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G4 Master DCA

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Titolo del test:
G4 Master DCA

Descrizione:
Test master dca

Data di creazione: 2026/09/01

Categoria: Guglielmo Marconi

Numero di domande: 117

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Contenuto:

01. Una buona definizione di Mindfulness è. □ Uno stato dissociato indotto con farmaci. □ Uno stato dissociato indotto da droghe. □ Attenzione posta volontariamente ed in maniera non giudicante al momento presente. □ Una forma di rilassamento.

02. Il costrutto minfulness. □ non esiste, la mindfulness è solo una tecnica. □ è composto da 3 fattori: observe, non judge, describe. □ è composto da 5 fattori: observe, describe, non judge, non-react, act-aware. □ Nessuna delle altre risposte è corretta.

03. J. Kabatt Zinn. □ ha portato in occidente un modello di religione buddhista utilizzabile in terapia. □ Nessuna delle altre risposte è corretta. □ ha inventato delle nuove tecniche meditative basate su ricerche scietifiche recenti. □ ha avuto il merito di "tradurre" la tradizione meditativa orientale in un modello applicabile in ambito sanitario, senza accezione religiosa.

04. Vipassana significa. □ conoscenza razionale. □ Nessuna delle altre risposte è corretta. □ visione profonda, o conoscenza non discorsiva. □ rilassamento profondo.

05. La meditazione mindfulness. □ può essere un modo per scappare da pensieri non graditi. □ Nessuna delle altre risposte è corretta. □ può essere un modo per gestire pensieri automatici a contenuto negativo, senza rifiutarli. □ tuutte le altre risposte sono corrette.

06. La meditazione mindfulness. □ insegna ad accogliere tutti i contenuti dell'esperinza e a lasciare che siano. □ insegna ad eliminare ciò che genera sofferenza. □ Nessuna delle altre risposte è corretta. □ permette di rilassarsi per meglio gestire la sofferenza.

07. La meditazione mindfulness. □ è solo una pratica informale. □ è solo una pratica formale. □ Nessuna delle altre risposte è corretta. □ si divide in pratica formale ed informale.

08. Tecniche base di meditazione mindfulness sono. □ apprendimento di dissociazione, anestesia e catalessia. □ rilassamento progressivo, osservazione del respiro, body scan. □ osservazione del respiro, body scan, osservazione dei pensieri. □ rilassamento secondo jacobson, training autogeno.

09. La sigla ACT significa. □ acceptance cognitive therapy. □ activation mediated therapy. □ acceptance and committment therapy. □ Nessuna delle altre risposte è corretta.

10. Il modello ACT. □ serve unicamente per i disturbi borderline di personalità. □ Nessuna delle altre risposte è corretta. □ si propone come obiettivo quello di passare da uno stato di inflessibilità ad uno stato di flessibilità psicologica. □ si basa unicamente sull'utilizzo di pratiche di meditazione.

11. Il modello ACT. □ Nessuna delle altre risposte è corretta. □ è un modello per lo studio della personalità. □ è composto da 6 fattori (esaflex) che possono promuovere od ostacolare la flessibilità psicologica. □ è composto da 7 fattori (eptaflex) che possono promuovere od ostacolare la flessibilità psicologica.

12. Il triflex dell'ACT. □ consiste di 3 aree (aprirsi, fare ciò che è importante, essere presenti) connesse dai punti dell'esaflex. □ consiste di 3 aree (evitare, non agire, concettualizzare) che vanno sempre evitare per essere mindfulness. □ consiste di 3 aree (aprirsi, fare ciò che è importante, essere presenti) connesse dai punti dell'eptaflex. □ Nessuna delle altre risposte è corretta.

13. Nel modello ACT. □ si deve sempre iniziare dalle pratiche di defusione congitiva. □ si può iniziare da qualsiasi punto dell'esaflex. □ si deve sempre iniziare dalla definizione e verifica dei valori. □ Nessuna delle altre risposte è corretta.

01. Milton Erickson fu. □ Uno psichiatra e psicologo statunitense, morto negli ultimi anni del '900. □ Un neurologo tedesco, morto negli ultimi anni dell'800. □ Uno psichiatra e psicologo statunitense, morto negli ultimi anni del '800. □ Un neurologo americano, morto negli ultimi anni dell'800.

02. Milton Erickson. □ Non sviluppò mai un modello teorico definito realtivo alle proprie metodologie terapeutiche. □ Sviluppo un modello rigidamente codificato delle proprie metodologie terapeutiche. □ Si limitò a codificare l'opera dei grandi ipnotisti del passato. □ Sviluppo solamente tecniche per indurre l'ipnosi.

03. nella terapia ericksoniana. □ il paziente andrebbe rispettato in quanto essere unico e non "incastato" a forza in una diagnosi ma il protocollo di trattamento risulta rigidamente codificato. □ pur non richiedendo protocolli per il trattamento richiede sempre l'inserimento del paziente in una specifica categoria diagnostica. □ il paziente andrebbe rispettato in quanto essere unico e non "incastato" a forza in una diagnosi ed in un protocollo di intervento codificato. □ il paziente deve essere inserito in una categoria diagnostica, che permetterà di scegliere il protocollo di intervento maggiormente appropriato.

04. nella terapia ericksoniana se il paziente propone un messaggio in un determinato canale (ad es. non verbale). □ il terapeuta dovrebbe riconoscere di aver colto il segnale rispondendo nel medesimo canale. □ il terapeuta dovrebbe ignorare tutti i segnali che non siano verbali. □ il terapeuta dovrebbe riconoscere di aver colto il segnale rispondendo in un altro canale (es. verbale). □ il terapeuta dovrebbe riconoscere il segnale ma non comunicare al paziente di averlo riconosciuto.

05. a C.G. Jung dobbiamo. □ la prova della non esistenza dell'inconscio. □ l'introduzione dei concetti di inconscio collettivo ed archetipi. □ l'introduzione del concetto di pulsione. □ la scoperta dell'esistenza dell'inconscio.

06. per Assaggioli l'inconscio si divide in. □ inconscio individuale ed inconscio collettivo. □ inconscio sotterraneo ed in inconscio superficiale. □ inconscio inconoscibile ed inconscio conoscibile. □ inconscio medio, superiore ed inferiore.

07. L'inconscio secondo Erickson. □ non esiste. □ è il magazzino di ciò che viene rimosso perché non affrontabile dalla coscienza. □ è un "magazzino" di risorse da utilizzare e riassociare. □ è una parte della personalità che gioca un ruolo marginale nella vita quotidiana.

08. secondo Tart lo stato di coscienza è. □ uno stato rigidamente determinato che non può mutare. □ un'alterazione del sensorio. □ uno stato dissociato che non permette l'interazione con la realtà. □ uno strumento psicologico specializzato che viene utilizzato dall'individuo per interfacciarsi con la realtà.

09. La violazione della limitazione selettiva. □ risulta dall'attribuire ad un oggetto caratteristiche che risultano linguisticamente non ben formate per il parlante nativo, è indipendente dal contesto culturale. □ risulta dall'attribuire ad un oggetto caratteristiche che risultano linguisticamente non ben formate per il parlante nativo, è dipendente dal contesto culturale. □ risulta dall'attribuire ad un oggetto caratteristiche che risultano linguisticamente ben formate per il parlante nativo, è indipendente dal contesto cultural. □ risulta dall'attribuire ad un oggetto caratteristiche che risultano linguisticamente ben formate per il parlante nativo, è dipendente dal contesto culturale.

10. nella linguistica ericksoniana. □ l'utilizzo delle congiunzioni deve seguire delle regole strettamente codificate. □ l'utilizzo delle congiunzioni gioca un ruolo importante, consentendo di graduare la forza dei collegamenti di causa effetto. □ l'utilizzo delle congiunzioni gioca un ruolo poco importante, e possono essere usate senza particolare criterio. □ l'utilizzo delle congiunzioni non è stato particolarmente analizzato dai successori di Milton.

11. la dissociazione conscio-inconscio. □ può essere ottenuta solo mediante l'utilizzo di farmaci o droghe. □ può essere ottenuta attraverso tecniche che confondono e disorientano il paziente. □ può essere ottenuta legando un'azione del comportamento cosciente ed una della mente inconscia attraverso congiunzioni appropriate. □ può essere ottenuta legando un'azione del comportamento cosciente ed una della mente inconscia attraverso avverbi appropriati.

12. l'isomorfismo secondo Gordon. □ è un modo per migliorare il rapport durante una verbalizzazione metaforica. □ nessuna delle altre risposte è corretta. □ richiede durante la verbalizzazione metaforica una fase in cui essa ricalchi il vissuto del paziente. □ tutte le altre risposte sono corrette.

13. la dissociazione visivo-cenestesica. □ è una tecnica nella quale a partire da un'immagine mentale vengono generate delle sensazioni fisiche. □ nessuna delle altre risposte è corretta. □ è una tecnica che consiste nel trasmormare una sensazione fisica in un'immagine mentale su cui si può successivamente lavorare. □ è una tecnica che prevede di toccare il paziente in diversi punti per indurre la trance ipnotica.

01. La presenza di abusi sessuali in anamnesi. □ determinerà in futuro l'insorgenza di un DCA. □ non risulta mai associata allo sviluppo di un DCA. □ è presente in tutti i pazienti con DCA. □ è un fattore di rischio per lo sviluppo di un DCA.

02. I criteri diagnostici per i singoli DCA. □ sono mutualmente esclusivi, ad eccezione della pica. □ non sono mutualmente esclusivi: possono coesistere non più di due DCA oltre alla pica. □ sono mutualmente esclusivi e la diagnosi di pica non si può associare ad altro DCA. □ non sono mutualmente esclusivi: possono coesistere anche più di due DCA oltre alla pica.

03. Il questionario EAT-26. □ è un questionario di screening che indica un sospetto DCA per punteggi superiori a 20. □ è un questionario diagnostico che indica un DCA per punteggi superiori a 10. □ è un questionario di screening che indica un sospetto DCA per punteggi superiori a 10. □ è un questionario diagnostico che indica un DCA per punteggi superiori a 20.

04. nella review di Hambleton. □ viene stimato, sulla base di studi precedenti ad opera di Hudson e Udo, come una percentuale compresa tra il 85% ed il 95% del DCA abbia già avuto o sperimenterà durante la propria vita comorbidità di ordine psichiatrico. □ viene stimato, sulla base di studi precedenti ad opera di Hudson e Udo, come una percentuale compresa tra il 25% ed il 65% del DCA abbia già avuto o sperimenterà durante la propria vita comorbidità di ordine psichiatrico. □ viene stimato, sulla base di studi precedenti ad opera di Hudson e Udo, come una percentuale compresa tra il 55% ed il 95% del DCA abbia già avuto o sperimenterà durante la propria vita comorbidità di ordine psichiatrico. □ viene stimato, sulla base di studi precedenti ad opera di Hudson e Udo, come una percentuale compresa tra il 15% ed il 25% del DCA abbia già avuto o sperimenterà durante la propria vita comorbidità di ordine psichiatrico.

05. l'abuso di sostanze nei DCA. □ è particolarmente frequente in soggetti con condotte restrittive e l'alcool e la nicotina sono le sostanze maggiormente rilevate. □ è particolarmente frequente in soggetti "binge" e l'alcool e la nicotina sono le sostanze maggiormente rilevate. □ è particolarmente frequente in soggetti con condotte restrittive e la cocaina e le amfetamine sono le sostanze maggiormente rilevate. □ è particolarmente frequente in soggetti "binge" e la cocaina e le amfetamine sono le sostanze maggiormente rilevate.

06. nella metanalisi di Duffy del 2019 il rischio di danni autoinflitti non suicidari è. □ anoressia nervosa sottotipo binge-purging 12%, OSFED (other specified feeding or eating disoder, comprendente anche l’ anoressia nervosa atipica, il disordine da eliminazione e la sindrome da alimentazione notturna) 17,7%, bulimia nervosa 17%, anoressia nervosa sottotipo restrittivo 13,2%, disordine da alimentazione incontrollata 11,2%. □ anoressia nervosa sottotipo binge-purging 62%, OSFED (other specified feeding or eating disoder, comprendente anche l’ anoressia nervosa atipica, il disordine da eliminazione e la sindrome da alimentazione notturna) 67,7%, bulimia nervosa 67%, anoressia nervosa sottotipo restrittivo 53,2%, disordine da alimentazione incontrollata 51,2%. □ anoressia nervosa sottotipo binge-purging 22%, OSFED (other specified feeding or eating disoder, comprendente anche l’ anoressia nervosa atipica, il disordine da eliminazione e la sindrome da alimentazione notturna) 27,7%, bulimia nervosa 27%, anoressia nervosa sottotipo restrittivo 13,2%, disordine da alimentazione incontrollata 11,2%. □ anoressia nervosa sottotipo binge-purging 42%, OSFED (other specified feeding or eating disoder, comprendente anche l’ anoressia nervosa atipica, il disordine da eliminazione e la sindrome da alimentazione notturna) 37,7%, bulimia nervosa 37%, anoressia nervosa sottotipo restrittivo 23,2%, disordine da alimentazione incontrollata 21,2%.

07. i pazienti che abusano lassativi. □ preferiscono i lassativi formanti massa come il macrogol perché sono in forma liquida. □ preferiscono i lassativi irritanti (senna) con effetto più drastico ma proni a dare tolleranza. □ preferiscono i lassativi irritanti (senna) con effetto più lieve e poco proni a dare tolleranza. □ preferiscono i lassativi formanti massa (senna) con effetto più drastico ma proni a dare tolleranza.

08. alterazioni elettrolitiche abbastanza comuni nei DCA sono. □ ipomagnesemia, ipofosfatemia. □ ipokaliemia ed iponatriemia. □ solo iponatriemia ed ipocalcemia. □ iponatriemia, ipokaliemia, ipofosfatemia, ipomagnesemia.

09. l'utilizzo della bioimpedenziometria. □ dovrebbe sostituire l'approccio antropometrico poiché risulta una metodica invariabilmente più precisa. □ può essere d'aiuto nella valutazione della composizione corporea, anche con strumenti a basso costo (bilance impedenziometriche) che ormai sono sempre affidabili. □ non dovrebbe essere utilizzato per fornisce dati poco significativi, anche quando si utilizzano apparecchiature di elevata qualità. □ può essere d'aiuto nella valutazione della composizione corporea quando effettuato con strumenti affidabili, ma non è necessariamente più preciso di un approccio antropometrico.

10. l'ipertransaminasemia. □ segnala una insufficienza epatica ed è presente anche nel 10-30% delle pazienti con anoressia. □ segnala una citolisi insufficienza ed è presente anche nel 30-40% delle pazienti con anoressia. □ segnala una citolisi epatica ed è presente anche nel 10-30% delle pazienti con anoressia. □ segnala una citolisi epatica ed è presente anche nel 30-40% delle pazienti con anoressia.

11. La sindrome da refeeding. □ viene classicamente descritta da una serie di alterazioni a carico del fegato con insufficienza epatica acuta. □ viene classicamente descritta da una serie di alterazioni metaboliche, endocrine ed elettrolitiche associate a sintomi caratteristici e verificatesi dopo ripresa dell’alimentazione a seguito di un periodo di digiuno prolungato o di ipoalimentazione (malnutrizione calorico-proteica) prolungata. □ viene classicamente descritta da una serie di alterazioni a carico dei reni con insufficienza renale acuta. □ viene classicamente descritta da una serie di alterazioni a carico unicamente del sistema cardiovascolare con edemi ed insufficienza cardiaca congestizia.

12. il trattamento ambulatoriale dei DCA. □ è possibile ma viene generalmente consigliato il ricovero in struttura, anche in assenza di fattori di preoccupazione. □ quando applicabile per l'assenza di fattori di preoccupazione è sempre preferibile impatta meno sulla vita dei pazienti, tuttavia il 20% dei pazienti non risponde. □ dovrebbe sempre essere perseguito, anche quando vi sono fattori medici o psichiatrici che pongono a rischio i pazienti. □ quando applicabile per l'assenza di fattori di preoccupazione è sempre preferibile impatta meno sulla vita dei pazienti, tuttavia il 30% dei pazienti non risponde.

13. Alterazioni che possono costituire indicazione all'ospedalizzazione negli adulti. □ potassio <2mEq, temperatura <34° C, bradicardia <60bpm, glicemia <30mg/dl. □ potassio <2mEq, temperatura <34° C, bradicardia <30bpm, glicemia <30mg/dl. □ potassio <3mEq, temperatura <36° C, bradicardia <40bpm, glicemia <60mg/dl. □ potassio <7mEq, temperatura <35° C, bradicardia <50bpm, glicemia <40mg/dl.

01. I sistemi viventi. □ Nessuna delle altre risposte è corretta. □ sono sistemi con un funzionamento lineare. □ sono sistemi con un funzionamento incomprensibile. □ Sono sempre sistemi complessi che scambiano energia, materia ed informazione con l'ambiente.

02. I sistemi complessi. □ Nessuna delle altre risposte è corretta. □ non esistono. □ si autorganizzano, presentano una o più proprietà emergenti e dipendono molto nella loro evoluzione dalle condizioni iniziali del sistema. □ si autorganizzano e la loro evoluzione nel futuro è facilmente prevedibile.

03. Nella PNEI l'individuo. □ viene studiato come insieme di variabili isolate dal proprio ambiente. □ è un sistema complesso, costituito da sottosistemi complessi, che interagisce con il proprio ambiente. □ influenza la propria fisiologia con l'attività della psiche, ma non viceversa. □ Nessuna delle altre risposte è corretta.

04. Nella PNEI. □ viene posta attenzione all'autoregolazione psichica, neuroendocrina, immunitaria e nervosa. □ si dà preminenza allo studio della sfera organica che influenza quella psichica. □ Nessuna delle altre risposte è corretta. □ si presta attenzione alla sfera psichica che influenza semplicemente tutto il resto.

05. La neurocezione. □ deriva principalmente da una integrazione centrale delle sensazioni viscerali. □ si verifica per interpretazione diretta di informazioni auditive. □ si verifica per interpretazione diretta di informazioni visive. □ Nessuna delle altre risposte è corretta.

06. La neurocezione. □ Nessuna delle altre risposte è corretta. □ spesso deriva dalle modificazioni indotte nel corpo dal sistema nervoso autonomo. □ si verifica unicamente nel sistema nervoso centrale. □ non interessa il sistema nervoso autonomo.

07. Il nucleo psicopatologico dei DCA. □ Nessuna delle altre risposte è corretta. □ è un concetto completamente separato dalla psicofisiologia. □ può essere visto attraverso un'ottica psicofisiologica. □ non esiste.

08. Una neurocezione di insicurezza nei DCA. □ tutte le altre risposte sono corrette. □ può essere causata da componenti fisiche e psichiche. □ può portare ad evitamento esperienziale. □ è spesso presente.

09. L'attivazione del vago ventrale. □ si verifica quando stiamo dormendo. □ è correlata ad una neurocezione di sicurezza. □ si verifica in caso di emergenza per la vita. □ Nessuna delle altre risposte è corretta.

10. L'attivazione del vago dorsale. □ Nessuna delle altre risposte è corretta. □ permette l'interazione sociale. □ attiva sempre al massimo il sistema ortosimpatico. □ corrisponde ad uno stato di chiusura, per emergenze non gestibili.

11. Il nervo vago. □ è per il 60% sensitivo. □ è solo un effettore autonomico. □ è per il 30% sensitivo. □ è per l'80% sensitivo.

12. Il biofeedback. □ può essere eseguito studiando diverse variabili (ad es. HRV, conduttanza cutanea e temperatura). □ tutte le altre risposte sono corrette. □ permette un apprendimento implicito. □ restituisce in tempo reale al paziente informazioni circa variabili interne che vengono esplorate.

13. Il biofeedback. □ Nessuna delle altre risposte è corretta. □ è un modello di psicoterapia che non può essere abbinato ad altri modelli. □ è solo un insieme di tecniche senza valenza psicoterapeutica. □ è una metodica che può essere efficacemente usata in psicoterapia, potendo essere anche fusa in modo creativo con altre psicoterapie.

01. L’immagine corporea è un concetto multidimensionale, da quali aspetti è composta?. □ Aspetto cognitivo, percettivo, affettivo, comportamentale. □ Aspetto percettivo, affettivo, comportamentale. □ Aspetto rappresentativo, percettivo, affettivo, cognitivo. □ Aspetto rappresentativo, sensoriale, caratteriale, cognitivo.

02. Cos'è il movimento?. □ è una tra le funzioni organiche più importanti dell’uomo. □ è una funzione importante solo se svolta quotidianamente. □ è la funzione organica più importante dell’uomo che permette diversi spostamenti. □ è una funzione di cui l'uomo può fare a meno.

03. quali sono i benefici del movimente?. □ Miglioramento dell'umore e sviluppo e mantenimento dell'apparato dell'apparato locomotore. □ Miglioramento dell'umore e del benessere derivanti da una migliore forma fisica, sviluppo e mantenimento dell'apparato dell'apparato locomotore e della funzionalità cardiaca. □ Miglioramento del benessere psicologico, sviluppo e mantenimento dell'apparato scheletrico, articolare, muscolare e respiratorio, mantenimento e miglioramento del tono posturale e della funzionalità cardiaca. □ sviluppo e mantenimento dell'apparato scheletrico, articolare e muscolare, mantenimento del tono posturale e della funzionalità cardiaca.

04. cos'è l'attività fisica?. □ L'attività fisica è definita come qualsiasi movimento strutturato che comprene lo sport e le attività ricreative. □ L'attività fisica è definita come qualsiasi movimento al di sopra del livello del metabolismo basale. □ L'attività fisica è definita come qualsiasi movimento del corpo prodotto dai muscoli scheletrici. □ L'attività fisica è definita come qualsiasi movimento del corpo prodotto dai muscoli scheletrici che si traduce in dispendio energetico al di sopra del livello del metabolismo basale.

05. Definizione di physical fitness. □ La capacità di svolgere le attività quotidiane con vigore, senza stancarsi e saper protrarre nel tempo sforzi importanti che interessano il sistema cardiovascolare. □ La capacità di svolgere le attività quotidiane con vigore e prontezza senza fatica eccessiva. □ La capacità di svolgere le attività quotidiane, le attività del tempo libero le emergenze impreviste. □ La capacità di svolgere le attività quotidiane con vigore e prontezza senza fatica eccessiva e con energia sufficiente per realizzare in modo piacevole le attività del tempo libero e per affrontare le emergenze impreviste.

06. Quali sono le componenti della physical fitness?. □ Coordinazione, Potenza, Forza, mobilità articolare. □ Composizione corporea, Potenza, Forza, flessibilità. □ Coordinazione, agilità, endurance muscolare, mobilità articolare. □ Composizione corporea, Fitness cardiorespiratoria, Forza ed endurance muscolare, flessibilità.

07. Skill related physical fitness - quali sono?. □ Agilità, coordinazione, equilibrio, velocità, potenza, forza, flessibilità, tempo di reazione. □ Agilità, destrezza, orientamento nello spazio, velocità, tempo di reazione. □ Agilità, destrezza, orientamento nello spazio, velocità, resistenza e rapidità. □ Agilità, coordinazione, equilibrio, velocità potenza, tempo di reazione.

08. Quanta attività fisica al giorno dovrebbero svolgere bambini e adolescenti?. □ 30 minuti di attività fisica al giorno in aggiunta alle ore di educazione fisica, gioco libero ed esercizio fisico programmato e spostamenti. □ 60 minuti di attività fisica al giorno come educazione fisica, sport, gioco libero ed esercizio fisico programmato e spostamenti. □ fino a 150 minuti di attività fisica ogni settimana che comprendono le ore di educazione fisica, il gioco libero, l'esercizio fisico programmato. □ 60 minuti di attività fisica al giorno in aggiunta alle ore di educazione fisica, gioco libero ed esercizio fisico programmato e spostamenti.

09. Quanta attività fisica al giorno dovrebbero svolgere gli adulti?. □ fino a 300 minuti alla settimana di attività come la camminata. □ dai 150 ai 300 minuti di attività fisica aerobica di intensità moderata (come la camminata veloce) a settimana, oppure almeno 75-150 minuti di attività fisica aerobica intensa. □ 75-150 minuti di attività fisica aerobica intensa alla settimana. □ dai 150 ai 300 minuti di attività fisica aerobica di intensità moderata a settimana.

10. Cos'è la composizione corporea?. □ la quantità relativa di muscoli, grasso e ossa. □ la quantità relativa di muscoli e grasso. □ La composizione corporea è la quantità relativa di muscoli, grasso, ossa e altre parti vitali del corpo. □ la quantità relativa di muscoli, grasso e pelle.

11. Perchè è importante conoscere le misurazioni antropometriche e della composizione corporea?. □ Le misurazioni antropometriche e della composizione corporea sono utili il rischio cardiovascolare e la forma fisica. □ Le misurazioni antropometriche e della composizione corporea sono utili per monitorare i cambiamenti associati alla crescita e le condizioni di malattia. □ Le misurazioni antropometriche e della composizione corporea sono utili per valutare l'efficacia degli interventi nutrizionali. □ Le misurazioni antropometriche e della composizione corporea sono utili per valutare l'efficacia degli interventi nutrizionali e monitorare i cambiamenti associati alla crescita, le condizioni di malattia o il rischio cardiovascolare.

12. Cos'è il BMI?. □ Body Mass Index - un indice che mette in relazione le circonferenze della vita e dei finachi per valutare la quantità di grasso viscerale, dannoso per la salute cardiovascolare. □ Babies Mass Index - un indice che mette in relazione i percentili per valutare le curve di crescita nella popolazione pediatrica. □ Body Muscles Index - un indice che mette in relazione il peso corporeo diviso per l’altezza al quadrato per valutare la quantità di tessuto muscolare. □ Body Mass Index - un indice che mette in relazione il peso corporeo diviso per l’altezza al quadrato per valutare l'eventuale misura dell’eccedenza di peso/l'eccessiva magrezza.

13. Cos'è il metabolismo basale? Da cosa è influenzato?. □ Il metabolismo basale indica la quantità minima di energia, che viene espressa in kcal, di cui un organismo ha bisogno per mantenere le funzioni fisiologiche vitali. varia tra gli individui nel corso della vita umana ed è influenzato da composizione corporea, età, sesso e fattori genetici. □ Il metabolismo basale indica la quantità minima di energia, che viene espressa in METs, di cui un organismo ha bisogno per mantenere le funzioni fisiologiche vitali. varia tra gli individui nel corso della vita umana ed è influenzato dalla forza, dall'età, da fattori genetici e ambientali. □ Il metabolismo basale indica la quantità di energia, di cui un organismo ha bisogno per mantenere le funzioni cardiorespiratorie e chimiche. Varia tra gli individui ma corso della vita umana rimane sempre uguale ed è influenzato dalla composizione corporea, età, sesso e fattori genetici. □ Il metabolismo basale indica la quantità minima di energia di cui un organismo ha bisogno per mantenere le funzioni respiratorie e cardiocircolatorie. varia tra gli individui nel corso della vita umana ed è influenzato dalla composizione corporea, dall' età e da fattori genetici.

14. Come si calcola il metabolismo basale?. □ Il metabolismo basale può essere calcolato attraverso diverse metodiche, tra cui la calorimetria diretta e le equazioni predittive. □ Il metabolismo basale può essere calcolato solo attraverso la calorimetria e le equazioni predittive. □ Il metabolismo basale può essere calcolato attraverso diverse metodiche, tra cui la calorimetria indiretta e le equazioni predittive. □ Il metabolismo basale può essere calcolato in modo preciso solo attraverso la calorimetria indiretta e le formule.

15. Cos'è l'ATP?. □ L’ATP è una molecola , costituita da una base azotata (adenina), uno zucchero ribosio e tre gruppi fosfato. E' la valuta di scabio per tutti i processi cellulari che richiedono energia. □ L’ADP è una molecola costituita da una base azotata (adenina), uno zucchero ribosio e tre gruppi fosfato che trasforma il cibo in energia e permette la contrazione di energia attraverso la contrazione muscolare. □ L’ADP è una molecola che trasforma il cibo in energia e permette il ripristino delle riserve di energia. □ L’ATP è una molecola , costituita da 2 basi azotate (adenina), uno zucchero ribosio e due gruppi fosfato. Permette di svolgere tutti i processi cellulari.

16. Quali sono i meccanismi di produzione dell'energia?. □ sistema aerobico alattacido, Sistema anaerobico lattacido, Sistema cardiovascolare. □ sistema anaerobico alattacido, Sistema anaerobico lattacido, Sistema Aerobiotico. □ sistema anaerobico alattacido, Sistema anaerobico lattacido, Sistema Aerobico. □ sistema anaerobico alattacidosi, Sistema di fosforilazione, Sistema Aerobico alatacido.

17. Quali sono le fibre muscolari?. □ fibre di tipo I, a contrazione veloce, fibre di tipo IIx, o fibre glicolitiche lente e Fibre di tipo IIa, fibre miste. □ fibre di tipo I, a contrazione lenta, fibre di tipo II, o fibre glicolitiche veloci e Fibre di tipo III, fibre rapide - glicolitiche. □ fibre di tipo I, a contrazione lenta, fibre di tipo IIx, o fibre glicolitiche veloci e Fibre di tipo IIa, fibre rapide - glicolitiche. □ fibre di tipo II, a contrazione lenta, fibre di tipo IIa, o fibre glicolitiche veloci e Fibre di tipo IIx, fibre rapide - glicolitiche.

18. Tipologie di contrazione. □ Isocentrica, concentrica, eccentrica, isotonica, Auxotonica, Pliometrica. □ Isometrica, isotonica ( si distingue in Fase concentrica e fase eccentrica), isocinetica, Auxotonica, Pliometrica. □ Isometrica, concentrica, eccentrica, isotonica, Auxotonica, Pliometrica. □ Isometrica, autometrica, eccentrica, egocentrica, isotonica, Auxotonica, Pliometrica,.

19. Quali sono i Fattori che influiscono sulla forza?. □ Livello di partenza, tipologia di contrazione muscolare, qualità dell’allenamento, frequenza e metodi di allenamento, alimentazione e stagione dell’anno, fattori psicologici. □ Livello di partenza, tipologia di contrazione muscolare, qualità dell’allenamento, metodi di allenamento, stagione dell’anno, fattori psicologici intrincìseci. □ Livello di partenza, qualità e quantità dell’allenamento, metodi di allenamento, alimentazione e fattori psicologici. □ Tipologia di contrazione muscolare, qualità dell’allenamento, frequenza di allenamento, alimentazione e stagione dell’anno, fattori stressanti.

20. La capacità di produrre energia a ritmi elevati attraverso il metabolismo aerobico durante l'esercizio, da cosa dipende?. □ Dipende dal livello di attività fisica, dal consumo di ossigeno e ATP, dall'esercizio svolto e dal livello di partenza. □ Dipende dal trasporto di ossigeno ai muscoli attivi attraverso l'azione del sistema cardiorespiratorio, dal consumo di ossigeno nelle cellule del muscoli attivi e dalla rimozione dei prodotti di scarto. □ Dipende dal trasporto di ossigeno ai muscoli attivi attraverso l'azione del sistema cardiorespiratorio, dai muscoli attivi e dalla produzione di ATP. □ Dipende dal trasporto di ossigeno ai muscoli attivi attraverso l'azione del sistema cardiorespiratorio, dal consumo di ossigeno nelle cellule del muscoli attivi e dalltipo di fibre reclutate.

21. Quali sono i benefici dell'allenamento cardiovascolare?. □ L’allenamento di cardiovascolare comporta il mantenimento delle prestazioni, anche riducendo gli infortuni, l'incremento del buon umore e aiuta a mantenere un peso corporeo stabile. Inoltre, comporta un minor rischio di malattie cardiorespiratorie, diabete di tipo 2, ipotensione, alcuni tumori e mortalità prematura (in caso di soggetto non fumatore). □ L’allenamento cardiovascolare comporta una maggior resistenza agli infortuni, il miglioramento delle prestazioni, miglioramento dell’umore e aiuta a mantenere un peso corporeo sano e aumento le difese immunitarie. Inoltre comporta un minor rischio di malattie cardiovascolari, diabete di tipo 2, ipertensione, alcuni tumori e mortalità prematura per tutte le cause. □ L’allenamento di cardiovascolare permette il miglioramento delle prestazioni, la riduzione dell'affanno, miglioramento dell’ umore e aiuta a mantenere un peso corporeo sano. Inoltre comporta un minor rischio di malattie neurologiche, una maggior coordinazione e minor rischio di sviluppare diabete di tipo 2 e alcuni tipi di tumori. □ L’allenamento di rcardiovascolare comporta una maggior resistenza agli infortuni, il miglioramento delle prestazioni, miglioramento dell’umore e aiuta a mantenere un peso corporeo stabile. Inoltre comporta un minor rischio di malattie cardiovascolari, diabete di tipo 1, ipertensione, alcuni tumori e mortalità prematura per tutte le cause.

22. Cos'è l'intensità dell'esercizio e perchè è importante misurarla?. □ L’intensità dell’esercizio è definita come la richiesta di ossigeno richiesto per l’esecuzione dell’attività fisica per unità di tempo. Ci sono diversi modi per sapere se l’attività svolta è leggera, media o alta. Il controllo dell'intensità dell'esercizio è un fattore importante per la sapere se occorre sospendere l'esercizio svolto, oppure se, a seconda del range di Frequenza Cardiaca, può essere protratto. □ L’intensità dell’esercizio è definita dallo sforzo percepito richiesto per l’esecuzione dell’attività fisica per unità di tempo. Ci sono diversi modi per sapere se l’attività svolta è leggera, media o alta. Il controllo dell'intensità dell'esercizio è un fattore importante per la continuazione dell'attività fisica in qualsiasi contesto di applicazione. □ L’intensità dell’esercizio è definita dalla quantità di energia richiesta per l’esecuzione dell’attività fisica per unità di tempo. Ci sono diversi modi per sapere se l’attività svolta è leggera, moderata o vigorosa. Il controllo dell'intensità dell'esercizio è un fattore importante per garantire la sicurezza e l'efficacia dell'attività fisica in qualsiasi contesto di applicazione, sia per la prestazione atletica che per l'ambito ricreativo o terapeutico. □ L’intensità dell’esercizio è definita dallo sforzo dato l’esecuzione dell’attività fisica per unità di tempo. Ci sono diversi modi per sapere se l’attività svolta è bassa media o alta. Il controllo dell'intensità dell'esercizio è un fattore importante per garantire la sicurezza e l'efficacia dell'attività fisica in contesti agonostici.

23. Solitamente, quali sono gli strumenti per conoscere l'intensità dell'esercizio?. □ METs, Frequenza cardiaca, scala RES, Scala percezione della forza. □ METs, Frequenza cardiaca, scala RPE, Scala OMNI RES, massimo consumo di ossigeno e DOMS. □ METs, Frequenza cardiaca massima, scala RPE, Scala OMNI RES. □ METs, Frequenza cardiaca di riserva, scala RPE, Scala OMNI RES.

24. Flessibilità e mobilità sono sinonimi?. □ Sono uguali. entrambe permettono di muoversi liberamente e si riferiscono al range di movimento (ROM) di un'articolazione. per aumentarle occorre allungare muscoli legamenti e tendini. □ Sono simili, mentre la flessibilità si riferisce ai muscoli,, la mobilità articolare è l’abilità di svolgere e controllare un movimento ed è relatica a legamenti e tendini. Entrambe servono per muoversi più agilmente. □ Mentre la flessibilità si riferisce a muscoli legamenti e tendini, la mobilità articolare è l’abilità di svolgere e controllare un movimento attraverso un range di movimento (ROM) senza interruzione o dolore, in altre parole è l’abilità di muoversi liberamente. □ Mentre la mobilità si riferisce a muscoli legamenti e tendini, la flessibilità articolare è l’abilità di svolgere e controllare un movimento attraverso un range di movimento (ROM) senza interruzione o dolore, in altre parole è l’abilità di muoversi liberamente.

25. Quante tipologie di stretching conosci? Descrivile brevemente e indica qual è quello più efficace?. □ stretching stazionario, il quale comporta l'allungamento di un muscolo fino al raggiungimento della massima tensione , stretching attivo, che prevede l'esecuzione di un movimento controllato delle articolazioni interessate, e stretching PNF che incorpora contrazioni concentriche ed eccentriche. □ stretching statico, il quale comporta l'allungamento di un muscolo fino al raggiungimento della sensazione di allungamento, stretching dinamico, che prevede l'esecuzione di un movimento controllato delle articolazioni attive, e stretching PNF che incorpora contrazioni statiche e isometriche. □ stretching statico, il quale comporta l'allungamento di un muscolo fino al raggiungimento della sensazione di allungamento, stretching passivo, che prevede l'esecuzione di un movimento controllato da un partner stretching PDF che incorpora contrazioni statiche e isotoniche. □ stretching statico, il quale comporta l'allungamento di un muscolo fino al raggiungimento della sensazione di allungamento, stretching dinamico, che prevede l'esecuzione dell'allungamento mentre il soggetto è in movimento e stretching PNF che incorpora contrazioni statiche e dinamiche.

26. Cos'è l'invecchiamento?. □ L’invecchiamento è un processo biologico intrinseco e complesso, le cui principali caratteristiche sono i seguenti fenomeni: instabilità genomica, perdita di proteostasi, e comunicazione intercellulare alterata. E' determinato principalmente da fattori esterni come l'esposizione al sole e l'inquinamento. □ L’invecchiamento è un processo biologico entrinseco ecomplesso, le cui principali caratteristiche sono i seguenti fenomeni: instabilità genomica, perdita di proteostasi, alterazioni epigenetiche, disfunzione mitocondriale, senescenza cellulare, sarcopenia, scarsa reazione e demenza. L'invecchiamento è principalmente causato da uno stile di vita poco sano, come fumo, cattiva alimentazione e mancanza di esercizio fisico. □ L’invecchiamento è un processo biologico intrinseco e complesso, le cui principali caratteristiche sono i seguenti fenomeni: instabilità genomica, perdita di proteostasi, alterazioni epigenetiche, disfunzione mitocondriale, senescenza cellulare, esaurimento delle cellule staminali, comunicazione intercellulare alterata, percezione deregolamentata dei nutrienti e attrito dei telomeri. □ L’invecchiamento è un processo biologico intrinseco e complesso, le cui principali caratteristiche sono i seguenti fenomeni: stabilità genomica, perdita di proteotasi, alterazioni epigenetiche, disfunzione del metabolismo, sarcopenia cellulare, esaurimento delle cellule staminali, comunicazione extracellulare alterata, percezione deregolamentata dei nutrienti, accumulo di tossine nel corpo e dalla conseguente mancanza di disintossicazione regolare.

27. Che legame hanno telomeri dei leucociti e attività fisica?. □ La lunghezza dei telomeri dei leucociti è positivamente associata all'età biologica. Mantenendo un peso stabile e mantenendo una vita sana attraverso l’attività fisica, in particolare gli esercizi di resistenza e di equilibrio, gli individui possono essere in grado di mantenere un’adeguata lunghezza dei telomeri e proteggersi dagli effetti dannosi dell’ infiammazione. □ La lunghezza dei telomeri dei leucociti è positivamente associata al numero di anni di vita e alla riduzione dello stress. La lunghezza dei telomeri dei leucociti è maggiore in individui che sono meno stressati poichè vivono una vita più sana, riducendo così gli effetti dannosi dell'infiammazione e dello stress ossidativo. L'attività fisica aiuta perchè permette il rilascio di endorfine, quindi aiuta il rilassamento. □ La lunghezza dei telomeri dei leucociti è positivamente associata alla quantità di sonno notturno. Dormire più ore ogni notte può contribuire a mantenere un’adeguata lunghezza dei telomeri e a proteggere dagli effetti negativi dello stress ossidativo.Mantenendo unun giusto bilanciamento tra sonno e sport. Gli individui possono essere in grado di mantenere un’ adeguata larghezza dei telomeri e proteggersi dagli effetti positivi dello stress ossidativo. □ La lunghezza dei telomeri dei leucociti è positivamente associata al numero di anni di vita sana. Mantenendo un peso sano e mantenendo una vita sana attraverso l’attività fisica e gli accorgimenti nutrizionali, gli individui possono essere in grado di mantenere un’adeguata lunghezza dei telomeri e proteggersi dagli effetti dannosi dell’eccessiva infiammazione e dello stress ossidativo.

28. Che relazione c'è tra esercizio fisico e salute mentale?. □ l’attività fisica svolge un ruolo protettivo contro lo sviluppo di problematiche di salute mentale. Migliora i sistemi psicologici riguardanti in particolare lo stress e l’apprendimento, oltre ai processi di controllo del movimento, con conseguenti miglioramenti sinergici nella regolazione del circuito di feedback, delle risposte stressanti attraverso un “circolo virtuoso” di rinforzo. □ l’attività fisica svolge evita lo sviluppo di problematiche di salute mentale. Migliora i sistemi neurobiologici riguardanti e l’ apprendimento adattivo, i processi di controllo affettivo e cognitivo, con conseguenti miglioramenti sinergici nella regolazione delle risposte stressanti attraverso un “circolo virtuoso” di rinforzo. □ l’attività fisica svolge un ruolo protettivo contro lo sviluppo di problematiche di salute mentale. Migliora i sistemi neurobiologici riguardanti l’apprendimento adattivo, i processi di controllo affettivo e cognitivo, con conseguenti miglioramenti sinergici nella regolazione delle risposte sia cognitive che affettive attraverso un “circolo virtuoso” di rinforzo. □ l’attività fisica aiuta lo sviluppo di problematiche di salute mentale. Migliora i sistemi biologici riguardanti e l’apprendimento e i processi di controllo del movimento, con conseguenti miglioramenti sinergici nella regolazione del movimento e del circuito di feedback delle risposte stressanti attraverso un “circolo virtuoso” di rinforzo.

29. Cosa si intende con "dipendenza da esercizio fisico"?. □ un modello di comportamento in cui l’individuo si allena quotidianamente, anche se questo influenza la vita professionale. Vi è una crescente curiosità per tutto quello che riguarda l'esercizio fisico. □ un modello di comportamento in cui l’individuo che esercita abitualmente perde il controllo sulle proprie abitudini di esercizio e agisce in modo routinario, sperimenta gli effetti benefici dell'esercizio, anche se questo occupa gran parte del suo tempo. □ un modello di comportamento morboso in cui l’individuo che si esercita abitualmente perde il controllo sulle proprie abitudini di esercizio e agisce in modo compulsivo, mostra dipendenza e sperimenta conseguenze negative sulla salute così come nella sua vita sociale e professionale. □ un modello di comportamento in cui l’individuo che si esercita abitualmente ha un eccessivo controllo della forma fisica e mostra dipendenza per le sensazioni positive che scaturiscono dopo un allenamento intenso.

30. Quali sono i comportamenti delle dipendenze comportamentali?. □ controllo del peso, modificazione dell'umore, tolleranza, astinenza, conflitto e ricaduta. □ controllo del peso, controllo alimentare, alterazione dell'umore,, astinenza e ricaduta. □ controllo del peso, pensieri ossessivi, scarsa motivazione, tolleranza, perdita di controllo e ricaduta. □ controllo del peso, controllo alimentare, stress, astinenza, rabbia e ricaduta.

01. La CBT-E. □ è una terapia basata sulla mindfulness. □ nessuna delle altre risposte è corretta. □ è una terapia di stampo cognitivo-comportamentale che deriva da una revisione della CBT-BN. □ è una nuova terapia senza ancora evidenze di effiacia.

02. la CBT-E. □ è attualmente considerata il ghold standard nel trattamento dei DCA avendo il più elevato livello di evidenza. □ non è indicata nel trattamento dei DCA. □ funziona solamente con pazienti DCA affetti da anoressia o bulimia nervosa. □ nessuna delle altre risposte è corretta.

03. la teoria transdiagnostica cognitivo comportamentale. □ presuppone l'esistenza di un nucleo psicopatologico comune alle varie tipologie di DCA, basato sulla presenza di bassa autostima nucleare. □ nessuna delle altre risposte è corretta. □ presuppone l'esistenza di un nucleo psicopatologico comune alle varie tipologie di DCA, basato sull'eccessiva valutazione della forma del corpo, del peso e del loro controllo. □ presuppone l'esistenza di un nucleo psicopatologico comune alle varie tipologie di DCA, basato sulla presenza di problemi interpersonali.

04. il protocollo CBT-E. □ esiste in una versione da 20 sedute ed in una da 40 che si usa maggiormente con i pazienti sottopeso. □ esiste in una versione da 10 sedute ed in una da 20 che si usa maggiormente con i pazienti psicotici. □ esiste in una versione da 10 sedute ed in una da 20 che si usa maggiormente con i pazienti sottopeso. □ nessuna delle altre risposte è corretta.

05. il protocollo CBT-E. □ prevede una versione allargata volta al trattamento del nucleo psicopatologico e dei meccanismi di mantenimento e di una focalizzata che tratta solo temi esterni al nucleo condiviso. □ nessuna delle altre risposte è corretta. □ prevede una versione focalizzata volta al trattamento del nucleo psicopatologico e dei meccanismi di mantenimento e di una allargata che tratta anche temi esterni al nucleo condiviso. □ esiste solo come versione focalizzata volta al trattamento esclusivo delle componenti del nucleo psicopatologico.

06. il protocollo CBT-E. □ nessuna delle altre risposte è corretta. □ nella versione piu comune si articola in 30 sedute in 30 settimane, distribuite in 3 fasi. □ nella versione piu comune si articola in 30 sedute in 30 settimane, distribuite in 4 fasi. □ nella versione piu comune si articola in 20 sedute in 20 settimane, distribuite in 4 fasi.

07. il protocollo CBT-E. □ esiste solo come terapia one-to-one. □ è una terapia che viene sempre somministrata a gruppi di pazienti. □ nessuna delle altre risposte è corretta. □ esiste anche come versione di gruppo e prevede delle varianti per i pazienti ricoverati.

08. Obiettivi della fase due del trattamento. □ nessuna delle altre risposte è corretta. □ revisione dei risultati, trattamento dei nuclei che mantengono il disturbo. □ creazione di una formulazione personalizzata. □ revisione dei risultati, identificazione barriere al cambiamento, revisione formulazione, scelta del tipo di protocollo per la fase 3, progettazione della fase 3.

09. La fase 1. □ 7 sedute distanziate di 15 giorni. □ 7 sedute distanziate di 7 giorni. □ 5 sedute distanziate di giorni. □ 7 sedute distanziate di 3-4 giorni.

10. nella fase 4. □ gli appuntamenti sono settimanali. □ le sedute previste sono 5. □ la fase 4 non esiste, il trattemnto finisce con la fase 3. □ gli appuntamenti sono maggiormente distanziati.

11. nella fase 4. □ nessuna delle altre risposte è corretta. □ Si continua con sedute settimanali il trattamento dei nuclei problematici. □ si fa il punto della situazione e si progettano strategie atte ad evitare ricadute e fornire gli strumenti per divenire indipendenti. Si iniziano a sospendere alcuni strumenti terapeutici. □ la fase 4 non esiste, il trattemnto finisce con la fase 3.

12. la IPT. □ nessuna delle altre risposte è corretta. □ non esiste. □ è un trattamento CBT che si può integrare nella CBT-E in caso di importanti difficoltà interpersonali. □ è un trattamento diverso dalla CBT che però si può integrare nella CBT-E in caso di importanti difficoltà interpersonali.

01. Qual è il principio che sostiene che «Il tutto (sistema) è maggiore della somma delle parti»?. □ Principio di retorazione. □ Principio di omeostasi. □ Principio di equifinalità. □ Principio di non sommatività.

02. Cosa sostiene il «Principio di totalità»?. □ Ogni parte di un sistema è in rapporto tale con le parti che lo costituiscono che qualunque cambiamento di una di esse causa un cambiamento in tutte le parti e in tutto il sistema. □ L’assenza di cambiamento è indice di sofferenza e malattia. □ Ogni parte di un sistema è in rapporto tale con le parti che lo costituiscono che un solo cambiamento di una di esse causa un cambiamento in solo una parte del sistema. □ La capacità di trovare un nuovo equilibrio familiare è indice di sanità e di presenza di risorse nuove e adattive.

3. Un cambiamento che avviene mediante la perdita della stabilità del sistema e che si conclude con l’acquisizione di nuove informazioni che ne modificano la struttura è la definizione di…. □ Retroazione positiva. □ Retroazione negativa. □ Equifinalità. □ Omeostasi familiare.

4. Qual è la scienza che studia i fenomeni di autoregolazione e comunicazione, sia negli organismi naturali quanto nei sistemi artificiali?. □ La fisica. □ La cibernetica. □ L’ingegneria. □ La matematica.

05. Qual è la definizione di «sistema aperto»?. □ Ogni processo mentale nasce dall’isolamento dell’individuo dall’ambiente. □ Ogni processo mentale nasce dall’interazione fra individuo e ambiente, se l’uomo è disconnesso dalle interazioni il cervello non funziona più. □ Ogni processo fisiologico nasce dall’interazione fra individuo e ambiente. □ Ogni processo mentale nasce dall’interazione fra individuo e ambiente, se l’uomo è connesso alle interazioni il cervello non funziona più.

06. Cosa fa la «retroazione negativa» nel sistema familiare?. □ Il sistema familiare modifica la sua struttura. □ Il suo equilibrio sviluppa un sé individuale. □ Il sistema mantiene la sua stabilità, il suo equilibrio, la sua “omeostasi”. □ Il sistema mantiene la sua instabilità.

07. La prima cibernetica pone tra parentesi la soggettività di paziente e terapeuta pertanto cosa trascura?. □ Trascura la differenza tra sistema osservante e terapeuta. □ Le deviazioni e a mantenere l’equilibrio. □ Trascura la relazione tra sistema osservante e osservato. □ L’equilibrio dei meccanismi di feedback negativo.

08. A cosa corrisponde questa definizione «La terapia diviene un processo tramite il quale paziente e terapeuta co-creano una nuova realtà di significati e di pattern comportamentali che consente alla famiglia di riorganizzarsi secondo modalità più funzionali.». □ Alla cibernetica di I° ordine. □ Alla cibernetica di II° ordine. □ Alla terapia comportamentale. □ Alla terapia cognitiva.

09. Quale approccio sostiene che le teorie, le ipotesi, le narrazioni del terapeuta non possono essere definite né vere né false, ma sono plausibili quanto quelle del paziente?. □ Strutturalista. □ Funzionalista. □ Costruttivista. □ Cognitivista.

10. La dimensione simbolica del livello individuale cosa analizza?. □ Processi interattivi, gerarchie, confini, stili comunicativi. □ Rappresentazioni e sistemi di credenze condivisi da tutti i componenti della famiglia. □ Rappresentazioni sociali, stereotipi, pregiudizi, ideologie. □ Rappresentazioni e sistemi di credenze personali che si coordinano nelle interazioni familiari.

11. Processi morfostatici: definizione. □ Capacità comunicative permettono di modificare il proprio livello di coesione e di adattabilità più facilmente. □ Processi che tendono ad elaborare oppure mutare la forma, la struttura o lo stato dato del sistema. □ Processi di invecchiamento della generazione precedente. Prendersi cura della generazione precedente. □ Processi nei complessi scambi sistema-ambiente, che tendono a preservare o mantenere la forma, l’organizzazione e lo stato dato del sistema.

12. Esiste una sorta di copione familiare, una “lettura degli eventi e della realtà”, che si costruisce almeno nel corso di tre generazioni all’interno del proprio contesto culturale: che tipo specifico di rappresentazione è?. □ Una rappresentazione di cambiamenti. □ Una rappresentazione di specifici miti familiari. □ Una rappresentazione di relazioni. □ Una rappresentazione di vincoli.

13. Il prestare attenzione in modo selettivo a quelle differenze nelle risposte del cliente che permettono al terapista di sostenere in maniera spontanea la crescita autonoma e lo sviluppo del paziente è un presupposto di…. □ Caring circularity. □ Neutralità. □ Ipotizzazione. □ Obligatory circularity.

14. Quale tra le seguenti definizioni NON ha a che fare con il concetto di neutralità?. □ AFFIRMING NEUTRALITY. □ NEUTRALITÀ MARGINALE. □ INDIFFERENT NEUTRALITY. □ OBLIGATORY CIRCULARITY.

15. Quali sono le due dimensioni di base che guidano il terapista nel differenziare le domande?. □ Intenti e premesse. □ Sintesi e premesse. □ Proiezioni e premesse. □ Intenti e conclusioni.

16. Quale concetto esprime la capacità dell'operatore «[. ..] di condurre la sua investigazione basandosi sulle retroazioni della famiglia alle informazioni da lui sollecitate in termini di rapporti, e quindi in termini di differenze e mutamento». □ Ipotizzazione. □ Serendipità. □ Circolarità. □ Equifinalità.

17. Che cos è una supposizione posta a base di un ragionamento, senza riferimento alla sua verità, come punto di partenza per un'investigazione?. □ Sintesi. □ Complessità. □ Circolarità. □ Ipotesi.

18. Per che cosa sono formulate le domande riflessive?. □ Per orientare il terapista sulla situazione del cliente e Sono basate su premesse circolari riguardo alla natura dei fenomeni mentali. □ Per influenzare il cliente o la famiglia in un modo più indiretto o generale, Sono basate su premesse circolari sulla natura dei processi che hanno luogo nel sistema terapeutico. □ Per orientare il terapista sulla situazione del cliente e Sono basate su premesse lineari circa la natura dei fenomeni mentali. □ Per influenzare il cliente o la famiglia in un modo specifico e Sono basate su premesse lineari circa la natura del processo evolutivo.

19. Quale delle seguenti affermazioni può essere attribuita all’apprendimento zero?. □ Il circuito è “cieco e sordo”, ripetitivo, sempre uguale a se stesso, non evolve. □ Il soggetto cambia il proprio carattere, la propria visione del mondo, le proprie abitudini, e ridefinisce il proprio io. □ Acquisizione di un diverso modo di segmentare gli eventi (di punteggiarli, di attribuire loro significato). □ Il contesto dell’apprendimento si presenta contraddittorio (ad esempio il doppio vincolo), quindi il soggetto va in crisi.

20. Quale delle seguenti affermazioni può essere attribuita all’apprendimento due C. □ La risposta allo stimolo esterno non può essere modificata. □ Si procede per tentativi ed errori. □ Acquisizione di un nuovo modo di interpretare la realtà (soggettivo, quindi né vero né falso), una sorta di visione del mondo che si autoconvalida. □ Il circuito è “cieco e sordo”, ripetitivo, sempre uguale a se stesso, non evolve.

21. Chi ha introdotto il concetto di “doppio legame” come determinante familiare della schizofrenia?. □ Nel 1960 Jackson e Ackerman. □ Nel 1956 Bateson, Jackson, Haley e Weakland. □ Nel 1964 Ackerman, Bell, Satir e altri. □ Nel 1957 Jackson, Bell e Fulweiler.

22. Chi ha elaborato «La Pragmatica della comunicazione umana»?. □ Nel 1967 Watzlawick, Beavin, Jackson. □ Nel 1974 Sluzki. □ Nel 1960 Jackson e Ackerman. □ Nel 1967 Selvini Palazzoli, Boscolo, Cecchin, Prata.

23. Definizione di sottosistemi. □ Contenuti di pensiero simbolico che vanno a costruire, nel tempo e lungo una storia. □ Regole che possano integrare gli eventi vissuti, che non sono logico razionali. □ Il pensiero prende vita e si sviluppa a partire dalle risposte che il bambino riceve. □ Insieme di elementi le cui relazioni sono particolarmente intense o rilevanti o specifiche.

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