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critica testuale

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Titolo del test:
critica testuale

Descrizione:
test critica testuale della corte

Data di creazione: 2026/09/01

Categoria: Letteratura

Numero di domande: 103

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Contenuto:

Dalla seguente citazione: «Invece l'apparato _____ è completamente esplicito perché indica anche i testimoni della lezione accettata.» Quale delle seguenti parole manca ?. negativo. positivo. nessuna delle precedenti. integrativo.

Quale definizione data da Stussi descrive lo stemma codicum ?. ordine cronologico dei codici dal punto di vista dell`epoca del confezionamento. nessuna delle precedenti. schema dei rapporti genealogici decisivi per valutare le diverse testimonianza. rappresentazione dettagliata di come in concreto è avvenuta la trasmissione di un testo.

Dalla seguente citazione: «Nel cosiddetto apparato _____ sono indicati soltanto i testimoni portatori di lezioni divergenti rispetto alla lezione accettata nel testo critico; i portatori di quest'ultima sono, implicitamente, gli altri.» Quale delle seguenti parole manca?. allotrio. negativo. critico. positivo.

Lo studente inserisca le parole mancanti dalla seguente citazione: «Ricostruita con criteri meccanici e col iudicium la lezione dell'archetipo, non resta che correggerne gli errori per avere la lezione dell'______. Se pur succede che questo lavoro si inizi già durante la recentio, l'emendatio ne resta tuttavia ben distinta e si definisce, nell'ambito del metodo Lachmann, come correzione solo congetturale (ope ingenii)». originale. idiografo. esemplare. archetipo.

Quale tipo di edizione «riproduce il testo in maniera accurata e fedele al suo aspetto esteriore, per quanto lo consente l'uso di moderni caratteri a stampa?». scientifica. critica. commentata. diplomatica.

Lo studente scelga la parola o le parole mancanti dalla seguente citazione: «Si chiama ______ la copia non conservata, guastata da almeno un errore di tipo congiuntivo, alla quale risale tutta la tradizione; di solito lo si designa o con x o con ? e a partire da esso». originale. idiografo. esemplare. archetipo.

A quando risalgono i graffiti di Pompei che rivelano come le consonanti finali non vnivano pronunciate, e che la e atona davanti ad a passa a i, palatalizzando la l precedente ?. III sec.a.c. 1300 d.c. I sec.a.c. 1300.a.c.

A quando risalgono i placiti campani?. 1260-63. nessuna delle precedenti. 560-63. 960-63.

Dove compaiono segnalati fenomeni generali come la caduta della vocale atona negli sdruccioli (speculum non speclum, calida non calda) ?. giuramento di strasburgo. nessuna delle precedenti. Appendix Probi. Placito cassinese.

Un parlante dell`Italia centromeridionale spesso pronuncia non insegnare, consiglio ma, in quella particolare posizione dopo n, inzegnare, consiglio, cioè, foneticamente, ints- e conts- con: epentesi dell'elemento occlusivo. raddoppiamento fonosintattico. gorgia. nessuna delle precedenti.

Che cosa studia, nel libro manoscritto, la paleografia?. nessuna delle precedenti. La confezione, la struttura, la rilegatura. la scrittura. la committenza.

L`alternanza fra tratteggio tondeggiante e tratteggio spigoloso nella libraria fu possibile grazie a: adozione della carta. adozione della pergamena. nessuna delle precedenti. taglio obliquo della penna.

Quale dei seguenti segni dell`alfabeto fonetico rappresenta l`affricata dentale (più precisamente alveolare, perché la lingua tocca gli alveoli dei denti) sonora di zebra: t. d?. ts. nessuna delle precedenti.

In quale delle seguenti parole compare l`affricata prepalatale (t?) ?. nessuna delle precedenti. calco. cento. svelto.

Sono consonanti orali continue sonore: Sibilante v, sibilante palatale g, fricativa labiodentale ?. Sibilante s, sibilante palatale c, fricativa labiodentale f. Sibilante ?, sibilante palatale g, fricativa labiodentale v. labiale p, dentale t e velare c.

Sono consonanti orali continue sorde: Sibilante v, sibilante palatale g, fricativa labiodentale ?. labiale p, dentale t e velare c. Sibilante s, sibilante palatale c, fricativa labiodentale f. Sibilante ?, sibilante palatale g, fricativa labiodentale v.

Quale dei seguenti segni dell`alfabeto fonetico rappresenta l`affricata dentale (più precisamente alveolare, perché la lingua tocca gli alveoli dei denti) sorda di zucchero: t. d?. nessuna delle precedenti. ts.

In quali delle seguenti parole è presente la l lateralizzata (l`) ?. famiglia. lombo. bello. nessuna delle precedenti.

Di quale scrittura è tipica la sovrapposizione di curve contrapposte in due lettere successive (ad es. bontade) ?. bastarda. gotica testuale. nessuna delle precedenti. carolina.

Le consonanti occlusive (o esplosive) sorde secondo la simbologia dell`alfabeto fonetico sono: labiale p, dentale t e velare c. labiale d, dentale g e velare b. labiale b, dentale d e velare g. labiale c, dentale t e velare p.

Le consonanti occlusive (o esplosive) sonore secondo la simbologia dell'alfabeto fonetico sono: labiale d, dentale g e velare b. labiale p, dentale t e velare c. labiale b, dentale d e velare g. labiale c, dentale t e velare p.

Con quale segno dell`alfabeto fonetico si rappresenta la cosiddetta gorgia ?. G. K con punto soprascritto. K con punto sottoscritto. Nessuna delle precedenti.

Quelli che chiamiamo «dialetti». In quanto discendenti dal latino, possono chiamarsi «volgari» o «volgari romanzi». Mai. Sì. A volte. No.

Il lavoro del filologo interessa: soltanto la grafia e le norme tipografiche. soltanto l'interpretazione e il commento del testo. la mentalità dell'autore. anche la grafia e le norme tipografiche.

Il ruolo del filologo è quello di: mettere in rapporto il testo e il pubblico dei lettori. interpretare il testo prodotto dall'autore. mistificare il testo prodotto dall'autore. lavorare presso l'Università.

L'identikit del filologo moderno è quello di un: mediatore culturale. accademico. mistificatore. interprete e traduttore.

Il testo della Vita Nova di Dante: non è un esempio di testo nella storia. non è stato interessato da modifiche dalla sua composizione fino a noi. non è giunto fino a noi per negligenza dei filologi. ha attraversato sette secoli dalla sua composizione fino a noi.

Il testo può essere inteso: come un'edizione tascabile. come un prosimetro. come un'entità potenziale che assume forme concrete nella storia. come un'entità fisica.

Ogni forma-libro del testo nella storia porta con sé: le norme grafiche originali. nessuna traccia. la firma dell'autore. tracce dei lettori, copisti, tipografi e degli attori individuali che lo hanno riprodotto.

Si definisce copia di un testo scritto: l'oggetto ottenuto dalla sua riproduzione indifferentemente manoscritta o a stampa. la forma tipografica. l'oggetto ottenuto dalla sua riproduzione manoscritta. l'oggetto ottenuto dalla sua riproduzione solo a mezzo stampa.

Nella riproduzione a stampa: la copia è il testo di partenza. l'esemplare è il testo di partenza. copia ed esemplare corrispondono ad apografo e antigrafo. copia ed esemplare sono sinonimi.

L'esemplare nella riproduzione manoscritta: è analogo all'esemplare della riproduzione a stampa. coincide con l'apografo. coincide con l'antigrafo. non è il testo da cui si ottiene una copia.

Si definiscono rispettivamente apografo e antigrafo: L'esemplare e la copia. Due riproduzioni dello stesso testo. La copia (antigrafo) ottenuta dal testo di partenza (apografo). La copia (apografo) ottenuta dal testo di partenza (antigrafo).

La pericope: non deve essere copiata. è un segmento di testo nell'ambito della riproduzione manoscritta. è un segmento di testo nell'ambito della riproduzione a stampa. non deve essere memorizzata.

Il lettore-copista: attua una lettura lineare. verifica velocemente maiuscole e minuscole. attua una lettura analitica. non verifica maiuscole o minuscole.

Il copista di un testo opera una lettura: lineare. sintetica limitata all'inizio e alla fine delle parole. sintetica limitata a lettere, sillabe e parole. analitica limitata a lettere, sillabe e parole.

Nella riproduzione manoscritta, aplografia e diplografia indicano rispettivamente: omissione o raddoppiamento di una sillaba o parola. integrazione di una parola mancante in una frase. raddoppiamento od omissione di una sillaba o parola. integrazione di una sillaba mancante in una parola.

Nella stampa tipografica a caratteri mobili la configurazione concreta dell'errore: constiste nel raddoppiamento di una sillaba o parola. consiste nell'omissione di una sillaba o parola. è inerente al processo di composizione della linea di scrittura. non avviene durante la composizione della linea di scrittura.

La configurazione concreta dell'errore: non dipende dai supporti materiali alla scrittura ma solo dalla competenza del copista. non cambia se la riproduzione è manoscritta o tipografica. cambia se la riproduzione è manoscritta o tipografica o alla macchina da scrivere o tastiera. non cambia se la riproduzione avviene con tastiera o macchina da scrivere.

La cosiddetta "s lunga" è una grafia adottata per la f: soltanto nella produzione a stampa prima del Seicento. nella produzione manoscritta e a stampa fino al Seicento. soltanto nella produzione manoscritta. soltanto nella produzione a stampa dopo il Seicento.

Gli errori di lettura nella riproduzione manoscritta: interessano lettere dalla forma e fattura analoga: i u m n. dipendono dal significato del testo. non dipendono dalla grafia del testo. non interessano lettere dalla forma e fattura analoga: f e "s lunga".

La segnatura di un manoscritto: indica la biblioteca e la città. prevede necessariamente un fondo o sezione. indica la biblioteca. indica città, biblioteca ed eventuale fondo o sezione, collocazione numerica o alfanumerica.

La cosiddetta rima siciliana: è una sovrapposizione della forma linguistica del copista alla lingua dell'autore. non è considerata errore di autodettatura. non interessa la forma linguistica del testo memorizzato. interessa la forma linguistica del testo memorizzato.

La patina linguistica del copista nella canzone di Stefano Protonotaro Pir meu cori alligrari: è francese. è veneta. è toscana. è siciliana.

Il fondo linguistico della canzone Pir meu cori alligrari di Stefano Protonotaro: è veneto. è siciliano. è francese. è toscano.

Segni grafici come apostrofi e accenti: erano già presenti prima del Cinquecento. non sono tipici dell'ortografia moderna. erano normalmente assenti prima del Cinquecento avanzato. erano normalmente evitati prima del Settecento avanzato.

Che cosa si intende per trascrizione diplomatica. Una trascrizione che mantenga i segni grafici così come si presentano nell'antigrafo. Una trascrizione in cui non sono ammesse parentesi. Una trascrizione che non mantenga la punteggiatura. Una trascrizione che introduca i segni dell'ortografia moderna.

Di quante colonne si compone una griglia di collazione?. di solito quattro. di solito due. Una per la numerazione dei versi o delle pericopi e una per la trascrizione diplomatica. Una per la numerazione di versi o pericopi, una per la trascrizione diplomatica e altre colonne quanti sono i testimoni collazionati.

Che cosa si intende per variante nel processo di collazione?. Un errore e non un'innovazione. Una sola tra le lezioni collazionate. Un'innovazione e non un errore. Una lezione grafica, linguistica o sintattica divergente.

Che cosa si intende per varianti sostanziali nel processo di collazione?. Lezioni divergenti che interessano l'intreccio di forma e significato nell'opera letteraria. Lezioni divergenti sul piano fono-morfologico. Errori gravi e non innovazioni. Lezioni divergenti sul piano grafico.

Che cosa si intende per innovazione riguardo a una variante?. Una lezione divergente che non può essere considerata errore. Una lezione divergente che è possibile collocare cronologicamente come precedente. Una lezione non divergente. Una lezione divergente che è possibile collocare in ordine cronologico come successiva.

All'interno dello stemma codicum le varianti adiafore: hanno lo stesso significato che nella collatio. appariranno disposte casualmente nella tradizione. potranno essere collocate genealogicamente. conservano il carattere di indecidibilità.

L'errore in un testo in prosa: coincide sempre con una variante adiafora. è evidente in modo analogo che in un testo in poesia. è inserito in una griglia metrica e prosodica. è meno evidente che in un testo in poesia.

La nomenclatura di Paul Maas si articola. in due coppie che collaborano a un meccanismo ragionativo. in errore monogenetico e separativo. in errore monogenetico e poligenetico. in due o tre elementi.

Secondo Paul Maas: solo gli errori poligenetici sono congiuntivi o separativi. solo gli errori monogenetici sono congiuntivi o separativi. l'errore può essere monogenetico/poligenetico (l'uno esclude l'altro). l'errore può essere monogenetico E poligenetico.

Secondo Paul Maas: solo gli errori poligenetici sono congiuntivi o separativi. solo gli errori monogenetici sono congiuntivi o separativi. L'errore può essere congiuntivo e separativo. L'errore può essere congiuntivo/separativo (l'uno esclude l'altro).

Nell'edizione critica della Vita nova, il Barbi. ha individuato una sola famiglia di testimoni. non ha distinto errori ed errori significativi. ha distinto tra errori ed errori significativi. ha individuato due famiglie di testimoni entrambe corrette.

Le ipotesi teoriche su due copie A e B: ammettono che A e B risalgano a un testimone perduto "interpositus" (che si frappone) rispetto all'originale O. non ammettono che A e B risalgano a un testimone perduto "interpositus" (che si frappone) rispetto all'originale O. non ammettono che A derivi da B il quale risale all'originale O. non ammettono che A e B risalgano entrambi all'originale O.

In una tradizione composta da due copie A e B sono possibili: quattro configurazioni genealogiche. due configurazioni genealogiche. nessuna configurazione genealogica. tre configurazioni genealogiche.

L'assenza di errori congiuntivi in A e B: asserisce una ascendenza non comune ai due testimoni. ammette un'ascendenza comune ai due testimoni. nega una comune ascendenza tra i due testimoni. non è rilevante nello stemma.

Si ammette che le copie A e B risalgano all'originale O: se in A si trova un errore separativo che non compare in B e viceversa. se A si trova un errore congiuntivo che non compare in B e viceversa. se in A si trova un errore separativo che compare in B. se in B si trova un errore congiuntivo che non compare in A.

Un testo conservato in tre copie superstiti siglate A, B e C: ammette almeno sei configurazioni genealogiche possibili. ammette quattro configurazioni genealogiche possibili. non ammette configurazioni genealogiche possibili. ammette sei configurazioni genealogiche possibili.

Per dimostrare la dipendenza reciproca tra tre copie A, B e C: saranno sufficienti tre errori significativi. non è necessaria la presenza di errori significativi. saranno necessari almeno due errori significativi. saranno necessari almeno quattro errori significativi.

La presenza dell'archetipo X in uno stemma è considerata: costante, necessaria e indispensabile. costante ma non necessaria. non necessaria. casuale e non indispensabile.

In uno stemma tripartito secondo il Lachmann: possono trovarsi varianti adiafore in comune a due dei testimoni. le copie A, B e C non dipendono dall'archetipo X. le copie A, B e C dipendono direttamente dall'originale O. non possono trovarsi varianti adiafore in comune a due dei testimoni.

Il richiamo di Bedier alla filologia umanistica: è anteriore al 1890. è collocabile al 1890. è collocabile nel 1913. è una costante della sua attività.

Il metodo del Lachmann si rivela meno efficace: in assenza di tradizione orizzontale. in presenza di tradizione verticale o contaminazione. in assenza di contaminazione. in presenza di tradizione orizzontale o contaminazione.

. Il metodo del Lachmann: si propone di tracciare uno stemma disposto su un asse orizzontale. è fondato sull'assioma che di copia in copia gli errori aumentino. è applicabile in caso di contaminazione. è fondato sul'assioma che di copia in copia gli errori diminuiscano.

La restitutio ope codicum nel metodo del Lachmann: non si avvale della legge della maggioranza. non può attuarsi secondo criteri meccanici. non può attuarsi secondo criteri interni. può attuarsi secondo criteri meccanici o criteri interni.

La restitutio textus nel metodo del Lachmann: non si avvale dell'ope ingenii. non corrisponde all'emendatio. non si avvale dell'ope codium. corisponde a due attività differenti (ope codicum e ope ingenii).

La restitutio ope ingenii nel metodo del Lachmann: non è applicabile in caso di diffrazione in absentia. è anche detta divinatio. non è definibile divinatio. non è definibile congettura.

La restitutio della facies linguistica: non è opportuna nel caso di tradizione monotestimoniale. è opportuna nel caso di tradizione monotestimoniale. è da escludere nel caso di tradizione pluritestimoniale. è applicata solo nella filologia classica.

La restitutio della facies linguistica è una fase: non è un passaggio fondamentale delle filologie nazionali. non esclusiva della tradizione pluritestimoniale. presente nella filologia classica greca e latina. assente nella filologia classica greca e latina.

L'apparato in un'edizione critica: registra tutte o in parte le lezioni rigettate. è equivalente al commento. non registra le lezioni rigettate. non pertiene all'intervento sul testo da parte del filologo.

. Introduzione testuale, testo critico e apparato: sono componenti necessarie di qualsiasi testo pubblicato. sono componenti necessarie di un'edizione critica. sono interscambiabili in un'edizione critica. sono componenti accessorie di un'edizione critica.

L'introduzione in un'edizione critica: pertiene all'autore e all'opera da un punto di vista storico-culturale o storico-letterario. dà conto del lavoro testuale svolto. non pertiene all'intervento sul testo da parte del filologo. può essere sostituita da una premessa storico-culturale o storico-letterario.

È un esempio di testo critico con numerazione dei versi operata dal filologo: Il Fiore. Le Laudes creaturarum di San Francesco. La Divina Commedia. La Storia d'Italia di Guicciardini.

Quali di questi elementi sono pertinenti al testo critico?. Introduzione storico-letteraria. commento. Facies linguistica non determinata. Criteri ortografici e numerazione di versi o paragrafi.

È un esempio di testo critico in prosa con interventi ortografici sostanziali da parte del filologo: Il Roman de la Rose. Le Laudes creaturarum di San Francesco. La Cronica di Anonimo Romano. La Divina Commedia.

La Legenda del santo Stadi a cura di Mauro Badas: non è un esempio di apparato critico in una tradizione monotestimoniale. è un esempio di tradizione pluritestimoniale. è un esempio di apparato critico di una tradizione monotestimoniale. non è corredata di apparato critico.

L'apparato di un testo critico si rivela: un'inutile zavorra per l'editore. inutile per indagini storico-linguistiche o della tradizione. utile per indagini differenti relative alla storia della tradizione e della lingua. un archivio degli orrori della tradizione.

L'apparato di un testo critico: rappresenta un archivio dal quale possono rendersi disponibili soluzioni migliori. rappresenta un commento storico-culturale o storico-letterario. non rappresenta un archivio dal quale possono rendersi disponibili soluzioni migliori. non rappresenta un archivio di interpretazioni antiche del testo.

L'apparato critico in una tradizione monotestimoniale: non può essere negativo. non è opportuno. è sconsigliato. prevede una doppia opzione.

Nel caso di unico testimone gli errori possono: essere segnalati esclusivamente in apparato. essere presentati in una tripla opzione. essere segnalati e corretti esclusivamente nel testo. essere segnalati e corretti direttamente nel testo e/o essere riferiti in apparato.

L'apparato e il commento sono due risorse: entrambe riconducibili alla costituzione (restitutio) del testo. entrambe riconducibili all'esegesi e interpretazione del testo. entrambe necessarie e complementari. utilizzabili in modo disgiunto e alternativo.

Nell'apparato del sonetto Se non si move da ogni parte amore: si individua uno stemma tripartito. non sono registrate varianti linguistiche e morfologiche del testimone Br rispetto a V. sono registrate solo varianti grafiche. sono registrate le varianti linguistiche e morfologiche del testimone Br rispetto a V.

Nei testimoni V e Br del sonetto Se non si move da ogni parte amore: le ipermetrie di V non sono da considerare esclusivamente grafiche. le forme apocopate di Br non sono riconducibili alla patina linguistica settentrionale. le ipermetrie di V sono riconducibili alla scriptio plena e quindi apparenti. le ipermetrie di V sono da considerarsi errori.

La lezione "lo" al v. 11 del sonetto Se non si move da ogni parte amore. prova la dipendenza del testimone V da Br. esclude la dipendenza dei testimoni V e Br da un comune ascendente. prova la dipendenza dei testimoni V e Br da un comune ascendente. è sufficiente a escludere la dipendenza dei testimoni V e Br l'uno dall'altro.

L'errore di ipometria al v. 9 del sonetto Se non si move da ogni parte amore: prova la dipendenza del testimone Br da V. esclude la dipendenza dei testimoni V e Br da un modello comune. è sufficiente a escludere la dipendenza dei testimoni V e Br l'uno dall'altro. suggerisce la dipendenza dei testimoni V e Br dipendenti entrambi da un modello comune.

Del poemetto Il Fiore: sono stati conservati tre manoscritti. è stato conservato un solo manoscritto. esiste soltanto l'edizione critica di Gianfranco Contini. esistono due recenti edizioni critiche e nuovi interventi letterari e interpretativ.

L'edizione critica del Fiore di Gianfranco Contini: non affronta la questione dell'attribuzione del poemetto a Dante. pubblicata nel 1984 è il frutto un lavoro più che decennale. non affronta la questione della produzione didattico-allegorica francese. pubblicata nel 2010 è frutto di un lavoro decennale.

Nell'unico manoscritto che lo tramanda, il Fiore: è intitolato Roman de la Rose. è firmato da Guillaume de Lorris. è anepigrafo cioè privo di titolo. è firmato da Jean de Meung.

Il Fiore volgarizza in toscano: tutte e due le parti del Roman della Rose di Guillaume de Lorris e Jean de Meung. il Tresor di Brunetto Latini. la prima parte del Roman de la Rose di Guillaume de Lorris. la seconda parte del Roman de la Rose di Jean de Meung.

L'autocitazione dell'autore e la citazione di Sigieri di Brabante nel Fiore: sono argomenti esterni nell'attribuzione. non sono argomenti di carattere documentario. sono argomenti interni nell'attribuzione. sono argomenti stilistico-formali.

L'attribuzione del Fiore da parte di Gianfranco Contini si fonda: su argomenti esclusivamente stilistico-formali. su argomenti di carattere esclusivamente documentario. su argomenti di carattere documentario e stilistico-formale. su argomenti inconsistenti.

In riferimento alla lingua del Fiore non si può parlare di: Plurilinguismo. Esperimento gallicizzante. Linguaggio tragico dantesco. Lingua meticciata.

Il manoscritto del Fiore secondo Contini: è molto corrotto. può non essere troppo lontano dall'autore e dall'originale. è databile al XII secolo. è sicuramente lontano dall'autore e dall'originale.

L'utilizzo di strumenti informatici secondo Contini: deve essere sistematico di fronte al plurilinguismo. non rischia di confutare la tesi dell'autenticità della Tenzone a Forese Donati. rischia di confutare la tesi dell'autenticità della Tenzone a Forese Donati. è opportuno per stabilire l'autenticità della Tenzone a Forese Donati.

Nell'attribuzione del Fiore a Dante: si deve ipotizzare una divulgazione analoga a quella della Vita nova. si può ipotizzare una divulgazione diversa da quella della Vita nova. non deve essere tenuto in considerazione il linguaggio comico realistico. non si può ipotizzare una circolazione limitata del testo.

La tradizione extravagante delle Rime di Dante: corrisponde alla fase di scrittura e circolazione di singoli pezzi poetici. è successiva alla pubblicazione della Commedia. è successiva alla pubblicazione della Vita nova. non include alcun componimento poi confluito nella Vita nova.

L'edizione critica delle Rime di Dante a cura di Domenico De Robertis include come testimoni: Codice Marciano e Vaticano. Codice Escorialense e Marciano. Codice Vaticano e Barberiniano. Codice Escorialense e Vaticano.

È considerata editio princeps della Vita nova: la Giuntina del 1576. la Giuntina del 1527. la stampa Semartelli del 1576. la Semartelli del 1527.

L'edizione Barbi della Vita nova: include almeno 74 manoscritti e due stampe antiche. esclude le edizioni a stampa. non distingue tra tradizione organica e inorganica. esclude la tradizione organica.

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