letteratura latina dalla 97 alla 51
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Titolo del test:
![]() letteratura latina dalla 97 alla 51 Descrizione: letteratura latina |



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un "omen" è: una parola, generalmente fortuita, che rivela l'avvenire. un incantamento. un oggetto cultuale. un gesto apotropaico. In Aen.9.477 euolat infelix et femineo ululatu è presente: iato e clausola quadrisillabica. iato e ipermetro. sinalefe iconica e clausola quadrisillabica. iato e clausola spondaica. In filologia, il termine "tradizione" indica. la tradizione cultuale latina. La tradizione di usi e costumi soprattutto linguistici. il modo in cui è stato creato il supporto scrittorio. il modo e le forme concrete con cui è stato tràdito un testo. La critica testuale consta di due momenti fondamentali. recensione e copiatura dei manoscritti. recensione e stampa. recensione dei manoscritti e emendazione. recensione e ricognizione dei manoscritti. Un'edizione critica presenta. Stemma familiarum, Praefatio, apparato critico. Praefatio, stemma codicum, conspectus siglorum, apparato critico in calce al testo. Praefatio, bibliografia, stemma codicum, traduzione. Praefatio, stemma codicum, apparato critico, traduzione. Il segno diacritico delle parentesi uncinate indica. espunzione. crux testuale. integrazione. lacuna. Il segno diacritico delle parentesi quadre indica. integrazione. crux testuale. espunzione. lacuna. Per codificazione s'intende. il passaggio dal papiro alla pergamena. la trascrizione del testo da manoscritto a testo a stampa. la trascrizione del testo in età carolingia. Nessuna delle risposte proposte. In filologia per "antigrafo" s'intende. il testo copiato. un errore congiuntivo. l'originale da ricostruire. il testo da copiare. In filologia per "apografo" s'intende. l'originale da ricostruire. il testo da copiare. il testo copiato o codex descriptus. un testo corrotto. L'aplografia è un errore di copiatura consistente nel semplificare, omettendo ad esempio sillabe simili un errore di copiatura consistente nel raddoppiare sillabe simili Nessuna delle risposte proposte il dettato interiore. un errore di copiatura consistente nel semplificare, omettendo ad esempio sillabe simili. un errore di copiatura consistente nel raddoppiare sillabe simili. Nessuna delle risposte proposte. il dettato interiore. In Buc.1.7 namque erit ille mihi semper deus; illius aram è presente. parola spondaica in prima sede. una eftemimere. Una dieresi bucolica. una clausola spondaica. In filologia per "lezione" s'intende. una congettura ope ingenii. la forma nella quale si presenta un luogo del testo. una lezione accademica di filologia classica. una praefatio critica. Un approccio diacronico allo studio di una lingua. Vede la lingua come una serie di rapporti simultanei. Studia la lingua in un dato momento. Studia l'evoluzione della lingua attraverso il tempo. Può essere rappresentato visivamente da un piano. L'indoeuropeo. Non comprende il celtico. E' una lingua semita. Non comprende lo slavo. E' un insieme di dialetti che si diffuse tra il IV e il III millennio. Il latino cristiano. risente di influssi sintattici del greco. E' sinonimo di latino classico. E' sinonimo di latino imperiale. Si diffuse a partire dal primo secolo avanti Cristo. L'Appendix Probi è. Un commento probiano al testo di Virgilio. Un'appendice alle opere di Servio. Un'opera di un anomimo maestro del III sec. D.C. collocata in appendice alle opere del grammatico Valerio Probo. Un'opera grammaticale di Valerio Probo che cercava di spingere i parlanti ad impiegare parole del latino classico. Il carsismo linguistico è. Nessuna delle risposte propost. Un fenomeno di geografia. riscontrabile nella lingua dell'Eneide. Un fenomeno linguistico per cui alcune forme non appaiono nei testi per alcuni secoli per poi riaffiorare successivamente. In linguistica una differenza diamesica è. Una differenza temporale. La differenza del medium, cioè tra scritto e parlato. Una differenza di strato linguistico. Una differenza geografica. In Grecia i dialetti. Sono assenti in letteratura per via del centralismo di Atene. sono impiegati solo nella lingua omerica. Non esistono. Sono impiegati anche per differenziare i generi letterari. Il termine gladius. è un termine desueto. è un termine poetico. è un aggettivo sostantivato. è un termine prosastico spesso sostituito in poesia dal termine ensis. La Rota Vergilii. Rispecchia il pluristilismo del Decameron di Boccaccio. è un affresco di Giovanni di Garlandia. è una raffigurazione medievale della tripartizione degli stili nell'opera di Virgilio. rispecchia il pluristilismo della Commedia di Dante. Il termine "delirare" originariamente significava. "impazzire". "insanire". "uscire dal solco". "comprare a caro prezzo". "recentiores non deteriores" è un criterio filologico che stabilisce che. che i codici più recenti sono descripti. i codici più recenti non necessariamente sono peggiori dei uetustiores. bisogna procedere all'eliminatio codicum descriptorum. Nessuna delle risposte proposte. In italia il latino generalmente si legge secondo la pronuncia. restituita. promossa anche in Francia. classica. ecclesiastica. La pentemimere è. una dieresi. una pausa sintattica. una cesura secondaria. una cesura centrale. L'arsi presso gli antichi è. scandito con un innalzamento della mano. scandito con un innalzamento della voce. scandito con un'elatio uocis. scandito dall'esterno con un pollicis ictus. il verbo "iacto" è un verbo. desiderativo. causativo. frequentativo. incoativo. Il verbo "torqueo" è. frequentativo. incoativo. causativo. desiderativo. Il verbo "calesco" è. causativo. frequentativo. desiderativo. incoativo. Il verbo fero è. assolutamente impersonale. deponente. difettivo. atematico. in latino non è presente il vocativo di deus perché. perché è un tabù linguistico. per via della sinalefe con parola successiva. per via della conseguente apofonia latina. si confoderebbe con la preposizione de. erubesco è. causativo rispetto a rubesco. egressivo rispetto a rubesco. ingressivo rispetto a rubesco. iterativo rispetto a rubesco. Nel verbo concido il preverbo con. aggiunge l'idea di un'azione iterata. aggiunge l'idea di compagnia e unione. aggiunge l'idea di un'azione durativa. aggiunge l'idea di un'azione momentanea. Il verbo "Sido" significa. Metto a sedere. sono seduto. sono sedato. sedo. Il perfetto "dixi" è un perfetto. in -ui. sigmatico. con incremento vocalico. con raddoppiamento. La nozione di genitivo-locativo. Nessuna delle risposte proposte. è scorretta in quanto sono due casi diversi. è corretta. è scorretta in quanto il caso locativo non esiste. Una cesura si ha quando. la fine di parola coincide con la fine del piede. si taglia una parola tra due piedi. si stacca una parola per tmesi. una parola cade all'interno di un piede,. La forma ruri è. nominativo plurale. genitivo. accusativo singolare. locativo. In latino il preverbo conesprime. un senso di ostilità. Nessuna delle risposte proposte. conferisce sempre al verbo l'idea di momentaneità. può avere anche il senso originario di compagnia. Il ritmo latino. è accentativo. è solo espiratorio. è quantitativo. è solo melodico. Per shandi s'intende. l'accentuazione latina derivata dal persiano. la sinalefe. il collegamento di elementi fonici appartenenti a parole diverse. il collegamento sintattico. in un verso come "monstrum horrendum informe ingens cui lumen ademptum", si segnala l. la serie di sinalefi. la clausola spondiaca. la pausa tritemimere. Nessuna delle risposte proposte. Una sinalefe è. l'annullamento prosodico di una vocale finale di parola (o seguita da m) dinanzi a parola iniziante per vocale. la soppressione di una vocale finale di parola (o seguita da m) dinanzi a parola iniziante per vocale. la mancata pronuncia di una vocale finale di parola (o seguita da m) dinanzi a parola iniziante per vocale. Nessuna delle risposte proposte. Un esametro è. un'esapodia dattilica acatalettica. un verso eroico costituito da 5 piedi. un'esapodia dattilica con adonio finale. un'esapodia dattilica catalettica in dysillabum. Un esametro spondaico (o spondiaco) è. un esametro che presenta uno spondeo in sesta sede. un esametro che presenta uno spondeo in quinta sede. esclusivamente un esametro che presenta tutti i piedi spondaici. un esametro che presenta parola spondaica in prima sede. Un esametro olodattilico è. un esametro che presenta dattili nei primi 5 piedi. un esametro che presenta solo parola dattiliche. un esametro che presenta dattili in tutti i piedi compreso il sesto. Nessuna delle risposte proposte. L'arsi è. il tempo forte scandito sull'ultima sillaba lunga di ogni piede. il tempo forte scandito sulla prima sillaba lunga di ogni piede. il tempo forte scandito sulla prima sillaba breve di ogni piede. il tempo debole scandito sulla prima breve di ogni piede. facio + infinito. è una forma di latino maccheronico del Folengo. Nessuna delle risposte proposte. è scorretto e sempre evitato. è corretto ed è attestato già nel latino arcaico. I tria nomina sono. innovazione romana. Nessuna delle risposte proposte. eredità greca. eredità etrusca. Nell'espressione "foro et eloquentiae parabatur" c'è. litote. dicolon abundans. endiadi. ossimoro. Nella sequenza "Ergo apud maiores nostros iuvenis ille, qui foro et eloquentiae parabatur" c'è. un'oggettiva. una finale e un participio congiunto. una relativa. una comparatio compediaria. Nella sequenza "Hunc sectari, hunc prosequi, huius omnibus dictionibus " c'è. ossimoro. anafora con variatio. epifora con variatio. adnominatio. statim è. aggettivo qualificativo. predicativo. congiunzione. Avverbio. Il verbo "sector" è. Frequentativo. desiderativo. ingressivo. semideponente. Nella sequenza "Magnus ex hoc usus, multum constantiae, plurimum iudicii" c'è. inconcinnitas. climax ascendente. climaz discendente. iperbole. ut aut sua aut amicorum discrimina commendent è una a proposizione: Finale con congiuntivo presente. Dichiarativa all’infinito. Causale con congiuntivo imperfetto. Temporale con indicativo. La sequenza "non pecuniae, non orbitati, non officii" è un esempio di: Chiasmo. Anafora in asindeto. Anafora in polisindeto. Iperbato. Che tipo di complemento è l’espressione uno aliquo momento?. Complemento di tempo continuato. Complemento di causa. Complemento di modo. Complemento di tempo determinato. Il termine "dulcius" è: complemento di fine o scopo. aggettivo neutro di grado positivo. comparativo dell'avverbio. superlativo dell'avverbio. Nell'espressione "gaudium consurgendi" c'è. una gerundio. una perifrastica passiva. Un gerundivo con costruzione perifrastica impersonale. un participio. Nell'espressione "non sine aliqua trepidatione animi" c'è. una proposizione ipotetica. una preterizione. un'enallage. una litote. Nell'espressione "laude eloquentiae orbata" c'è. un ablativo di causa. Un ablativo prosecutivo. un ablativo di privazione. un genitivo di qualità morale. Saepe ex me requiris, Iuste Fabi, cur, cum priora saecula tot eminentium oratorum ingeniis gloriaque floruerint, nostra potissimum aetas deserta et laude eloquentiae orbata vix nomen ipsum oratoris retineat. In questo periodo è presente. un cum narrativo e una finale. una interrogativa indiretta e una finale. un cum narrativo e una proposizione oggettiva. un cum narrativo e una proposizione interrogativa indiretta. Nella frase "Ita non ingenio, sed memoria et recordatione opus est" il termine "memoria" è un ablativo. dovuto alla costruzione di opus est. retto dal termine "recordatione". di qualità morale. retto dal termine "ingenio". Il "motivo del canto del cigno" consiste. nell'ambientare un dialogo poco prima della morte di un protagonista. nel soffermarsi sull'ultima opera di un artista. Nessuna delle risposte proposte. nel descrivere un protagonista morente. Il Dialogus de oratoribus è. un dialogo aristotelico. un dialogo pitagorico. un dialogo eraclideo. un dialogo esoterico. “Il genere esige il suo stile, chi tratta generi diversi deve scrivere in stili diversi”. Chi scrive questa frase?. Klingner. Leo. Traina. Conte. Nella frase "Nam ut adversas res, sic secundas inmoderate ferre levitatis est", levitatis è. genitivo di pertinenza. genitivo di qualità morale. genitivo locativo. genitivo epesegetico. Il gyrus era. uno strumento di misurazione del tempo. una meridiana. uno strumento per la navigazione. una colonna posto in fondo ad un campo dove giravano carri o cavalli. alter è. un aggettivo pronominale che significa "l'altro tra due". un aggettivo pronominale che significa "l'altro tra tanti". un aggettivo semplice che significa "altro tra tanti". un avverbio che significa "altrimenti". Est utendum consilio. In questa frase è presente. finale con gerundio. finale con gerundivo. costruzione perifrastica passiva impersonale. costruzione perifrastica personale. L'avverbio enim. si impiega in corpo di frase e presenta apofonia latina. si impiega ad inizio di frase e presenta apofonia latina. si impiega in corpo di frase e presenta apofonia indoeuropea. si impiega in fine di frase e presenta apofonia indoeuropea. Il verbo contingo deriva da. cum+tego. cum+tecto. cum+tango. cum + tigo. Voluntaria servitute è. un ossimoro. una metonimia. un'enallage. un asindeto avversativo. il termine praeceps è formato da. prae+capere con apofonia latina. prae+caput con apofonia latina. prae+caeps con apofonia latina. prae+ceps con apofonia indoeuropea. nell'espressione ostentandi ingenii sollicitatio è presente. un supino attivo. un gerundio. un gerundivo. una proposizione dichiarativa. Il verbo queror significa. chiedo per sapere. chiedo per ottenere. cerco. mi lamento. Per i Romani la senectus, la vecchiaia, inizia a. 70 anni. 60 anni. 43 anni. 65 anni. "porta di casa" in latino si dice. Murcia. porta. ianitor. ianua. Nella frase "Debeo hoc suburbano meo, quod", il pronome hoc ha funzione. dichiarativa. prolettica. protrettica. analettica. Il termine italiano "pupilla" in latino significa. piccolo occhio. piccola bambola. piccola civetta. piccola upupa. Le feste dei Parentalia erano dedicate. ai culti agricoli. alla nascita di Ottaviano. al culto dei morti. al divertimento, corrispondevano al Carnevale. nella parola latina "symphonia" la corretta accentazione è. Symphònia. Symphonià. Symphonìa. non possiamo stabilirlo con certezza. La sententia "sera parsimonia in fundo est" può essere tradotta. La parsimonia tarda è sul fondo della botte. la seria parsimonia è sul fondo della bottiglia. di sera si dà fondo alla parsimonia. la parsimonia di sera è sul fondo della bottiglia. Nella frase "omnes ignoscunt, nemo succurrit" c'è. una climax ascendente. un asindeto esplicativo. un esempio di chiasmo. un asindeto avversativo. Nella sequenza magna…maxima…tota c'è. un'allitterazione triplice. una climax ascendente. una climax discendente. la legge dei cola crescenti. la parola adhuc è. è una forma solo apparentemente ossitona perché ha subito un'apocope. Nessuna delle risposte proposte. è una forma ossitona. una parola poetica impiegata per innalzare il livello stilistico. nell'espressione "vindica te tibi" troviamo. un esempio di du Stil. Nessuna delle risposte proposte. un esempio del linguaggio dell'interiorità. un esempio del linguaggio della predicazione. L'allitterazione della solitudine ha come parola guida. solus. anxius. sine. amens. Omosemia fonetica significa che. similaritò di suono istituiscono legami anche semantici. che parole di simile suono hanno simile semantica. che parole di simile semantica hanno simile significato. che il sema prevale sul suono. La ripetizione del preverbo e(x) può dare luogo all'allitterazione. della dolcezza. della solitudine. dell'esilio. dell'angoscia. L'allitterazione è. la ripetizione di uno stesso fonema alla fine di parole ravvicinate. la ripetizione di una stessa parola ad inizio di segmenti sintattici corrispondenti. la ripetizione di un o più fonemi ad inizio di parole ravvicinate. la ripetizione di uno stesso termine in casi diversi. Il sigmatismos è. l'allitterazione dell'angoscia. l'allitterazione della sibilante. l'allitterazione della solitudine. Nessuna delle risposte proposte. L'espressione infesta hasta, "giavellotto minaccioso", c'è. allitterazione. metonimia. personificazione. figura etimologica. Nella sequenza figitque volatque c'è. Polisindeto. asindeto. poliptoto. allitterazione. In Aen.10.902 Nec tecum meus haec pepigit mihi foedera Lausus c’è: Ironia tragica. Un profondo realismo psicologico. ironia. Una formula sacrale di giuramento. Haud inscius accipit ensem è esempio di: anafora della negazione. ossimoro. iperbole. Litote. In Aen.10.858-860 hoc decus illi, / hoc solamen erat, bellis hoc victor abibat / omnibus, il terzo pronome hoc. è in caso nominativo come i primi due. è in caso ablativo. è in caso genitivo. è in caso accusativo. Il termine genitor. ha il suffisso del nome rei actae. è meno poetico di pater ed è impiegato come tratto di realismo patetico. è prosastico ed evitato in poesia. è più poetico di pater e sottolinea l'idea del generare. In Aen.10.858-860 hoc decus illi, / hoc solamen erat, bellis hoc victor abibat / omnibus, la figura di ripetizione è. un'anafora senza variatio. un'anafora con variatio. un'epifora. una separatio. Viximus è. perfetto da vincio. perfetto da vinco. perfetto da vivo. presente da vixo. Che funzione ha "ecce autem" di solito nella poesia virgiliana?. Segnala un rivolgimento drammatico degli eventi. Sottolinea un momento di calma. Introduce un discorso diretto. introduce la morte di un personaggio. Qual è la figura di suono nella sequenza "aere repulsum"?. Rima. Rima leonina. Omoteleuto. Sillaba ribattuta. L’espressione per tela, per hostis è un esempio di: Poliptoto. Stilema tragico-patetico con anafora e asindeto. Metafora marittima. Stilema tragico-patetico con anafora e polisindeto. Un verso di sole quattro parole che effetto produce?. Legato. Rallentando. Spezzato. leggerezza. traduci l'espressione "densos fertur moriturus in hostis". si getta nel mezzo dei nemici destinati a morire. si getta destinato a morire nel mezzo dei nemici. il nemico destinato a morire si getta nella mischia. forte si getta tra i nemici destinato a morire. Nel verso "ingens ara fuit iuxtaque veterrima laurus". ingens si concorda a laurus. iuxta è un aggettivo concordato a laurus. c'è un iperbato a cornice del verso. c'è una parola spondaica in prima sede. In Aen. 2.521-522'non tali auxilio nec defensoribus istis / tempus eget, il verbo eget regge. il nominativo. l'ablativo. Nessuna delle risposte proposte. l'accusativo. Nell'espressione "divum amplexae simulacra sedebant" amplexae è. participio presente di un verbo deponente. participio passato di un verbo deponente. Nessuna delle risposte proposte. participio passato di un verbo semi-deponente. ille simul manibus tendit divellere nodos 220 perfusus sanie vittas atroque veneno, clamores simul horrendos ad sidera tollit: qualis mugitus, fugit cum saucius aram taurus et incertam excussit cervice securim. (traduci e commenta). fddgd. vmvgm. mkgmg. gmkgkm. In Aen.2.203-204 ecce autem gemini a Tenedo tranquilla per alta / (horresco referens) immensis orbibus angues, il termine gemini. si concorda con immensis. si concorda con alta. si concorda con Tenedo. si concorda con angues. Nell'espressione "fit sonitus spumante salo" c'è. un sigmatismos iconico. un'allitterazione dell'esilio. un'allitterazione dell'angoscia. un'allitterazione della solitudine. Un omen oblativum è. un presagio richiesto con un rito. un oggetto apotropaico. un gesto apotropaico. un presagio che si offre spontaneo. qualis populea maerens philomela sub umbra amissos queritur fetus, quos durus arator observans nido implumes detraxit; at illa flet noctem ramoque sedens miserabile carmen integrat et maestis late loca questibus implet. (traduci e commenta). mfjj. gfnjfm. mgj. mgmg. La traduzione corretta del verso "Illa quidem Stygia nabat iam frigida cumba" è. "Quella già navigava fredda sulla barca stigia". quella donna stigia già navigava sulla barca fredda. quella già navigava sulla fredda barca stigia. Quella fredda barca stigia giù navigava. prensantem si può tradurre. che cerca di pensare. che cerca di sapere. che cerca di prendere. che cerca di trovare. In Georg.4.498 "invalidasque tibi tendens, heu non tua, palmas!” è presente. un iperbato a cornice del verso e una parentetica. un iperbato a cornice del verso e una parenetica. un iperbato ad intarsio e una parentetica. un makarismos mancato. nequiquam. è un avverbio e significa "invano". è un aggettivo e significa "vano". è un aggettivo indeclinabile e significa "malvagio". è un avverbio e significa "da nessuna parte". Iamque pedem referens casus evaserat omnes; 485 redditaque Eurydice superas veniebat ad auras, pone sequens, namque hanc dederat Proserpina legem cum subita incautum dementia cepit amantem, ignoscenda quidem, scirent si ignoscere manes. (traduci e commenta). gjftm. mm. g m. m. In Georg.4.457-458 Illa quidem, dum te fugeret per flumina praeceps, / immanem ante pedes hydrum moritura puella, illa si concorda con. flumina ?. hydrum?. puella?. con nessun sostantivo?. La forma stupuere è. imperativo. Nessuna delle risposte proposte. perfetto, terza persona plurale. infinito presente. la forma implerunt è. un piucchperfetto sincopato. un presente indicativo. un perfetto sincopato. un congiuntivo perfetto. Nel verso "Iamque pedem referens casus evaserat omnes" il termine casus è. nominativo singolare. accusativo singolare. genitivo singolare. accusativo plurale. ecce autem duro fumans sub uomere taurus concidit et mixtum spumis uomit ore cruorem extremosque ciet gemitus. it tristis arator maerentem abiungens fraterna morte iuuencum, atque opere in medio defixa reliquit aratra. (traduci e commenta). jty. yg. hyyh. th. Arator è. predicato verbale. verbo deponente. nomen agentis. nomen rei actae. l’espressione uictu pascuntur simplicis herbae può essere tradotta. utilizzano pasti di semplici erbe. si cibano di un pasto di semplice erba. semplici erbe vivono nel pascolo. pascolano a vita semplice erba. Nella frase amnis purior electro, il termine electro è. comparativo dell'aggettivo. comparativo dell'avverbio. nominativo singolare della terza declinazione. secondo termine di paragone. Il preverbio cum- nella forma verbale concidit aggiunge al verbo di base l’idea. dell’immediatezza dell’azione. della frequenza. della completezza dell’azione. dell’iterazione. impius haec tam culta novalia miles habebit 70 barbarus has segetes. en quo discordia civis produxit miseros; his nos consevimus agros! insere nunc, Meliboee, piros, pone ordine vites. (traduci e commenta). htr. th. htr. htrf. L'adynaton è. un makarismos mancato. la figura dell'impossibile. un asindeto avversativo. una figura di ripetizione. In Buc. 1.83 maioresque cadunt altis de montibus umbrae c'è. parola spondaica in prima sede. parola molossica in prima sede. un iperbato a cornice del verso. una clausola monosillabica. In Buc. 1.74 ite meae, felix quondam pecus, ite capellae è presente. la separatio. l'anafora. la geminatio. lo schema Horatianum. In Buc. 1.70 impius haec tam culta novalia miles habebit c'è. non corrispondenza di arsi e accento di parole nelle prime sedi dell'esametro. iperbato a intarsio. iato prosodico. rara corrispondenza di arsi e accento di parola. Fortunate senex, ergo tua rura manebunt et tibi magna satis, quamvis lapis omnia nudus limosoque palus obducat pascua iunco. non insueta gravis temptabunt pabula fetas nec mala vicini pecoris contagia laedent. (traduci e commenta). htg. f. ff. n. In Buc.1.48 limosoque palus obducat pascua iunco è presente. un iperbato interstichico. un iperbato a intarsio. un iperbato a cornice del verso. un'anastrofe. Nei versi Buc.1.38-39 Tityrus hinc aberat. ipsae te, Tityre, pinus, / ipsi te fontes, ipsa haec arbusta vocabant è presente. anadiplosi e pathetic fallacy. ironia tragica. geminatio e pathetic fallacy. Anafora e pathetic fallacy. In Buc.1.46 "Fortunate senex, ergo tua rura manebunt" è presente. un makarismos. un er Stil. una dieresi bucolica. un adynaton. In Buc.1.55 saepe levi somnum suadebit inire susurro è presente. un sigmatismos iconico. l'allusione al rito di iniziazione orfico. il raro aggettivo levis, "levigato". un iperbato a cornice del verso. Tityre, tu patulae recubans sub tegmine fagi silvestrem tenui Musam meditaris avena; nos patriae fines et dulcia linquimus arva. nos patriam fugimus; tu, Tityre, lentus in umbra formosam resonare doces Amaryllida silvas. (traduci e commenta). gb. fbfg. bf. f. L'allitterazione dell'angoscia è la ripetizione del fonema. e. d. a. s. Nel verso "Et quae tanta fuit Romam tibi causa videndi?" c'è. Nessuna delle risposte proposte. Un gerundivo con costruzione perifrastica impersonale. un lativo. un gerundio. il cosiddetto "er Stil" è la movenza stilistica consistente nel ripetere. il pronome di terza persona. il pronome di prima persona. l'aggettivo possessivo. il pronome di seconda persona. nel verso "formosam resonare doces Amaryllida silvas" il termine Amaryllida è. un genitivo dorico. un nominativo singolare femminile. un accusativo con desinenza greca. un accusativo alla greca. Tu quamcumque deus tibi fortunauerit horam grata sume manu neu dulcia differ in annum, ut quocumque loco fueris uixisse libenter te dicas (traduci e commenta). uj. ju. juj. j. Nel verso Neptunum procul e terra spectare furentem, è presente. Un iperbato a cornice del verso e una metonimia. Un'iperbole. un'anadiplosi. Un iperbato a intarsio e una personificazione. La paenula è. Un mantello impiegato per eseguire esercizi ginnici. Una fascia di lana. Un laticlavio. Un mantello circolare di lana impermeabilizzata. Il mensis sextilis, il sesto mese, corrispondeva a. Giugno. Agosto. Luglio. Settembre. L’espressione strenua inertia è. Un ossimoro. Un'iperbole. un'enallage. una litote. Inter spem curamque, timores inter et iras omnem crede diem tibi diluxisse supremum; grata superueniet quae non sperabitur hora. Me pinguem et nitidum bene curata cute uises, 15 cum ridere uoles, Epicuri de grege porcum. (traduci e commenta. o. jiu. jju. j. L'aggettivo dignus regge. il genitivo. l'accusativo. il dativo. l'ablativo. Nel verbo contingo è presente il fenomeno. dell'apofonia indoeuropea. dell'apofonia latina. della sincope. della crasi. Nell'infinito presente "sapere" l'accento cade. sulla sillaba centrale. sull'ultima sillaba (saperé). sulla prima sillaba. non possiamo stabilirlo con certezza. Nell'espressione "Artemque fruendi" c'è. Un gerundivo con costruzione perifrastica impersonale. un gerundio. un dativo del gerundivo. un dativo del gerundio. Horrida tempestas caelum contraxit et imbres 1 nivesque deducunt Iovem; nunc mare, nunc siluae Threicio Aquilone sonant. rapiamus, amici, occasionem de die dumque virent genua et decet, obducta solvatur fronte senectus. (traduci e commenta). lo. oliil. ill,. hj. Nell'espressione "Imbres nivesque deducunt Iovem" c'è. una preterizione. un'enallage. una similitudine. una metonimia. Il seguente esametro (nobilis ut grandi cecinit Centaurus alumno) è. un verso impermetro. un silver line. Un golden line. non è un esametro. L'epodo 13 è stato scritto. prima della battaglia di Tapso. prima della battaglia di Farsalo, nella quale Orazio fu al fianco di Bruto e Cassio. prima o dopo la battaglia di Filippi nella quale Orazio fu dalla parte di Bruto e Cassio. prima della battaglia di Munda. Il termine tempestas. ha un'accezione positiva. è una vox media. ha un'accezione negativa. Nessuna delle risposte proposte. Damna tamen celeres reparant caelestia lunae: nos ubi decidimus quo pater Aeneas, quo dives Tullus et Ancus, puluis et umbra sumus. (traduci e commenta). hhn. n. n b. b. l’espressione manus auidas heredis presenta. Un pathos a loco. Un’iperbole. Un’enallage personificante. Un iperbato. In Orazio, Odi, 4.7.14-14 nos ubi decidimus / quo pater Aeneas, quo dives Tullus et Ancus, cosa è quo? la forma decidimus deriva da. decido, de+caedo. deduco. decido, de+cado. decado. Il verbo audeo è. passivo. deponente. semideponente. difettivo. In Orazio, Odi, 4.7.14-14 nos ubi decidimus / quo pater Aeneas, quo dives Tullus et Ancus, cosa è quo?. Complemento di moto a luogo. Complemento di fine. Complemento di stato in luogo. Complemento di moto per luogo. Linquenda tellus et domus et placens uxor, neque harum quas colis arborum te praeter invisas cupressos ulla brevem dominum sequetur; (Traduci e commenta). bgf. fbbf. bffb. fb. Il termine inops è formato dalla radice *op che indica. vista. Mezzi, ricchezza. udito. povertà, miseria. In Orazio, Ode, 2.14, 26-28 et mero /tinguet pavimentum superbo, / pontificum potiore cenis, è presente. Nessuna delle risposte proposte. Una similitudine e un’iperbole. Un’iperbato a cornice e un’anastrofe. una comparatio compendiaria e una possibile enallage. Nell’espressione unda enaviganda, la forma enaviganda è. Un gerundio. Una proposizione finale. Un gerundivo con costruzione perifrastica impersonale. Un gerundivo con costruzione perifrastica personale. In Orazio, Ode 2.14, 1 Eheu fugaces, Postume, Postume, la ripetizione è propriamente. una separatio. un'anafora. Una geminatio. un'epanalessi. Rebus angustis animosus atque fortis appare; sapienter idem contrahes vento nimium secundo turgida vela. (Traduci e commenta). ntn. tnt. ntn. ngt. La forma rectius è. superlativo dell'avverbio. comparativo dell'avverbio. avverbio in -tim. neutro plurale. l’aggettivo aureus è associato dagli antichi. solo agli oggetti dal colore dell'oro. solo agli oggetti d’oro. a qualsiasi cosa sia considerato bello o utile. ai comportamenti del principe. L’ultimo verso di una strofe saffica è detto. ipermetro. Coriambo finale. adonio finale. spondeiazon. la forma urgendo è. dativo singolare del sostantivo urgendus. gerundio di urgo. gerundivo di urgeo. gerundio di urgeo. Ille terrarum mihi praeter omnis angulus ridet, ubi non Hymetto mella decedunt viridique certat 15 baca Venafro, (Traduci e commenta). ,l,l. lk. kl,lk. klkl. Nei versi Ille terrarum mihi praeter omnis / angulus ridet, il verbo ridet implica. una personificazione. un'ironia. un'ironia tragica. Una similitudine. In Odi, 2.6.16-17 non Hymetto / mella decedunt è presente. una comparatio compendiaria. lo schema Horatianum. una similitudine tratta dal mondo dell’agricoltura. un secondo termine di paragone. Il "lativo" è. Sinonimo di laticlavio. Genitivo di pertinenza. L’ablativo di estensione. L’accusativo senza preposizione impiegato per il moto a luogo. In Orazio, Odi, 2.6.1-2 Septimi, Gadis aditure mecum et / Cantabrum indoctum, il termine Cantabrum è. Un plurale poetico impiegato come lativo. Un accusativo greco impiegato per designare un popolo greco. Un singolare collettivo (‘Cantabro’) impiegato anche per indicare il luogo (‘nella terra dei Cantabri’). È anche un lativo. Un ablativo prosecutivo. Taranto fu fondata. Dallo spartano Falanto nel 708 d.C. Da Epaminonda nel 708 a.C. Dallo spartano Falanto nel 708 a.C. Da Pericle nel V sec. a.C. Aequam memento rebus in arduis servare mentem, non secus in bonis ab insolenti temperatam laetitia, moriture Delli, (Traduci e commenta). .o. .i. .i. o.i. La ‘pathetic fallacy’ è. La fallacia patetica. l'ironia tragica. un inganno degli agenti naturali. La personificazione di elementi della natura che condividono i sentimenti di un personaggio. In Hor. Ode 2.3, 8 l’espressione interiore nota Falerni fa riferimento. alla nota musicale del Falerno. alla nota olfattiva più interna (interiore). Nessuna delle risposte proposte. all’etichetta che veniva posta sulle anfore con l’indicazione dell’annata del vino. Memento è. imperfetto congiuntivo di memini. imperativo presente di memini. imperativo futuro di memini. Nessuna delle risposte proposte. In Hor. Ode 2.3, 8 pinus ingens albaque populus l’aggettivo alba si concorda. Nessuna delle risposte proposte. con ingens. con populus. con pinus. Hor. Ode 2.3, 8 pinus ingens albaque populus è un esempio di. Nessuna delle risposte proposte. iperbato a cornice del verso. Schema Cornelianum. Chiasmo laconico o Schema Horatianum. Caecubum et prelo domitam Caleno tu bibes uvam; mea nec Falernae 10 temperant vites neque Formiani pocula colles. Traduci e commenta. n. hgn. gnn. h. L’aggettivo iocosus ha il suffisso osus che indica. la persone che compie l'azione. abbondanza. un'azione iterativa. privazione. Hor. Od.1.20, 2-3 Graeca quod ego ipse testa / conditum levi conditum può essere tradotto. che io stesso ho riposto e imbottigliato in un’anfora greca. che io stesso ho imbottigliato e riposto in un’anfora latina. lo stesso che ho riposto e imbottigliato in un’anfora greca. che io nella stessa anfora greca ho riposto e imbottigliato. Il vino Cecubo sarebbe stato scoperto da. Appio Claudio Cieco. Mecenate. Lucullo. Orazio. Mecenate era. un generale vittiorioso. un propretore. un cavaliere. un console. Il primo teatro in muratura fu edificato da Pompeo. in onore di Marcello. nel 55 d.C. nel 55 a.C. nel 100 a.C. Traduci e commenta: Tu ne quaesieris, scire nefas, quem mihi quem tibi 1 finem di dederint, Leuconoe, nec Babylonios temptaris numeros, ut melius quicquid erit pati seu plures hiemes seu tribuit Iuppiter ultimam quae nunc oppositis pumicibus debilitat mare 5 Thyrrenum, sapias, vina liques, et spatio brevi spem longam reseces, dum loquimur, fugerit invida aetas: carpe diem quam minimum credula postero. bgf. bfbfg. b. fg. Il vino era raffreddato. in bottiglie immerse nell'acqua di ruscelli. all'ombra dei platani. nelle cantine. con il ghiaccio. L’espressione pluris hiemes, ‘parecchi inverni’, impiegata per indicare ‘parecchi anni’ è. una sineddoche. una metafora. una sinestesia. una metonimia. Cosa s’intende per ‘nome parlante’?. Un idronimo. Un nome che dice qualcosa del carattere del proprietario. Un nome sacro. Una persona loquens, cioè un personaggio che parla al lettore. Il colum nivarium era. un sacco di tela per filtrare il vino dalla feccia. un colino di acciaio per filtrare l’olio. un colino di bronzo per filtrare il miele. un colino di bronzo per filtrare e raffreddare il vino con del ghiaccio. "tu ne quaesieris" è. Un congiuntivo piuccheperfetto. Una finale negativa. Una forma elegante e urbana di imperativo negativo. Un congiuntivo esortativo. Traduci e commenta: nunc et latentis proditor intumo gratus puellae risus ab angulo pignusque dereptum lacertis aut digito male pertinaci. hg. gnng. gn. ng. Benignius è. aggettivo qualificativo. superlativo dell'avverbio. avverbio di tempo. comparativo dell'avverbio. Lo Schema Horatianum è. una callida iunctura. una nominis commutatio. un'elegante preterizione. Una brachilogia. Nell’espressione Vides ut alta stet nive candidum ut introduce. una finale. una comparativa. una dichiarativa. una proposizione interrogativa indiretta. Nel termine proditor il suffisso -tor è proprio del. nomen rei actae. Nessuna delle risposte proposte. nomen agentis. nomen omen. Nell’espressione quem fors dierum cumque c’è. una reduplicatio. una litote. Una personificazione. una tmesi. Traduci e commenta: Iam te premet nox fabulaeque Manes et domus exilis Plutonia, quo simul mearis, nec regna vini sortiere talis nec tenerum Lycidan mirabere, quo calet iuventus nunc omnis et mox virgines tepebunt. tb. tt. bt. b. L’astragalomanzia è. l’arte di predire il futuro osservano il volo degli uccelli. l'arte di vaticinare il futuro a partire dalle ossa dei calcagni delle pecore. l’arte di predire il futuro osservano le interiora dei polli. l’arte di predire il futuro osservano il movimento dei quadrupedi. I Romani prima di sacrificare un animale lo cospargevano di mola salsa (da cui il termine immolare). Cosa è la mola salsa?. Farro salato. Avena salata. grano dolce. Farro dolce. La forma "Lycidan" è. un genitivo singolare. un accusativo con desinenza greca. un genitivo plurale. un accusativo alla greca. Per i Romani la primavera inizia con l’arrivo del Favonio (Zefiro). In che giorno?. l'otto febbraio. l'otto aprile. l'otto marzo. il primo marzo. Il verbo pulso è frequentativo di. Pello. pultio. pullo. pulo. Caratteri del carme 64. gh g. g h. g gh. g g. Il verso "ille autem prope iam mediis versatur in undis" può essere tradotto. quella già si trova nel mezzo delle onde. quello si versa nell'alto del mare. quello ormai già si trova nel mezzo delle onde. quello ormai già si trova nelle mezze onde. Saepe illam perhibent ardenti corde furentem / clarisonas imo fudisse e pectore curas. In questi versi è presente una proposizione. oggettiva. soggettiva. causale. finale. Nell'espressione "huc huc adventate" c'è. una separatio e un verbo frequentativo. una geminatio e un verbo frequentativo. una geminatio e un verbo incoativo. un'anafora e un verbo frequentativo. Nel verso "indomito nec dira ferens stipendia tauro" è presente. un iperbato a cornice del verso. una clausola spondaica. una dieresi bucolica. un allungamento in arsi. Traduci e commenta: Multas per gentes et multa per aequora vectus /advenio has miseras, frater, ad inferias, /ut te postremo donarem munere mortis / et mutam nequiquam alloquerer cinerem. tty. hth. th. ty. In Cat. 101, 4 et mutam nequiqu(am) alloquerer cinerem il termine cinerem. è in clausola spondaica. è come di norma femminile. è femminile secondo un elegante uso neoterico. segue eccezionalmente la terza declinazione. In Cat. 101, 2-3 advenio has miseras, frater, ad inferias, / ut te postremo donarem munere mortis, la proposizione finale ut donarem ha il congiuntivo imperfetto perché. Dipende da advenio che pur essendo un presente ha significato di perfetto (“sono giunto”). Nessuna delle risposte proposte. il poeta vuol collocare gli eventi in un passato lontano, mitico, poetico. il congiuntivo imperfetto nella finale è regolarmente impiegato se nella principale c’è un tempo presente. In Cat. 101, 1 Multas per gentes et multa per aequora vectus è presente. un'oppositio in imitando. una ripetizione con poliptoto e anastrofe della preposizione. un'anadiplosi. una geminatio. In che metro è scritto il carme 101 di Catullo?. trimetri giambici puri. distici elegiaci. esametri. endecasillabi faleci. In che occasione è scritto il carme 101?. In occasione del viaggio in Troade (Asia Minore) che Catullo fece nel 57 a.C. al seguito del propretore Memmio, dedicatario del De rerum natura. In occasione del viaggio in Troade (Asia Minore) che Catullo fece nel 87 a.C. al seguito del propretore Memmio, dedicatario del De rerum natura. In occasione del viaggio in Troade (Asia Minore) che Catullo fece nel 57 a.C. al seguito del propretore Memmio, dedicatario del De rerum natura. In occasione del viaggio a Rodi che Catullo fece nel 57 a.C. al seguito del propretore Memmio, dedicatario delle Georgiche. Il carme 68 come modello per l'elegia latina. yn. gtty. tygt. gt. In Cat. 68, 96 quae tuus in vita dulcis alebat amor, l’aggettivo possessivo tuus è in posizione marcata perché. è evidenziato dalla cesura pentemimere. è in iperbato e anteposto al sostantivo amor. è in anastrofe e anteposto al sostantivo amor. è in iperbato e posposto al sostantivo amor. Il verbo pereo può essere considerato come un sostituto del passivo di. vinco. dono. eo. perdo. Totus indica. il tutto nella sua interezza, “tutto intero”. il tutto come insieme di parti. il mondo. tutto il resto. In Cat. 68, 88-89 coeperat ad sese Troia ciere viros, / Troia (nefas!), è presente. una geminatio. un'epanalessi. un'anafora. un'epifora. Il mito di Protesilao e Laodamia perché è citato nel carme 68 di Catullo?. Perché Catullo paragona la bellezza di Lesbia a quella di Laodamia. Perché il fratello di Catullo è morto come Protesilao per un amore clandestino. Perché Laodamia, come Lesbia, aveva tradito il suo amante. Perché è un mito fondativo di Roma. Il carme 65 di Catullo. dfdf. df. frf. fer. Il complemento di causa impediente si traduce in latino con. prae + ablativo. ablativo semplice. ob + accusativo. genitivo. In Cat. 65, 23 huic manat tristi conscius ore rubor è presente. un'iperbole. un iperbato a cornice del verso. un'enallage. una similitudine. Cat. 65, 11 semper maesta tua carmina morte canam si traduce. Nessuna delle risposte proposte. Canterà sempre i tuoi carmi mesta per la morte. Io, sempre mesta, canterò canti per la tua morte. Io canterò sempre canti mesti per la tua morte. In latino i termini indicanti frutto sono. femminili. neutri. maschili. comuni. Nell’espressione ereptum nostris obterit ex oculis, il participio ereptum è. impiegato in ablativo assoluto. impiegato in accusativo alla greca. impiegato in accusativo assoluto. impiegato come participio congiunto e può essere tradotto con un indicativo (‘ha strappato ai nostri occhi e schiaccia’. Traduci e commenta: exit saepe foras magnis ex aedibus ille, esse domi quem pertaesumst, subitoque revertit, / quippe foris nihilo melius qui sentiat esse. gfvg. fvrbv. vv. vf. IN DRN 3.1056 tanta mali tam quam moles è presente. Una geminatio. Una sineddoche. Un’anafora. Una paranomasia. Il termine ruri è. un nominativo plurale maschile. un genitivo. un genitivo-locativo. un locativo. In DRN 3, 1063 currit agens mannos ad villam praecipitanter, la clausola. è pentasillabica e riflette iconicamente la corsa precipitosa. Nessuna delle risposte proposte. è spondaica e indica lo sforzo. è quadrisillabica ed è un tratto grecizzante. Il verbo reviso è. Frequentativo da vivo. Frequentativo da viso. Frequentativo da video. Desiderativo da video. Per commutatio loci s’intende. L’ansia di conquista propria delle persone benestanti. Una forma arcaica di locativo. Una Priamle. Il tema della smania di cambiar luogo nella speranza di esorcizzare l’angoscia. L’avverbio extemplo, “subito”, deriva da ex+templum e fa riferimento. All’attività degli auguri. All’attività delle vestali. All’attività degli aruspici. All’attività dei senatori. traduci e commenta: nam veluti pueri trepidant atque omnia caecis / in tenebris metuunt, sic nos in luce timemus / inter dum, nihilo quae sunt metuenda magis quam / quae pueri in tenebris pavitant finguntque futura. btbt. bt. bb. b. Il termine "gazae", tesori è di origine. gallica. osca. africana. persiana. nella forma "necessest "c'è. sincope. prodelisione. sinalefe. epentesi. la forma purpureai è. Nessuna delle risposte proposte. nominativo plurale femminile. accusativo greco. genitivo arcaico. la consonante f per i Romani è. un suono gradevole. Nessuna delle risposte proposte. un suono neutro. un suono sgradevole. Descrivi il proemio del secondo libro del De rerum natura. gr. rgt. trgtrg. tr. Al verso "certare ingenio, contendere nobilitate" gli ablativi hanno un valore. di strumento. di argomento. di qualità fisica. di limitazione. Nel verso "e terra magn(um) alterius spectare laborem" c'è. una sinalefe. un'anafora. una clausola quadrisillabica. una prodelisione. Il termine ops-opis presenta la radice *op che indica. velocità. forza dinamica. povertà. ricchezza. nel verbo despicere il preverbo de- indica. l'iterazione dell'azione. Direzione dall'alto verso il basso. Nessuna delle risposte proposte. Direzione dal basso verso l'alto. Cosa s'intende per Priamel?. Una figura di suono. Elencazione di valori o preambulum. Una figura stilistica esclusivamente impiegata in poesia latina. Piacere catastematico. Il verbo fruor regge. l'ablativo strumentale. il dativo. il genitivo. l'accusativo. Traduci e commenta i seguenti versi: Illud in his rebus vereor, ne forte rearis / impia te rationis inire elementa viamque / indugredi sceleris. quod contra saepius illa / religio peperit scelerosa atque impia facta. btr. b. rbt. b. Il termine ‘ferro’ impiegato in luogo di ‘coltello’ è. Una metafora. Una similitudine. Un paradosso. Una metonimia. L’espressione casta inceste presenta. Una personificazione. Un’iperbole. Un ossimoro. Una paranomasia. Al verso 100 di Lucr. di DRN 1, nel verbo composto concido il preverbo cum aggiunge al verbo l'idea di. iterazione. unione. momentaneità. compagnia. Al verso 100 di DRN 1, i termini "mactatu maesta" presentano: Paranomasia. Bisticcio di parole. Allitterazione. Isosillabismo. L’espressione "impia elementa rationis" presenta. Un'allitterazione coperta. Un’enallage. Un’analessi. Un'iperbole. L’espressione hunc propter presenta. Sineresi. Anastrofe. Anafora. Analessi. Che cosa s’intende per ‘ironia tragica’?. un'ironia sottile e bonaria propria della tragedia. Un homour nero. La peripezia della tragedia. Il contrasto stridente che scaturisce da una differenza di consapevolezza tra un personaggio e il lettore. 08. Descrivi litote, ossimoro, iperbato 09. Descrivi paranomasia, figura etimologica, poliptoto. ,k. j,jk. j,. jj. L'anastrofe è. una figura di ripetizione. una figura di pensiero consistente nell'invertire i rapporti temporali. un'inversione del normale ordine delle parole, generalmente della sequenza preposizione + nome. una forma di iperbato. Nella frase "arde d'amore" è presente. una litote. una personificazione. una similitudine. un'espressione metaforica. Nell'espressione "muta metu", "muta per la paura", è presente. una brachilogia. una adnominatio. una paretimologia. una parechesi. L'impiego del termine "limina", "soglie", per "casa" è. un'enallage. una sineddoche. un'inversione. una metafora. Il verso Aen. 4, 139 "aurea purpuream subnectit fibula uestem" è un esempio di. verso spondaico. iperbato a cornice del verso. golden line. silver line. L'anafora è. la ripetizione della stessa parola ad inizio di verso. la ripetizione di uno stesso fonema alla fine di parole ravvicinate. una forma di esagerazione. la ripetizionedi una o più parole ad inizio di segmenti sintattici corrispondenti. L'iperbato iconico. è un iperbato colonnare. è un iperbato verticale. è legato ad effetti di suono. riflette il significato della frase. Descrivi la collocazione enfatica degli avverbi. g. gf. gf. f g. Alla fine del verso di norma non si pone. Aggettivo, avverbio, preposizione, congiunzione. I nomi dei guerrieri. La fine del discorso. Sostantivo e verbo. Una congiunzione in fine di verso implica. una clausola quadrisillabica. una pausa sintattica. un forte enjambement. la fine del discorso. Una parola spondaica ad inizio verso è. evitata da Virgilio. comune. vietata. rara. Un quadrisillabo in fine di verso conferisce. Nessuna delle risposte proposte. patina enniana. patina greca. sempre un effetto iconico. Un monosillabo in fine di verso può avere. l'ictus metrico. sinalefe. effetto iconico. allungamento in arsi. Descrivi le strategie di messa in rilievo dell'aggettivo. g. g f. gf. gf. L'aggettivo con valore predicativo di norma. Si prepone al verbo. Si prepone all'avverbio. Si prepone al sostantivo. Si colloca in fine di frase. L'aggettivo possessivo di norma. Ha una collocazione ininfluente. Si pospone al sostantivo cui è riferito. é sempre in iperbato rispetto al sostantivo. Si prepone al sostantivo cui è riferito. Nei versi "Ille humilis supplex oculos dextramque precantem / praetendens". C'è un ipermetro. C'è una clausola quadrisillabica. C'è un asindeto bimembre di aggettivi e un rejet. C'è una comparatio compendiaria e un rejet. L'aggettivo determinativo (es. Romanus) di norma. è posposto rispetto al sostantivo cui è concordato. è preposto al sostantivo cui si riferisce. si omette. si scrive con l'iniziale minuscola. L'aggettivo qualificativo di norma. Si giustappone al nome. Si prepone al nome. è accompagnato da un pronome dimostrativo. Si pospone al nome. Descrivi la posizione standard dell'aggettivo possessivo, qualificativo e predicativo. g g. g. g. gg. Il verbo di norma si colloca. ad inizio di frase. in fine di frase. prima del complemento oggetto. prima del soggetto. Si pone ad inizio di frase il verbo che indica. evento inaspettato, reazione emotiva, verbo icastico. l'azione del reputare. il dubbio. l'azione del dire. abVAB è la struttura del verso. olodattilico. argenteo. spondaico. aureo. Nella sequenza "me, me! adsum" è presente. Una geminatio. un'anadiplosi. una separatio. un'anafora. L'avverbio di norma si colloca. Prima del verbo. prima del soggetto. in fine di verso. in fine di frase. Un rejet è. una recusatio. un rifiuto. un'opposizione semantica. Una particolare forma di enjambement consistente nel rigettare al verso successivo una singola parola prima di pausa sintattica. L'iconicità è. la qualità della lingua di riflettere il significato di un'enunciato. la transmedialità. l'icasticità di una descrizione. Il valore espressionistico di una descrizione. Lumina orationis è un'espressione impiegata per definire. L'espressionismo linguistico. Gli abbellimenti della prosa d'arte. Le figure retoriche. Le figure di danza. Il termine "figura" impiegato per designare una figura stilistica è tratto. dal mondo della geometria. dal mondo della danza. dal mondo della pittura. dal mondo della natura. "convergenza di fattori espressivi" significa. che un fattore espressivo è sempre connesso ad un altro. che nella lettura bisogna scandire ad alta voce per sentire l'espressività di un passo. Nessuna delle risposte proposte. che diversi fattori contribuiscono all'espressività di un passo. Siamo certi che nella forma verbale confĭcis la penultima sillaba è breve perché. è interessata da rotacismo. la sillaba è aperta per struttura. è interessata da apofonia latina. la forma è attestata in poesia come breve. La legge della penultima stabilisce che. l'accentazione segue la lex sothera. la sillaba regolatrice dell'accento è la terzultima. la sillaba regolatrice dell'accento è la penultima. la sillaba regolatrice dell'accento è l'ultima. Il rotacismo latino consiste nel passaggio di. /s/ intervocalica a /r/. /k/ a /g/. /t/ a /d/. /b/ a /v/. Il rotacismo implica che. la r intervocalica è evitata. una r intervocalica si muta in s. una s sorda intervocalica si sonorizza e si muta in r. che dal IV sec. a.C. è evitata la r intervocalica. L'apofonia indoeuropea. modifica la funzione semantica e morfologica di una parola. non riguarda tutte le antiche lingue del ceppo indoeuropeo. è un fenomeno semplicemente meccanico. è presente in greco ma non in latino. Una sillaba aperta è breve. se la vocale fa parte di un dittongo. se la vocale è breve. se è interessata da apofonia latina. Nessuna delle risposte proposte. L'apofonia latina riguarda. sia vocali brevi che lunghe. solo le vocali brevi. solo i dittonghi. solo le vocali lunghe. Concido (composto di cado) presenta. epentesi. apofonia indoeuropea. apofonia latina. chiusura di dittongo. Una sillaba chiusa è lunga. a prescindere dalla quantità vocalica. se la vocale è lunga. Nessuna delle risposte proposte. se è chiusa da una m. La sequenza muta + liquida. Non crea un gruppo consonantico iniziale di sillaba. In poesia è sempre scisso tra due sillabe. crea un gruppo consonantico iniziale di sillaba ma in poesia può essere scisso. Nessuna delle risposte proposte. L'apofonia latina è. un fenomeno prelettarario di natura semantica. propria di tutte le lingue indoeuropee. un fenomeno preletterario di natura meccanica. Nessuna delle risposte proposte. La legge del trisillabismo stabilisce che. L'accento non può risalire oltre la terzultima sillaba. che la sillaba regolatrice dell'accento è la terzultima. l'accento si colloca solo in parole che hanno almeno tre sillabe. che la sillaba regolatrice dell'accento è la penultima. Il perfetto "veni" presenta rispetto al presente venio. apofonia latina. perfetto con raddoppiamento. apofonia indoeuropea. sincope. |




