Ling.espressivi
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Titolo del test:
![]() Ling.espressivi Descrizione: Docente vergallito |



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Qual è la funzione principale del medium artistico nelle artiterapie?. Valutare il livello di competenza artistica del partecipante. Produrre risultati estetici formalmente corretti. Facilitare l’espressione e la comunicazione del mondo interno. Sostituire completamente il linguaggio verbale nei contesti clinici. Il concetto di autoefficacia secondo Bandura riguarda: La capacità innata di adattarsi a qualsiasi contesto sociale. La percezione di essere in grado di eseguire azioni e raggiungere obiettivi. La tendenza a evitare compiti complessi per ridurre lo stress. La dipendenza da fattori esterni per determinare il successo personale. Il costrutto di agency si riferisce a: L’adattamento passivo alle condizioni ambientali esterne. La capacità di agire intenzionalmente influenzando eventi e obiettivi. La dipendenza dalle norme sociali nel determinare il comportamento. La riduzione del controllo individuale a favore di dinamiche collettive. All’interno delle artiterapie, i partecipanti sono stimolati a: Limitarsi all’osservazione passiva dei processi creativi. Riprodurre modelli artistici standardizzati senza variazioni. Seguire rigidamente istruzioni tecniche senza coinvolgimento personale. Essere attivi nell’utilizzo del medium artistico per esprimersi. Quale tra questi NON è un obiettivo delle artiterapie?. Valutare le competenze artistiche secondo criteri estetici standardizzati. Favorire il benessere psicologico. Promuovere la rappresentazione di sé. Sviluppare capacità emotive e sociali. La finestra di tolleranza si riferisce a: Una soglia biologica fissa di risposta allo stress. Lo spazio ottimale di attivazione per regolare emozioni e comportamenti. Un parametro utilizzato esclusivamente in ambito neurologico. Il limite massimo di esposizione a stimoli sensoriali intensi. La danzamovimentoterapia utilizza: Il movimento corporeo come strumento espressivo e comunicativo. Esclusivamente tecniche di rilassamento muscolare guidato. Strumenti musicali per facilitare la coordinazione motoria. Attività fisica standardizzata senza componente simbolica. La musicoterapia può essere utilizzata: Anche con bambini molto piccoli e pazienti in stato vegetativo. Solo in presenza di capacità cognitive integre. Solo con soggetti adulti con competenze musicali avanzate. Esclusivamente in contesti educativi scolastici. La drammaterapia si caratterizza per: L’impiego esclusivo di strumenti musicali per la comunicazione. L’assenza di coinvolgimento attivo del partecipante. La centralità del disegno e delle arti visive. L’uso di tecniche teatrali come gioco di ruolo e improvvisazione. In ambito aziendale, le artiterapie favoriscono: Processi inclusivi e relazioni positive tra gruppi di lavoro. La valutazione delle performance individuali in termini quantitativi. La standardizzazione delle modalità comunicative tra colleghi. La riduzione della creatività a favore dell’efficienza operativa. Qual è l’obiettivo generale delle artiterapie?. Incrementare esclusivamente le abilità tecniche artistiche. Ridurre l’espressione emotiva per aumentare il controllo comportamentale. Favorire crescita personale e integrazione emotiva, cognitiva e fisica. Promuovere competenze specialistiche limitate a un singolo ambito. Le artiterapie si collocano principalmente: Nella riabilitazione fisica senza coinvolgimento psicologico. Nella valutazione diagnostica standardizzata delle abilità cognitive. Nell’ottica della promozione del benessere della persona. Nel trattamento esclusivo delle patologie psichiatriche gravi. Il Self-Assessment Manikin (SAM) serve a misurare: Valenza, arousal e dominanza. Motivazione, apprendimento e linguaggio. Stress, ansia e depressione. Memoria, attenzione e percezione. Nel FACS, le Action Units (AU) rappresentano: Singoli movimenti muscolari del volto. Schemi cognitivi di interpretazione emotiva. Categorie universali di emozioni. Tipologie di espressioni sociali. La dominanza nelle emozioni indica: La percezione di controllo su uno stimolo. La durata dell’esperienza emotiva. La forza del ricordo. La capacità linguistica. Secondo Paul Ekman, quante emozioni primarie esistono?. Tre. Dieci. Dodici. Sei. Nel modello dimensionale, l’arousal rappresenta: La quantità di ricordi associati. Il livello di attivazione fisiologica. Il contesto culturale. Il contenuto cognitivo dell’emozione. Quale caratteristica distingue le emozioni dagli stati d’animo?. Le emozioni hanno durata breve e intensità elevata. Le emozioni durano più a lungo degli stati d’animo. Non esiste alcuna differenza. Gli stati d’animo hanno intensità più elevata. Le display rules descritte da Ekman riguardano: Le differenze individuali nella percezione emotiva. I programmi innati che determinano le espressioni facciali. Le norme culturali che regolano l’espressione delle emozioni. I meccanismi fisiologici che generano le emozioni. Secondo l’approccio evoluzionistico, le espressioni facciali delle emozioni hanno avuto origine: Da convenzioni culturali condivise tra gruppi sociali. Da processi cognitivi di interpretazione degli stimoli. Da strategie comunicative apprese durante lo sviluppo. Da atti motori con valore adattivo nella storia evolutiva. Secondo Paul Ekman, le emozioni primarie sono caratterizzate da: Programmi di risposta innati e universalmente riconoscibili. Un’elevata dipendenza dal contesto sociale. Processi cognitivi complessi appresi culturalmente. Una durata più lunga rispetto alle emozioni secondarie. Secondo i modelli categoriali delle emozioni: Le emozioni sono costruzioni esclusivamente culturali. Le emozioni derivano esclusivamente da valutazioni cognitive. Le emozioni possono essere organizzate in categorie discrete e distinguibili. Le emozioni sono distribuite lungo dimensioni continue. Nel modello circomplesso di Russell, le emozioni sono rappresentate: In uno spazio bidimensionale definito da valenza e arousal. In una gerarchia che distingue emozioni primarie e secondarie. In una struttura categoriale organizzata per famiglie emotive. In una sequenza temporale che descrivel'evoluzione delle emozioni. Nel modello dimensionale delle emozioni, la valenza indica: Il livello di attivazione fisiologica. Quanto un’emozione è percepita come positiva o negativa. La quantità di stimoli presenti. La percezione di controllo su uno stimolo. Nella versione più moderata dell’ipotesi del feedback facciale: Le espressioni facciali sono irrilevanti per l’esperienza emotiva. Le espressioni facciali hanno un ruolo puramente comunicativo. Le espressioni facciali possono modulare l’intensità dell’emozione. Le espressioni facciali determinano l’emozione in modo automatico. Secondo l’ipotesi del feedback facciale, nella sua versione più radicale: Le espressioni facciali determinano direttamente l’esperienza emotiva. Le espressioni facciali sono indipendenti dalle emozioni. Le emozioni derivano esclusivamente dall’interpretazione cognitiva. Le emozioni producono automaticamente le espressioni facciali. L’attenuazione consiste nel: Simulare un’emozione opposta. Amplificare l’emozione. Ridurre l’intensità dell’espressione emotiva. Bloccare ogni movimento facciale. Secondo Darwin, le espressioni facciali delle emozioni sono: Apprese esclusivamente dalla cultura. Presenti solo negli adulti. Totalmente casuali. Innate e universali. L’accentuazione è una display rule che consiste nel: Sostituire un’emozione con un’altra. Eliminare completamente l’emozione. Intensificare l’espressione emotiva. Nascondere ogni espressione. Quale delle seguenti è un’emozione primaria secondo Ekman?. Gelosia. Imbarazzo. Paura. Invidia. La neutralizzazione consiste nel: Aumentare l’intensità dell’emozione. Inibire completamente l’espressione emotiva. Simulare felicità. Cambiare postura. La simulazione consiste nel: Bloccare i movimenti muscolari. Mostrare un’emozione diversa da quella provata. Amplificare l’emozione reale. Eliminare tutte le emozioni. Secondo l’approccio dell’embodied cognition, i processi cognitivi: Emergono dall’interazione tra mente, corpo e ambiente. Dipendono principalmente dall’elaborazione simbolica astratta. Sono determinati esclusivamente dall’attività cerebrale. Si sviluppano indipendentemente dall’esperienza corporea. Applicata allo studio delle emozioni, l’embodied cognition suggerisce che: Le emozioni sono generate esclusivamente da stimoli ambientali. Le emozioni sono il risultato di valutazioni cognitive astratte. Le emozioni sono costrutti linguistici privi di base corporea. Le emozioni emergono dall’interazione tra processi corporei, cerebrali e contestuali. L’ipotesi del feedback facciale sostiene che: Le emozioni non influenzano il corpo. Solo il cervello determina le emozioni. Le espressioni facciali possono influenzare l’esperienza emotiva. Le espressioni facciali sono irrilevanti. I bambini piccoli tendono a: Comprendere subito l’ambivalenza. Provare emozioni opposte simultaneamente. Non provare emozioni. Percepire una sola emozione alla volta. Nel contesto dell’educazione emotiva, accogliere le emozioni significa principalmente: Riconoscere la presenza delle emozioni senza giudicarle o reprimerle. Ridurre l’intensità delle emozioni negative. Analizzare razionalmente l’origine delle emozioni. Trasformare le emozioni negative in emozioni positive. Secondo il modello di self-compassion, la dimensione dell’umanità comune implica: La tendenza a ridurre l’intensità delle emozioni negative. Il riconoscimento che la sofferenza e l’errore fanno parte dell’esperienza umana condivisa. La capacità di controllare le proprie emozioni. La capacità di evitare il giudizio sociale. Nel contesto dell’educazione emotiva, quale ruolo svolgono principalmente gli adulti?. Guidare il bambino nel rendere comunicabile il proprio mondo emotivo attraverso parole e comportamenti. Insegnare strategie cognitive per evitare emozioni negative. Trasmettere al bambino un insieme di regole sociali per controllare le emozioni. Favorire la soppressione delle emozioni considerate inappropriate. Le emozioni svolgono una funzione adattiva perché: Permettono di controllare le reazioni fisiologiche. Favoriscono la regolazione cognitiva del comportamento. Consentono di eliminare le emozioni negative. Segnalano informazioni rilevanti sullo stato interno e sull’ambiente. Verso gli undici anni emerge: La riduzione delle emozioni. La perdita della consapevolezza emotiva. La scomparsa delle emozioni. La comprensione dell’ambivalenza emotiva. La competenza emotiva può essere definita come: La capacità di ridurre l’intensità delle emozioni negative. La capacità di riconoscere, comprendere, esprimere e regolare le emozioni proprie e altrui. La capacità di controllare l’espressione emotiva nei contesti sociali. La capacità di distinguere le emozioni primarie da quelle secondarie. Nel modello ABC utilizzato nella psicoterapia cognitivo‐comportamentale, la componente B rappresenta: L’evento che attiva la risposta emotiva. Le credenze o interpretazioni che la persona attribuisce all’evento. Le reazioni fisiologiche associate all’emozione. Le conseguenze comportamentali della situazione. Quale delle seguenti NON è una delle quattro tappe dell’educazione emotiva?. Accogliere le emozioni. Riconoscere le emozioni. Memorizzare le emozioni. Regolare le emozioni. Secondo Siegel, l’infanzia è un periodo importante perché: Si impara a riconoscere e comprendere le emozioni. Le emozioni sono solo biologiche. Le emozioni non cambiano nel tempo. Le emozioni non sono ancora presenti. Qual è uno degli obiettivi principali dell’educazione emotiva?. Eliminare le emozioni negative. Ridurre l’espressione emotiva. Rendere comunicabile il mondo emotivo interno ed esterno. Insegnare solo il controllo del comportamento. La comprensione dell’ambivalenza emotiva emerge generalmente: Intorno ai tre anni. Nella prima età adulta. Durante la prima infanzia. Verso gli undici anni. Intorno ai sette anni i bambini diventano generalmente capaci di: Regolare autonomamente le emozioni intense. Comprendere la presenza simultanea di più emozioni con la stessa valenza. Distinguere le emozioni primarie da quelle secondarie. Comprendere la presenza di emozioni opposte nella stessa situazione. Con il termine ambivalenza emotiva si indica. La coesistenza di emozioni di segno opposto rispetto alla stessa situazione. La presenza di emozioni particolarmente intense. La difficoltà nel riconoscere le emozioni negli altri. La tendenza a sopprimere le emozioni negative. Quale dei seguenti fattori può ostacolare il riconoscimento delle emozioni?. Un’adeguata regolazione delle emozioni. Una maggiore consapevolezza emotiva. Una maggiore esperienza emotiva. Un elevato carico cognitivo che riduce le risorse attentive disponibili. Che cosa si intende per self-compassion?. Competere con gli altri. Criticarsi per migliorare. Essere comprensivi e gentili verso sé stessi. Ignorare le difficoltà. |




