DIRITTO PRIVATO E DI INTERNET
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![]() DIRITTO PRIVATO E DI INTERNET Descrizione: DIRITTO PRIVATO E DI INTERNET |



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Il diritto oggettivo è : L’insieme delle norme giuridiche, cioè delle regole che disciplinano in astratto la condotta dei consociati;. L’insieme delle regole che disciplinano l’organizzazione dello Stato e degli altri enti pubblici;. Il potere attribuito dalla legge agli uomini di agire per il soddisfacimento dei propri interessi;. L'insieme delle regole che disciplinano i rapporti privati che si instaurano tra i membri della collettività;. Per norma giuridica si intende: una proposizione precettiva, posta o riconosciuta dallo Stato, che riconosce, offre la facoltà, impone o proibisce determinati comportamenti;. una norma morale;. una regola di condotta;. una norma di ordine naturale;. L’art. 3 Costituzione: è una norma giuridica;. non è una norma giuridica perché è priva di sanzione;. non è una norma giuridica perché non contiene una regola di condotta;. non è una norma giuridica perché contiene un principio di carattere generale;. Cosa sono i fatti giuridici?. le circostanze della vita che le norme non prendono mai in considerazione e al cui verificarsi sono collegati determinati effetti;. Le circostanze della vita prese in esame dalle norme giuridiche, al cui verificarsi sono collegati determinati effetti;. fatti privi di effetti giuridici;. sono la stessa cosa degli atti giuridici;. Quando si parla di distinzione delle norme giuridiche in base al loro contenuto, si hanno le norme: precettive e permissive;. precettive e proibitive;. precettive, proibitive e permissive;. proibitive e permissive;. La riserva di legge ricorre: tutte le volte in cui l’unica fonte abilitata dalla Costituzione a disciplinare una certa materia, è la legge ordinaria;. quando la legge generale rinvia alle norme speciali;. quando ci sono lacune nel sistema e occorre fare riferimento a norme che regolano casi analoghi;. un modo di interpretare le norme giuridiche;. A cosa serve il sistema di gerarchia delle fonti del diritto?. agli studiosi per comprendere il significato delle norme giuridiche;. non ha nessuna utilità, è solo un criterio imposto dalla Legge;. non ha nessuna utilità, è stato stabilito per classificare le norme in base al loro ambito di appartenenza;. a risolvere possibili situazioni di conflitto tra norme, a garantire stabilità dell'ordinamento giuridico e certezza del diritto. I precedenti giurisprudenziali fanno parte delle fonti del diritto italiano?. sì;. no;. sì ma in alcune materie sono vincolanti, in latre materie non non sono vincolanti;. sì, ma sono parzialmente vincolanti;. Le fonti fatto: sono le norme emanate dal Governo;. nascono in seguito a un procedimento di competenza di un organo appositamente designato a produrle;. sono quelle che nascono in seguito a comportamenti umani o sociali cui il nostro ordinamento conferisce valenza normativa;. sono le leggi emanate dal Parlamento;. Con il termine fonte del diritto cosa si intende?. i testi che raccolgono le norme e i fatti naturali idonei a produrre norme;. gli atti idonei a produrre norme giuridiche;. i testi che raccolgono le norme;. i testi che raccolgono le norme, atti e fatti idonei a produrre norme giuridiche;. Le direttive comunitarie: non sono obbligatorie né vincolanti;. impongono agli Stati membri di emanare norme per adeguare il diritto interno ai principi in esse contenuti;. sono obbligatorie in tutti i loro elementi per i destinatari da esse designati;. sono direttamente applicabili, non impongono agli stati membri di emanare norme per adeguare il diritto interno;. Quali sono le fonti primarie dell’ordinamento giuridico italiano?. Le leggi ordinarie, gli atti del Governo aventi forza di legge, e le leggi regionali;. Le leggi costituzionali e le leggi ordinarie;. Le leggi costituzionali e gli atti del Governo aventi forza di Legge;. Le leggi costituzionali, le leggi ordinarie e le leggi regionali;. Il principio di territorialità delle norme sancisce che le leggi vigenti in uno Stato: Valgono solo per quello Stato e per le persone con domicilio in quello Stato;. Valgono solo nel territorio di quello Stato;. Valgono per il territorio di quello Stato e per le persone che vi risiedono;. Valgano per quello Stato e solo per le persone con la cittadinanza di quello Stato;. L'art. 11 disp. prel. c.c. sancisce il principio di irretroattività delle leggi, che significa che: Le leggi non sono irretroattive in generale, solo le norme penali lo sono;. La legge può regolare situazioni pregresse qualora lo preveda espressamente;. La Legge non può regolare situazioni antecedenti alla sua entrata in vigore;. La Legge può regolare situazioni anche antecenti alla sua entrata in vigore;. Il procedimento analogico può essere applicato indiscriminatamente a tutte le leggi e a tutti i casi?. No, non si applica a leggi penali ed eccezionali;. No, non si applica alle sole leggi penali;. No, non si applica a leggi speciali e penali;. Sì;. In base ai soggetti che effettuano l'attività interpretativa della norma, è possibile distinguere: interpretazione dottrinale, giudiziale, autentica e burocratica;. interpretazione dottrinale, giudiziale, letterale, analogica;. interpretazione logica, dottrinale, giudiziale, autentica;. interpretazione dottrinale, giudiziale, burocratica;. In base ai diversi criteri utilizzati nel modo di interpretare la norma, si distinguono: Interpretazione letterale e autentica;. Interpretazione autentica e dottrinale, che insieme formano l'interpretazione autentica;. Interpretazione letterale e logica, che combinate insieme formano l'interpretazione sistematica;. Interpretazione dottrinale e giudiziale, che insieme formano l'interpretazione sistematica;. Il principio di neutralità della Rete implica: che qualsiasi forma di comunicazione elettronica veicolata da un operatore sia trattata in modo discriminatorio, indipendentemente dal contenuto, dall’applicazione, dal servizio, dal terminale, nonché dal mittente e dal destinatario;. che qualsiasi forma di comunicazione elettronica veicolata da un operatore sia trattata a seconda del contenuto, dell’applicazione, del servizio, del terminale, nonché del mittente e del destinatario;. che qualsiasi forma di comunicazione elettronica veicolata da un operatore sia trattata in modo non discriminatorio, indipendentemente dal contenuto, dall’applicazione, dal servizio, dal terminale, nonché dal mittente e dal destinatario;. che non tutte comunicazioni elettroniche veicolate da un operatore siano trattata in modo non discriminatorio, indipendentemente dal contenuto, dall’applicazione, dal servizio, dal terminale, nonché dal mittente e dal destinatario;. Nel codice delle comunicazioni elettroniche, l’art. 53, nel definire l’obbligo della fornitura della connessione in postazione fissa a una rete di comunicazione pubblica è stabilito che: oggi tale connessione consente agli utenti finali di supportare le comunicazioni vocali, facsimile e dati, a velocità di trasmissione tali da consentire un accesso efficace a Internet;. oggi tale connessione consente agli utenti finali di supportare velocità di trasmissione, che tuttavia non significa sempre accesso efficace per tutti a Internet;. oggi tale connessione non può consentire a tutti gli utenti finali di supportare le comunicazioni vocali, tali da consentire un accesso uguale per tutti a internet;. oggi tale connessione impedisce agli utenti finali di supportare le comunicazioni vocali, facsimile e dati, a velocità di trasmissione tali da consentire un accesso efficace a Internet;. In Francia dalla pronuncia del Consiglio costituzionale francese del giugno 2009 sul caso Hadopi1 (dec. 2009-580 DC), si è arrivati ad affermare che: la sanzione della disconnessione dalla Rete quale sanzione per la violazione delle norme a tutela del diritto d’autore può essere irrogata solo dagli ISP;. nessun autorità, nemmeno giudiziaria può irrogare la sanzione della disconnessione dalla Rete quale sanzione per la violazione delle norme a tutela del diritto d’autore;. la sanzione della disconnessione dalla Rete quale sanzione per la violazione delle norme a tutela del diritto d’autore può essere irrogata solo da un’autorità giudiziaria nel rispetto della riserva di giurisdizione;. la sanzione della disconnessione dalla Rete quale sanzione per la violazione delle norme a tutela del diritto d’autore può essere irrogata solo da un’autorità giudiziaria nel rispetto della riserva di giurisdizione;. Che cos’è l’internet Governance Forum (IGF)?. una piattaforma di dialogo e confronto tra istituzioni dell'UE;. una piattaforma di dialogo e di confronto tra gli stakeholders istituita dagli USA;. una piattaforma di dialogo e confronto tra gli stakeholders istituita dall'Onu;. una piattaforma di dialogo e confronto tra stakeholders presso l'Unesco;. La certezza del diritto: deve valere anche per la realtà digitale;. non significa nulla nella realtà di Internet;. non esiste in Internet;. vale solo nella realtà fisica materiale;. In Internet è stato adottato un linguaggio tecnico comune?. Gli Stati stanno lavorando per crearne uno entro il 2024;. Sì sono i segnali digitali, il c.d. protocollo TCP/IP;. Non ancora;. No;. Internet è menzionata tra le reti di comunicazione elettronica: sin dalla direttiva quadro del 2002 e dal codice comunicazioni elettroniche del 2003;. sin dalla direttiva 2018;. solo nella direttiva 2018;. sin dalla direttiva del 2015 e dal codice comunicazioni elettroniche del 2003;. L'accesso alla Rete è diritto fondamentale?. lo era, non lo è più;. No;. Va declinato nella prospettiva di diritto di accedere agli strumenti informatici e telematici;. Sì;. Internet: Non ha proprietari né organismi di coordinamento;. Ha proprietari e organismi di coordinamento;. Non ha proprietari ma organismi di coordinamento;. Non ha proprietari ma organismi di coordinamento;. Il protocollo http (HyperText Transfer Protocol) è un sistema: Che permette una lettura ipertestuale dei documenti senza utilizzare di stringhe di collegamento (hyperlink o link) e senza un programma di “navigazione”, browser;. Che permette una lettura ipertestuale dei documenti grazie all’utilizzo di stringhe di collegamento (hyperlink o link) e di un programma di “navigazione”, il c.d. browser;. Che consente una lettura non ipertestuale dei documenti;. Che non permette una lettura ipertestuale dei documenti grazie all’utilizzo di stringhe di collegamento (hyperlink o link) e di un programma di “navigazione”, il c.d. browser;. Cosa sono le Carte dei diritti digitali “ o “Internet Bill of rights”?. Sono tutte Leggi che prevedono i diritti fondamentali dell’uomo nella realtà digitale, ispirati alle carte costituzionali;. Documenti ricognitivi dei diritti fondamentali dell’uomo nella realtà digitale, ispirati alle carte costituzionali;. Regolamenti comunitari riguardanti i diritti fondamentali dell’uomo nella realtà digitale, ispirati alle carte costituzionali;. Direttive comunitarie riguardanti i diritti fondamentali dell’uomo nella realtà digitale, ispirati alle carte costituzionali;. All’interno della Dichiarazione dei diritti in Internet, l’accesso alla rete: E’ tutelato e sancito come interesse legittimo ma non come diritto;. Non è stato sancito;. È diritto fondamentale della persona e condizione per il suo pieno sviluppo individuale e sociale;. È riconosciuto come diritto, ma non fondamentale delle persone;. In Internet, sono emerse situazioni con esigenze di specifica tutela?. sì è la c.d. tutela "superiore";. sì è la c.d. tutela inferiore;. no, e mai emergeranno;. non ancora;. Tra le tesi elaborate dalla dottrina per tentare di dare soluzione al problema del diritto applicabile in Internet, quale è la tesi prevalente?. quella che ritiene applicabile sic et simpliciter ad Internet il diritto attualmente vigente sia di fonte negoziale che convenzionale, senza alcun cambiamento;. quella che ritiene che Internet debba avere un suo ordinamento giuridico speciale;. quella di chi ritiene che Internet non debba avere alcuna regolamentazione;. quella che ritiene applicabile il diritto vigente ma con necessari cambiamenti ed innovazioni per regolamentare i fenomeni giuridici in Internet;. La trasmissione digitale: è una rappresentazione originale dei segnali che si basa sulla corrispondenza tra due segnali di cui uno, il segnale di trasmissione è la rappresentazione dell’altro, il segnale all’origine;. è un tipo di trasmissione che rende distinguibili i dati trasmessi, l’uno dall’altro;. consiste nella scomposizione durante il loro trasporto, dei dati, nella loro riduzione a bit, ovvero ad impulsi in successione;. è un sistema che consente al segnale di mantenere il proprio formato naturale durante il passaggio attraverso i vari mezzi trasmissivi;. L’elemento caratterizzante della telematica è costituito: dalla necessaria presenza di un network che veicola a grande distanza e in tempo reale l’informazione e raggiunge l’utente del servizio, senza memorizzarla né elaborarla;. dalla necessaria presenza di un network che veicola a grande distanza, ma non in tempo reale l’informazione e raggiunge l’utente del servizio, memorizzandola, senza elaborarla;. dalla necessaria presenza di un network che veicola a grande distanza e in tempo reale l’informazione, memorizza ed elabora l’informazione;. dalla necessaria presenza di un network che veicola a grande distanza e in tempo reale l’informazione, raggiunge l’utente del servizio; memorizza ed elabora l’informazione. Il codice europeo del 2018 parla di: comunicazioni elettriche;. comunicazioni telematiche;. comunicazioni elettroniche;. telecomunicazioni;. All’interno di ciascuno Stato, l’attività pianificatoria delle frequenze: si distingue in due fasi che comprendono: piano di ripartizione e piano di assegnazione delle frequenze;. si distingue in tre fasi: piano di ripartizione, piano di assegnazione e piano di vendita;. avviene sulla base di vendite al miglior offerente;. avviene sulla base di gare d’appalto;. L’utilizzazione delle frequenze è regolato: Da nessuna convenzione: non esistono nè convenzioni, né concessioni delle frequenze, che sono vendute al miglior offerente;. Da un sistema di vendita che cede a ogni soggetto, pubblico o privato richiedente, certe frequenze;. Da accordi tra i singoli con i quali vengono assegnate le frequenze;. Da convenzioni internazionali che assegnano a ciascuno Stato, determinate frequenze;. Le frequenze sono: beni di proprietà della nazioni;. beni di proprietà delle grandi società di comunicazione;. beni di proprietà dell'UE;. beni di rilevanza internazionale;. Quali sono gli elementi che caratterizzavano le telecomunicazioni?. Emissione e ricezione;. Emissione, trasmissione e ricezione;. Ricezione e trasmissione;. Emissione e trasmissione;. L’Italia ha recepito il Codice europeo delle comunicazioni elettroniche del 2018?. sì con la legge 22/2021;. non ancora;. sì, con il d. lgs. 70/2023;. sì, con il d. lgs. 207/2021;. Il codice europeo delle comunicazioni elettroniche distingue i servizi di comunicazione elettronica?. sì, li distingue in servizio di accesso ad Internet, servizi di comunicazione interpersonale, servizi consistenti esclusivamente o prevalentemente nella trasmissione di segnali;. sì, ma distingue solo i servizi di accesso e trasmissione dei segnali;. no, non distingue più i servizi in servizi di accesso ad Internet dai servizi di comunicazione interpersonale;. sì, ma distingue solo i servizi di comunicazione interpersonale e i servizi consistenti esclusivamente o prevalentemente nella trasmissione di segnali;. Il sistema delle telecomunicazioni era monopolistico?. sì;. sì e lo è ancora;. no, non lo era ma lo è diventato;. no;. Che cosa è il BEREC (Body of European Regulators for Electronic Communications)?. il mercato unico delle comunicazioni elettroniche;. un organismo europeo che fa parte di AGCOM;. un organismo per promuovere un’attuazione coerente della normativa europea, affinché l'Unione europea abbia un mercato unico funzionante per le comunicazioni elettroniche;. un testo normativo fondamentale che ha realizzato una normativa europea unica e comune nel campo delle comunicazioni elettroniche;. La Direttiva 2000 sui soggetti di rete, regolamenta: la RAI;. i fornitori di servizi di media audiovisivi;. i c.d. intermediari di Rete;. le piattaforme di condivisione video;. I fornitori di piattaforme di condivisione video che operano sulla Rete hanno lo stesso identico regime di "irresponsabilità degli ISP?. sì, perché hanno responsabilità editoriale;. no, perché i fornitori di pittaforme di condivisione video hanno particolari obblighi connessi alla organizzazione dei contenuti;. no, perché i fornitori di piattaforme di condivisione video hanno responsabilità editoriale;. sì;. Che cos'è il level playing field?. l'insieme delle frequenze;. una legge sulla pianificazione delle frequenze;. un livello di pianificazione delle frequenze;. una regolamentazione ispirata al principio di parità di condizioni tra gli attori operanti sulle reti;. I content provider sono: i fornitori di accesso alla Rete attraverso la dorsale Internet;. soggetti che offrono alla clientela l’accesso ad Internet attraverso modem o connessioni dedicate;. soggetti che immagazzinano i dati provenienti dall’esterno in un’area di allocazione temporanea;. i fornitori di contenuti, autori quindi dei contenuti pubblicati sui propri server;. Ai sensi della Direttiva 2007, il fornitore di servizi di media audiovisivi, che opera sulla Rete: è la persona fisica che sceglie il contenuto audiovisivo del servizio di media audiovisivo ma non ha la responsabilità editoriale;. è la persona fisica o giuridica che assume la responsabilità editoriale della scelta del contenuto audiovisivo del servizio di media audiovisivo e ne determina la modalità di organizzazione;. è solo la persona giuridica che opera sulla Rete ma non ha responsabilità editoriale dei contenuti che immette;. è la persona fisica che sceglie il contenuto audiovisivo del servizio di media audiovisivo ma non ne determina la modalità di organizzazione. Secondo la Direttiva 2000, nel caso degli ISP di mere conduit c’è la possibilità per un organo giurisdizionale o un’autorità amministrativa di esigere che il prestatore ponga fine ad una violazione o la impedisca?. mai, essendovi totale irresponsabilità;. no, possono solo irrogare sanzioni;. sì, ma gli Stati membri non possono definire procedure per la rimozione delle informazioni o la disabilitazione dell’accesso alle medesime;. sì, ed inoltre gli Stati membri possono definire procedure per la rimozione delle informazioni o la disabilitazione dell’accesso alle medesime;. Nella direttiva 2018/1808 il fornitore delle piattaforme di condivisione video: ha responsabilità editoriale;. non è regolamentato;. se organizza lui la piattaforma ha responsabilità editoriale;. non ha responsabilità editoriale;. Dal 2012 cosa altro prevede il Servizio universale?. i telefoni pubblici;. la connessione dati per garantire efficace accesso ad Internet;. i numeri di emergenza;. le agevolazioni per i disabili e i numeri di emergenza;. Il secondo processo di liberalizzazione del mercato in Italia: cancella l’obbligo di prestazione del servizio universale. introduce l’obbligo di prestazione del servizio universale;. elimina il numero unico di emergenza europeo;. non cancella l’obbligo di prestazione del servizio universale;. Nell’ambito della Direttiva 2007 è consentita la cessione dei diritti d’uso delle frequenze?. la direttiva nulla dice al riguardo;. sì;. no;. solo tra Stati membri;. Quando l’Italia ha dato attuazione al codice europeo delle comunicazioni elettroniche?. non ha ancora dato attuazione al codice europeo delle comunicazioni elettroniche;. nel 2019, con il d.l. 1/19;. nel 2022;. nel 2021, con il d.lgs. 207/2021;. Ai sensi del Codice Europeo delle comunicazioni elettroniche, dir. 2018/1972 se l’inottemperanza rilevata da AGCOM viene commessa da imprese aventi. ciascun soggetto interessato è passibile di una ammenda di ammontare tra il 2% e il 5% del fatturato realizzato secondo l’ultimo bilancio approvato anteriormente alla notificazione della contestazione;. ciascun soggetto interessato è passibile di una ammenda di ammontare tra il 0,2% e lo 0,5% del fatturato realizzato secondo l’ultimo bilancio approvato anteriormente alla notificazione della contestazione;. ciascun soggetto interessato è passibile di una ammenda di ammontare tra il 20% e il 50% del fatturato realizzato secondo l’ultimo bilancio approvato anteriormente alla notificazione della contestazione;. ciascun soggetto interessato è passibile di una ammenda di ammontare tra il 12% e il 15% del fatturato realizzato secondo l’ultimo bilancio approvato anteriormente alla notificazione della contestazione;. Il codice europeo delle comunicazioni elettroniche (Dir. 2018/1972) intervenne: solo su disciplina dei prezzi e recesso;. sui poteri sanzionatori di AGCOM, sulla disciplina dei prezzi, sulla durata dei contratti e sul diritto di recesso;. solo sulla disciplina dei prezzi;. soltanto sul diritto di recesso;. Con la decisione n. 13398/18, la Cassazione penale, ha stabilito che: il direttore responsabile di una testata giornalistica online risponde del reato colposo di omesso controllo di cui all’art. 57 c.p.;. il direttore responsabile di una testata giornalistica online non risponde del reato colposo di omesso controllo di cui all’art. 57 c.p.;. il direttore responsabile di una testata giornalistica online risponde del reato di omesso controllo ex art 57 c.p. solo quando c’è dolo;. solo il direttore responsabile di una testata cartacea risponde del reato colposo di omesso controllo di cui all’art. 57 c.p. ;. Il tema della parificazione della disciplina della Rete a quella della stampa cartacea: è stato affrontato dal legislatore italiano nella l. 287/90;. è stato affrontato nel d. lgs. 208/2018;. non è stato ancora affrontato dal legislatore, solo dalla giurisprudenza;. è stato affrontato dal legislatore italiano con la l. n. 62/01 sull’editoria elettronica;. Con il d.lgs. n. 70/03 sul commercio elettronico, si è stabilito che «la registrazione della testata editoriale telematica: è sempre obbligatoria;. non è mai obbligatoria;. è obbligatoria per i siti con più elevato numero di utenti;. è obbligatoria solo per le attività per le quali i prestatori del servizio intendano avvalersi delle provvidenze previste dalla l. 62/01;. Nel DSA l’esenzione di responsabilità per i provider esercenti attività di mere conduit, caching e hosting: è mantenuta;. è abolita solo quella dei caching provider;. è abolita;. è rafforzata;. Nel DSA, indicare in modo chiaro le condizioni di servizio e i relativi requisiti: È un obbligo solo per le very large platform;. È un obbligo comune a tutte le piattaforme intermediarie di servizi;. Non è mai un obbligo per nessuna piattaforma intermediaria di servizi;. È un obbligo solo delle online platform e delle very large platform;. Il Digital Services Act è: è il nuovo regolamento europeo sui servizi digitali;. è un'Autorità a tutela del mercato digitale;. è un convegno organizzato dall'ONU;. è un organismo di controllo;. Nel DSA le piattaforme intermediarie di servizi: vengono suddivise in categorie?. sì, in 2 categorie: Online platfform e very large platform;. sì, in 4 categorie: intermediary services; hosting; online platform, very large platform;. sì in 2 categorie: hosting e online platform;. no, non sono divise in categorie;. Che cos’è il DMA?. il nuovo regolamento europeo sui mercati digitali;. un d.l. sul mercato digitale;. un accordo internazionale sui mercati digitali;. un decreto legislativo sul mercato digitale;. Nel Digital Markets Act, riguardo all'antitrust: l'approccio nei confronti del monitoraggio antitrust resta immutato, cioè ex post;. Non ci sono previsioni in ordine alle regole antitrust, il Digital Markets Act regola solo i mercati dgitali;. Non è ancora previsto un approccio ex ante, in cui il monitoraggio avviene prima che venga effettuata la violazione;. È previsto un approccio ex ante, in cui il monitoraggio avviene prima che venga effettuata la violazione;. Quale è o quali sono l’elemento/Elementi principale/i del documento analogico?. materia e mezzo;. materia e contenuto;. Materia, mezzo e contenuto;. contenuto e mezzo;. Nel nostro ordinamento giuridico, il documento informatico è equiparato a quello analogico?. Sì, dalla legge 59/97 che ne ha riconosciuto piena efficacia giuridica;. No;. Sì, ad opera della giurisprudenza; non ancora a livello normativo;. Sì, dalla Legge 241/90;. Secondo l’art. 20, co.1 bis del CAD, l’efficacia probatoria del documento informatico: è liberamente valutabile dal giudice se sussistono i requisiti di qualità sicurezza, integrità e immodificabilità;. ha sempre valore di atto pubblico;. è esclusa;. ha sempre valore di scrittura privata;. Ai sensi dell’art. 1 lett. P, CAD, il documento informatico è: la "trasposizione digitale-infomatica di norme giuridiche";. ll “documento elettronico che contiene la rappresentazione informatica di atti, fatti o dati giuridicamente rilevanti”;. la "rappresentazione non informatica di atti, fatti o dati giuridicamente rilevanti";. il "documento elettronico che contiene la rappresentazione di dati";. L’acquisizione di una copia per immagine di un documento analogico, su supporto informatico: non può dare origine al documento informatico, che può nascere solo in quanto creazione tramite l’utilizzo di strumenti software o servizi cloud qualificati;. può dare origine a un documento informatico;. non può mai dare origine al documento informatico;. non può dare origine al documento informatico che trae origine solo dalla memorizzazione su supporto informatico in formato digitale delle informazioni risultanti da transazioni o processi informatici;. Quale è lo strumento o quali sono gli strumenti idonei a dare al documento infomatico il carattere dell’immodificabilità?. solo la firma digitale;. solo la pec;. Pec e sigillo elettronico qualificato, ma non ancora il trasferimento con la posta elettronica certificata;. l’apposizione della firma elettronica qualificata, il trasferimento con posta elettronica certificata, l’utilizzo di un sigillo elettronico qualificato;. L’attuale disciplina di riferimento in materia di documento informatico: è solo a livello europeo, non nazionale;. è contenuta nel D. Lgs. 82/2005, il Codice della Amministrazione Digitale (CAD);. è contenuta nella Legge 241/90;. è contenuta solo nella normativa internazionale;. Qual è o quali sono la caratteristica o le caratteristiche essenziale/i dei documenti analogici?. la modificabilità;. forma e modificabilità;. la chiarezza espositiva;. L'immodificabilità;. La firma elettronica qualificata (FEQ), ricondotta nell’ambito delle firme elettroniche avanzate: se ne differenzia perché è basata su un certificato elettronico qualificato associato, fornito da un apposito ente certificatore e realizzata attraverso un dispositivo sicuro. Se ne differenzia perché è basata sull’utilizzo di particolari tablet. Non si differenzia affatto, né dalle FEA nè dalle FES. Non si differenzia affatto dalle FEA. La firma digitale (FED): è la forma di sottoscrizione elettronica ritenuta più sicura ed affidabile perché consente di identificare l’autore dell’atto in maniera certa e univoca, ma non di garantire integrità e non ripudio;. Non è la forma di sottoscrizione più sicura;. E’ la forma di sottoscrizione elettronica ritenuta mediamente affidabile perché pur non consentendo di identificare l’autore dell’atto in maniera certa e univoca, garantisce però integrità e non ripudio;. E’ la forma di sottoscrizione elettronica ritenuta più sicura ed affidabile perché consente di identificare l’autore dell’atto in maniera certa e univoca e di garantire integrità e non ripudio;. Ciò che dà maggiore affidabilità e sicurezza alla firma digitale è la “crittografia” che è: un sistema a chiavi che consente a tutti di poter decifrare il messaggio;. un sistema “a chiavi” che consente solo all’autore del documento sottoscritto e al destinatario di poter leggere il messaggio e verificarne la sottoscrizione;. una sottoscrizione semplice;. una sottoscrizione superiore;. La normativa riconosce attualmente le seguenti tipologie di firma elettronica: La firma elettronica semplice (FES), la firma elettronica avanzata (FEA); La firma elettronica qualificata (FEQ) e la firma digitale (FED);. la firma elettronica avanzata (FEA), quella qualificata (FEQ) e la firma digitale (FED); non esistono firme semplici;. La firma elettronica semplice (FES) e la firma digitale (FED);. La firma elettronica semplice (FES), la firma elettronica avanzata (FEA) e la firma digitale (FED);. L’art. 26 del Reg. eIDAS prevede che la firma elettronica è qualificata quando: è collegata ai dati sottoscritti in modo da consentire ogni successiva mutazione dei dati, ma non consente di identificare il firmatario;. è collegata ai dati sottoscritti in modo da consentire l’identificazione di ogni successiva mutazione dei dati; non è connessa unicamente al firmatario ma è idonea a identificare il firmatario;. è connessa unicamente al firmatario; è idonea a identificarlo; è creata con un elevato livello di sicurezza e con un sistema che il firmatario è in grado di controllare;. è connessa al firmatario ed è idonea a identificarlo ma non collega i dati sottoscritti in modo da consentire l'identificazione di successive mutazioni;. SPID è: un servizio per accedere a tutti i servizi privati;. un sistema di protezione dei dati personali;. un sistema di protezione dei dati della pubblica amministrazione;. un’identità digitale composta da una coppia di credenziali (username e password), strettamente personali, con le quali è possibile accedere ai servizi online della pubblica amministrazione e dei privati aderenti;. Ai sensi dell’art.3 del CAD ci sono soggetti che hanno l’obbligo di dotarsi di domicilio digitale?. Si, le pubbliche amministrazioni, gli esercenti di pubblici servizi, i professionisti tenuti all’iscrizione in Albi o elenchi, i soggetti tenuti all’iscrizione nel Registro delle Imprese;. Sì, solo le pubbliche amministrazioni e i professionisti tenuti all’iscrizione in Albi o elenchi;. no;. sì solo le pubbliche amministrazioni e i soggetti tenuti all’iscrizione nel Registro delle Imprese;. Gli indirizzi dei soggetti obbligati ad avere domicilio digitale sono pubblicati e quindi consultabili in pubblici registri elettronici: per le imprese e i professionisti quale è il registro?. IPA;. CCIAA;. INIPEC;. SPID;. La pec ha lo stesso valore della racc. a.r.?. solo verso le P.A.;. no;. si;. non ancora ma il legislatore sta disciplinando la materia;. La PEC consente l’opponibilità a terzi dell’avvenuta consegna?. Mai;. Non ancora, ma entro il 2023 lo consentirà;. sì;. No, attesta solo l'invio in casi particolari;. Che cosa identifica l'acronimo CNS?. La Carta Nazionale dei servizi, un dispositivo che contiene un “certificato digitale” di autenticazione personale;. La Carta di Sicurezza europea che contiene una impronta hash di marcatura temporale;. La Carta nazionale del servizio di piubblico trasporto;. La Carta Nativa digitale che contiene un “certificato digitale” di autenticazione personale;. Qual è o quali sono gli strumenti di identificazione per accedere ai servizi online della PA e ai servizi dei privati aderenti?. SPID;. SPID, CIE, CNS;. CIE;. CIE E CNS;. La definizione di identità digitale definita come “la rappresentazione informatica della corrispondenza tra un utente e i suoi attributi identificativi, verificata attraverso l’insieme dei dati raccolti e registrati in forma digitale” si trova: nell'art. 1 del CAD;. Nella Dichiarazione dei diritti in Internet;. nell'art. 14 c.c.;. Nell'eIDAS;. Qual è uno degli obiettivi principali dell’e-Goverment?. la tutela dei consumatori;. il risparmio economico;. rendere aperti i dati delle aziende private;. creare un sistema di fiducia all’interno della comunità nei confronti dell’operato e delle scelte compiute dagli enti;. L’Italia ha aderito all’e-Government?. sì, nel 2021;. sì, nel 2000;. non ancora;. sì, nel 2011;. Cosa sono gli Open Data?. dati aperti, ma non accessibili a tutti, messi a disposizione da Pubbliche Amministrazioni o aziende private;. dati aperti e accessibili a tutti, messi a disposizione solo da aziende private che possono essere utilizzati per diversi scopi;. dati aperti, accessibili a tutti, messi a disposizione da Pubbliche Amministrazioni o aziende private che possono essere utilizzati e riutilizzati per diversi scopi;. Dati aperti messi a disposizione soltanto dalle Pubbliche Amministrazioni che possono essere usati da tutti e per diversi scopi;. Quali sono gli aspetti più importanti degli Open data?. riutilizzo e partecipazione collettiva;. Disponibilità e accesso, riutilizzo e ridistribuzione, partecipazione universale;. disponibilità di accesso senza limiti e partecipazione universale;. disponibilità e riutilizzo;. In Italia, il legislatore ha introdotto l’open data come prassi amministrativa?. sì, in ogni settore della P.A. e delle aziende private da circa 15 anni:. no;. Sì già in diversi livelli e settori;. non ancora ma entro il 2025 dovrà farlo;. Con quale strumento l’UE ha avviato un percorso di revisione della normativa per sfruttare il potenziale d’informazione del settore pubblico per l’economia e la società europee, per eliminare le barriere esistenti nei diversi contesti nazionali e individuare dataset il cui riuso porterebbe forte valore commerciale, e maggiore accountability?. con la Direttiva 2008/1008;. con la legge 241/90;. Con il d.lgs 70/03;. con la Direttiva 2019/1024;. In Italia il recepimento della Direttiva UE 1024/2019, attraverso la modifica del Decreto legislativo 36/2006, ha chi ha dato il compito di definire le Linee Guida per l’e-Government?. all CPIV;. ad AGCOM;. all'AGCM;. all'Agenzia per l'Italia digitale AGID;. Il profilo di metadatazione DCAT-AP_IT è rilasciato da: AGID;. MISE;. AGCOM;. AGCM;. Il questionario dell’Open Data Maturity Report è stato strutturato in base a quattro dimensioni dei dati aperti che consentono di valutare il grado di maturità degli stessi in ciascun Paese, quali sono?. Policy, Impatto, Portale,Qualità;. Impatto, Portale e Policy;. Policy, Portale, Qualità;. Impatto, Portale, Qualità e Trasparenza;. I metadati descrittivi: costituiscono un livello di informazioni che corredano i dati che ne rendono più complessa l’identificazione;. costituiscono un livello di informazioni che servono per scambiare dati nel web;. costituiscono un livello di informazioni che corredano i dati, ne esplicitano alcune caratteristiche e ne rendono più semplice l’identificazione;. costituiscono un livello di informazioni ma non accompagnano mai i dati;. Per essere considerato di qualità, un database deve;. Essere coerente e riportare una classificazione standard;. Usare una classificazione non stardardizzata, ma può riportare errori di formattazione;. Essere completo, corretto, coerente, deve usare classificazioni standard, non deve riportare errori di formattazione;. Essere completo, corretto e coerente;. Il principio open data by default, sancito dall’art. 52, comma 2 del CAD dispone: Che i dati e i documenti che i soggetti di cui all’articolo 2, comma 2, pubblicano, con qualsiasi modalità, senza l’espressa adozione di una licenza, si intendono rilasciati come dati di tipo aperto ai sensi del presente Codice, ad eccezione dei casi in cui la pubblicazione riguardi dati personali ai sensi del Codice;. Che i dati e i documenti che i soggetti di cui all’articolo 2, comma 2, pubblicano, con qualsiasi modalità, non sono mai dati aperti, quando rilasciati dai soggetti di cui all’art. 2 co. 2 del presente Codice;. Che i dati e i documenti che i soggetti di cui all’articolo 2, comma 2, pubblicano, con qualsiasi modalità, senza l’espressa adozione di una licenza, si intendono rilasciati come dati di tipo chiuso ai sensi del presente Codice, anche quando la pubblicazione riguardi dati personali ai sensi del Codice;. Che i dati e i documenti che i soggetti di cui all’articolo 2, comma 2, pubblicano, con qualsiasi modalità, con l’adozione di una particolare licenza, si intendono rilasciati come dati di tipo aperto ai sensi del presente Codice, compresi i casi in cui la pubblicazione riguarda dati personali ai sensi del Codice;. Le licenze che riportano clausole “Non Commerciale – NC” e/o “Non Derivati – ND”,. non sono clausole che limitano la possibilità di riutilizzo;. non possono essere licenze valide per i dati aperti;. sono licenze valide per i dati aperti;. sono licenze valide per l’Open Government;. I componenti dei database sono: hardware e software;. i dati;. hardware, software e dati;. software e dati;. Per dataset si intende: un livello di informazioni che corredano i dati, ne esplicitano alcune caratteristiche e, quindi, ne rendono più semplice l’identificazione;. un set di dati che non possono mai essere strutturati in tabelle e che non possono essere posti in relazione con altri dati;. un insieme di dati strutturati in forma relazionale, una tabella dove il contenuto di una singola cella è messo in relazione a tutte le altre celle da una funziona logica;. un insieme di dati slegati e singoli dove il contenuto di una cella è isolato da tutte le altre celle da una funzione logica;. Il Database: raccoglie, memorizza, elabora e accede ai dati;. elabora i dati;. accede ai dati;. raccoglie e memorizza i dati;. Il database contiene: sia i dati effettivi o operativi che i metadati;. solo dati effettivi;. solo i metadati;. gli open data;. La descrizione del dataset: Non deve essere oggettiva;. Deve essere coperta da un complesso sistema tale da renderla oscura;. Non deve mai essere chiara;. deve essere quanto più chiara e oggettiva possibile;. I diritti di utilizzazione economica dell’opera hanno una durata: corrispondente alla vita dell’autore e cessano al termine del settantesimo anno solare dopo la morte dello stesso;. corrispondente alla vita dell’autore e cessano al termine del cinquantesimo anno solare dopo la morte dello stesso;. corrispondente alla vita dell’autore e cessano al termine del sessantesimo anno solare dopo la morte dello stesso;. corrispondente alla vita dell'autore;. La direttiva 2014/26/UE, recepita in Italia con il d.lgs. n. 35/17: ha modificato il monopolio della S.I.A.E., armonizzando le discipline nazionali delle società di gestione collettiva dei diritti d’autore, liberalizzandone l’attività;. ha consolidato il monopolio S.I.A.E.;. non ha modificato il monopolio S.I.A.E. ma ha previsto concessioni in casi particolari;. ha abolito le concessioni di licenze multiterritoriali per i diritti su opere musicali online;. La Convenzione di Berna per la tutela delle opere letterarie e artistiche del 1886 è la più importante fra le convenzioni internazionali in materia. I punti salienti di tale convenzione sono: il principio di parità di trattamento legale tra le opere straniere e quelle nazionali, solo a determinate condizioni e per alcuni Paesi;. il principio di parità di trattamento legale tra le opere straniere e quelle nazionali; uno standard minimo di protezione e un ravvicinamento fra le diverse legislazioni;. Il principio di disparità di trattamento legale tra le opere straniere e quelle nazionali;. Il principio di disparità di trattamento legale tra le opere straniere e quelle nazionali, uno standard minimo di protezione e un ravvicinamento fra le diverse legislazioni;. L’opera può essere liberamente utilizzata in caso di riassunto e citazione di brani, se simili operazioni sono state eseguite per scopi di critica, di discussione e di insegnamento e per fini non commerciali?. sì ma solo per fini didattici;. no;. Sì ai sensi dell’art. 7 co. 1 e 1-bis L. 633/41;. Sì ai sensi dell’art. 70 co. 1 e 1-bis L. 633/41;. Cosa è il TRIPS?. un'associazione no profit a protezione proprietà intellettuale, con lo scopo di ridurre gli ostacoli alla libera circolazione delle merci derivanti dalle diverse discipline nazionali in materia di proprietà intellettuale;. una legge italiana del 1994 sulla proprietà intellettuale, con lo scopo di ridurre gli ostacoli alla libera circolazione delle merci derivanti dalle diverse discipline nazionali in materia di proprietà intellettuale;. un accordo specifico sulla proprietà intellettuale, con lo scopo di ridurre gli ostacoli alla libera circolazione delle merci derivanti dalle diverse discipline nazionali in materia di proprietà intellettuale;. un trattato dell’UE sulla proprietà industriale, con lo scopo di ridurre gli ostacoli alla libera circolazione delle merci derivanti dalle diverse discipline nazionali in materia di proprietà intellettuale;. Con quale strumento può essere ceduto il diritto patrimoniale d’autore?. con il contratto di vendita;. con il contratto di edizione;. con il contratto di locazione;. con il contratto di comodato;. Ai sensi dell’art. 2575 codice civile sono oggetto del diritto d’autore: le opere dell’ingegno di carattere creativo appartenenti alla musica;. le opere dell’ingegno di carattere creativo che appartengono alle scienze e alla letteratura;. le opere dell’ingegno di carattere creativo che appartengono alle scienze, alla letteratura, alla musica, alle arti figurative, all’architettura, al teatro e alla cinematografia, qualunque sia il modo o la forma di espressione;. le opere appartenenti alla alle scienze, alla letteratura, alla musica, qualunque sia il modo o la forma di espressione;. Il diritto patrimoniale d’autore, nell’insieme o soltanto in alcune delle facoltà che lo compongono: può essere esercitato direttamente dall’autore, ovvero da questi ceduto ad altri;. può essere esercitato solo dall’autore;. non può mai essere ceduto;. una volta ceduto ad altri fa perdere all’autore ogni diritto sull'opera creata;. La tutela del diritto d’autore trova riconoscimento esplicito nella Costituzione?. sì nell'art.2;. sì nell'art.3;. no;. sì nell'art.9;. L’art. 1 Legge 633/42 fissa i requisiti affinché l’opera sia protetta dal diritto d’autore e cioè: il carattere creativo dell’opera;. la concretezza di espressione;. il carattere creativo, la concretezza di espressione, e l’appartenenza dell’opera ad uno dei settori considerati dalla legge;. opera nuova e di carattere geniale;. L’art. 12 della legge 633/41 stabilisce: che l’autore ha il diritto esclusivo di pubblicare l’opera e di utilizzare economicamente la stessa;. il diritto morale d’autore;. il diritto di non vedere mutilata o deformata la propria opera;. che l’autore non ha il diritto esclusivo di pubblicare l’opera e di sfruttarla economicamente;. Gli accordi TRIPs che hanno riconosciuto tutela del diritto d’autore anche ai programmi per eleboratore, codice sorgente e codice oggetto, sono stati ratificati dall’Italia?. Sì con la Legge 747/1994, grazie alla quale si introdusse la tutela del software nella L. 633/1941 (“L.d.A.”);. Sì sono stati ratificati dal Digital Sevices Act nel 2017;. No;. Sì sono stati ratificati solo nel 2022 con una legge grazie alla quale si è introdotta la tutela del software nella L.633/41 (“L.d.A.”);. Ai sensi del d.lgs. n. 70 del 2003 sul commercio elettronico quale autorità può disporre che il prestatore dei servizi […] impedisca o ponga fine alle violazioni commesse in tema di diritto d’autore in rete?. l’autorità giudiziaria o quella amministrativa avente funzioni di vigilanza;. AGCOM;. solo l'autorità amministrativa;. MISE;. Le licenze Creative Commons (CC): vietano ai titolari del diritto d’autore, nel momento in cui immettono l’opera in Rete, di cedere alcuni di questi diritti e di conservarne altri, generando una serie di licenze diverse;. permettono ai titolari del diritto d’autore di cedere alcuni diritti a prescindere dall’immissione dell’opera in Rete;. permettono ai titolari del diritto d’autore, nel momento in cui immettono l’opera in Rete, di cedere i diritti morali d’autore, generando una serie di licenze diverse;. permettono ai titolari del diritto d’autore, nel momento in cui immettono l’opera in Rete, di cedere alcuni di questi diritti e di conservarne altri, generando una serie di licenze diverse;. Grazie alla legge di riforma della S.I.A.E. n. 2 del 2008, che ha introdotto un comma ulteriore all’articolo 70 (comma 1-bis) L.d.A.: si agevola la diffusione a pagamento «attraverso la rete internet» di immagini o musiche in bassa risoluzione;. si vieta la diffusione libera e gratuita «attraverso la rete internet» di immagini o musiche anche a bassa risoluzione, o a scopo esclusivamente didattico e scientifico;. si agevola la diffusione libera e gratuita «attraverso la rete internet» di immagini o musiche in bassa risoluzione a scopo esclusivamente didattico e scientifico;. si prevede la diffusione libera e gratuita «attraverso la rete internet» di immagini o musiche, sia in bassa che alta risoluzione ad ogni scopo;. Chi ha la possibilità di utilizzare una copia del programma per elaboratore: non può mai effettuare una copia di riserva;. può solo in assenza di clausola contrattuale con contenuto contrario, effettuare una copia di riserva ed osservare, studiare o sottoporre a prova il funzionamento del programma;. non può mai osservare, studiare o sottoporre a prova il funzionamento del programma;. può, anche in presenza di clausola contrattuale con contenuto contrario, effettuare una copia di riserva ed osservare, studiare o sottoporre a prova il funzionamento del programma;. La riproduzione o il caricamento di un programma per elaboratore su un numero di elaboratori maggiore rispetto a quello autorizzato con una licenza: può essere sempre fatto;. non configura un illecito contrattuale ma extracontrattuale;. configura sia un illecito extracontrattuale che contrattuale;. non configura un illecito;. Il software è assimilato ed annoverabile tra le opere protette ai sensi della L.d.A.?. no;. sì l’art. 2, comma 8, L.d.A. prevede che sono tutelati «i programmi per elaboratore in qualsiasi forma espressi, purché originali quale risultato di creazione intellettuale dell’autore»;. No, ai sensi dell’art. 2 C.c. che prevede che sono tutelati «i programmi per elaboratore espressi, purché originali quale risultato di creazione intellettuale dell’autore»;. No, ai sensi dell’art. 2 D. Lgs. 70/2007 che prevede che sono tutelati «i programmi per elaboratore in qualsiasi forma espressi, purché originali quale risultato di creazione intellettuale dell’autore»;. Ai sensid della L.d.A., del software vengono tutelati: lo scopo, gli algoritmi matematici che implementano le funzioni che il programma deve compiere, e i diagrammi di flusso che descrivono le modalità con cui le diverse parti interagiscono tra loro;. solo gli algoritmi matematici che implementano le funzioni che il programma deve compiere;. solo i diagrammi di flusso che descrivono le modalità con cui le diverse parti interagiscono tra loro;. soltanto il codice sorgente e il codice oggetto del software;. La L.d.A. ha previsto delle eccezioni ai diritti di esclusività propri dell’autore del software?. no;. sì ma solo per l’avente causa che può effettuare una copia di backup del software, se necessaria per il suo uso;. sì;. sì ma solo per la correzione degli errori;. Il licenziatario o gli altri soggetti che hanno il diritto di usare una copia del programma: non possono, in assenza dell’autorizzazione del titolare dei diritti patrimoniali sul software, effettuare la riproduzione del codice o la traduzione della sua forma al fine di conseguire l’interoperabilità con altri programmi;. possono, pur in assenza dell’autorizzazione del titolare dei diritti patrimoniali sul software, effettuare la riproduzione del codice o la traduzione della sua forma al fine di conseguire l’interoperabilità con altri programmi;. possono, pur in assenza dell’autorizzazione del titolare dei diritti patrimoniali sul software, effettuare la distribuzione a terzi del contenuto del programma;. non possono, nemmeno con il consenso del titolare dei diritti, effettuare la riproduzione del codice o la traduzione della sua forma al fine di conseguire l’interoperabilità con altri programmi;. La registrazione di un software nel registro speciale per i programmatori: è obbligatoria;. assicura un regime di pubblicità legale (non obbligatoria) che consente al titolare dei diritti sull’opera di ingegno di non dover provare le notizie che risultano dalla registrazione, e di rendere pubblici questi medesimi fatti giuridici;. ha funzione costitutiva del diritto d’autore sul software;. obbliga comunque il titolare dell’opera dell’ingegno a dover provare le notizie che risultano dalla registrazione;. Le particolari forme di tutela del software previste dal Legislatore: hanno funzione costituiva del diritto e di pubblicità legale;. non hanno funzione di pubblicità legale, o probatoria;. non hanno una funzione di pubblicità costitutiva del diritto ma di mera pubblicità legale, o probatoria;. hanno funzione di pubblicità costitutiva del diritto;. Affinché possano verificarsi le condizioni di brevettabilità, per il software, è necessario: che l’invenzione attuata per mezzo degli elaboratori elettronici costituisca un contributo tecnico, anche minimo od ovvio;. che l’invenzione attuata per mezzo degli elaboratori elettronici sia originale;. che l’invenzione attuata per mezzo degli elaboratori elettronici costituisca un contributo tecnico, ovvero un contributo allo stato dell’arte in un settore tecnico, giudicato non ovvio da una persona competente nella materia;. che l’invenzione attuata per mezzo degli elaboratori elettronici non costituisca mai un contributo tecnico, ovvero un contributo allo stato dell’arte in un settore tecnico;. Il brevetto ha un termine di validità: no;. sì, di 20 anni dalla domanda di deposito;. sì, di 70 anni dalla morte dell’autore;. sì, di 50 anni dalla data di deposito;. Cosa stabilisce il principio di esaurimento comunitario?. che una volta messo in commercio un bene nel territorio dell’Unione europea, il titolare di uno o più diritti di diritto d’autore, su quel bene specifico, non può più cedere ad altri le relative facoltà;. che una volta messo in commercio un bene nel territorio dell’Unione europea, il titolare non è più tutelato come autore;. che una volta messo in commercio un bene nel territorio dell’Unione europea, il titolare non è più tutelato come autore;. che una volta messo in commercio un bene nel territorio dell’Unione europea, il titolare di uno o più diritti di proprietà industriale, su quel bene specifico, perde le relative facoltà di privativa;. Il principio di esaurimento comunitario trova applicazione anche in materia di sofware?. no;. Dipende dal tipo di sofware;. Dipende dal modo di distribuzione del sofware;. sì;. il diritto di distribuzione della copia di un programma per elaboratore: si esaurisce qualora il titolare del diritto d’autore conferisca il diritto di utilizzare la copia stessa, con limitazione di durata di 1 anno;. non si esaurisce nemmeno qualora il titolare del diritto d’autore conferisca il diritto di utilizzare la copia stessa, senza limitazioni di durata;. si esaurisce qualora il titolare del diritto d’autore conferisca il diritto di utilizzare la copia stessa, senza limitazioni di durata;. si esaurisce qualora il titolare del diritto d’autore conferisca il diritto di utilizzare la copia stessa, con limitazione di durata di 1 anno;. La registrazione del brevetto, laddove ne ricorrano i requisiti: ha valenza costitutiva del diritto;. ha mera efficacia probatoria;. non ha valenza costitutiva del diritto;. non coincide con l’inizio della tutela dell’opera;. Il cloud-computing: impedisce alle software house di mantenere un controllo assoluto sui propri software;. prevede la vendita con patto di riserva sia del codice sorgente che del codice oggetto;. consente alle software house di “distribuire” i propri software senza bisogno di cederne delle copie;. non consente alle software house di “distribuire” i propri software senza cederne le copie;. I diritti sull’invenzione industriale sorgono: nel momento in cui vengono concessi in uso;. nel momento stesso della creazione dell’opera;. nel momento in cui vengono ceduti con licenza;. nel momento del conseguimento del brevetto;. il copyright: protegge le funzionalità e le prestazioni proprie del software;. protegge i software informatici limitatamente al modo in cui è scritto il codice sorgente;. è strumento di tutela molto sicuro contro condotte come il reverse enigneering;. non protegge solo il codice sorgente in quanto tale;. Se il software non è brevettabile: non costituisce un’opera dell’ingegno;. non è coperto da nessuna forma di tutela;. non può essere protetto dalle norme sul diritto d’autore;. può essere in ogni caso protetto dalle norme sul diritto d’autore;. Nella licenza open source: il licenziante vende all’acquirente il software, compresa la possibilità di modificarlo, migliorarlo e in alcuni casi cederlo a terzi;. il licenziatario non concede l’uso del software ma il diritto di cederlo a terzi;. il licenziante concede al licenziatario non solo l’utilizzo del software ma anche la possibilità di modificarlo, migliorarlo e in alcuni casi cederlo a terzi;. il licenziante concede al licenziatario solo l’utilizzo del software e non anche la possibilità di modificarlo, migliorarlo;. L’articolo 52, comma 2, della Convenzione sulla concessione di brevetti europei (CBE): nulla dice sui i programmi per elaboratori “in quanto tali”;. annovera, tra ciò è considerato come invenzione, anche i programmi per elaboratori “in quanto tali”;. considera sempre i programmi per elaboratori invenzioni industriali coperte da tutela dei brevetti;. annovera, tra ciò che non è considerato come invenzione, anche i programmi per elaboratori “in quanto tali”;. Nel contratto di licenza: Il licenziatario può disporre e godere dell’utilizzo del software a tempo indeterminato;. Il licenziatario può disporre e godere dell’utilizzo del software e potrà venire a conoscenza del codice sorgente del software, modificarlo, implementarlo o migliorarlo;. Il licenziatario potrà implementare e migliorare il software per il periodo che ce lo ha in uso;. Il licenziatario può disporre e godere dell’utilizzo del software solo per il periodo di tempo stabilito nel contratto, non potrà venire a conoscenza del codice sorgente del software, né modificarlo, implementarlo o migliorarlo;. Con il contratto di cessione del software: l’acquirente può solo utilizzare il software, secondo determinate condizioni e limitazioni di carattere temporale e sostanziale;. ottiene il codice sorgente ma non è libero di disporne secondo la propria volontà;. l’acquirente non ottiene il codice sorgente;. l’acquirente ottiene tutti i diritti patrimoniali sullo stesso – ivi compreso il codice sorgente – ed è libero di disporne secondo la propria volontà;. Il contratto di licenza d’uso del software: è un contratto tipico di compravendita che permette al titolare di un software di venderlo a uno o più soggetti per un determinato periodo di tempo, a fronte della corresponsione di un determinato canone d’uso, che può essere periodico o annuale;. è un contratto atipico che trasferisce ai terzi tutti i diritti d’autore, a carattere perpetuo;. è un contratto atipico, generalmente a titolo oneroso, che permette al titolare di un software di cederlo in uso a uno o più soggetti per un determinato periodo di tempo, trasferendo loro tutti o parte dei propri diritti patrimoniali d’autore, a fronte della corresponsione di un determinato canone d’uso, che può essere periodico o annuale;. è un contratto tipico generalmente a titolo gratuito, che permette al titolare di un software di cederlo in uso a uno o più soggetti per un determinato periodo di tempo, trasferendo loro tutti i diritti patrimoniali e morali d’autore, a fronte della corresponsione di un determinato canone d’uso, che può essere periodico o annuale;. Quando il nome a dominio costituisce un segno distintivo per un impiego commerciale, connesso ad un’attività d’impresa, realizzata mediante il corrispondente sito web (o nome a dominio aziendale), deve possedere i seguenti caratteri: la novità e la liceità;. la capacità distintiva e la liceità;. la capacità distintiva, la novità e la liceità;. la capacità distintiva e la novità, a nulla rilevando la liceità;. Quale Autorità è competente in tema di concorrenza sleale per la tutela dei nomi a dominio?. La CIR;. Il Garante Privacy;. L'autorità Garante delle comunicazioni AGCOM;. L'autorità garante della concorrenza e del mercato AGCM;. I nomi a dominio registrati sono soggetti alla: disciplina sul diritto al nome, alla disciplina dei marchi e dei segni distintivi (prevista dagli artt. 2569 e ss. cod. civ. e D.Lgs. n. 30/2005 – Codice della Proprietà Industriale); alla disciplina dei marchi prevista dall’Unione Europea ma non alla disciplina codicistica sulla concorrenzasleale (artt. 2598-2601 cod.civ.);. alla disciplina dei marchi e dei segni distintivi (prevista dagli artt. 2569 e ss. cod. civ. e D.Lgs. n. 30/2005 – Codice della Proprietà Industriale), alla disciplina dei marchi prevista dall’Unione Europea e alla disciplina codicistica sulla concorrenza sleale (artt. 2598-2601 cod.civ.), ma non alla disciplina sul diritto al nome. disciplina sul diritto al nome, ma non alla disciplina dei marchi e dei segni distintivi (prevista dagli artt. 2569 e ss. cod. civ. e D.Lgs. n. 30/2005 – Codice della Proprietà Industriale);. disciplina sul diritto al nome, alla disciplina dei marchi e dei segni distintivi (prevista dagli artt. 2569 e ss. cod. civ. e D.Lgs. n. 30/2005 – Codice della Proprietà Industriale); alla disciplina dei marchi prevista dall’Unione Europea e alla disciplina codicistica sulla concorrenza sleale (artt. 2598-2601 cod.civ.);. Il Top Level Domain (TLD): È posizionato in mezzo al nome a dominio, e identifica il tipo di attività svolto sul sito o un n determinato ambito territoriale;. È posizionato all'inizio del nome a dominio, e identifica il tipo di attività svolto sul sito o un n determinato ambito territoriale;. È posizionato alla fine del nome a dominio, e identifica il tipo di attività svolto sul sito o un n determinato ambito territoriale;. E’ posizionato alla fine del nome a dominio e identifica il titolare del sito, svolgendo una funzione distintiva;. Quale norma afferma che non è ammessa la registrazione di un marchio che sia identico o simile “a un segno già noto come ditta, denominazione o ragione sociale, insegna” e che sia simile o identico ad un nome a dominio, quando concreto sia il pericolo di confusione tra i due segni?. l'art. 12 CAD;. l'art. 12 c.p.i.;. l'art. 12 delle preleggi del c.c.;. l'art. 12 L.d.A.;. Il dominio di primo livello (TLD) è assegnato: da AGCOM;. dall’ICANN (Internet Corporation for Assigned Names and Numbers);. dall'AGID;. da AGCM;. Il nome a dominio: può identificare un’impresa che offre on-line i propri prodotti o servizi, ovvero qualsiasi altra persona fisica o organizzazione, anche non economica, che si serve della rete Internet per le proprie comunicazioni agli utenti finali;. identifica solo le imprese che offrono online i loro prodotti o servizi;. identifica solo le organizzazioni non economiche che si servono della rete Internet per le proprie comunicazioni agli utenti finali;. identifica solo le persona fisiche che si servono della rete Internet per le proprie comunicazioni agli utenti finali;. L’indirizzo costituente il nome a dominio deve essere inserito all’interno di una stringa informatica, la c.d. URL ed è costituito da componenti separate da un punto, quali?: un prefisso “www, un Top Level Domain (TLD) e un Second Level Domain (SLD);. un prefisso www e un Top Level Domain (TLD);. un prefisso www e un Second Level Domain (SLD);. un Top Level Domain (TLD) e un un Second Level Domain (SLD);. Nel caso sorga conflitto tra domini, ovvero tra domini e segni distintivi tradizionali, ci si può rivolgere: solo all’autorità giudiziaria;. all’autorità giudiziaria, o alla Registration Authority italiana che prevede una “procedura di riassegnazione” ed un “arbitrato irrituale”;. solo alla Registration Authority italiana che prevede un “arbitrato irrituale”;. solo alla Registration Authority italiana che prevede una “procedura di riassegnazione”;. In fase di registrazione l’Autority compie indagini sulla confondibilità del nome con altri segni distintivi d’impresa?. solo in determinate ipotesi tassativamente previste dalla Legge;. no, è quindi possibile a chiunque registrare come nome a dominio anche un marchio o altro segno distintivo altrui;. sì, è quindi impossibile registrare come nome a dominio un marchio o altro segno distintivo altrui;. sì, sempre, ma è comunque possibile raggirare i controlli e registrare come nome a dominio anche un marchio o altro segno distintivo altrui;. Il sistema di assegnazione dei nomi a dominio si basa su quale principio o principi fondamentali?. First come - first served;. il Principio di unicità del nome a dominio;. First come - first served, e il Principio di unicità del nome a dominio;. la priorità cronologica;. La giurisprudenza, in materia di concorrenza sleale e di contraffazione del marchio, ha stabilito che: la tutela sussiste solo se vi è completa identità dell’intero nome a dominio;. che la tutela sussiste anche in caso di un SLD diverso;. la tutela sussiste anche in presenza di un TLD diverso (ad esempio un “.it” e un “.com”);. che la tutela non sussiste se vi è un qualche minimo livello di differenzianzione nel nome a dominio;. Il Domain Grabbing o Cybersquatting è: un principio che impedisce ai terzi di appropriarsi di segni distintivi o nomi di terzi, spesso conosciuti, per sfruttare la loro notorietà e ottenere un ingiusto vantaggio;. una pratica che consiste nella registrazione come nome a dominio di segni distintivi o nomi di terzi, spesso conosciuti, al fine di appropriarsi della loro notorietà ed ottenere un ingiusto vantaggio;. una procedura per risolvere il conflitto tra nomi a dominio;. un sistema di registrazione dei nomi a dominio che serve per scongiurare la possibilità che segni distintivi o nomi di terzi, spesso conosciuti, siano presi da altri e sfruttati per la loro notorietà e per ottenere un ingiusto vantaggio. L’attività di linking (o hyperlink) consiste: nell’inserimento, su un sito web, di un collegamento ipertestuale attraverso cui si può accedere ad una diversa pagina web, dello stesso sito;. nell’inserimento, su un sito web, di un collegamento ipertestuale attraverso cui si può accedere ad una diversa pagina web, dello stesso sito o di un sito appartenente e/o gestito da un diverso soggetto;. nell’inserimento, su un sito web, di forme di espressioni d’odio;. nell’inserimento, su un sito web, di un collegamento ipertestuale attraverso cui si può accedere ad una diversa pagina web, di un sito appartenente e/o gestito dallo stesso soggetto;. La Corte di Giustizia dell’Unione Europea, ha chiarito che, affinché possa configurarsi una comunicazione al pubblico ai sensi della Direttiva 2001/29/CE, occorre accertare la sussistenza: dell’esistenza di un atto di divulgazione di un’opera protetta;. dell’esistenza di un atto di comunicazione di un’opera protetta;. del pubblico;. sia dell’esistenza di un atto di comunicazione di un’opera protetta sia che tale comunicazione sia rivolta ad un pubblico;. Secondo la giurisprudenza della Corte UE, la successiva condivisione da parte di terzi dell’opera medesima rileva quale ulteriore atto di comunicazione: quando è rivolta allo stesso pubblico che i titolari del diritto avevano considerato al momento della prima comunicazione iniziale al pubblico;. solo qualora tale condivisione sia rivolta ad un pubblico nuovo, cioè ad un pubblico “che i titolari del diritto d’autore non abbiano considerato, al momento in cui abbiano autorizzato la [prima] comunicazione iniziale al pubblico”;. quando è rivolta ad un pubblico, non rileva se vecchio o nuovo;. quando ha contenuto nuovo;. I soggetti che agiscono senza finalità di lucro: non possono mai essere ritenuti responsabili per l’attività di linking;. sono sempre responsabili dell’attività di linking;. non possono essere ritenuti responsabili per l’attività di linking, a meno che non si ha la prova che questi ultimi soggetti fossero concretamente a conoscenza che la pagina o il sito oggetto del rinvio conteneva materiale illegittimamente pubblicato;. non possono essere ritenuti responsabili per l’attività di linking, anche se si ha la prova che questi ultimi soggetti erano concretamente a conoscenza che la pagina o il sito oggetto del rinvio conteneva materiale illegittimamente pubblicato;. Quando l’attività di linking risulta pienamente legittima e non richiede alcuna autorizzazione?. se la condivisione si rivolge a pubblico nuovo e diverso;. se la condivisione del link non costituisce un atto di comunicazione ad un nuovo pubblico, poiché la suddetta condivisione si rivolge al medesimo pubblico che era già stato considerato dall’autore;. se è fatta entro 2 mesi dalla prima pubblicazione;. se è fatta a scopo di lucro;. AGCOM ha poteri nell’ambito dei rapporti contrattuali tra autori ed artisti e loro aventi causa?. Sì sono poteri che permetteranno alla stessa di vigilare sugli obblighi di informazione, con la facoltà di imporre una sanzione amministrativa in caso di inadempienza;. Sì sono poteri che permetteranno alla stessa di vigilare sugli obblighi di informazione, con la facoltà di imporre sanzioni penali in caso di inadempienza;. Sì sono poteri che permetteranno alla stessa di vigilare sugli obblighi di informazione, con la facoltà di oscurare direttamente il sito;. Sì ma tali poteri non le permetteranno di vigilare sugli obblighi di informazione, nè di imporre una sanzione amministrativa in caso di inadempienza;. Il D.lgs. 177/2021 ha apportato significativi cambiamenti dell’intero comparto del diritto d’autore online, devolvendo ad Agcom: funzioni soltanto da Ente legificante;. funzioni soltanto di assistenza negoziale e mediazione;. solo funzione giudicante, viene conferito ad AGCOM il potere di decidere su ricorsi proposti da parti private in materia di violazione di diritti esclusivi di primaria importanza, come i diritti d’autore ed i diritti all’espressione ed alla informazione;. competenze ampie ed eterogenee, qualificandola come ente “legificante”, attribuendole funzioni di assistenza negoziale o di “mediazione”. Il Regolamento Agcom sul diritto d’autore online, prevede: che i titolari di diritti e associazioni possano inviare un’istanza ad AGCM e chiedere la rimozione delle opere digitali diffuse in violazione dei diritti d’autore, sia online che sui mezzi radiotelevisivi;. che i titolari di diritti e associazioni possano inviare un’istanza all’Autorità e chiedere la rimozione delle opere digitali diffuse in violazione dei diritti d’autore, sia online che sui mezzi radiotelevisivi;. che i titolari di diritti e associazioni possano inviare un’istanza all’ISP e chiedere la rimozione delle opere digitali diffuse in violazione dei diritti d’autore, sia online che sui mezzi radiotelevisivi;. che i titolari di diritti e associazioni possano inviare un’istanza solo all’Autorità giudiziaria per chiedere la rimozione delle opere digitali diffuse in violazione dei diritti d’autore, sia online che sui mezzi radiotelevisivi;. La forma ad substantiam: comporta la possibilità di provarne l’esistenza con prove testimoniali;. non comporta la nullità del contratto;. è un onere per le parti, in quanto la mancata osservanza del requisito è causa di nullità del contratto;. comporta la possibilità di provarne l’esistenza per presunzioni semplici;. Il codice civile detta una serie di regole cui attenersi nell’interpretare il contratto, agli artt. 1362 -1365 c.c. sono previsti i criteri: di chiusura cui ricorrere se nonostante l’applicazione degli altri due criteri il significato del contratto resta ancora poco chiaro;. di interpretazione soggettiva utili per determinare il significato di una specifica clausola o anche dell’intero contratto, se malgrado l’applicazione dei criteri oggettivi, la volontà comune resta dubbia o incerta;. di interpretazione oggettiva, utili per determinare il significato di una specifica clausola o anche dell’intero contratto, se malgrado l’applicazione dei criteri soggettivi la volontà comune resta dubbia o incerta;. di interpretazione soggettiva volti a ricostruire la reale, comune intenzione delle parti;. Ai sensi dell’art. 1346 c.c. l’oggetto del contratto deve essere: possibile e lecito;. possibile, lecito, determinato o determinabile al momento della sua esecuzione;. determinato o determinabile al momento della sua esecuzione;. solo lecito, non rilevando né la liceità né la determinabilità per la sua conclusione;. L’art. 1325 c.c. prevede gli elementi essenziali del contratto che sono: l'accordo delle parti, l'oggetto e la causa;. l’accordo delle parti, la causa e l’oggetto;. l’accordo delle parti, la causa, l’oggetto e la forma, quando è prescritta dalla legge a pena di nullità;. la causa, l'oggetto e la forma;. Si definisce vessatoria la clausola: una clausola nulla;. una clausola di difficile interpretazione che richiede di ricorrere all'analogia legis e analogia iuris;. che determina una sproporzione sostanziale tra la prestazione di una parte e la controprestazione dell’altra parte contrattuale;. una clausola che riequilibra la posizione delle parti del contratto, riportandole sullo stesso piano;. Gli elementi accessori o accidentali del contratto: anche se inseriti nel contratto, non diventano mai parte integrante dello stesso e, quindi, non sono obbligatori e vincolanti per i contraenti;. possono essere presenti o meno nel contratto, senza che ciò ne pregiudichi validità ed efficacia;. se inseriti nel contratto lo invalidano;. devono essere sempre presenti nei contratti accanto alle condizioni generali;. Il contratto, una volta concluso, ai sensi dell’art.1372 c.c.: non può essere mai sciolto nemmeno per mutuo consenso;. può essere sempre sciolto a prescindere dal mutuo consenso;. non ha mai forza di legge tra le parti;. ha forza di legge tra le parti;. Il termine è: un evento futuro e certo cui le parti subordinano l’inizio (termine iniziale) o la cessazione (termine finale) di efficacia del contratto. un evento futuro ed incerto dal quale le parti fanno dipendere l’inizio (condizione sospensiva) o la cessazione (condizione risolutiva) degli effetti del contratto;. un evento futuro ed incerto dal quale le parti fanno dipendere soltanto la cessazione degli effetti del contratto;. un evento futuro ed incerto dal quale le parti fanno dipendere solo l’inizio degli effetti del contratto;. Una volta chiesta la risoluzione: si può agire per l'adempimento e chiedere risarcimento dei danni;. si può agire per l’adempimento in certi casi, ma non chiedere risarcimento dei danni;. è sempre possibile agire per l’adempimento;. non è più possibile agire per l’adempimento;. Rescissione e risoluzione: presuppongono entrambe un difetto ab origine ma nel caso di rescissione, investe il momento di esecuzione del contratto;. presuppongono un difetto, che sia per la rescissione che per la risoluzione, subentra nel momento dell' esecuzione del contratto, che in realtà nasce valido;. presuppongono un difetto del sinallagma contrattuale, che in caso di rescissione investe il momento di costituzione del vincolo;. presuppongono che il contratto nasce valido, ma nella rescissione subentra un vizio in corso di svolgimento del rapporto;. Quali di queste affermazioni sono vere entrambe: la nullità non si applica a tutti i contratti, l’annullabilità sì. nullità e annullabilità non si applicano indistintamente a tutte le tipologie di contratto, mentre la rescissione e la risoluzione si applicano a tutti i contratti. nullità e annullabilità si applicano indistintamente a tutte le tipologie di contratto, rescissione e risoluzione operano solo rispetto ai contratti a prestazioni corrispettive;. la rescissione, la nullità e la risoluzione si applicano a tutti i contratti, l'annullabilità no. La nullità del contratto presenta delle peculiari caratteristiche: è rilevabile dal giudice in ogni stato e grado del processo ed è sanabile, mediante convalida o per prescrizione dell’azione;. è produttiva di effetti, ma rilevabile d’ufficio dal giudice in ogni stato e grado del giudizio, è sempre sanabile. è improduttiva di effetti; è rilevabile d’ufficio dal giudice in ogni stato e grado del giudizio, ed è insanabile, mediante convalida o per prescrizione dell’azione;. è improduttiva di effetti, non è rilevabile dal giudice, e non è sanabile mediante convalida o per prescrizione dell’azione;. i contratti telematici (detti anche digitali, informatici o virtuali): Sono solo questi contratti tra professionista e consumatore digitale;. Sono quei contratti stipulati mediante l’utilizzo di un sistema telematico;. Solo solo quei contratti che regolano il mondo digitale;. Sono solo quei contratti aventi ad oggetto beni digitali;. Per stabilire la legislazione applicabile, ai contratti conclusi in Internet: si applica la legislazione del paese in cui il server è stabilito;. si applica la legislazione del paese in cui l'utente è residente;. si applica la legislazione del paese di cui l'utente ha la cittadinanza;. si applica la legislazione del paese in cui il prestatore è stabilito;. Nel “commercio elettronico” o e-Commerce, vengono ricompresi: tutte le forme di “commercio elettronico indiretto” quando cioè la conclusione del contratto avvien online, ma l’esecuzione del contratto avviene in via tradizionale tramite la consegna del bene materiale;. tutte le forme di "commercio elettronico indiretto" quando la conclusione e l’esecuzione del contratto avvengono interamente online;. sia il “commercio elettronico diretto” quando la conclusione e l’esecuzione del contratto avvengono interamente online, sia il “commercio elettronico indiretto” quando l’esecuzione del contratto non avviene online ma in via tradizionale tramite la consegna del bene materiale;. tutte le forme di “commercio elettronico diretto” quando cioè la conclusione e l’esecuzione del contratto avvengono interamente online;. In Italia, per dare attuazione alla Direttiva 2000/31: è stato emanato il D. Lgs. 70/2003 diretto a promuovere la libera circolazione dei servizi della società dell’informazione, fra i quali il commercio elettronico;. non è ancora stato emanato nessun provvedimento, tanto che l’Italia è stata sanzionata dall’UE;. è stato emanato il Cod. Cons. diretto a promuovere la libera circolazione dei servizi della società dell’informazione, fra i quali il commercio elettronico;. è in corso di emanazione un decreto legislativo per promuovere la libera circolazione dei servizi della società dell’informazione, fra i quali il commercio elettronico;. I contratti telematici si possono formare: accedendo a un e-shop virtuale, tramite la pressione virtuale del tasto “accetto"; il consenso si esprime attraverso il "click" che a tutti gli effetti diventa un modo di espressione del consenso (c.d. contratti point and click) o attraverso lo scambio di manifestazioni di volontà attraverso l’utilizzo degli strumenti di comunicazione quali e-mail, forum, newsgroup,. solo accedendo a un e-shop virtuale, anche attraverso la sottoscrizione di un form, tramite la pressione virtuale del tasto “accetto (contratti a comunicazione indiretta) ove il consenso si esprime attraverso il click che a tutti gli effetti diventa un modo di espressione del consenso (c.d. contratti point and click);. solo attraverso lo scambio di manifestazioni di volontà attraverso l’utilizzo degli strumenti di comunicazione quali e-mail, forum, newsgroup;. solo attraverso lo scambio di posta elettronica, meglio se certificata;. Ai sensi del D. lgs. 70/03 in caso di mancato rispetto di tali obblighi informativi, quali conseguenze si hanno: sanzione amministrativa applicata ai sensi della legge n. 689 del 1981, salvo che il fatto non costituisca reato (art. 21 d. lgs. n. 70/2003);. risarcimento del danno, e annullabilità per dolo o errore, applicazione di una sanzione amministrativa ai sensi della legge n. 689 del 1981, salvo che il fatto non costituisca reato (art. 21 d. lgs. n. 70/2003);. solo il risarcimento del danno salvo che il fatto non costituisca reato;. risarcimento del danno, e nullità assoluta, con l’applicazione di una sanzione amministrativa ai sensi della legge n. 689 del 1981, salvo che il fatto non costituisca reato (art. 21 d. lgs. n. 70/2003);. La ricevuta dell’ordine del destinatario, ex art. 13 d. lgs. 70/03, nello schema negoziale dell’offerta al pubblico “point and click” : non rappresenta un elemento del processo di formazione del contratto, ma una conferma del proponente, è un obbligo informativo “post negoziale” successivo al perfezionamento dell’accordo;. è elemento essenziale necessario per la conclusione del contratto e il suo perfezionamento;. non è mai un obbligo informativo “post negoziale” successivo al perfezionamento dell’accordo, ma un obbligo informativo precedente;. è elemento del processo di formazione del contratto point and click;. Le informazioni preliminari, ex art. 3 D. Lgs. 185/99 che il fornitore ha l’obbligo di renderle conoscibili al consumatore: non c'è obbligo di renderle conoscibili da parte dell'imprenditore, Il consumatore deve reperirsele da solo;. Devono essere rese conoscibili prima della conclusione di qualsiasi contratto a distanza, in modo chiaro e comprensibile, con ogni mezzo adeguato alla tecnica di comunicazione a distanza impiegata, senza obbligo di osservanza dei principi di buona fede e lealtà in materia di transazioni commerciali;. Devono essere trasmesse dopo la conclusione del contratto a distanza, in modo chiaro e comprensibile, con ogni mezzo adeguato alla tecnica di comunicazione a distanza impiegata, osservando i principi di buona fede e lealtà in materia di transazioni commerciali;. Devono essere rese conoscibili prima della conclusione di qualsiasi contratto a distanza, in modo chiaro e comprensibile, con ogni mezzo adeguato alla tecnica di comunicazione a distanza impiegata, osservando i principi di buona fede e lealtà in materia di transazioni commerciali;. In caso di clausole vessatorie on line: occorre la firma digitale per la sottoscrizione del contratto, mentre le clausole vessatorie basta accettazione semplice;. basta la semplice accettazione con il stema point and click sia per la sottoscrizione del contratto che per le clausole vessatorie;. occorre la sottoscrizione con firma digitale dell’intero contratto;. occorre la sottoscrizione delle singole clausole, con la firma digitale, mentre il contratto può essere concluso anche con il point and click;. Le clausole elencate nell’art. 33 c. 2 Cod. Cons.: Sono sempre nulle e al professionista o imprenditore non è data la possibilità di dimostrare che sono state oggetto di trattativa individuale;. si presumono non vessatorie;. si presumono vessatorie a meno che l’imprenditore o il professionista dimostri che la clausola è stata oggetto di trattativa individuale (art. 34 c. 4 e 5 Cod. Cons.), o dimostri che la clausola non è vessatoria;. Sono sempre nulle e al professionista o imprenditore non è data la possibilità di dimostrare che non sono vessatorie;. Ai sensi dell’art. 36 Cod. Consumo, le clausole che abbiano per oggetto o effetto: escludere o limitare la responsabilità del professionista in caso di morte o danno alla persona del consumatore, risultante da un fatto o da un'omissione del professionista; escludere o limitare le azioni del consumatore nei confronti del professionista o di un'altra parte in caso di inadempimento totale o parziale o di adempimento inesatto da parte del professionista; prevedere l'adesione del consumatore come estesa a clausole che non ha avuto, di fatto, la possibilità di conoscere prima della conclusione del contratto: sono sempre efficaci sino a querela di falso;. sono sempre nulle;. sono efficaci e valide sino a prova contraria;. non sono mai nulle;. Nel contratto online: nel caso delle condizioni “normali” infatti vige la regola che concerne solo il sicuramente conosciuto (ex art. 1341 co. 2 c.c.);. nel caso delle condizioni “normali” vige la regola dell’adesione che copre il conosciuto ed il conoscibile (1341 co. 1 c.c.) e nel caso delle clausole vessatorie, vale la regola che concerne solo il sicuramente conosciuto (ex art. 1341 co. 2 c.c.);. sia in caso di condizioni normali che vessatorie vige la regola dell’adesione che copre il conosciuto ed il conoscibile (1341 co. 1 c.c.);. nel caso delle clausole vessatorie vale la regola dell’adesione che copre il conosciuto ed il conoscibile (1341 co. 1 c.c.);. Le esigenze del commercio elettronico richiedono un sistema di pagamento: che consenta solo all’aderente, parte debole contrattuale, maggiore tutela ovvero di utilizzare un sistema di pagamento sicuro;. che consenta al venditore o prestatore di servizi di conseguire in tempi rapidi il trasferimento della somma di denaro, e all’aderente, di utilizzare un sistema di pagamento sicuro;. ordinario, senza alcuna diversa o particolare esigenza del venditore o dell'aderente;. che consenta solo al venditore o prestatore di servizi di conseguire in tempi rapidi il trasferimento della somma di denaro;. Nel caso in cui si riesca a dimostrare che l’utilizzo da parte del terzo della firma digitale altrui è avvenuto senza alcuna autorizzazione o contro la volontà del titolare: È un falso ma l’unico rimedio esperibile è il disconoscimento attraverso cui il titolare potrà otestare la provenienza delle dichiarazioni contenute nella scrittura rispetto alla sua volontà;. Si tratta di un falso ed il titolare potrà avvalersi della querela di falso (art. 221 ss. c.p.c.) per contestare la provenienza delle dichiarazioni contenute nella scrittura rispetto alla sua volontà;. Non è un falso e il titolare potrà avvalersi solo del disconoscimento della firma per contestare la provenienza delle dichiarazioni contenute nella scrittura rispetto alla sua volontà;. È un falso ma l’unico rimedio esperibile è il risarcimento del danni;. I documenti sottoscritti con la firma elettronica avanzata (ivi compresa la firma digitale, costituente una species del genus): producono un’efficacia probatoria attenuata, obbligando tuttavia il giudice al loro contenuto, fino a querela di falso;. pur soddisfano il requisito della forma scritta (art. 2712 c.c.) producono un’efficacia probatoria attenuata, liberamente valutabile dal giudice in base alle caratteristiche oggettive di qualità e sicurezza;. non soddisfano mai il requisito della forma scritta (art. 2712 c.c.);. posseggono il massimo dell’efficacia probatoria, nel senso che sono equiparati alla scrittura privata, onde il documento fa piena prova della provenienza delle dichiarazioni dal sottoscrittore, fino a querela di falso;. I documenti sottoscritti con la firma elettronica debole: non hanno alcuna efficacia né giuridica né probatoria;. pur soddisfando il requisito della forma scritta (art. 2712 c.c.) producono un’efficacia probatoria attenuata, liberamente valutabile dal giudice in base alle caratteristiche oggettive di qualità e sicurezza;. hanno efficacia probatoria piena obbligando il giudice a tenere conto di quanto in essi stabilito;. non soddisfano mai il requisito della forma scritta (art. 2712 c.c.);. In caso di recesso: il consumatore deve restituire il bene al professionista, entro 2 giorni decorrenti dal momento della restituzione a lui del denaro corrisposto;. il consumatore deve restituire il bene al professionista, entro 14 giorni, decorrenti dalla fine dei precedenti quattordici giorni utili per comunicare la volontà di recedere;. il consumatore deve restituire il bene al professionista, entro 14 giorni decorrenti dal momento della restituzione a lui del denaro corrisposto al professionista;. il consumatore deve restituire il bene al professionista, entro 10 giorni decorrenti dalla fine dei precedenti quattordici giorni utili per comunicare la volontà di recedere;. La regola generale in tema di responsabilità degli ISP è che: del contenuto delle informazioni ne risponderanno sempre sia l’utente del servizio, ovvero chi le informazioni le ha caricate sia chi le ha trasmesse;. l’ISP non è assoggettato ad alcun obbligo generale di sorveglianza sulle informazioni che trasmette o memorizza;. del contenuto delle informazioni non ne risponderà mai l’utente del servizio, ma soltanto chi le informazioni le ha memorizzate e trasmesse;. l’ISP è soggetto a obbligo generale di sorveglianza sulle informazioni che trasmette o memorizza;. L’ISP ha degli obblighi, quali?. quello di informare subito le competenti autorità (giudiziaria o amministrativa di vigilanza), non appena conosciuta l’attività o l’informazione illecita veicolata; quella di fornire all’autorità competente tutte le informazioni in proprio possesso per identificare gli utenti del servizio, allo scopo di prevenire attività illecite;. sorvegliare le informazioni trasmesse e fornire all’autorità competente tutte le informazioni in proprio possesso per identificare gli utenti del servizio, allo scopo di prevenire attività illecite;. sorveglianza delle informazioni trasmesse e obbligo di trasmetterle alle autorità giudiziaria o amministrativa di vigilanza;. sorveglianza sulle informazioni trasmesse e sorveglianza sulle informazioni memorizzate;. In caso di memorizzazione permanente, hosting, l’ISP non appena a conoscenza dell’illecito o di fatti che rendono manifesto il carattere illecito delle informazioni: Deve attivarsi per la cancellazione ma egli non sarà mai ritenuto responsabile;. Deve attivarsi per la cancellazione delle informazioni, per cui sarà responsabile solo se si dimostra che ha modificato o manipolato le informazioni;. Deve attivarsi per la cancellazione delle informazioni, per cui sarà responsabile in tre ipotesi: se ha modificato o manipolato le informazioni; se, venuto a conoscenza del provvedimento di rimozione, non ha provveduto alla rimozione (o comunque non ha impedito l’accesso alle informazioni); oppure se, appreso il carattere illecito delle informazioni, non ha provveduto alla cancellazione (o non ha impedito l’accesso alle informazioni);. Non deve fare alcunchè;. L'elaborazione del concetto di privacy a chi si deve?. all'esperienza statunitense, ed in particolare al suo formante giurisprudenziale;. all'esperienza tedesca e al suo formante giurisprudenziale;. al formante giurisprudenziale italiano;. al formante giurisprudenziale europeo;. Con il caso Grinwold v. Connecticut del 1965: si aprì la via ad un riconoscimento della privacy svincolata dal diritto di proprietà e vista, invece, come espressione di libertà e di auto determinazione;. si aprì la via ad un riconoscimento del diritto ad essere dimenticati;. si aprì la strada al riconoscimento del diritto all'oblio;. si aprì la via ad un riconoscimento della privacy legata strettamente al diritto di proprietà;. A Warren e Brandeis va il merito: di avere elaborato il diritto all'oblio;. di avere elaborato il concetto del rispetto della tutela dei dati personali;. di avere elaborato il concetto del right to be alone;. di avere svincolato la tutela della privacy dalla tutela del diritto di proprietà;. Il decreto legislativo 196 del 2003 contiene il principio di necessità nel trattamento dei dati?. sì all'art.1;. sì all'art.3;. no;. sì all'art.5;. Con il Regolamento UE 679 del 2016: non è stata abrogata la nota Direttiva 95/46/CE, contenente la disciplina del trattamento dei dati;. L'unione Europea ha negato il diritto all'oblio;. l’Unione Europea si è data una legislazione unitaria in materia di privacy, superando così le differenze che caratterizzavano le precedenti discipline nazionali;. non si sono superate le differenze che caratterizzavano le precedenti discipline nazionali in materia di privacy;. Secondo l'art. 13 del D. lgs. 101 del 2018 chi può rivolgere una segnalazione al Garante Privacy?. chiunque;. l'interessato e i suoi parenti in linea retta;. solo l'interessato o il suo rappresentante legale;. solo il danneggiato;. Internet of Things (IoT): rappresenta un settore in cui occorre prestare molta attenzione alla privacy;. è un sistema di sicurezza che tutelale cose vendute in Internet;. tutela la privacy degli oggetti;. tutela il sistema del riciclo delle cose, attraverso internet;. E' vero che lo psicologo Michal Kosinski sostiene che da soli sessantotto like di un utente Facebook si possono predire il colore della sua pelle (con accuratezza del 95 per cento), l’orientamento sessuale (88 per cento) e quello politico (85 per cento)?. No, lo hanno affermato un gruppo di studiosi francesi;. no, lo ha detto Mark Zuckerberg e ha fatto nascere Cambridge Analytica;. No lo ha detto Donald Trump;. sì, dai suoi studi è nata Cambridge Analytica;. Per una prima configurazione normativa del diritto all’oblio, molto rilevante è stato: La legge 62/2001;. Il D. lgs. 6/2003;. il D. Lgs. 196 del 2003;. Il d. lgs. 96/2003;. Allo stato attuale, quando si parla di diritto all’oblio ci si riferisce anche alla situazione connessa all’uso di internet ed alla reperibilità delle notizie nella rete, consistente nell’esigenza di collocare la pubblicazione, avvenuta legittimamente molti anni prima, nel contesto attuale?. No, ci si riferisce solo alle situazioni nelle quali l’interessato fa valere il diritto alla cancellazione dei dati;. No, ci si riferisce soltanto alla situazione di chi di chi desidera non vedere nuovamente pubblicate notizie relative a vicende in passato legittimamente diffuse, quando è trascorso un certo tempo tra la prima e la seconda pubblicazione;. No ci si riferisce solo alle situazioni nelle quali l’interessato fa valere il diritto alla deindicizzazione dei dati;. Si;. Quale testo normativo segna il fondamento positivo del diritto all’oblio con specifico riferimento alla disciplina del trattamento dei dati personali per scopi giornalistici?. Il D. Lgs. 121 del 2018 in cui si stabilisce la non legittimità ove la conservazione dei dati avvenga ‹‹in una forma che consenta l’identificazione dell’interessato per un periodo di tempo superiore a quello necessario agli scopi per i quali sono stati raccolti o trattati››;. il D. Lgs. 196 del 2003 all'art. 136 in cui si stabilisce la non legittimità ove la conservazione dei dati avvenga ‹‹in una forma che consenta l’identificazione dell’interessato per un periodo di tempo superiore a quello necessario agli scopi per i quali sono stati raccolti o trattati››;. il d. lg. 208/2018 che prevede il diritto dell’interessato di conoscere chi possiede i suoi dati personali, consentendo di chiedere la cancellazione, la trasformazione, il blocco, ovvero la rettificazione, l’aggiornamento, l’integrazione;. la L. 192/2016 che prevede il diritto dell’interessato di conoscere chi possiede i suoi dati personali e come li adopera e di opporsi al loro trattamento;. A livello operativo il diritto all'oblio: si può realizzare: impedendo ai motori di ricerca di ripescare in rete notizie relative a fatti passati che ci riguardano direttamente oppure obbligando specificamente gli editori digitali a deindicizzare l’articolo relativo a fatti del passato;. si può realizzare soltanto obbligando specificamente gli editori digitali a deindicizzare l’articolo relativo a fatti del passato;. si può realizzare solo impedendo ai motori di ricerca di ripescare in rete notizie relative a fatti passati che ci riguardano direttamente;. non è possibile da realizzare;. L'art.17 DSA prevede: che, una volta avvenuta la segnalazione, si presume che il provider sia a conoscenza del contenuto potenzialmente illecito;. che le piattaforme online si dotino di un efficiente sistema interno di gestione dei reclami cui gli utenti possano accedere gratuitamente attraverso un’interfaccia digitale, semplice;. che tutti i fornitori di servizi di hosting predispongano adeguate procedure di “notice and action”;. prevede espressamente che all’utente sia data la facoltà di agire in via stragiudiziale innanzi a enti certificati dal Digital Services Coordinator;. Al fine di contrastare la diffusione in Rete dei discorsi d’odio, così come degli altri contenuti illeciti, il DSA: presume che i servizi di caching siano sempre a conoscenza di un contenuto potenzialmente illecito;. presume che i servizi di mere conduit siano sempre a conoscenza di un contenuto potenzialmente illecito;. presume che i provider siano sempre a conoscenza di un contenuto potenzialmente illecito;. prevede esplicitamente che tutti i fornitori di servizi di hosting predispon gano deguate procedure di “notice and action”;. Il DSA: ha eliminato il regime di responsabilità limitata per i servizi di mere conduit, caching e hosting;. pur confermando in linea generale il regime di responsabilità limitata per i servizi di mere conduit, caching e hosting, mira a introdurre una serie di obblighi aggiuntivi in capo ai provider;. ha ridotto gli obblighi dei provider;. ha rafforzato il regime di responsabilità limitata per i servizi di mere conduit, caching e hosting;. Nell'ambito di quale atto o di quali atti, nel 2020, la Commissione europea ha incluso la lotta al fenomeno dello hate speech?. DMA;. EDAP e DSA;. Codice di Condotta per il contrasto allo Hate Speech;. DSA e DMA;. Nel contesto europeo lo hate speech può essere ricondotto: all'art. 14 della Convenzione di Ginevra;. all'art. 14 della Convenzione di Berna;. a nessuna norma;. all’art. 14 della Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali;. Nell’approccio al problema dell’hate speech occorre effettuare un bilanciamento tra diritti, sanciti da quali articoli?. Art. 2575 c.c. e art. 33 Costituzione;. Art. 21 Costituzione e artt. 2 e 3 della Costituzione;. Art. 15 e Art. 13 Costituzione;. Art. 1 Legge 633/1941 e art. 4 Costituzione;. Nel 2016 la Commissione Europea cosa ha firmato?. un Codice di condotta per il contrasto all’hate speech on line, con le maggiori piattaforme di social media. una Legge contro l'hate speech valida anche a livello internazionale ;. una direttiva avente ad oggetto il contrastro allo hate speech. un regolamento avente ad oggetto la lotta allo hate speech. La Legge 71 del 2017: prevede la possibilità per il minore, di età superiore ai 14 anni, di fare istanza di oscuramento anche qualora non sia possibile ravvisare il reato di illecito trattamento di dati o un’altra fattispecie di rilevanza penale;. non prevede la possibilità per un minore, di età superiore a 14 anni, di presentare istanza di oscuramento; la facoltà spetta sempre e solo ai genitori o ai tutori,e sempre che sia ravvisare il reato di illecito trattamento di dati o un’altra fattispecie di rilevanza penale;. prevede la possibilità per il minore, di età superiore ai 14 anni, di fare istanza di oscuramento solo quando sia configurabile il reato di illecito trattamento di dati o un’altra fattispecie di rilevanza penale;. prevede la possibilità anche per il minore, di età inferiore a 14 anni, di presentare istanza di oscuramento, solo qualora sia possibile ravvisare il reato di illecito trattamento di dati o un’altra fattispecie di rilevanza penale;. La legge 71/2017: ha previsto il ricorso a severi strumenti sanzionatori per i minori autori di reati di cyberbullismo;. ha preferito evitare il ricorso agli strumenti del diritto penale, privilegiando un approccio orientato alla sensibilizzazione e alla prevenzione, in particolare all’interno dell’ambiente scolastico;. ha previsto pene detentive in istituti per la rieducazione dei minori colpevoli di reati di cyberbullismo;. ha previsto l'allontanamento del minore dall'ambiente familiare qualora si ritiene che abbia contribuito alla cattiva formazione ed educazione del minore;. Secondo l'art.18 del DSA è prevista per l'utente: :solo la possibilità di agire in via giudiziale;. la possibilità di ricorrere al TAR in caso di violazione delle norme in materia di diritto all'oblio;. la possibilità di agire innanzi al Garante per la privacy;. la possibilità di agire in via stragiudiziale innanzi a enti certificati dal Digital Services Coordinator;. Se il reato di atti persecutori è commesso attraverso strumenti informatici o telematici: la pena è lievemente diminuita;. la pena è notevolmente diminuita;. la pena è aumentata;. la pena resta la stessa;. Nei confronti di un minore di età compresa tra i 14 e 18 anni: si prevede la punibilità del genitore o del tutore;. non si prevede alcun trattamento sanzionatorio;. il trattamento sanzionatorio è quello riservato ad una persona maggiorenne;. si prevede un trattamento sanzionatorio mitigato;. Quale legge si intitola "Disposizioni a tutela dei minori per la prevenzione ed il contrasto del fenomeno del cyberbullismo". la Legge 71 del 2017. La legge 19 del 2019. La legge 71 del 2020. la Legge 71 del 2021. |





