Ec. Az.
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Titolo del test:
![]() Ec. Az. Descrizione: Domande 101-150 |



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NESSUN RECORD |
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l’entità del reddito prodotta dall’impresa in un certo periodo di tempo: non corrisponde (se non per puro caso) ad un determinato ammontare di moneta. nessuna delle alternative proposte è esatta. corrisponde necessariamente ad un determinato ammontare di moneta. corrisponde all’ammantare del capitale proprio. I valori che compongono il passivo ed il netto del capitale sono: valori finanziari passivi, valori anticipati di costo e capitale netto. solo valori finanziari passivi. valori finanziari passivi, valori anticipati di ricavo e capitale netto. nessuna delle alternative proposte è esatta. I valori che formano l’attivo del capitale sono: valori finanziari attivi e valori anticipati di ricavo. nessuna delle alternative proposte è esatta. valori finanziari attivi e valori anticipati di costo. solo valori finanziari attivi. Un ricavo è di competenza economica del periodo amministrativo nel quale si verifica: che i servizi relativi al ricavo sono stati effettivamente creati e ceduti. nessuna delle alternative proposte è esatta. la correlativa uscita, certa o assimilata. la correlativa entrata, certa o assimilata. costi già sostenuti che non sono per intero di competenza dell’esercizio, ma vanno in parte rinviati al futuro danno luogo alla fattispecie: dei ratei attivi. dei ratei passivi. dei costi sospesi. dei ricavi sospesi. Un ricavo è di competenza finanziaria del periodo amministrativo nel quale si verifica: la creazione e cessione dei servizi relativi al ricavo stesso. la correlativa uscita, certa o assimilata. nessuna delle alternative proposte è esatta. la correlativa entrata, certa o assimilata. I cicli economici della gestione che pur iniziati nell’esercizio, con l’acquisto di fattori produttivi, risultano ancora sospesi al termine dello stesso esercizio (e cioè al 31/12 non si sono ancora manifestati i ricavi di vendita dei prodotti ottenuti dai fattori produttivi in questione) danno luogo a: Costi di competenza dell’esercizio in questione. Costi sospesi poiché di competenza di esercizi futuri. Entrate nell’esercizio. nessuna delle affermazioni è corretta. Il reddito operativo: Esprime l’interazione tra i risultati dell’attività operativa e gli effetti legati alle scelte di finanziamento che sono state operate per sostenere l’attività operativa. Nessuna delle affermazioni è esatta. Esprime il livello di performance raggiunto dall’impresa producendo quei beni e quei servizi che si è preposta di realizzare. In esso si raccolgono fenomeni di tipo occasionale e casuale. Il reddito ordinario: Nessuna delle precedenti alternative è esatta. In esso si raccolgono fenomeni di tipo occasionale e casuale. Esprime il livello di performance raggiunto dall’impresa producendo quei beni e quei servizi che si è preposta di realizzare. Esprime l’interazione tra i risultati dell’attività operativa e gli effetti legati alle scelte di finanziamento che sono state operate per sostenere l’attività operativa. Parlando di condizioni di equilibrio economico, la situazione in cui Ricavi = Costi+Oneri figurativi è detta: Di equilibrio economico soggettivo. Di equilibrio economico oggettivo. Di disequilibrio economico assoluto. Di disequilibrio economico relativo. il principio di economicità della gestione si riferisce alla: capacità di coprire i costi contabilizzati con i ricavi conseguiti. capacità di remunerare congruamente tutti i fattori della produzione. nessuna delle alternative proposte è esatta. capacità di far fronte agli impegni in uscita con le entrate. Il disequilibrio economico assoluto è sintetizzabile nella seguente espressione algebrica: Ricavi = Costi. nessuna delle alternative proposte è esatta. Ricavi = Costi + Oneri figurativi. Ricavi <Costi. si consegue un reddito “almeno normale” per l’ottenimento dell’equilibrio economico quando: nessuna delle alternative proposte è esatta. la differenza positiva tra ricavi e costi è in grado di coprire i seguenti oneri figurativi: l’interesse sul capitale proprio; il compenso per il rischio al quale il conseguimento del reddito stesso è sottoposto; il compenso per l’opera del soggetto aziendale. la differenza tra ricavi e costi è almeno positiva. la differenza positiva tra ricavi e costi è in grado di coprire il compenso per il rischio al quale l’imprenditore è sottoposto. Il disequilibrio economico relativo è sintetizzabile nella seguente espressione algebrica: Ricavi = Costi. nessuna delle alternative proposte è esatta. Ricavi = Costi + Oneri figurativi. Ricavi <Costi. Viene chiamato margine lordo di contribuzione unitario: L’importo dato dalla somma tra il prezzo unitario del prodotto e il costo variabile unitario. L’importo dato dalla differenza tra il prezzo unitario del prodotto e il costo variabile unitario. nessuna tra le alternative proposte è esatta. L’importo dato dal rapporto tra il prezzo unitario del prodotto e il costo variabile unitario. Si definiscono costi semivariabili quei costi: la cui entità rimane insensibile a mutamenti nel volume produttivo. la cui entità rimane costante solo in un dato intervallo del volume produttivo. nessuna tra le alternative proposte è esatta. la cui entità comprende una quota fissa e una variabile. Si definiscono variabili quei costi: la cui entità rimane insensibile a mutamenti nel volume produttivo. la cui entità dipende da fattori che non sono contollabili dal management né nel breve periodo, né nel lungo periodo. nessuna tra le alternative proposte è esatta. la cui entità si modifica in relazione al mutamento del volume produttivo. Si definiscono fissi quei costi: nessuna tra le alternative proposte è esatta. la cui entità si modifica in relazione al mutamento del volume produttivo. la cui entità rimane insensibile a mutamenti nel volume produttivo. la cui entità dipende da fattori che non sono contollabili dal management né nel breve periodo, né nel lungo periodo. Nel lungo termine tutti i costi di un’azienda sono da intenedersi come: nessuna tra le alternative proposte è esatta. dipendenti da fattori esterni. fissi. variabili. Si definiscono costi semifissi quei costi: la cui entità rimane costante solo in un dato intervallo del volume produttivo. la cui entità si modifica sempre in relazione al mutamento del volume produttivo. nessuna tra le alternative proposte è esatta. la cui entità rimane sempre insensibile a mutamenti nel volume produttivo. Si definiscono costi a scalino quei costi: la cui entità rimane costante solo in un dato intervallo del volume produttivo. la cui entità si modifica sempre in relazione al mutamento del volume produttivo. nessuna tra le alternative proposte è esatta. la cui entità rimane sempre insensibile a mutamenti nel volume produttivo. il Costo medio unitario, ovvero mediamente quanto costa una singola unità del prodotto realizzato e venduto, si calcola come. coincidente con il costo primo. rapporto tra il costo totale sostenuto per le quantità realizzate e vendute del prodotto diviso le quantità medesime. nessuna tra le alternative proposte è esatta. il prodotto tra il costo totale sostenuto per le quantità realizzate e vendute del prodotto diviso le quantità medesime. La Break Even Analysis (B.E.A.) richiede la distinzione: nessuna tra le alternative proposte è esatta. dei costi in relazione al loro grado di variabilità rispetto al volume produttivo. dei costi in speciali e comuni. in costo primo, industriale, complessivo ed economico. La quantità di Break Even Point si calcola: come rapporto tra i Costi Fissi e il Margine di Contribuzione Unitario. nessuna tra le alternative proposte è esatta. come differenza tra i Costi Fissi e il Margine di Contribuzione Unitario. come prodotto tra i Costi Fissi e il Margine di Contribuzione Unitario. La quantità di Break Even Point si calcola: come prodotto tra i Costi Fissi e la differenza tra il prezzo unitario di vendita del prodotto meno i costi variabili sostenuti per realizzare la medesima unità di prodotto. nessuna tra le alternative proposte è esatta. come differenza tra i Costi Fissi e il Margine di Contribuzione Unitario. come rapporto tra i Costi Fissi e la differenza tra il prezzo unitario di vendita del prodotto meno i costi variabili sostenuti per realizzare la medesima unità di prodotto. La quantità di Break Even Point è 1.500 unità, invece l’azienda produce e vende 1.700 unità. In una tale circostanza si può affermare che: l’azienda subirà una perdita. l’azienda conseguirà un utile. l’azienda certamente cesserà di produrre il prodotto. nessuna tra le alternative proposte è esatta. La quantità di Break Even Point è 1.500 unità, invece l’azienda produce e vende 1.300 unità. In una tale circostanza si può affermare che: nessuna tra le alternative proposte è esatta. certamente sono errati i dati rilevati dalla contabilità. l’azienda subirà una perdita. l’azienda conseguirà un utile. Il margine di sicurezza (MS) si può calcolare come: nessuna tra le alternative proposte è esatta. Il prodotto tra la quantità effettivamente prodotta e venduta e quella di pareggio. somma tra la quantità effettivamente prodotta e venduta e quella di pareggio. differenza tra la quantità effettivamente prodotta e venduta e quella di pareggio. il Costo Totale della produzione realizzata e venduta è pari: alla somma degli oneri figurativi. alla somma dei costi fissi e del livello dei costi comuni. nessuna tra le alternative proposte è esatta. alla somma dei costi variabili totali e del livello dei costi fissi. il costo variabile totale (cioè il costo variabile di tutte le unità realizzate e vendute) è pari: al costo variabile unitario diviso il numero delle unità realizzate e vendute. al costo variabile unitario moltiplicato il numero delle unità realizzate e vendute. al costo fisso totale diviso il numero delle quantità prodotte. nessuna tra le alternative proposte è esatta. L’affermazione seguente: La produzione del prodotto “A” fornisce un Margine Lordo di Contribuzione pari a 1000”, significa che: 1000 è anche il reddito operativo. Nessuna delle affermazioni è esatta. 1000 è l’importo che residua dopo che i ricavi delle vendite hanno coperto i Costi Fissi aziendali; tale importo di 1000 si rende disponibile per la copertura dei costi variabili. 1000 è l’importo che residua dopo che i ricavi delle vendite hanno coperto i Costi variabili sostenuti per realizzare i prodotti venduti; tale importo di 1000 si rende disponibile per la copertura dei costi fissi. Il margine lordo di contribuzione può essere inteso come: nessuna tra le alternative proposte è esatta. l’importo che residua dopo che i ricavi delle vendite hanno coperto i costi variabili sostenuti per realizzare i prodotti venduti e che si rende disponibile per la copertura dei costi fissi. l’importo che residua dopo che i ricavi delle vendite hanno coperto i costi fissi sostenuti per realizzare i prodotti venduti e che si rende disponibile per la copertura dei costi variabili. l’importo che residua dopo che i ricavi delle vendite hanno coperto i costi comuni sostenuti per realizzare i prodotti venduti e che si rende disponibile per la copertura dei costi speciali. Il margine lordo di contribuzione unitario si può calcolare come: margine lordo di contribuzione totale moltiplicato unità di prodotto vendute. margine lordo di contribuzione totale diviso unità di prodotto vendute. nessuna tra le alternative proposte è esatta. margine lordo di contribuzione totale meno unità di prodotto vendute. Nel criterio di ripartizione dei costi comuni su base unica: si distinguono in vari gruppi i diversi costi comuni e, per ogni gruppo, utilizza una base di ripartizione “ad hoc”. i costi comuni dell’impresa vengono considerati complessivamente, senza operare alcuna distinzione che tenga conto della loro “natura”. si fa una misurazione obiettiva (tipo prezzo x quantità) delle utilità del fattore produttivo che sono incorporate nel prodotto venduto. nessuna tra le alternative proposte è esatta. Il criterio di ripartizione dei costi comuni su base multipla: distingue in vari gruppi i diversi costi comuni e, per ogni gruppo, utilizza una base di ripartizione “ad hoc”. opera una misurazione obiettiva (tipo prezzo x quantità) delle utilità del fattore produttivo che sono incorporate nel prodotto venduto. i costi comuni dell’impresa vengono considerati complessivamente, senza operare alcuna distinzione che tenga conto della loro “natura”. nessuna tra le alternative proposte è esatta. Assumendo come oggetto di riferimento il prodotto, se nell’impresa viene realizzato un solo tipo di prodotto, rispetto a questo, tutti i costi saranno: comuni. fissi. nessuna tra le alternative proposte è esatta. speciali. La ripartizione dei costi comuni è una problematica la cui soluzione richiede: di individuare una misurazione obiettiva (tipo prezzo x quantità) per la quantificazione dei costi «speciali». nessuna tra le alternative proposte è esatta. di individuare un elemento in base al quale ripartire il costo relativo al consumo del fattore comune sui diversi specifici prodotti. di individuare un elemento in base al quale ribaltare il costo speciale di un prodotto ad altri prodotti dell’azienda. i costi che sono attribuibili ad un «oggetto» (prodotto ) mediante: un criterio di ripartizione dei costi comuni si dicono costi «speciali». misurazione obiettiva (ad es. prezzo x quantità) si dicono costi «speciali». nessuna tra le alternative proposte è esatta. stima soggetta ad arbitrio si dicono costi «speciali». Il costo primo comprende: Tutti i costi dell’area industriale. Tutti i costi speciali dell’area industriale. Tutti i costi che hanno rilevanza contabile. Tutti gli oneri figurativi. Il costo complessivo. si ottiene sommando, al costo primo i costi comuni, sempre però relativi all’attività di trasformazione industriale. si ottiene sommando al costo industriale, tutti i restanti costi, speciali o comuni relativi allo svolgimento delle altre attività funzionali dell’impresa, diverse da quella propriamente produttiva (di trasformazione industriale). risulta dalla somma di tutti i costi speciali, rispetto al prodotto, di natura industriale, ossia afferenti al processo trasformativo. risulta dalla somma di tutti i costi speciali, rispetto al prodotto, di natura commerciale. Il costo economico-tecnico. si ottiene aggiungendo al costo complessivo gli «oneri figurativi». si ottiene sommando al costo industriale, tutti i restanti costi, speciali o comuni relativi allo svolgimento delle altre attività funzionali dell’impresa, diverse da quella propriamente produttiva (di trasformazione industriale). risulta dalla somma di tutti i costi speciali, rispetto al prodotto, di natura industriale, ossia afferenti al processo trasformativo. si ottiene sommando, al costo primo i costi comuni, sempre però relativi all’attività di trasformazione industriale. Il costo industriale. si ottiene sommando al costo industriale, tutti i restanti costi, speciali o comuni relativi allo svolgimento delle altre attività funzionali dell’impresa, diverse da quella propriamente produttiva (di trasformazione industriale). si ottiene sommando al costo industriale, tutti i restanti costi, speciali o comuni relativi allo svolgimento delle altre attività funzionali dell’impresa, diverse da quella propriamente produttiva (di trasformazione industriale). si ottiene sommando, al costo primo i costi comuni, sempre però relativi all’attività di trasformazione industriale. risulta dalla somma di tutti i costi speciali, rispetto al prodotto, di natura industriale, ossia afferenti al processo trasformativo. Il costo primo: si ottiene sommando al costo industriale, tutti i restanti costi, speciali o comuni relativi allo svolgimento delle altre attività funzionali dell’impresa, diverse da quella propriamente produttiva (di trasformazione industriale). si ottiene sommando al costo economico-tecnico, tutti i restanti costi, speciali o comuni relativi allo svolgimento delle altre attività funzionali dell’impresa, diverse da quella propriamente produttiva (di trasformazione industriale). risulta dalla somma di tutti i costi speciali, rispetto al prodotto, di natura industriale, ossia afferenti al processo trasformativo. si ottiene sommando, al costo complessivo i costi comuni, sempre però relativi all’attività di trasformazione industriale. i costi pieni: corrispondono alla configurazione del costo sostenuto per produrre e vendere la quantità di break even point. corrispondono a configurazioni ottenute considerando tutte le voci di costo di cui si sostiene una spesa monetaria. esprimono configurazioni di costo ottenute considerando solo alcune delle voci di costo relative al prodotto. nessuna tra le alternative proposte è esatta. |




