linguaggi Espressivi Vergalitto
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Titolo del test:
![]() linguaggi Espressivi Vergalitto Descrizione: Lezioni 1 - 9 Vergalitto |



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Qual è la funzione principale del medium artistico nelle artiterapie?. Facilitare l’espressione e la comunicazione del mondo interno. Valutare il livello di competenza artistica del partecipante. Produrre risultati estetici formalmente corretti. Sostituire completamente il linguaggio verbale nei contesti clinici. Il concetto di autoefficacia secondo Bandura riguarda: La percezione di essere in grado di eseguire azioni e raggiungere obiettivi. La capacità innata di adattarsi a qualsiasi contesto sociale. La tendenza a evitare compiti complessi per ridurre lo stress. La dipendenza da fattori esterni per determinare il successo personale. Il costrutto di agency si riferisce a. La capacità di agire intenzionalmente influenzando eventi e obiettivi. L’adattamento passivo alle condizioni ambientali esterne. La dipendenza dalle norme sociali nel determinare il comportamento. La riduzione del controllo individuale a favore di dinamiche collettive. All’interno delle artiterapie, i partecipanti sono stimolati a: Essere attivi nell’utilizzo del medium artistico per esprimersi. Limitarsi all’osservazione passiva dei processi creativi. Riprodurre modelli artistici standardizzati senza variazioni. Seguire rigidamente istruzioni tecniche senza coinvolgimento personale. La drammaterapia si caratterizza per. L’uso di tecniche teatrali come gioco di ruolo e improvvisazione. L’impiego esclusivo di strumenti musicali per la comunicazione. L’assenza di coinvolgimento attivo del partecipante. La centralità del disegno e delle arti visive. Quale tra questi NON è un obiettivo delle artiterapie?. Valutare le competenze artistiche secondo criteri estetici standardi. Favorire il benessere psicologico. Promuovere la rappresentazione di sé. Sviluppare capacità emotive e sociali. La finestra di tolleranza si riferisce a: Lo spazio ottimale di attivazione per regolare emozioni e comportamenti. Una soglia biologica fissa di risposta allo stress. Un parametro utilizzato esclusivamente in ambito neurologico. Il limite massimo di esposizione a stimoli sensoriali intensi. La danza movimentoterapia utilizza: Il movimento corporeo come strumento espressivo e comunicativo. Esclusivamente tecniche di rilassamento muscolare guidato. Strumenti musicali per facilitare la coordinazione motoria. Attività fisica standardizzata senza componente simbolica. La musicoterapia può essere utilizzata. Anche con bambini molto piccoli e pazienti in stato vegetativo. Solo in presenza di capacità cognitive integre. Solo con soggetti adulti con competenze musicali avanzate. Esclusivamente in contesti educativi scolastici. In ambito aziendale, le artiterapie favoriscono: Processi inclusivi e relazioni positive tra gruppi di lavoro. La valutazione delle performance individuali in termini quantitativi. La standardizzazione delle modalità comunicative tra colleghi. La riduzione della creatività a favore dell’efficienza operativa. Qual è l’obiettivo generale delle artiterapie?. Favorire crescita personale e integrazione emotiva, cognitiva e fisica. Incrementare esclusivamente le abilità tecniche artistiche. Ridurre l’espressione emotiva per aumentare il controllo comportamentale. Promuovere competenze specialistiche limitate a un singolo ambito. Le artiterapie si collocano principalmente: Nell’ottica della promozione del benessere della persona. Nella valutazione diagnostica standardizzata delle abilità cognitive. Nella riabilitazione fisica senza coinvolgimento psicologico. Nel trattamento esclusivo delle patologie psichiatriche gravi. Il Self-Assessment Manikin (SAM) serve a misurare: Valenza, arousal e dominanza. Motivazione, apprendimento e linguaggio. Stress, ansia e depressione. Memoria, attenzione e percezione. Nel FACS, le Action Units (AU) rappresentano: Singoli movimenti muscolari del volto. Schemi cognitivi di interpretazione emotiva. Categorie universali di emozioni. Tipologie di espressioni sociali. La dominanza nelle emozioni indica. La percezione di controllo su uno stimolo. La durata dell’esperienza emotiva. La forza del ricordo. La capacità linguistica. Secondo Paul Ekman, quante emozioni primarie esistono. Sei. Dodici. Dieci. Tre. Nel modello dimensionale, l’arousal rappresenta: Il livello di attivazione fisiologica. La quantità di ricordi associati. Il contesto culturale. Il contenuto cognitivo dell’emozione. Quale caratteristica distingue le emozioni dagli stati d’animo?. Le emozioni hanno durata breve e intensità elevata. Le emozioni durano più a lungo degli stati d’animo. Non esiste alcuna differenza. Gli stati d’animo hanno intensità più elevata. Le display rules descritte da Ekman riguardano: Le norme culturali che regolano l’espressione delle emozioni. Le differenze individuali nella percezione emotiva. I programmi innati che determinano le espressioni facciali. I meccanismi fisiologici che generano le emozioni. Secondo l’approccio evoluzionistico, le espressioni facciali delle emozioni hanno avuto origine: Da atti motori con valore adattivo nella storia evolutiva. Da strategie comunicative apprese durante lo sviluppo. Da processi cognitivi di interpretazione degli stimoli. Da convenzioni culturali condivise tra gruppi sociali. Secondo Paul Ekman, le emozioni primarie sono caratterizzate da: Programmi di risposta innati e universalmente riconoscibili. Un’elevata dipendenza dal contesto sociale. Processi cognitivi complessi appresi culturalmente. Una durata più lunga rispetto alle emozioni secondarie. Secondo i modelli categoriali delle emozioni: Le emozioni possono essere organizzate in categorie discrete e distinguibili. Le emozioni sono costruzioni esclusivamente culturali. Le emozioni derivano esclusivamente da valutazioni cognitive. Le emozioni sono distribuite lungo dimensioni continue. Nel modello circomplesso di Russell, le emozioni sono rappresentate. In uno spazio bidimensionale definito da valenza e arousal. In una gerarchia che distingue emozioni primarie e secondarie. In una struttura categoriale organizzata per famiglie emotive. In una sequenza temporale che descrivel'evoluzione delle emozioni. Nel modello dimensionale delle emozioni, la valenza indica. Quanto un’emozione è percepita come positiva o negativa. Il livello di attivazione fisiologica. La quantità di stimoli presenti. La percezione di controllo su uno stimolo. Nella versione più moderata dell’ipotesi del feedback facciale: Le espressioni facciali possono modulare l’intensità dell’emozione. Le espressioni facciali sono irrilevanti per l’esperienza emotiva. Le espressioni facciali hanno un ruolo puramente comunicativo. Le espressioni facciali determinano l’emozione in modo automatico. Secondo l’ipotesi del feedback facciale, nella sua versione più radicale: Le espressioni facciali determinano direttamente l’esperienza emotiva. Le espressioni facciali sono indipendenti dalle emozioni. Le emozioni derivano esclusivamente dall’interpretazione cognitiva. Le emozioni producono automaticamente le espressioni facciali. L’attenuazione consiste nel: Ridurre l’intensità dell’espressione emotiva. Simulare un’emozione opposta. Amplificare l’emozione. Bloccare ogni movimento facciale. Secondo Darwin, le espressioni facciali delle emozioni sono: Innate e universali. Totalmente casuali. Presenti solo negli adulti. Apprese esclusivamente dalla cultura. L’accentuazione è una display rule che consiste nel. Intensificare l’espressione emotiva. Sostituire un’emozione con un’altra. Eliminare completamente l’emozione. Nascondere ogni espressione. Quale delle seguenti è un’emozione primaria secondo Ekman. Paura. Imbarazzo. Gelosia. Invidia. La neutralizzazione consiste nel: Inibire completamente l’espressione emotiva. Aumentare l’intensità dell’emozione. Simulare felicità. Cambiare postura. La simulazione consiste nel. Mostrare un’emozione diversa da quella provata. Bloccare i movimenti muscolari. Amplificare l’emozione reale. Eliminare tutte le emozioni. Secondo l’approccio dell’embodied cognition, i processi cognitivi: Emergono dall’interazione tra mente, corpo e ambiente. Dipendono principalmente dall’elaborazione simbolica astratta. Sono determinati esclusivamente dall’attività cerebrale. Si sviluppano indipendentemente dall’esperienza corporea. Applicata allo studio delle emozioni, l’embodied cognition suggerisce che. Le emozioni emergono dall’interazione tra processi corporei, cerebrali e contestuali. Le emozioni sono costrutti linguistici privi di base corporea. Le emozioni sono il risultato di valutazioni cognitive astratte. Le emozioni sono generate esclusivamente da stimoli ambientali. I bambini piccoli tendono a. Percepire una sola emozione alla volta. Non provare emozioni. Provare emozioni opposte simultaneamente. Comprendere subito l’ambivalenza. Nel contesto dell’educazione emotiva, accogliere le emozioni significa principalmente: Riconoscere la presenza delle emozioni senza giudicarle o reprimerle. Ridurre l’intensità delle emozioni negative. Analizzare razionalmente l’origine delle emozioni. Trasformare le emozioni negative in emozioni positive. Secondo il modello di self-compassion, la dimensione dell’umanità comune implica: Il riconoscimento che la sofferenza e l’errore fanno parte dell’esperienza umana condivisa. La tendenza a ridurre l’intensità delle emozioni negative. La capacità di controllare le proprie emozioni. La capacità di evitare il giudizio sociale. Nel contesto dell’educazione emotiva, quale ruolo svolgono principalmente gli adulti?. Guidare il bambino nel rendere comunicabile il proprio mondo emotivo attraverso parole e comportamenti. Insegnare strategie cognitive per evitare emozioni negative. Trasmettere al bambino un insieme di regole sociali per controllare le emozioni. Favorire la soppressione delle emozioni considerate inappropriate. Le emozioni svolgono una funzione adattiva perché: Segnalano informazioni rilevanti sullo stato interno e sull’ambiente. Consentono di eliminare le emozioni negative. Favoriscono la regolazione cognitiva del comportamento. Permettono di controllare le reazioni fisiologiche. Verso gli undici anni emerge: La comprensione dell’ambivalenza emotiva. La scomparsa delle emozioni. La perdita della consapevolezza emotiva. La riduzione delle emozioni. La competenza emotiva può essere definita come. La capacità di riconoscere, comprendere, esprimere e regolare le emozioni proprie e altrui. La capacità di ridurre l’intensità delle emozioni negative. La capacità di controllare l’espressione emotiva nei contesti sociali. La capacità di distinguere le emozioni primarie da quelle secondarie. Nel modello ABC utilizzato nella psicoterapia cognitivo‑comportamentale, la componente B rappresenta. Le credenze o interpretazioni che la persona attribuisce all’evento. L’evento che attiva la risposta emotiva. Le reazioni fisiologiche associate all’emozione. Le conseguenze comportamentali della situazione. Quale delle seguenti NON è una delle quattro tappe dell’educazione emotiva?. Memorizzare le emozioni. Riconoscere le emozioni. Accogliere le emozioni. Regolare le emozioni. Secondo Siegel, l’infanzia è un periodo importante perché: Si impara a riconoscere e comprendere le emozioni. Le emozioni sono solo biologiche. Le emozioni non cambiano nel tempo. Le emozioni non sono ancora presenti. Qual è uno degli obiettivi principali dell’educazione emotiva?. Rendere comunicabile il mondo emotivo interno ed esterno. Eliminare le emozioni negative. Ridurre l’espressione emotiva. Insegnare solo il controllo del comportamento. La comprensione dell’ambivalenza emotiva emerge generalmente: Verso gli undici anni. Durante la prima infanzia. Nella prima età adulta. Intorno ai tre anni. Intorno ai sette anni i bambini diventano generalmente capaci di. Comprendere la presenza simultanea di più emozioni con la stessa valenza. Regolare autonomamente le emozioni intense. Distinguere le emozioni primarie da quelle secondarie. Comprendere la presenza di emozioni opposte nella stessa situazione. Secondo gli studi sullo sviluppo dell’ambivalenza emotiva: I bambini piccoli tendono inizialmente a percepire una sola emozione alla volta. I bambini comprendono precocemente la coesistenza di emozioni opposte. La comprensione dell’ambivalenza compare già nei primi anni di vita. La capacità di riconoscere emozioni multiple emerge nell’età adulta. Con il termine ambivalenza emotiva si indica: La coesistenza di emozioni di segno opposto rispetto alla stessa situazione. La presenza di emozioni particolarmente intense. La difficoltà nel riconoscere le emozioni negli altri. La tendenza a sopprimere le emozioni negative. Quale dei seguenti fattori può ostacolare il riconoscimento delle emozioni?. Un elevato carico cognitivo che riduce le risorse attentive disponibili. Un’adeguata regolazione delle emozioni. Una maggiore consapevolezza emotiva. Una maggiore esperienza emotiva. Che cosa si intende per self-compassion?. Essere comprensivi e gentili verso sé stessi. Competere con gli altri. Criticarsi per migliorare. Ignorare le difficoltà. Nel modello modale di Gross, la prima fase della generazione dell’emozione riguarda. La presenza di una situazione rilevante. La soppressione emotiva. La modulazione della risposta. La risposta fisiologica. Le motivazioni strumentali nella regolazione emotiva riguardano. Il raggiungimento di obiettivi specifici. Ricercare emozioni piacevoli ed evitare quelle spiacevoli. L’evitamento delle emozioni. Influenzare il comportamento degli altri. Nel modello modale, quale fase segue la direzione dell’attenzione?. La valutazione della situazione. La distrazione. La modulazione della risposta. La selezione della situazione. Secondo Rimé, parlare delle emozioni svolge quale funzione cognitiva?. Aiutare a dare significato agli eventi vissuti. Eliminare completamente le emozioni. Ridurre la memoria degli eventi. Bloccare l’elaborazione cognitiva. La funzione affettiva della condivisione delle emozioni consiste nel: Sentirsi compresi e accolti. Ridurre la memoria degli eventi. Aumentare l’isolamento sociale. Evitare il contatto emotivo. Perché alcune persone evitano di raccontare esperienze emotive negative?. Perché raccontarle può riattivare emozioni dolorose. Perché le emozioni non sono importanti. Perché non ricordano l’evento. Perché le emozioni sono sempre positive. Secondo Rimé, quale paradosso caratterizza la condivisione delle emozioni?. Parlare delle emozioni può far sentire meglio ma anche riattivarle. Parlare delle emozioni impedisce di ricordare l’evento. Parlare delle emozioni non produce effetti. Parlare delle emozioni elimina ogni emozione. Le motivazioni edonistiche nella regolazione emotiva riguardano: Ricercare emozioni piacevoli ed evitare quelle spiacevoli. Il raggiungimento di obiettivi specifici. Evitare tutte le relazioni. Influenzare il comportamento degli altri. Le motivazioni sociali nella regolazione emotiva riguardano: Il mantenimento di relazioni e norme sociali. Ricercare emozioni piacevoli ed evitare quelle spiacevoli. L’isolamento sociale. Il raggiungimento di obiettivi specifici. La regolazione emotiva implicita avviene: Automaticamente e senza consapevolezza. Dopo una riflessione consapevole sugli eventi. Con grande sforzo cognitivo. Solo tramite istruzioni esterne. La ristrutturazione cognitiva consiste nel: Modificare l’interpretazione di una situazione. Bloccare la risposta fisiologica. Evitare la situazione. Cambiare l’ambiente fisico. La modulazione della risposta avviene. Dopo che l’emozione si è attivata. Durante la selezione della situazione. Durante la valutazione. Prima che la situazione si presenti. Quale differenza caratterizza le strategie focalizzate sugli antecedenti. Intervengono prima della risposta emotiva. Intervengono dopo la risposta emotiva. Bloccano l’attenzione. Eliminano la cognizione. La funzione alfa, secondo Bion, consente di. Trasformare le esperienze emotive grezze in contenuti pensabili. Ridurre l’intensità delle sensazioni corporee. Sostituire le esperienze affettive con processi cognitivi. Eliminare gli elementi beta disturbanti. Nel modello di Bion, la rêverie materna indica. La capacità della madre di accogliere e trasformare gli stati emotivi del bambino. Un meccanismo difensivo della madre. Un processo cognitivo di interpretazione simbolica. La tendenza della madre a fantasticare durante l’accudimento. La fase di dipendenza relativa, secondo Winnicott, è caratterizzata principalmente da: Una crescente consapevolezza dei propri bisogni e della dipendenza dal caregiver. Una riduzione del bisogno di regolazione esterna. Una piena capacità di tollerare la separazione. Una completa autonomia emotiva. Nel processo di contenimento descritto da Bion, il caregiver: Trasforma le esperienze emotive grezze del bambino rendendole tollerabili. Riduce l’intensità delle emozioni attraverso la distrazione. Interpreta verbalmente gli stati emotivi del bambino. Controlla il comportamento del bambino. Secondo Bion, la trasformazione degli elementi beta in elementi alfa permette: La rappresentazione mentale delle esperienze emotive. La costruzione di schemi cognitivi complessi. La riduzione dell’intensità emotiva. La soppressione delle emozioni disturbanti. Nel modello contenitore-contenuto di Bion, il contenitore rappresenta. La mente capace di elaborare l’esperienza emotiva. Il sistema cognitivo del bambino. L’ambiente sociale del bambino. La relazione tra madre e padre. Il concetto di contenimento implica che la regolazione emotiva sia inizialmente: Un processo interpersonale. Un processo basato sull’apprendimento linguistico. Un processo esclusivamente biologico. Un processo cognitivo individuale. La funzione di object presenting consiste nel: Presentare gradualmente al bambino gli oggetti del mondo esterno. Insegnare al bambino la distinzione tra realtà e fantasia. Stimolare l’esplorazione autonoma dell’ambiente. Introdurre precocemente il bambino alle relazioni sociali. Il concetto di preoccupazione materna primaria descrive: Uno stato psicologico che rende la madre altamente sensibile ai bisogni del neonato. Un atteggiamento educativo centrato sulla disciplina. Una strategia cognitiva per anticipare i comportamenti del bambino. Una forma di ansia patologica associata alla maternità. Secondo Winnicott, quale condizione caratterizza la fase di dipendenza assoluta?. Il bambino non è consapevole della propria dipendenza dal caregiver. Il bambino possiede rappresentazioni mentali stabili degli oggetti. Il bambino distingue chiaramente tra sé e la madre. Il bambino è già capace di regolare autonomamente le proprie emozioni. Nel pensiero di Bion, gli elementi beta sono: Esperienze sensoriali ed emotive non ancora trasformate in pensiero. Rappresentazioni simboliche già organizzate. Processi cognitivi complessi. Strutture inconsce della memoria. Il concetto di “madre sufficientemente buona” indica una madre che: È capace di adattarsi ai bisogni del bambino senza essere perfetta. Soddisfa costantemente e senza errori ogni bisogno del bambino. Mantiene sempre una distanza emotiva per favorire l’autonomia. Stimola precocemente l’indipendenza del bambino. Nel pensiero di Winnicott, quale ruolo svolge l’ambiente nello sviluppo del bambino?. Permette al bambino di realizzare il proprio potenziale evolutivo. Determina direttamente la struttura della personalità del bambino. Costruisce dall’esterno le competenze cognitive ed emotive del bambino. Sostituisce le predisposizioni innate nello sviluppo. Perché la regolazione delle emozioni nei primi mesi di vita dipende dall’ambiente?. Perché il neonato non possiede ancora strumenti autonomi di regolazione emotiva. Perché il sistema nervoso del neonato è incapace di produrre emozioni. Perché le emozioni emergono esclusivamente dall’interazione sociale. Perché l’esperienza emotiva del bambino è interamente determinata dai caregiver. Il passaggio da non integrazione a integrazione implica principalmente. La costruzione di una continuità dell’esperienza del sé. La distinzione tra emozioni positive e negative. La comparsa della memoria autobiografica. La formazione delle competenze linguistiche. Secondo la teoria dell’attaccamento, quando il caregiver risponde in modo sensibile ai segnali del bambino: Il bambino sviluppa fiducia e senso di sicurezza. Il bambino riduce l’esplorazione dell’ambiente. Il bambino diventa più dipendente dal caregiver. Il bambino sviluppa una maggiore ansia da separazione. La stabilità dell’attaccamento nel tempo tende a essere maggiore quando: La situazione familiare rimane relativamente stabile. Il bambino frequenta contesti educativi strutturati. Il bambino sviluppa competenze linguistiche avanzate. Il caregiver utilizza strategie educative rigide. Secondo la teoria dell’attaccamento di Bowlby, l’attaccamento può essere definito principalmente come: Un sistema motivazionale innato orientato alla ricerca di vicinanza con il caregiver. Un comportamento appreso attraverso il rinforzo sociale. Una risposta emotiva secondaria derivante dalla soddisfazione dei bisogni fisiologici. Un legame affettivo costruito esclusivamente attraverso l’interazione sociale. Secondo Bowlby, la funzione biologica del sistema di attaccamento consiste principalmente nel. Garantire la sopravvivenza della prole attraverso la vicinanza al caregiver. Promuovere l’autonomia comportamentale del bambino. Favorire lo sviluppo delle competenze cognitive. Facilitare l’interiorizzazione delle norme sociali. Quale delle seguenti caratteristiche distingue il legame di attaccamento nei bambini. La tendenza del bambino a cercare la vicinanza di figure specifiche di riferimento. La predisposizione a formare relazioni affettive brevi e temporanee. La tendenza del bambino a evitare la dipendenza dagli adulti. La capacità del bambino di instaurare relazioni equivalenti con tutti gli adulti. Nel pattern di attaccamento insicuro evitante, il bambino tende a: Mostrare scarsa ricerca di contatto con il caregiver al ricongiungimento. Ricercare continuamente il contatto fisico. Utilizzare il caregiver come base sicura per esplorare. Mostrare intensa angoscia alla separazione. Nel pattern di attaccamento insicuro resistente, il bambino: Mostra comportamenti ambivalenti nei confronti del caregiver al ricongiungimento. Si calma immediatamente al ritorno del caregiver. Evita completamente il caregiver. Mostra indifferenza alla separazione. L’attaccamento disorganizzato è caratterizzato principalmente da: Comportamenti contraddittori, confusi o disorientati. Elevata socievolezza con gli estranei. Elevata autonomia esplorativa. Indifferenza verso il caregiver. Nel primo periodo dello sviluppo, le risposte sociali del bambino come pianto e sorriso sono: Indiscriminate e orientate a promuovere la vicinanza dell’adulto. Dirette esclusivamente verso la madre. Utilizzate per regolare le emozioni. Finalizzate all’esplorazione dell’ambiente. Secondo la teoria di Bowlby, l’attaccamento continua a svolgere un ruolo nel corso della vita perché: I modelli relazionali precoci tendono a influenzare le relazioni successive. L’attaccamento rimane invariato nel tempo. Le relazioni adulte riproducono identicamente quelle infantili. Le relazioni adulte dipendono esclusivamente dalle esperienze infantili. Secondo Bowlby, l’organizzazione dei comportamenti di attaccamento: Tende a mantenere una certa continuità nel corso della vita. Dipende esclusivamente dalle relazioni sociali adulte. Scompare completamente nell’età adulta. È limitata ai primi anni di vita. Secondo Stern, lo sviluppo avviene attraverso: Processi interattivi dinamici e reciproci tra bambino e caregiver. Interiorizzazione delle norme sociali. Sequenze lineari di maturazione biologica. Apprendimento cognitivo individuale. Il concetto di sintonizzazione affettiva implica: La condivisione degli stati affettivi tra caregiver e bambino. La riproduzione identica dei comportamenti del bambino. La regolazione cognitiva delle emozioni. La riduzione dell’intensità emotiva. Nel paradigma della still face, quale processo viene principalmente indagato?. I meccanismi precoci di regolazione emotiva nella diade bambino-caregiver. L’acquisizione del linguaggio nel primo anno di vita. Lo sviluppo delle competenze cognitive del bambino. La formazione dei modelli operativi interni. Nel paradigma della still face, la risposta iniziale del bambino all’assenza di reciprocità del caregiver è: Un tentativo di ristabilire l’interazione attraverso segnali sociali come il sorriso. Un’immediata reazione di pianto e protesta intensa. Una ricerca di oggetti alternativi nell’ambiente. Un ritiro completo dall’interazione sociale. La sensibilità materna si riferisce a. La capacità di percepire, interpretare e rispondere adeguatamente ai segnali del bambino. La capacità di controllare il comportamento del bambino. La capacità di anticipare i bisogni cognitivi del bambino. La capacità di ridurre le emozioni negative del bambino. Nel pattern di attaccamento sicuro, la sensibilità materna è caratterizzata da: Disponibilità, affettività e risposta contingente ai segnali del bambino. Controllo costante delle attività del bambino. Ridotta responsività per favorire l’autonomia. Coerenza comportamentale indipendente dai segnali del bambino. I modelli operativi interni possono essere definiti come. Rappresentazioni mentali di sé, degli altri e delle relazioni. Schemi cognitivi utilizzati per risolvere problemi. Processi inconsci legati alla memoria episodica. Strutture comportamentali apprese socialmente. Una delle caratteristiche dei modelli operativi interni è che: Guidano le aspettative e i comportamenti nelle relazioni future. Sono completamente consapevoli e modificabili. Si formano esclusivamente in età adulta. Non influenzano il comportamento sociale. Secondo Stern, il bambino è considerato. Un soggetto attivo che partecipa alla costruzione della relazione. Un sistema biologico autoregolato. Un soggetto guidato esclusivamente da bisogni fisiologici. Un recettore passivo degli stimoli ambientali. Una caratteristica dei modelli operativi interni è che: Sono in gran parte inconsapevoli ma guidano il comportamento relazionale. Si formano esclusivamente in età adulta. Non influenzano le relazioni future. Sono completamente consapevoli e facilmente modificabili. Il concetto di “danze interattive” indica: Sequenze ripetitive ma flessibili di scambi tra madre e bambino. Pattern comportamentali rigidi e invarianti. Processi cognitivi di rappresentazione simbolica. Interazioni guidate esclusivamente dalla madre. Il modello del cervello trino distingue: Cervello rettiliano, emotivo e cognitivo. Sistema nervoso centrale, periferico e autonomo. Emisfero destro e sinistro, cervelletto. Strutture corticali, sottocorticali e tronco encefalico. Una finestra di tolleranza ristretta implica che la persona. Esca facilmente dallo stato ottimale oscillando tra iper e ipoattivazione. Mantenga stabilità emotiva anche in presenza di stimoli intensi. Riduca l’intensità delle emozioni per evitare disregolazione. Rimanga costantemente in uno stato di attivazione moderata. Nel modello del cervello tripartito, il cervello emotivo è importante perché: Permette la costruzione di legami e la memoria delle esperienze emotive. Gestisce esclusivamente le risposte automatiche di sopravvivenza. Inibisce le reazioni fisiologiche legate allo stress. Controlla direttamente le funzioni esecutive superiori. La disregolazione emotiva può manifestarsi come: Oscillazione tra stati di iperattivazione e ipoattivazione. Eliminazione delle risposte automatiche. Stabilità emotiva indipendente dal contesto. Riduzione progressiva dell’intensità emotiva. L’integrazione dei sistemi cerebrali consente: Adattamento flessibile e comportamento coerente con il contesto. Attivazione costante delle risposte automatiche. Riduzione dell’attività cognitiva. Inibizione delle emozioni negative. L’ipoattivazione comporta: Riduzione dell’energia, disconnessione e diminuzione della consapevolezza. Incremento della vigilanza e aumento della sensibilità agli stimoli. Maggiore capacità di riflessione e controllo delle emozioni. Attivazione cognitiva elevata con difficoltà a rallentare il pensiero. In presenza di minaccia il cervello rettiliano attiva: Risposte automatiche come attacco, fuga, blocco o spegnimento. Meccanismi di apprendimento simbolico. Strategie di regolazione consapevole delle emozioni. Processi riflessivi e valutazioni cognitive complesse. Nei bambini la regolazione emotiva è più difficile perché: Le aree prefrontali non sono ancora completamente mature. Le funzioni cognitive sono completamente assenti. Il sistema limbico non è ancora sviluppato. Il cervello rettiliano non è attivo alla nascita. Il controllo top-down indica: L’influenza della corteccia sulle risposte emotive e corporee. La riduzione dell’attività cerebrale nelle situazioni di stress. La prevalenza delle risposte automatiche sulle funzioni cognitive. L’attivazione simultanea di tutte le aree cerebrali. Il cervello rettiliano è principalmente coinvolto in. Funzioni di sopravvivenza e risposte automatiche legate al pericolo. Elaborazione simbolica e costruzione del linguaggio. Processi cognitivi complessi come pianificazione e decisione. Integrazione tra emozioni e pensiero riflessivo. Nel caso di ipoarousal si osserva principalmente. Attivazione del sistema parasimpatico con rallentamento fisiologico. Attivazione del sistema simpatico con aumento dell’arousal. Incremento dell’attività corticale prefrontale. Riduzione dell’influenza delle strutture sottocorticali. Dal punto di vista neurobiologico, l’iperarousal è associato a: Attivazione del sistema nervoso simpatico con aumento dei parametri fisiologici. Attivazione del sistema parasimpatico con riduzione della risposta fisiologica. Inibizione delle strutture limbiche coinvolte nella risposta emotiva. Prevalenza dell’attività corticale con riduzione delle risposte automatiche. La finestra di tolleranza descrive: Il range ottimale di attivazione emotiva entro cui è possibile autoregolarsi. Il livello medio di attivazione necessario per mantenere stabilità fisiologica. Una soglia minima di attivazione oltre la quale emerge la disregolazione. Una condizione costante di equilibrio indipendente dalle variazioni ambientali. |





