in misura paritaria le forme dissimilate in -ea(no), -ia(no) e le forme non dissimilate -eva(no), -iva(no). utilizza solo le forme non dissimilate -eva(no), -iva(no). utilizza la forma dissimilata "avea" come una forma fossile. utilizza di preferenza le forme dissimilate in -ea(no), -ia(no) rispetto alle forme non dissimilate -eva(no), -iva(no).

Alla metà del Settecento la "Grammatica" di Francesco Soave giudica la forma in -o della I persona dell'imperfetto. più "regolare" dell'uscita in -a perché consente di distinguere la I persona dalla III, e ricorda che è utilizzata dai migliori scrittori. più "regolare" dell'uscita in -a perché consente di distinguere la I persona dalla III, ma avverte che non è utilizzata dai migliori scrittori. meno "regolare" dell'uscita in -a anche se consente di distinguere la I persona dalla III, ma avverte che non è utilizzata dai migliori scrittori. meno "regolare" dell'uscita in -a anche se consente di distinguere la I persona dalla III, e ricorda che è utilizzata dai migliori scrittori.

Qual è l'origine delle forme forti della I pers. pl. del pass. remoto del tipo "ebbimo", "fecimo", "ripresimo" etc. Tali forme nascono per analogia, e sono costruite sulla base della forma della I pers. singolare con l'aggiunta della desinenza -mo. Tali forme influenzano per analogia la forma della I pers. singolare, formata con l'eliminazione della desinenza -mo. Tali forme nascono per dissimilazione dalla forma della I pers. singolare, con l'aggiunta della desinenza -mo. Tali forme seguono la regolare evoluzione etimologica.

La Rinunzia avanti notaio al Vocabolario della Crusca è scritta da. Ludovico Antonio Muratori. Alessandro Tassoni. Alessandro Verri. Cesare Beccaria.

Il trattato Dei delitti e delle pene di Cesare Beccaria è stato revisionato da. Pietro Verri. Vittorio Alfieri. Francesco Algarotti. Alessandro Verri.

Le forme dippiù, diggià che troviamo nella produzione, non solo giovanile, di Giovanni Verga devono essere interpretate. come forme colte e della poesia. come estensioni analogiche del raddoppiamento fonosintattico caratteristiche dell'italiano di Sicilia. come tracce del dialetto siciliano. come forme arcaiche.

Da una ricerca sulle banche dati si desume che nell'Ottocento l'esito con conservazione del dittongo finale nel plurale dei nomi in -io. è talmente raro da essere considerato a questa altezza un'anomalia. è normale e si alterna in maniera paritaria con l'assorbimento in un'unica vocale. è meno frequente rispetto all'assorbimento in un'unica vocale. è più frequente rispetto all'assorbimento in un'unica vocale.

Quale, fra le seguenti caratteristiche incontrate nei Carbonari della montagna è da considerarsi un sicilianismo?. L'uso della preposizione "a" per introdurre le date (per es. "Al 1810"). complemento oggetto costruito con la preposizione "a" quando il compl- ogg. è + ANIMATO. Alternanza dell'imperfetto e del presente. Inversione del soggetto.

Lo stile dei Carbonari della montagna mostra. una antagonistica contrapposizione con la prosa manzoniana. una notevole e pervasiva presenza del modello manzoniano. una netta prevalenza dello style coupé di ascendenza settecentesca (influenzato anche dallo stile dei proclami) nel brano iniziale, ma nelle descrizioni è evidente la lezione manzoniana. una netta prevalenza dello style coupé di ascendenza settecentesca (influenzato anche dallo stile dei proclami).

All'altezza dei Carbonari in quale modo Verga reagisce al sistema a due tempi (presente/passato remoto) del suo dialetto?. Censurando il passato remoto e sostituendolo impropriamente con l'imperfetto. Censurando il presente e sostituendolo impropriamente con l'imperfetto. Creando un sistema a tre tempi introducendo l'imperfetto. Creando un sistema a tre tempi introducendo il passato prossimo.

La sintassi semplice e i periodi brevi che caratterizzano la prosa dei Carbonari della montagna. sono imputabili allo stile spezzato di ascendenza settecentesca, alla brevità e linearità dello stile giornalistico e alla secchezza dei proclami. sono un ripiego per la nota incapacità del giovane Verga a gestire periodi ipotattici. sono un segnale di poetica modernista. sono segno di esclusiva dipendenza di Verga dai modelli letterari francesi settecenteschi.

Quale, fra le seguenti caratteristiche incontrate nei Carbonari della montagna è da considerarsi un meridionalismo?. Sostituzione dell'imperfetto al passato prossimo. La sostituzione dell'indicativo presente o del congiuntivo imperfetto al congiuntivo presente. L'inversione del soggetto. Forme analogiche (sui perfetti sigmatici) del tipo "svolse" ('svoltò').

Qual è la data dell'annessione al Piemonte della Lombardia?. 1865. 1870. 1848. 1859.

Qual è la data della proclamazione del Regno d'Italia?. 17 marzo 1861. 1859. 25 settembre 1865. 20 settembre 1870.

La forma "aggiornare" nei "Carbonari della Montagna" ha. il significato moderno di 'rinviare'. il significato antico di 'rinviare'. il significato moderno di 'fissare una data'. il significato antico di 'far giorno'.

Indicate la corretta caratterizzazione della lingua verghiana all'altezza dei "Carbonari della montagna". Nella lingua dei "Carbonari della montagna" sono accostati, con precisa distinzione funzionale, forestierismi e arcaismi, forme moderne e colloquiali a forme culte. Nella lingua dei "Carbonari della montagna" i forestierismi sono pochi e si indulge invece ad una lingua arcaizzante, raramente inquinata da forme più moderne. Nella lingua dei "Carbonari della montagna" sono accostati, senza alcuna distinzione funzionale, forestierismi e arcaismi, forme moderne e colloquiali a forme culte. Nella lingua dei "Carbonari della montagna" si indulge ad una lingua moderna, raramente inquinata da forme più arcaiche o culte.

Qual è la data dell'annessione al Piemonte della Toscana e delle ex-legazioni pontificie di Bologna, Ferrara, Ravenna e Forlì?. 1860. 1848. 1865. 1870.

In quale periodo la capitale del Regno d'Italia fu Firenze?. 1865-1870. 1870-1872. 1880-1890. 1861-1863.

Il Saggio sulla filosofia delle lingue è opera di. Luigi Pallavicini. Melchiorre Cesarotti. Giuseppe Taverna. Onofrio Branda.

"Sfogliazzare" e "sfogliare". sono attestati in italiano per la prima volta nel XVI secolo. sono francesismi nati nell'Ottocento. sono termini originariamente inglesi giunti in Italia tramite la Francia. sono attestati in italiano per la prima volta nel XV secolo.

«Il toscano dialetto, e il fiorentino singolarmente, prese una tal grazia, purità, gentilezza e proprietà, che mai la maggiore. Tutti in quel benedetto tempo del 1300 parlavano e scrivevano bene» è tratto da. la Crusca veronese di Antonio Cesari. la Dissertazione sopra lo stato presente della lingua italiana di Antonio Cesari. l'Antidoto pe’ giovani studiosi contro le novità in opera di lingua italiana di Antonio Cesari. la Dissertazione sopra lo stato presente della lingua italiana di Basilio Puoti.

Il romanzo Sulle lagune. presenta un narratore onnisciente che conduce una narrazione opaca. presenta un narratore eterodiegetico che conduce una narrazione trasparente. presenta un narratore omodiegetico che conduce una narrazione opaca. presenta un narratore onnisciente che conduce una narrazione trasparente.

In Sulle lagune compare la forma barcarolo che è. un sicilianismo. un toscanismo. probabilmente un venetismo, dovuto all'ambientazione del romanzo. un termine panitaliano.

Perché si può affermare che "Sulle lagune" fu pensato da Verga per essere pubblicato come romanzo d'appendice?. Perché fu effettivamente pubblicato sulla rivista "La Nuova Europa" nel 1862. Perché alla ripartizione in capitoli (che è normale in Verga) si sovrappone la suddivisione in sezioni corrispondenti alle 'puntate' della pubblicazione in rivista. Perché è organizzato in sezioni. Perché è suddiviso in capitoli.

Le forme utilizzate da Verga "conchiudere", "acchiudere". sono forme interamente volgari, a differenza delle forme latineggianti "concludere", "accludere" che si stabilizzeranno nella lingua italiana solo nella seconda metà del secolo scorso. sono forme latineggianti, a differenza delle forme interamente volgari "concludere", "accludere" che si stabilizzeranno nella lingua italiana solo nella seconda metà del secolo scorso. sono forme latineggianti, a differenza delle forme interamente volgari "concludere", "accludere" che si stabilizzeranno nella lingua italiana solo nella seconda metà dell'Ottocento. sono forme interamente volgari, a differenza delle forme latineggianti "concludere", "accludere" che si stabilizzeranno nella lingua italiana solo nell'Ottocento.

In "Sulle lagune" troviamo. la specializzazione funzionale della forma letteraria "ve, vi" per l'avverbio e della forma "ce, ci" per la forma pronominale. la specializzazione funzionale della forma letteraria "ve, vi" per la forma pronominale e della forma "ce, ci" per l'avverbio. l'indistinzione e l'alternanza fra la forma letteraria "ve, vi" e la forma "ce, ci". l'indistinzione e l'alternanza fra la forma "ve, vi" e la forma letteraria "ce, ci".

Il purismo ottocentesco. impersonato da Antonio Cesari riconosceva la purezza della lingua italiana nella lingua del Trecento. impersonato da Basilio Puoti riconosceva la purezza della lingua italiana soltanto nella lingua del Trecento. impersonato da Basilio Puoti riconosceva la purezza della lingua italiana soltanto nel toscano e in modo particolare nel fiorentino del Trecento. impersonato da Antonio Cesari riconosceva la purezza della lingua italiana soltanto nel toscano e in modo particolare nel fiorentino del Trecento.

La riedizione del Vocabolario degli Accademici della Crusca, «cresciuto d’assai migliaja di voci e modi», è opera di. Antonio Cesari. Niccolò Tommaseo. Onofrio Branda. Basilio Puoti.

Qual è la data di pubblicazione di Sulle lagune?. 1870. 1866. 1869. 1862-1863.

La struttura sintattica di "Sulle lagune". raramente si articola oltre il quarto grado di subordinazione. raramente usa la subordinazione. raramente scende sotto il terzo grado di subordinazione. raramente si articola oltre il primo grado di subordinazione.

Il testo manifesto del classicismo è. la Proposta di alcune correzioni ed aggiunte al Vocabolario della Crusca di Cesari. la Proposta di alcune correzioni ed aggiunte al Vocabolario della Crusca di Monti. le Prose della volgar lingua di Bembo. la Rinunzia avanti notaio al Vocabolario della Crusca di Alessandro Verri.

L'incertezza nelle scelte delle reggenze pronominali. si manifesta esclusivamente nei Carbonari. accomuna Sulle lagune al precedente I Carbonari. contraddistingue senza alcuna variazione cronologica tutta la produzione verghiana. si manifesta esclusivamente in Sulle lagune.

"Garzone". nel significato di 'cameriere' è un francesismo recente. è un francesismo antico ripreso da Verga dalla Crusca. è un francesismo antico che Verga recupera dai "Promessi sposi". nel significato di 'giovane aiutante' è un francesismo recente.

L'insistito ricorso ai deittici e agli aggettivi possessivi in "Sulle lagune". denota gusto di variatio da parte dell'autore. denota un uso sapiente degli strumenti linguistici. indica una prima aspirazione alla mimesi dell'oralità da parte dell'autore. denota un desiderio di chiarezza da parte dell'autore cosciente della propria imperizia a gestire il periodo.

Nell'uso lessicale di Sulle lagune. si assiste ad una tendenziale distinzione funzionale, a seconda dei diversi contesti narrativi, delle tre componenti della lingua verghiana, letteraria ed arcaica, fiorentina e francese. si assiste alla ricercata contrapposizione delle tre componenti, letteraria ed arcaica, fiorentina e francese, della lingua verghiana. si assiste ad una incondita indistinzione delle tre componenti, letteraria ed arcaica, fiorentina e francese, della lingua verghiana. si assiste ad un tendenziale attutimento delle tre componenti letteraria ed arcaica, fiorentina e francese a favore di una lingua lessicalmente più omogenea.

All'interno della sezione epistolare di Sulle lagune il ricorso ad una sintassi breve e spezzata accompagnata da frequenti puntini di sospensione. indica, come già verificatosi per l'analoga sintassi dei Carbonari, un tentativo di mimesi emotiva. indica, a differenza dell'analoga sintassi dei Carbonari, la volontà di adeguamento ad uno stile giornalistico brillante. indica, a differenza dell'analoga sintassi dei Carbonari, un tentativo di mimesi emotiva. indica, come già verificatosi per l'analoga sintassi dei Carbonari, la volontà di adeguamento ad uno stile brillante di carattere giornalistico.

I classicisti ottocenteschi propongono. un modello linguistico basato sul fiorentino letterario. un modello linguistico basato sul fiorentino del Trecento. un modello linguistico basato sulle Prose della volgar lingua di Bembo. un modello linguistico basato sulle migliori opere, non solo letterarie, ma anche scientifiche e tecniche.

Quale delle seguenti caratteristiche linguistiche del giovane Verga troviamo ancora in Sulle lagune?. Incertezze nelle reggenze preposizionali. Periodi fortemente ipotattici. Fiorentinismi appresi dalla viva voce dei contemporanei. Assenza del passato prossimo.

Il neotoscanismo è rappresentato dalla figura di. Antonio Cesari. Niccolò Tommaseo. Vincenzo Monti. Basilio Puoti.

Quando fu scritto "Una peccatrice"?. Fra il 1864 e il 1866 a Catania. Nel 1866 a Catania. Nel 1865 a Firenze. Fra il 1864 e il 1866 a Firenze.

Il brano « Il principio d'autorità e libertà, conciliate nel fatto delle lingue, vogliamo dire che lascia e al pensiero dell'intera nazione e al pensiero degli uomini singoli spazio di svolgersi, e l'un con l'altro ajutarsi a sempre nuovi incrementi». è tratto dalla Prefazione al Dizionario di Tommaseo. è tratto dalla Dissertazione sopra lo stato presente della lingua italiana di Antonio Cesari. è tratto dalla raccolta dei Canti popolari toscani corsi e illirici e greci di Tommaseo. è tratto dall'Antidoto pe’ giovani studiosi contro le novità in opera di lingua italiana di Antonio Cesari.

Il Tommaseo-Bellini è. un dizionario etimologico. un dizionario storico. un dizionario dell'uso. un dizionario bilingue.

Documentano il passato della lingua sulla base dei testi scritti. i dizionari etimologici. i dizionari dell'uso. i dizionari dei sinonimi e contrari. i dizionari storici.

All'altezza di "Una peccatrice" Verga utilizza (ad esclusione di altri). il discorso indiretto legato e il discorso diretto libero e legato. il discorso diretto e indiretto libero e legato. il discorso indiretto e diretto legato. il discorso diretto libero e legato.

Indicate l'affermazione errata. Con "Una peccatrice" assistiamo. all'adeguamento dal punto di vista lessicale ad un modello sempre più correttamente fiorentino. alla conquista da parte di Verga di una lingua più sciolta, comunque non ancora indenne da incertezze morfo-sintattiche. all'alternanza da parte di Verga di una struttura sintattica variegata che da periodi brevi e monofrasali sa estendersi fino periodi con plurisubordinate. alla conquista da parte di Verga di un lessico più articolato che gli consente anche esercizi di variatio.

L'uso del condizionale passato in luogo del trapassato congiuntivo in proposizioni ipotetiche o ottative (per es. mi promise di comunicarmeli…, dopo che avrebbe consultato"). è una forma di ipercorrettismo perché il trapassato del congiuntivo è sentito come arcaico. è una forma di ipercorrettismo perché il trapassato del congiuntivo è sentito come troppo marcato in senso toscano. è una forma di ipercorrettismo perché il trapassato del congiuntivo è sentito come dialettale. è una forma di ipercorrettismo perché il trapassato del congiuntivo è sentito come troppo formale.

Secondo Francesco Branciforti le forme "ricevetti", "credetti" sono censurate da Verga. perché sentite come troppo colloquiali. perché riconosciute di formazione analogica. perché sentite come troppo arcaiche. perché percepite come cultismi.

Quale fra le seguenti parole, utilizzate da Verga in "Una peccatrice", è da considerarsi un sicilianismo?. discolo. mortorio. stradone. rozza 'cavalla'.

Riguardo alla forma della prima persona dell'imperfetto, in Una peccatrice,. all'altezza di Una peccatrice Verga ha adottato la forma etimologica come unica soluzione della sua lingua. Verga alterna la forma etimologica in -a alla forma analogica in -o. all'altezza di Una peccatrice Verga ha ormai adottato la soluzione fiorentina e manzoniana. Verga alterna la forma analogica in -a alla forma etimologica in -o.

Luigi Russo notò in Una peccatrice l'uso di "Ella". connotandolo come un sicilianismo. connotandolo, nella funzione di soggetto, come una scelta di massima formalità, in funzione esclamativa come traduzione del siciliano idda. connotandolo, nella funzione di soggetto, come traduzione del siciliano idda, come una scelta di massima formalità, in funzione esclamativa. connotandolo come un arcaismo.

La forma abbi del congiuntivo presente del verbo avere. è indicata come la sola forma corretta dalla "Grammatica" di Francesco Soave, perché è ben documentata nella produzione letteraria. è indicata come la sola forma corretta dalla "Grammatica" di Francesco Soave, nonostante compaia sporadicamente nella produzione letteraria. è censurata dalla "Grammatica" di Francesco Soave, perché non è documentata nella produzione scritta. è censurata dalla "Grammatica" di Francesco Soave, ma è ben documentata nella produzione letteraria e non.

L'uso del condizionale in luogo del congiuntivo imperfetto. è un uso toscano a cui Verga si adegua, gestendolo però in maniera impropria. è un modulo sintattico d'importazione francese. è da spiegare come ipercorrettismo, data l'assenza di condizionale nel dialetto siciliano. è un tratto del dialetto siciliano.

Dove fu scritto Frine?. a Milano, durante il primo soggiorno milanese nel 1872. a Catania, ma dopo il primo soggiorno milanese del 1872. a Catania, ma dopo il primo soggiorno fiorentino di Verga, nel 1865. a Firenze, durante il secondo soggiorno fiorentino di Verga, nel 1869.

Qual è la data della seconda edizione dei Promessi Sposi?. 1821. 1845. 1840. 1827.

La lingua del Fermo e Lucia è caratterizzata. da un fondo di italiano parlato e da vari elementi lombardi e francesi. da un fondo di lombardo e da vari elementi toscani e francesi. da un sostanziale ibridismo fra toscano letterario e vari elementi lombardi e francesi. da un fondo di fiorentino contemporaneo e da vari elementi lombardi e francesi.

Le scelte linguistiche operate da Manzoni nella prima edizione dei Promessi sposi sono determinate dalla volontà di. avvicinarsi il più possibile alla lingua letteraria di base toscana. avvicinarsi il più possibile alla lingua parlata. avvicinarsi il più possibile alla lingua dell'uso medio. avvicinarsi il più possibile all'uso toscano, pur attingendo a materiali libreschi.

Nell'edizione finale dei Promessi sposi Manzoni si orientò. verso una lingua genericamente toscana. verso il fiorentino delle classi popolari. verso il fiorentino dell'uso colto. verso la lingua letteraria.

Qual è la scelta linguistica di Manzoni nell'ultima redazione dei Promessi Sposi (1840)?. Il fiorentino di tradizione letteraria. La lingua scritta in Toscana dalle classi medie. Il fiorentino parlato dalle classi colte. Il fiorentino non plebeo.

Qual è la data della prima edizione dei Promessi Sposi?. 1821. 1827. 1840. 1845.

A quale delle seguenti evoluzioni del genere romanzo si assiste nel periodo catanese di Giovanni Verga?. Verga alterna vicende intime e vicine nello spazio e nel tempo a vicende collocate in uno spazio e in un tempo remoti. Dal romanzo propriamente storico, collocato a notevole distanza nel tempo e nello spazio, progressivamente Verga confeziona romanzi intimi relativi a vicende vicine nello spazio e nel tempo. Dal romanzo intimo contemporaneo Verga si rivolge sempre più al romanzo storico, collocato a notevole distanza nel tempo e nello spazio. Dopo un periodo iniziale di fedeltà all'imperante genere del romanzo storico, collocato a notevole distanza nello spazio e nel tempo, si rivolge momentaneamente a vicende intime contemporanee, per poi tornare, con maggiore sapienza letteraria e definitivamente al romanzo storico.

Nei riguardi dei forestierismi si nota che. Verga è molto attento a rispettarne la grafia originaria, ma non la pronuncia. Verga è molto attento a rispettarne la grafia originaria. Verga spesso li riproduce con grafie fonetiche. Verga è molto attento a rispettarne la pronuncia originaria.

La forma quistione,. percepita come fiorentina, è utilizzata da Verga fino a tutti gli anni Ottanta, in seguito sostituita con questione. percepita come un latinismo, è utilizzata da Verga fino a tutti gli anni Ottanta, in seguito sostituita con questione. non è utilizzata da Verga nella produzione giovanile, mentre viene adottata a partire dagli anni Settanta. non è utilizzata da Verga nella produzione giovanile, mentre viene adottata a partire dagli anni Ottanta.

La forma imagine. è una forma fortemente connotata in senso letterario e poetico perché utilizzata solo in prosa d'arte e in poesia. è dal punto di vista fonetico un latinismo, e per noi come nell'Ottocento è di uso letterario e poetico. è dal punto di vista fonetico un latinismo, ma sebbene alla nostra percezione sia ormai una forma fortemente connotata in senso letterario e poetico, nell'Ottocento era di uso comune e non connotato. è dal punto di vista fonetico e lessicale un latinismo, e perciò è fortemente connotata in senso letterario e poetico.

L'inizio di Frine si caratterizza come. spontaneo e colloquiale, particolarmente scorrevole. poco attento alla lingua contemporanea, come mostra la serie di arcaismi. letterariamente atteggiato, come mostrano la posizone prenominale degli aggettivi e la ricca serie di dittologie. letterariamente atteggiato, come mostrano la posizone postnominale degli aggettivi e la ricca serie di dittologie.

Manzoni propone la compilazione di un vocabolario rigorosamente esemplato. sul lombardo, ma ammette qualche francesismo. sul fiorentino del Cinquecento. sul fiorentino del Trecento. sull'uso fiorentino.

Il brano «Un vocabolario che si viene stampando in Firenze sotto auspicj gloriosissimi, rappresenta un principio, o un’innovazione, di cui gli riesce far mostra nella prima parola del suo frontispizio, poiché egli si annunzia per nòvo anziché nuovo, così riproducendo la odierna pronuncia fiorentina, ch’egli trova urgente di rendere comune a tutta l’Italia, siccome parte integrale dell’odierno linguaggio di Firenze, il qual dev’essere, in tutto e per tutto, quello dell’Italia intiera» è tratto da. Il Proemio de l’«Archivio glottologico italiano». I Promessi Sposi. Dell’unità della lingua e dei mezzi di diffonderla. La Lettera a Giacinto Carena.

Il Vocabolario domestico è opera di. Alessandro Manzoni. Graziadio Isaia Ascoli. Giacinto Carena. Niccolò Tommaseo.

Indicate la risposta errata. Per la revisione della I minuta dei Promessi sposi Manzoni. consultò la produzione comica cinquecentesca. consultò la III edizione del Vocabolario della Crusca. consultò il Vocabolario milanese di Francesco Cherubini. consultò la Crusca veronese.

Quale di queste idee non rispecchia le idee di Manzoni espresse nella relazione Dell'unità della lingua e dei mezzi di diffonderla?. L'unificazione linguistica non poteva essere raggiunta proponendo agli italiani una lingua già esistente e omogenea. L'unificazione linguistica doveva procedere 'sostituendo' a ciascun dialetto la lingua fiorentina. Ai parlanti e agli scriventi non toscani doveva essere proposto come modello il fiorentino dell'uso colto. La diffusione del fiorentino vivo doveva avvenire tramite l'invio di insegnanti elementari toscani.

La parola equipaggio. è un francesismo ottocentesco. è un francesismo entrato in Italia nel XVIII secolo. è un forestierismo. è un francesismo entrato in Italia nel XVII secolo.

Una ricerca sulle banche dati informa che la forma imagine. è attestata nell'Ottocento in poesia e in prosa solo nei generi più alti e formali. è attestata nell'Ottocento solo in poesia. è attestata nell'Ottocento solo in prosa. è attestata nell'Ottocento in varie tipologie testuali in prosa (storiografia, epistolari, romanzo e novella etc.) oltre che in poesia.

In Manzoni, nel passaggio dall'una all'altra delle redazioni del romanzo, si assiste. all'adozione sistematica di "immagine" nel "Fermo e Lucia" e poi nella Quarantana, mentre nella Ventisettana "imagine" è maggioritaria rispetto a "immagine". all'adozione sistematica di "imagine" nel "Fermo e Lucia" e nella Quarantana, mentre nella Ventisettana "imagine", maggioritaria, alterna con "immagine". all'adozione sistematica di "immagine" nel "Fermo e Lucia" e nella Ventisettana, mentre nella Quarantana "imagine", pur minoritaria, alterna con "immagine". all'adozione sistematica di "immagine" nel "Fermo e Lucia" e poi nella Quarantana, mentre nella Ventisettana "imagine", pur minoritaria, alterna con "immagine".

Le lingue speciali in senso stretto si caratterizzano per: Organizzazioni lessicali meno strutturate. Accessibilità a cerchie di parlanti più ampie. legami meno marcati con attività specifiche. nomenclature rigide e strutturate.

Il fattore decisivo che caratterizza l'uso delle lingue speciali è. l'argomento dell'interazione. Il contesto geografico di utilizzo. il livello di istruzione del parlante. La classe sociale di appartenenza.

Quale esempio dimostra che le lingue speciali non hanno necessariamente carattere diastratico?. L'uso di terminologia medica nei congressi scientifici. La conoscenza del linguaggio giuridico da parte di imputati "affezionati" alle aule dei tribunali. La diffusione del linguaggio informatico tra i giovani. L'utilizzo di gerghi professionali nelle fabbriche.

La controversia sull'appartenenza delle lingue speciali a un determinato asse della variazione linguistica riguarda principalmente. L'opposizione tra asse diacronico e sincronico. Il rapporto tra asse diatopico e diafasico. La relazione tra asse diafasico e diacronico. La distinzione tra asse diastratico e diamesico.

Secondo la definizione di Giovanni Nencioni, quale delle seguenti caratteristiche non è propria delle lingue speciali?. Mantengono invariato il lessico della lingua comune. Si sviluppano attorno a particolari attività professionali. Rispondono a bisogni comunicativi peculiari e diversi dalla massa dei parlanti. Sono utilizzate da una ristretta collettività di persone.

Cangiare. è un latinismo fonetico che Verga usa sistematicamente. è un antico francesismo fonetico che Verga usa sistematicamente. è un antico francesismo fonetico che Verga usa occasionalmente. è un latinismo fonetico che Verga usa occasionalmente.

Nell'uso delle consonanti scempie/intense. Verga si fa spesso guidare dall'orecchio. Verga si fa spesso guidare dall'etimo latino. Verga si fa spesso guidare dalla pronuncia siciliana. Verga si fa spesso guidare dalla moda francesizzante.

Le forme niega e tuono (di voce) che compaiono in Frine. sono dei latinismi. fanno parte della lingua d'uso ottocentesca. sono degli arcaismi. sono dei fiorentinismi.

All'altezza di Frine Verga dimostra. di non rispettare la regola del dittongo mobile solo in casi di specializzazione semantica. di rispettare la regola del dittongo mobile. di rispettare la regola del dittongo mobile in maniera occasionale. di non rispettare la regola del dittongo mobile.

Indicate la risposta errata. All'altezza di Frine. Verga sostituisce le forme dei perfetti forti (tipo "rimasimo", "ebbimo") con le forme arizotoniche. Verga sostituisce la desinenza di I pers. sing. -ei con -etti. Verga incrementa la presenza dell'uscita in -o della I persona dell'imperfetto. Verga cancella il dittongo dopo elemento palatale.

Riguardo le preposizioni articolate. Verga utilizza di frequente le forme sintetiche con "con", mai le corrispondenti con "per". Verga utilizza di frequente le forme sintetiche (in particolare con "per", meno sistematicamente con "con"). Verga utilizza di frequente le forme sintetiche (in particolare con "con", meno sistematicamente con "per"). Verga utilizza raramente le forme sintetiche con "con" e "per".

Quale distinzione viene stabilita tra i due sottotipi di lingue speciali?. Lingue speciali in senso stretto e lingue speciali in senso lato. Lingue speciali nazionali e lingue speciali internazionali. Lingue speciali orali e lingue speciali scritte. Lingue speciali antiche e lingue speciali moderne.

Secondo la definizione di Marcel Cohen, il gergo è. Una lingua autonoma con grammatica propria. Una varietà regionale della lingua standard. Un sistema di comunicazione completamente nuovo. Una formazione parassitaria che si innesta su lingua o dialetto preesistenti.

Quale caratteristica è propria dei gerghi professionali ma non dei linguaggi settoriali?. La specializzazione lessicale. La funzione comunicativa. l'uso di terminologia tecnica. Il proposito della segretezza.

Quale delle seguenti non è una caratteristica dei gerghi storici?. Uso temporaneo limitato a specifici periodi. Impiego del suffisso -oso. ricorso alle metafore. Lessico formato su basi dialettali.

La principale differenza tra gerghi professionali e linguaggi settoriali riguarda. L'età media degli utilizzatori. La modalità di trasmissione (orale vs. scritta). Il carattere connotativo vs. denotativo del lessico. la diffusione geografica.

Secondo Ageno, il gergo militare. È un vero gergo con forte differenziazione sociale. È una parlata di tipo affettivo che riflette un particolare stato d'animo. Ha maggiore stabilità rispetto al gergo giovanile. È caratterizzato da forte segretezza.

Il linguaggio giovanile si distingue per essere presente. Solo nelle trasmissioni radiotelevisive. Solo nei social media. In parlato, scritto e trasmesso. Solo nel parlato informale.

Quale delle seguenti espressioni del linguaggio giovanile ha una funzione pragmatica specifica?. drago. paglia. casinaro. ti prego!.

Le varietà paragergali includono. Solo il gergo di caserma. Solo il gergo giovanile. Sia il gergo giovanile che quello di caserma. Tutti i gerghi professionali.

Il processo di risemantizzazione nei gerghi comporta. L'eliminazione completa del lessico precedente. La standardizzazione del lessico regionale. La creazione di nuove relazioni semantiche tramite figure retoriche. L'adozione di parole straniere accolte senza modifiche.

La detecnificazione è il processo per cui. Un termine viene tradotto in altre lingue. Un tecnicismo passa da un settore a un altro. Un tecnicismo viene adottato dalla lingua comune. Un termine comune diventa tecnico.

Nelle relazioni anaforiche dei testi specialistici prevale. La ripetizione sulla sostituzione. L'uso di sinonimi. La sostituzione sulla ripetizione. L'ellissi nominale.

Il presente atemporale nei linguaggi scientifici. Viene usato solo nelle formule matematiche. Indica azioni che si svolgono nel momento dell'enunciazione. Sostitusce il passato remoto nelle narrazioni. Esprime verità generali indipendenti dal tempo.

Quale delle seguenti non è una strategia di deagentivizzazione?. Uso di pronomi personali espliciti. Costruzioni passive. Nominalizzazione. Costruzioni impersonali.

La deagentivizzazione nelle lingue speciali serve a. Accelerare la comunicazione. Semplificare la struttura sintattica. Sottolineare la validità atemporale delle affermazioni. Rendere il testo più accessibile.

Gli eponimi nelle lingue speciali sono. Voci polirematiche che indicano fenomeni attraverso nomi di studiosi. Termini di origine greca e latina. Sigle internazionali standardizzate. Neologismi creati artificialmente.

MODEM rappresenta un esempio di. Abbreviazione di un termine latino. Sigla con significante trasparente e motivato. Acronimo formato dalle prime lettere di parole base. Acronimo che utilizza prime lettere e prime sillabe.

I tecnicismi collaterali si distinguono da quelli specifici perché. Sono utilizzati solo in contesti orali. Hanno valore prevalentemente connotativo. Derivano sempre da lingue straniere. Sono necessari per veicolare significati univoci.

L'alta coesione testuale delle lingue speciali si manifesta attraverso. La presenza di elementi narrativi. L'alternanza di registri linguistici. L'uso frequente di sinonimi. Una fitta rete di rimandi interni.

I tecnicismi si caratterizzano principalmente per: Monosemia e internazionalizzazione. Regionalità e variabilità diacronica. colloquialità e spontaneità. polisemia e ambiguità semantica.

A quale periodo risale la scrittura di Storia di una capinera?. Al periodo milanese. Al periodo catanese. Al secondo soggiorno fiorentino del 1869. Al primo soggiorno fiorentino del 1865.

Durante il secondo soggiorno fiorentino chi fu il principale mentore di Giovanni Verga?. Francesco Dall'Ongaro. Luigi Capuana. Mario Rapisardi. Salvatore Farina.

A chi si indirizzava Francesco Dall'Ongaro nella prefazione di Storia di una capinera?. A Ludmilla Assing. All'autore. A Caterina Percoto. A Emilio Treves.

La presenza o l'assenza di dati topici e cronici in capo alle lettere della protagonista Maria. accennano ad un 'editore' delle lettere, la cui identità rimane però incerta. accennano ad un 'editore' delle lettere da identificarsi con l'autore implicito. accennano ad un 'editore' delle lettere da identificarsi con la loro destinataria Marianna. accennano ad una pubblicazione delle lettere senza alcun intervento editoriale.

Quali sono le condizioni storiche e sociali che contribuirono al successo di Storia di una capinera?. Lo spirito anticlericale di Verga e il suo impegno sociale contro le monacazioni forzate. Il contemporaneo dibattito sulle monacazioni forzate, inasprito dalle soppressioni delle corporazioni religiose e dalla confisca dei loro beni. La pubblicità che del romanzo fecero, ciascuno a suo modo, Emilio Treves e Caterina Percoto. La fortuna di romanzi storici incentrati sulle monacazioni forzate.

In quale periodo si svolge la storia di Maria narrata in Storia di una capinera?. Durante il colera che colpì l'Italia nel 1865. Durante il colera che colpì la Sicilia nel 1867. Durante il colera che colpì l'Italia nel 1870. Durante il colera che colpì la Sicilia nel 1854-1855.

Quando fu pubblicato Storia di una capinera?. Da Treves nel 1871. Nel 1871, prima in rivista e poi in volume, infine ristampato da Treves nel 1873. Nel 1873, prima in rivista e poi in volume. Nel 1869, a Firenze.

Dal punto di vista complessivo l'introduzione a Storia di una capinera. si configura a struttura ternaria: la prima parte riferita alla 'figura' della capinera, la seconda parte riferita alla giovane monaca, la terza parte con il commento dell'autore. si struttura unitariamente sebbene vi si intersechino i temi della capinera, della giovane monaca e il commento dell'autore. si configura a struttura quadripartita: la prima parte riferita ai bambini che torturano la capinera, la seconda riferita alla 'figura' della capinera, la terza parte riferita alla giovane monaca, la quarta parte contenente il commento dell'autore implicito. si configura a struttura binaria: la prima parte (ulteriormente bipartita) riferita alla 'figura' della capinera, la seconda parte (anch'essa bipartita) riferita alla giovane monaca.

Indicate l'affermazione errata. Storia di una capinera non rappresenta una frattura netta con la lingua verghiana precedente dal punto di vista fonetico. In Storia di una capinera si affiancano l'uno all'altro un lessico colto ed arcaico ed un lessico toscano. Con Storia di una capinera la componente toscana della lingua verghiana è notevolmente incrementata. Con Storia di una capinera la componente colta e letteraria della lingua verghiana scompare una volta per tutte.

La coesione fra le parti in cui si suddivide l'introduzione a Storia di una capinera è ottenuta mediante. l'anafora. tramite le interiezioni. iterazioni letterali fra una parte e l'altra. i diminutivi.

Nel seguente passo tratto da Storia di una capinera «Si cantò, si rise, si stette molto allegri», le forme verbali impersonali sottolineate sono. colloquialismi di marca toscana. echi del dialetto siciliano. nessuna delle precedenti risposte è corretta. cultismi.

Indicate la risposta errata. A quali livelli si dimostra l'incremento di toscanismi nella lingua verghiana all'altezza di Storia di una capinera?. Nella formazione della parole (incremento degli alterati). A livello morfosintattico (uso della forma impersonale in luogo della I persona plurale). A livello fonetico. A livello lessicale.

I più accusati forestierismi nella lingua di Verga. sono presenti in Eva e risalgono al periodo milanese. sono presenti in Frine e risalgono al primo soggiorno fiorentino. sono presenti in Una peccatrice e risalgono al periodo catanese. sono presenti nella produzione verista.

I più accusati forestierismi nella lingua di Verga. sono anglicismi pertinenti alla moda. consistono in francesismi attinenti al mondo della moda e all'abbigliamento femminile e maschile. sono anglicismi e francesismi di importazione letteraria. consistono in anglicismi attinenti al mondo della moda.

Indicate la risposta errata. Nel passaggio da Frine a Eva si assiste a. una riduzione della ricca aggettivazione. una riduzione dei dettagli descrittivi. un incremento di toscanismi. un incremento dei forestierismi alla moda.

Nelle modifiche linguistiche introdotte nel passaggio da Frine a Eva Verga muove. verso una maggiore appropriatezza e una lingua tendenzialmente asinonimica. verso una lingua più pura. verso una lingua più ricca di sinonimi. verso una lingua più letterariamente atteggiata.

Qual era la posizione linguistica di Pietro Fanfani?. si collocava su posizioni moderatamente filomanzoniane, sostenendo che l'italiano andava identificato con il fiorentino anche degli strati più bassi della città. si collocava su posizioni moderatamente filomanzoniane, sostenendo che l'italiano andava identificato con il fiorentino, da innovarsi però con l'immissione di parole straniere. Pietro Fanfani si collocava su posizioni filomanzoniane, sostenendo che l'italiano già esisteva e che andava identificato nell'uso toscano contemporaneo delle campagne. Pietro Fanfani si collocava su posizioni antimanzoniane, sostenendo che l'italiano già esisteva e che andava identificato nell'italiano scritto di ascendenza fiorentina e toscana.

Cotesto. è un toscanismo che distingue ciò che è vicino all'emittente da ciò che è vicino al destinatario (quello) e da ciò che è distante da entrambi (questo). è un toscanismo che distingue ciò che è vicino al destinatario da ciò che è vicino all'emittente (quello) e da ciò che è distante da entrambi (questo). è un toscanismo che distingue ciò che è vicino al destinatario da ciò che è vicino all'emittente (questo) e da ciò che è distante da entrambi (quello). è un toscanismo che distingue ciò che è lontano sia dall'emittente sia dal destinatario da ciò che è vicino all'emittente (questo) e da ciò che è vicino al destinatario.

Per quale motivo Verga sostituisce viottolo con viottola nel passaggio da Frine a Eva?. Perché percepisce viottolo come dialettale, coincidente nel maschile con il sic. violu. Perché percepisce viottolo come demotico. Perché viottola è panitaliano. Perché viottola è fiorentino.

Indicate quali dei toscanismi indicati non viene inserito da Verga nel passaggio da Frine a Eva. mica. uso dell'articolo davanti al nome proprio femminile. cotesto. terrazzo.

A cosa si devono gli insistiti interventi di Verga sui sinonimi o parasinonimi secondo, istante, momento nel passaggio da Frine a Eva?. Ad un tentativo di specializzazione che attribuisce a istante il valore cronologico puntuale, a secondo e momento quello durativo. Ad un tentativo di specializzazione che attribuisce a secondo il valore cronologico puntuale, a momento e istante quello durativo. Ad un tentativo di specializzazione che attribuisce a momento il valore cronologico puntuale, a secondo e istante quello durativo. Ad una costante incertezza fra sinonimi.

La novella Nedda. fu sul momento sottovalutata, ma subito dopo Verga si rese conto della sua importanza di svolta nel proprio percorso artistico. fu sempre considerata da Verga un episodio minore, ed egli tardò a comprendere le potenzialità insite nella scoperta della narrazione breve. fu scritta nella convinzione artistica della superiorità della novella rispetto al romanzo. fu considerata una scoperta da Verga che si accorse subito delle potenzialità di quell'esperimento.

La fortuna editoriale di Nedda. fu modesta (fu stampata solo una volta nel 1874). fu consistente, ma non immediata. fu mediocre (alla prima edizione in rivista, ne fece seguito una in volume nello stesso anno). fu straordinaria (alla prima pubblicazione in rivista ne seguirono almeno altre cinque entro il secolo XIX).

La lingua del cibo può essere considerata più propriamente come. Un linguaggio tecnico. Un linguaggio scientifico. Un linguaggio specialistico. Un linguaggio settoriale.

Quale caratteristica non è tipica della lingua del cibo?. Rigida biunivocità tra termini e concetti. Larga indeterminatezza dei destinatari. Mancanza di terminologia univoca. Forte incidenza della geosinonimia.

AtLiTeG è acronimo di. Atlante della Lingua e Tradizione Gastronomica. Atlante Linguistico-Testuale della Gastronomia. Atlante della Lingua e dei Testi della Cultura Gastronomica italiana dall'età medievale all'Unità. Atlante della Lingua del Territorio Gastronomico.

La diffusione della designazione della narrazione breve tramite campi metaforici di ambito figurativo quali "bozzetto" e simili. viene datata agli avanzati anni Novanta del XIX secolo. viene datata nel primo ventennio dopo l'Unificazione italiana. viene datata alla metà del secolo XIX. viene datata alla fine dell'Ottocento.

Le due principali aree di irraggiamento dei testi di cucina nello spazio italiano medievale sono. Il regno svevo e il Veneto. regno normanno e la Lombardia. Il regno svevo-angioino e la Toscana. La Sicilia e l'Emilia Romagna.

In "Gli occhi avea neri, grandi, nuotanti in un fluido azzurrino" "nuotanti" è. un participio presente con funzione verbale (sostituisce una dichiarativa). un participio passato con funzione verbale (sostituisce una relativa). un participio presente con funzione verbale (sostituisce una relativa). un participio passato con funzione verbale (sostituisce una dichiarativa).

La novella Nedda. rappresenta la scoperta da parte di Verga del mondo degli umili, ma la distanza dal mondo narrato si configura come paternalistica. rappresenta la scoperta dell'indiretto libero che in Nedda viene usato sistematicamente. rappresenta un momento di vera e propria conversione narrativa e linguistica. rappresenta la scoperta da parte di Verga del mondo degli umili, e un primo saggio dell'impersonalità.

A parlare per primo di Nedda come il luogo di una 'conversione' artistica di Verga. fu Luigi Russo, che lo additò come l'avvio della stagione veristica. fu Benedetto Croce, che lo additò come l'avvio della stagione veristica. fu Luigi Russo, che ne riconobbe però importanti 'difetti' di natura narratologica e formale. fu Benedetto Croce, che ne riconobbe però importanti 'difetti' di natura narratologica e formale.

In Nedda la lingua del narratore e la lingua dei personaggi. sono distinte l'una dall'altra dal punto di vista diastratico. sono indistinte funzionalmente l'una dall'altra dal punto di vista diastratico, ma non da quello diafasico. sono funzionalmente distinte. sono reciprocamente distinte l'una dall'altra dal punto di vista diacronico.

Indicate la risposta errata. La natura letteraria della lingua di Nedda si manifesta. nella presenza dell'enclisi a verbi di modo infinito. nella presenza dell'enclisi a verbi di modo finito. nella presenza di aggettivi participiali con funzione verbale. nella presenza di toscanismi di matrice libresca.

In Nedda assistiamo alla prima comparsa inconsapevole ma non occasionale in Verga. della regressione. dell'impersonalità. dell'indiretto libero. della narrazione trasparente.

Quale dei seguenti tratti presenti in Nedda è da ascrivere al fiorentino parlato?. L'uso di "O" come elemento introduttivo delle interrogative. L'enclisi pronominale. L'apocope. L'uso del dittongo dopo elemento palatale.

Cosa è concio 'conciato'?. Un'apocope sillabica. Un participio arizotonico. Un aggettivo participiale con funzione verbale. Un participio rizotonico.

In Nedda si assiste ancora all'uso occasionale. dell'uscita etimologica in -a della I persona dell'imperfetto. dell'uscita analogica in -o della I persona dell'imperfetto. dell'uscita analogica in -a della I persona dell'imperfetto. dell'uscita etimologica in -o della I persona dell'imperfetto.

Fanno parte della composita lingua di Nedda. elementi del fiorentino parlato, sicilianismi e inserti in siciliano, elementi fonomorfologici e lessicali del toscano di tradizione letteraria. lessico siciliano e fonetica fiorentina. lessico fiorentino, sintassi siciliana, morfologia letteraria. fonetica di tradizione letteraria e morfosintassi del fiorentino parlato.

La codificazione scritta della pratica culinaria nell'Europa occidentale avviene. Tra il XII e il XIII secolo. Tra il Tre e il Quattrocento. Tra il Due e il Trecento. Tra l'XI e il XII secolo.

Il "Liber de coquina" è scritto in. toscano. siciliano. latino. veneto.

La tradizione "dei XII commensali" era precedentemente nota come. Tradizione dei XII signori. Tradizione del Liber de coquina. Tradizione dei XII cuochi. Tradizione dei XII ghiotti.

Il manoscritto più rappresentativo della tradizione "dei XII commensali" è. Il Liber de coquina. Il ms. Ashburnham 1216. Il ms. Venezia, Bibl. Marciana, lat. XIV, 232. Il ms. Firenze, Bibl. Riccardiana, 1071.

Il ms. Firenze, Bibl. Riccardiana, 1071 risale a. Anni Venti-Trenta del XIV secolo. Metà del XIV secolo. Fine del XV secolo. Fine del XVI secolo.

Nella ricetta delle "tinche a brodetto", il verbo "togliere" ha il significato tecnico di. Cuocere. Acquistare, procurarsi. Rimuovere. Eliminare.

Il frammento Ve (Venezia) è databile. Inizio del XIV secolo. Metà del XIV secolo. Fine del XIV secolo. Tardo Trecento, anni Settanta.

Il frammento Ve è stato. Scritto in veneziano da uno scrittore di Venezia. Scritto in veneziano da uno scrittore di Toscana. Scritto in toscano da uno scrittore di Firenze. Scritto in toscano da uno scrittore di Venezia.

I termini "zucharo" e "zafarano" testimoniano l'influenza di quale lingua?. Latino. Francese. Greco. Arabo.

Nella novella del Decameron, la contrada di Bengodi si trova in: Berlinzone, terra de' baschi. Bolzano, terra dei tirolesi. Benevento, terra dei normanni. Bergamo, terra dei lombardi.

Nella contrada di Bengodi, le vigne son legate con. rami di vite. funi. mortadelle. salsicce.

Il termine àrista indica. la pancia del maiale. la schiena e il lombo del maiale. la coscia del maiale. la spalla del maiale.

I maccheroni fiorentini del Trecento sono stati recentemente interpretati come. gnocchi. pasta ripiena. spaghetti. Pasta distesa sottilmente in falde, equivalente di piccole lasagne.

Come è composta la raccolta di Vita dei campi?. Vita dei campi nell'edizione del 1880 è composta da otto novelle; nell'edizione dell'anno successivo fu eliminata Il come, il quando ed il perché. Vita dei campi nell'edizione del 1880 è composta da nove novelle; nell'edizione dell'anno successivo fu aggiunta anche Il come, il quando ed il perché. Vita dei campi nell'edizione del 1880 è composta da otto novelle; nell'edizione dell'anno successivo fu aggiunta anche Il come, il quando ed il perché. Vita dei campi nell'edizione del 1880 è composta da nove novelle; nell'edizione dell'anno successivo fu eliminata Il come, il quando ed il perché.

Quale delle novelle indicate non fa parte della raccolta di Vita dei campi?. Guerra di santi. Fantasticheria. La roba. Rosso Malpelo.

Il "Libro di spese per la mensa dei Priori di Firenze" copre il periodo. 1° maggio 1344 - 30 aprile 1345. 1° maggio 1343 - 30 aprile 1344. 1° gennaio 1344 - 31 dicembre 1344. 1° maggio 1345 - 30 aprile 1346.

Nel regime alimentare dei Priori di Firenze, quale percentuale delle spese era destinata alla carne e ai volatili?. 10%. 60%. 20%. 90%.

Il "Registro di Entrata e Uscita del convento di Santa Maria di Cafaggio" risale agli anni. 1286-1290. 1280-1285. 1290-1295. 1295-1300.

Nel canto XXIV del Purgatorio, il vizio della gola di Papa Martino IV è esemplificato da. Anguille di Bolsena e vernaccia. Anguille di Comacchio e trebbiano. Anguille del Trasimeno e vernaccia. Anguille del tevere e vino greco.

Nel canto XXI dell'Inferno, Dante paragona i dannati nella pece ai: Uccelli in gabbia. Pesci in una rete. Carne cotta con gli uncini nella caldaia. Serpenti in acqua.

Qual è, dopo l'esperienza di Nedda, il primo tentativo verghiano di narrazione breve?. Il "bozzetto marinaresco" intitolato Padron 'Ntoni (1875). Rosso Malpelo (1878). L'Amante di Gramigna (1875). Le novelle di Primavera ed altri racconti (1876).

Che cosa indica il termine "mirausto" nel "Libro de arte coquinaria" di Maestro Martino?. Una pietanza "alla catalana" a base di pollame spezzato, rifatto in un intingolo a base di latte di mandorle. Una salsa a base di aceto e rosmarino. Un utensile da cucina usato per arrostire la carne. Un tipo di spezia importata dall'Oriente.

Indicate l'affermazione errata. Fra le correzioni linguistiche d'autore cui si assiste in Pentolaccia si annoverano. riduzione della risalita del clitico. aumento delle apocopi. aumento delle elisioni. riduzione dell'enclisi.

Nel seguente brano di Pentolaccia gli elementi linguistici dell'oralità sono. tutti coloro, parlare, che dice, dirgli (segni di discorso). ora, a questo, e a quell'altro (segnali deittici); per la brutta cosa che sapete (presupposizione). il che polivalente (chè gli avevano messo quel bel nomignolo). la ripetizione il fatto suo, un brutto fatto in verità.

All'altezza di Pentolaccia Verga utilizza come pronomi soggetto di III persona singolare. egli e (in misura sempre più crescente) lui. egli, ei, lui. egli (e in misura sempre più ridotta ei) e lui. egli e lui (quest'ultimo però usato con parsimonia perché sentito come diastraticamente basso).

La forma vegga (per 'veda') e simili. è in netto progressivo aumento nella produzione verghiana a partire da Eva, anche se in Pentolaccia essa è cancellata in una correzione d'autore a scopo evocativo. è in netta progressiva diminuzione nella produzione verghiana a partire da Eva, anche se in Pentolaccia essa è reintegrata in una correzione d'autore a scopo evocativo. convive nella scrittura verghiana con la forma oggi invalsa, ma utilizzata con connotazione espressiva. convive nella scrittura verghiana con la forma oggi invalsa, senza particolari connotazioni.

Nella seconda metà dell'Ottocento le forme dissimilate dell'imperfetto dei verbi di IV coniugazione in -ìa (per es. "venìa"). sono maggioritarie rispetto alle forme in -iva. sono ancora vitali sebbene in lenta diminuzione. sono quasi del tutto scomparse. sono ancora vitali.

Le apocopi presenti in Pentolaccia. e che riguardano per lo più aggettivi, vanno mentalmente ridotte eliminando dal computo le forme elise. e che riguardano per lo più infiniti, vanno mentalmente integrate con le forme piene (non elise) degli infiniti davanti a parola che inizia per vocale. e che riguardano per lo più aggettivi, vanno mentalmente integrate con le forme piene (non elise) degli infiniti davanti a parola che inizia per vocale. e che riguardano per lo più infiniti, vanno mentalmente ridotte eliminando dal computo le forme elise.

In Pentolaccia. l'impersonalità assume caratteri fonetici. l'impersonalità assume caratteri propriamente grammaticali. l'impersonalità assume i caratteri corali di un intero paese. l'impersonalità assume i caratteri di un narratore popolare.

Negli usi lessicali di Pentolaccia si nota. una sostanziale indifferenza alla caratterizzazione diastratica degli elementi e una particolare sensibilità per la loro connotazione diatopica (Verga tende a optare per la soluzione siciliana). una sostanziale indifferenza alla caratterizzazione diatopica degli elementi e una particolare sensibilità per la loro connotazione diastratica (Verga tende a optare per la soluzione diastraticamente più alta). una sostanziale indifferenza alla caratterizzazione diatopica degli elementi e una particolare sensibilità per la loro connotazione diastratica (Verga tende a optare per la soluzione diastraticamente più bassa). una sostanziale indifferenza alla caratterizzazione diastratica degli elementi e una particolare sensibilità per la loro connotazione diatopica (Verga tende a optare per la soluzione non siciliana).

Quale di queste affermazioni è falsa?. Una delle affermazioni teoriche verghiane dell'impersonalità è affidata alla prefazione a L'amante di Gramigna. Una delle affermazioni teoriche verghiane dell'impersonalità è affidata alla novella Fantasticheria. Una delle affermazioni teoriche verghiane dell'impersonalità è affidata ad una lettera a Luigi Capuana. Una delle affermazioni teoriche verghiane dell'impersonalità è affidata alla novella Rosso Malpelo.

In Pentolaccia non abbiamo esempi. del discorso indiretto libero. del "che" polivalente. delle dislocazioni a destra e a sinistra. della presupposizione.

Indicate la risposta errata. Allo scopo di caratterizzare la propria lingua in senso colloquiale Verga, in Pentolaccia,. utilizza frasi idiomatiche. usa la proclisi. utilizza consapevolmente l'iterazione lessicale. persegue sistematicamente un abbassamento di tono.

Qual è la caratteristica principale dell'opera "I Banchetti" di Cristoforo Messi Sbugo?. È divisa in tre sezioni che riflettono il complesso lavoro di allestimento di una festa rinascimentale. Contiene solo ricette della tradizione ferrarese. È dedicata esclusivamente alla cucina quotidiana del popolo. È il primo ricettario completamente in latino stampato in Italia.

Quando furono scritti I Malavoglia?. A partire dalla prima idea del bozzetto marinaresco Padron 'Ntoni, del 1875, Verga elaborò il romanzo, dopo un momento di stasi, con grande velocità. A partire dalla prima idea, del 1874, di un bozzetto marinaresco, successivamente intitolato Padron 'Ntoni, Verga elaborò il romanzo, con alterni momenti di accelerazione o interruzione, durante i sei anni che lo separano dalla pubblicazione, nel 1881. A partire dalla prima idea del bozzetto marinaresco Padron 'Ntoni, del 1875, Verga elaborò il romanzo, con alterni momenti di accelerazione o interruzione, durante i sei anni che lo separano dalla pubblicazione nel 1881. A partire dalla prima idea del bozzetto marinaresco Padron 'Ntoni, del 1875, Verga elaborò il romanzo, dopo un momento di stasi, in due anni.

Nell'Opera di Bartolomeo Scappi, quale modo verbale viene prevalentemente usato per indicare le operazioni principali delle ricette?. Imperativo. Gerundio. Congiuntivo. Infinito.

Quando avviene la consacrazione definitiva del pomodoro nella cucina italiana?. Nel Seicento, con l'arrivo della salsa dalla Spagna. Nell'Ottocento, con l'abbinamento alla pasta lunga. Subito dopo la scoperta dell'America nel 1492. Nel 1692-94, con lo "Scalco alla moderna" di Antonio Latini.

Nei Malavoglia. l'impersonalità assume i caratteri corali di un intero paese. l'impersonalità assume caratteri propriamente grammaticali. l'impersonalità assume caratteri fonetici. l'impersonalità assume i caratteri di un narratore popolare.

Quale fra le seguenti censure non fu rivolta alla prosa dei Malavoglia dai primi recensori?. Eccesso di proverbi. Sovrabbondanza di dialogo. Assenza di narrazione. Assenza di dialogo.

Qual è la funzione del dialetto in rapporto alla lingua nei Malavoglia. Il dialetto convive con la lingua comune. Il dialetto, pressoché assente a livello superficiale, forza la lingua e la scompagina dall'interno. Il dialetto è predominante rispetto alla lingua comune. Il dialetto è assente.

Quale di questi procedimenti è tra quelli impiegati da Verga per produrre l'impressione di un'oralità popolare?. il ricorso a sicilianismi lessicali. la dislocazione a destra e a sinistra. il ricorso a sicilianismi morfologici e fonetici. il discorso indiretto libero.

La lingua del romanzo I Malavoglia. è un siciliano caratterizzato da vari tratti tipici del parlato. è un italiano di tipo fiorentino, caratterizzato da vari tratti tipici del parlato. è un italiano ricco di termini dialettali siciliani, e caratterizzato da vari tratti tipici del parlato. è un italiano caratterizzato da vari tratti tipici del parlato.

Quale fra le seguenti censure non fu mossa dai critici contemporanei alla lingua dei Malavoglia?. Abbondante uso di arcaismi e cultismi. Abuso dell'imperfetto. Uso del che polivalente. Abuso del ci attualizzante.

Indicate l'affermazione errata. L'adozione di inserti dialettali nel romanzo ottocentesco è testimoniata nei romanzi di. Emilio De Marchi. Arrigo Boito. Antonio Fogazzaro. Cletto Arrighi.

Charles Bally afferma che l'indiretto libero è. è un elemento dell'oralità che penetra nella forma scritta. assente dall'oralità e che in letteratura rappresenta il rapporto immaginario e convenzionale che la lingua scritta stabilisce con l'oralità. è un fenomeno linguistico presente solo nell'oralità. è un tratto della lingua colloquiale.

Nel processo di "gallicizzazione" della terminologia gastronomica italiana, quale ruolo svolge la lingua francese?. Facilita la comprensione delle ricette regionali. Fornisce una terminologia tecnica spendibile a livello internazionale. Permette di distinguere la cucina alta da quella popolare. Rappresenta un modello estetico superiore.

Quale termine dell'Apicio Moderno deriva dal francese "haché" e significa 'trito'?. Consomè. Escaloppe. Ascè. Ragù.

Nell'Apicio Moderno, cosa significa il termine "culì"?. brodo consumato. Brodo legato. brodo ristorante. brodo chiarificato.

Nell'Apicio Moderno, quale criterio linguistico viene seguito per i nomi dei piatti?. Utilizzare esclusivamente termini della tradizione culinaria italiana. Tradurre sempre tutti i termini stranieri in italiano. Creare neologismi italiani per sostituire i termini stranieri. Mantenere i nomi originali secondo la loro provenienza, adattandoli foneticamente alla grafia italiana.

Delle seguenti tessere lessicali ricavate da I Malavoglia, quale è schiettamente siciliana?. baiocco. deschetto. cafisi. lupini.

Nel seguente passo tratto da Mastro-don Gesualdo: «Si sentiva allargare il cuore. Gli venivano tanti ricordi piacevoli. Ne aveva portate delle pietre sulle spalle, prima di fabbricare quel magazzino!», il periodo sottolineato è un esempio di. discorso diretto libero. discorso diretto legato. discorso indiretto legato. discorso indiretto libero.

Nella lingua de I Malavoglia. il dialetto intacca dall'interno le strutture grammaticali dell'italiano di base. si registra un anarchico alternarsi di italiano e dialetto. il dialetto siciliano schietto è la componente maggioritaria. il dialetto è riservato ai dialoghi tra i personaggi.

Il discorso indiretto libero può stabilire con l'indiretto legato o con il discorso diretto. un rapporto di integrazione. un rapporto di discontinuità. un rapporto di continuità. un rapporto di frattura oppure un rapporto di fusione.

I sicilianismi integrali nei Malavoglia. sono collocati in luoghi strategici dal punto di vista emotivo. sono collocati in luoghi strategici dal punto di vista della narrazione. riguardano solo termini per i quali non esiste corrispondente italiano (tarì, onza etc,). riguardano la sola realtà materiale della vita dei pescatori di Trezza.

In che cosa consiste il rilevatore primario dell'indiretto libero che Nencioni chiama della trasposizione?. Nello spostamento degli elementi della frase nel passaggio dal discorso diretto all'indiretto. Da un processo di modifica che interessa i tempi (ed eventualmente i modi) verbali nel passaggio dal discorso diretto all'indiretto. Nella trasposizione dei modi verbali da finiti a infiniti nel passaggio dal discorso diretto all'indiretto. Nel processo di modifica che interessa i tempi (ed eventualmente i modi), l'espressione delle persone grammaticali e di altri elementi deittici nel passaggio dal discorso diretto all'indiretto.

Indicate la risposta errata. Quale degli elementi indicati non fa parte dei rilevatori secondari dell'indiretto libero individuati da Giovanni Nencioni?. Elementi del parlato quali le frasi interrogative ed esclamative. Elementi del parlato quali le dislocazioni a sinistra. Elementi del parlato quali le formule enfatiche. Elementi del parlato quali le formule idiomatiche.

Quale opera costituisce il vero spartiacque tra la vecchia e la nuova trattatistica culinaria italiana nel Settecento?. Lo Scalco alla moderna di Antonio Latini. Il Cuoco galante di Vincenzo Corrado. L'Apicio Moderno di Francesco Leonardi. Il Cuoco piemontese perfezionato a Parigi di Carlo Giuseppe Ricca.

Nell'indiretto legato qual è il ruolo del connettore?. Se il connettore manca il messaggio non è più pienamente comprensibile. Il connettore marca il punto di trapasso dalla narrazione, entro la quale è espresso il verbo del dire, al discorso riferito. Il connettore assicura la grammaticalità della frase. Il connettore marca il punto di trapasso dal discorso riferito alla narrazione.

Secondo Luca Serianni, la lingua del Nuovo cuoco milanese economico presenta quale caratteristica problematica?. Un clamoroso scollamento dall'italiano scritto dell'epoca. Un eccessivo uso di francesismi. Un lessico prevalentemente letterario. Una sintassi eccessivamente semplice.

Vincenzo Corrado nel Cuoco galante utilizzava sintagmi preposizionali per denotare l'originalità delle ricette. Quale di questi non è presente nelle ricette studiate?. Alla Vincenzina. All'Oritana. Alla Corradina. Alla Napoletana.

Nel Nuovo cuoco milanese economico di Giovanni Felice Luraschi, quale fenomeno grafico-fonetico rivela chiaramente la provenienza settentrionale dell'autore?. La sonorizzazione delle sorde intervocaliche (es. "geladina" per "gelatina"). L'uso frequente di dittonghi toscani. L'eliminazione sistematica delle consonanti finali. La metafonesi delle vocali toniche.

Nei "Malavoglia" l'alta frequenza di "questo" e "quello". collabora con la descrizione ad assuefare progressivamente il lettore con il sistema di luoghi e personaggi del romanzo. contribuisce ad accrescere, tramite la deissi, l'effetto provocato dall'immissione repentina (senza la tradizionale descrizione preventiva) del lettore entro il sistema di luoghi e personaggi. collabora con il discorso diretto ad assuefare progressivamente il lettore con il sistema di luoghi e personaggi del romanzo. contribuisce ad attenuare, tramite la deissi, l'effetto provocato dall'immissione repentina (senza la tradizionale descrizione preventiva) del lettore entro il sistema di luoghi e personaggi.

Nell'indiretto libero gli elementi deittici contribuiscono. alla diagnosi sulla natura del messaggio. al riconoscimento della situazione comunicativa. al riconoscimento del destinatario. al riconoscimento del locutore.

Il discorso indiretto libero è. un modo con cui l'autore implicito riferisce il discorso dei personaggi introducendo i verba dicendi. una tipologia di discorso riferito. un modo opaco del narratore di condurre la narrazione. un modo del narratore di riferire il discorso orale senza introdurre segnali linguistici espliciti (verba dicendi) di trapasso dalla narrazione.

Le strategie verghiane dell'impersonalità. consistono nella mimesi dell'oralità. consistono nella regressione. sono diversamente raggiunte a seconda delle opere verghiane. sono le stesse per tutto il periodo verista.

Secondo Giovanna Frosini, quale elemento caratterizza principalmente la capacità fabulatoria di Artusi nella "Scienza in cucina"?. L'adozione di un registro esclusivamente formale. La scorrevolezza della sintassi e la ricchezza dei modi arguti e proverbiali. L'uso esclusivo di termini tecnici specialistici. L'eliminazione di qualsiasi elemento narrativo.

Qual è la consistenza della raccolta Novelle rusticane?. Novelle rusticane raccoglie 11 novelle. Novelle rusticane raccoglie 9 novelle. Novelle rusticane raccoglie 8 novelle. Novelle rusticane raccoglie 12 novelle.

Quale modello linguistico adotta Artusi per la sua Scienza in cucina?. Il latino classico della tradizione colta. L'italiano del Trecento. Il fiorentino contemporaneo nel suo "tono medio". Una lingua artificiale priva di regionalismi.

Quale innovazione linguistica di Artusi sostituisce il settecentesco "besciamella"?. salsa bianca. balsamella. crema base. intingolo bianco.

L'analisi degli abbozzi del Mastro-don Gesualdo mostra. un regresso della scrittura verghiana alla lingua dei romanzi giovanili. un avanzamento della scrittura verghiana nella strada intrapresa con I Malavoglia. un regresso della scrittura verghiana al bozzettismo di Nedda. un regresso della scrittura verghiana alla tipologia narrativa dei romanzi mondani.

L'espressione "adagino adagino" nella prima ricetta di Artusi viene paragonata da Frosini a: la lingua del Seicento. la lirica di Petrarca. un registro burocratico ottocentesco. lo stile di Collodi.

Quale innovazione strutturale introduce Artusi nell'architettura del testo delle ricette. L'uso esclusivo di supporti visivi senza testo. L'eliminazione completa degli ingredienti dall'elenco. La separazione netta tra parte tecnica e parte narrativa. L'anteposizione alla descrizione del procedimento dell'elenco degli ingredienti con le loro precise quantità.

La scrittura del Mastro-don Gesualdo. coinvolge Verga nel periodo 1881-1890. coinvolge Verga nel periodo 1885-1889. coinvolge Verga nel periodo 1882-1889. coinvolge Verga nel periodo 1885-1888.

Qual è la data di pubblicazione di Novelle rusticane?. Pubblicate in rivista (tranne La roba) fra il 1879 e il 1882, furono raccolte in volume nel 1883. Pubblicate in rivista (tranne Di là dal mare) fra il 1879 e il 1882, furono raccolte in volume nel 1884. Pubblicate in rivista (tranne Di là dal mare) fra il 1880 e il 1882, furono raccolte in volume nel 1883. Pubblicate in rivista fra il 1880 e il 1882, furono raccolte in volume nel 1883.

Nel 1885 Luigi Capuana caratterizzava la lingua della stagione verista. come una lingua inappropriata e inadatta anche a incarnare l'ideologia del movimento che l'aveva creata. come una lingua arcaizzante e letteraria, che non aveva saputo liberare la lingua dalle pastoie della tradizione letteraria. come una lingua composita e estemporanea, che aveva però liberato la prosa italiana dalle pastoie arcaiche e letterarie. come una lingua pura, che si sarebbe imposta come lingua comune dell'Italia.

Quale fu il giudizio di Luigi Pirandello sul Mastro-don Gesualdo?. Nel 1890 Pirandello evidenziò come la lingua di Verga era rappresentativa, per la Sicilia, della ormai conclusa unificazione linguistica su base nazionale nella direzione indicata da Manzoni. Nel 1890 Pirandello evidenziò come la lingua di Verga era rappresentativa, per la Sicilia, della ormai conclusa unificazione linguistica su base nazionale in direzione puristica. Nel 1890 Pirandello evidenziò come la lingua di Verga era rappresentativa, per la Sicilia, della nascita dell'italiano regionale, segno di un'unificazione linguistica imperfetta e 'compromissoria'. Nel 1890 Pirandello evidenziò come la lingua di Verga era rappresentativa, per la Sicilia, della ormai conclusa unificazione linguistica su base nazionale secondo le indicazioni svolte da Graziadio Isaia Ascoli nel "Proemio" all'"Archivio Glottologico Italiano".

Dai materiali elaborati per il Mastro-don Gesualdo. alcuni furono riutilizzati per la redazione di Cavalleria rusticana e di Vagabondaggio. alcuni furono riutilizzati per la redazione della Duchessa di Leyra. alcuni furono riutilizzati per la redazione di alcune novelle di Novelle rusticane e di Vagabondaggio. alcuni furono riutilizzati per la redazione di alcune pièces teatrali.

Qual è la struttura interna del Mastro-don Gesualdo nella redazione in rivista e nella redazione in volume?. Il Mastro-don Gesualdo in rivista consta di 16 capitoli ordinati in un'unica sequenza; il Mastro-don Gesualdo edito in volume è suddiviso in 21 capitoli, organizzati in quattro parti, ciascuna delle quali corrispondente ad un periodo della vita del protagonista. Il Mastro-don Gesualdo in rivista consta di 16 capitoli organizzati in quattro parti, ciascuna delle quali corrispondente ad un periodo della vita del protagonista; il Mastro-don Gesualdo edito in volume è suddiviso in 21 capitoli, ordinati in un'unica sequenza. Il Mastro-don Gesualdo in rivista consta di 21 capitoli ordinati in un'unica sequenza; il Mastro-don Gesualdo edito in volume è suddiviso in 16 capitoli, organizzati in quattro parti, ciascuna delle quali corrispondente ad un periodo della vita del protagonista. Il Mastro-don Gesualdo in rivista consta di 21 capitoli organizzati in quattro parti, ciascuna delle quali corrispondente ad un periodo della vita del protagonista; il Mastro-don Gesualdo edito in volume è suddiviso in 16 capitoli, ordinati in un'unica sequenza.

Quale fu il giudizio di Policarpo Petrocchi sulla lingua del "Mastro-don Gesualdo"?. Il Petrocchi riconobbe nel "Mastro-don Gesualdo" l'incarnazione del neonato italiano regionale di Sicilia. Il Petrocchi, da una posizione di stretta osservanza manzoniana, censurò una serie di inappropriatezze lessicali, idiomatiche e sintattiche. Il Petrocchi, da una posizione di stretta osservanza puristica, censurò una serie di inappropriatezze lessicali, idiomatiche e sintattiche. Il Petrocchi riconobbe nel "Mastro-don Gesualdo" l'incarnazione artistica dell'italiano come lingua comune parlata.

Per fare il punto della lingua verghiana all'altezza del "Mastro-don Gesualdo" Francesco Bruni confronta la lingua del romanzo. con la coeva scrittura epistolare di vari letterati italiani. con la coeva scrittura epistolare di italiani semicolti. con la scrittura epistolare di Verga. con la coeva scrittura epistolare di Verga, in particolare utilizzando il carteggio con Luigi Capuana.

I geosinonimi nella lingua del cibo sono: Neologismi creati dall'industria alimentare. Termini diversi che, a seconda delle aree geografiche, indicano uno stesso prodotto o prodotti simili. Termini stranieri adattati alla fonologia italiana. Arcaismi sopravvissuti solo in alcune regioni.

Il termine "grissino" deriva da: Il latino "gracilis" attraverso il francese. Il tedesco "Gries" per la consistenza granulosa. Il piemontese "ghersìn", diminutivo di "ghersa", che risale al latino "craticeam". Il greco "grýsos" per il colore dorato.

Secondo Francesco Sabatini, l'etimologia più probabile di "pizza" è. Dal nome del gastronomo latino Apicio. Una base mediterranea "pitta" diventata "pizza" nella pronuncia dei Longobardi. Dal latino "picea" (pece). Dal greco antico "pýr" (fuoco).

La prima attestazione di "caffè" nei testi di cucina del corpus AtLiTeG si trova: Nella "Relazione ali ambasciatori veneti al Senato" di Morosini (1585). Nelle "Lettere" di Francesco Redi (1666). Nel "Dizionario Moderno" di Alfredo Panzini (1918). Nel "Libro di secreti per fare cose dolce di varii modi" di Michele Marceca.

Il termine "maccherones" in spagnolo, documentato nel 1517, rappresenta: Un esempio di come la diffusione degli italianismi abbia radici molto antiche. Un prestito recente legato alla globalizzazione. Un neologismo dell'industria alimentare moderna. Un calco semantico dal latino medievale.

Tra le tipologie di adattamento dei forestierismi gastronomici, "brioche > brioscia" rappresenta un esempio di. Adattamento morfo-fonetico. Acronimo. Calco semantico. Calco strutturale.

Il termine "kebab" turco e i "fala(f)fel" medio-orientali sono esempi di forestierismi. in espansione con le mutazioni sociali legate ai fenomeni migratori. Di antica tradizione legati alle crociate. Diffusi esclusivamente attraverso la letteratura di viaggio. Entrati durante il Rinascimento attraverso i commerci.

La proposta di Marinetti di sostituire "sandwich" con "traidue" durante il fascismo è un esempio di: Calco strutturale dal tedesco. adattamento morfo-fonetico riuscito. calco semantico efficace. Sostituzione fantasiosa che si rivelò fallimentare.

La prima attestazione di "cappuccino" come bevanda nel Dizionario Moderno di Panzini (1905) lo definiva come: 'caffè preparato dai frati cappuccini'. 'miscela di caffè e cioccolato caldo'. 'bevanda calda a base di caffè e latte schiumoso'. 'caffè nero corretto col latte'.

Secondo i rilevamenti più recenti, gli italianismi nel mondo coinvolgono: Circa cinquemila parole in una ventina di lingue. Oltre diecimila parole in tutte le lingue europee. Oltre ventimila parole e un numero imprecisato ma alto di lingue. Circa quindicimila parole nelle principali lingue occidentali.

Il termine "cappuccino" ha generato negli Stati Uniti degli pseudoitalianismi come: Macchiato e doppio. Americano e lungo. Caffeccino. Frappuccino e mocaccino.

Indicate la risposta errata. Rispetto alla lingua dei Malavoglia nel Mastro-don Gesualdo. ricompare il rispetto della regola del dittongo mobile. ricompare l'enclisi pronominale. ricompare un corretto uso dell'aspetto imperfettivo dell'imperfetto e perfettivo del passato remoto. non compaiono i toscanismi "cotesto" e "costì".

Indicate la risposta errata. Rispetto alla lingua dei "Malavoglia" nel "Mastro-don Gesualdo". non ci sono più toscanismi e fiorentinismi. scompare "ei" allotropo di "egli". compare occasionalmente il monottongamento del fiorentino contemporaneo. non c'è più la forma dissimilata dell'imperfetto di "avere".

L'uso di assai posposto all'elemento a cui si riferisce. è un arcaismo. è un sicilianismo. è un fiorentinismo. è un tratto comune all'italiano parlato.

Durante il fascismo, la legge 2042 del 1940 che vietava l'uso di parole straniere nelle insegne comportò nel campo gastronomico: L'adozione esclusiva di termini latini. L'eliminazione totale dei forestierismi dal lessico culinario. Circa il 15% delle oltre 2.000 sostituzioni operate dalla Commissione per l'italianità. La creazione di un nuovo dizionario gastronomico ufficiale.

Nel Mastro-don Gesualdo. l'impersonalità assume caratteri propriamente grammaticali. l'impersonalità assume i caratteri di un narratore popolare. l'impersonalità assume i caratteri corali di un intero paese. l'impersonalità assume caratteri fonetici.

Dal punto di vista stilistico un elemento di innovazione del Mastro-don Gesualdo è rappresentato. dalle dislocazioni a sinistra. dall'uso del "che" polivalente e del "ci" attualizzante. dall'ampio uso di frasi nominali. dalla ridondanza pronominale.

Segnala abuso