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DIDATTICA DELLA PEDAGOGIA INTERCULTURALE

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Titolo del test:
DIDATTICA DELLA PEDAGOGIA INTERCULTURALE

Descrizione:
EDUCAZIONE E DIVERSITÃ : UN APPROCCIO INTERCULTURALE

Data di creazione: 2026/09/02

Categoria: Guglielmo Marconi

Numero di domande: 113

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Contenuto:

Qual è il limite principale della concezione iniziale della pedagogia interculturale?. Ignorare completamente le sfide poste dagli scambi globali. Essere considerata esclusivamente un intervento per persone con background migratorio. Concentrarsi eccessivamente sulla teoria a scapito della pratica educativa. Essere applicata solo nelle scuole superiori e non in tutte le fasce d'età.

Quale necessità educativa scaturisce dall'intensificarsi degli scambi globali e dall'interdipendenza?. Promuovere l'incontro attivo con la diversità, superando la semplice tolleranza passiva. Focalizzarsi esclusivamente sulla gestione burocratica delle emergenze migratorie. Standardizzare i sistemi educativi per eliminare le differenze culturali. Proteggere le identità locali limitando i flussi simbolici e materiali.

Cosa si intende per 'cambiamento di paradigma' nella pedagogia interculturale secondo gli autori?. L'abbandono dello studio delle diversità per concentrarsi sull'uguaglianza dei cittadini. La sostituzione della pedagogia tradizionale con la sociologia delle migrazioni. La limitazione dell'intervento educativo ai soli scambi materiali e commerciali. Il passaggio da un approccio settoriale a un principio educativo universale e trasversale.

Nel contesto di una società pluralistica, cosa implica accogliere l'alterità?. Ignorare le strutture di pensiero dell'altro per evitare conflitti. Aderire necessariamente ai modelli e alle credenze dell'altro. Riconoscere la dignità ontologica della persona e il suo valore come essere umano. Imporre i propri valori linguistici e culturali alla cultura ospitata.

Cosa si intende principalmente per 'limitazione dei flussi simbolici' nel contesto della protezione delle identità locali?. La riduzione dell'importazione di modelli culturali, valori e linguaggi esterni. L'aumento dei sussidi per le imprese tecnologiche straniere. Il blocco totale delle comunicazioni digitali e satellitari. L'eliminazione dei confini nazionali per favorire l'integrazione.

Cosa si rischia quando si sceglie di aderire necessariamente ai modelli e alle credenze dell'altro per evitare il conflitto?. Un miglioramento duraturo della qualità della relazion. Lo sviluppo di una maggiore autostima. L'eliminazione definitiva di ogni possibile malinteso. L'annullamento della propria identità e del pensiero critic.

Quale concetto descrive meglio la tendenza a conformarsi alle credenze di un gruppo per sentirsi accettati. Assertività. Ascolto attivo. Empatia cognitiva. Conformismo sociale.

In una comunicazione efficace, qual è l'alternativa corretta all'aderire necessariamente alle credenze dell'altro. Trovare un compromesso che annulli le credenze di entrambe le parti. Fingere di essere d'accordo per mantenere la calma superficiale. Ignorare completamente il punto di vista altrui per riaffermare il propri. Praticare la convalida empatica pur mantenendo la propria autonomia di giudizi.

Nel Modello Pluralistico-Tollerante, come viene gestito il rapporto tra la cultura egemone e le altre culture. La cultura egemone stabilisce le condizioni e i limiti dell'inclusione. Le culture interagiscono su un piano di assoluta parità e costante negoziazione. La diversità viene ignorata per mantenere l'ordine sociale preesistente. Tutte le culture vengono fuse in un'unica nuova identità ibrida.

Secondo la classificazione di Besozzi, quale modello considera la diversità culturale come un elemento da neutralizzare o inglobare nella cultura dominante?. Modello Relazionale. Strategia Assimilazionista. Modello Pluralistico-Tollerante. Approccio Interculturale di Portera.

Quale caratteristica definisce l'identità all'interno del Modello Relazionale?. Fluida, negoziabile e in costante evoluzione. Subordinata alle norme della cultura di accoglienza. Statica e immutabile nel tempo. Tollerata ma mantenuta rigorosamente separata.

Come viene definita l'intercultura nel processo formativo. Un risultato statico che si raggiunge una volta per tutte. Un processo continuo basato sull'incontro e sulla differenza. Un insieme di regole per gestire gli studenti stranieri. Un metodo per assimilare le culture diverse in quella dominante.

A chi è rivolta principalmente l'educazione interculturale?. Esclusivamente agli studenti stranieri per favorire la loro integrazione. Solo ai docenti che operano in classi multiculturali. Ai gruppi sociali che rifiutano il pluralismo. A tutte le persone, indipendentemente dalla presenza di stranieri.

Cosa si intende per 'mettere in discussione ciò che si è appreso?. Un punto di arrivo che richiede opportunità formative e sforzo. Un processo automatico che avviene con l'età adulta. Un segno di debolezza della propria identità culturale. Dimenticare la propria cultura d'origine.

Qual è uno degli obiettivi principali degli 'spazi e mezzi' offerti nel cammino formativo. Separare nettamente le diverse culture per evitare conflitti. Imporre un'identità culturale univoca e solida. Insegnare esclusivamente nozioni storiche sulle culture del mondo. Permettere al soggetto di interrogarsi su identità e rapporto con l'altro.

Qual è il rapporto tra interculturalità e pluralismo. L'interculturalità è un concetto opposto al pluralismo sociale. L'interculturalità è intrinsecamente legata al pluralismo. Il pluralismo è solo una conseguenza opzionale dell'interculturalità. L'interculturalità mira a eliminare il pluralismo per creare un'unica cultura.

Perché, nell'educazione alla diversità, è fondamentale partire dall'affermazione del diritto alla propria identità?. Perché l'identità serve a dimostrare la superiorità della propria cultura di riferimento. Perché una solida base identitaria fornisce la sicurezza necessaria per incontrare e rispettare l'altro. Perché solo chiudendosi nella propria identità si può evitare il conflitto con la diversità. Perché il diritto all'identità nega automaticamente il valore della dimensione globale.

Come deve essere reinterpretata la nozione di "identità" nella società odierna. Come un concetto da eliminare per favorire un'integrazione totale e omogenea. Come una dimensione plurale, multispecifica e capace di ricostruirsi costantemente. Come un confine rigido che serve a proteggere la propria cultura dalle differenze. Come un elemento statico che deve restare al centro per evitare confusioni.

Quale dei seguenti rappresenta uno dei quattro assi fondamentali su cui si articola idealmente l'intercultura. L'uso della comunicazione univoca per appiattire le differenze culturali. La concezione dell'incontro come spazio fisico e mentale aperto al reciproco riconoscimento. L'identificazione della famiglia come unico agente decisivo per la costruzione dell'intercultura. La separazione netta tra identità locale e influenze globali.

In che modo l'essere interculturali influisce sulla percezione della propria cultura d'origine?. Rende la propria cultura un elemento statico e immutabile. Porta a trascurarla per concentrarsi solo su quelle altrui. Permette di scoprire che l'individuo è intrinsecamente molteplice. Dimostra che la propria cultura è superiore alle altre.

Quale caratteristica definisce la posizione di ogni individuo nel proprio contesto?. L'essere una posizione isolata dalle influenze esterne. L'essere una posizione determinata esclusivamente dalla biologia. L'essere una posizione statica e immutabile. L'essere una posizione unica e irripetibile.

Qual è il ruolo delle relazioni nella formazione dell'identità personale. Costituiscono un limite deterministico che impedisce la libertà. Servono solo a confermare un'identità già preesistente e finita. Rappresentano lo spazio in cui l'identità si forgia e si definisce. Sono elementi secondari che intervengono solo dopo la maturazione.

In che modo il testo propone di considerare i concetti di 'identità' e 'diversità'?. Come concetti opposti e inconciliabili. Come fasi cronologiche distinte dello sviluppo umano. Come realtà da concepire unitariamente e non in opposizione. Come sinonimi che indicano la stessa realtà sociale.

Cosa si intende per identità come 'realtà irriducibilmente multipla'. Che non esiste un nucleo unitario nel soggetto umano. Che l'identità è tessuta attraverso l'intersezione di molteplici storie e appartenenze. Che l'individuo cambia personalità a seconda della convenienza. Che l'individuo soffre di una frammentazione psichica negativa.

Quale obiettivo dovrebbe porsi un 'rinnovamento educativo' secondo il brano?. L'isolamento delle culture per preservarne l'originalità. La valorizzazione delle specificità individuali e delle diverse culture. La standardizzazione dei saperi per eliminare le differenze. Il ritorno a un'identità nazionale unica e chiusa.

Cosa significa che i ruoli non si 'hanno' ma si 'possiedono' nella relazione?. Che si definiscono e acquistano significato solo nel rapporto con l'altro. Che sono ruoli biologici che precedono ogni interazione sociale. Che l'identità è una proprietà privata che non dipende dagli altri. Che sono etichette legali che non cambiano nel tempo.

. Qual è la conseguenza della fusione tra una visione confusa della cultura e una concezione fatalista dell'identità. Lo sviluppo di una capacità di auto-comprensione più profonda e libera. La creazione di un 'immaginario serrato' che limita le opportunità dell'individuo. L'eliminazione dei pregiudizi legati al contesto di nascita. Una maggiore apertura verso le culture diverse dalla propria.

Da cosa deriva il 'risultato provvisorio' che chiamiamo identità?. Esclusivamente dal patrimonio genetico e dai tratti ereditari. Dalla combinazione tra esperienze vissute e la loro interpretazione. Dall'accettazione passiva dei valori della propria cultura di appartenenza. Dalla negazione totale del passato a favore del presente.

Secondo il testo, come dovrebbe essere concepita l'identità umana?. Come un processo in continua trasformazione e soggetto a revisione. Come un insieme di tratti ereditari che non possono essere modificati. Come un'immagine statica che riflette solo l'appartenenza culturale. Come un'entità cristallizzata e definita una volta per tutte dalla nascita.

Che cosa si intende per approccio 'solitarista' all'identità secondo Amartya Sen. La capacità del soggetto di trasformare autonomamente la propria cultura. Un metodo di introspezione psicologica per rafforzare i propri tratti ereditati. L'idea che l'individuo debba vivere isolato dalla società per trovare se stesso. La convinzione che l'identità sia basata su una 'associazione unica' e predeterminata.

Qual è il 'vero elemento unificante' che viene oscurato dalle visioni rigide dell'identità?. La condivisione di confini geografici certi. La comune appartenenza al genere umano. L'adesione a trattati di pace internazionali. L'appartenenza a una specifica civiltà millenaria.

Cosa si intende per 'illusione dell'identità omogenea?. La certezza che le guerre civili siano impossibili nella modernità. L'idea che l'esterno sia un insieme di individui diversi tra loro. La credenza che i membri del proprio gruppo siano tutti uguali e facilmente identificabili. La consapevolezza che ogni gruppo umano è intrinsecamente vario.

Quale convinzione comune è messa in discussione dalla realtà dei fatti. Che la pace dipenda esclusivamente da accordi economici tra nazioni. Che la differenza tra le persone sia la causa principale dei conflitt. Che il terrorismo globale sia alimentato dalla pluralità delle identità. Che una classificazione univoca del mondo porti inevitabilmente alla guerra.

Quale fenomeno ha caratterizzato la scuola italiana nelle ultime decadI. Una crescita costante di studenti stranieri o figli di immigrati. Una diminuzione del tasso di scolarizzazione generale. L'introduzione di programmi di studio esclusivamente in lingua straniera. Una riduzione della capacità riflessiva degli studenti adolescenti.

Cosa rappresenta la 'zona intermedia' menzionata nell'ultima parte del testo?. Il periodo di tempo che intercorre tra l'arrivo in Italia e l'ottenimento della cittadinanza. Una fase di stallo scolastico che precede l'abbandono degli studi. Lo spazio psicologico tra il legame familiare e il contesto culturale dominante. Un'area geografica tra il paese d'origine e quello attuale.

Qual è la 'doppia transizione' che affrontano i giovani con background migratorio. Dalla scuola primaria alla scuola secondaria. Dalla lingua madre alla lingua del paese ospitante. Dal lavoro manuale allo studio universitario. Verso l'età adulta e verso la società ospitante.

Cosa intende l'autore quando afferma che l'essere 'ibrido' è la condizione originale dell'essere umano?. Che la diversità porta inevitabilmente alla dissoluzione dell'identità. Che il meticciato culturale è una condizione innata e propria dell'uomo. Che gli studenti immigrati sono diversi dagli altri esseri umani. Che l'integrità può essere salvaguardata solo attraverso l'univocità.

Perché il processo di costruzione dell'identità può assumere un carattere conflittuale?. Perché l'adolescenza impedisce per sua natura ogni forma di riflessione. A causa dell'eccessivo supporto psicologico fornito dalle scuole. Perché l'essere umano tende naturalmente all'univocità culturale. A causa della mancanza di accompagnamento o della difficoltà a immaginare alternative.

Quale elemento modella profondamente l'identità dei nuovi studenti?. Il rifiuto categorico delle tradizioni familiari. Il ritorno fisico costante ai paesi d'origine dei genitori. La percezione della diversità come componente fondamentale. L'isolamento sociale all'interno del contesto scolastico.

Perché l'adulto in formazione non può essere considerato una 'tabula rasa' nell'ambito interculturale?. Perché possiede già tutti gli strumenti per evitare gli stereotipi. Perché l'adulto rifiuta per natura ogni nuova informazione. Perché ha già studiato tutte le culture a scuola. Perché sperimenta la pluralità come parte integrante della sua quotidianità.

Quale obiettivo primario deve porsi una proposta pedagogica per l'età adulta nel confronto con la differenza. Favorire un confronto costruttivo che mantenga dinamicità e instabilità. Limitare il confronto per evitare tensioni tra culture diverse. Semplificare la complessità culturale attraverso l'uso di categorie e stereotipi. Stabilizzare le perplessità dell'adulto per fornire certezze definitive.

. L'educazione interculturale può essere ridotta a un semplice corso di aggiornamento nozionistico. Sì, purché le nozioni siano trasmesse in modo chiaro ed efficace. No, perché deve essere esclusivamente un percorso di tipo emotivo. No, richiede una vera e propria riforma del pensiero e nuove modalità comunicative. Sì, perché la curiosità per le altre culture è l'unico elemento necessario.

Quali dimensioni della persona devono essere coinvolte nel lavoro formativo interculturale?. Sia la dimensione cognitiva che quella emotiva, tradotte poi nell'azione. Principalmente la dimensione mnemonica per ricordare le diverse usanze. Solo la dimensione pratica e operativa per favorire l'integrazione. Esclusivamente la dimensione cognitiva per garantire l'oggettività.

Come avviene il cambiamento strutturale della personalità secondo la proposta descritta?. Solo tramite lo studio individuale e l'isolamento riflessivo. Attraverso un meccanismo di accumulo progressivo di informazioni. In un processo dialettico che si realizza nella relazione con la società. Mediante l'evoluzione naturale di stadi interni predefiniti.

In cosa consiste il compito specifico dell'intervento educativo rispetto all'esperienza dell'adulto. Analizzare situazioni specifiche vissute e immaginare prospettive alternative. Confermare i pregiudizi dell'adulto per non creare disagio. Ignorare il passato dell'individuo per concentrarsi solo sul futuro. Cancellare le esperienze negative passate per ripartire da zero.

Secondo l'ottica relazionale, chi deve beneficiare dell'educazione interculturale in classe. Tutti i partecipanti, attraverso una visione reciproca dell'apprendimento. I genitori degli alunni per favorire la mediazione culturale. Solo gli insegnanti per migliorare le proprie tecniche. Esclusivamente gli alunni stranieri o figli di immigrati.

Quale documento del 1994 è considerato un esempio significativo per l'introduzione del dialogo interculturale nella scuola?. La Circolare n. 79 del 2 marzo 1994. La Legge Quadro sull'Istruzione del 1994. La Circolare n. 205 del 1990. Il Decreto Legislativo n. 297 del 1994.

Secondo la teorizzazione dell'educazione interculturale, su quali due livelli principali si articola il processo di comprensione reciproca?. Piano teorico e piano pratico-amministrativo. Piano cognitivo e piano affettivo-relazional. Piano linguistico e piano dell'integrazione sociale. Piano individuale e piano collettivo-statale.

Cosa caratterizza il 'Piano Cognitivo' nell'ambito dell'educazione interculturale. L'acquisizione di informazioni sulle diverse culture e sul mondo. La valutazione dei risultati scolastici degli alunni stranieri. L'analisi dei sentimenti e delle emozioni provate dagli student. La gestione dei conflitti all'interno della classe.

Quale documento segna l'introduzione ufficiale dell'educazione interculturale nella scuola italiana. Il Decreto Legislativo sull'accoglienza del 2002. La Legge Quadro sull'Istruzione del 1977. La Circolare Ministeriale n. 205 del 26 luglio 1990. La Costituzione della Repubblica Italiana.

Come venivano definiti inizialmente i fenomeni legati all'inserimento degli alunni stranieri nel 1990. Processi di integrazione a lungo termine. Opportunità di crescita e risorse per il sistema. Criticità insormontabili del sistema scolastico. Fenomeni 'emergenti ed emergenziali.

In un'ottica relazionale, qual è il fine ultimo della 'scoperta dell'altro'?. La catalogazione delle differenze tra i vari gruppi social. L'ottenimento di un vantaggio competitivo nel mercato del lavoro. L'assimilazione dell'altro ai propri valori cultural. Una più profonda conoscenza di sé stessi.

Secondo la Circolare n. 79/1994, a quali ambiti deve estendersi la prospettiva interculturale?. A tutte le discipline e alle attività interdisciplinari. Esclusivamente alle materie umanistiche. Solo alle ore dedicate all'educazione civica. Alle classi con un alto numero di studenti stranieri.

Oltre al dialogo interculturale, quali temi cruciali ha introdotto la Circolare n. 79?. Informatizzazione delle aule e apprendimento delle lingue straniere. Riforma dei cicli scolastici e autonomia gestionale. Prevenzione del razzismo, antisemitismo e dimensione europea dell'educazione. Valutazione oggettiva degli apprendimenti e test standardizzati.

Quale elemento è ritenuto fondamentale per favorire il dialogo secondo il testo di Favaro?. L'adozione di testi scolastici bilingue. L'aumento delle ore di lezione pomeridiane. Un clima relazionale positivo. L'utilizzo di mediatori linguistici in ogni classe.

Cosa significa 'educare all’interculturalità' secondo la sintesi valoriale della Circolare n. 79?. Studiare esclusivamente le tradizioni del passato delle diverse culture. Sviluppare la disponibilità a conoscere e a farsi conoscere nel rispetto dell'identità. Abbandonare la propria identità per adottare una cultura global. Imporre i valori della cultura ospitante per facilitare l'integrazione.

Quale idea è stata rafforzata dallo studio pubblicato negli 'Annali della Pubblica Istruzione' del 1995?. L'interculturalità come approccio trasversale per un percorso formativo globale. L'introduzione di una nuova materia chiamata 'Cultura Interculturale. La necessità di creare classi separate per studenti stranier. L'importanza di limitare l'interculturalità ai soli progetti extra-curricolar.

Secondo Martine Abdallah-Pretceille, l'individuo rispetto alle sue appartenenze è. Un soggetto totalmente svincolato da ogni contesto sociale o economico. Esclusivamente il risultato della sua tradizione religiosa. Un mero prodotto passivo della sua eredità genetica. Sia l'autore che l'attore delle sue appartenenze.

Quale importante funzione ha svolto il D.P.R. n. 394 del 31 agosto 1999 nell'ambito scolastico?. Ha eliminato l'autonomia scolastica per centralizzare la gestione degli alunni stranieri. Ha stabilito l'obbligo di insegnamento della lingua madre per tutti gli studenti stranieri. Ha ridefinito le procedure per l'inserimento degli alunni stranieri, garantendo il diritto-dovere all'istruzione. Ha introdotto esclusivamente corsi serali per l'alfabetizzazione degli adulti.

Secondo il Regolamento n. 275 dell’8 marzo 1999 sull'Autonomia Scolastica, cosa deve essere valorizzato?. La separazione degli alunni in base alla loro provenienza geografica. Le diversità tra gli alunni, promuovendo il pluralismo culturale e territoriale. L'omogeneità culturale degli alunni per facilitare la didattica frontal. L'esclusione delle tradizioni locali a favore di un programma nazionale rigido.

Nell'approccio centrato sull'individuo, chi sono i veri protagonisti del confronto interculturale?. Le culture intese come blocchi astratti e separati. Le istituzioni governative che stabiliscono le regole di scambio. Esclusivamente gli esperti di mediazione culturale. Individui che manifestano la propria cultura attraverso la loro soggettività.

Quale elemento è considerato essenziale per chi opera in ambito interculturale nell'esercizio della competenza soggettivistica?. La capacità di ignorare le differenze individuali per mantenere la neutralità. L'attenzione ai propri comportamenti individuali e alle modalità discorsive nel contesto educativo. L'applicazione rigorosa di protocolli standardizzati per evitare il contatto personale. La conoscenza mnemonica di tutti i dialetti e delle tradizioni locali degli studenti.

Cosa si intende per 'Capacità di Gestione e Mediazione delle Interazioni'. L'abilità di mediare le dinamiche tra persone simili e diverse su temi didattici e di apprendimento. La capacità di evitare qualsiasi forma di confronto tra gli studenti per mantenere l'ordine. La suddivisione degli studenti in gruppi omogenei per cultura di appartenenza. La competenza tecnica nel tradurre simultaneamente diverse lingue straniere.

Secondo Abdallah-Pretceille (1999), perché è fondamentale la 'Competenza Soggettivistica' nell'approccio interculturale?. Perché l'incontro avviene tra individui che manifestano attivamente la propria cultura e non tra culture in astratto. Perché si occupa esclusivamente dell'apprendimento di nozioni storiche sulle culture straniere. Perché serve a imporre la propria visione del mondo durante il dialogo educativo. erché permette di catalogare ogni individuo in base a categorie culturali predefinite e statiche.

Qual è la strategia suggerita per prevenire il conflitto interculturale?. Ignorare i conflitti sperando che si risolvano autonomamente col tempo. Confrontarsi su situazioni che le persone 'diverse' possono condividere. Separare le persone diverse per evitare che possano entrare in contatto. Imporre un'unica identità culturale a tutti i partecipanti.

Cosa accade al 'contesto' durante un'interazione interculturale?. Viene stabilito rigidamente dall'educatore prima dell'inizio dell'incontro. Viene ridefinito in continuazione dalle identità che interagiscono. Rimane immutato per garantire la stabilità delle istituzioni educative. Scompare del tutto lasciando spazio solo alle astrazioni culturali.

Secondo Abdallah-Pretceille, l'interazione interculturale è definita come. Un protocollo statico di scambio di informazioni tra soggetti passivi. Un processo dinamico di confronto identitario che può sfociare in conflitto. La semplice accettazione passiva delle usanze altrui senza discussione. Un incontro armonioso privo di qualsiasi rischio di incomprensione.

Qual è uno dei pilastri alla base dell'approccio pedagogico interculturale. La necessità di assimilare le culture minoritarie in quella dominante il prima possibile. La riduzione dell'educazione interculturale a una semplice materia di studio teorica. La consapevolezza che l'incontro tra culture richiede strategie politiche ed educative mirate. L'isolamento delle diverse comunità per evitare conflitti culturali.

Qual è la differenza sostanziale tra Educazione Interculturale e Pedagogia Interculturale?. La pedagogia è l'insieme delle attività verificate, mentre l'educazione è la teoria pura. Non esiste alcuna distinzione pratica, i due termini sono sinonimi intercambiabili. L'educazione riguarda l'esperienza concreta di apprendimento, mentre la pedagogia è il campo del sapere che ne studia principi e metodi. L'educazione si svolge solo a scuola, mentre la pedagogia si applica solo in contesti extrascolastici.

Secondo Demetrio e Favaro, in quale condizione 'entra in gioco' la pedagogia?. Solo quando l'educando decide autonomamente di imparare una nuova cultura. Quando qualcuno fa progetti sulla educabilità di un altro individuo o di una comunità. Quando l'educazione avviene in modo spontaneo e involontario. Esclusivamente nel momento della verifica finale delle attività scolastiche.

. Quale ruolo centrale viene attribuito alla scuola nel contesto della pedagogia interculturale. Sede deputata alla sola verifica delle competenze pregresse degli immigrati. Luogo di mero transito per l'ottenimento di certificazioni linguistiche. Ambiente destinato esclusivamente alla trasmissione delle conoscenze tecniche. Spazio di incontro e crescita per individui provenienti da ogni parte del mondo.

Cosa implica 'l'educazione al riconoscimento' citata da Favaro?. Una profonda comprensione delle dinamiche e trasformazioni della società plurale. L'assegnazione di voti basati esclusivamente sulla provenienza geografica. La semplice coesistenza pacifica degli studenti all'interno della stessa classe. L'identificazione formale dei documenti degli studenti immigrati.

Perché è essenziale impegnarsi in una didattica del riconoscimento. Perché è un requisito burocratico imposto dalle pubblicazioni di Milano. Per ridurre il numero di ore dedicate alle materie tradizionali. Per facilitare il ritorno degli studenti immigrati nei loro paesi d'origine. Per evitare di svantaggiare gli studenti immigrati e favorire una società plurale.

1. L'enfasi sull'Integrazione (Strategie Mirate) si manifesta principalmente attraverso. La creazione di classi separate basate sulla nazionalit. L'organizzazione di gite scolastiche nei paesi d'origine degli alunn. L'esclusione degli alunni italiani dalle lezioni di lingua stranier. La revisione dei contenuti tradizionali per promuovere il confronto tra punti di vista different.

Un percorso di conoscenza di un Paese o di una lingua d’origine rivolto a TUTTI gli studenti rientra nell'enfasi sui saperi con obiettivi. Compensativi o informativ. Di pura valutazione sommativa. Di isolamento culturale. Esclusivamente punitivi.

In quale percorso la scuola rivede i curricoli agendo su obiettivi, contenuti, organizzazione e valutazione, spesso con il supporto di enti esterni?. Enfasi sulla Relazione e sul Dialog. Enfasi sull’Integrazione. Enfasi sui Saperi (Didattica. Enfasi sulla Reciprocità e sullo Scambio.

Secondo Favaro (2002), perché le attività rivolte esclusivamente agli studenti immigrati per l'italiano L2 sono definite 'impropriamente' interculturali. Perché sono attività obbligatorie per legge. Perché non coinvolgono l'intera classe nel processo di scambio. Perché l'italiano L2 non è una materia scolastica. Perché non prevedono l'uso di mediatori linguistic.

05. Quale dei quattro percorsi di azione si focalizza sulla creazione di un clima scolastico accogliente attraverso eventi come feste interscambiabili o narrazioni?. Enfasi sui Saperi (Didattica). Enfasi sulla Relazione e sul Dialogo. Enfasi sull’Integrazione. Enfasi sulla Reciprocità e sullo Scambio.

01. In quale contesto operativo agisce principalmente il facilitatore rispetto all'istituzione scolastica?. Come sostituto del docente di classe per tutte le materie. Esclusivamente in contesti extrascolastici privati. A supporto della scuola tramite convenzioni con enti esterni. Come dipendente a tempo indeterminato del Ministero dell'Istruzione.

Quale tra queste attività rientra tra i compiti didattici specifici del facilitatore?. Progettazione di una programmazione su misura per l'alunno. Traduzione simultanea dei colloqui genitori-insegnanti. Iscrizione burocratica degli alunni stranieri alla segreteria. Gestione della disciplina generale all'interno dell'istituto.

Oltre all'insegnamento dell'italiano L2, quale altra finalità promuove il facilitatore?. La selezione degli alunni in base alla nazionalità. L'insegnamento esclusivo delle tradizioni locali. L'educazione interculturale e la conoscenza delle diverse culture. L'assimilazione forzata della cultura ospitante.

La gestione della classe in un’ottica sistemica non riguarda il solo: lo studente. insegnante o lo studente. l'insegnate. il dirigente.

Il significato in interazione e il significato di un'interazione vengono co-costruiti a mano a mano che le dinamiche di classe: si innescano. si amplificano. si attivano. si coalizzano.

I processi di insegnamento e di apprendimento nei gruppi classe sono sempre di natura: interattiva. interattiva e relazionale. discussa. relazionale.

04. La gestione della classe è tutto ciò che l'insegnante mette in atto per pianificare le attività: programmandole. gestendole. pianificandole. specificandole.

Gestire la classe in un’ottica sistemica significa fare riferimento ai principi: delle teorie sistemiche. delle teorie sincretiche. delle teorie analitiche. delle teorie olistiche.

01. Il rifiuto cronico dei pari può favorire fenomeni: di abbandono scolastico. nessuna delle precedenti è corretta. di uscita dal gruppo. di inserimento nel gruppo.

02. Lo status sociometrico può essere descritto in base a: tre dimensioni. cinque dimensioni. otto dimensioni. due dimensioni.

03. Il clima di classe (Kurt Lewin) è creato dalla rete: delle relazioni tra compagni. delle relazioni familiari. delle relazioni affettive. delle relazioni umane.

04. La qualità del clima di classe riflette le caratteristiche della relazione: insegnante e discente. psicologo - insegnate. discente - insegnate. insegnante -genitore.

05. La partecipazione attiva all’interno del gruppo classe rappresenta un indicatore positivo per: la buona riuscita del gruppo. la buona riuscita di una lezione. la buona riuscita di un'uscita didattica. la buona riuscita dei problemi.

01. La scuola ha il compito di formare i propri studenti all'assunzione: di una posizione strategica. di una posizione partecipe. di una posizione passiva. di una posizione attiva.

02. Spesso l’insegnante nel corso delle attività scolastiche quotidiane si attribuisce il ruolo: nessuna delle precedenti è corretta. di conoscitore secondario. di figura centrale. di conoscitore primario.

La formazione di gruppi rappresenta, il primo passaggio fondamentale per poter attuare la strategia: dell'apprendimento passivo. dell'apprendimento cooperativo. dell'apprendimento efficace. dell'apprendimento attivo.

02. L'apprendimento Cooperativo rappresenta tra gli approcci didattici più efficaci anche nell'ottica di una didattica: inclusiva diversificata e personalizzata. inclusiva. personalizzata. diversificata.

03. La vita quotidiana a scuola è un luogo dove i bambini e adolescenti instaurano: amicizie. coalizioni. delle relazioni. rapporti.

01. Il concetto di BES si è affermato infatti sulla base dell'evoluzione del concetto: di disabilità. di diversità. di salute. di disabilità e salute.

02. La classe è un’unità fatta: di confronti. di contrasti. di somiglianze. di differenze.

Il termine BES sta ad indicare delle situazioni varie: di diverse problematiche psicologiche. di diverse origini, anche transitorie. di diverse patologie. di diverse problematicità.

04. Quando si parla di bisogni educativi speciali si fa riferimento a condizioni in cui ognuno di questi bambini ha diritto: ad una normalità precisa. ad una normalità specifica. ad una normalità più speciale. nessuna delle precedenti è corretta.

01. La caratteristica principale dei DSA è proprio: il cambiamento d'umore. la specificità. la particolarità. la rabbia.

02. Per quanto riguarda la dislessia, si tratta di un disturbo: nel ragionamento. nella lettura. nell'equilibrio. nel calcolo.

03. La disgrafia fa riferimento ad un pattern di difficoltà: numerico. di apprendimento. sociale. culturale.

Le principali caratteristiche diagnostiche del disturbo dello spettro autistico sono: le azioni provocatorie. le miodisiopsie. la perdita di controllo. compromissione persistente della comunicazione sociale reciproca e dell’interazione sociale.

02. Le compromissioni superano le difficoltà attese in base al livello: di gestione. di comprensione. di sviluppo. di attivazione.

03. Gravi difficoltà nella pianificazione, nell'organizzazione, e nell'affrontare i cambiamenti, hanno sicuramente un impatto: positivo sul rendimento scolastico. sulla partecipazione scolastica. nessuna delle precedenti è corretta. negativo sul rendimento scolastico.

01. La didattica inclusiva ha come fondamenta: la didattica speciale. sia la didattica individualizzata che la didattica personalizzata. la didattica individualizzata. la didattica personalizzata.

02. Il piano didattico personalizzato è innanzitutto: partecipativo. obbligatorio. sperimentale. collaborativo.

03. Il piano didattico personalizzato tiene conto: di eventuali relazioni cliniche. di eventuali diagnosi. di eventuali diagnosi o relazioni cliniche. nessuna delle precedenti è corretta.

01. Lo sviluppo delle scienze naturali e mediche ha consentito la definizione di: un quadro specifico di riferimento. un nuovo quadro di riferimento. un precedente quadro di riferimento. un duplice quadro di riferimento.

02. Il riconoscimento della persona disabile come soggetto avente: comprensivi diritti. gli stessi diritti e la stessa dignità di tutti gli uomini. simili diritti di tutti gli uomini. diritti specifici.

03. La nascita di un bambino deforme o menomato ha sempre destato: allarme. allarme e sconforto. sconforto. preoccupazione.

01. Le regole si apprendono più facilmente in contesti: sportivi. associativi. scolastici. ludici.

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