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didattica g.

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Titolo del test:
didattica g.

Descrizione:
didattica g.

Data di creazione: 2026/03/31

Categoria: Personale

Numero di domande: 361

Valutazione:(2)
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Nel parlare di educazione come guida nel percorso di crescita, Pestalozzi utilizza le espressioni: pratica (crescita professionale), mente (crescita intellettuale), emozioni (crescita morale). mano (crescita professionale), mente (crescita intellettuale), cuore (crescita morale). mano (crescita professionale), teoria (crescita intellettuale), cuore (crescita morale). pratica (crescita professionale), teoria (crescita intellettuale), emozioni (crescita morale).

La disciplina della Pedagogia studia: i processi dell’educazione e della formazione umana. i processi di apprendimento dell'essere umano. le strategie relazionali in ambito educativo. le strategie per gestire le pratiche didattiche.

. Il testo in cui Comenio raccoglie le sue argomentazioni sul tema della didattica si intitola: Didactica Magna. Emilio. Ars didactica. Didattica generale.

La metafora dello studente come "vaso da riempire" è coerente con un approccio all'insegnamento di tipo: attivo. partecipativo. trasmissivo. direttivo.

Viene ricordato per aver contribuito all'affermazione della Pedagogia come disciplina autonoma: Aldo Visalberghi. John Dewey. Howard Gardner. Jean Piaget.

Un modello didattico può essere definito come: uno schema-guida che aiuta a indirizzare le pratiche didattiche. l'elenco degli obiettivi educativi da raggiungere. la programmazione generale degli interventi da attuare. una guida operativa di strategie didattiche.

Secondo l'approccio comportamentista, l'apprendimento avviene attraverso: un processo attivo di costruzione di significati. un processo ricorsivo di risposta rinforzata. il processo di elaborazione delle informazioni. il processo dialogico tra chi apprende e ambiente di riferimento.

NON rientrano tra i principali modelli di riferimento entro cui sono stati sviluppati gli studi sulla didattica: i modelli orientati alla leadership diffusa. i modelli orientati al processo. i modelli orientati al contesto. i modelli orientati al prodotto.

I modelli didattici context-oriented fanno riferimento a una logica di tipo: cognitivista. comportamentista. costruttivista. nessuna delle opzioni proposte.

I modelli didattici "product-oriented" sono quelli secondo cui l'agire didattico: dovrebbe porre il focus sul processo di apprendimento dell’allievo. dovrebbe porre il focus sugli esiti dell’apprendimento dell’allievo. dovrebbe porre il focus sul contesto in cui avviene l’apprendimento e sui processi di mediazione. dovrebbe porre il focus sul prodotto che le relazioni tra pari generano sui risultati di apprendimento.

Nel parlare del processo di "modeling", Bandura evidenzia che l'apprendimento avviene: solo attraverso l'esperienza diretta. grazie a meccanismi di stimolo-risposta. in presenza di modelli da copiare. anche attraverso l'osservazione.

Prevede che il processo educativo avvenga i contesti organizzati e intenzionalmente progettati, ma al di fuori del contesto scolastico. educazione non formale. educazione sociale. educazione formale. educazione informale.

Documentare il lavoro educativo: è fondamentale per rendicontare a fine anno le ore di lavoro extra svolte. è tra le richieste della normativa, per la consegna di fascicoli al Dirigente ogni 6 mesi. è una risorsa in quanto rappresenta un’attività intenzionale di rappresentazione dei processi in corso. è un lavoro aggiuntivo evitabile, per un docente già impegnato in aula gran parte del giorno.

Quale è il tipo di apprendimento che avviene in modo spontaneo e non organizzato?. Informale. Non formale. Formale. Sociale.

. Nel modello di Castoldi, le dimensioni entro cui avviene l’azione didattica sono quelle: organizzativa, metodologica, valutativa. organizzativa, metodologica, relazionale. progettuale, didattica, relazionale. progettuale, didattica, valutativa.

Nella teoria di Piaget, per "assimilazione" si intende il processo attraverso cui la persona: stravolge i propri schemi interni. apprende dal fare. adatta i propri schemi alla realtà esterna. ristruttura i propri schemi interni.

Il Profilo Educativo, Culturale e Professionale (PECUP) si rivolge: solo ai licei. a qualsiasi istituzione del secondo ciclo di istruzione. ai licei e agli istituti tecnici. a qualsiasi istituzione scolastica sul territorio nazionale.

Ha tra i suoi obiettivi il far assumere agli studenti un ruolo attivo nel proprio apprendimento, incoraggiandoli alla costruzione di un proprio progetto di vita: Scuola secondaria di primo grado. Scuola secondaria di secondo grado. Scuola dell'infanzia. Scuola primaria.

Quali ordini scolastici rientrano nel primo ciclo di istruzione?. Scuola dell'infanzia, Scuola primaria. Scuola dell'infanzia, Scuola primaria, Scuola secondaria di primo grado. Scuola primaria, Scuola secondaria di primo grado. Scuola secondaria di primo grado, Scuola secondaria di secondo grado.

Il Decreto legislativo n. 65 del 2017 ha istituito: il passaggio dall'Alternanza Scuola-Lavoro ai Percorsi per le Competenze Trasversali e per l'Orientamento. le Indicazioni nazionali per curricolo della scuola dell'infanzia e del primo ciclo d'istruzione. il liceo Made in Italy. il Sistema integrato di educazione e di istruzione dalla nascita sino a sei anni.

NON rappresenta un esempio di esercizio dell'autonomia scolastica: Presenza di docenti di sostegno. Modello di scuola Senza Zaino. Esperienze di Scuola nel bosco. Curricolo con indirizzo CLIL.

In che senso la normativa italiana garantisce spazi di autonomia alle istituzioni scolastiche?. Dà modo di arricchire il curricolo con progetti in collaborazione con il territorio, ma ponendo vincoli sui temi che possono trattare. Nel senso che ogni docente è libero di gestire le attività d'aula come ritiene più opportuno, in base agli obiettivi che si pone. Fornisce direttive sui contenuti da trattare nella didattica, ma lascia ai docenti libertà sulle strategie da utilizzare. Fermo restando riferimenti di base per la costruzione del curricolo, consente di articolarlo tenendo conto delle proprie peculiarità contestuali.

Chi gode di "spazi di autonomia" nelle istituzioni scolastiche italiane?. Solo i docenti. Le istituzioni scolastiche e tutti gli attori al suo interno. La scuola italiana non prevede spazi di autonomia. I Dirigenti Scolastici.

Cosa contribuisce a garantire un buon equilibrio tra autonomia professionale e responsabilità pubblica delle scuole?. La raccolta di feedback da parte degli studenti. La presenza di sistemi di valutazione esterna (es. prove nazionali INVALSI). Una dirigenza scolastica direttiva. Un buon livello di responsabilità e collaborazione tra i docenti.

Uno degli autori più noti in tema di costruzione del Curricolo è: John Dewey. Benedetto Vertecchi. Comenio. Mario Castoldi.

Allo stato attuale la logica del Curricolo si fonda su un approccio: per competenze. per sfondi integratori. per obiettivi disciplinari. per conoscenze.

. "Insieme delle condizioni culturali, organizzative e metodologiche messe in atto da una determinata realtà formativa per svolgere il suo compito primario, in una prospettiva di progettualità formativa estesa e integrata" è la definizione di: Curricolo. Offerta formativa. Programma. Percorso formativo.

. Nel modello di Castoldi sulla costruzione del curricolo, cosa rappresenta l'archivio di documentazione di esperienze formative per le scuole?. Un documento da fornire alle famiglie. Un obbligo burocratico. Una risorsa per condividere pratiche efficaci. Un modo per ridurre i costi della riprogettazione.

Quale prospettiva del curricolo intende valorizzare la creazione di reti collaborative tra scuola e comunità?. Curricolo verticale. Curricolo eco-sistemico. Curricolo trasversale. Curricolo orizzontale.

Secondo Castoldi quale ruolo deve assumere l'insegnante nella progettazione didattica?. Regista del percorso formativo. Trasmettitore di contenuti. Valutatore unilaterale. Osservatore esterno.

La "conversazione clinica" è una delle fasi caratteristiche della progettazione: per progetti. per obiettivi. per significati. per concetti.

Cosa caratterizza la progettazione "per concetti"?. La considerazione dell'apprendimento come frutto dell'esperienza diretta. La considerazione dell'apprendimento come frutto della discussione tra pari. La considerazione dell'apprendimento come acquisizione di conoscenze. La considerazione dell'apprendimento come integrazione significativa del proprio reticolo di conoscenze.

Nel modello ADDIE, la lettera E indica: la dimensione della valutazione finale. la dimensione esistenziale del percorso (i princìpi). la dimensione empirica del percorso. la dimensione dell'erogazione del percorso.

Il modello ADDIE identifica: le fasi per definire gli obiettivi di un percorso educativo. le fasi della ricerca scientifica. i processi che riguardano le pratiche professionali degli insegnanti. i processi che riguardano la progettazione didattica.

. Nell'ambito dei percorsi formativi, quando si parla di meso-sistema si fa riferimento: a quanto progettato a livello di istituzione scolastica. a quanto progettato a livello di classe. all'ecosistema formativo in cui si sviluppa la didattica. alla progettazione prevista sul piano nazionale.

"Attività di promozione, coordinamento, organizzazione e verifica dei diversi fattori educativi operanti all’interno di un’unità scolastica" la definizione che si può dare di: modello didattico. progettazione. programmazione. processo didattico.

Rappresentano lo sfondo integratore del curricolo di qualsiasi istituzione scolastica italiana: STEM. abilità digitali. conoscenze. competenze.

NON rientra nelle dimensioni imprescindibili che andrebbero considerati nella progettazione educativo-didattica al Nido: autoregolazione. gioco. spazio. tempo.

A chi è rivolto il documento di indirizzo che invita a costruire il curricolo per "campi di esperienza"?. Scuola primaria. Primo ciclo di istruzione. Scuola secondaria di primo grado. Sistema integrato 0-6 anni.

Il principio 'non multa, sed multum' applicato al curricolo indica che: Le discipline non sono rilevanti, lo è solo lo sviluppo di competenze. Lo sviluppo di competenze non è rilevante, lo sono le discipline. Occorre approfondire poche conoscenze, ma fondamentali. È bene studiare molte nozioni, anche se superficiali.

. I documenti di indirizzo dei diversi ordini scolastici: Definiscono nel dettaglio i contenuti disciplinari su cui occorre lavorare. Prevedono traguardi di sviluppo delle competenze molto diversi tra loro. Vincolano i docenti a rispettare tempi e avere obiettivi rigidi. Condividono una visione comune sui macro-traguardi da far raggiungere.

Nella pratica didattica lo spazio: rappresenta il limite fisico entro cui si svolge l'azione didattica. può essere considerato un sinonimo del termine "infrastruttura educativa. può essere considerato un sinonimo del termine "ecosistema educativo". rappresenta il contesto fisico e figurato entro cui si svolge l'azione didattica.

Il concetto di setting chiama in gioco un’epistemologia di stampo: comportamentista. cognitivista. attivista. costruttivista.

Rientrano tra gli elementi che concorrono a definire una infrastruttura educativa: le aule, i docenti, le strategie didattiche e le relazioni umane. gli ambienti, le dotazioni strumentali, le relazioni umane e le strategie di coordinamento. le strategie di leadership, le dotazioni strumentali e le metodologie didattiche. le strategie didattiche, la cultura organizzativa e le relazioni umane.

Il concetto di agency fa riferimento alla capacità: di avere controllo, autonomia e potere rispetto alle situazioni di cui si è protagonisti durante il percorso di formazione. di farsi coinvolgere attivamente nelle attività proposte durante il percorso di formazione. di controllare il processo di apprendimento nell'ambito delle attività didattiche. di saper interagire nel sistema-scuola a cui si appartiene.

L’engagement può essere definito come: il coinvolgimento attivo degli studenti nell’ambito del percorso formativo. la capacità di un soggetto di agire intenzionalmente per generare un cambiamento. la capacità di uno studente di auto-orientarsi nel processo di apprendimento. il coinvolgimento degli studenti in attività di gruppo.

In quale tra le seguenti strategie l’apprendimento è organizzato in sequenze di stimolo-risposta?. Problem solving. Istruzione sequenziale interattiva. Lezione euristica. Modellamento.

Il concetto di "architettura dell'istruzione" consente di: creare connessione tra ricerca pedagogica e architettonica. distinguere tra setting di apprendimento progettati in modo efficace e non. individuare rigidamente cosa considerare quando si parla di didattica e valutazione. considerare in modo integrato più variabili connesse all'evento educativo-didattico.

La lezione erogativa multimodale può essere associata a un'architettura dell'istruzione di tipo: esplorativa. multimodale. recettiva. comportamentale.

Nelle architetture dell'istruzione, fa riferimento al modo in cui il sapere viene concepito, selezionato e organizzato: dimensione pedagogico-didattica. dimensione progettuale. dimensione epistemologica. dimensione organizzativa.

Nell'architettura dell’istruzione "a scoperta guidata" il docente: affianca lo studente per renderlo sempre più autonomo. incentiva soprattutto attività di gruppo. lascia spazio alla libera esplorazione dello studente. pone il focus sull'autenticità dei problemi proposti.

Con l’espressione “effect size” concettualizzata da J. Hattie si intende: la soglia minima per distinguere ciò che è efficace da ciò che non lo è. la misura che ha utilizzato per condurre le meta-analisi. l'importanza di utilizzare più dispositivi. l’effetto che l’utilizzo di un dispositivo ha sull’efficacia didattica.

La soglia minima di effect size che Hattie individua per definire un dispositivo efficace è: 0.3. 0.2. 0.1. 0.4.

Nel modello di Rossi e Toppano (2009), i "dispositivi con attività istruzionali": sono quelli utili a far acquisire conoscenze e procedure. sono quelli utili a far acquisire capacità critiche e rielaborative. sono quelli utili a far acquisire capacità collaborative e relazionali. sono quelli utili a far acquisire capacità autoregolative.

Il dispositivo del feedback può essere utilizzato: soprattutto nelle lezioni con stile trasmissivo. esclusivamente nelle lezioni con stile dialogato. come supporto per la valutazione formativa. solo per le attività di gruppo.

Il "Compito di realtà" è uno dei modi attraverso cui progettare il dispositivo: della simulazione. del feedback. del role-playing. della lezione.

Quale dei seguenti NON può essere considerato un dispositivo didattico?. Role-playing. Attività cooperative. Stile comunicativo. Lezione frontale.

È la disciplina che studia l'apprendimento e l'educazione degli adulti: pedagogia. sociologia. antropologia. andragogia.

A quale principale obiettivo rispondono i percorsi di formazione extra-scolastica?. Aprire le porte al mondo universitario. Far acquisire un titolo di studio. Innalzare il livello di competenza digitale. Rispondere a un'esigenza formativa contestuale.

Nella didattica extra-scolastica rientrano tutte le esperienze di: educazione formale e non formale. educazione formale. educazione informale. educazione non formale e informale.

Nel modello student-centred di McCombs e Miller, nei "fattori cognitivi e metacognitivi" rientrano: le differenze individuali nell'apprendimento. gli effetti della motivazione sull'impegno. il pensiero strategico e il pensare il pensiero. le influenze dello sviluppo sull'apprendimento.

NON rientra tra le strategie didattiche student-centred: la lezione frontale. il feedback. il problem-based learning. l'apprendimento cooperativo.

Un feedback è "personalizzato" quando: informa se la risposta fornita è giusta o sbagliata. chiarisce il motivo per cui la risposta fornita è giusta o sbagliata. nessuna delle opzioni proposte. indica quale sarebbe stata la risposta corretta da dare.

Nel "Conversational framework" elaborato da Laudrillard, una didattica student-centred è possibile se il docente: prevede un affiancamento individuale per ogni studente. promuove la leadership diffusa degli studenti. incoraggia il successo di ogni studente attraverso processi competitivi. favorisce un dialogo costante con lo studente.

Nell'Universal Design for Learning, con "molteplici mezzi di rappresentazione" si intende l'importanza di fornire: modalità alternative per favorire l'inclusione. modalità alternative per essere attivi nella didattica. modalità alternative per riprodurre quanto appreso. modalità alternative per accedere a uno stesso contenuto.

L'Universal Design for Learning ritiene importante fornire agli studenti molteplici mezzi di: rappresentazione, espressione, coinvolgimento. partecipazione, studio, interazione. coinvolgimento, interazione, lettura. comunicazione, rappresentazione, studio.

«Progettazione di prodotti e ambienti utilizzabili da tutti, nella maggior estensione possibile, senza necessità di adattamenti o ausili speciali» è la definizione che R. Mace dà: del modello ADDIE. dell'Universal Design. di Dispositivo didattico. della Didattica modulare.

Cosa definisce l'acronimo UDL?. Unità Didattica di Apprendimento. Universal Didactic Learning. Universal Design for Learning. Unità Didattica a Lungo termine.

Nel modello di Kolb si parla di stile di apprendimento accomodatore quando il soggetto: utilizza il ragionamento induttivo e sviluppa modelli teorici logici. tende a risolvere i problemi in modo analitico piuttosto che induttivo. è attivo e flessibile nel ragionamento ed è a suo agio nelle situazioni di cambiamento. predilige un’unica soluzione a un problema.

Nel modello di Cornoldi e De Beni, lo stile cognitivo globale è visto come contro-polo di quello: intuitivo. convergente. riflessivo. analitico.

Come può essere definito lo stile cognitivo?. Approccio alla conoscenza e allo studio delle discipline. Modalità preferenziale che una persona adotta per conoscere il mondo. Acquisizione di conoscenze in vista di uno scopo. Modalità con cui vengono assimilati dei contenuti.

Le strategie didattiche cognitive lavorano sui processi che si attivano: nessuna delle opzioni proposte. nella fase di riflessione e valutazione sulle conoscenze. nella fase di organizzazione e riflessione sulle conoscenze. nella fase di acquisizione e organizzazione delle conoscenze.

Nel metodo Cornell per prendere appunti, quali sono le sezioni in cui andrebbe diviso il foglio di lavoro?. Area degli appunti, Area per riassunto e note, Area per la valutazione del docente. Area dei concetti chiave, Area per riassunto e note, Area per la valutazione del docente. Area degli appunti, Area dei concetti chiave, Area per la valutazione del docente. Area degli appunti, Area dei concetti chiave, Area per riassunto e note.

«Piattaforma intenzionalmente e temporaneamente realizzata dal docente per aiutare gli studenti nel processo di costruzione della conoscenza» è la definizione di: Universal Design for Learning. coaching. peer tutoring. scaffolding.

Un modo alternativo per definire la "zona di sviluppo prossimale" è: l’area di competenze che un allievo acquisirà in tempi brevi, con l'aiuto di un esperto. l’area di competenze potenzialmente acquisibili che un allievo potrebbe raggiungere e su cui sta lavorando in modo autonomo. l’area di competenze potenzialmente acquisibili che un allievo potrebbe raggiungere con l’aiuto di un esperto. l’area di competenze che un allievo acquisirà in tempi brevi, con l'aiuto di un compagno.

. Chi definì il concetto di zona di sviluppo prossimale?. Kolb. Vygotskij. Dewey. Sternberg.

«Consapevolezza e controllo che una persona ha sui propri processi cognitivi» è la definizione di: engagement. capacità metacognitiva. capacità cognitiva. apprendimento.

Nel modello sulla metacognizione di Borkowsky: gli stati personali e motivazionali possono influenzare la prestazione dello studente. la prestazione dello studente è definita dal tempo che ha dedicato allo studio. il feedback non influenza la conoscenza che lo studente ha di sé né sue prestazioni future. lo studente risponde a un compito utilizzando sempre la stessa strategia.

Uno studente con buone capacità metacognitive: riflette a fondo sui propri stati emotivi prima di iniziare un compito. sa scegliere la strategia da adottare in base alla richiesta del compito. mantiene alta l'autostima svolgendo i compiti in cui riesce meglio. utilizza sempre le strategie in cui si sente più competente.

NON rientrano nelle strategie didattiche che possono essere utili a favorire un apprendimento autoregolato: quelle che chiedono di riflettere sull'efficacia espositiva dopo un'interrogazione. quelle che chiedono di rileggere ciò che si è scritto prima di consegnare un compito. quelle che chiedono di rielaborare i contenuti di apprendimento. quelle che chiedono di memorizzare e ripetere una classificazione.

"Capacità dell’immagine di raggiungere in modo efficace e non ambiguo i destinatari" è la definizione di: Relevance (o significatività). Readability (o chiarezza). Effectiveness (o efficacia). Legibility (o accessibilità).

Qual è un aspetto importante della qualità delle immagini didattiche?. La loro capacità di distrarre. La loro bellezza estetica. La loro capacità di sostenere la costruzione del significato. La loro complessità.

Cosa favoriscono gli organizzatori grafici nella costruzione di modelli mentali?. La riduzione della memoria di lavoro. L'integrazione delle informazioni in un sistema di relazioni significativo. La confusione tra le informazioni. La possibilità di accedere a nuovi contenuti senza avere preconoscenze.

Qual è una delle funzioni degli organizzatori grafici?. Rendere complesso l'apprendimento. Ridurre il carico cognitivo. Rendere il materiale divertente. Aumentare la confusione.

. Nel Peer tutoring a chi viene dato modo di crescere dall'esperienza condivisa?. Al tutor. A entrambi. Più al tutee che al tutor. Al tutee.

In un'attività di gruppo, è quella forma di interdipendenza che prevede che il contributo di ciascuno studente sia indispensabile per conseguire l'obiettivo comune. Interdipendenza di risorse. Interdipendenza di compito. Interdipendenza di materiali. Interdipendenza di ruolo.

Può essere definita una metodologia didattica a mediazione sociale: l'apprendimento significativo. l'apprendimento cooperativo. l'apprendimento esperienziale. l'apprendimento metacognitivo.

Nei modelli di Student Team Learning l'apprendimento è generato: dalla competizione tra gruppi omogenei per abilità. dall'interdipendenza positiva. dall'attivazione di pratiche di peer tutoring. dallo studio individuale della porzione di lavoro di gruppo di propria competenza.

Nella tecnica collaborativa del Jigsaw, i "gruppi tecnici": raccolgono gli "esperti" che ogni gruppo ha individuato per un tema. supervisionano le attività dei gruppi. presentano il lavoro finale alla classe. raccolgono gli studenti che fanno parte di uno stesso gruppo.

Quale delle seguenti NON è una tecnica collaborativa dell'approccio strutturale?. Jigsaw. Numbered heads. Pair check. Think, pair, share.

Il modello matematico-informazionale della comunicazione è stato elaborato da: Cottini. Jakobson. Eco e Fabbri. Shannon e Weaver.

Nel modello della comunicazione di Jakobson: vengono riconosciute diverse funzioni del linguaggio. il focus è sulla fonte dell'informazione. viene introdotto il concetto di feedback tra chi comunica. viene posta importanza sulla fase di codifica del messaggio.

. Si parla di stile comunicativo direttivo quando il docente: lascia spazio alle riflessioni degli studenti. gestisce gli scambi comunicativi in modo molto strutturato. privilegia comunicazioni unidirezionali. cerca di imporsi a fatica nel rivolgersi agli studenti.

In quale modello della comunicazione il processo comunicativo viene letto in modo unidirezionale?. Modello linguistico. Modello semiotico-informazionale. Modello univoco. Modello matematico-informazionale.

Nel modello della comunicazione di Eco e Fabbri emittente e destinatario: partecipano allo scambio comunicativo portando con sé propri codici e sotto-codici. interpretano allo stesso modo il messaggio emesso e ricevuto. devono utilizzare uno stesso codice per poter comunicare. devono impegnarsi per ridurre al minimo le fonti di "rumore".

Secondo il primo assioma della comunicazione: anche il silenzio ha valore di comunicazione. si possono distinguere comunicazione verbale e non verbale. si comunica esclusivamente con la parola. il rapporto tra chi comunica deve essere paritario.

Il sistema cinesico rientra tra le categorie di comunicazione: Non verbale. Paraverbale. Fisico. Verbale.

Nei processi educativi la tecnologia può amplificare le disuguaglianze comunicative: se non viene garantita interazione anche in presenza. se non è accompagnata da una mediazione educativa attenta. se le tecnologie non sono abbastanza avanzate. se il docente supervisiona le attività a distanza.

Nella prossemica si parla di "zona sociale" riferendosi alla zona accessibile a: conoscenti e interlocutori occasionali. stretti familiari e/o partner. nessuna delle opzioni proposte. familiari e amici.

Quale dei seguenti NON può essere considerato uno dei canali comunicativi?. Prossemica. Verbale. Paraverbale. Non verbale.

NON è una strategia utile per gestire la comunicazione paraverbale: Modulare il tono della voce in modo differente durante un discorso. Parlare rapidamente in modo da non annoiare l'uditorio. Utilizzare una dizione corretta. Adattare il volume della voce al contesto.

. L'empatia fa parte delle dimensioni chiamate in gioco dalla prosocialità in quanto: è la capacità di riconoscere, comprendere e assumere il punto di vista dell’altro sul piano cognitivo ed emozionale. per attivare azioni in favore di altri è indispensabile saper leggere e interpretare il bisogno altrui. è la capacità di affermare e perseguire i propri obiettivi con modalità socialmente adeguate e rispettose dell’interlocutore. per arrivare condotte prosociali è indispensabile saper individuare la priorità nella scelta tra più azioni.

«Risposta fisiologica, cognitiva e comportamentale che contribuisce ad attivare la persona per raggiungere determinati obiettivi» è la definizione di: locus of control. engagement. motivazione. emozione.

Per sviluppare autocontrollo emozionale occorre: riconoscere che ogni emozione è accettabile ma che i comportamenti vanno filtrati. riconoscere che non tutte le emozioni e i comportamenti che ne consegue sono leciti. riconoscere che ogni emozione e ogni comportamento che ne consegue è lecito. distinguere tra emozioni accettabili e non accettabili nella società.

Su quali competenze lavora l'approccio SEL (Social and Emotional Learning)?. consapevolezza sociale, conoscenza emotiva, capacità di prendere decisioni responsabili. consapevolezza emotiva e sociale, autoregolazione emotiva, gestione delle relazioni sociali. consapevolezza emotiva, autoregolazione emotiva, gestione degli stati cognitivi. autoregolazione emotiva, capacità di prendere decisioni responsabili, gestione degli stati cognitivi.

Un docente orientato a promuovere un clima di classe positivo: dovrebbe essere direttivo e autorevole. dovrebbe incentivare lo spirito competitivo degli studenti. dovrebbe proporre attività didattiche molto strutturate. dovrebbe essere esperto di comunicazione.

Nel modello STEP (Fedeli, 2013), si parla di "elaborare le emozioni" quando: si comprende un'emozione considerando le modifiche percepite su se stessi e le si sa dare un nome. si mantiene una buona regolazione anche in presenza di emozioni intense e si tollerano situazioni frustranti. c'è un comportamento sempre più regolato di fronte a un’emozione e non ci si lascia travolgere da essa. c'è capacità di verbalizzare a analizzare un’emozione provata e di collegare le emozioni ad eventi scatenanti.

Può essere considerato uno strumento autentico di didattica delle emozioni: il teatro. il circle time. l'Universal Design for Learning. il cooperative learning.

Perché le emozioni possono essere considerate un elemento strutturale della conoscenza?. Perché rendono più facile ricordare le informazioni. Perché orientano, motivano e danno profondità all’apprendimento. Perché sono indipendenti dai processi cognitivi. Perché rendono l'apprendimento piacevole, dando un contorno affettivo.

Quale elemento distingue una didattica delle emozioni efficace?. Spiega le emozioni. Coinvolge l’esperienza vissuta. Usa test psicologici. La connessione con materie artistico-espressive.

Qual è il ruolo principale del teatro nella didattica delle emozioni?. Migliorare la memoria. Favorire riflessione e apprendimento esperienziale. Trasmettere contenuti. Ridurre i conflitti tra pari.

Qual è l’idea centrale della trasposizione didattica?. Il sapere disciplinare deve essere trasformato per diventare insegnabile e accessibile agli studenti. La trasposizione è un processo curricolare, privo di scelte epistemologiche. La trasposizione consiste nel sostituire contenuti difficili con contenuti più semplici. Il sapere va trasmesso nella sua forma originaria per non perdere rigore.

Secondo Calvani, qual è il compito principale dell’ "insegnante mediatore"?. Orchestrare condizioni, strumenti e mediatori per rendere accessibili i contenuti di apprendimento. Trasmette contenuti in modo lineare. Ridurre al minimo la complessità dei saperi disciplinari. Lasciare che gli studenti costruiscano da soli i loro percorsi di apprendimento.

"Sistema di comportamenti attesi che regolano l’interazione tra insegnante e allievo all’interno della situazione didattica" è la definizione di: Regolamento di istituto. Contratto didattico. Patto educativo di corresponsabilità. Bilancio sociale.

Quale tra quelle che seguono NON è una forma possibile di trasposizione nei processi educativi?. Trasposizione curricolare. Trasposizione cognitiva. Trasposizione mediativa. Trasposizione didattica.

Nel classroom management perché è importante prestare attenzione anche alla gestione degli aspetti sociali?. Perché favorisce l'educazione alla cittadinanza. Perché elimina la necessità di richiamare troppo spesso le regole condivise. Perché consente di svolgere attività di peer tutoring più facilmente. Perché limita la necessità di punire pubblicamente gli studenti.

Quale tra le seguenti è una delle tre competenze fondamentali del docente nel classroom management?. Competenza comunicativa. Competenza digitale avanzata. Competenza normativa. Competenza cognitiva.

Che ruolo svolgono le routine nella gestione della classe?. Aiutano a sostituire le regole di classe. Riducono l’incertezza e prevengono dispersioni nei tempi didattici. Rendono le lezioni più rigide e ripetitive. Permettono all’insegnante di evitare progettazioni sistematiche.

Secondo Bonaiuti, Calvani e Ranieri, qual è la concezione contemporanea di "classroom management"?. Un insieme di tecniche di controllo del comportamento. Un processo intenzionale e riflessivo che organizza l’ambiente di apprendimento come un sistema complesso. Un metodo per velocizzare spiegazioni e verifiche. Una funzione accessoria della didattica legata alla disciplina.

In che senso il docente, nella gestione della classe, dovrebbe agire come un "regolatore emotivo"?. Nel senso che dovrebbe prevenire qualsiasi forma di conflitto emotivo. Nel senso che dovrebbe orientare le proprie pratiche in modo che generino un clima di sicurezza e motivazione. Nel senso che dovrebbe impedire che le emozioni degli studenti emergano con troppo vigore in classe. Nel senso che dovrebbe concentrarsi sulla trasmissione dei contenuti, facendo in modo che le emozioni non interferiscano con le attività d'aula.

Le Tecnologie Educative: chiedono al docente di trasformare le proprie convinzioni e pratiche professionali. sono una dimensione diversa dalla progettazione didattica prevista dal docente. dovrebbero sostituire gli elementi della progettazione didattica previsti dal docente. dovrebbero integrare gli elementi della progettazione didattica previsti dal docente.

Utilizzare le Tecnologie Educative per fini di accesso e/o memorizzazione di contenuti significa lavorare: sulla dimensione metacognitiva. sulla dimensione motivazionale. sulla dimensione emozionale. sulla dimensione cognitiva.

Dal punto di vista di G. Vivanet: è impossibile confrontare didattica online e didattica in presenza. nel confronto tra didattica online e in presenza vince la prima. il confronto tra didattica online e in presenza non è sempre pertinente. nel confronto tra didattica online e in presenza vince la seconda.

Affinché una risorsa risponda al criterio dell'usabilità dovrebbe: sorprendere l'user nell'accedere ad alcune funzioni. avere un'interfaccia semplice senza elementi in evidenza. contenere elementi rilevanti e non rispetto all'obiettivo conoscitivo. contenere soltanto elementi rilevanti rispetto all'obiettivo conoscitivo.

L'utilizzo delle risorse digitali è utile soprattutto perché può facilitare: lo sviluppo di relazioni positive tra pari. la diversificazione dei percorsi di apprendimento. una risposta omogenea a più bisogni educativi. l'accesso ai documenti fuori dalla scuola.

Rossi sostiene che senza una regia educativa nell’uso dei media: il docente può contare sul supporto di tutorial già presenti online. le tecnologie rischiano di rimanere solo strumenti tecnici. gli studenti non hanno modo di utilizzare le tecnologie. si genera sovraccarico informativo.

Che cosa si intende per “sovraccarico informativo” nel contesto dell’apprendimento digitale? L’esposizione a più informazioni di quante la memoria di lavoro possa elaborare. L’esposizione a più informazioni di quante la memoria di lavoro possa elaborare. La difficoltà degli studenti a trovare materiali affidabili online. Il fatto che gli studenti online ricevono feedback troppo frequenti. L’uso di piattaforme che presentano contenuti in forma eccessivamente lineare.

Quale è un rischio derivante dall’uso eccessivo di strumenti che automatizzano operazioni cognitive?. L’eccessiva velocità con cui vengono acquisite competenze avanzate. La disabilitazione cognitiva, con riduzione dell’autonomia mentale dello studente. Un aumento immotivato del livello di autostima e autoefficacia. La perdita di interesse per la tecnologia stessa.

Quale condizione favorisce la sinergia cognitiva tra mente umana e tecnologia?. L’affidamento completo ai software di risposta automatica per velocizzare la produzione di conoscenza. La preferenza per strumenti che forniscono soluzioni immediatamente corrette per evitare errori. L’utilizzo di tecnologie che riducono al minimo l’intervento dell’utente, semplificando i processi decisionali. L’uso di strumenti che supportano il ragionamento senza sostituirlo, come mappe digitali e simulatori.

Quale è un principio strategico essenziale per integrare le tecnologie in modo efficace nella didattica?. La sostituzione graduale della mediazione del docente per sfruttare appieno le potenzialità dei dispositivi. L’adozione delle tecnologie digitali più recenti, per mantenere elevata l’innovazione percepita. L’aumento del numero di attività multimediali per potenziare la motivazione degli studenti. Una progettazione riflessiva che metta in relazione strumenti, obiettivi formativi e bisogni degli studenti.

In cosa consiste lo “scaffolding tecnologico” richiesto per esperienze digitali sostenibili?. Nell’aumentare la quantità di strumenti digitali disponibili affinché ogni studente possa scegliere autonomamente quale usare. Nell’introduzione graduale e guidata delle esperienze di apprendimento da svolgere con le tecnologie. Nel limitare il più possibile la presenza del docente a favore dell’autonomia tecnologica dello studente. Nel creare esperienze spettacolari e motivate dall’innovazione, a prescindere dagli obiettivi didattici.

Quale principio guida l’uso produttivo delle tecnologie secondo la prospettiva costruttivista?. La tecnologia deve sostenere processi attivi di costruzione del sapere, favorendo la produzione e non solo la fruizione. La produzione digitale dovrebbe essere proposta solo a studenti già esperti, per evitare difficoltà operative. L’obiettivo principale è rendere più accattivanti i contenuti, valorizzando soprattutto l’estetica del prodotto. La tecnologia dovrebbe sostituire gran parte della spiegazione frontale per ridurre il carico del docente.

In che senso strumenti come LIM, Canva o C-Map Tools potenziano l’ambito produttivo?. Consentono di sostituire le attività laboratoriali tradizionali con versioni digitalizzate. Offrono spazi di rappresentazione, rielaborazione e costruzione collaborativa che rendono visibili i processi cognitivi. Permettono di trasmettere contenuti in modo più lineare e controllato da parte del docente. Favoriscono un buon livello standardizzazione delle attività, riducendo la variabilità nelle pratiche di classe.

Che ruolo dovrebbe assumere il docente nel coordinare strumenti comunicativi digitali?. Quello di supervisore tecnico, che si occupa di risolvere le difficoltà digitali degli studenti. Quello di regista, che armonizza canali e pratiche e garantisce coerenza relazionale. Quello di facilitatore neutrale, che lascia agli studenti completa autonomia comunicativa. Quello di moderatore, per escludere dalla comunicazione chi non rispetta le regole.

L’uso di organizzatori grafici digitali favorisce il pensiero reticolare in quanto: semplifica la complessità disciplinare eliminando le relazioni tra i concetti secondari. permette di visualizzare relazioni e connessioni tra concetti. sostituisce la necessità di analizzare criticamente le informazioni prima di organizzarle. trasforma automaticamente i contenuti in mappe standardizzate.

NON è tra gli elementi che il gruppo Discentis identifica per poter definire un gioco un efficace strumento didattico: presenza di un regolamento. connessione a contenuti disciplinari. necessità di concentrazione. sollecitazione del problem solving.

Perché Gee definisce il videogioco un “laboratorio di apprendimento esperienziale”?. Perché elimina la necessità di mediazione da parte del docente durante l’attività. Perché integra emozione, azione e riflessione in un unico processo di apprendimento. Perché fornisce contenuti disciplinari già strutturati e immediatamente trasferibili alla scuola. Perché garantisce un apprendimento attivo uniforme per tutti gli studenti.

Nell'introdurre forme ludiche nella didattica, la fase di "pre-gioco" prevede che: vengano chiariti gli obiettivi dell'attività. gli studenti siano divisi a coppie o in gruppi. gli studenti si confrontino sul valore aggiunto dell'attività rispetto al percorso formativo complessivo. venga introdotto il gioco che si andrà a fare.

In una escape room ben progettata per scopi didattici, NON dovrebbe mancare una fase di: debriefing finale. feedback orale intermedio. question-time iniziale. risoluzione problemi di ambito STEAM.

Usare sistemi di avanzamento (es. badge, punti, livelli) nella didattica gamificata è utile per: incentivare la competizione interna alla classe. rendere visibile e documentabile il percorso di crescita dello studente. restituire feedback tempestivi dopo ogni attività. classificare gli studenti ai fini dell'attribuzione del voto finale.

Quale principio pedagogico caratterizzava le prime scuole per corrispondenza dell’Ottocento?. La centralità dell’interazione sincrona tra studenti, resa possibile dai primi mezzi telematici. L’apprendimento individuale e autonomo mediato da materiali scritti e da comunicazione differita con il docente. L’uso di strumenti audiovisivi per simulare la presenza del docente anche a distanza. La costruzione collaborativa del sapere attraverso gruppi di studio distribuiti sul territorio nazionale.

. L'esperienza di Alberto Manzi è un esempio di come - nella formazione a distanza - l'audiovisivo è stato valorizzato come strumento: di socializzazione. di emancipazione e cittadinanza. per trasmettere contenuti disciplinari. per facilitare l'acquisizione del titolo di studio.

Definisce l’uso sistematico delle tecnologie digitali per l’insegnamento e l’apprendimento: blended learning. FAD learning. Massive Open Online Courses. e-learning.

L'online education può perseguire obiettivi connessi all'engagement degli studenti?. No, mancando la dimensione presenziale. Sì, se fondata su una efficace progettualità educativa. Sì, grazie ai vantaggi offerti intrinsecamente dalle tecnologie. No, in quanto viene meno la socializzazione tra pari e con il docente.

Nell'online education, sono unità contenutistiche autonome, progettate per essere riutilizzabili all’interno di percorsi diversi: Virtual Learning Environment. Learning Objects. Open Educational Resources. Repository di contenuti.

Nel modello di Salmon, l'e-tutor nella fase di "access and motivation": supporta per rintracciare materiali e discuterli attraverso attività online. facilita l’orientamento nell’infrastruttura digitale. incentiva la relazioni tra pari e con i docenti. guida su come gestire le interazioni online.

NON rientra nelle fase dell'e-tutoring del modello di Salmon: knowledge construction. welcome greetings. information exchange. community development.

Nell'online education, il feedback tra pari risponde a funzioni: cognitive, valutative, affettive. cognitive, metacognitive, valutative. metacognitive e valutative. cognitive e valutative.

I Learning Analytics supportano l'e-tutor a: organizzare sessioni sincrone per chiarimenti, spiegazioni o attività collaborative. monitorare le attività svolte online e il livello e i tempi di partecipazione alle stesse. mettere a punto attività esercitative e di feedback tra pari. fornire materiali di apprendimento online aggiuntivi.

L'e-tutoring risponde prevalentemente a una funzione tecnologico-organizzativa: nella fase di mantenimento del percorso formativo online. nella fase iniziale del percorso formativo online. nella fase intermedia del percorso formativo online. nella fase finale del percorso formativo online.

La valutazione in ambito scolastico può essere utile per: classificare gli studenti all'interno di una classe. effettuare scelte consapevoli e basate su evidenze. costruirsi un'idea di studente che aiuta a valutarlo in futuro. premiare gli studenti meritevoli e punire gli inadempienti.

Nella valutazione, riguarda l’interpretazione e descrizione qualitativa dei dati accertati: correzione. attribuzione di giudizio. classificazione. misurazione.

A livello meso, cosa prevede la normativa in tema di valutazione delle istituzioni scolastiche?. Processi di valutazione interna ed esterna. Procedure valutative gestite internamente. Valutazione e premialità in base a prove esterne nazionali. Valutazioni provenienti da studenti e famiglie.

Gli esiti della valutazione degli studenti: non hanno un'influenza diretta sulla progettazione didattica. dovrebbero influenzare la riprogettazione didattica. sono utili per individuare i più e meno bravi. potrebbero essere utili per individuare i più e meno bravi.

La funzione valutativa formativo-processuale è utile per: raccogliere informazioni in itinere sui livelli di apprendimento. rilevare preconoscenze e adeguatezza del percorso progettato. raccogliere informazioni complessive sui risultati di apprendimento. valutare l'efficacia del percorso didattico proposto.

Quale innovazione principale ha introdotto la revisione di Anderson e Krathwohl rispetto alla tassonomia originale di Bloom?. L'eliminazione del livello più basso della gerarchia cognitiva. La riduzione dei livelli da sei a quattro per semplificare l'applicazione. L'introduzione di una scala numerica per valutare ogni livello. L'aggiunta della dimensione delle conoscenze da associare ai processi cognitivi.

. In cosa consiste la "scomposizione nei nuclei fondamentali" come strategia di adattamento degli obiettivi educativi?. Nell'eliminazione degli aspetti ritenuti troppo difficili dell'obiettivo. Nella frammentazione casuale dei contenuti disciplinari. Nella divisione fisica della classe in gruppi più piccoli. Nell'identificare le parti essenziali di un obiettivo complesso trasformandolo in una sequenza di obiettivi intermedi.

Cosa rappresenta una "tassonomia" in campo educativo?. Un sistema di valutazione numerica degli studenti. Una classificazione sistematica gerarchica di abilità, dalle elementari alle complesse. Una metodologia di insegnamento basata sulla ripetizione. Un elenco alfabetico di obiettivi didattici da raggiungere.

Perché è importante formulare gli obiettivi con verbi d'azione anziché con termini vaghi?. Perché rendono gli obiettivi più comprensibili per le famiglie degli studenti. Perché consentono di definire comportamenti concreti e osservabili, associabili a prestazioni valutabili. Perché semplificano il lavoro del docente nella stesura dei documenti. Perché sono richiesti obbligatoriamente dalla normativa europea.

Nella tassonomia degli obiettivi di Anderson-Krathwohl, il livello più alto è: Valutare. Applicare. Ricordare. Creare.

Le prove di verifica semistrutturate hanno: stimolo aperto e risposta chiusa. stimolo chiuso e risposta aperta. stimolo e risposta chiusa. stimolo e riposta aperta.

Non danno spazio alla soggettività nella valutazione le prove di verifica: tradizionali. strutturate. semistrutturate. ministeriali.

. Nelle prove semistrutturate la risposta aperta prevede dei vincoli da rispettare?. Sempre. Mai. Talvolta. Raramente.

Hanno stesso valore legale rispetto a agli strumenti di verifica utilizzati dalla classe: prove di verifica differenziate. prove di verifica equipollenti. prove di verifica individualizzate. prove di verifica personalizzate.

NON sono un esempio di prova oggettiva: le domande con risposta a scelta multipla. le domande strutturate. i completamenti. le corrispondenze.

Secondo Trinchero, cosa significa per uno studente "seguire i criteri tracciati" da una rubrica di valutazione?. Consultare la rubrica solo al termine del compito per verificare il risultato. Avere uno strumento di automonitoraggio che lo accompagna durante lo svolgimento del compito. Riprodurre fedelmente i descrittori della rubrica all'interno del proprio elaborato. Richiedere continuamente al docente conferme su ogni fase del lavoro.

Quale è la duplice funzione pedagogica della rubrica valutativa?. Disciplinare e interdisciplinare. Eterovalutativa e autovalutativa. Diagnostica e formativa. Teorica e pratica.

Perché condividere le rubriche valutative con gli studenti prima dello svolgimento del compito è considerata una buona pratica?. Perché riduce il tempo necessario per la correzione dei compiti. Perché rende chiari gli elementi sottoposti a osservazione e permette agli studenti di automonitorarsi. Perché è un obbligo previsto dalla normativa scolastica. Perché elimina la necessità di fornire feedback agli studenti.

"Strumento di valutazione con scala di punteggi prefissati e lista di criteri che descrivono le caratteristiche di ogni punteggio" è la definizione di: prova di verifica strutturata. rubrica di valutazione. checklist. griglia di osservazione.

Quando è particolarmente utile utilizzare una rubrica di valutazione analitica?. Quando si vogliono individuare elementi utili per fornire feedback dettagliati. Quando il docente ha poco tempo a disposizione per la correzione. Quando si necessita di una valutazione rapida della qualità complessiva. Quando gli studenti sono troppo giovani per comprendere criteri complessi.

Cosa significa che la valutazione autentica "richiede agli studenti di costruire la disciplina"?. Lo studente deve applicare meccanicamente le formule e i metodi appresi durante le lezioni. Lo studente deve portare a termine un'esplorazione nell'ambito disciplinare, non solo ripetere ciò che gli è stato insegnato. Lo studente deve riprodurre fedelmente le procedure e i contenuti preventivamente presentati dal docente. Lo studente deve dimostrare di aver memorizzato tutti i concetti chiave della disciplina.

Quali dimensioni trasversali possono essere osservate attraverso i compiti di realtà?. Memorizzazione di contenuti; Utilizzo di abilità in situazioni nuove; Riproduzione di procedure standard. Utilizzo di abilità in situazioni nuove; Identificazione di rapporti causa-effetto; Formulazione di ipotesi. Velocità di esecuzione del compito; Formulazione di ipotesi; Memorizzazione di contenuti. Identificazione di rapporti causa-effetto; Riproduzione di procedure standard; Velocità di esecuzione del compito.

Secondo Comoglio, quando l'apprendimento scolastico può considerarsi raggiunto in modo soddisfacente?. Quando lo studente riesce a memorizzare tutti i contenuti presentati dal docente. Quando lo studente è in grado di generalizzare, trasferire e utilizzare la conoscenza acquisita a contesti reali. Quando lo studente ottiene voti superiori alla sufficienza in tutte le discipline. Quando lo studente è capace di completare tutti i compiti assegnati nei tempi previsti.

Perché il contesto di un compito di realtà deve essere calibrato sulla fascia d'età e sulle esperienze degli studenti?. Perché assicura che gli studenti possano risolvere il compito senza alcuna difficoltà cognitiva. Perché un compito percepito come significativo può attivare la motivazione dello studente. Perché consente di utilizzare lo stesso compito per tutte le classi dell'istituto scolastico. Perché permette al docente di ridurre il tempo necessario per la spiegazione della consegna.

Sul piano metodologico, i compiti di realtà possono essere considerati. Prove aperte che lasciano spazio alla creatività dello studente. Prove di tipo semistrutturato che richiedono analisi, rielaborazione e processi cognitivi di ordine superiore. Prove oggettive con risposte predeterminate. Prove orali individuali o di gruppo.

Perché il portfolio studente ha una forte valenza riflessiva?. Perché obbliga lo studente a rispettare una struttura prestabilita nella presentazione dei materiali. Perché ogni artefatto inserito diventa occasione per analizzare criticamente ciò che si è appreso. Perché richiede l’uso di strumenti digitali avanzati per l’organizzazione dei contenuti. Perché si concentra principalmente sulla qualità del prodotto finale.

Quale è la funzione principale del portfolio studente nei percorsi online?. Fornire al docente uno strumento per calcolare automaticamente la partecipazione. Documentare processi, trasformazioni e riflessioni, sostenendo uno sviluppo metacognitivo progressivo. Permettere allo studente di sostituire le prove di valutazione formale. Raccogliere tutti i prodotti realizzati durante il corso a fini archiviativi.

In che senso, nell'apprendimento online, il testing è complementare alle e-tivities?. Perché permette di misurare in modo oggettivo le prestazioni individuali tramite domande chiuse. Perché sostituisce la dimensione riflessiva delle e-tivities con attività operative. Perché rappresenta un momento conclusivo finalizzato alla certificazione delle competenze acquisite. Perché trasforma conoscenze e competenze sviluppate nelle e-tivities in azioni osservabili o prodotti concreti.

Per quale motivo la comunicazione esplicita degli obiettivi è centrale nelle e-tivities?. Perché consente allo studente di comprendere il senso formativo dell’attività e orientare il proprio lavoro. Perché facilita la valutazione automatica degli elaborati da parte della piattaforma. Perché garantisce che tutti gli studenti producano elaborati omogenei. Perché permette al docente di ridurre i momenti di restituzione successivi alla consegna dei compiti.

Quale è l’elemento che distingue una e-tivity da un semplice esercizio online?. L’erogazione asincrona del compito tramite piattaforma LMS. La richiesta di produrre un output digitale al termine dell’attività. La possibilità di utilizzare risorse multimediali per rispondere alla consegna dell’attività. La presenza di una struttura pedagogica intenzionale che integra obiettivi, consegna e dimensione riflessiva.

Per poter parlare di padroneggiamento di competenze, uno studente: deve comunque possedere un repertorio base di conoscenze. può non possedere conoscenze rispetto ai compiti che deve gestire. deve saper leggere e analizzare i dati del compito da gestire. non deve farsi influenzare dal contesto di appartenenza.

"Capacità di orchestrare schemi di percezione, di pensiero, di valutazione e di azione" è la definizione di: consapevolezza. competenza. autoregolazione. automonitoraggio.

. "Capacità di orchestrare schemi di percezione, di pensiero, di valutazione e di azione" è la definizione di: consapevolezza. competenza. autoregolazione. automonitoraggio.

Quale tra quelle che seguono NON è una delle Competenze chiave indicate nella Raccomandazione dell'Unione Europea del 2018?. Competenza inclusiva. Competenza personale, sociale e capacità di imparare a imparare. Competenza alfabetico-funzionale. Competenza digitale.

Le competenze chiave di cittadinanza definite a livello nazionale: dettagliano gli obiettivi specifici di apprendimento su cui si dovrebbe lavorare nella scuola. tengono conto di quanto stabilito dall'Unione Europea in merito alle competenze chiave per l'apprendimento permanente. sono articolate in otto assi culturali. includono la competenza sociale e imprenditoriale.

Gli Assi culturali introdotti in Italia comprendono quelli: Dei Linguaggi, Matematico, Scientifico-tecnologico, Storico-sociale. Storico, Geografico, Economico, Letterario. Umanistico, Scientifico, Digitale, Economico. Dei Linguaggi, Motorio, Musicale, Digitale.

Il Curricolo può essere definito come: un elenco di obiettivi e contenuti di studio. la trama delle esperienze di apprendimento che si vogliono promuovere in un istituto scolastico. uno strumento di dialogo e co-progettazione tra scuole e famiglie degli studenti. il documento progettuale con cui la scuola rendiconta al ministero le attività svolte durante l'anno.

È un approccio metodologico in cui il punto di partenza non è il programma o il contenuto disciplinare, bensì il traguardo formativo: progettazione a ritroso. approccio multidisciplinare. progettazione didattica. approccio per competenze.

Chi è l'autore che invita a considerare la costruzione del curricolo per competenze un processo ricorsivo e volto al miglioramento continuo?. Cottini. Castoldi. Vygotskij. Dewey.

L'Unità di Apprendimento è utile per: lavorare su macro-dimensioni e non su singoli contenuti disciplinari. perseguire un approccio direttivo. approfondire contenuti disciplinari specifici. valutare le competenze di cittadinanza.

. Uno strumento strategico per la valutazione nell'approccio didattico per competenze è: l'unità didattica. la rubrica valutativa. la prova di verifica oggettiva. la prova di verifica tradizionale.

Il corrispettivo universitario dell'esperienza delle prove INVALSI nelle scuole prende il nome di: progetto TECO. progetto ANVUR. modello AVA. INVALSI per università.

La certificazione delle competenze nella scuola italiana ha valore: descrittivo e orientativo. orientativo e selettivo. classificatorio e orientativo. descrittivo e classificatorio.

In Italia le prove INVALSI intendono. offrire alle scuole elementi per l'autovalutazione e il miglioramento. esaminare gli outcomes degli studenti su dimensioni cruciali per l'apprendimento. valutare l'operato dei docenti in relazione a macro-ambiti disciplinari. classificare le scuole al fine di attribuire fondi premiali.

Per la certificazione delle competenze, allo stato attuale in Italia: non esistono modelli nazionali ma dei prototipi che ogni scuola può adattare. esistono modelli nazionali da usare nei diversi ordini scolastici. esistono modelli nazionali da usare solo nel secondo ciclo di istruzione. esistono modelli nazionali, ma ogni scuola può scegliere se usarli o meno.

Sulla base del Decreto legislativo 13 aprile 2017 n. 62, la scheda di certificazione delle competenze: deve comprendere anche gli esiti delle prove nazionali INVALSI. tutte le opzioni sono corrette. deve tenere conto dei voti conseguiti in tutte le discipline. deve comprendere anche il voto di condotta.

Consiste nel saper utilizzare con dimestichezza e spirito critico le tecnologie per apprendere, lavorare e partecipare alla società: Competenza digitale. Media education. Competenza mediale. Media literacy.

NON è una dimensione primaria quando si parla di competenza digitale: atteggiamento riflessivo e responsabile nell'utilizzo del digitale. esperienza nelle strategie di coding. conoscenza delle TIC. capacità critico-cognitive nell'utilizzo delle TIC.

NON è una dimensione considerata dal DigCompEdu: Competenze del docente inclusivo. Competenze professionali del docente. Competenze dello studente. Competenze didattiche del docente.

Nel DigCompEdu quali sono alcune delle competenze che vanno promosse negli studenti?. Alfabetizzazione all'informazione e ai media; Comunicazione e collaborazione digitale; Uso responsabile del digitale. Alfabetizzazione all'informazione e ai media; Pratiche riflessive; Comunicazione organizzativa. Comunicazione e collaborazione digitale; Accessibilità e inclusione; Selezionare le risorse digitali. Uso responsabile del digitale; Creazione di contenuti digitali; Differenziazione e personalizzazione.

Nel modello TPACK un insegnante" digitalmente consapevole" deve saper: usare le tecnologie per fini personali e professionali. promuovere la conoscenza di strumenti e applicativi digitali agli studenti. dare seguito alle indicazioni prescrittive fornite dal modello di insegnamento digitale. scegliere, adattare e trasformare le risorse digitali in strumenti di costruzione della conoscenza.

Quale è stato in Italia il principale obiettivo del Piano Nazionale Scuola Digitale?. Promuovere l’uso delle tecnologie nelle materie scientifiche. Sostituire la didattica tradizionale con quella digitale. Fornire dotazioni tecnologiche alle scuole per creare laboratori di informatica. Trasformare la scuola promuovendo una cultura digitale e metodologie innovative.

Quale ruolo ha avuto la pandemia da COVID-19 nella digitalizzazione della scuola italiana?. Ha accelerato l’integrazione delle tecnologie digitali nella didattica, evidenziando sia capacità di adattamento sia fragilità strutturali. Ha fatto comprendere che era importante eliminare il prima possibile la didattica a distanza. Ha rallentato i processi di innovazione digitale già avviati. Ha reso superflua la formazione digitale dei docenti, che hanno imparato dall'esperienza diretta.

Quale strumento europeo aiuta i docenti ad autovalutare le proprie competenze digitali?. Erasmus+. ECDL. SELFIEforTEACHERS. INVALSI.

In che modo SELFIE for Teachers aiuta i docenti nel loro sviluppo professionale?. Certificando automaticamente le competenze digitali acquisite, con attribuzione di punteggio. Suggerendo azioni concrete per riflettere sui propri esiti e migliorare le competenze digitali. tutte le opzioni sono corrette. Assegnando punteggi e creando classifiche pubbliche per favorire la competizione tra insegnanti.

Nel Questionario sulle Strategie di Apprendimento (QSA) NON rientra nei fattori della sfera affettiva e motivazionale: Interferenze emotive. Disorientamento. Percezione di competenza. Mancanza di perseveranza.

Nel Questionario sulle Strategie di Apprendimento (QSA) il fattore "volizione" è connesso alla capacità dello studente di: rimanere motivato per raggiungere un obiettivo prefissato. attribuire a se stesso i fattori di successo o insuccesso nel raggiungimento di un obiettivo. saper gestire le emozioni nelle situazioni di studio. riconoscere la propria capacità di poter portare a termine un compito.

L'utilizzo del Questionario sulle Strategie di Apprendimento (QSA) in aula è efficace: solo se affiancato da opportune forme di discussione sugli esiti ottenuti. se anche il docente per primo ha provato lo strumento prima di proporlo. solo se affiancato da forme di lavoro cooperativo tra gli studenti. a prescindere dalle attività collaterali che lo accompagnano.

Cosa rileva il Questionario sulla Percezione delle proprie Competenze Strategiche (QPCS) attraverso i suoi item?. La presenza di disturbi dell’apprendimento. Il modo in cui chi risponde sente di essere in relazione a diverse dimensioni. Le competenze che lo studente dimostra in prove pratiche o di simulazione. Il modo in cui le competenze strategiche influenzano il rendimento scolastico.

Il Questionario sulla Percezione delle proprie Competenze Strategiche (QPCS) è utile per far emergere la capacità di chi risponde di: avere un buon metodo di studio. utilizzare strategie di apprendimento profonde. padroneggiare la competenza collaborativa. dirigere se stesso.

Nel Questionario sulla Percezione delle proprie Competenze Strategiche (QPCS), è il fattore che vuole rendere lo studente più consapevole del proprio modo di pensare durante l’apprendimento: Competenza strategica di natura metacognitiva nel gestire processi riflessivi. Competenza strategica nel dare senso e prospettiva alla propria esistenza umana e lavorativa. Competenza strategica nel gestire se stessi nel lavoro e nell’apprendimento: autoregolazione e volizione. Competenza strategica in ambito motivazionale - percezione di competenza.

Agire secondo una prospettiva ecologica significa. riconoscere l'importanza di essere rispettosi verso la vita dello studente. considerare gli elementi ambientali in cui lo studente vive. considerare le diverse dimensioni entro cui lo studente agisce nella vita. riconoscere l'importanza del rispetto alla natura in educazione.

Quali sono i punti di vista di Itard e Pinel rispetto al "ragazzo selvaggio"?. Entrambi lo ritenevano non educabile. Entrambi lo ritenevano educabile. Pinel non lo riteneva educabile, Itard sì. Pinel lo riteneva educabile, Itard no.

L'operato del Gruppo di Lavoro per l'Inclusione, in una scuola, rientra in quello che Cottini definisce: Piano metodologico-didattico. Piano dell'evidenza empirica. Piano organizzativo. Piano dei princìpi.

Nel parlare dei "piani dell'inclusione", L. Cottini afferma che: sono indipendenti. sono osservabili nei contesti concreti. sono di responsabilità dei Dirigenti Scolastici. sono interagenti.

Il termine "handicap": è oggi desueto in quanto porta a identificare la persona con la sua disabilità. è utilizzato nel modello bio-psico-sociale della disabilità. è oggi desueto in quanto sostituito da "diversamente abile". è utilizzato nel cosiddetto Capability Approach.

Quali sono i livelli su cui chiede di lavorare un approccio empatico?. Presenza e riconoscimento dell'emozione altrui, Condivisione della stessa emozione dell'altro, Valutazione sull'esperienza provata. Presenza e riconoscimento dell'emozione altrui, Distanziamento dall'emozione riconosciuta, Valutazione sullo stato altrui. Presenza e riconoscimento dell'emozione altrui, Sintonizzazione emotiva, Condivisione della stessa emozione dell'altro. Presenza e riconoscimento dell'emozione altrui, Distinzione tra il proprio vissuto e quello altrui, Sintonizzazione emotiva.

Quale è la legge che riconosce i Disturbi Specifici dell'Apprendimento?. D.Lgs. 66/2017. L. n. 517 del 1977. L. n. 104 del 1992. L. n. 170 del 2010.

Si parla di disabilità psichica in presenza di: marcate difficoltà nell'apprendimento, funzionamento adattivo. marcate difficoltà nel funzionamento adattivo. funzionamento intellettivo generale significativamente al di sotto della media. funzionamento intellettivo significativamente al di sotto della media, limitazioni nel funzionamento adattivo.

I Disturbi Specifici dell'Apprendimento: hanno origine sociale. hanno origine organica. hanno matrice evolutiva. hanno matrice genetica.

Sarebbe opportuno non anticipare la diagnosi di _________ prima della fine della seconda classe di scuola primaria. discalculia. nessuna delle opzioni proposte. disgrafia. dislessia.

La L. 170 del 2010 riconosce agli studenti con DSA di usufruire: di strumenti compensativi. di strumenti dispensativi. di strumenti compensativi e dispensativi. dell'insegnante specializzato.

Si può redigere un Piano Didattico Personalizzato: per tutti gli studenti con difficoltà di apprendimento. per gli studenti con disabilità. solo per gli studenti con BES senza certificazione clinica. anche per gli studenti con BES senza certificazione clinica.

Nel verbale della Legge 104, articolo 3, i codici "comma 1" e "comma 3" cosa definiscono?. La gravità della disabilità certificata. Il numero di figure necessarie per il supporto didattico. La presenza o assenza della disabilità. La Diagnosi Funzionale e il Profilo Dinamico Funzionale dello studente.

La normativa prevede che gli studenti DSA abbiano un loro: Piano Didattico Personalizzato. Piano Annuale dell'Inclusione. Piano Educativo Individualizzato. Piano Triennale dell'Offerta Formativa.

I BES riguardano situazioni di svantaggio: in presenza di deficit certificati. anche in assenza di deficit certificati. connesse ai DSA. solo socio-economico e linguistico.

Si parla di BES in presenza di: disabilità, DSA e situazioni di svantaggio socio-economico, linguistico e culturale. situazioni di svantaggio socio-economico, linguistico e culturale. disabilità e disturbi evolutivi specifici. disabilità, svantaggio sociale e studenti plusdotati.

La normativa che ha introdotto l'acronimo BES (Bisogni Educativi Speciali) è: Legge n. 104 del 1992. Legge n. 170 del 2010. Direttiva Ministeriale del 27 dicembre 2012. Legge n. 53 del 2003.

Il "funzionamento" degli studenti con Disturbi dello Spettro Autistico andrebbe valutato: nella fase diagnostico-iniziale. lungo tutto il percorso formativo dello studente. nella fase iniziale di ogni ciclo scolastico. al termine di ogni anno scolastico.

La "token economy" è una strategia utile per promuovere: amicizie più forti. comportamenti positivi. inclusione scolastica. migliori apprendimenti disciplinari.

Descrivono interazioni sociali, situazioni, comportamenti e abilità facendo riferimento ad episodi concreti". Si sta parlando di: PECS. strategie di modeling. storie sociali. compiti di realtà.

Quando gli stimoli vissuti dallo studente con Disturbi dello Spettro Autistico superano il limite che è in grado di sopportare è possibile che si verifichino: il meltdown o lo shutdown. lo shutdown o la chiusura al mondo. lo shutdown o le crisi di rabbia. il meltdown o le crisi di rabbia.

L'agenda visiva è uno strumento utile soprattutto a: far lavorare lo studente sulla dimensione manuale. rendere prevedibile ciò che avverrà durante la giornata. ricordare allo studente quali libri portare. attivare comunicazioni.

Rientrano tra i principali interventi a supporto delle persone con Disturbi dello Spettro Autistico: metodologie per incentivare il funzionamento sociale e adattivo. metodologie digitali per la collaborazione in rete. metodologie didattiche attive e collaborative. nessuna delle opzioni proposte.

Nel PEI fa riferimento alle capacità mnesiche, intellettive e all’organizzazione spazio-temporale: Dimensione cognitiva, neuropsicologica e dell’apprendimento. Dimensione della comunicazione e del linguaggio. Dimensione della relazione, della interazione e della socializzazione. Dimensione dell’autonomia e dell’orientamento.

Lo studente segue la progettazione didattica della classe pur rimanendo garantite forme di personalizzazione nel PEI: semplificato. personalizzato. differenziato. ordinario.

Chi è responsabile della elaborazione e approvazione del PEI?. Il Gruppo di Lavoro Operativo per l'inclusione (GLO). Gruppo di Lavoro per l'Inclusione di Istituto (GLI). Il Consiglio di Classe. Il Dirigente Scolastico.

Quale è il documento progettuale redatto per gli studenti con disabilità certificata?. Il Percorso Educativo Individualizzato. Il Piano Educativo Individualizzato. Il Piano Didattico Personalizzato. Il Percorso Didattico Personalizzato.

L'elaborazione del PDP in supporto degli studenti con BES di ambito socio-economico, culturale e linguistico: è su richiesta della famiglia. è a discrezione del Consiglio di classe. è obbligatoria. è su richiesta dei servizi sociali.

Nel PDP in quale sezione inseriresti l'indicazione "incentivare la didattica di piccolo gruppo e il tutoraggio tra pari"?. Strumenti compensativi. Strategie utilizzate dall’alunno nello studio. Strategie metodologiche e didattiche. Valutazione.

Nel PDP occorre specificare metodologie e misure personalizzate rivolte allo studente: per le discipline pratiche. per le discipline di indirizzo. per ogni disciplina. per le discipline di base.

. In una infrastruttura educativa, vengono considerati nelle pratiche d'aula: strategie, processi di leadership. dispositivi didattici, strategie valutative. relazioni, opportunità di agency. processi di leadership, dotazioni strumentali.

Nell'ambito di un ecosistema educativo, riguarda "la persona e il modo in cui gestisce se stesso e interagisce con l’ambiente circostante": exo-sistema. macro-sistema. meso-sistema. micro-sistema.

Nell'ambito di un ecosistema educativo, riguarda "la dimensione delle culture, delle politiche e delle credenze entro cui un soggetto vive, come ad esempio i valori sociali, le credenze, le usanze e i credo religiosi, le linee di governo generali": meso-sistema. micro-sistema. macro-sistema. exo-sistema.

Per favorire l'Educazione allo Sviluppo Sostenibile (ESS) l'UNESCO chiede di agire: a giovani e adulti. tutte le opzioni sono corrette. a governi e cittadini. a educatori e studenti.

Il concetto di infrastruttura educativa può essere utile per: descrivere i processi interni a una istituzione scolastica. descrivere i processi esterni a una istituzione scolastica. visualizzare il funzionamento dei processi educativi e formativi. identificare i princìpi chiave dei processi educativi e formativi.

. Le competenze inclusive di un docente possono essere utili: per gli studenti con Disturbi Specifici dell'Apprendimento. per gli studenti con Bisogni Educativi Special. per gli studenti con disabilità. per tutti gli studenti.

. Quale legge italiana parla di formazione docenti come “obbligatoria, permanente e strutturale”?. Legge 104/1992. Legge 107/2015. Legge 53/2003. Legge 170/2010.

Le griglie di osservazione possono essere utili per: rendicontare attività giornaliere, analizzare situazioni problematiche. monitorare processi, analizzare situazioni problematiche. monitorare processi, rendicontare attività giornaliere. rilevare i livelli di apprendimento.

Nell'ambito delle scritture professionali, un'unità educativa rientra nei documenti: di progettazione. amministrativi. di analisi. informativi.

Nell'ambito delle scritture professionali, le griglie di osservazione rientrano nei documenti: di monitoraggio e valutazione. di analisi. di rendicontazione. di progettazione.

Nelle griglie di osservazione i "descrittori" esplicitano: la scala di rilevazione da utilizzare. i comportamenti bersaglio da osservare. la descrizione dei comportamenti giusti e sbagliati. gli aspetti su cui il docente deve scrivere i testi.

Le rubriche valutative sono una possibile modalità applicativa di: griglia di osservazione. prova semistrutturata. prova strutturata. diario di bordo.

In un focus group il moderatore: monitora e coordina gli scambi interattivi. pone domande ad ogni soggetto coinvolto. allontana intervistati sgraditi. valuta le risposte fornite.

Nel CIPP Model l'acronimo CIPP sta per: Content, Individualization, Process, Product. Content, Inputs, Programme, Product. Context, Individualization, Programme, Process. Context, Inputs, Process, Product.

Nell'analisi SWOT l'acronimo inglese SWOT traduce: Strategie, Punti di forza, Punti di debolezza, Tecniche. Punti di forza, Minacce, Opportunità, Tecniche. Strategie, Punti di debolezza, Opportunità, Tecniche. Punti di forza, Punti di debolezza, Opportunità, Minacce.

In una Word cloud la grandezza delle parole è: direttamente proporzionale alla frequenza con cui si presentano in un documento (es. intervista). connessa all'importanza che l'intervistatore dà ad alcune parole chiave. non influenzata dalla frequenza con cui si presentano in un documento (es. intervista). inversamente proporzionale alla frequenza con cui si presentano in un documento (es. intervista).

Nel condurre un’intervista l’intervistatore dovrebbe avere un atteggiamento: simpatico. di ascolto attivo. valutativo. giudicante.

Il questionario è uno strumento: per approfondire giudizi e punti di vista. per rilevare informazioni e/o opinioni. per documentare la pratica professionale. di verifica dei livelli di apprendimento.

Nelle scuola si occupa di gestire il processo di autovalutazione scolastica: l'ispettorato ministeriale. il Nucleo Interno di Valutazione. l'INVALSI. il personale di segreteria.

Si attua garantendo il principio di trasparenza delle informazioni: valutazione esterna. rendicontazione sociale. autovalutazione. miglioramento continuo.

Il RAV è uno strumento di: autovalutazione dei docenti. autovalutazione del sistema scolastico nazionale. autovalutazione degli studenti. autovalutazione delle scuole.

Il RAV di ogni scuola: è ad accesso riservato negli uffici di Segreteria. è ad accesso riservato solo per il personale interno. è reso pubblico sulla Gazzetta Ufficiale. è pubblico sul portale "Scuola in chiaro".

Il Piano di Miglioramento è uno strumento di: informazione. progettazione. analisi. rendicontazione.

. Il Piano di Miglioramento dovrebbe contenere: riflessioni su come raggiungere gli obiettivi del RAV. analisi sulle criticità riscontrate nei processi di funzionamento della scuola. ipotesi di obiettivi su cui lavorare nel breve, medio e lungo termine. proposte operative e tempi utili per raggiungere gli obiettivi del RAV.

Il movimento pedagogico Student Voice vede gli studenti come: giovani da incoraggiare nella crescita. potenziali agenti di cambiamento nella scuola. figure poco responsabili. persone inesperte da motivare.

Quale è il documento che enuclea i principi e i comportamenti che scuola, famiglia e alunni condividono e si impegnano a rispettare nell’ambito del percorso formativo dello studente?. il Bilancio sociale. Il Patto educativo di comunità. Il Patto educativo di corresponsabilità. Il Regolamento scolastico.

Quale è il documento attraverso cui la scuola stringe collaborazioni con soggetti attivi sul territorio?. Il Piano Triennale dell'Offerta Formativa. Il Patto educativo di comunità. il Bilancio sociale. Il Patto educativo di corresponsabilità.

Possono essere definiti come tutti quegli interlocutori che a vario titolo sono coinvolti nelle attività svolte dalla scuola: stakeholders. contrattisti. insegnanti e formatori. collaboratori.

Nel gestire il Bilancio sociale, la scuola si rivolge: alle famiglie. agli Enti territoriali. a diversi stakeholders. alle associazioni culturali.

La capacità di una realtà di rendere conto del proprio operato viene espressa con il termine: accountability. assessment. evaluation. effectiveness.

Nel tempo gli studi sulla leadership hanno spostato l'attenzione: dalla valorizzazione delle competenze individuali alla centralità delle ricompense economiche. da modelli centrati sulla posizione gerarchica a modelli fondati sulle dinamiche relazionali. da approcci basati sulla collaborazione ad approcci basati sul carisma del leader. dal focus sui risultati di apprendimento al focus sul management.

Con ______ si intende la capacità di un leader di dare l’opportunità a tutti di divenire protagonisti attivi dei processi di gruppo. leadership autocratica. leadership diffusa. leadership permissiva. leadership situazionale.

. I primi studi sulla leadership ponevano il focus ________ del leader. sul contesto di azione. sui tratti di personalità. sulle capacità trasformative. sulle competenze comunicative.

NON rientra tra gli stili di leadership teorizzati da Lewin: permissivo. orientato al compito. autocratico. situazionale.

Il leader deve essere capace di ispirare i followers e far aumentare in loro il senso di appartenenza al gruppo nel modello: situazionale. generativo. trasformazionale. transazionale.

Nel management educativo, quale di quelle che seguono NON è una funzione del Dirigente Scolastico?. Funzione amministrativa. Funzione politica. Funzione gestionale. Funzione organizzativa.

Nel management scolastico quale è figura volta a garantire la sostenibilità amministrativa e gestionale dell’organizzazione?. Collegio del docenti. Dirigente Scolastico. Direttore dei Servizi Generali e Amministrativi. Consiglio di classe.

Nel management scolastico le figure di middle management rappresentano uno snodo tra: DSGA e personale ATA. corpo docente e studenti. dirigenza e corpo docente. consigli di classe e collegio dei docenti.

Quale criticità viene evidenziata riguardo al riconoscimento del middle management nella scuola italiana?. Mancanza di un inquadramento contrattuale specifico. Nomina esclusiva da parte del Dirigente Scolastico. Eccesso di autonomia decisionale. Assenza di responsabilità di ambito pedagogico-didattico.

Quale delle seguenti categorie NON fa parte delle macro-categorie di middle management individuate da Pagliuca?. Direttore dei Servizi Generali e Amministrativi. Coadiutori. Funzioni strumentali. Collaboratori del Dirigente Scolastico.

Michael Fielding è lo studioso noto per aver parlato: dello Student Leadership Competencies Database. del movimento pedagogico Student Voice. del Modello evolutivo e contestuale della leadership studentesca. della Leadership Diffusa degli Studenti.

Quale tra quelle che seguono NON è una delle dimensioni costitutive del costrutto di "Leadership Diffusa degli Studenti"?. Engagement. Motivazione. Approccio allo studio. Carisma.

Quale è una delle principali differenze tra la ricerca internazionale e quella italiana sulla leadership degli studenti?. La ricerca internazionale ignora la partecipazione studentesca. In Italia il costrutto è stato approfondito prima. In Italia esistono più programmi istituzionali. La ricerca internazionale è più sistematica e strutturata.

Nella prospettiva di Fielding, Komives e Seemiller, la leadership degli studenti è interpretata in termini di: capacità di assumere ruoli e influenzare gruppi. crescita e capacità della persona nella sua interezza. crescita e stabilizzazione nelle gerarchie sociali. capacità di gestire risorse finanziarie.

Secondo Komives e Dugan, quale caratteristica distingue il modello evolutivo della leadership studentesca?. La leadership si basa prevalentemente su abilità tecniche. Solo chi ricopre ruoli formali può sviluppare capacità di leadership. La leadership è una dote innata e immutabile. La leadership si sviluppa come processo graduale, relazionale e contestuale.

Perché uno studente autoregolato ha buone basi per lo sviluppo della Leadership Diffusa degli Studenti?. Perché sa memorizzare bene contenuti e procedure. Perché è capace di dirigere chi lo circonda. Perché risponde in modo automatizzato alle richieste del docente. Perché è capace di fissare obiettivi e attuare strategie per raggiungerli.

Sono strategie di studio caratteristiche di studenti che apprendono in modo frammentario: strategie olistiche. strategie organizzative. strategie seriali. strategie mnemoniche.

Nel modello dell'apprendimento di Ramsden, NON è tra gli elementi che influenzano i risultati di apprendimento: percezioni degli studenti sulle proposte didattiche. presenza di processi inclusivi. caratteristiche dell'ambiente. stile di insegnamento.

. Cosa intende De Corte con l'espressione "competenze adattive"?. Sapersi adattare a nuove situazioni. Saper scegliere sempre la soluzione più rapida per risolvere i problemi. Sapersi adattare alle richieste del gruppo a cui si appartiene. saper utilizzare flessibilmente conoscenze e competenze in diversi contesti.

. Nel modello di Kahu sull'engagement degli studenti, come interagiscono variabili strutturali e psicologiche?. Le due variabili operano in modo completamente indipendente. Le variabili strutturali modulano quelle psicologiche, influenzandone lo sviluppo. Le due variabili si alternano in fasi successive senza sovrapposizione. Le variabili psicologiche determinano quelle strutturali.

Nel modello di Kahu, NON è tra gli elementi costitutivi del costrutto di engagement: dimensione comportamentale. dimensione metodologica. dimensione cognitiva. dimensione affettiva.

Perché la "capacità di ricevere feedback" è rilevante per uno studente leader?. Perché garantisce voti più alti nelle valutazioni successive. Perché riduce la responsabilità individuale nel processo di apprendimento. Perché permette di prendere coscienza delle proprie capacità e mancanze e di stringere legami. Perché la valutazione esterna aiuta a limitare la necessità di autovalutazione.

Nel modello di Leadership Diffusa degli Studenti elaborato da Giuliani, uno "studente leader" dovrebbe padroneggiare: competenze individuali che riguardano la propria autonomia. competenze tecniche disciplinari. abilità relazionali utili alla gestione dei gruppi. un insieme integrato di competenze individuali e sociali.

Quale è il ruolo della valutazione nella promozione della Leadership Diffusa degli Studenti?. Strumento di controllo. Risorsa per l’apprendimento e leva trasformativa. Processo di attribuzione di un giudizio. Metodo per classificare i potenziali leader.

Secondo Biggs, quale attività favorisce maggiormente l’apprendimento?. Vedere. Parlare con altre persone. Insegnare ad altre persone. Leggere.

Quale delle seguenti strategie aiuta a mantenere alta la concentrazione degli studenti durante una lezione?. Utilizzare soprattutto presentazioni visive. Parlare senza interruzioni per fornire un quadro chiaro sui concetti. Alternare momenti di spiegazione a brevi attività pratiche e discussioni. Assegnare molti compiti a casa propedeutici al tema della lezione.

Quale progetto europeo ha sviluppato un toolkit per la leadership scolastica?. Comenius. National Clearinghouse for Leadership Programs. Student Voice. European Policy Network on School Leadership.

Nella ricerca di Giuliani sulla Leadership Diffusa degli Studenti, quale criterio è stato utilizzato per selezionare gli studenti da coinvolgere nella ricerca?. La provenienza geografica. L’età degli studenti. La frequenza ad insegnamenti caratterizzati da pratiche didattiche dialogiche, collaborative e riflessive. La media degli esami raggiunta nell'anno accademico precedente.

Nella ricerca di Giuliani, quale attività è emersa come efficace per promuovere la Leadership Diffusa degli Studenti?. Test a risposta multipla. Lezioni frontali. Jigsaw. Attività di gruppo.

Nella ricerca di Giuliani sulla Leadership Diffusa degli Studenti, i compiti di realtà sono stati somministrati: solo alla fine del percorso. solo all'inizio del percorso. la domanda non è pertinente, in quanto non sono stati utilizzati compiti di realtà. all'inizio e alla fine del percorso.

Nelle teorie sull'apprendimento organizzativo, cosa si intende con "apprendimento adattivo"?. La capacità dell'organizzazione di adattare i suoi documenti alle competenze chiave di cittadinanza. La capacità dell’organizzazione di rispondere ai cambiamenti esterni per mantenere la sua efficacia. La capacità dell'organizzazione di creare nuove modalità di azione, immaginando futuri possibili. La capacità dell'organizzazione di adattarsi ai bisogni di tutti i suoi membri.

Quando un'organizzazione corregge le discrepanze tra i risultati attesi e quelli ottenuti senza mettere in discussione i propri assunti di fondo si parla di: double-loop learning. single-loop learning. deutero-learning. lifelong learning.

Diventa possibile quando le esperienze, le riflessioni e gli errori individuali vengono riconosciuti, discussi e trasformati in patrimonio collettivo. apprendimento autodiretto. apprendimento organizzativo. apprendimento strategico. apprendimento consapevole.

Per Senge i modelli mentali influenzano l'apprendimento organizzativo in quanto: fanno parte del single-loop learning. le caratteristiche e le disposizioni individuali influenzano i processi interni a un'organizzazione. tutti i membri dell'organizzazione dovrebbero condividere obiettivi, valori e missioni. consentono di vedere le interconnessioni tra le diverse parti dell'organizzazione.

Nelle istituzioni scolastiche, gli studenti sono tra gli attori dell'apprendimento organizzativo?. Sì, sempre. Raramente. No, mai. Sì, ma solo se fanno parte degli organi collegiali.

Perché nella scuola la riflessione individuale dovrebbe intrecciarsi con quella collegiale?. Per dare modo ai Dirigenti Scolastici di comprendere chi lavora e in che modo. Per generare conoscenza condivisa e rafforzare la coesione professionale. Perché è una richiesta che proviene dalla normativa. Per favorire la competizione tra docenti e stimolare il miglioramento individuale.

In che modo la riflessione metacognitiva, secondo Mortari, arricchisce la pratica riflessiva del docente?. Orienta verso la scelta di strumenti operativi più facili da utilizzare in contesto. Aiuta a portare alla luce le convinzioni implicite che guidano l’azione educativa. Favorisce la ripetizione di pratiche consolidate, senza necessità di pensarne di nuove. Induce a concentrarsi soprattutto sugli aspetti tecnici della gestione d’aula.

Una Ricerca-Azione in ambito educativo parte sempre: dall'individuazione di una situazione problematica o emblematica da gestire. dall'utilizzo di strategie e metodi ritenuti utili per gestire la situazione di riferimento. da percorsi formativi propedeutici in cui familiarizzare con strategie innovative. dall'analisi dei documenti ufficiali della scuola di appartenenza.

È una forma riflessiva che consente di rispondere in tempo reale alle situazioni imprevedibili della pratica educativa: riflessione metacognitiva. riflessione sull'azione. riflessione nell’azione. riflessione consapevole.

Chi è l'autore noto per aver parlato di "professionista riflessivo"?. Etienne Wenger. Donald Schön. Jack Mezirow. Peter Senge.

Quale principio progettuale di Wenger mira a evitare l’autoreferenzialità della comunità?. Limitare l’accesso a membri con competenze già consolidate. Innescare un dialogo tra prospettive interne ed esterne. Valorizzare i contributi individuali più innovativi. Imprimere un ritmo alle interazioni comunitarie.

Nella "fase evolutiva" del ciclo di vita di una comunità di pratica, il compito principale è: formalizzare i ruoli e le norme di partecipazione. nutrire le relazioni emergenti e costruire fiducia reciproca. ridurre il confronto interno per evitare conflitti. definire confini chiari che rendano possibile distinguersi da altri gruppi.

Quale tra quelli che seguono è un tratto distintivo delle comunità di pratica rispetto a un semplice gruppo di lavoro?. La composizione stabilita tramite criteri formali e amministrativi. La necessità di raggiungere uno specifico obiettivo a breve termine. L’assenza di ritualità o momenti ricorrenti. La continuità temporale e le interazioni ricorrenti nel tempo.

Chi sono gli autori noti per aver parlato di "comunità di pratica"?. Wenger e Mezirow. Lave e Wenger. Schön e Wenger. Schön e Mezirow.

NON rientra nei principi di base per la costituzione di una comunità di pratica: impresa comune. inquadramento professionale. repertorio condiviso. dimensione riflessiva.

La dimensione identitaria nelle comunità di pratica scolastiche potrebbe contribuire a: omologare maggiormente le prestazioni degli studenti. rafforzare la motivazione e il senso di appartenenza degli studenti. limitare le difficoltà emotive degli allievi nelle pratiche scolastiche. ridurre la necessità di incentivare le interazioni tra pari.

Una delle principali criticità nella creazione di comunità di pratica tra insegnanti riguarda: la mancanza di tempi istituzionalmente riconosciuti per la collaborazione. l’obbligo imposto ai docenti di partecipare a comunità esterne. la rigidità strutturale delle piattaforme digitali che possono essere usate per la condivisione. l’eccessiva presenza di spazi di confronto professionale.

Nel modello della classe come comunità di pratica, il ruolo dell’insegnante è principalmente quello di: trasmettitore unidirezionale di contenuti. facilitatore dei processi partecipativi e riflessivi. valutatore esterno delle performance degli studenti. controllore del rispetto delle regole disciplinari.

Nella comunità di pratica "Teaching and Learning Community" neozelandese, la differenziazione dei livelli di partecipazione si osserva soprattutto nel fatto che: gli insegnanti esperti assumono ruoli di tutoraggio formale nella piattaforma. molti membri si limitano a fruire delle risorse senza produrne. i nuovi membri partecipano soltanto per un tempo minimo obbligatorio. la partecipazione è regolata da criteri selettivi basati sulle competenze digitali.

Uno degli elementi che distingue le comunità professionali efficaci da quelle deboli è. la raccolta di materiali in un repository condiviso, al di là del loro utilizzo. la capacità di trasformare le esperienze individuali in risorse collettive per la pratica. la presenza di incontri frequenti indipendentemente dalla loro qualità. l’assenza di tensioni o conflitti tra punti di vista differenti.

. Quale tra quelli che seguono NON è tra i metodi connessi all'apprendistato cognitivo?. modeling. engagement. scaffolding. coaching.

Perché nell'apprendimento situato la conoscenza viene definita tacita?. Perché la conoscenza è sempre immediatamente generalizzabile a qualsiasi contesto. Perché alcune cose non possono essere insegnate o imparate con metodi espliciti. Perché il soggetto non deve interrogarsi su ciò che sta apprendendo. Perché l’apprendimento avviene solo attraverso la memorizzazione di procedure formali.

Il coaching è una forma di apprendistato cognitivo in cui: l'esperto osserva e supporta lo studente mentre pratica. l'esperto fornisce supporti che vengono gradualmente rimossi. l'esperto rende visibili i propri processi cognitivi mentre svolge un compito. lo studente verbalizza i propri processi cognitivi.

Vygotskij è ritenuto importante in relazione alla prospettiva dell’apprendimento situato in quanto: ha sostenuto che lo sviluppo cognitivo procedesse in modo autonomo rispetto all’interazione con gli altri. ha definito la cognizione un processo biologico e indipendente dal contesto culturale. ha affermato che l’apprendimento efficace avviene solo attraverso compiti individuali. ha evidenziato il ruolo della mediazione sociale nelle possibilità di apprendimento del soggetto.

È un costrutto che considera la conoscenza legata alle pratiche e ai contesti in cui viene generata e utilizzata: apprendimento autodiretto. apprendimento situato. apprendimento organizzativo. apprendimento trasformativo.

Che cosa distingue l’apprendimento trasformativo dall’apprendimento tradizionale?. L'innalzamento della capacità di eseguire compiti pratici. La revisione critica dei significati e delle prospettive personali. La possibilità di apprendere dalla relazione con i pari. la possibilità di memorizzare molte più conoscenze.

Cos’è un “dilemma disorientante” nella teoria di Mezirow?. Una regola molto rigida imposta dall’insegnante. Un evento che destabilizza le cornici di riferimento e stimola la riflessione critica. Una prova tecnica di competenze disciplinari. Una sfida cognitiva da risolvere in autonomia.

Nella teoria dell'apprendimento trasformativo, Freire rispetto a Mezirow pone maggiormente l'accento: sulla dimensione riflessiva e individuale del cambiamento. sulla dimensione sociale che influenza le trasformazioni. sulle competenze tecniche specifiche indispensabili per gestire i cambiamenti. sull'importanza di saper memorizzare e ripetere i contenuti della propria conoscenza.

Per Mezirow sono "configurazioni immediate che comprendono atteggiamenti, convinzioni e reazioni emotive connesse a specifiche situazioni": prospettive di significato. schemi di significato. strutture di significato. cornici di riferimento.

Nella teoria dell’apprendimento trasformativo, perché il dialogo e la relazione con gli altri sono fondamentali nel processo di cambiamento?. Perché il dialogo consente di condividere informazioni, anche se non influenza le prospettive di significato. Perché permettono di mettere in discussione le proprie convinzioni e favoriscono una riflessione critica autentica. Perché la relazione con gli altri consente di sostituire la riflessione individuale. Perché l’apprendimento avviene prevalentemente attraverso la ripetizione di contenuti trasmessi dagli altri.

Nel processo di ricerca previsto dall’EBE, quale è la prima fase?. Analisi del contesto di riferimento e implementazione. Ricerca di fonti che contengono evidenze. Riflessione con il gruppo di lavoro. Formulazione del quesito di indagine.

Quale è l’obiettivo principale dell’Evidence Based Education?. Fondare le decisioni didattiche su evidenze scientifiche rigorose, superando pratiche non verificate. Fornire protocolli standardizzati di azione per i docenti. Promuovere lo sviluppo di pratiche innovative, per superare quelle tradizionali. Trasmettere contenuti standardizzati a tutti gli studenti senza differenziazione.

Chi ha introdotto il concetto di Evidence Based Education in Italia?. La Commissione Europea attraverso il Piano d’azione per l’istruzione digitale. La RAI con la trasmissione “Non è mai troppo tardi”. Antonio Calvani e il suo gruppo di ricerca. David Sackett e John Hattie.

Si basa sull'idea che sia possibile identificare relazioni causali tra interventi educativi e risultati di apprendimento attraverso metodi di ricerca rigorosi: approccio Logico-deduttivo. approccio Costruttivista. approccio Cognitivista. approccio Evidence-based.

Nell'approccio Evidence-based il docente ha margine di flessibilità per scegliere le strategie da adottare in aula?. Sempre. Non è importante quanto emerso dalla ricerca, ma le sue convinzioni personali. Mai. Il docente non ha autonomia didattica e deve rispettare ciò che prevede la sua scuola di appartenenza. Sempre. Dovrebbe agire solo dopo aver analizzato le caratteristiche del proprio contesto di riferimento. Mai. La ricerca prescrive chiaramente ciò che funziona meglio per ogni fascia di età.

Quale è una delle principali criticità connesse all'approccio Evidence-based in educazione?. Rendere l’insegnante progressivamente sempre più autonomo nel prendere decisioni. Trascurare le differenze culturali e le caratteristiche dei contesti educativi reali. Garantire risultati di apprendimento troppo uniformi per gli studenti. Eliminare la necessità di sperimentare direttamente strategie didattiche.

Quale è la funzione delle meta-analisi e delle revisioni sistematiche nell’EBE?. Promuovere forme di collaborazione inter-istituzionale. Osservare le dinamiche temporali degli apprendimenti e valutare la persistenza degli interventi. Esaminare molti studi insieme per capire quali interventi funzionano con maggiore frequenza. Formare dei gruppi sperimentali e di controllo per verificarne gli esiti di apprendimento.

Quale tra le seguenti non è considerata un’abilità di studio efficace secondo Hattie?. Gestione del tempo. Presa di appunti. Sottolineatura indiscriminata. Utilizzo di organizzatori grafici.

Dal punto di vista di J. Hattie, sono docenti efficaci quelli che: monitorano l'effetto delle proprie azioni didattiche. utilizzano prevalentemente attività di gruppo. privilegiano le lezioni euristiche. progettano attività con i colleghi.

Sono le strategie che gli studenti utilizzano per pianificare, monitorare e riflettere sul proprio apprendimento: strategie cognitive. strategie metacognitive. strategie gestionali. strategie autovalutative.

Chi è l'autore noto per gli studi sul cosiddetto "Visible learning"?. Jerome Bruner. John Hattie. Pier Cesare Rivoltella. Giovanni Bonaiuti.

Quali tra le strategie analizzate da Hattie consentono la creazione di un ambiente di apprendimento sicuro e motivante?. Quelle cooperative. Quelle connesse alle relazioni insegnante-studente. Quelle metacognitive. Quelle connesse all'autovalutazione.

Per Hattie un feedback è efficace quando: invita lo studente ad autovalutarsi per capire come è stata la sua prestazione. fornisce agli studenti informazioni utilizzabili per migliorare. consente allo studente di collocarsi in una graduatoria. viene fornito in forma scritta.

Quale tipo di feedback è considerato meno efficace da Hattie?. Feedback sulla persona. Feedback sul compito. Feedback sul processo. Feedback sull’autoregolazione.

Che cosa misura il fattore “Self-Reported Grades” (Autovalutazione) secondo Hattie?. La valutazione sommativa alla fine dell’anno. La capacità degli studenti di stimare accuratamente i propri voti. La motivazione degli studenti a partecipare in classe. La capacità degli insegnanti di valutare i propri studenti.

Nel contesto della progettazione didattica, l’Intelligenza Artificiale Generativa può essere considerata come: partner cognitivo e progettuale, anche di supporto per riflessione e creatività. software utile per la gestione delle prove di verifica. strumento per velocizzare la scrittura di materiali di studio e prove di verifica. valido sostituto per la stesura automatica di materiali didattici.

L’obiettivo dell’educazione all’IA nei contesti scolastici non è tanto insegnare a usare gli strumenti, quanto: comprendere le logiche, i limiti e le implicazioni etiche dell'IA. arricchire le pratiche d'aula con un nuovo applicativo digitale. concentrare l’insegnamento sulle funzionalità tecniche dei software. integrare l’IA come sostituto delle decisioni didattiche.

L’AI-literacy rappresenta: una nuova forma di alfabetizzazione culturale. una tecnica per programmare sistemi di IA. un'estensione della competenza digitale. una competenza chiave per l'apprendimento permanente.

I framework di riferimento sull'Intelligenza Artificiale sottolineano l'importanza: di una formazione tecnica, critica ed etica, capace di comprendere, usare e valutare l’IA responsabilmente. di insegnare principalmente l’uso operativo degli strumenti di IA. di concentrarsi sulla capacità degli studenti di produrre contenuti creativi attraverso l'utilizzo dell'IA. di puntare sulla familiarizzazione con gli strumenti digitali, al di là delle capacità di giudizio critico.

Quale tra quelle che seguono NON è una delle dimensioni dell’AI-literacy individuate da Long e Magerko?. Dimestichezza con i sistemi di coding. Disposizione etica all’uso responsabile e inclusivo dell'IA. Comprensione dei principi di base dell’IA. Consapevolezza critica dei limiti e delle implicazioni sociali dell’IA.

Quale caratteristica distingue l’Intelligenza Artificiale Generativa dalle fasi precedenti dell’IA?. Esecuzione di compiti specifici. Capacità di calcoli numerici e predizioni. Capacità di creare contenuti nuovi e coerenti. Uso esclusivo di algoritmi simbolici.

Indica l’insieme di conoscenze, abilità e atteggiamenti che permettono di comprendere, utilizzare e valutare in modo critico i sistemi di intelligenza artificiale: Competenza digitale avanzata. AI-literacy. Competenza multimediale. AI-competence.

Quale tra quelli che seguono NON è un elemento chiave per la definizione del prompt da fornire a un sistema di Intelligenza Artificiale Generativa?. Esplicitazione del numero di studenti che dovrà svolgere l'attività. Chiarimento di eventuali vincoli da rispettare. Scopo del prodotto richiesto. Specifica del contesto di riferimento.

In che modo l'Intelligenza Artificiale può favorire la personalizzazione dell'apprendimento per gli studenti?. L'IA adatta automaticamente i contenuti senza che lo studente debba fare richieste specifiche. Gli studenti possono richiedere semplificazioni, esempi, analogie o spiegazioni alternative. L'IA garantisce che lo stesso contenuto standardizzato sia fornito a tutti gli studenti. Gli studenti possono delegare all'IA la scelta dei contenuti da studiare.

Quale tra questi NON è un esempio di task critico proposto nel testo per l'uso dell'Intelligenza Artificiale?. Far svolgere esercitazioni su come funziona l'IA e come il prompt cambia le risposte. Utilizzare l'IA per svolgere interamente verifiche e test al posto degli studenti. Usare l'IA come facilitatore di discussioni confrontando le risposte con altre fonti. Chiedere all'IA bozze o griglie-base per poi arricchirle personalmente.

Cosa si intende per "fase di familiarizzazione" in aula con i sistemi di Intelligenza Artificiale?. Una fase avanzata in cui si progettano task autentici e complessi con l'IA. Una fase di avvicinamento in cui gli studenti comprendono cosa sono i sistemi di IA, come operano e le loro implicazioni etiche. Un periodo in cui gli studenti utilizzano l'IA esclusivamente per svolgere i compiti a casa. Un momento in cui il docente utilizza l'IA senza coinvolgere direttamente gli studenti.

Perché il lavoro sulla formulazione dei prompt per i sistemi di Intelligenza Artificiale è considerato un'attività formativa di grande valore?. Perché permette agli studenti di ottenere sempre risposte corrette dai sistemi di IA. Perché consente di mettere a fuoco la dimensione linguistica, cognitiva e intenzionale del dialogo con l'IA. Perché sostituisce completamente le competenze di scrittura tradizionale. Perché garantisce che gli studenti, se imparano a dialogare con l'IA, non debbano più studiare autonomamente.

In che occasione l’Intelligenza Artificiale Generativa può diventare un catalizzatore di creatività didattica?. Quando viene utilizzata per la correzione automatica di esercizi e verifiche. Quando consente al docente di fare copia-incolla dei contenuti generati. Quando sostituisce il docente nella stesura dei materiali didattici. Quando viene usata per ipotizzare prototipi da adattare al proprio contesto di riferimento.

In che modo è possibile ottenere prodotti di qualità utilizzando sistemi di Intelligenza Artificiale Generativa?. Impostando il prompt con tutti i dettagli possibili fin dall’inizio, senza adattare richieste in itinere. Dialogando con il sistema dalla fase del prompt iniziale al suo perfezionamento progressivo. Senza dare vincoli iniziali, affinando la formulazione del prompt dopo aver ricevuto un primo output. nessuna delle opzioni proposte.

Rappresenta l’istruzione che l’utente formula per ottenere una risposta dai modelli di Intelligenza Artificiale Generativa: disposizione. prompt. consegna. task.

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