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Data di creazione: 2026/05/22

Categoria: Altri

Numero di domande: 258

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Seguire i consigli: strategia attuata da persone con elevato bisogno di chiusura e scarsa consapevolezza. Si mettono nelle mani degli altri, non affrontano il processo decisionale in modo responsabile, delegano agli altri le proprie decisioni; atteggiamento di dipendenza. Mindless. strategia attuata da persone con elevato bisogno di chiusura e elevata consapevolezza. Si mettono nelle mani degli altri, affrontano il processo decisionale in modo responsabile, non delegano agli altri le proprie decisioni; atteggiamento di dipendenza. Mindless. strategia attuata da persone con basso bisogno di chiusura e scarsa consapevolezza.. Si mettono nelle mani degli altri. Affrontano il processo decisionale in modo responsabile, delegano agli altri le proprie decisioni; atteggiamento di dipendenza. Mindless. Strategia attuata da persone con elevato bisogno di chiusura e scarsa consapevolezza. Si mettono nelle mani degli altri, non affrontano il processo decisionale in modo responsabile, non delegano mai agli altri le proprie decisioni; atteggiamento di dipendenza. Mindful.

Sono definiti ………... gli individui che si rendono protagonisti delle proprie decisioni e che decidono in autonomia, riflettendo ed esplorando in modo attivo possibilità alternative. mindless. mindful. nessuna delle alternative è corretta. mindself.

Elaborare informazione: Decidono sulla base delle info rmazioni di cui già dispongono. tutte le alternative sono corrette. valutano autonomamente la situazione e le conseguenze della decisione. strategia usata da persone con elevato bisogno di chiusura ed elevata consapevolezza.

…………….. descrivono due tipi di euristiche: l'euristica della disponibilità e l'euristica della rappresentatività: Tversky e Kahneman (1974). Bandura e Rogers (2001). Prochaska e Clemente (1975). Bakker e Demerouti (2007).

La prospettiva olistica del modello biopsicosociale: viene molto utilizzato anche perché è più semplice per il medico. nessuna delle alternative è corretta. Richiede meno attenzione alle richieste del paziente. ha apportato un ripensamento relativo alle modalità di comunicazione e relazione tra professionisti della salute e pazienti.

Il bisogno di chiusura cognitiva: è un costrutto multidimensionale composto da cinque componenti. può variare da persona a persona e da situazione a situazione. tutte le alternative sono corrette. esigenza che la persona avverte di giungere a una conclusione sulla base delle info che possiede, chiudendo il processo di elaborazione evitando di esplorare possibili alternative.

Nell'ambito del processo decisionale, il medico, in qualità di esperto, utilizza la strategia del procedimento in avanti, ovvero: tutte le alternative sono corrette. questo procedimento viene utilizzato sia in fase diagnostica che quando deve essere scelta la terapia più adeguata. questo procedimento richiede una conoscenza approfondita del problema e una quantità consistente di info organizzate sul caso specifico. ha già a disposizione rappresentazioni mentali delle possibili soluzioni alternative.

Quali sono le strategie comportamentali per decidere, basate sull’interazione tra la quantità di informazioni che la persona ritiene sufficiente per decidere, e la sua partecipazione più o meno attiva e consapevole al processo decisionale?. nessuna delle alternative è corretta. Ricercare informazione; Elaborare informazione; Rimuginare; Seguire i consigli. Ricercare informazione; Rimuginare; Affrontare i problemi;. Elaborazre informazione; Rimuginare; riesaminare le informazioni passate.

L'euristica della rappresentatività: utilizzata quando si deve stimare la probabilità che un dato evento rientri in una determinata categoria più ampia, o che un certo evento si verifichi a partire da casi noti in precedenza. Tutte le altre alternative sono corrette. si verifica quando, dovendo emettere dei giudizi in condizioni di incertezza, le persone riducono l’ambiguità ancorandosi ad un punto di riferimento stabile per poi operare degli aggiustamenti ed infine raggiungere una decisione finale. consiste nel decidere in base alla facilità con cui si richiamano alla memoria esempi della situazione specifica (perché molto frequenti, emotivamente coinvolgenti, o accaduti a persone care o vicine).

L'euristica della disponibilità: si verifica quando, dovendo emettere dei giudizi in condizioni di incertezza, le persone riducono l’ambiguità ancorandosi ad un punto di riferimento stabile per poi operare degli aggiustamenti ed infine raggiungere una decisione finale. utilizzata quando si deve stimare la probabilità che un dato evento rientri in una determinata categoria più ampia, o che un certo evento si verifichi a partire da casi noti in precedenza. consiste nel decidere in base alla facilità con cui si richiamano alla memoria esempi della situazione specifica (perché molto frequenti, emotivamente coinvolgenti, o accaduti a persone care o vicine). Tutte le altre alternative sono corrette.

Rimuginare è il comportamento: tutte le alternative sono corrette. delle persone mindless, poco consapevoli e poco capaci di attuare strategie cognitive adeguate. che caratterizza le persone con basso bisogno di chiusura e scarsa consapevolezza. degli eterni indecisi, non riescono a giungere a conclusioni, raccolgono molte info ma hanno sempre dubbi sul cosa fare.

Il bisogno di chiusura è un costrutto multidimensionale che ha varie componenti: nessuna delle alternative è corretta. il bisogno di ordine e strutturazione, la tolleranza dell'ambiguità, la tendenza a prendere decisioni con calma. l’intolleranza dell’ambiguità, la tendenza a prendere decisioni lentamente, il bisogno di prevedibilità, l'apertura mentale. il bisogno di ordine e strutturazione, l’intolleranza dell’ambiguità, la tendenza a prendere decisioni rapidamente, il bisogno di prevedibilità, la chiusura mentale.

Ricercare informazione: è tipica delle persone con basso bisogno di chiusura e poca consapevolezza che poi decidono con l'aiuto degli altri. è tipica solo delle persone con alto bisogno di chiusura. nessuna delle alternative è corretta. è tipica delle persone con basso bisogno di chiusura ed elevata consapevolezza. Prima di prendere una decisione allargano il più possibile le proprie conoscenze sull’argomento, e decidono poi in autonomia.

Sono definiti mindless persone che: non partecipano in modo consapevole alle decisioni che li riguardano eprendono decisioni affidandosi alle opinioni altrui. tutte le alternative sono corrette. non si sforzano di immaginare alternative. si conformano a soluzioni già preformate.

Il modello centrato sul paziente: è il riferimento ideale cui ogni relazione terapeutica dovrebbe ispirarsi. va considerato solo con pazienti con patologie particolari. va assolutamente evitato. è sconsigliato utilizzarlo con gli anziani.

Quale tra queste NON è una dimensione fondamentale della patient-centredness secondo Mead e Bower (2000)?. alleanza terapeutica. prospettiva biomedica. prospettiva biopsicosociale. condivisione di potere e responsabilità.

Indica l'affermazione errata. Il modello paternalistico biomedico: è centrato sull’autonomia di scelta del paziente, dopo che il medico ha presentato dati statistici sulle probabilità di successo di una terapia, i suoi costi/benefici e gli effetti collaterali. ha caratterizzato per decenni la medicina e il rapporto medico-paziente in cui il medico sa, diagnostica, decide e prescrive. vede il corpo come un oggetto che se non funziona bene richiede manutenzione e riparazione. affonda le sue radici nella tradizione scientifica dualistica occidentale e cartesiana.

Considerando i modelli relazionali medico/paziente, il modello consumistico: affonda le sue radici nella tradizione scientifica dualistica occidentale e cartesiana. ha caratterizzato per decenni la medicina e il rapporto medico-paziente in cui il medico sa, diagnostica, decide e prescrive. vede il corpo come un oggetto che se non funziona bene richiede manutenzione e riparazione. è centrato sull’autonomia di scelta del paziente, il medico dovrebbe rispondere alle sue domande ma senza influenzare le sue decisioni.

Considerando i modelli relazionali medico/paziente, il modello centrato sul paziente: ha caratterizzato per decenni la medicina e il rapporto medico-paziente in cui il medico sa, diagnostica, decide e prescrive. affonda le sue radici nella tradizione scientifica dualistica occidentale e cartesiana. Si tratta di un costrutto ampio che include diversi aspetti della relazione con il medico e del percorso terapeutico. vede il corpo come un oggetto che se non funziona bene richiede manutenzione e riparazione.

L’aderenza terapeutica è: l’approccio adottato dal medico. influenzata da variabili socio-economiche, sistema di cura, condizione medica, tipo di terapia. il contrario di compliance. sinonimo di compliance.

L'alleanza terapeutica è: Tutte le risposte sono corrette. è promossa da tre aspetti dell’atteggiamento del medico: empatia, coerenza, disponibilità e apertura incondizionate nei confronti del paziente. scaturisce dalle caratteristiche emotivo/affettive della relazione medico-paziente. è una delle cinque dimensioni individuate da Mead e Bower del modello centrato sul paziente.

Il Protocollo Spikes di Baile e collaboratori: è un protocollo a sei fasi per la comunicazione di cattive notizie. postula l'importanza della partecipazione attiva, consapevole e prolungata nel tempo all’iter terapeutico e alle prescrizioni. include strategie focalizzate a risolvere, minimizzare o riconcettualizzare il problema. include la distrazione o la distrazione cognitiva.

Il Protocollo Spikes di Baile e collaboratori significa: Setting, Perception, Invitation, Knowledge, Emotions, Strategy and Summary. Settlement, Perspective, Involvement, Knowledge, Empathy, Stratification and Suggestion. Situation, Preparation, Innovation, Knowledge, Entertainment, Sale and Skill. Tutte le precedenti risposte sono errate.

Quale, tra le seguenti alternative, NON è una reazione del medico alla malattia e al paziente. L'ansia. La depressione. La negazione. L'introiezione.

Il paziente direttivo: Desidera avere il controllo costante della situazione, esprime chiaramente quello che vuole e non esita a porsi in contrapposizione con il medico o l’infermiere se non è d’accordo con lui. suscita nel medico una risposta istintiva altrettanto aggressiva, che rende la situazione ancor più difficile sia per il paziente che per il medico o l'infermiere. sa come ottenere quello che desidera, indipendentemente dal fatto che sia o no vantaggioso per lui. cerca costanti attenzioni e insiste perché il medico effettui tutta una serie di azioni e di procedure che possono essere non necessarie o che potrebbero essere fatte dal paziente stesso.

Il paziente ansioso: è un paziente che cerca costanti attenzioni e insiste perché il medico effettui tutta una serie di azioni e di procedure che possono essere non necessarie o che potrebbero essere fatte dal paziente stesso. è un paziente che suscita nel medico una risposta istintiva altrettanto aggressiva, che rende la situazione ancor più difficile sia per il paziente che per il medico o l'infermiere. è un paziente che non segue le indicazioni terapeutiche e tende a sfidare apertamente il personale medico e infermieristico, sostenendo la validità superiore della propria esperienza persoanle. è un paziente difficile, che al tempo stesso può essere molto richiedente. I casi estremi sono rappresentati dagli ipocondriaci che si precipitano al pronto soccorso ogni volta che provano un minimo dolore, convinti che si tratti di un sintomo di una grave malattia.

Il paziente richiedente: è un paziente che sa come ottenere quello che desidera, indipendentemente dal fatto che sia o no vantaggioso per lui. è un paziente che cerca costanti attenzioni e insiste perché il medico effettui tutta una serie di azioni e di procedure che possono essere non necessarie o che potrebbero essere fatte dal paziente stesso. è un paziente che non segue le indicazioni terapeutiche e tende a sfidare apertamente il personale medico e infermieristico, sostenendo la validità superiore della propria esperienza persoanle. è un paziente che suscita nel medico una risposta istintiva altrettanto aggressiva, che rende la situazione ancor più difficile sia per il paziente che per il medico o l'infermiere.

Il paziente psicosomatico: è problematico in quanto i sintomi che lamenta sono reali, ma difficilmente diagnosticabili, nonostante il paziente sia sottoposto a svariati approfondimenti diagnostici. è un paziente che cerca costanti attenzioni e insiste perché il medico effettui tutta una serie di azioni e di procedure che possono essere non necessarie o che potrebbero essere fatte dal paziente stesso. è un paziente che sa come ottenere quello che desidera, indipendentemente dal fatto che sia o no vantaggioso per lui. è un paziente che non segue le indicazioni terapeutiche e tende a sfidare apertamente il personale medico e infermieristico, sostenendo la validità superiore della propria esperienza personale.

Il più diffuso strumento per la rilevazione delle 3 dimensioni di base del burnout è: il Maslach Burnout Report (MBR). il Burnout Test. il Maslach Burnout Inventory (MBI):. nessuna delle alternative è corretta.

Nel burnout, la ridotta realizzazione personale consiste in: declino del senso di competenza e produttività sul lavoro. un sovraccarico emozionale che porta la persona a sentirsi svuotata e non più in grado di aiutare gli altri. investimento negativo sull'utente, investimento caratterizzato da insensibilità e indifferenza. la percezione che le richieste provenienti dall'ambiente lavorativo siano eccessive rispetto alle risorse che si hanno a disposizione per affrontarle.

Il burnout è costituito da tre dimensioni: 1. Esaurimento emotivo, 2. Depersonalizzazione, 3. Scarsa realizzazione personale. 1. Scarsa realizzazione personale, 2. Depersonalizzazione, 3. Esaurimento fisico. 1. Depersonalizzazione, 2. elevata realizzazione personale, 3. Esaurimento emotivo. Nessuna delle precedenti risposte è corrett.

Nel burnout, l'esaurimento emotivo consiste in: investimento negativo sull'utente, investimento caratterizzato da insensibilità e indifferenza. un senso pervasivo di inadeguatezza professionale, che porta a un crollo dell'autostima. Sensazione di aver esaurito le proprie risorse emotive. La persona si sente svuotata e sfinita, senza energie per affrontare un nuovo giorno di lavoro. considerare gli utenti in un modo cinico e distaccato che impedisce all'operatore di rivolgere un'adeguata attenzione ai loro bisogni.

Nel burnout, la depersonalizzazione consiste in: un senso pervasivo di inadeguatezza professionale, che porta a un crollo dell'autostima. la percezione che le richieste provenienti dall'ambiente lavorativo siano eccessive rispetto alle risorse che si hanno a disposizione per affrontarle. atteggiamento caratterizzato da distacco e ostilità nella relazione professionale di aiuto, vissuta con fastidio, freddezza e cinismo. L’individuo cerca di non farsi coinvolgere. un sovraccarico emozionale che porta la persona a sentirsi svuotata e non più in grado di aiutare gli altri.

Negli anni ‘90 a seguito della ricerca sul burnout: il concetto non è stato più utilizzato. il concetto di burnout è stato esteso a tutte le professioni, non solo quelle di aiuto. nessuna delle alternative è corretta. non sono state effettuate ricerche sul burnout.

Il modello dello squilibrio sforzo/ricompensa inerente il benessere lavorativo: si fonda sulla relazione tra sforzi e ricompense. ha origine nell'ambito della sociologia medica. Tutte le risposte sono corrette. Postula che il datore di lavoro esige dai dipendenti sforzi e impegni, che possono essere intrinseci o intrinseci, e allo stesso tempo elargisce ricompense (denaro, stima, opportunità di sicurezza e carriera).

Nelle successive revisioni del modello sforzo/ricompensa è stata data maggiore enfasi alla componente: dello sforzo fisico definito overcommittment. dello sforzo sociale definito overcommittment. dello sforzo relazionale definito overcommittment. dello sforzo intrinseco definito overcommittment.

Il modello richieste/controllo inerente il benessere lavorativo: ha origine nell'ambito della sociologia medica. Tutte le risposte sono errate. Postula che il datore di lavoro esige dai dipendenti sforzi e impegni, che possono essere intrinseci o intrinseci, e allo stesso tempo elargisce ricompense (denaro, stima, opportunità di sicurezza e carriera). consente di identificare differenti tipi di impiego in fuzione di due aspetti cruciali: le richieste lavorative e il grado di controllo riportato dal lavoratore.

Il modello richieste/controllo inerente il benessere lavorativo è stato descritto da: Karasek (1979). Maslache Goldberg (1998). Bakker e Demerouti (2007). Siegrist e collaboratori.

A livello individuale la principale strategia per prevenire e trattare il burnout: nessuna delle alternative è corretta. mira allo sviluppo e al rafforzamento di abilità utili ad affrontare lo stress (corsi con tecniche di rilassamento, gestione del tempo, esercizi di assertività, potenziamento dell’autoefficacia, sviluppo di competenze interpersonali). mira all'acquisizione delle conoscenze utili ad affrontare lo stress e con tecniche di memorizzazione veloce. mira all'accrescimento della propria autostima e del self-control ma anche allo sviluppo di competenze interpersonali.

Al modello richieste/controllo è stato poi aggiunta la variabile: investimento emotivo. fatica fisica. sostegno sociale. sforzo cognitivo.

ll "moral distress": decisamente non è un costrutto recente. riguarda solo i medici. nessuna delle alternative è corretta. ha una connotazione etica derivante dalla percezione di una violazione dei valori e dei compiti centrali per la persona, accompagnata dalla sensazione di essere costretti a intraprendere azioni eticamente non giustificate.

Il modello dello squilibrio sforzo/ricompensa inerente il benessere lavorativo è stato illustrato da: Karasek (1979). Bakker e Demerouti (2007). Maslache Goldberg (1998). Siegrist e collaboratori.

Jameton distinse due forme di distress: distress iniziale; distress finale. distress lieve; distress grave. distress iniziale; distress reattivo. distress iniziale; distress lavorativo.

L’incertezza morale:. tutte le risposte sono corrette. si ha quando la persona si trova in una situazione di ambivalenza rispetto a scelte antitetiche connotate moralmente e non sa quale direzione seguire. fa invece riferimento a quelle situazioni in cui è chiaro quale sia l’azione eticamente corretta, ma, a causa di ostacoli istituzionali, non si è in grado di perseguirla. si caratterizza per il disagio provato e gli interrogativi che una persona si pone quando non le è chiara la direzione da seguire.

Tra i principali mediatori dell’impatto di un evento stressante sul bambino sono emersi: nessuna delle alternative è corretta. i processi attenzionali e la valutazione cognitiva. i processi mnestici e la valutazione cognitiva. i processi attenzionali e la valutazione emotiva.

Il medico può reagire alla perdita di controllo secondo varie modalità: modalità assertiva positiva; proiezione negativa; resa positiva; resa lieve. modalità assertiva positiva; assertività negativa; resa positiva; resa negativa. modalità assertiva positiva; assertività neutra; resa positiva; resa negativa. modalità assertiva neutra; assertività reattiva; resa positiva; resa negativa.

La capacità dei genitori di accettare la malattia del figlio e di parlarne apertamente ha: conseguenze positive a breve termine ma negative a lungo termine. ripercussioni negative a lungo termine sul suo adattamento a essa e sul suo sviluppo psicoemotivo. ripercussioni positive a lungo termine sul suo adattamento a essa e sul suo sviluppo psicoemotivo. conseguenze negative sullo sviluppo del bambino e nell'interazione con i pari, soprattutto in adolescenza.

Il carico evolutivo del burden: è associato all'affaticamento e ai problemi fisici derivanti dal compito di assistenza. considera la percezione di un conflitto interiore di ruolo in ambito familiare o lavorativo. è associato ai sentimenti di vergogna e imbarazzo provati nei confronti dei comportamenti imprevedibili e bizzarri del paziente. è relativo al sentirsi escluso rispetto alle aspettative e alle opportunità di vita dei propri coetanei.

Il carico emotivo del burden: considera la percezione di un conflitto interiore di ruolo in ambito familiare o lavorativo. è associato ai sentimenti di vergogna e imbarazzo provati nei confronti dei comportamenti imprevedibili e bizzarri del paziente. è relativo al sentirsi escluso rispetto alle aspettative e alle opportunità di vita dei propri coetanei. è associato all'affaticamento e ai problemi fisici derivanti dal compito di assistenza.

Il carico sociale del burden: considera la percezione di un conflitto interiore di ruolo in ambito familiare o lavorativo. è associato ai sentimenti di vergogna e imbarazzo provati nei confronti dei comportamenti imprevedibili e bizzarri del paziente. è associato all'affaticamento e ai problemi fisici derivanti dal compito di assistenza. è relativo al sentirsi escluso rispetto alle aspettative e alle opportunità di vita dei propri coetanei.

Il carico fisico del burden: è associato all'affaticamento e ai problemi fisici derivanti dal compito di assistenza. è relativo al sentirsi escluso rispetto alle aspettative e alle opportunità di vita dei propri coetanei. considera la percezione di un conflitto interiore di ruolo in ambito familiare o lavorativo. è associato ai sentimenti di vergogna e imbarazzo provati nei confronti dei comportamenti imprevedibili e bizzarri del pazien.

Lo Zarit Burden Inventory [Zarit e Zarit 1987]è uno strumento che valuta: il livello di burden del caregiver e che al tempo stesso gli permette di riflettere sulla propria esperienza attraverso la compilazione del questionario. nessuna delle alternative è corretta. esclusivamente il tempo oggettivo impiegato nelle attivit. il livello di burden del caregiver, ma solo il carico oggettivo.

Il carico oggettivo del burden. è associato all'affaticamento e ai problemi fisici derivanti dal compito di assistenza. valuta il tempo che il caregiver dedica alla sua attività di cura. considera la percezione di un conflitto interiore di ruolo in ambito familiare o lavorativo. è relativo al sentirsi escluso rispetto alle aspettative e alle opportunità di vita dei propri coetanei.

Il termine "burden": L’utilizzo del costrutto di burden in questo ambito è relativamente recente. tutte le alternative sono corrette. indica le ricadute psicologiche e fisiche che si manifestano in una serie di sintomi analoghi a quelli dello stress. significa letteralmente «peso/carico», viene utilizzato in campo assistenziale per indicare lo stress percepito dal caregiver e dalla famiglia in seguito alla condizione di malattia o di sofferenza psicofisica di un suo membro.

L'ospedalizzazione: può essere un evento traumatico, soprattutto se riguarda un bambino o un adolescente. comporta un cambiamento importante nelle abitudini e nelle relazioni con i coetanei e con la scuola. se prolungata può interferire con il fisiologico percorso evolutivo. tutte le risposte sono corrette.

Nello specifico di bambini malati di tumore, secondo Spinetta [1990] i genitori e l’equipe sanitaria devono tenere in considerazione le dimensioni: medica e psicologica. medica, psicologica e sociale. psicologica e sociale. non è specificato.

.A quale età i bambini sviluppano il concetto di salute (non semplicemente come assenza di malattia)?. 6-7 anni. 9-10 anni. 12 anni. 5-6 anni.

Il play specialist: tutte le risposte sono corrette. è una figura che può essere di aiuto al bambino. è una figura che suggerisce modalità più efficaci di interazione con il bambino. è una figura che può essere di aiuto sia al bambino che alla famiglia.

Gli studi su adolescenti con malattie croniche di diversa gravità hanno evidenziato che: il concetto di malattia si modifica in funzione dell’età. le credenze dipendono dalla qualità di adattamento alla patologia. la comparsa della malattia può essere attribuita a varie cause. tutte le risposte sono corrette.

Un predittore della risposta all'evento traumatico e al ritorno alla normalità in età evolutiva è: la scuola. la società. la famiglia. nessuna delle risposte è corretta.

E’ opportuno, da parte dei genitori di un bambino malato:. evitare di parlare con il figlio sano della situazione. incoraggiare i figli sani a esprimere i propri sentimenti e le proprie preoccupazioni e accoglierle, facilitando il rapporto con il fratello malato. fare finta di niente, così da diminuire la preoccupazione nel figlio sano. incoraggiare i figli sani a esprimere solo emozioni positive.

Negli adolescenti i livelli di adherence non sono influenzati da: conoscenze biomediche. la presenza di fratelli. controllo percepito. bisogni di autonomia e individuazione.

Il disturbo post-traumatico da stress: nessuna risposta è corretta. per la diagnosi devono essere esclusi gli stimoli associati all'evento traumatico, gli incubi, e le allucinazioni. consiste in ricordi ricorrenti e inopportuni di un evento traumatico opprimente. non viene fatta l'anamnesi.

Nel disturbo da ansia di malattia: Tutte le risposte sono corrette. la preoccupazione non è per i sintomi ma per la diagnosi. I sintomi somatici, se presenti, sono lievi. c'è preoccupazione di avere o poter contrarre una malattia grave non diagnosticata.

Il disturbo fittizio, un tempo era chiamato: sindrome di Munchausen. nessuna risposta è corretta. sindrome di asperger. sindrome di Stendhal.

Nella categoria disturbo da sintomi somatici e i disturbi correlati troviamo: il disturbo da ansia di malattia. il disturbo da sintomi somatici. tutte le risposte sono corrette. il disturbo da sintomi somatici.

Il mini mental state exam: valuta le condizioni fisiche. è un test di personalità. fornisce una valutazione globale del funzionamento ed è utilizzato per diagnosticare le demenze. è utilizzato per valutare il livello cognitivo dei bambini.

La forma più frequente di demenza è: nessuna risposta è corretta. la malattia di Alzheimer. la demenza senile. la demenza vascolare.

L’aumento della rigidità, dell’egocentrismo, dell’apatia e la compromissione del controllo emotivo sono tipiche modificazioni della personalità: nelle persone anziane. nella sclerosi multipla. nelle demenze. in altre malattie.

Gli stereotipi relativi all’invecchiamento fanno si che: venga attuato un comportamento di cure eccessive, controproducente perché spinge l’anziano ad adottare dei comportamenti più passivi e a convincersi della sua incompetenza e inabilità. gli anziani si sentano più accuditi e meglio compresi, in quanto gli stereotipi relativi al declino cognitivo permettono loro di avere un maggiore contatto con la loro rete sociale. tutte le risposte sono errate. i medici propongano terapie più aggressive agli anziani, non preoccupandosi degli effetti collaterali sul fisico, già deteriorato dall’età.

Nell'anziano: i deficit cognitivi sono sempre di natura particolarmente invalidante. le capacità di riconoscere i limiti dell’età, di considerare le risorse individuali e sociali non sono importanti. Le capacità di porsi nuovi obiettivi non vanno in alcun modo a influire sull'autoefficacia e sull'autostima. L’immagine sociale legata alla perdita del ruolo professionale può influire negativamente sull’autostima fino a condurre a vissuti depressivi e all’isolamento.

Il "family burden": tutte le risposte sono corrette. è l’insieme delle conseguenze oggettive e soggettive, fisiche e psicologiche, correlate alla presenza e cura di un familiare affetto da una malattia grave o cronica. tende a crescere in funzione della riduzione dell’autonomia del paziente e soprattutto della comparsa di sintomi comportamentali e pensiero delirante. interessa il caregiver.

I caregivers informali di persone anziane: sono maggiormente fratelli o sorelle. sono quasi sempre estranei. sono maggiormente uomini. sono per la maggior parte figlie femmine.

Gli Alzheimer cafè: sono dedicati unicamente ad attività ricreative per i pazienti Alzheimer. non esistono. sono dedicati solo ai parenti. sono situazioni conviviali finalizzate a facilitare la socializzazione e favorire la qualità della vita del malato e del caregiver e la relazione con gli operatori sanitari.

Sono state definite "le seconde vittime nascoste della malattia": i caregivers familiari. nessuna delle risposte è corretta. i caregivers solo nel caso di pazienti con patologie fisiche. gli infermieri.

Si parla di "eutanasia non volontaria": nel caso di persone capaci di intendere e di volere. può essere solo passiva ma non attiva. può essere attiva ma non passiva. nel caso di persone non consapevoli, che non possono esprimere il proprio consenso.

Nell'ambito dell'aiuto da offrire a un bambino nell'affrontare un lutto: Non esiste un momento giusto per comunicare a un bambino la morte di una persona cara, ma è opportuno che la comunicazione venga data da un familiare e non da un estraneo. la lettura di libri per l'infanzia che affrontano la morte va evitata. occorre evitare l'argomento. non è opportuno stimolare il bambino al gioco e al disegno per permettergli di raccontare la propria storia ed esprimere le proprie emozioni.

Secondo Ursula Markham (1997) il succedersi delle emozioni a seguito di un lutto è solitamente il seguente: incredulità o rifiuto; ricordo; rabbia; senso di rivalsa; paura; accettazione e pace. nessuna risposta è corretta. incredulità o rifiuto; dolore; rabbia; senso di colpa; paura; accettazione e pace. incredulità o rifiuto; dolore; senso di colpa; gioia; paura; accettazione e pace.

Le ricerche su spiritualità e relgione evidenziano che: La spiritualità e la religione non hanno alcuna influenza sull’esperienza della malattia. l’esperienza della malattia suscita il desiderio nelle persone di allontanarsi dalla realtà trascendentale. nessuna delle risposte è corretta. la spiritualità e la religione riportino effetti positivi sulla qualità della vita, soprattutto in situazioni di malattie gravi e di confronto con la morte.

La divisione 38. E' nata in Inghilterra alla fine degli anni 70 come settore a sé stante all’interno dell’APA (American Psychological Association. E' nata in Europa alla fine degli anni 70 come settore a sé stante all’interno dell’APA (American Psychological Association. E' nata in Germania alla fine degli anni 70 come settore a sé stante all’interno dell’APA (American Psychological Association. E' nata negli USA alla fine degli anni 70 come settore a sé stante all’interno dell’APA (American Psychological Association.

La Psicologia della salute costituisce un ambito disciplinare di ricerca e applicazioni professionali riguardante: la prevenzione e trattamaneto delle malattie e i loro correlati psicologici. i fattori cognitivi, affettivo - emotivi, psicosociali, comportamentali, sociali e culturali che sono all’origine dello stato di salute delle personebiopsicosociale;. la promozione e il mantenimento della salute secondo una prospettiva. tutte le risposte sono corrette.

La Società Italiana di Psicologia della Salute: Tutte le altre alternative sono false. E' stata da poco istituita in Italia per volere dell'OMS (Organizzazione Mondiale della Salute). E' stata istituita nel 1997 allo scopo di promuovere e sviluppare la ricerca empirica e le applicazioni sul campo. E' stata costituita in Italia nel 1979 per volere dell'OMS (Organizzazione Mondiale della Salute).

«The Alameda Study»: E' uno studio epidemiologico iniziato nel 1965 in California. Ai partecipanti è stato chiesto di indicare le proprie abitudini alimentari. Lo studio ha dimostrato che l’individuo non influenza il proprio stato di salute. Ha esaminato un campione di 928 individui.

L'acronimo OMS significa: Organizzazione Mondiale della Sicurezza. Organizzazione Mondiale della Sanità. Organizzazione Mondiale della Salute. Organizzazione Mondiale della Salute mentale.

Il modello biopsicosociale: da rilievo alle tre dimensioni : biologica, psicologica e sociale. non tiene conto del contesto sociale in cui la persona vive. Attribuisce un ruolo centrale al medico (considera la prospettiva oggettiva). Dà rilievo solo alla dimensione biologica.

Indica da chi è stata promulgata la seguente definizione di salute: la salute è uno stato di completo benessere fisico, mentale e sociale e non mera assenza di malattia o infermità. Dall'ONU. Da Amnesty International. Dall'OMS. Dal Parlamento Europeo.

Il modello biomedico: tutte le risposte sono corrette. E' un modello centrato sulla malattia, sul medico e il paziente è solo portatore passivo di un problema. Considera la salute come assenza di malattia. Considera salute e malattia come polarità opposte di un continuum.

Il modello biomedico: E' maternalistico. Centrato sul caregiver. Centrato sul paziente. è centrato sul medico.

Il modello biomedico: Pone l'accento sulla misurazione soggettiva riportata dal paziente. il paziente contribuisce alla formulazione della diagnosi. Il paziente collabora con il medico. attribuisce al paziente il ruolo di portatore passivo di un problema.

Il modello biopsicosociale: Considera il paziente come un portatore passivo di malattia. E' stato criticato del fatto di non specificare i legami tra le tre componenti bio-psico-sociale. Sostiene che l’individuo non è in grado di fornire una misura soggettiva del proprio stato. Mira a coinvolgere la persona solo nel processo di cura, ma non nella fase di prevenzione.

Quale, tra le seguenti alternative, NON è un vantaggio delle misurazioni soggettive rispetto a quelle oggettive. Le misurazioni soggettive: Sono valutazioni dinamiche che considerano l’andamento della salute nel tempo. Sono misure più accurate e inclusive dello stato di salute e dei fattori di rischio. Influenzano il comportamento, che a sua volte influisce sullo stato di salute. Incidono sul livello di reddito e qualità della vita della persona.

Lo strumento WHOQOL 100: E' composto da 100 item raggruppati 4 sezioni da 25 domande ciascuna. E' composto due sezioni da 50 item ciascuna per un totale di 100 item. E' composto da 100 item raggruppati in 24 sezioni, a loro volta suddivise in quattro aree. E' composto da 2 sezioni da 100 item ciascuna.

L'acronimo WHOQOL significa: World Health Organization Quality of lifelong learning. World Health Organization Question of Life. World Health Organization Quality of Life. World Health Organization Quality of Lifelong learing.

Quanti domini ha identificato la WHOQOL (World Health Organization Quality of Life). Otto. Cinque. Dieci. Sei.

Quale affermazione è FALSA riguardo la qualità della vita: L'ambiente è un dominio di cui si compone il WHOQOL. Le relazioni sociali sono un dominio di cui si compone il WHOQOL. La religione e le credenze personali non sono un dominio di cui si compone il WHOQOL. La WHOQOL si compone di sei domini.

Riguardo la teoria della selezione psicologica: La qualità dell’esperienza è funzione di tre variabili: i challenge, gli skill, i winners percepiti. Gli assunti teorici della selezione psicologica sono stati verificati e confermati attraverso una vasta campionatura transculturale. Gli assunti teorici della selezione psicologica non sono stati verificati e confermati. Nell’ambito della salute sono emersi risultati interessanti esclusivamente nello studio dei disturbi alimentari.

Secondo la teoria della selezione psicologica: La qualità dell’esperienza è funzione di due variabili: gli «habit» e gli «hobby» perseguiti. La qualità dell’esperienza è funzione di due variabili: la «competition» e i «winners» percepiti. La qualità dell’esperienza è funzione di due variabili: i «challenge» e gli «skill» percepiti. La qualità dell’esperienza è funzione di due variabili: le «perceptions» e gli «outcomes» percepiti.

La teoria della selezione psicologica. tutte le alternative sono corrette. Sostiene che l'esperienza soggettiva sia costituita solo da emozioni. Ha come oggetto lo studio dell’esperienza soggettiva ma non il suo ruolo nel processo di crescita personale. ha come oggetto di studio l'esperienza soggettiva e il suo ruolo nel processo di crescita personale.

Nell'ambito della teoria della selezione psicologia, l'esperienza ottimale: E’ un processo dinamico che ruota attorno al disequilibrio tra challenge e skill percepiti: ai challenge viene dedicata maggiore attenzione. riguarda l’equilibrio tra challenge e skill percepiti, non si tratta della ripetizione continua e statica delle stesse attività. E’ un processo dinamico che ruota attorno al disequilibrio tra challenge e skill percepiti: agli skills viene dedicata maggiore attenzione. E’ un processo dinamico che ruota attorno al disequilibrio tra challenge e skill percepiti.

La Teoria dell’autodeterminazione è stata proposta da: Keyes e Cartwright nel 1993. Vansteenkiste e Lens nel 2006. Sheldon e Kasser nel 2008. Ed Deci e Richard Ryan nel 1985.

La Teoria dell’autodeterminazione proposta da Ed Deci e Richard Ryan sostiene che per comprendere il comportamento delle persone e poter identificare le azioni che conducono al benessere occorre anzitutto: eplorare l'integrità psicofisica di una persona. esplorare la spinta all'autodeterminazione generale di una persona. esplorare i bisogni da cui prendono le mosse. esplorare il modo in cui le persone affrontano gli eventi stressanti (strategie di coping).

Il nucleo centrale della teoria dell’autodeterminazione è lo studio di: emozione. atteggiamenti. motivazione. comportamenti.

La motivazione è estrinseca: tutte le alternative sono corrette. quando è presente il desiderio di una ricompensa esterna. è assimilabile al condizionamento operante. quando la ragione per svolgere un'attività è esterna all'attività stessa.

La motivazione intrinseca: genera benessere e soddisfazione. è la propensione innata e naturale a perseguire i propri interessi. è ricerca della novità, essenziale per lo sviluppo cognitivo e sociale. tutte le alternative sono corrette.

Il modello delle credenze sulla salute (Health Belief Model) è stato elaborato da: nessuna delle alternative è corretta. Ajzen nel 1988. Rogers, nel 1983. Gollwitzer nel 1993.

I modelli "stadiali" della salute: Sono anche definiti modelli di «aspettativa-valore». Presuppongono che se la persona è adeguatamente motivata, adotterà di conseguenza un comportamento salutare. Si focalizzano anzitutto sull’aspetto volitivo, la volontà necessaria per tradurre un’intenzione in comportamento finalizzato. Postulano che l’attuazione di un comportamento dipende dalle aspettative o probabilità di riuscita di una data azione e dalla valutazione personale del valore dell’azione.

Il modello delle credenze sulla salute (Health Belief Model, Rosenstock, 1966): L'obiettivo principale è chiarire cosa spinge un individuo ad abbandonare un comportamento nocivo per la salute (es. fumo o abuso di alcol). Tenta di spiegare perché le persone non prendano parte a programmi di prevenzione e diagnosi precoce (es. visite ginecologiche). Nel valutare la risposta l’individuo confronta l’auto-efficacia personale e l’efficacia della risposta adattativa con i costi insiti nella risposta. E’ stato elaborato da Rogers (1983) con l’obiettivo di superare i limiti del modello del comportamento pianificato di Ajzen.

I modelli "continui" della salute: Includono il modello transteoretico di cambiamento. tutte le risposte cono corrette. Prendono in considerazione l’intera sequenza delle fasi di Kuhl, intesa come un processo caratterizzato da tappe qualitativamente distinte. Si focalizzano prevalentemente sulla fase pre-decisionale, ossia sulla formulazione di intenzioni di carattere motivazionale.

Il modello delle credenze sulla salute (Health Belief Model, Rosenstock, 1966) è un modello: Complementare. Stadiale. Continuo. Circolare.

Quale, tra le seguenti alternative, NON è una delle quattro fasi individuate da Kuhl (1984) nell'attuare un comportamento finalizzato alla salute: Fase successiva all’azione. Fase predecisionale. Fase di pensiero. Fase dell’azione.

Quante sono le fasi distinte da Kuhl (1984) nell'attuare un comportamento finalizzato alla salute?. Sei. Cinque. Quattro. Tre.

Secondo il modello delle credenze sulla salute (Health Belief Model, Rosenstock, 1966): Un elemento centrale del modello sono le percezioni di gravità della malattia (le sue conseguenze mediche e sociali). Un elemento centrale del modello sono la considerazione delle percezioni individuali di vulnerabilità o rischio di contrarre una malattia. Un elemento centrale del modello sono le barriere e i costi percepiti (effetti collaterali e gli inconvenienti dell'azione). La percezione della vulnerabilità, della gravità, della minaccia, dei costi/benefici è influenzata da variabili demografiche (età, genere, etnia), socio psicologiche (personalità, classe sociale) e strutturali (conoscenze della malattia).

Il modello della motivazione a proteggersi (Protection motivation theory) è stato elaborato da: Gollwitzer nel 1993. Rogers, nel 1983. Rosenstock nel 1966. Ajzen nel 1988.

Secondo il modello della motivazione a proteggersi (Protection motivation theory, Rogers, 1983): La percezione di gravità dipende soprattutto dalle conoscenze oggettive, mentre la percezione di vulnerabilità è prevalentemente soggettiva. Il limite principale del modello è il suo scarso potere predittivo rispetto all’adozione dell’azione preventiva consigliata. Per questo sono state proposte varie revisioni. La percezione della minaccia è influenzata da: mass-media, medici, giornali, amici, esperienza personale, pressione dei familiari, livello d’ansia. La motivazione a proteggersi è il risultato di processi cognitivi responsabili della valutazione soggettiva della minaccia connesso alla malattia, da un lato, della risposta con cui far fronte alla malattia, dall’altro.

Secondo il modello della motivazione a proteggersi (Protection motivation theory, Rogers, 1983): Un elemento centrale del modello sono le barriere e i costi percepiti (effetti collaterali e gli inconvenienti dell'azione). Un elemento centrale del modello sono le percezioni di gravità della malattia (le sue conseguenze mediche e sociali). La motivazione a proteggersi è il risultato di processi cognitivi responsabili della valutazione soggettiva della minaccia connesso alla malattia, da un lato, della risposta con cui far fronte alla malattia, dall’altro. Un elemento centrale del modello sono la considerazione delle percezioni individuali di vulnerabilità o rischio di contrarre una malattia.

Il modello della motivazione a proteggersi (Protection motivation theory, Rogers, 1983) è di tipo: Circolare. Complementare. Stadiale. Continuo.

Il modello del comportamento pianificato (Theory of Planned Behavior, Ajzen, 1988) è di tipo: Continuo. Complementare. Circolare. Stadiale.

Il modello del comportamento pianificato è stato elaborato da: Gollwitzer nel 1993. Rogers, nel 1983. Ajzen nel 1988. Rosenstock nel 1966.

Il modello del comportamento pianificato (Ajzen, 1988): Postula che conoscendo le variabili che influenzano il comportamento, è possibile manipolarle per apportare delle modifiche alle condotte dannose per la persona. Tutte le altre alternative sono corrette. Postula che la variabile che svolge un ruolo centrale nell’innescare l’azione è l’intenzione, cioè la motivazione necessaria per attuare un comportamento. E' nato nell’ambito della psicologia sociale, e mira a fornire una spiegazione generale del comportamento, non limitandosi a quello connesso alla salute.

Il modello del comportamento pianificato (Ajzen, 1988): Il limite principale del modello è il suo scarso potere predittivo rispetto all’adozione dell’azione preventiva consigliata. Per questo sono state proposte varie revisioni. Postula che conoscendo le variabili che influenzano il comportamento, è possibile manipolarle per apportare delle modifiche alle condotte dannose per la persona. La percezione di gravità dipende soprattutto dalle conoscenze oggettive, mentre la percezione di vulnerabilità è prevalentemente soggettiva. La percezione della minaccia è influenzata da: mass-media, medici, giornali, amici, esperienza personale, pressione dei familiari, livello d’ansia.

Il modello di implementazione degli obiettivi è stato proposto da: Gollwitzer nel 1993. Rogers, nel 1983. Ajzen nel 1988. Rosenstock nel 1966.

Secondo l’implementazione degli obiettivi proposto da Gollwitzer (1993): Nella seconda fase, detta di "contemplazione", l’individuo inizia a pensare al cambiamento, ma non ha ancora intrapreso azioni in tal senso; è consapevole che c’è un problema, considera attivamente la possibilità di superarlo, ma non si è ancora impegnato a farlo. Nella prima fase, detta di "precontemplazione", l’individuo non ha alcuna intenzione di cambiare comportamento nel prossimo futuro (prossimi 6 mesi). Per mettere in atto un comportamento: nella prima fase il soggetto decide di agire in base alla formulazione di un desiderio; nella seconda fase la persona sviluppa l'intenzione di implementare la decisione e pianifica come trasformarla in realtà. Nella terza fase, detta di "preparazione", l’individuo si accinge a cambiare, sviluppando l’intenzione di agire concretamente nell’arco del mese successivo.

L’implementazione degli obiettivi (Gollwitzer, 2006) è un modello di tipo: Continuo. Complementare. Circolare. Stadiale.

Il modello trans teoretico del cambiamento è stato elaborato da: Prochaska e DiClemente nel 1982. Rogers, nel 1983. Gollwitzer nel 1993. Rosenstock nel 1966.

Secondo il modello trans teoretico del cambiamento (Prochaska e DiClemente, 1982): Prima che il cambiamento del comportamento abbia luogo, la dimensione temporale viene concettualizzata in termini di intenzione. Le intenzioni di implementazione hanno molto in comune con le abitudini, ma differiscono per il fatto che le intenzioni si formano tramite un processo deliberato di pianificazione, mentre le abitudini si creano attraverso la mera ripetizione del comportamento. Le intenzioni di implementazione possono avere effetti benefici anche tra coloro che conducono stili di vita malsani (chi segue una dieta con tanti grassi ha elevate probabilità di adottare un’alimentazione sana ricca di frutta, se ne sviluppa l’intenzione), ma gli effetti delle intenzioni di implementazione e delle abitudini malsane sono indipendenti (la persona può cioè aumentare l’apporto di frutta, ma continuare ad assumere cibi grassi). Distingue tra l’intenzione di fissare un obiettivo (o intenzione finalizzata), che è il risultato di una decisione presa tra più desideri in competizione, e l’intenzione di implementazione, che deriva dalla scelta tra i diversi modi per realizzare l’obiettivo (l’individuo specifica quando, dove e come raggiungere l’obiettivo).

Il modello transteoretico del cambiamento (Transtheoretical model of change, Prochaska e Di Clemente, 1982) è di tipo: Complementare. Continuo. Circolare. Stadiale.

L’approccio del processo di azione rilevante per la salute è stato presentato e sostenuto da quale autore?. Rogers, nel 1983. Rosenstock nel 1966. Gollwitzer nel 1993. Schwarzer nel 1992.

L’approccio del processo di azione rilevante per la salute (Health action process approach, Schwarzer, 1992) è un modello di tipo: Circolare. Complementare. Stadiale. Continuo.

L’approccio del processo di azione rilevante per la salute (Schwarzer, 1992): Postula che nella fase motivazionale l’individuo sviluppa l’intenzione di cambiare comportamenti rischiosi in favore di altre condotte. Tutte le altre alternative sono corrette. Postula che l’autoefficacia percepita, le aspettative di risultato e la percezione del rischio concorrono alla formulazione dell’intenzione. E’ un modello socio-cognitivo di carattere stadiale che ha una fase motivazionale e una volitiva.

Con il termine "eustress" si intende. Lo stess positivo. Lo stress euristico. Lo stress negativo. La defizione di stress presentata dall'Unione Europea.

La cosiddetta sindrome generale di adattamento (General Adaptation Syndrome, GAS) è stata illustrata nel 1946 da quale autore. Ajzen. Rosenstock. Selye. Rogers.

Nella sindrome generale di adattamento (General Adaptation Syndrome, GAS) si possono riconoscere tre fasi comuni a tutti gli animali, compreso l'uomo: Reazione di allarme, resistenza, esaurimento. Immobilizzazione, valutazione dell'allarme, reazione. Reazione di allarme, pianificazione, ritiro. Attivazione, proazione, reazione.

Le risposte fisiologiche allo stress sono mediate da un complesso meccanismo neuroendocrino di comunicazione che coinvolge il sistema nervoso centrale e periferico e il sistema endocrino. Il coordinamento dei vari meccanismi che entrano in gioco nello stress è delegato al sistema nervoso centrale, ma il ruolo principale spetta al: sistema parasimpatico. sistema nervoso autonomo. Nessuna delle precedenti risposte è corretta. sistema simpatico.

Con il termine "distress" si intende. La defizione di stress presentata dall'Unione Europea. Lo stess positivo. Lo stress euristico. Lo stress negativo.

La Social Readjustment Rating Scale proposta da Holmes e Rahe: Grazie a questa scala si è visto che non c'è differenza tra coloro che riportano un numero elevato di eventi stressanti e coloro che ne riportano un numero ridotto rispetto al contrarre più frequentemente malattie. Consiste in una lista di 43 eventi relativi a vari ambiti e comprende anche gli eventi positivi. Consiste in una lista di 43 eventi relativi a vari ambiti ma comprende solo gli eventi negativi. nessuna delle alternative è corretta.

Secondo la teoria cognitivo-transazionale (Lazarus): Nell'affrontare gli eventi stressanti, l'individuo può adottare diverse strategie di coping a seconda dell'evento stressante. Nessuna delle precedenti risposte è corretta. L’individuo, attraverso la valutazione cognitiva, attribuisce agli eventi di vita un significato in relazione al proprio benessere e decide di conseguenza come reagire. L'individuo esplora e considera la spropria pinta all'autodeterminazione nel valutare la risposta agli stressors.

Quale autore ha concettualizzato il tratto generale di personalità del “sensation seeking” (ricerca di forti sensazioni);. Tajfel. Lazarus. Selye. Zuckerman.

Considerando il ruolo delle differenze individuali nella reazione allo stress, quale affermazione, tra le seguenti, è corretta: Gli individui con alti punteggi di nevroticismo sono esposti a un maggior n. di eventi negativi, selezionano strategie di coping inappropriate, sviluppano emozioni negative e quindi sono meno efficaci nell’affrontare i problemi. La personalità contribuisce alle differenze individuali nel processo di stress, influenzando gli eventi di vita, la valutazione cognitiva, le strategie di coping e gli esiti per la salute. tutte le alternative sono corrette. la personalità contribuisce alle differenza individuali nel processo di stress.

Lo stress: non arriva ad agire sulla salute mentale, ma soprattutto sul sistema gastrointestinale. può, in alcuni casi, aggravare il quadro sintomatologico della persona o impedire la guarigione. viene vissuto dalla persona, ma non dai caregiver. non agisce sul sistema gastrointestinale ma solo sulla salute mentale.

Quando si parla di eustress: nessuna delle alternative è corretta. Quando le pressioni sono tollerabili dal soggetto, che è così in grado di mobilitare le risorse necessarie per affrontare lo stress. Quando le pressioni sono tollerabili dal soggetto, cheperò non è in grado di mobilitare le risorse necessarie per affrontare lo stress. Quando le pressioni non sono tollerabili dal soggetto, che non è così in grado di mobilitare le risorse necessarie per affrontare lo stress.

Il coping orientato all’evitamento secondo Endler e Parker (1993): include l’attribuzione di senso alla propria condizione, il che è fondamentale per riuscire a darsi nuovi obiettivi e la motivazione per perseguirli. include il sognare a occhi aperti, le risposte emotive o l’eccessiva preoccupazione per se stessi. include strategie focalizzate a risolvere, minimizzare o riconcettualizzare il problema. include la distrazione o la distrazione cognitiva.

Il coping orientato al compito secondo Endler e Parker (1993): include la distrazione o la distrazione cognitiva. include l’attribuzione di senso alla propria condizione, il che è fondamentale per riuscire a darsi nuovi obiettivi e la motivazione per perseguirli. include il sognare a occhi aperti, le risposte emotive o l’eccessiva preoccupazione per se stessi. include strategie focalizzate a risolvere, minimizzare o riconcettualizzare il problema.

Il coping centrato sul significato (Park e Folkman): include l’attribuzione di senso alla propria condizione, il che è fondamentale per riuscire a darsi nuovi obiettivi e la motivazione per perseguirli. include il sognare a occhi aperti, le risposte emotive o l’eccessiva preoccupazione per se stessi. include strategie focalizzate a risolvere, minimizzare o riconcettualizzare il problema. include la distrazione o la distrazione cognitiva.

.Secondo Cohen e Lazarus (1979) il coping svolge la funzione di: Limitare le condizioni esterne dannos. Mantenere un’immagine positiva di sé. Tutte le risposte sono corrette. Tollerare gli eventi negativi o adattarsi a essi.

La distinzione di Coping focalizzato sul problema e Coping focalizzato sull’emozione è imputabile a: Endler e Parker (1993). Lazarus e Folkman (1984). Turner e Gollwitzer (1993). Rogers e Brown (1983).

La formulazione originaria di coping è stata proposta da : Lazarus e Folkman (1984). Rogers e Brown (1983). Turner e Gollwitzer (1993). Ajzen e Tajfel (1988).

Il coping è: Una modalità di risposta allo stress la cui funzione generale è quella di permettere l’adattamento dell’individuo all’ambiente. Include non solo risposte volontarie, ma anche le risposte involontarie e automatiche che si attivano quando l’autonomia, la competenza e la capacità di valutare i rapporti tra gli eventi vengono minacciate. Tutte le risposte sono corrette. L’insieme degli sforzi cognitivi, comportamentali ed emotivi mirati alla gestione delle situazioni percepite soggettivamente come stressanti.

Quale affermazione è FALSA riguardo l'ottimismo: L’ottimismo influenza nel tempo l’evolversi delle reazioni a una condizione avversa, il processo di adattamento ad essa e il suo superamento. Gli ottimisti, in situazioni avverse, hanno livelli più bassi di benessere soggettivo anche perché utilizzano strategie di coping centrate sulle emozioni. E' una caratteristiche generale stabile della personalità, che influenza la modalità con cui gli individui esperiscono e affrontano i problemi. E' costituito dalle aspettative che l’individuo si crea riguardo le possibilità di successo o fallimento nel perseguimento degli obiettivi e dal valore che viene attribuito all’obiettivo.

Quale affermazione è VERA riguardo la teoria dell'autoefficacia. L’auto-efficacia è connessa al locus of control. Non rientra tra le competenze individuali. L’auto-efficacia non permette mai di predire la messa in atto di comportamenti salutari e preventivi. Le origini del concetto di auto-efficacia risalgono alla teoria freudiana.

La resilienza: E' una situazione estremamente particolare per pazienti, familiari e operatori sanitari. Caratterizza un adattamento soddisfacente all’ambiente, pur in condizioni di avversità e rischio elevato. Permette di predire la messa in atto di comportamenti salutari e preventivi. E' la competenza percepita dall’individuo in una data situazione.

La speranza: E' stata oggetto di studio soprattutto da Snyder in relazione al suo impatto sulla vita umana. E' credere che si potrà trovare una via (pathway) per realizzare i propri obiettivi e la motivazione (agency) per percorrerla. Tutte le altre alternative sono corrette. Porta l’individuo a focalizzare la propria attenzione su obiettivi da raggiungere, piuttosto che a concentrarsi sulla malattia.

Il modello di resilienza familiare è stato elaborato da: Rolland. Lazarus. Zuckerman. Tajfel.

L'hardiness: non coincide con il catastrofismo. è un insieme di caratteristiche e strategie di azione. permette di percepire aspetti costruttivi in situazioni distruttive o stressogene. tutte le alternative sono corrette.

Il coping orientato all'emozione secondo Endler e Parker (1993): include strategie focalizzate a risolvere, minimizzare o riconcettualizzare il problema. include l'attribuzione di senso alla propria condizione, il che è fondamentale per riuscire a darsi nuovi obiettivi e la motivazione per perseguirli. include la distrazione o la distrazione cognitiva. include il sognare a occhi aperti, le risposte emotive o l'eccessiva preoccupazione per se stessi.

La Società Italiana di Psicologia della Salute: Tutte le altre alternative sono false. E' stata istituita nel 1997 allo scopo di promuovere e sviluppare la ricerca empirica e le applicazioni sul campo. E' stata da poco istituita in Italia per volere dell'OMS (Organizzazione Mondiale della Salute). E' stata costituita in Italia nel 1979 per volere dell'OMS (Organizzazione Mondiale della Salute).

In contributo più sostanziale alla psicologia della salute è giunto dalla: Psicologia cognitiva. Psicologia dinamica. Psicologia clinica. Psicologia sociale.

Il modello biomedico: Pone l'accento sulla misurazione soggettiva riportata dal paziente. Il paziente collabora con il medico e contribuisce alla formulazione della diagnosi. E' centrato sulla malattia, sul contributo del medico nel processo di cura e attribuisce al paziente il ruolo di portatore passivo di un problema. Concettualizza la salute in termini soggettivi.

Il modello biomedico: Tutte le altre alternative sono corrette. Considera salute e malattia come polarità opposte di un continuum. Considera la salute come assenza di malattia. E' un modello centrato sulla malattia, sul medico e il paziente è solo portatore passivo di un problema.

Il modello biopsicosociale: E' stato criticato del fato di non specificare i legami tra le tre componenti bio-psico-sociale. Tutte le altre alternative sono corrette. Mira a coinvolgere la persona non solo nel processo di cura, ma anche nella fase di prevenzione. Sostiene che l'individuo è in grado di fornire una misura soggettiva del proprio stato.

La teoria della selezione psicologica. Tutte le altre alternative sono corrette. Sostiene che l'esperienza soggettiva rappresenta l'elaborazione consapevole di informazioni provenienti dal mondo esterno e interno. Ha come oggetto lo studio dell'esperienza soggettiva e del suo ruolo nel processo di crescita personale. Sostiene che l'esperienza soggettiva sia costituita da cognizioni, emozioni e motivazioni.

Riguardo la teoria della selezione psicologica: Tutte le altre alternative sono corrette. Gli assunti teorici della selezione psicologica sono stato verificati e confermati attraverso una vasta campionatura transculturale. Sono stati inoltre applicati all'analisi di svariati ambiti di vita come lavoro, istruzione, tempo libero e relazioni, e a diverse face di età, dall'infanzia all'età adulta. Nell'ambio della salute sono emersi risultati interessati nello studio di patologie fisiche croniche, crescita post-traumatica, disturbi alimentari, salute mentale, tossicodipendenza e soddisfazione lavorativa tra gli operatori sanitari.

Nell'ambito della teoria della selezione psicologia, l'esperienza ottimale o FLOW: E' un processo dinamico che ruota attorno all'equilibrio tra challenge e skill percepiti, non si tratta della ripetizione continua e statica delle stesse attività. E' un processo dinamico che ruota attorno al disequilibrio tra challenge e skill percepiti: ai challenge viene dedicata maggiore attenzione. E' un processo dinamico che ruota attorno al disequilibrio tra challenge e skill percepiti. E' un processo dinamico che ruota attorno al disequilibrio tra challenge e skill percepiti: agli skills viene dedicata maggiore attenzione.

Il nucleo centrale della........................... è lo studio della motivazione e della tendenza dell'individuo a perseguire obiettivi autodeterminati. Teoria dell'autodeterminazione. Teoria della selezione psicologica. Teoria eudaimoica. Teoria del comportamento pianificato.

Completa la seguente affermazione con il termine corretto. La motivazione ......................... è la propensione innata e naturale a perseguire i propri interessi e a esercitare le proprie capacità. Ricerca della novità, essenziale per lo sviluppo cognitivo e sociale. Essa genere benessere e soddisfazione. manipolabile. estrinseca. prevedibile. intrinseca.

Completa la seguente affermazione con il termine corretto. La motivazione è......................... quando la ragione per svolgere un'attività è esterna all'attività stessa (desiderio di una ricompensa esterna); è assimilabile al condizionamento operante. manipolabile. intrinseca. prevedibile. estrinseca.

Il modello della motivazione a proteggersi (Protection motivation theory, Rogers, 1983) è di tipo: Continuo. Stadiale. Circolare. Complementare.

L'approccio del processo di azione rilevante per la salute (Health action process approach, Schwarzer, 1992) è un modello di tipo: Stadiale. Complementare. Continuo. Circolare.

Il modello transteoretico del cambiamento (Transtheoretical model of change, Prochaska e Di Clemente, 1982) è di tipo: Stadiale. Continuo. Complementare. Circolare.

L'implementazione degli obiettivi (Gollwitzer, 2006) è un modello di tipo: Circolare. Stadiale. Continuo. Complementare.

Il modello del comportamento pianificato (Theory of Planned Behavior, Ajzen, 1988) è di tipo: Stadiale. Continuo. Complementare. Circolare.

Il modello delle credenze sulla salute (Health Belief Model, Rosenstock, 1966) è un modello: Stadiale. Circolare. Complementare. Continuo.

Quale, tra le seguenti alternative, NON è una delle quattro fasi individuate da Kuhl (1984) nell'attuare un comportamento finalizzato alla salute: Fase dell'azione. Fase predecisionale. Fase di rimuginio post decisionale. Fase successiva all'azione.

Il modello proposto da Leventhal, Nerez e Steele a proposito di rappresentazione della malattia postula che: i vissuti emotivi non influiscono nella costruzione della rappresentazione della malattia. i vissuti emotivi influiscono nella costruzione della rappresentazione della malattia. identità, causa, decorso temporale, conseguenze e controllo/curabilità sono le 5 dimensioni che caratterizzano la percezione di malatt. le rappresentazioni della malattia si attivano esclusivamente in presenza di sintomi.

Quali sono le cinque componenti nella rappresentazione cognitiva della malattia (Leventhal et al., 2012). 1) Cronicità; 2) Burden; 3) Burnout; 4) Resilienza. 1) Identità; 2) Cause; 3) Conseguenze; 4) Decorso temporale; 5) curabilità/controllabilità. 1) Identità; 2) Cronicità; 3) Coping; 4) Resilienza; 5) Stress. 1) Coping; 2) Rappresentazioni; 3) Burnout; 4) Coerenza; 5) Resilienza.

Il modello delle credenze sulla salute (Health Belief Model) è stato elaborato da: Ajzen nel 1988. Gollwitzer nel 1993. Rogers, nel 1983. Rosenstock nel 1966.

Secondo l'implementazione degli obiettivi proposto da Gollwitzer (1993): Nella seconda fase, detta di "contemplazione", l'individuo inizia a pensare al cambiamento, ma non ha ancora intrapreso azioni in tal senso; è consapevole che c'è un problema, considera attivamente la possibilità di superarlo, ma non si è ancora impegnato a farlo. Sono due le fasi necessarie per mettere in atto un comportamento. Nella prima il soggetto decide di agire in base alla formulazione di un desiderio. La seconda fase volitiva in cui la persona sviluppa l'intenzione di implementare la decisione e pianifica come trasformarla in realtà. Nella terza fase, detta di "preparazione", l'individuo si accinge a cambiare, sviluppando l'intenzione di agire concretamente nell'arco del mese successivo. Nella prima fase, detta di "precontemplazione", l'individuo non ha alcuna intenzione di cambiare comportamento nel prossimo futuro (prossimi 6 mesi).

La Social Readjustment Rating Scale proposta da Holmes e Rahe. La scala comprende anche gli eventi positivi (come matrimonio e gravidanza) perché anch'essi, in quanto situazioni nuove, comportano esigenze di adattamento. Consiste in una lista di 43 eventi relativi ad ambiti come la famiglia (morte, infortunio, separazione dai figli), la coppia (divorzio, problemi sessuali), la professione (licenziamento). Tutte le risposte sono corrette. Grazie a questa scala si è visto che coloro che riportano un numero elevato di eventi stressanti contraggono più frequentemente malattie.

A proposito del rapporto tra stress e malattia, quale affermazione è corretta: Lo stress può, in alcuni casi, aggravare il quadro sintomatologico della persona o impedire la guarigione. Lo stress viene vissuto dalla persona, ma non dai caregiver. Lo stress non agisce sul sistema gastrointestinale ma solo sulla salute mentale. Lo stress non arriva ad agire sulla salute mentale, ma soprattutto sul sistema gastrointestinale.

Quando le pressioni sono tollerabili dal soggetto, che è così in grado di mobilitare le risorse necessarie per affrontare lo stress, si parla di. Upstress. Eustress. Posistress. Distress.

Il coping orientato all'evitamento secondo Endler e Parker (1993): include la distrazione o la distrazione cognitiva. include il sognare a occhi aperti, le risposte emotive o l'eccessiva preoccupazione per se stessi. include strategie focalizzate a risolvere, minimizzare o riconcettualizzare il problema. nclude l'attribuzione di senso alla propria condizione, il che è fondamentale per riuscire a darsi nuovi obiettivi e la motivazione per perseguirli.

Quale affermazione è FALSA riguardo la teoria dell'autoefficacia: E' la competenza percepita dall'individuo in una data situazione. Le origini del concetto auto-efficacia risalgono alle teorie cognitiviste della motivazione, con le attribuzioni di causalità che l'individuo usa per porre ordine agli eventi. L'auto-efficacia non è connessa al locus of control. L'auto-efficacia permette di predire la messa in atto di comportamenti salutari e preventivi.

Indica la risposta corretta. La speranza: E' stata oggetto di studio soprattutto da Snyder in relazione al suo impatto sulla vita umana. E' credere che si potrà trovare una via (pathway) per realizzare i propri obiettivi e la motivazione (agency) per percorrerla. Tutte le altre alternative sono corrette. A livello emotivo la speranza porta l'individuo a focalizzare la propria attenzione su obiettivi da raggiungere, piuttosto che a concentrarsi sulla malattia.

L'....................... è un insieme di caratteristiche psicologiche (cognitive e emotive) e strategie di azione (comportamenti) che permettono di percepire aspetti costruttivi in situazioni altamente distruttive e stresso gene. Hardiness. Ottimismo. Catastrofismo. Pessimismo.

Nell'attribuzione causale: Le altre alternative sono errate. le variabili che sono coinvolte nell'attribuzione di una causa ad una specifica malattia sono l'origine e la controllabilità, ma non ha alcuna influenza la stabilità della malattia nel tempo. il locus of control e le strategie di coping vengono influenzate dalle variabili che influenzano l'attribuzione di una malattia a una causa specific. chi ricorre alla strategia di evitamento è convinto che all'origine della propria malattia vi siano fattori interni e variabili nel tempo.

Quale fase del protocollo Spikes è descritta dalla seguente affermazione: Fase................farsi un'idea dello stile decisionale e di coping del paziente, in termini di quantità di info e di livello di approfondimento che preferisce. L'info va dosata in funzione delle necessità soggettive del paziente. Fare domande aperte in merito. Knowledge - dare informazioni al paziente. Invitation - Ottenere l'invito del paziente a trasmettere l'informazione. Setting - preparazione del colloqui. Perception - Valutare la percezione del paziente.

Quale fase del protocollo Spikes è descritta dalla seguente affermazione: Fase................ definire i passi successivi (scelta del trattamento e discussione della prognosi). E' importante chiedere al paziente se vuole affrontare subito questi temi oppure se rimandarli ad un successivo colloquio. Condividere con il paziente le decisioni relative al percorso terapeutico. Setting - preparazione del colloquio. Invitation - Ottenere l'invito del paziente a trasmettere l'informazione. Perception - Valutare la percezione del pazient. Strategy and Summary - Definizione di una strategia e sintesi del colloquio.

Quale fase del protocollo Spikes è descritta dalla seguente affermazione: Fase................ è una fase poco prevedibile, poiché le reazioni del paziente possono essere estremamente varie. E' importante, per costruire una risposta empatica, procedere per gradi. Invitation - Ottenere l'invito del paziente a trasmettere l'informazione. Perception - Valutare la percezione del paziente. Setting - preparazione del colloquio. Emotions - Considerare le emozioni del paziente e dare risposte empatiche.

Quale fase del protocollo Spikes è descritta dalla seguente affermazione: Fase................la trasmissione di info di carattere medico-clinico deve essere chiara, senza termini tecnici e ordinata nei contenuti (risultati delle indagini, diagnosi, prognosi, possibilità di trattamento). Knowledge - dare informazioni al paziente. Invitation - Ottenere l'invito del paziente a trasmettere l'informazione. Setting - preparazione del colloquio. Perception - Valutare la percezione del pazient.

La carta della professionalità medica si ispira a tre principi fondamentali dai quali derivano le responsabilità professionali. Quali sono questi 3 principi?. 1) Correttezza nella relazione; 2) Onestà; 3) Riservatezza. 1) Primato del benessere del paziente; 2) Autonomia del paziente; 3) Giustizia sociale. 1) Giustizia sociale; 2) Empatia verso il paziente; 3) Autonomia del paziente. 1) Continuo aggiornamento delle conoscenze; 2) Competenza professionale; 3) Empatia verso il paziente.

Quale fase del protocollo Spikes è descritta dalla seguente affermazione: Fase................. rispettare il principio "prima di dire, chiedi". E' essenziale conoscere ciò che il paziente sa della sua condizione, le sue aspettative e timori, i suoi dubbi, ovvero la sua percezione soggettiva della situazione. Importante soprattutto se il paziente ha consultato altri medici. Cominciare il colloquio con domande aperte. Invitation - Ottenere l'invito del paziente a trasmettere l'informazione. Perception - Valutare la percezione del paziente. Knowledge - dare informazioni al paziente. Setting - preparazione del colloquio.

Quale fase del protocollo Spikes è descritta dalla seguente affermazione: Fase................. prima dell'incontro il medico deve richiamare alla memoria il paziente, la sua situazione, e le info da trasmettergli E' importante avere chiari gli obiettivi del colloquio. Creare le condizioni ambientali facilitanti la comunicazione: garantire un minimo livello di privacy (giusta vicinanza e tono di voce, munirsi di fazzoletti); se possibile e opportuno, coinvolgere familiari o persone significative per il paziente; sedersi senza frapporre barriere tra se e il paziente (lo aiuterà a rilassarsi); gestire bene la comunicazione non verbale (mantenere costantemente il contatto visivo); evitare qualsiasi forma di interruzione (cellulari e telefoni). Perception - Valutare la percezione del paziente. Knowledge - dare informazioni al paziente. Invitation - Ottenere l'invito del paziente a trasmettere l'informazione. Setting - preparazione del colloquio.

Tra le reazioni delmedico alla malattia e al paziente possiamo riscontrare. tutte le affermazioni sono corrette. l'ansia. la depressione. la negazione.

Tra le reazioni delmedico alla malattia e al paziente possiamo riscontrare, l'ansia consiste in: Per evitare di affrontare i conflitti emotivi interni, alcuni medici utilizzano il meccanismo della proiezione, attribuendo ad altri i propri sentimenti, impulsi e pensieri inaccettabili e riescono in questo modo a controllare l'emozione. Non è facile interagire con chi utilizza la negazione poiché queste persone tendono a interpretare e a giustificare in modo apparentemente razionale i comportamenti propri e altrui; è tuttavia possibile dar loro un sostegno attraverso la condivisione delle proprie esperienze, arricchite dagli aspetti emotivi tanto temuti da chi usa la negazione in modo massiccio. L'inesorabilità del decorso di una malattia e la consapevolezza dell'impossibilità di un intervento adeguato possono deprimere il medico e indurlo a distorsioni sia di pensiero che di giudizio. Anziché affrontare la propria condizione emotiva cercando un sostegno nei familiari e negli amici, è frequente che, per combattere la percezione della propria inefficacia, il medico reagisca lavorando di più e in modo più diligente. una condizione che può essere presente sia nel medico che nel paziente; essa può essere realistica, come nel caso della paura di contrarre un'infezione, fare una diagnosi errata, danneggiare involontariamente il paziente, o anche di essere oggetto di una denuncia. Nella pratica clinica, il medico può utilizzare diversi accorgimenti per tutelarsi, ma esprimere le proprie paure e preoccupazioni può non essere facile per chi è stato formato con il preciso obiettivo di essere in grado di controllare le patologie e di risolvere i problemi legati a esse.

Tra le reazioni delmedico alla malattia e al paziente possiamo riscontrare, la depressione consiste in: Non è facile interagire con chi utilizza la negazione poiché queste persone tendono a interpretare e a giustificare in modo apparentemente razionale i comportamenti propri e altrui; è tuttavia possibile dar loro un sostegno attraverso la condivisione delle proprie esperienze, arricchite dagli aspetti emotivi tanto temuti da chi usa la negazione in modo massiccio. Per evitare di affrontare i conflitti emotivi interni, alcuni medici utilizzano il meccanismo della proiezione, attribuendo ad altri i propri sentimenti, impulsi e pensieri inaccettabili e riescono in questo modo a controllare l'emozione. una condizione che può essere presente sia nel medico che nel paziente; essa può essere realistica, come nel caso della paura di contrarre un'infezione, fare una diagnosi errata, danneggiare involontariamente il paziente, o anche di essere oggetto di una denuncia. Nella pratica clinica, il medico può utilizzare diversi accorgimenti per tutelarsi, ma esprimere le proprie paure e preoccupazioni può non essere facile per chi è stato formato con il preciso obiettivo di essere in grado di controllare le patologie e di risolvere i problemi legati a esse. L'inesorabilità del decorso di una malattia e la consapevolezza dell'impossibilità di un intervento adeguato possono deprimere il medico e indurlo a distorsioni sia di pensiero che di giudizio. Anziché affrontare la propria condizione emotiva cercando un sostegno nei familiari e negli amici, è frequente che, per combattere la percezione della propria inefficacia, il medico reagisca lavorando di più e in modo più diligente.

Il paziente che «sa tutto». Può essere frustrante per il personale sanitario perché sembra che non voglia mai seguire le terapie prescritte, sebbene continui a lamentarsi dei sintomi che lo hanno indotto al consulto. Tende ad avere conoscenze approfondite su alcuni argomenti medici e pretende di saperne altrettanto o più del medico stesso. Ama portare con sé articoli di riviste divulgative o trovati su Internet inerenti a tematiche mediche per «permettere al medico o all'infermiere di acquisire una competenza comparabile alla sua». È problematico in quanto i sintomi che lamenta sono reali, ma difficilmente diagnosticabili, nonostante il paziente sia sottoposto a svariati approfondimenti diagnostici. È indubitabilmente un paziente difficile, che al tempo stesso può essere molto richiedente. I casi estremi sono rappresentati dagli ipocondriaci che si precipitano al pronto soccorso ogni volta che provano un minimo dolore, convinti che si tratti di un sintomo di una grave malattia.

Il paziente terminale con dolore cronico. Può essere frustrante per il personale sanitario perché sembra che non voglia mai seguire le terapie prescritte, sebbene continui a lamentarsi dei sintomi che lo hanno indotto al consulto. È indubitabilmente un paziente difficile, che al tempo stesso può essere molto richiedente. I casi estremi sono rappresentati dagli ipocondriaci che si precipitano al pronto soccorso ogni volta che provano un minimo dolore, convinti che si tratti di un sintomo di una grave malattia. È tra i pazienti più difficili perché vi sono dei confini molto labili nello spettro tra bisogno, abuso e pericolo. È necessario che il medico sia consapevole che ci possono essere dei rischi sia per il medico che per il paziente stesso. Tende ad avere conoscenze approfondite su alcuni argomenti medici e pretende di saperne altrettanto o più del medico stesso. Ama portare con sé articoli di riviste divulgative o trovati su Internet inerenti a tematiche mediche per «permettere al medico o all'infermiere di acquisire una competenza comparabile alla sua».

Il paziente depresso. Interagire con questa tipologia di pazienti è molto faticoso poiché essi continuano a ripetere le stesse domande e le stesse storie e a volte possono essere difficili da trattare se diventano agitati, evenienza frequente quando hanno paura o sono convinti di aver perso il controllo della situazione. È problematico in quanto i sintomi che lamenta sono reali, ma difficilmente diagnosticabili, nonostante il paziente sia sottoposto a svariati approfondimenti diagnostici. Alcuni soggetti sanno di essere un paziente............ e lo comunicano direttamente, mentre altri si presentano con una varietà di sintomi, tra cui affaticamento, mancanza di energia, insonnia durante la notte e stanchezza durante il giorno, mancanza di interesse e anedonia. È tra i pazienti più difficili perché vi sono dei confini molto labili nello spettro tra bisogno, abuso e pericolo. È necessario che il medico sia consapevole che ci possono essere dei rischi sia per il medico che per il paziente stesso.

Il paziente che non aderisce al trattamento. Può essere frustrante per il personale sanitario perché sembra che non voglia mai seguire le terapie prescritte, sebbene continui a lamentarsi dei sintomi che lo hanno indotto al consulto. Alcuni soggetti sanno di essere un paziente............ e lo comunicano direttamente, mentre altri si presentano con una varietà di sintomi, tra cui affaticamento, mancanza di energia, insonnia durante la notte e stanchezza durante il giorno, mancanza di interesse e anedonia. È indubitabilmente un paziente difficile, che al tempo stesso può essere molto richiedente. I casi estremi sono rappresentati dagli ipocondriaci che si precipitano al pronto soccorso ogni volta che provano un minimo dolore, convinti che si tratti di un sintomo di una grave malattia. È problematico in quanto i sintomi che lamenta sono reali, ma difficilmente diagnosticabili, nonostante il paziente sia sottoposto a svariati approfondimenti diagnostici.

Tra le reazioni delmedico alla malattia e al paziente possiamo riscontrare, la proiezione consiste in: Non è facile interagire con chi utilizza la negazione poiché queste persone tendono a interpretare e a giustificare in modo apparentemente razionale i comportamenti propri e altrui; è tuttavia possibile dar loro un sostegno attraverso la condivisione delle proprie esperienze, arricchite dagli aspetti emotivi tanto temuti da chi usa la negazione in modo massiccio. una condizione che può essere presente sia nel medico che nel paziente; essa può essere realistica, come nel caso della paura di contrarre un'infezione, fare una diagnosi errata, danneggiare involontariamente il paziente, o anche di essere oggetto di una denuncia. Nella pratica clinica, il medico può utilizzare diversi accorgimenti per tutelarsi, ma esprimere le proprie paure e preoccupazioni può non essere facile per chi è stato formato con il preciso obiettivo di essere in grado di controllare le patologie e di risolvere i problemi legati a esse. Per evitare di affrontare i conflitti emotivi interni, alcuni medici utilizzano il meccanismo della proiezione, attribuendo ad altri i propri sentimenti, impulsi e pensieri inaccettabili e riescono in questo modo a controllare l'emozione. L'inesorabilità del decorso di una malattia e la consapevolezza dell'impossibilità di un intervento adeguato possono deprimere il medico e indurlo a distorsioni sia di pensiero che di giudizio. Anziché affrontare la propria condizione emotiva cercando un sostegno nei familiari e negli amici, è frequente che, per combattere la percezione della propria inefficacia, il medico reagisca lavorando di più e in modo più diligente.

Il paziente che richiede farmaci. Può essere irascibile, manipolatorio e richiedente. A volte è difficile da individuare, ma i segnali identificativi della tipologia riguardano, ad esempio, un continuo bisogno di dosi sempre più elevate di oppiacei quando i sintomi dichiarati sono sproporzionati rispetto agli indici fisiologici. Tende ad avere conoscenze approfondite su alcuni argomenti medici e pretende di saperne altrettanto o più del medico stesso. Ama portare con sé articoli di riviste divulgative o trovati su Internet inerenti a tematiche mediche per «permettere al medico o all'infermiere di acquisire una competenza comparabile alla sua». Può essere frustrante per il personale sanitario perché sembra che non voglia mai seguire le terapie prescritte, sebbene continui a lamentarsi dei sintomi che lo hanno indotto al consulto. Desidera avere il controllo costante della situazione, esprime chiaramente quello che vuole e non esita a porsi in contrapposizione con il medico o l'infermiere se non è d'accordo con lui.

Il paziente coraggioso. Desidera avere il controllo costante della situazione, esprime chiaramente quello che vuole e non esita a porsi in contrapposizione con il medico o l'infermiere se non è d'accordo con lui. Tende ad avere conoscenze approfondite su alcuni argomenti medici e pretende di saperne altrettanto o più del medico stesso. Ama portare con sé articoli di riviste divulgative o trovati su Internet inerenti a tematiche mediche per «permettere al medico o all'infermiere di acquisire una competenza comparabile alla sua». Manifesta grandi capacità di comprensione, forza e accettazione di fronte alle avversità e per questo è fonte di ammirazione da parte degli operatori, che hanno maggiore facilità a dimostrarsi collaboranti e disponibili. Può essere irascibile, manipolatorio e richiedente. A volte è difficile da individuare, ma i segnali identificativi della tipologia riguardano, ad esempio, un continuo bisogno di dosi sempre più elevate di oppiacei quando i sintomi dichiarati sono sproporzionati rispetto agli indici fisiologic.

Il paziente piacevole. Desidera avere il controllo costante della situazione, esprime chiaramente quello che vuole e non esita a porsi in contrapposizione con il medico o l'infermiere se non è d'accordo con lui. È quello con cui tutti gli operatori sanitari vorrebbero avere a che fare. È rispettoso, riconoscente, aderisce alle indicazioni, riconosce la competenza dei professionisti a cui si affida. È necessario però evitare di creare un attaccamento eccessivo. Manifesta grandi capacità di comprensione, forza e accettazione di fronte alle avversità e per questo è fonte di ammirazione da parte degli operatori, che hanno maggiore facilità a dimostrarsi collaboranti e disponibili. Può essere irascibile, manipolatorio e richiedente. A volte è difficile da individuare, ma i segnali identificativi della tipologia riguardano, ad esempio, un continuo bisogno di dosi sempre più elevate di oppiacei quando i sintomi dichiarati sono sproporzionati rispetto agli indici fisiologici.

Il paziente irascibile. è un paziente che non segue le indicazioni terapeutiche e tende a sfidare apertamente il personale medico e infermieristico, sostenendo la validità superiore della propria esperienza persoanle. è un paziente che cerca costanti attenzioni e insiste perché il medico effettui tutta una serie di azioni e di procedure che possono essere non necessarie o che potrebbero essere fatte dal paziente stesso. è un paziente che suscita nel medico una risposta istintiva altrettanto aggressiva, che rende la situazione ancor più difficile sia per il paziente che per il medico o l'infermiere. è un paziente che sa come ottenere quello che desidera, indipendentemente dal fatto che sia o no vantaggioso per lui.

Il paziente manipolativo: è un paziente che suscita nel medico una risposta istintiva altrettanto aggressiva, che rende la situazione ancor più difficile sia per il paziente che per il medico o l'infermiere. è un paziente che sa come ottenere quello che desidera, indipendentemente dal fatto che sia o no vantaggioso per lui. è un paziente che cerca costanti attenzioni e insiste perché il medico effettui tutta una serie di azioni e di procedure che possono essere non necessarie o che potrebbero essere fatte dal paziente stesso. è un paziente che non segue le indicazioni terapeutiche e tende a sfidare apertamente il personale medico e infermieristico, sostenendo la validità superiore della propria esperienza persoanle.

Tra le reazioni delmedico alla malattia e al paziente possiamo riscontrare, la negazione consiste in. Per evitare di affrontare i conflitti emotivi interni, alcuni medici utilizzano il meccanismo della proiezione, attribuendo ad altri i propri sentimenti, impulsi e pensieri inaccettabili e riescono in questo modo a controllare l'emozione. L'inesorabilità del decorso di una malattia e la consapevolezza dell'impossibilità di un intervento adeguato possono deprimere il medico e indurlo a distorsioni sia di pensiero che di giudizio. Anziché affrontare la propria condizione emotiva cercando un sostegno nei familiari e negli amici, è frequente che, per combattere la percezione della propria inefficacia, il medico reagisca lavorando di più e in modo più diligente. una condizione che può essere presente sia nel medico che nel paziente; essa può essere realistica, come nel caso della paura di contrarre un'infezione, fare una diagnosi errata, danneggiare involontariamente il paziente, o anche di essere oggetto di una denuncia. Nella pratica clinica, il medico può utilizzare diversi accorgimenti per tutelarsi, ma esprimere le proprie paure e preoccupazioni può non essere facile per chi è stato formato con il preciso obiettivo di essere in grado di controllare le patologie e di risolvere i problemi legati a esse. Non è facile interagire con chi utilizza la negazione poiché queste persone tendono a interpretare e a giustificare in modo apparentemente razionale i comportamenti propri e altrui; è tuttavia possibile dar loro un sostegno attraverso la condivisione delle proprie esperienze, arricchite dagli aspetti emotivi tanto temuti da chi usa la negazione in modo massiccio.

Il paziente confuso o demente. Interagire con questa tipologia di pazienti è molto faticoso poiché essi continuano a ripetere le stesse domande e le stesse storie e a volte possono essere difficili da trattare se diventano agitati, evenienza frequente quando hanno paura o sono convinti di aver perso il controllo della situazione. È tra i pazienti più difficili perché vi sono dei confini molto labili nello spettro tra bisogno, abuso e pericolo. È necessario che il medico sia consapevole che ci possono essere dei rischi sia per il medico che per il paziente stesso. Può essere irascibile, manipolatorio e richiedente. A volte è difficile da individuare, ma i segnali identificativi della tipologia riguardano, ad esempio, un continuo bisogno di dosi sempre più elevate di oppiacei quando i sintomi dichiarati sono sproporzionati rispetto agli indici fisiologici. Può essere frustrante per il personale sanitario perché sembra che non voglia mai seguire le terapie prescritte, sebbene continui a lamentarsi dei sintomi che lo hanno indotto al consulto.

Il paziente oppositivo: è un paziente che cerca costanti attensioni e insiste perché il medico effettui tutta una serie di azioni e di procedure che possono essere non necessarie o che potrebbero essere fatte dal paziente stesso. è un paziente che suscita nel medico una risposta istintiva altrettanto aggressiva, che rende la situazione ancor più difficile sia per il paziente che per il medico o l'infermiere. è un paziente che non segue le indicazioni terapeutiche e tende a sfidare apertamente il personale medico e infermieristico, sostenendo la validità superiore della propria esperienza persoanle. è un paziente che sa come ottenere quello che desidera, indipendentemente dal fatto che sia o no vantaggioso per lui.

Quale, tra le seguenti alternative, NON è una reazione del medico alla malattia e al paziente. L'introiezione. La negazione. L'ansia. La depressione.

Tra le tecniche che facilitano la conduzione del colloquio, la tecnica che consiste nel "chiarire" consiste in: Quando si vuole avere conferma di quanto ha detto il paziente, utilizzando ad esempio la parafrasi («Intende dire che non ha preso le pastiglie perché...»). Riporta il paziente al discorso iniziale, evitando che divaghi. Si suggerisce al paziente una possibile risposta. Se il paziente tende a proporre un evento recente e unico che non permette di comprendere se rientra in un quadro sintomatologico più ampio.

Tra le tecniche che facilitano la conduzione del colloquio, la tecnica che consiste nel "porre domande guida" consiste in. Si invita il paziente stesso a riflettere sulla sua condizione a partire da problematiche che lui stesso ha introdotto oppure da espressioni o comportamenti che ha assunto (ad esempio «Mi è sembrato turbato quando ha parlato di suo figlio»). Se il paziente tende a proporre un evento recente e unico che non permette di comprendere se rientra in un quadro sintomatologico più ampio. Se il paziente non è chiaro nel descrivere la sua storia patologica, il medico suggerisce una serie di sintomi possibili per vedere se il paziente li ha o non li ha avuti. Si suggerisce al paziente una possibile risposta.

Tra le tecniche che facilitano la conduzione del colloquio, la tecnica che consiste nel "rispecchiare" consiste in: Se il paziente risponde in modo vago, confuso o a monosillabi, l'intervistatore deve rivolgere delle domande chiuse per ottenere un racconto più esauriente. Si invita il paziente stesso a riflettere sulla sua condizione a partire da problematiche che lui stesso ha introdotto oppure da espressioni o comportamenti che ha assunto (ad esempio «Mi è sembrato turbato quando ha parlato di suo figlio»). Se il paziente tende a proporre un evento recente e unico che non permette di comprendere se rientra in un quadro sintomatologico più ampio. Se il paziente non è chiaro nel descrivere la sua storia patologica, il medico suggerisce una serie di sintomi possibili per vedere se il paziente li ha o non li ha avuti.

Tra le tecniche che facilitano la conduzione del colloquio, la tecnica che consiste nel "generalizzare" consiste in: Se il paziente risponde in modo vago, confuso o a monosillabi, l'intervistatore deve rivolgere delle domande chiuse per ottenere un racconto più esauriente. Si suggerisce al paziente una possibile risposta. Se il paziente non è chiaro nel descrivere la sua storia patologica, il medico suggerisce una serie di sintomi possibili per vedere se il paziente li ha o non li ha avuti. Se il paziente tende a proporre un evento recente e unico che non permette di comprendere se rientra in un quadro sintomatologico più ampio.

Tra le tecniche che facilitano la conduzione del colloquio, la tecnica che consiste nel "verificare i sintomi" consiste in: Se il paziente risponde in modo vago, confuso o a monosillabi, l'intervistatore deve rivolgere delle domande chiuse per ottenere un racconto più esauriente. Se il paziente non è chiaro nel descrivere la sua storia patologica, il medico suggerisce una serie di sintomi possibili per vedere se il paziente li ha o non li ha avuti. Se il paziente tende a proporre un evento recente e unico che non permette di comprendere se rientra in un quadro sintomatologico più ampio. Se il paziente risponde in modo vago, confuso o a monosillabi, l'intervistatore deve rivolgere delle domande chiuse per ottenere un racconto più esauriente.

Tra le tecniche che facilitano la conduzione del colloquio, la tecnica che consiste nello "specificare" consiste in: Se il paziente tende a proporre un evento recente e unico che non permette di comprendere se rientra in un quadro sintomatologico più ampio. Se il paziente risponde in modo vago, confuso o a monosillabi, l'intervistatore deve rivolgere delle domande chiuse per ottenere un racconto più esauriente. Se il paziente non è chiaro nel descrivere la sua storia patologica, il medico suggerisce una serie di sintomi possibili per vedere se il paziente li ha o non li ha avuti. Si suggerisce al paziente una possibile risposta.

La sindrome di burnout: un elevato livello di stress porta sicuramente a burnout. è determinata anche da un basso livello iniziale di motivazione dell'operatore. ha gli stessi antecedenti e conseguenti dello stress. è caratterizzata da una relazione negativa con l'utenza.

Nel burnout, la ridotta realizzazione personale consiste in: un senso pervasivo di inadeguatezza professionale, che porta a un crollo dell'autostima. un sovraccarico emozionale che porta la persona a sentirsi svuotata e non più in grado di aiutare gli altri. considerare gli utenti in un modo cinico e distaccato che impedisce all'operatore di rivolgere un'adeguata attenzione ai loro bisogni. investimento negativo sull'utente, investimento caratterizzato da insensibilità e indifferenza.

Secondo il modello di Golembiesky e Munzenrider le tre fasi del burnout sono: 1. Depersonalizzazione, 2. Scarsa realizzazione personale, 3. Esaurimento emotivo. 1. Scarsa realizzazione personale, 2. Depersonalizzazione, 3. Esaurimento emotivo. Nessuna delle precedenti risposte è corretta. 1. Esaurimento emotivo, 2. Depersonalizzazione, 3. Scarsa realizzazione personale.

Nel burnout, l'esaurimento emotivo consiste in: un sovraccarico emozionale che porta la persona a sentirsi svuotata e non più in grado di aiutare gli altri. considerare gli utenti in un modo cinico e distaccato che impedisce all'operatore di rivolgere un'adeguata attenzione ai loro bisogni. un senso pervasivo di inadeguatezza professionale, che porta a un crollo dell'autostima. investimento negativo sull'utente, investimento caratterizzato da insensibilità e indifferenza.

Nel burnout, la depersonalizzazione consiste in: un sovraccarico emozionale che porta la persona a sentirsi svuotata e non più in grado di aiutare gli altri. un senso pervasivo di inadeguatezza professionale, che porta a un crollo dell'autostima. considerare gli utenti in un modo cinico e distaccato che impedisce all'operatore di rivolgere un'adeguata attenzione ai loro bisogni. la percezione che le richieste provenienti dall'ambiente lavorativo siano eccessive rispetto alle risorse che si hanno a disposizione per affrontarle.

Il modello dello squilibrio sforzo/ricompensa inerente il benessere lavorativo: si fonda sulla relazione tra sforzi e ricompense. Tutte le risposte sono corrette. Postula che il datore di lavoro esige dai dipendenti sforzi e impegni, che possono essere intrinseci o intrinseci, e allo stesso tempo elargisce ricompense (denaro, stima, opportunità di sicurezza e carriera). ha origine nell'ambito della sociologia medica.

Tra i fattori di rischio del burnout troviamo: avere bassi livelli di stabilità emotiva. appartenere al genere maschile. avere elevati livelli di hardiness. avere elevati livelli di ottimismo.

Rispetto alla soddisfazione lavorativa in ambito sanitario quale affermazione è vera: occuparsi del paziente è associato alla soddisfazione lavorativa solo per gli infermieri. occuparsi del paziente è associato alla soddisfazione lavorativa solo per i medici di medicina generale. la relazione con il paziente non ha alcuna influenza sul grado di soddisfazione lavorativa degli operatori sanitari. tra i fattori più rilevanti e più frequentemente riconosciuti dagli operatori sanitari si situa la relazione con il paziente.

Al modello richieste/controllo è stato poi aggiunta la variabile: investimento emotivo. sostegno sociale. fatica fisica. sforzo cognitivo.

Il modello richieste/controllo inerente il benessere lavorativo è stato descritto da: Bakker e Demerouti (2007). Maslache Goldberg (1998). Karasek (1979). Siegrist e collaboratori.

Il modello richieste/controllo inerente il benessere lavorativo: Tutte le risposte sono errate. Postula che il datore di lavoro esige dai dipendenti sforzi e impegni, che possono essere intrinseci o intrinseci, e allo stesso tempo elargisce ricompense (denaro, stima, opportunità di sicurezza e carriera). consente di identificare differenti tipi di impiego in fuzione di due aspetti cruciali: le richieste lavorative e il grado di controllo riportato dal lavoratore. ha origine nell'ambito della sociologia medica.

Rispetto alla soddisfazione lavorativa in ambito sanitario quale affermazione è vera: tra i fattori situazionali, ad incidere sul grado di soddisfazione lavorativa vi sono le caratteristiche del lavoro, come le ore di lavoro e il reddito. le ore di lavoro e il reddito non incidono sul grado di soddisfazione lavorativa. solo il reddito incide sul grado di soddisfazione lavorativa. solo le ore di lavoro incidono sul grado di soddisfazione lavorativa.

Rispetto alla soddisfazione lavorativa in ambito sanitario quale affermazione è vera: Tutte le risposte sono corrette. tra le caratteristiche di personalità, la soddisfazione è connessa a ottimismo e resilienza. tra le caratteristiche di personalità, la soddisfazione è connessa a controllo e autoefficacia. tra le caratteristiche di personalità, la soddisfazione è connessa a creatività e senso di coerenza.

Rispetto alla soddisfazione lavorativa in ambito sanitario quale affermazione è vera: tra gli infermieri è stata registrata una relazione positiva tra ore di lavoro e soddisfazione. nessuna delle risposte è corretta. tra gli infermieri è stata registrata una relazione negativa tra ore di lavoro e soddisfazione. tra gli infermieri è stata registrata una relazione positiva tra alto reddito e insoddisfazione.

Rispetto alla soddisfazione lavorativa in ambito sanitario quale affermazione è vera: coloro che hanno una buona preparazione professionale riescono meglio a far fronte alle richeiste dei pazienti. tra le caratteristiche sociodemografiche legate alla soddisfazione lavorativa l'istruzione non ha alcuna influenza. tutte le risposte sono corrette. i programmi di educazione continua incidono negativamente sulla soddisfazione lavorativa.

Il burnout comporta importanti conseguenze per gli operatori, la struttura presso cui lavorano e gli utenti con cui interagiscono. Quale affermazione è vera rispetto alle possibili implicazioni del burnout: Tutte le risposte sono corrette. è associato a ritardi, assenteismo e elevato turnover. il burnout favorisce l'insorgenza di patologie cardiache, disturbi psicosomatici e depressivi; può anche indebolire le difese immunitarie. L'operatore con burnout ha maggiori intenzioni di abbandonare il lavoro, è meno produttivo, è esposto a errori e disattenzion.

Il burnout comporta importanti conseguenze per gli operatori, la struttura presso cui lavorano e gli utenti con cui interagiscono. Quale affermazione è FALSA rispetto alle possibili implicazioni del burnout: è associato a ritardi, assenteismo e elevato turnover. il burnout favorisce l'insorgenza di patologie cardiache e può anche indebolire le difese immunitarie. L'operatore con burnout ha maggiori intenzioni di abbandonare il lavoro, è meno produttivo, è esposto a errori e disattenzioni. il burnout ha effetti solo nell'ambito lavorativo, e non nella vita familiare degli operatori.

Il burder è composto da: carico fisico e mentale. distress e residuo morale. esaurimento emotivo, depersonalizzazione, realizzazione professionale. carico oggettivo, evolutivo, fisico, sociale, emotivo.

A proposito di comportamento umano tra biologia e cultura, quale affermazione NON è corretta: è stata rilevata una relazione di causalità circolare e di reciproca influenza tra ambiente (naturale e culturale) e individuo. nelle ricerche, è molto difficile analizzare separatamente le componeneti biologiche, ecnomiche e culturali del comportamento. ogni comunità umana è molto più influenzata dall'eredità culturale che da quella biologica. l'evoluzione avviene unicamente per variazione nell'espressione genitica e nella struttura cellulare, e non è influenzata dalle pressioni ambientali.

La stessa condizione fisica può avere implicazioni sostanzialmente diverse a seconda del contesto sociale in cui vive l'individuo che ne è portatore. Questa affermazione è in linea con quale modello?. Il modello dinamico della salut. Il modello biopsicosociale. Il modello interdisciplinare della salute. Il modello paternalistico.

per prevedere il comportamento di un essere vivente dotato di cultura è necessario conoscere il suo genotipo, l'ambiente culturale in cui vive e il suo culturotipo. Con il termine cultorotipo si intende: Tutte le affermazioni sono corrette. Uno stato mentale collettivo che porta a eseguire un'azione specifica a favore del gruppo. Il messaggio culturale che l'individuo ha ereditato dai suoi conspecifici. Gli elementi culturali nuovi del singolo individuo che andranno ad aggiungersi al messaggio culturale ereditato dai suoi conspecifici e trasmesso ai posteri.

Alcune forme di competizione tra biologia e cultura riguardano direttamente l'ambito sanitario: è possibile che consuetudini culturali consolidate abbiano conseguenze negative sulla salute degli individui. Ne è un esempio: La pratica della mutilazione dei genitali femminile. Entrambe le affermazioni sono sbagliate. Entrambe le affermazioni sono corrette. La tendenza a favorire la sopravvivenza delle figlie femmine rispetto ai figli maschi.

Qual affermazione definisce il processo di "Inculturazione": Appartenenza o partecipazione a diverse cultur. La compresenza di elementi o di individui appartenenti a culture diverse. Processo mediante il quale un popolo o un gruppo etnico assume, in seguito a migrazione, conquista o contatti indiretti, la cultura di un altro popolo o di un altro gruppo o parte sostanziale di essa. Processo attraverso cui il bambino assorbe istruzioni comportamentali dal contesto familiare e sociale.

A proposito di salute e malattia, particolarmente utile per la comprensione delle differenze culturali è: il costrutto di coping. il costrutto di resilienza. il costrutto bipolare individualismo/collettivismo. il costrutto di coerenza della malattia.

L'impatto psicologico positivo dei programmi CBR sulla qualità della vita di giovani disabili è stato ad esempio valutato in uno studio in: Congo. Cina. Nepal. Perù.

La tolleranza tropicale è: la tendenza a far coesistere servizi sanitari moderni e forme di intervento tradizionali. un processo dinamico costituito da diverse fasi in cui le due culture cercano l'assestamento. la capacità di adattamento al clima tropicale, contraendo meno malattie tropicali. una popolazione perde la propria identità per essere assimilata alla cultura dominante.

La tolleranza tropicale. tutte le affermazioni sono errate. una popolazione perde la propria identità per essere assimilata alla cultura dominante. un processo dinamico costituito da diverse fasi in cui le due culture cercano l'assestamento. la capacità di adattamento al clima tropicale, contraendo meno malattie tropicali.

I centri CBR (Community Based Rehabilitation): forniscono servizi di riabilitazione di base, programmi di educazione e formazione, opportunità di lavoro retribuito. Tutte le risposte sono corrette. mirano a coinvolgere direttamente i pazienti, i loro familiari e i membri della comunità, diffondendo un atteggiamento positivo nei confronti delle persone con disabilità per assicurare loro pari opportunità nella loro comunità. finalizzati a coinvolgere i membri della comunità nel percorso di autonomia e integrazione sociale delle persone con disabilità e malattie croniche.

I centri CBR sono: nessuna delle risposte è corretta. Community Based Rehabilitation. Center of Basic Rehabilitation. Community of Boundaries Restitution.

La medicina occidentale è basata sul modello: biomedico e sull'approccio problem-centred. sul modello biopsicosociale. sull'approccio culture-centred. sul modello psicodinamico.

Quale, tra le seguenti, NON è una modalità attraverso la quale può avvenire l'acculturazione: l'emarginazione. l'estroversione. l'assimilazione. l'integrazione.

Il/lo.................................. implica un fallimento nel processo di adattamento psicologica, e si manifesta con disturbi dell'umore e sintomi depressivi. È influenzato in parte dalla personalità e dalla disponibilità di supporto sociale. Culture shock. Eustress da integrazione. Stress da acculturazione. Distress da assimilazione.

Quale, tra le seguenti, è una modalità attraverso la quale può avvenire l'acculturazione: l'inculturazione. l'emarginazione. l'individuazione. l'innovazione.

. L'acculturazione può avvenire in diverse modalità. L'EMARGINAZIONE consiste in: la cultura minoritaria decide di non entrare in contatto con quella dominante. il gruppo acculturante non si separa intenzionalmente, ma viene emarginato dalla società dominante, sia dal punto di vista del lavoro che delle condizioni di vita. una popolazione perde la propria identità per essere assimilata alla cultura dominante, perdendo il proprio patrimonio culturale. Con la globalizzazione, aumentano le nazioni, ma diminuiscono le culture. le due culture riescono a convivere facendo entrare in comunicazione i rispettivi valori. Gli individui di una società mantengono i propri valori riuscendo a fare propri anche quelli dell'altra, sviluppando un'identità di doppia appartenenza (biculturale).

L'acculturazione può avvenire in diverse modalità. L'INTEGRAZIONE consiste in: le due culture riescono a convivere facendo entrare in comunicazione i rispettivi valori. Gli individui di una società mantengono i propri valori riuscendo a fare propri anche quelli dell'altra, sviluppando un'identità di doppia appartenenza (biculturale). la cultura minoritaria decide di non entrare in contatto con quella dominante. il gruppo acculturante non si separa intenzionalmente, ma viene emarginato dalla società dominante, sia dal punto di vista del lavoro che delle condizioni di vita. una popolazione perde la propria identità per essere assimilata alla cultura dominante, perdendo il proprio patrimonio culturale. Con la globalizzazione, aumentano le nazioni, ma diminuiscono le culture.

L'acculturazione può avvenire in diverse modalità. L'EMARGINAZIONE consiste in: la cultura minoritaria decide di non entrare in contatto con quella dominante. una popolazione perde la propria identità per essere assimilata alla cultura dominante, perdendo il proprio patrimonio culturale. Con la globalizzazione, aumentano le nazioni, ma diminuiscono le culture. le due culture riescono a convivere facendo entrare in comunicazione i rispettivi valori. Gli individui di una società mantengono i propri valori riuscendo a fare propri anche quelli dell'altra, sviluppando un'identità di doppia appartenenza (biculturale). tutte le affermazioni sono errate.

L'acculturazione può avvenire in diverse modalità. L'ASSIMILAZIONE consiste in: il gruppo acculturante non si separa intenzionalmente, ma viene emarginato dalla società dominante, sia dal punto di vista del lavoro che delle condizioni di vita. tutte le affermazioni sono errate. la cultura minoritaria decide di non entrare in contatto con quella dominante. le due culture riescono a convivere facendo entrare in comunicazione i rispettivi valori. Gli individui di una società mantengono i propri valori riuscendo a fare propri anche quelli dell'altra, sviluppando un'identità di doppia appartenenza (biculturale).

L'acculturazione può avvenire in diverse modalità. L'ASSIMILAZIONE consiste in: una popolazione perde la propria identità per essere assimilata alla cultura dominante, perdendo il proprio patrimonio culturale. Con la globalizzazione, aumentano le nazioni, ma diminuiscono le culture. le due culture riescono a convivere facendo entrare in comunicazione i rispettivi valori. Gli individui di una società mantengono i propri valori riuscendo a fare propri anche quelli dell'altra, sviluppando un'identità di doppia appartenenza (biculturale). la cultura minoritaria decide di non entrare in contatto con quella dominante. il gruppo acculturante non si separa intenzionalmente, ma viene emarginato dalla società dominante, sia dal punto di vista del lavoro che delle condizioni di vita.

L'acculturazione può avvenire in diverse modalità. La SEPARAZIONE consiste in: le due culture riescono a convivere facendo entrare in comunicazione i rispettivi valori. Gli individui di una società mantengono i propri valori riuscendo a fare propri anche quelli dell'altra, sviluppando un'identità di doppia appartenenza (biculturale). il gruppo acculturante non si separa intenzionalmente, ma viene emarginato dalla società dominante, sia dal punto di vista del lavoro che delle condizioni di vita. la cultura minoritaria decide di non entrare in contatto con quella dominante. una popolazione perde la propria identità per essere assimilata alla cultura dominante, perdendo il proprio patrimonio culturale. Con la globalizzazione, aumentano le nazioni, ma diminuiscono le culture.

L'acculturazione: c'è sempre una cultura di minoranza e una acculturante (dominante). è un processo statico costituito da diverse fasi in cui le due culture cercano l'assestamento. tutte le risposte sono corrette. comporta nell'individuo cambiamenti di identità, valori e atteggiamenti, mentre a livello collettivo comporta cambiamenti sociali, economici e politic.

L'acculturazione può avvenire in diverse modalità. La SEPARAZIONE consiste in: le due culture riescono a convivere facendo entrare in comunicazione i rispettivi valori. Gli individui di una società mantengono i propri valori riuscendo a fare propri anche quelli dell'altra, sviluppando un'identità di doppia appartenenza (biculturale). tutte le affermazioni sono errate. il gruppo acculturante non si separa intenzionalmente, ma viene emarginato dalla società dominante, sia dal punto di vista del lavoro che delle condizioni di vita. una popolazione perde la propria identità per essere assimilata alla cultura dominante, perdendo il proprio patrimonio culturale. Con la globalizzazione, aumentano le nazioni, ma diminuiscono le culture.

A proposito della salute degli immigrati, lo studio multicentrico che ha esaminato 2.225 pazienti stranieri è stato realizzato da: Tadmor e collaboratori (2009). Castro e collaboratori (2007). Scotto e collabotori (2005). Delle Fave e collaboratori (2004).

A proposito della salute degli immigrati: gli studi longitudinali dimostrano la minore mortalità connessa a patologie cardiovascolari e allo stile di vita, maggiore mobilizzazione di risorse psico-fisiche sul progetto migratorio e sugli obiettivi connessi ad esso, che permettono di tollerare meglio le situazioni di disagio. chi arriva in un paese straniero per trovare lavoro e per migliorare le condizioni di vita proprie e della famiglia, gode di un livello di salute adeguato all'obiettivo che si propone. Tutte le risposte sono corrette. gli studi longitudinali dimostrano la sostanziale buona salute degli immigrati.

Il modello biomedico. É maternalistico. Centrato sul paziente. É paternalistico. Centrato sul caregiver.

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