Domande 30 - 72 linguistica italiana Giola
|
|
Titolo del test:
![]() Domande 30 - 72 linguistica italiana Giola Descrizione: Domande 30 - 72 linguistica italiana Giola |



| Nuovo commento |
|---|
NESSUN RECORD |
|
Si indichi in quale delle seguenti frasi, i tempi dei verbi in corsivo sono usati deitticamente: Tra poco cominceremo a prepararci per uscire. Petrarca nasce ad Arezzo nel 1304. I tuoi saranno arrivati a quest’ora. La stampa a caratteri mobili fu inventata nel 1455 e si diffonderà rapidamente nel secolo successivo. Quale dei verbi in corsivo delle seguenti frasi esprime un aspetto perfettivo aoristico?. Paolo comprò la Mercedes nel 2004. Laura si preparava per le Olimpiadi. Laura si è preparata per le Olimpiadi. Paolo ha comprato la Mercedes nel 2004. Quale dei verbi in corsivo delle seguenti frasi esprime un aspetto imperfettivo progressivo?. Mentre si radeva, Paolo udì un rumore provenire dalla strada. Quando lavorava in Belgio, Marco rientrava in Italia solo a Natale. Gli antichi sovrani si circondavano di poeti e di artisti. Durante il concerto, il pubblico rumoreggiava. Quale delle seguenti coppie di verbi presenta allomorfia tematica?. suole : soliamo. morirà : morrà. temei : temetti. visto : veduto. Quale dei seguenti plurali indica una pluralità di elementi considerati separatamente?. ossi. ginocchia. fondamenti. dita. Quale dei seguenti nomi è un nome massa?. farina. flotta. stormo. gruppo. Quale delle seguenti affermazioni è falsa?. i complementi del Nome sono sempre extranucleari. i Nomi, come i Verbi, possono selezionare degli argomenti. il sintagma nominale (= SN) ha come testa un nome (= N). la categoria funzionale dei DETERMINANTI può fungere da Specificatore del Nome. In quale dei seguenti Sintagmi Nominali troviamo un genitivo oggettivo?. Il rifiuto dell’invito da parte di Andrea. La telefonata di Luca a Maria. Il desiderio materno. La partenza di Mario per l’India. Quale delle seguenti affermazioni è falsa?. L’uso dell’Articolo partitivo è limitato ai Nomi massa. L’Articolo indefinito si può suddividere in due tipi: specifico e non specifico. L’uso dell’Articolo indefinito è limitato ai Nomi contabili o numerabili. L’Articolo partitivo è formato dalla Preposizione articolata ‘«di» + Articolo definito plurale’. In quali categorie si possono suddividere i determinanti?. articoli, dimostrativi, quantificatori, interrogativi ed esclamativi. articoli, dimostrativi, quantificatori. dimostrativi, quantificatori, interrogativi ed esclamativi. articoli, dimostrativi, interrogativi ed esclamativi. Quale delle seguenti affermazioni è falsa?. Gli indefiniti intrinseci possono essere usati solo al plurale. Gli indefiniti si possono dividere in due classi: intrinseci e non intriseci. I dimostrativi sono elementi deittici. I quantificatori si dividono in sue sottoclassi: numerali e indefiniti. Quale delle seguenti affermazioni è falsa?. Il possessivo non solo è incompatibile con gli articoli e con i dimostrativi. I possessivi possono trovarsi anche in posizione postnominale. Anche gli aggettivi qualificativi possono trovarsi nella posizione di Specificatore del Sintagma Nominale. Il possessivo «proprio» può essere usato solo quando il possessore coincide con il soggetto della frase. In quale delle seguenti frasi l’articolo definito viene usato con riferimento anaforico?. Ho visto una bici bellissima. La bici è rossa e molto leggera. Il sole sorge alle 6.30. Le gazze fanno dei nidi molto grandi. Mi fanno male i piedi. Quale delle seguenti frasi contiene un «avverbio verbale»?. Giovanni mangia lentamente. Paolo ha voluto fare di testa sua, perciò ho deciso di farmi da parte. Domani passo a trovarti. Probabilmente, Pietro a quest’ora sarà già arrivato. Quale delle seguenti frasi contiene un «avverbio verbale»?. Carlo ha chiuso la porta lentamente. Paolo ha voluto fare di testa sua, perciò ho deciso di farmi da parte. Probabilmente, Pietro a quest’ora sarà già arrivato. Domani passo a trovarti. Quale delle seguenti affermazioni è falsa?. Gli avverbi di quantità e grado non possono essere usati come Specificatori degli Aggettivi. Gli Aggettivi di Relazione non possono essere modificati da Avverbi. Gli Aggettivi di relazione istituiscono una relazione tra il referente indicato dal SN e un altro referente. Gli Aggettivi prenominali hanno funzine descrittiva o appositiva. Quale delle seguenti affermazioni è falsa?. L’avverbio è una categoria lessicale morfologicamente variabile. Alcuni avverbi si formano a partire da un aggettivo. Gli avverbi di quantità e grado e gli avverbi focalizzatori possono fungere da Specificatori di altri avverbi. Alcuni avverbi hanno la stessa forma degli aggettivi corrispondenti. In italiano, quale di questi aggettivi può esprimere il comparativo sia in modo analitico che sintetico?. piccolo. celebre. facile. misero. In quale delle seguenti frasi si dà il fenomeno dell’estrazione del complemento?. Le si è seduto dietro. L’ho appeso sotto. Siediti lì accanto. Vengo dopo. Quale delle seguenti affermazioni è falsa?. Le preposizioni polisillabiche possono unirsi all’articolo definito, formando le preposizioni articolate. Le preposizioni polisillabiche constano di due o più sillabe e sono portatrici di accento. Il complemento della preposizione è costituito in genere da un Sintagma Nominale. Le preposizioni monosillabiche sono costituite da una sola sillaba e sono prive di accento. La preposizione monosillabiche sono: monosillabi atoni. non sono monosillabi. monosillabi con accento. tutti i monosillabi. Quale delle seguenti affermazioni è falsa?. Il ricorso alla forma articolata è facoltativo con le preposizioni «tra», «fra». Le preposizioni monosillabiche non possono occorrere senza il complemento. Il ricorso alla forma articolata è facoltativo con la preposizione «con». La formazione della P articolata è obbligatoria con le preposizioni «di, a, da, in, su». Quale delle seguenti affermazioni è falsa?. La preposizione «dopo» regge obbligatoriamente un Sintagma Preposizionale. La preposizione «prima» regge obbligatoriamente un Sintagma Preposizionale. La preposizione «sotto» può avere un uso avverbiale o intransitivo. Le preposizione «dietro» richiede facoltativamente un Sintagma Preposizionale. Quale delle seguenti frasi contiene un articolo definito con valore di indefinito specifico?. Cerco un berretto di lana blu. Era qui sopra e ora non c’è. Non ho mai incontrato una persona che non ti stimi. Cerco un berretto di lana blu. Domani farò un giro in centro. Cerco un qualsiasi berretto di lana blu. In quale dei seguenti Sintagmi Nominali, non si può stabilire se il genitivo è soggettivo o oggettivo?. La descrizione del bambino. L’arrivo di Anna. Il rifiuto dell’invito da parte di Carlo. La partenza di Mario. In quale delle seguenti frasi, l’articolo definito ha valore anaforico?. Dal vagone scesero un vecchio e un bambino. Il bambino avrà avuto 8 anni. Vedi? Il bambino con la maglia rossa è mio figlio. I bambini stanno giocando in giardino. In Italia, i bambini vanno a scuola a sei anni. Quale dei seguenti sintagmi contiene un aggettivo attributivo con valore restrittivo (o denotativo)?. La decisione rapida. Il grande amore. La decisione governativa. L’amore paterno. In quale di queste frasi il referente del pronome viene individuato mediante un rinvio cataforico?. Non lo sopporto proprio, tuo fratello!. Mi hanno colpito le sue parole. Guarda! È lui il ragazzo di cui ti parlavo!. È arrivata Maria, ma non sono riuscito a parlarle. Quale delle seguenti affermazioni è falsa?. nei pronomi liberi, si distingue tra forme al Nominativo, al Dativo e all’Accusativo. Il pronome libero «egli» condivide alcune proprietà con i pronomi clitici. in genere il pronome libero viene impiegato quando indica un referente inatteso. i pronomi liberi occupano le stesse posizioni sintattiche dei Sintagmi Nominali. Quale delle seguenti affermazioni è falsa?. abbiamo enclisi quando il pronome clitico è in posizione preverbale. i pronomi clitici sono sempre contigui al verbo. nei pronomi clitici non c’è il caso nominativo. i pronomi clitici non possono essere usati in isolamento. Nell’espressione: «Chi hai visto»? «Lui», in che contesto è usato il pronome?. in caso di isolamento. in caso di contrasto. in caso di focalizzazione. all’interno di un SP. Quale delle seguenti affermazioni è falsa?. Tutti i Sintagmi Preposizionali [a + SN] possono essere resi con i clitici dativi. Il clitico dativo corrisponde a un Sintagma Preposizionale con funzione di Oggetto indiretto. I Sintagmi Preposizionali [a + SN] selezionati da verbi come «pensare» possono essere pronominalizzati col clitico locativo «ci/vi». I pronomi clitici dativi corrispondono a dei Sintagmi Preposizionali del tipo [a + SN]. Quale delle seguenti affermazioni è falsa?. «Ne» può pronominalizzare Sintagmi Preposizionali con valore di dativo. Il comportamento sintattico dell’avverbio di luogo «ci/vi» è analogo a quello di un pronome personale clitico. «Ne» può pronominalizzare Sintagmi Preposizionali con valore di genitivo. Il clitico genitivo-partitivo «ne» presenta un valore equivalente a quello di un pronome personale. Quale delle seguenti affermazioni è falsa?. Il clitico accusativo presenta tre forme: il maschile «lo», il femminile «la», il plurale «loro». I clitici accusativi possono corrispondere a proposizioni oggettive. I clitici accusativi corrispondono a sintagmi nominali con la funzione di Oggetto diretto. Il clitico «lo» può sostituire un complemento predicativo. Nella frase «Ci si sta bene» abbiamo la sequenza di due clitici: il primo locativo, il secondo impersonale. il primo dativo, il secondo riflessivo. il primo dativo, il secondo impersonale. il primo locativo, il secondo riflessivo. Quale di questi verbi riflessivi appartiene alla categoria degli «inaccusativi pronominali»?. accorgersi. pulirsi. lavarsi. correggersi. Nella frase «La mamma ha chiesto a Marta di pettinarsi i capelli», il riflessivo si riferisce: al Soggetto non espresso della proposizione dipendente. all’Oggetto diretto della frase principale (o matrice). al Soggetto della frase principale (o matrice). all’Oggetto diretto della proposizione dipendente. Nella frase «Mi ci ha accompagnato» abbiamo la sequenza di due clitici: il primo accusativo, il secondo locativo. il primo dativo, il secondo locativo. il primo accusativo, il secondo dativo. il primo dativo, il secondo accusativo. Quale delle seguenti affermazioni è falsa?. i pronomi riflessivi sono uguali ai corrispondenti pronomi personali. i pronomi riflessivi liberi hanno solo funzione di caso Obliquo. i pronomi riflessivi presentano una doppia serie di forme: libere e una clitiche. i clitici riflessivi hanno valore accusativo o dativo. In quale delle seguenti frasi si trova un verbo inaccusativo pronominale?. Anna si è pentita dell’acquisto. Quei due si detestano. Marina si elogia più di quanto dovrebbe. Marco si è comprato una bicicletta nuova. Nella frase «Filippo decise di interrompere il lavoro. *Lui era troppo stanco per continuare», l’uso del pronome «lui» è sbagliato. perché il referente «lui» è stato introdotto nella frase precedente e non è inatteso. perché «lui» non può essere usato in isolamento. perché «lui» non può avere funzione di Nominativo. perché «lui» non può essere usato in posizione pre-verbale. In quale di queste frasi il pronome in corsivo è usato deitticamente?. Non penso che mi biasimerai, se dico questo. Guarda dritto dall’altra parte della strada: sono loro i miei vicini di casa. A Mario non piace la cioccolata. Non gli piace nemmeno il gelato. Non la posso proprio accettare, questa situazione. In quale delle seguenti frasi compare un clitico con funzione di Accusativo?. È un maleducato: non ci ha nemmeno salutate. Che cosa ti hanno regalato per Natale?. I bambini sono affamati. Puoi preparagli il pranzo, per favore?. Edimburgo? Ci sono stato l’estate scorsa. Quale tra le seguenti frasi contiene una proposizione nucleare?. È probabile che piova. Dopo essere arrivato, mi ha telefonato. Passami l’incartamento che ti riguarda. Si è addormentato perché era stanco. La frase in cui tutti i costituenti sono dei sintagmi prende nome di: frase semplice. frase matrice. frase complessa. frase nucleare. Quale di queste frase contiene un Complemento predicativo dell’Oggetto?. Silvia crede Tobia innocente. Piero è ingegnere. Piero sembra bravo. Piero sembra una brava persona. Quale di queste affermazioni è falsa?. Una frase matrice che non è subordinata a un’altra frase è detta frase «semplice». Una frase che svolge all’interno di un’altra frase il ruolo che svolgerebbe un sintagma è detta «proposizione». Ogni singola frase che contiene una proposizione è detta «matrice». L’intera struttura frasale che contiene tra i suoi costituenti una proposizione è detta «frase complessa». In quale delle seguenti frasi li verbo a ristrutturazione forma con l’infinito che regge un complesso verbale?. Lo voglio assolutamente comprare. Voglio assolutamente comprarlo. Intendo assolutamente comprarlo. Non devi trattarla male. In quale delle seguenti frasi complesse, il controllore della proposizione infinitiva è il Soggetto della frase matrice?. Paolo pensa di uscire con Marta. A Paolo piace molto uscire con Marta. Mi occorre del tempo per terminare il lavoro. Paolo ha invitato Marta a uscire con lui. Quale delle seguenti frasi complesse contiene una proposizione con un congiuntivo volitivo?. Preferisco che tu esca. Mi rallegra che tu stia bene. Suppongo che a quest’ora sia già arrivato. Credo che tu abbia ragione. Quale delle seguenti frasi presenta la costruzione dell’anteposizione contrastiva?. A Marco, hanno dato in premio, non a Mario. A Marco, gli hanno dato il premio. È a Marco che hanno dato il premio. Hanno dato un premio a Marco. Quale delle seguenti frasi complesse contiene una proposizione extranucleare temporale?. Andando al lavoro, mi sono fermato a comprare il pane. Ha piovuto talmente tanto che il fiume è straripato. Paolo è stato richiamato perché è arrivato tardi. Qualunque cosa tu dica, non mi interessa. Quale delle seguenti frasi complesse contiene una proposizione extranucleare consecutiva?. Ha piovuto talmente tanto che il fiume è straripato. Paolo è stato richiamato perché è arrivato tardi. Andando al lavoro, mi sono fermato a comprare il pane. Qualunque cosa tu dica, non mi interessa. Quale delle seguenti frasi complesse contiene una frase interrogativa indiretta?. Non so se sia partito. È evidente che non dici la verità. L’ho costretto a dirmi la verità. Voglio che tu mi dica la verità. Quale delle seguenti frasi complesse contiene una proposizione relativa descrittiva (o appositiva)?. Luigi, che ho salutato prima, è il capitano della squadra. Il ragazzo che ho salutato prima è il capitano della squadra. Non conosco la località dove andremo in vacanza. Non conosco il ragazzo che ti ha salutato. Quale dei seguenti periodi ipotetici è di tipo controfattuale?. Se Mauro fosse venuto entro le nove, lo avrei accompagnato al treno. Se Mauro viene entro le nove, lo accompagno al treno. Se Mauro venisse entro le nove, lo accompagnerei al treno. Se hai fame, c’è un bar aperto dietro l’angolo. Quale delle seguenti affermazioni è falsa?. Nel caso della dislocazione dell’Oggetto indiretto, la ripresa del clitico è obbligatoria. Nella costruzione del tema sospeso, la ripresa del clitico è obbligatoria. Nella dislocazione a destra, gli elementi dislocati possono essere considerati dei «ripensamenti». I costituenti dislocati a sinistra introducono il tema della comunicazione. Quale delle seguenti frasi complesse contiene una proposizione nucleare oggettiva?. Detesto che tu dica queste cose. Non mi piace che tu ti comporti così. Non è conveniente comprare casa adesso. Aspira a raggiungere una posizione di rilievo. Quale delle seguenti frasi presenta la costruzione della dislocazione a sinistra?. La spesa, di solito la fa mio marito. È a Marco che ho dato il libro. Ne ho comprata molta, di pasta. Marco, gli ho dato il libro. Quale di queste affermazione è falsa?. I dimostrativi «questo» e «quello» richiedono un’interpretazione deittica soltanto spaziale. Il toscano possiede anche degli avverbi di luogo orientati sull’ascoltatore. Il toscano il sistema dei dimostrativi è ternario. Il italiano il sistema dei dimostrativi è binario. Quale dei seguenti elementi rientrano nella deissi personale?. amiamo. questo. ieri. qui. Quale tra le seguenti espressioni è «contestualmente» deittica?. subito. io. domani. allora. Quale di queste affermazioni è falsa?. Nell’italiano dell’uso medio è molto abbondante il ricorso alle varianti eufoniche del tipo «ed» o «ad». Nell’italiano dell’uso medio si tende alla neutralizzazione dell’opposizione tra /s/ e /z/ in contesto intervocalico. Nell’italiano dell’uso medio si tende alla neutralizzazione dell’opposizione tra le vocali medio basse e medio-alte. Nell’italiano dell’uso medio il raddoppiamento fonosintattico è limitato ad alcune aree del centro Italia (specialmente Firenze e la Toscana). Nell’italiano standard, il fenomeno del raddoppiamento fonosintattico: è limitato a poche forme nel fiorentino e in Toscana. è presente solo al Nord Italia. è del tutto assente. è comune. Nell’italiano standard, le funzioni dell pronome clitico dativo maschile «gli»: sono aumentate. sono rimaste invariate. non sono attestate altre funzioni. sono diminuite. Come si definisce una varietà di lingua soggetta a codificazione normativa e che vale come modello di riferimento per la correttezza?. lingua standard. lingua substandard. lingua dell'uso medio. lingua grammaticale. Quale dei seguenti tratti non è caratteristico dell’italiano dell’uso medio?. Declino delle forme aferetiche «‘sto, ‘sta». Declino della regola del «dittongo mobile». Uso di «questo, quello» con referenza generica. Scomparsa dei deittici «codesto, costì, costà». Dei seguenti costrutti, quale non è usato nell’italiano dell’uso medio con valore impersonale?. l’uso dell’indefinito «qualcuno» con funzione pronominale. l’uso del verbo alla III plurale. l’uso del verbo alla II singolare. l’uso dell’indefinito «uno» con funzione pronominale. Quale di queste forme non è usata frequentemente nell’italiano dell’uso medio?. «Che cosa hai fatto?». «Cosa hai fatto?». «Che hai fatto?». «Che accidenti hai fatto?». Nell’italiano standard, l’uso di frasi marcate: è abbondante. è solo dell'uso meridionale. è presente solo nello scritto e non nel parlato. è del tutto assente. A quale categoria appertiene il calco «non c’è di che»?. calchi fraseologici. calchi di derivazione. calchi sintagmatici. calchi di composizione. Quale dei seguenti calchi è un calco strutturale?. banconota. pacchetto. realizzare. bambola. A quale categoria appartiene il calco «guerra fredda»?. calchi sintagmatici. calchi fraseologici. calchi di composizione. calchi di derivazione. A che tipo di prestito corrisponde la parola «brindisi»?. prestiti adattati fonologicamente. prestiti adattati morfologicamente. prestiti non adattati. non è un prestito. Quale delle seguenti affermazioni è falsa?. il cambiamento semantico è la creazione di una parola nuova attraverso i processi morfologici della lingua. il prestito è la riproduzione di un elemento linguistico alloglotto nel duplice aspetto del significato e del significante. il calco linguistico è la riproduzione di un elemento linguistico alloglotto nel solo aspetto del significato. Il lessico contemporaneo conta un numero piuttosto elevato di parole prefissate. Quale di questi prestiti è adattato sia fonologicamente che morfologicamente?. guerra. sciuscià. smog. brindisi. Il sistema fonologico del latino prevedeva: una doppia serie di vocali e consonanti lunghe e brevi. una serie di vocali e consonanti brevi. una serie di vocali brevi, e una serie di consonanti lunghe e brevi. una serie di vocali lunghe e brevi, e una serie di consonanti brevi. Quale di queste affermazioni è falsa?. Le lingue italiche derivano dal latino. L’italiano è una lingua indoeuropea. Il latino fa parte delle lingue indoeuropee. L’italiano è una lingua indoeuropea. Graziadio Isaia Ascoli riteneva: che il fonema /y/ derivasse dal sostrato celtico. che il fonema /y/ derivasse dal sostrato etrusco. che i dialetti italiani settentrionali derivassero da varietà celtiche. che le lingue romanze derivassero dalle lingue di sostrato. Quale di queste affermazioni è falsa?. Il latino non aveva la diatesi passiva. il latino non possedeva il condizionale. il latino non esprimeva il futuro con espressioni perifrastiche. nella diatesi attiva, il latino non esprimeva l’aspetto compiuto mediante perifrasi verbali. L’Appendix Probi: è un testo grammaticale collocato alla fine di un’opera attribuita a Probo. è un’opera grammaticale scritta da Marco Valerio Probo. è una grammatica del latino volgare. è un’opera grammaticale composta nell’abbazia di Bobbio verso il 700 d.C. Il latino volgare era: il registro più basso del latino, usato da tutte le classi sociali nella comunicazione quotidiana. il dialetto usato nell’interazione quotidiana dalle classi inferiori nell’antica Roma. il registro più basso del latino, usato solo dalle classi popolari. la lingua scurrile usata dalle classi popolari nell’antica Roma. Tra le fonti più importanti del latino volgare si annoverano: le opere dei grammatici, le iscrizioni, le lettere private e i testi cristiani. le opere dei grammatici, i testi cristiani e le opere di Cicerone e Virgilio. le opere dei grammatici, le iscrizioni, le opere dei poeti della tarda età imperiale. le opere dei grammatici, le iscrizioni, le opere di Cicerone e Virgilio. Nella storia dell’italiano si distinguono abitualmente: tre fasi: fiorentino antico, fiorentino medio, italiano moderno. due fasi: italiano antico e italiano postunitario. due fasi: italiano antico e italiano moderno. tre fasi: fiorentino antico, italiano moderno, italiano contemporaneo. L’italiano: deriva dal fiorentino trecentesco. deriva dal fiorentino quattrocentesco. deriva dal fiorentino cinquecentesco. deriva dal vernacolo fiorentino. Tra i tratti che distinguono l’italiano moderno e il fiorentino antico dal fiorentino moderno ricordiamo: l’assenza della gorgia toscana. la presenza di pronomi soggetto clitici. l’esito «-aio» da -ARIUM. la cosiddetta anafonesi. Quale di queste affermazioni è falsa?. i volgari italiani derivano dal fiorentino. l’egemonia del fiorentino si impone nel secolo XVII. all’inizio il fiorentino non è che uno dei volgari d’Italia. il termine «dialetto» si diffonde nel Cinquecento. Con il termine di «volgari» medievali si indica: le lingue parlate dal popolo nel Medioevo, distinte dal latino. le varietà di latino impiegate nella comunicazione quotidiana nell’antica Roma. le lingue parlate dal «vulgus» al tempo dell’Impero romano. la lingua letteraria che si imporrà nel Cinquecento. Di quante vocali toniche si compone il sistema fiorentino?. sette. tre. cinque. otto. In fiorentino, il fenomeno del dittongamento spontaneo prevede che: le vocali medio-basse dittongano solo in sillaba aperta e tonica. le vocali medio-basse dittongano solo in sillaba tonica. le vocali medio-alte dittongano solo in sillaba aperta e tonica. le vocali medio-alte dittongano solo in sillaba aperta. Nel latino volgare: esisteva un’opposizione fonologica tra vocali medio-alte e vocali medio-basse. la quantità vocalica aveva valore distintitivo. esisteva un’opposizione fonologica tra vocali lunghe e vocali brevi. l’opposizione di timbro era stata sostituita da un’opposizione di lunghezza. Quale di queste affermazioni è falsa?. In latino classico la lunghezza vocalica aveva carattere allofonico, la differenza di timbro carattere fonologico. il sistema fonologico del latino classico aveva dieci fonemi vocalici. In latino classico la lunghezza vocalica aveva carattere fonologico, la differenza di timbro carattere allofonico. nel latino classico la quantità vocalica aveva valore distintivo. Quale delle seguenti evoluzioni dal latino al fiorentino non è corretta?. LĔGNUM > légno. MĪLLE > mille. SĔPTEM > sètte. FLŌREM > fióre. Rispetto al vocalismo del fiorentino, il vocalismo del siciliano: è privo delle vocali medio-alte. è privo delle vocali medie. è privo delle vocali medio-basse. è privo delle vocali alte. Quale delle seguenti affermazioni è falsa?. La lenizione è l’aumento del grado di forza articolatoria di un segmento vocalico o consonantico. La metatesi è l’alterazione dell’ordine originario di due segmenti. L’inserzione è l’aggiunta di una vocale o di una consonante. La cancellazione è l’eliminazione di uno o più segmenti vocalici o consonantici. Il passaggio lat. «PAUCUM» > fior. «poco» è un caso di: monottongamento. assimilazione. dissimilazione. cancellazione. L’anafonesi è un fenomeno fonetico: che interessa le vocali toniche latine / ĭ ē ŭ ō/ solo in alcuni contesti. che interessa le vocali toniche latine / ĭ ĕ ŭ ŏ/ in ogni contesto. che interessa le vocali toniche latine / ĭ ē ŭ ō/ in ogni contesto. che interessa le vocali toniche latine / ĭ ĕ ŭ ŏ/ solo in alcuni contest. Quale di queste affermazioni è falsa?. la metafonesi è un fenomeno solo dell’italiano antico. la metafonesi è un fenomeno di assimilazione. la metafonesi è innescata dalla vocale finale atona. la metafonesi vige in alcuni casi anche nei dialetti settentrionale. In fiorentino, le vocali toniche in iato tendono a:abbassarsi per dissimilazione. innalzarsi per dissimilazione. innalzarsi per assimilazione. abbassarsi per dissimilazione. dileguare per dissimilazione. L’anafonesi: distingue il fiorentino e l’italiano dai dialetti settentrionali e meridionali. distingue il fiorentino e i dialetti meridionali dai dialetti settentrionali. distingue il fiorentino dall’italiano e dai dialetti settentrionali e meridionali. distingue il fiorentino e i dialetti settentrionali dai dialetti meridionali. La forma «per ischerzo» si spiega come un caso di: prostesi. aferesi. apentesi. epitesi. La forma toscana antica «portòe» si spiega come un caso di: epitesi. epentesi. aferesi. prostesi. In fiorentino, il vocalismo atono da quante vocali è composto?. cinque. otto. sette. tre. In siciliano, il vocalismo atono da quante vocali è composto?. tre. otto. cinque. sette. Nel latino, volgare le vocali atone /ĕ/ e /ĭ/ in iato: passano alla semiconsonante /j/. dileguano. passano a /i/. si rafforzano per dissimilazione. Il passaggio «mangiare bene → mangiar bene» è un caso di: apocope. aferesi. elisione. sincope. Il raddoppiamento fonosintattico «regolare» è innescato: da tutte le parole tronche. da tutti i monosillabi atoni. da alcune parole tronche. da alcuni monosillabi atoni. L’esito «lat. AD-RIPĀRE > it. arrivare» è un caso: di assimilazione anticipatoria. di dissimilazione anticipatoria. di assimilazione perseverativa. di dissimilazione perseverativa. Quale delle seguenti affermazioni è falsa?. In latino classico e in fiorentino la lunghezza vocalica ha valore distintivo. In fiorentino la lunghezza vocalica ha valore allofonico. In latino classico e in fiorentino la lunghezza consonantica ha valore distintivo. In latino classico la lunghezza vocalica ha valore distintivo. Dal latino all’italiano le consonanti finali: si conservano in genere nelle parole monosillabiche. cadono in tutte le parole. cadono in genere nelle parole monosillabiche. si conservano in alcune parole polisillabiche. Il fenomeno della gorgia toscana prevede: la spirantizzazione delle occlusive in contesto intervocalico. la spirantizzazione delle occlusive in contesto non-intervocalico. la spirantizzazione delle fricative in contesto non-intervocalico. la spirantizzazione delle fricative in contesto intervocalico. Nelle varietà toscane, le occlusive sorde in posizione intervocalica: si sonorizzano in alcune forme. si sonorizzano sistematicamente. si sonorizzano sistematicamente e spesso dileguano. non si sonorizzano mai. Quale delle seguenti affermazioni è falsa?. il betacismo è tipico delle varietà centro-meridionali e toscane. la neutralizzazione tra /v/ e /b/, detta betacismo. il latino non possedeva la consonante /v/. in latino volgare la /b/ intervocalica si spirantizza. Nel passaggio dal latino «FACĬO» all’italiano «faccio» dobbiamo ipotizzare: tre passaggi fonetici. un solo passaggio fonetico. due passaggi fonetici. quattro passaggi fonetici. Nel passaggio «FACĬO > faccio» e «TACĔO > taccio», il nesso /kj/ del latino volgare diventa: un’affricata prepalatale sorda. una fricativa prepalatale sonora. una fricativa prepalatale sorda. un’affricata prepalatale sonora. Dal latino all’italiano, nei nessi «consonante + /l/». la /l/ diventa una semiconsonante. la /l/ diventa una consonante. la /l/ diventa una vocale. la /l/ rimane inalterata. L’evoluzione «ARMARIUM > armadio», quale tipo di fenomeno consonantico implica?. dissimilazione. assimilazione. epentesi. metatesi. Quale delle seguenti affermazioni è falsa?. «guastare» e «guado» sono parole di origine germanica. «raro» e «ferire» sono dei cultismi. «manovale» deriva dal latino «MANŬALEM». «guerra» e «guanto» sono parole di origine germanica. L’italiano «vizio» è: un cultismo. un allomorfo di «vezzo». la regolare evoluzione del latino «VĬTĬU(M)». un’eccezione alla legge fonetica che prevede che /ĭ/ evolva in /e/. Nell’evoluzione «DĒBĒTIS > dovete» la /o/ è dovuta a un fenomeno: di labializzazione. di dissimilazione. di abbassamento dell’articolazione. di innalzamento di vocale in iato. L’italiano «specchio» è: la regolare evoluzione del latino «SPĔCŬLU(M)». un’eccezione alla legge fonetica del dittongamento. un caso di raddoppiamento fonosintattico. un cultismo. Quale di queste forme non è dovuta all’analogia?. scrissi. facete. mossi. essere. Alla base dell’italiano «cuore» si deve ipotizzare la forma: *CŎRE(M). CŎRDE. CŎR. *CŎRDE(M). Quali di queste forme si deve al livellamento analogico?. cuociamo. cuoce. moriamo. muore. In italiano, il morfema «-o» della prima persona singolare dell’imperfetto indicativo: è dovuto al processo analogico del quarto proporzionale. è dovuto a un processo analogico di livellamento. è dovuto a un processo analogico di rianalisi. è la regolare continuazione del morfema latino. La forma italiana «lastrico»: è dovuta a un processo analogico di rianalisi. è dovuta a un processo analogico di livellamento. è dovuta al processo analogico del quarto proporzionale. è la regolare continuazione della forma latina «*ASTRĬCU(M)». I processi di retroformazione sono innescati: dalla rianalisi. dal livellamento analogico. dal cambiamento semantico dei suffissi presenti nella parola. dalla grammaticalizzazione. Nell’italiano antico «tempora»: il morfema del plurale è «-ora», diversamente che in latino. il morfema del plurale è «-a», come in latino. il morfema del plurale è «-ora», come in latino. il morfema del plurale è «-a», diversamente che in latino. La forma italiana «usignolo»: è dovuta a un processo analogico di rianalisi. è dovuta al processo analogico del quarto proporzionale. è dovuta a un processo analogico di livellamento. è la regolare continuazione della forma latina «*LUSCINĬŎLU(M)». Quale di queste affermazioni è falsa?. La grammaticalizzazione consiste nella soppressione degli allomorfi. La grammaticalizzazione è una conseguenza della rianalisi (o risegmentazione). Lo sviluppo del suffisso avverbiale «-mente» è un caso di grammaticalizzazione. Nella grammaticalizzazione una parola lessicale diventa un morfema grammaticale. Quale di queste affermazioni è errata?. In italiano, la gran parte dei nomi deriva dal nominativo latino. La IV e la V declinazione non proseguono in fiorentino antico. Nell’evoluzione dal latino all’italiano i morfemi flessivi dei nomi hanno perduto la funzione casuale. Il risultato dell’evoluzione del sistema nominale latino è, in fiorentino, la formazione di cinque classi di nomi. Secondo l’ipotesi «morfologica», il morfema plurale «-e» del femminile (per es. «capre»): è la regolare continuazione del nominativo plurale della I declinazione latina. non è spiegabile. è di origine analogica. è la regolare continuazione dell’accusativo plurale della I declinazione latina. Nel latino volgare, l’articolo definito: aveva valore soltanto endoforico (o testuale). aveva valore sia endoforico (o testuale) che esoforico (o extralinguistico). aveva valore endoforico (o testuale) e poteva designare una classe di elementi. aveva valore soltanto esoforico (o extralinguistico). Qual è la regolare evoluzione del latino «LIGNUM» (sing.), «LIGNA» (pl.)?. il legno, le legna. la legna, le legne. il legno, la legna. il legno, i legni. Le forme singolari dei pronomi clitici italiani (mi, ti, lo, gli, la, le) derivano: dal dativo e dall’accusativo dei pronomi personali latini e di «ĬLLE, ĬLLA, ĬLLUD». dall’accusativo e dal genitivo dei pronomi personali latini e di «ĬLLE, ĬLLA, ĬLLUD». dal nominativo e dal dativo dei pronomi personali latini e di «ĬLLE, ĬLLA, ĬLLUD». dal nominativo e dall’accusativo dei pronomi personali latini e di «ĬLLE, ĬLLA, ĬLLUD». I pronomi liberi «lui» e «loro»: in fiorentino antico raramente avevano funzione di soggetto. in italiano moderno hanno soltanto funzione di soggetto. in italiano moderno raramente hanno funzione di soggetto. sia in fiorentino antico, sia in italiano moderno spesso hanno funzione di soggetto. La forma italiana «quello» deriva da: «ECCU(M) ĬLLU(M)». «CU(M) ĬLLU(M)». «QUĒLLU(M)». «QUĬLLU(M)». Nella formazione dei composti, l’italiano: presenta l’ordine TESTA-MODIFICATORE, diversamente dal latino. presenta l’ordine TESTA-MODIFICATORE, come il latino. presenta l’ordine MODIFICATORE-TESTA, diversamente dal latino. presenta l’ordine MODIFICATORE-TESTA, come il latino. La forma italiana «questo» deriva da: «ECCU(M) ĬSTU(M)». «QUĬSTU(M)». «QUĒSTU(M)». «CU(M) ĬSTU(M)». Nell’espressione della comparazione: si passa da un sistema di tipo sintetico (latino) a uno di tipo analitico (italiano). si passa da un sistema di tipo analitico (latino) a uno di tipo sintetico (italiano). il sistema di tipo analitico latino si conserva in italiano. il sistema di tipo sintetico latino si conserva in italiano. Quale di queste affermazioni non è corretta?. «Egli» deriva dal nominativo «ĭlle». «Noi» deriva dal nominativo/accusativo «nos». «Ella» deriva dal nominativo «ĭlla». «Loro» deriva dal genitivo «ĭllōrum». Quale di queste affermazioni è falsa?. La forma «sei» del verbo «essere» è la regolare continuazione del latino «ĔS». La forma «siete» del verbo «essere» deriva da un ipotetico «*SĔTIS». Il morfema «-o» di «sono» (I pers. del verbo «essere») è analogico su quello delle coniugazioni regolari («am-o», «legg-o», ecc.). Il morfema «-no» di III plurale si è esteso da «essere» alle altre coniugazioni. Le coniugazioni in italiano: sono tre, mentre in latino erano quattro. sono quattro come in latino. sono tre come in latino. sono quattro, mentre in latino erano tre. Il passaggio di un verbo da una coniugazione all’altra è detto: metaplasmo. cataplasmo. metatesi. metalessi. Il presente indicativo «vedo»: è analogico su quelle della I e della III coniugazione. è la regolare continuazione del latino «vĭdeo». è analogico su quella della IV coniugazione. è la regolare continuazione del latino «vĭdo». La desinenza di I plurale «-iamo»: proviene dal congiuntivo presente della II e IV coniugazione. è la continuazione della desinenza del presente indicativo di IV coniugazione «-ĪMUS». è la regolare continuazione della desinenza del presente indicativo di I coniugazione «-ĀMUS». è la continuazione della desinenza del presente indicativo di II coniugazione «-ËMUS». Il congiuntivo imperfetto italiano: deriva dal congiuntivo piuccheperfetto latino. deriva dal congiuntivo imperfetto latino. deriva dall’indicativo piuccheperfetto latino. deriva dal congiuntivo presente latino. Il morferma «-a» del congiuntivo presente di «dare» e «stare». è analogico su quello del congiuntivo presente della II-IV coniugazione. è la regolare continuazione del congiuntivo latino di «DARE» e «STARE». è analogico su quello dell’indicativo presente della I coniugazione. è analogico su quello del congiuntivo presente di «essere». Quale di queste modalità di costruire il perfetto si continua solo sporadicamente in italiano?. raddoppiamento della sillaba radicale. aggiunta di «-s-» tra la radice e la desinenza. cambiamento della vocale radicale. aggiunta di «-u-» tra la radice e la desinenza. Il futuro e il condizionale italiano sono diventati forme sintetiche a causa: di un processo di rianalisi e grammaticalizzazione. di livellamento analogico. di composizione e derivazione. di coalescenza. Il condizionale italiano: era in origine una forma sintetica formata dall’infinito del verbo e dal perfetto dell’ausiliare «avere». è la regolare continuazione del congiuntivo imperfetto latino. è la regolare continuazione dell’indicativo piuccheperfetto latino. era in origine una forma sintetica formata dall’imperfetto dell’ausiliare «avere» e dall’infinito del verbo. Il perfetto indicativo latino: esprimeva un aspetto verbale aoristico o compiuto a seconda dei contesti. esprimeva un aspetto verbale sia aoristico sia compiuto. esprimeva un aspetto verbale compiuto. esprimeva un aspetto verbale aoristico. Il futuro italiano: era in origine una forma sintetica formata dall’infinito del verbo e dal presente dell’ausiliare «avere». è la regolare continuazione dell’infinito latino. è la regolare continuazione del futuro latino. era in origine una forma sintetica formata dal presente dell’ausiliare «avere» e dall’infinito del verbo. Quale di queste affermazioni è falsa?. il latino esprimeva il passivo soltanto attraverso forme sintetiche. già nel latino volgare erano scomparsi i verbi deponenti. il condizionale italiano era in origine un costrutto verbale analitico. l’italiano esprime il passivo soltanto attraverso forme analitiche. In italiano si ha la proclisi: con tutti i modi finiti del verbo tranne che coll’imperativo. con tutti i modi non-finiti del verbo tranne che coll’infinito, che ammette anche l’enclisi. con tutti i modi finiti del verbo. con tutti i modi non-finiti del verbo. Quale dei seguenti ordini è quello fondamentale in italiano?. Sintagma Nominale-Genitivo, diversamente che in latino. Aggettivo-Nome, diversamente che in latino. Sintagma Nominale-Genitivo, come in latino. Nome-Aggettivo, come in latino. Quale delle seguenti affermazioni è falsa?. La preposizione latina «AD» introduceva l’Oggetto indiretto. Il latino esprimeva alcune funzioni sintattiche sia attraverso i casi, sia attraverso le preposizioni. In latino c'erano preposizioni che potevano reggere due casi diversi. La preposizione italiana «da» deriva dalla fusione delle preposizioni latine «DE» e «AB». In italiano antico la proclisi si verifica: quando il verbo non è in posizione iniziale. quando il verbo è preceduto dalle congiunzioni «e, ma, o». quando il verbo è al modo imperativo. quando il verbo è in posizione iniziale di frase. Quale di queste affermazioni è falsa?. In latino «DOMUS» significava «padrone». abbiamo cambiamento semantico quando il significato di un lessema muta da uno stato all’altro di una lingua. in latino «CABALLUS» significava «ronzino». in latino «BUCCA» significava «guancia», analogamente a «GENA». Il passaggio dal lat. «HOMO» ‘essere umano’ all’it. «uomo» ‘essere umano di sesso maschile’ deriva: da un’associazione per similarità tra i significati. da un’associazione per similarità tra i significanti (le parole). da un’associazione per similarità tra i referenti. da un’associazione per contiguità tra i significati. Il cambiamento semantico dal lat. «COXA» ‘anca’ all’it. «coscia» deriva: da un’associazione per contiguità tra i referenti. da un’associazione per contiguità tra i significanti (le parole). da un’associazione per similarità tra i significanti (le parole. da un’associazione per similarità tra i referenti. Il cambiamento semantico si attua attraverso tre passaggi: associazione, innovazione, lessicalizzazione. associazione, innovazione, neoformazione. associazione, neoformazione, lessicalizzazione. associazione, innovazione, polisemia. Quale delle seguenti affermazioni è falsa?. i cultismi si sono evoluti secondo le leggi fonetiche. i cultismi non fanno parte del lessico ereditario. i cultismi sono stati introdotti nella lingua dai dotti. il lessico ereditario è stato trasmesso per via orale. Quale delle seguenti affermazioni è falsa?. l’articolo definito «il» deriva dalla prima sillaba del dimostrativo latino «ĬLLUM». la forma più arcaica dell’articolo in fiorentino è «lo». l’articolo definito «lo» deriva dalla seconda sillaba del dimostrativo latino «ĬLLUM». la /i/ di «il» deriva da un fenomeno di prostesi. Nella frase del Decameron «a cena l’arostisse e governassela», la legge Tobler-Mussafia: è sempre rispettata. è rispettata solo dalla forma «governassela». è rispettata solo dalla forma «l’arostisse». non è mai rispettata. La forma «isperate» nel verso dantesco «non isperate mai veder lo cielo» è un caso di: prostesi di /i/. aferesi di /i/. epitesi di /i/. epentesi di /i/. La forma «venir» nel verso dantesco «Ed ecco verso noi venir per nave» è un caso di: troncamento. aferesi. sincope. elisione. |




