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Etica della comunicazione 10-14

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Titolo del test:
Etica della comunicazione 10-14

Descrizione:
docente marco tuono

Data di creazione: 2026/10/23

Categoria: Università

Numero di domande: 19

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Contenuto:

Hans Jonas. nessuna delle altre risposte. è tra i promotori del criterio cerebrale di morte. è inizialmente un sostenitore del criterio di morte cerebrale. si è progressivamente convinto della validità del criterio di morte cerebrale.

Secondo Shewmon l’essere umano che si trova nella condizione clinica della morte cerebrale. è morto da diverso tempo. morirà in breve termine. è comunque un organismo vivente. è morto.

D. Alan Shewmon è. un biologo. un neurologo. un filosofo. un teologo.

La morte viene anche definita da Shewmon come. punto di non ritorno. cambiamento dello status giuridico. morte apparente. collasso sistemico prolungato.

La “morte cerebrale cronica”. è un retaggio del passato. potrebbe essere un fenomeno numericamente più significativo di quanto non sia. è un fenomeno biologicamente irrilevante. è un fenomeno destinato a venir meno con gli sviluppi della tecnica.

Le posizioni di Jonas è Shewmon. vengono fatte dialogare, da alcuni autori, ma senza successo. nessuna delle altre risposte. sono convergenti sotto diversi punti di vista. si escludono.

La morte cerebrale. può testimoniare l’avvenuta morte corticale. da diversi autori è considerata sinonimo di morte corticale. impone che siano prelevati gli organi. è successiva alla morte cardio-circolatoria nei reparti di rianimazione.

Il pensiero di Defanti. risponde ad esigenze di carattere pratico. si caratterizza per l’uniformità. nessuna delle altre risposte. attraversa più fasi distinte.

La morte cerebrale. prevede la libertà di coscienza del medico. fatica ad essere recepita dal diritto. esercita una forte influenza sul diritto. è introdotta in Italia alla fine degli anni Novanta.

Il primo trapianto di cuore è avvenuto. Nel 1967. Nel 1989. Nel 1965. Nel 1986.

Secondo Defanti la morte cerebrale. ha messo in pericolo la nascita della bioetica come disciplina autonoma. è una questione sopravvalutata. è una questione fondamentale per la bioetica. trova un accordo generalizzato fra gli studiosi.

Carlo Alberto Defanti è. un collega di Hans Jonas. un allievo di Hans Jonas. un neurologo. un filosofo.

Chi non accetta il criterio di morte cerebrale. si rifà ad un’autorità di tipo religioso. non ritiene possibile che possano essere portata a termine una gravidanza in morte cerebrale. rifiuta anche la gravidanza in morte cerebrale. ritiene che la donna in gravidanza ed in morte cerebrale sia un organismo vivente.

In riferimento alla gravidanza in morte cerebrale, accogliere la prospettiva che guarda alla dignità significa nel concreto. porre il divieto di violazione del cadavere. parlare con i familiari della donna per ricostruire il suo parere. nessuna delle altre risposte. procedere con la gravidanza.

Il cadavere è. Un oggetto di dignità. Comunque un soggetto autonomo. un oggetto autonomo. Un soggetto di dignità.

È stato proposto un parallelismo tra la gravidanza in morte cerebrale e. lo stato vegetativo persistente. l’eutanasia. i trapianti d’organo. lo stato vegetativo permanente.

L’ottenimento del parere della donna (in gravidanza ed in morte cerebrale). è superfluo. può essere ricostruito. è impossibile. nessuna delle altre risposte.

Considerando una gravidanza in morte cerebrale, focalizzarsi sul cadavere significa accogliere. il principio di dignità. il codice etico della professione medica. il principio di giustizia. il principio di autonomia.

Focalizzarsi sulla soggettività della donna in morte cerebrale, ed in gravidanza, significa accogliere. il principio deontologico. il principio di autonomia. il principio di giustizia. il principio di dignità.

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