Ec. Az.
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Titolo del test:
![]() Ec. Az. Descrizione: Domande 56- 100 |



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Un aumento del denaro in cassa dà luogo ad una variazione: numeraria certa positiva. diminutiva dei crediti di finanziamento. numeraria assimilata positiva. aumentativa dei crediti di finanziamento. Una diminuzione del denaro in cassa dà luogo ad una variazione: numeraria assimilata negativa. aumentativa dei crediti di finanziamento. diminutiva dei crediti di finanziamento. numeraria certa negativa. considerare le operazioni di gestione in termini di modificazioni e di variazioni nelle disponibilità liquide e nei crediti e debiti di funzionamento equivale ad osservare la gestione sotto l’aspetto: numerario. dei debiti e crediti di finanziamento. nessuna delle alternative proposte è corretta. economico. considerare le operazioni di gestione in termini di modificazioni e di variazioni nelle disponibilità liquide equivale ad osservare la gestione sotto l’aspetto: numerario certo. numerario presunto. numerario assimilato. nessuna delle alternative proposte è corretta. considerare le operazioni di gestione in termini di modificazioni e di variazioni nei crediti e debiti commerciali equivale ad osservare la gestione sotto l’aspetto: numerario assimilato. nessuna delle alternative proposte è corretta. numerario presunto. numerario certo. considerare le operazioni di gestione in termini di modificazioni e di variazioni nei crediti e debiti di funzionamento gravate da un notevole grado di incertezza equivale ad osservare la gestione sotto l’aspetto. nessuna delle alternative proposte è corretta. numerario presunto. numerario certo. numerario assimilato. considerare le operazioni di gestione in termini di modificazioni nei crediti e debiti di finanziamento equivale a osservare la gestione sotto il profilo: numerario assimilato. numerario presunto. numerario certo. nessuna delle alternative proposte è corretta. La vendita del prodotto finito dà luogo: al conseguimento di un utile. Al conseguimento di ricavi. nessuna delle alternative proposte è esatta. Al sostenimento di costi. le operazioni della “fase di scambio”. generano variazioni economiche negative. generano variazioni finanziarie negative. generano variazioni finanziarie positive. nessuna delle alternative proposte è corretta. le operazioni della “fase di scambio”. generano variazioni numerarie negative. generano variazioni nei debiti e crediti di finanziamento positive. nessuna delle alternative proposte è corretta. generano variazioni numerarie positive. Una diminuzione dei crediti di funzionamento dà luogo ad una variazione: aumentativa dei crediti di finanziamento. numeraria assimilata positiva. numeraria assimilata negativa. diminutiva dei crediti di finanziamento. Una diminuzione dei debiti di funzionamento dà luogo ad una variazione: diminutiva dei crediti di finanziamento. numeraria assimilata positiva. numeraria assimilata negativa. aumentativa dei crediti di finanziamento. determinano uscite che misurano l’entità dei costi: Le “operazioni di finanziamento”. Le “operazioni di provvista”. Le “operazioni di scambio”. nessuna delle alternative proposte è esatta. Un costo si dice “sostenuto” (numerariamente sostenuto) nel momento in cui si verifica: nessuna delle situazioni descritte nelle altre alternative. l’entrata numeraria che ne misura la consistenza. che è stipulato il contratto di acquisto del relativo fattore produttivo. l’uscita numeraria che ne misura la consistenza. Un ricavo si dice “conseguito” (numerariamente conseguito) nel momento in cui si verifica: è stipulato il contratto di acquisto del relativo fattore produttivo. entrata numeraria che ne misura la consistenza. nessuna delle alternative proposte è esatta. l’uscita numeraria che ne misura la consistenza. Acquistate attrezzature per 2.700 Euro con pagamento a 90 giorni. nessuna delle alternative proposte è esatta. si ha una variazione numeraria negativa certa di 2.700 Euro che misura un costo dello stesso importo per l’acquisizione di un fattore produttivo. si ha una variazione numeraria negativa assimilata di 2.700 Euro che misura un costo dello stesso importo per l’acquisizione di un fattore produttivo. si ha una variazione numeraria positiva assimilata di 2.700 Euro che misura un costo dello stesso importo per l’acquisizione di un fattore produttivo. Pagato con assegno bancario un debito di fornitura pregresso che era pari a 500 Euro. l’operazione non ha risvolti economici ma si esaurisce in una duplice variazione finanziaria, una positiva e l’altra negativa del medesimo importo. l’operazione fa sorgere una variazione finanziaria positiva (estinzione debito di fornitura) che misura una variazione economica positiva. nessuna delle alternative proposte è esatta. l’operazione fa sorgere una variazione finanziaria positiva (estinzione debito di fornitura) che misura una variazione economica negativa. Vendute merci per 1.450 Euro con regolamento metà in contanti e concordando la riscossione del resto a 30 giorni. Aspetto finanziario: - si ha una variazione numeraria positiva certa di 725 Euro per l’aumento della cassa; - si ha una variazione numeraria positiva assimilata di 725 Euro per l’aumento dei crediti v/clienti (+ crediti v/clienti); Aspetto economico: - si ha un ricavo (variazione economica positiva) per la vendita di merci il cui importo ammonta a1.450 Euro. Aspetto finanziario: - si ha una variazione numeraria positiva assimilata di 725 Euro per l’aumento della cassa; - si ha una variazione numeraria positiva presunta di 725 Euro per l’aumento dei crediti v/clienti (+ crediti v/clienti); Aspetto economico: - si ha un ricavo (variazione economica positiva) per la vendita di merci il cui importoammonta a 1.450 Euro. Aspetto finanziario: - si ha una variazione numeraria positiva assimilata di 725 Euro per l’aumento della cassa; - si ha una variazione numeraria positiva presunta di 725 Euro per l’aumento dei crediti v/clienti (+ crediti v/clienti); Aspetto economico: - si ha un costo (variazione economica negativa per la vendita di merci il cui importo ammontaa 1.450 Euro. Aspetto finanziario: - si ha una variazione numeraria positiva certa di 725 Euro per l’aumento della cassa; - si ha una variazione numeraria positiva assimilata di 725 Euro per l’aumento dei crediti v/clienti (+ crediti v/clienti); Aspetto economico: - si ha un costo (variazione economica negativa) per la vendita di merci il cui importo ammonta a1.450 Euro. Eseguito un apporto di denaro da parte dei proprietari per 5.000 Euro. si ha una variazione numeraria positiva presunta di 5.000 Euro che misura un aumento del capitale proprio (variazione economica positiva) per l’apporto di denaro da parte dei proprietari il cui importo ammonta anch’esso a 5.000 Euro. si ha una variazione numeraria positiva certa di 5.000 Euro che misura una diminuzione del capitale proprio (variazione economica negativa) per l’apporto di denaro da parte dei proprietari il cui importo ammonta anch’esso a 5.000 Euro. si ha una variazione numeraria positiva certa di 5.000 Euro che misura un ricavo (variazione economica positiva) per l’apporto di denaro da parte dei proprietari il cui importo ammonta anch’esso a 5.000 Euro. si ha una variazione numeraria positiva certa di 5.000 Euro che misura un aumento del capitale proprio (variazione economica positiva) per l’apporto di denaro da parte dei proprietari il cui importo ammonta anch’esso a 5.000 Euro. Rimborsate ai proprietari quote di capitale pari a 1.000 Euro. si ha una variazione numeraria negativa certa di 1.000 Euro che misura una diminuzione del capitale proprio (variazione economica negativa) per il rimborso di denaro ai proprietari il cui importo ammonta anch’esso a 1.000 Euro. si ha una variazione numeraria positiva certa di 1.000 Euro che misura un ricavo (variazione economica positiva) per l’apporto di denaro da parte dei proprietari il cui importo ammonta anch’esso a 1.000 Euro. si ha una variazione numeraria negativa presunta di 1.000 Euro che misura un aumento del capitale proprio (variazione economica positiva) per l’apporto di denaro da parte dei proprietari il cui importo ammonta anch’esso a 1.000 Euro. si ha una variazione numeraria positiva certa di 1.000 Euro che misura una diminuzione del capitale proprio (variazione economica negativa) per l’apporto di denaro da parte dei proprietari il cui importo ammonta anch’esso a 1.000 Euro. L’insieme dei mezzi a disposizione, in un dato momento, di diritto e di fatto, del soggetto aziendale per il perseguimento delle finalità aziendali, prende il nome di: di immobilizzazioni. capitale d’impresa. nessuna delle alternative proposte è esatta. reddito d’impresa. sostituiscono temporaneamente una uscita monetaria e sono espressione del credito mercantile di cui l’azienda gode. I debiti di finanziamento. I crediti di funzionamento. I crediti di finanziamento. I debiti di funzionamento. Gli investimenti sono classificati in attivo immobilizzato e attivo circolante sulla base della “facilità” con cui possono essere convertiti in moneta: Nel criterio del ciclo finanziario. Nel criterio del ciclo economico. Nel criterio della destinazione. Nel criterio della liquidità. Secondo il criterio della liquidità gli investimenti sono classificati in disponibilità “attivo circolante” quando: Gli investimenti sono destinati a rimanere durevolmente legati all’impresa. Possono essere convertiti in moneta in tempi brevi e senza rilevanti perdite. Gli investimenti non sono destinati a rimanere durevolmente legati all’impresa, ad esempio un magazzino di prodotti fuori moda. Non sono facilmente liquidabili. Secondo il criterio della destinazione gli investimenti sono classificati in “disponibilità” quando: Sono facilmente liquidabili. Non possono essere convertiti in moneta in tempi brevi e senza rilevanti perdite. Possono essere convertiti in moneta in tempi brevi e senza rilevanti perdite. non sono destinati a rimanere durevolmente legati all’impresa. In un’impresa che crea ricchezza, ci aspettiamo di trovare la seguente equazione del capitale: A = P + CN (Attività= Passività + Capitale Netto. A = P (Attività = Passività). A + DP = P (Attività + Deficit Patrimoniale = Passività). nessuna delle alternative proposte è esatta. Le attività sono pari alla consistenza del capitale netto aumentato delle passività: A=P+CN. è l’equazione fondamentale del reddito sotto l’aspetto qualitativo. è l’equazione fondamentale del capitale sotto l’aspetto qualitativo. è l’equazione fondamentale del reddito sotto l’aspetto quantitativo. è l’equazione fondamentale del capitale sotto l’aspetto quantitativo. Nella fase iniziale della costituzione di un’impresa, l’equazione del capitale è: A = P + CN (Attività= Passività + Capitale Netto. A + DP = P (Attività + Deficit Patrimoniale = Passività). A = P (Attività = Passività). A = CN (Attività = Capitale Netto). Nell’equazione fondamentale del capitale in cui (A) + (-P) = Fondo netto di valori. Qualora A <P il fondo netto di valori: ha segno positivo e assume la denominazione di capitale netto (CN). ha segno negativo e assume la denominazione di capitale netto (CN). ha segno negativo e assume la denominazione di deficit patrimoniale (DP). ha segno positivo e assume la denominazione di deficit patrimoniale (DP). Nell’equazione fondamentale del capitale (A) + (-P), la somma algebrica tra le attività e le passività è pari: al reddito conseguito. al cosiddetto Fondo netto di valori. nessuna delle alternative proposte è esatta. all’eventuale perdita/utile di esercizio. Nell’equazione fondamentale del capitale in cui (A) + (-P) = Fondo netto di valori. Qualora A > P il fondo netto di valori: ha segno positivo e assume la denominazione di deficit patrimoniale (DP). ha segno negativo e assume la denominazione di deficit patrimoniale (DP). ha segno positivo e assume la denominazione di capitale netto (CN). ha segno negativo e assume la denominazione di capitale netto (CN). Il valore delle attività aziendali è 190.000 € mentre il valore delle passività aziendali è 120.000€, pertanto si può dire certamente che: In cassa c’è denaro contante per 70.000 €. Il reddito netto è 70.000 €. Il capitale investito è 70.000 €. Il capitale proprio è 70.000 €. Il valore delle attività aziendali è 150.000 € mentre il valore delle passività aziendali è 130.000€, pertanto si può dire certamente che: Il capitale investito è 20.000 €. Il capitale proprio è 20.000 €. In cassa c’è denaro contante per 20.000 €. Il reddito netto è 20.000 €. Qual è la configurazione del capitale che tiene conto del valore di cessione determinato tenendo conto del valore attribuibile all’impresa intesa come complesso economico funzionante. il capitale di liquidazione. il capitale economico. il capitale di costituzione. il capitale di conferimento. Qual è la configurazione di capitale determinata nell’ipotesi che i processi produttivi siano destinati a cessare con la trasformazione in denaro liquido delle attività, l’estinzione delle passività ed il riparto dell’eventuale residuo tra gli aventi diritto. il capitale di funzionamento. il capitale di liquidazione. il capitale economico. il capitale di costituzione. La configurazione di capitale che si rileva nel bilancio di esercizio di un’impresa in funzionamento è: il capitale economico. il capitale di costituzione. il capitale di funzionamento. il capitale di liquidazione. Quale tra le seguenti voci non è una delle parti ideali del capitale netto: Risconti attivi. Perdita d’esercizio. Utile d’esercizio. Capitale sociale. In un’impresa che distrugge ricchezza, potremmo trovare quale tra le seguenti equazioni del capitale: nessuna delle alternative proposte è esatta. A + DP = P (Attività + Deficit Patrimoniale = Passività). A = P + CN (Attività= Passività + Capitale Netto. Utile=Ricavi-Costi. I costi sospesi sono: le utilità ancora da sfruttare (dei fattori produttivi) essi altro non sono che passività del capitale. le utilità ancora da sfruttare (dei fattori produttivi) essi altro non sono che attività del capitale. le utilità ancora da cedere negli esercizi futuri essi altro non sono che attività del capitale. le utilità ancora da cedere negli esercizi futuri essi altro non sono che passività del capitale. I ricavi sospesi sono: le utilità ancora da cedere negli esercizi futuri essi altro non sono che attività del capitale. le utilità ancora da sfruttare (dei fattori produttivi) essi altro non sono che attività del capitale. le utilità ancora da sfruttare (dei fattori produttivi) essi altro non sono che passività del capitale. le utilità ancora da cedere negli esercizi futuri essi altro non sono che passività del capitale. Il reddito di esercizio si determina contrapponendo. il valore dei servizi/utilità acquistati nel periodo al valore dei servizi/utilità ceduti nello stesso periodo. dai cicli finanziari della gestione conclusi nell’esercizio. nessuna delle alternative proposte è esatta. il valore dei servizi/utilità effettivamente consumati nel periodo al valore dei servizi/utilità effettivamente ceduti nello stesso. Il reddito di esercizio si ottiene dalla differenza tra ricavi e costi derivanti: dai cicli finanziari della gestione conclusi nell’esercizio. dai cicli economici della gestione conclusi nell’esercizio. nessuna delle alternative proposte è esatta. dai cicli tecnici della gestione conclusi nell’esercizio. In assenza di conferimenti e prelievi di capitale da parte dei soci, la perdita d’esercizio coincide con: nessuna delle alternative proposte è esatta. il maggiore ammontare di Capitale netto finale rispetto a quello iniziale. Differenza tra tutte le entrate e le uscite verifacatesi durante l’anno. il minor ammontare di Capitale netto finale rispetto a quello iniziale. In assenza di conferimenti e prelievi di capitale da parte dei soci, l’utile d’esercizio coincide con: nessuna delle alternative proposte è esatta. il minore ammontare di Capitale netto finale rispetto a quello iniziale. Differenza tra tutte le entrate e le uscite verifacatesi durante l’anno. il maggiore ammontare di Capitale netto finale rispetto a quello iniziale. Il reddito di esercizio si calcola come: Differenza tra tutte le entrate e le uscite verifacatesi durante l’anno. differenza tra il valore del capitale netto alla fine dell’esercizio ed il valore del capitale netto all’inizio. differenza tra il capitale finale (fine vita dell’impresa) ed il capitale iniziale (inizio attività dell’impresa). nessuna delle alternative proposte è esatta. Il reddito totale di un’impresa si calcola come: Differenza tra tutte le entrate e le uscite verifacatesi durante l’anno. differenza tra tutte le entrate e tutte le uscite che si sono verificate durante la vita dell’impresa. Differenza tra tutti i ricavi d’esercizio e tutti i costi d’esercizio. nessuna delle alternative proposte è esatta. Il reddito totale di un’impresa si calcola come: nessuna delle alternative proposte è esatta. differenza tra tutti i ricavi conseguiti e tutti i costi sostenuti dall’impresa dalla sua nascita sino al momento della sua liquidazione (procedimento analitico). Differenza tra tutte le entrate e le uscite verifacatesi durante l’anno. Differenza tra tutti i ricavi d’esercizio e tutti i costi d’esercizio. Il reddito totale di un’impresa si calcola come: nessuna delle alternative proposte è esatta. Differenza tra tutti i ricavi d’esercizio e tutti i costi d’esercizio. differenza tra il capitale finale (fine vita dell’impresa) ed il capitale iniziale (inizio attività dell’impresa). Differenza tra tutte le entrate e le uscite verifacatesi durante l’anno. L’affermazione che il reddito totale (prodotto durante tutta la vita dell’impresa) coincide comunque con la “differenza tra tutte le entrate e tutte le uscite che si sono verificate durante la vita dell’impresa” risulta: sempre falsa. sempre vera. Vera, ma solo in situazioni teoriche di mercati perfetti. Vera, ma solo in un’economia basata sul regolamento in contanti senza cioè “dilazioni”. Il reddito di esercizio si calcola come: differenza tra il capitale finale (fine vita dell’impresa) ed il capitale iniziale (inizio attività dell’impresa). nessuna delle alternative proposte è esatta. come somma algebrica di componenti positivi (ricavi) e negativi (costi) di competenza economica dell’esercizio. Differenza tra tutte le entrate e le uscite verifacatesi durante l’anno. La natura dei costi sospesi è: di servizi acquistati, ma che l’impresa non ha ancora sfruttato alla fine dell’esercizio, quindi la natura è quella delle passività. nessuna delle alternative proposte è esatta. di servizi venduti, ma che l’impresa si è obbligata a erogare per il futuro, quindi la natura è quella delle attività. di servizi venduti, ma che l’impresa si è obbligata a erogare per il futuro, quindi la natura è quella delle passività. Le quote di ricavi che, pur avendo la loro manifestazione finanziaria in futuro, sono già in parte di competenza dell’esercizio perché relative a flussi di servizi già ceduti sono all’origine della problematica: dei costi sospesi. dei ratei passivi. dei ratei attivi. dei ricavi sospesi. Il reddito operativo: è pari al reddito operativo debitamente integrato e corretto da proventi e oneri finanziari. nessuna delle alternative proposte è esatta. si ottiene aggiungendo al reddito ordinario i costi ed i ricavi di natura straordinaria e togliendo le imposte. esprime il livello di performance raggiunto dall’impresa producendo quei beni e quei servizi che si è preposta di realizzare. Il reddito ordinario. nessuna delle alternative proposte è esatta. si ottiene aggiungendo al reddito ordinario i costi ed i ricavi di natura straordinaria e togliendo le imposte. esprime il livello di performance raggiunto dall’impresa producendo quei beni e quei servizi che si è preposta di realizzare. è pari al reddito operativo debitamente integrato e corretto da proventi e oneri finanziari. Il reddito netto: si ottiene aggiungendo al reddito ordinario i costi ed i ricavi di natura straordinaria e togliendo le imposte. è pari al reddito operativo debitamente integrato e corretto da proventi e oneri finanziari. nessuna delle alternative proposte è esatta. esprime il livello di performance raggiunto dall’impresa producendo quei beni e quei servizi che si è preposta di realizzare. |




